Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3189 du 11 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3189/VIII - AUMENTO DELLE TARIFFE DEI TRASPORTI PUBBLICI IN AOSTA. - (Interrogazione)

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:

INTERROGAZIONE

VENUTI A CONOSCENZA di numerose lamentele per l'aumento del prezzo dei biglietti sui trasporti pubblici di Aosta e circondario (aumento del 50% sugli abbonamenti da 50 corse, da 10.000 a 15.000 lire ed aumento del 25% sui biglietti di corsa semplice nella città di Aosta, da 400 a 500 lire);

RICORDATO che oggi gli abbonamenti vengono consegnati soltanto ai lavoratori attivi e agli studenti e con validità mensile;

RITENUTO opportuno che i predetti abbonamenti possano essere liberamente acquistati da tutti i cittadini e che la validità degli stessi sia prolungata per periodi più lunghi;

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERROGANO

l'Assessore regionale competente per conoscere:

1) quali sono le ragioni che hanno indotto ad aumentare il costo dei biglietti;

2) perché gli abbonamenti sono stati riservati soltanto ai lavoratori ed agli studenti e con validità mensile;

3) quali controlli vengono esercitati dalla Giunta regionale sia sui costi del servizio che sul rispetto degli orari degli autobus.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Rispondo alle tre domande dell'interrogazione, cominciando dalla prima, che chiede le ragioni dell'aumento del prezzo dei biglietti.

L'aumento da 400 a 500 lire del costo dei biglietti degli autoservizi pubblici di Aosta, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 8062 del 18 settembre 1987, è dovuto ai forti aumenti verificatisi nel settore, specie in riferimento al costo della mano d'opera, dei materiali di ricambio e del gasolio, nonché alle disposizioni stabilite nella legge finanziaria dello Stato.

Bisogna comunque tener presente che la tariffa di 500 lire è valida anche per la rete suburbana e non solo per quella strettamente urbana, la quale, per rispettare l'adeguamento previsto, sarebbe dovuta giungere a 600 lire, mentre noi abbiamo preferito adottare una tariffa unificata, valida sia per la rete urbana che per quella suburbana.

In conseguenza dell'unificazione tariffaria e degli obblighi imposti dalle disposizioni della legge finanziaria dello Stato, è aumentato a 15.000 il prezzo dell'abbonamento per 50 corse (50 corse per 500 lire costerebbero 25.000, invece delle 15.000 stabilite con un abbattimento del 40 per cento). Non è stato possibile limitare questo adeguamento del prezzo, obbligatorio, al 25 per cento, perché il prezzo di ogni corsa è di 500 lire, per cui il totale assomma a 15.000 e non più a 10.000 lire.

Rispondendo alla seconda domanda, ricordo che gli abbonamenti sono riservati soltanto ai lavoratori ed agli studenti, perché le tariffe preferenziali, con uno sconto del 40 per cento sull'abbonamento mensile, sono riservate, per legge, ai lavoratori, agli studenti ed ai militari. Questa disposizione è sancita dall'articolo 42 della legge n. 32, nonché, per quanto riguarda la società concessionaria SVAP, dalle disposizioni impartite dal disciplinare del Ministero dei Trasporti che stabilisce:

"Dovranno essere rilasciati abbonamenti con riduzione non inferiore al 40 per cento sulla tariffa ordinaria a favore delle seguenti categorie: operai, studenti, insegnanti, impiegati pubblici e privati ".

Né per legge, quindi, né per disciplinare, gli abbonamenti possono essere acquistati dalla generalità dei cittadini.

Nel merito della validità degli abbonamenti, è sempre la legge a stabilire che la stessa non possa essere superiore al mese e che il numero minimo di corse effettuabili non sia inferiore alle 50 nell'ambito del mese, escluse le domeniche. Per questo occorre rifarsi all'articolo 43 della legge regionale n. 32 del 15 luglio 1982, che è analogo alla normativa statale.

Alla terza domanda, che si riferisce ai controlli esercitati dalla Giunta regionale, rispondo dicendo che i concessionari sono tenuti ad effettuare, con la periodicità stabilita dalla legge, le dichiarazioni relative sia ai proventi che ai costi, mentre i controlli sono attuati dal competente Servizio dei trasporti, nei limiti dell'attuale situazione del Servizio, che stiamo pensando di ristrutturare per adeguarlo alle aumentate esigenze.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): L'interrogazione è stata motivata da una serie di proteste che ci sono giunte in seguito all'adozione di questi aumenti.

Secondo noi, questo aumento piuttosto eccessivo, da 10.000 a 15.000 lire, è giustificato solo dai mancati aumenti del passato. La gente presta attenzione solo alla differenza tra il vecchio ed il nuovo abbonamento e non si preoccupa certamente, dei calcoli o delle ragioni che ne stanno alla base.

Noi abbiamo l'impressione che non si faccia il possibile per rendere efficiente il servizio di trasporto pubblico. Se è vero che gli abbonamenti, come ha detto l'Assessore, che io ringrazio per tutti i riferimenti citati, devono rispettare le prescrizioni legislative e normative, è altrettanto vero che esistono spazi per altri tipi di abbonamento, che prevedono una riduzione magari diversa da quella del 40 per cento e che, del resto, sono già praticati in altre parti d'Italia.

Lo scopo, infatti, è quello di riuscire a trasportare sul mezzo pubblico più gente possibile, affinché la differenza, pagata dalla Regione o dallo Stato, possa essere contenuta al massimo. L'interesse delle ditte concessionarie, in materia, è relativo, perché, per loro, è importante che qualcuno paghi, sia esso il cittadino o l'ente pubblico.

Vorremmo sollecitare la Regione a prevedere l'introduzione di altre forme di abbonamento, con sconti magari anche inferiori al 40 per cento, per l'acquisto di biglietti per l'utilizzo di mezzi di trasporto pubblici urbani e suburbani.

Vorrei far notare, inoltre, che, in tema di trasporti, c'è ancora la questione di non poco conto legata al rispetto degli orari: chi si serve del mezzo pubblico vuole passaggi certi e puntuali. Le linee di Aosta, del resto, non sono molto lunghe, ma si riducono a percorsi di circa 5 o 6 chilometri, per cui la perdita o il ritardo di 10 o 15 minuti non incentiva, sicuramente, l'uso del mezzo pubblico.

Come ultimo suggerimento, mi sento di proporre un'ipotesi di circolare tra Aosta ed i comuni limitrofi, in modo da garantire a questi ultimi un servizio più efficiente dell'attuale.

Non so se, nell'ambito della conferenza dei trasporti, ci sarà anche spazio per l'analisi del trasporto urbano ed extraurbano di Aosta, ma ritengo che sarebbe un tema degno di approfondimento, anche perché potrebbero emergere utili suggerimenti per ovviare ai molti inconvenienti del trasporto pubblico di Aosta, come quello cui vanno incontro gli abitanti del Quartiere Dora, che, per recarsi al cimitero, devono pagare addirittura due biglietti, quando, con un biglietto a tempo, già utilizzato altrove, ne potrebbero pagare uno solo.

L'unico obiettivo da raggiungere è quello di avere più utenti, grazie anche al minor prezzo dell'abbonamento. Noi riteniamo opportuno cercare di incentivare al massimo l'uso del mezzo pubblico, anche qui in Valle d'Aosta, dove il costo del trasporto con il mezzo privato è inferiore che altrove, per la presenza dei buoni carburante.

Del resto, poiché il servizio pubblico ha un costo continuo, perché i mezzi di trasporto sono sempre in funzione, sia con pochi, sia con tanti passeggeri, e questo costo da qualcuno deve essere sopportato, o dal singolo o dall'ente pubblico, chiedo all'Assessore di dedicare una certa attenzione anche al tema dei trasporti urbani ed extraurbani, o nel corso della conferenza dei trasporti oppure immediatamente dopo.

PRESIDENTE: L'oggetto n. 18 all'ordine del giorno verrà discusso unitamente al n. 25 e, pertanto, si procede con l'oggetto n. 19.