Objet du Conseil n. 3079 du 7 octobre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3079/VIII - CONSEGUENZE DELL'ACCORDO STIPULATO DALLA SOCIETÀ ITALIANA BIRRARIA DI POLLEIN CON IL GRUPPO DREHER-HEINEKEN. - (Interpellanza)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Millet e Mafrica:
INTERPELLANZA
LETTI alcuni articoli, apparsi su vari giornali, che trattavano degli accordi tra il gruppo Dreher-Heineken e la famiglia Faranda, azionista di maggioranza della S.I.B. S.p.A. di Pollein;
VISTE le deliberazioni della Giunta regionale del 1983 e del 1987, ratificate dal Consiglio regionale, concernenti finanziamenti regionali concessi alla Società S.I.B. S.p.A. di Pollein;
CONSTATATO che, secondo alcune notizie di stampa, entro la fine del 1988, sarà costituita "la grande Dreher" controllata dagli olandesi della Heineken;
CONSIDERATO che la S.I.B. di Pollein ha sede legale in Valle d'Aosta, con un ritorno per l'Amministrazione regionale dei nove decimi sull'IVA, IRPEF e IRPEG;
PREOCCUPATI per il futuro di detto stabilimento sia a livello di produzione che occupazionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore regionale competente per conoscere:
1) quali sono le informazioni, in possesso della Giunta regionale, sull'accordo S.I.B. - Dreher - Heineken;
2) se la Giunta regionale o l'Assessore regionale competente hanno chiesto ed ottenuto un incontro con gli azionisti di maggioranza della S.I.B. o con gli amministratori della S.I.B. o con i rappresentanti della FINAOSTA nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio Sindacale di detta Società;
3) quali sarebbero le conseguenze per l'Amministrazione regionale, rispetto agli introiti di riparto fiscale in seguito al trasferimento della sede legale della S.I.B. fuori della Valle d'Aosta;
4) quali sono le intenzioni della Giunta in ordine agli interventi da fare per evitare riflessi negativi dell'operazione S.I.B. - Dreher - Heineken sulle entrate regionali e sui livelli di occupazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Abbiamo ritenuto opportuno portare all'attenzione del Consiglio l'accordo stipulato tra la famiglia Faranda, azionista di maggioranza della S.I.B. S.p.A. di Pollein, e la Dreher, perché da esso possono derivare dei cambiamenti, che noi ci auguriamo positivi - per il momento, non ci sono elementi che ci facciano supporre il contrario - e che potrebbero creare nuove condizioni operative in uno dei pochi stabilimenti presenti in Valle d'Aosta che, nel corso della crisi industriale, siano riusciti ad aumentare con gradualità sia l'occupazione sia la produzione.
Occorre tener conto anche del fatto che la Regione Valle d'Aosta ha concesso alla S.I.B. di Pollein prestiti e mutui di vario genere. Ricordo, in proposito, l'approvazione degli ultimi mutui per un totale di 4,5 miliardi e la sottoscrizione di una lettera di patronage, che varrebbero da soli a giustificare una certa attenzione e vigilanza, anche per le obiettive difficoltà nell'individuare e contattare i veri azionisti della società per azioni.
L'interpellanza vuole sapere se la Giunta abbia provveduto a chiedere informazioni agli azionisti di maggioranza della S.I.B. sul futuro dell'azienda. Dalle informazioni apparse su vari giornali si deduce che, dal 1988, la S.I.B. entrerà a far parte di un gruppo con sede a Milano. Non sarà più, quindi, lo stabilimento di una media società, ma diventerà uno dei tanti stabilimenti di un grande gruppo birrario e da ciò deriverà l'esigenza di impostare nuovi rapporti tra la Regione e la S.I.B.. L'esperienza maturata in questo campo ci insegna che non è molto agevole andare a trattare, specie fuori dalla Valle d'Aosta, con una società il cui stabilimento aostano è solo uno dei tanti.
Si potrebbero porre, ovviamente, anche dei problemi di natura sindacale, anche se in questa sede a noi interessa quanto è più pertinente agli interessi politici ed amministrativi della Regione.
Fatte queste premesse, a noi interessa sapere se ci siano stati degli incontri, di che cosa si sia parlato, quali assicurazioni siano state fornite e, soprattutto, se l'Amministrazione regionale, dopo aver fatto certi conteggi, sia in grado o meno di dirci quali perdite o quali vantaggi deriverebbero alla Regione con lo spostamento della sede societaria della nuova ditta da Aosta a Milano. Ci sarebbero probabilmente delle ripercussioni negative sull'IRPEF, sull'IVA (fatto salvo, ovviamente, il discorso più generale di un suo possibile ricupero) e sull'imposta di fabbricazione. Nel merito di quest'ultima imposta io ho chiesto informazioni e mi è stato detto che essa deve essere pagata sul luogo di produzione e, quindi, con l'aumento della produzione dovrebbe aumentare anche il beneficio derivante alla Regione dall'imposta di fabbricazione. Nei limiti del possibile, bisognerebbe evitare che i soldi vadano a finire fuori Valle.
L'interpellanza, in definitiva, ha lo scopo di ottenere delle informazioni, di conoscere il giudizio ed eventualmente le intenzioni della Giunta regionale sull'accordo tra questi grandi gruppi birrari che può avere conseguenze positive per la nostra Regione, come io mi auguro, ma che ci pone in un rapporto diverso, rispetto al passato, con la proprietà dell'azienda.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): Nei giorni scorsi, come è già stato ricordato dal Consigliere Millet, tra le società Dreher, N.B.M. e S.I.B., è stato stipulato un accordo che prevede uno scambio di azioni tra le tre società, in modo da realizzare una reciproca partecipazione minoritaria, dell'ordine di circa il 20 per cento. L'attuale fase prevede una iniziale collaborazione di commercializzazione, per effetto della quale ciascuna azienda commercializzerà tre marchi. Inoltre, qualsiasi sviluppo sociale verrà a crearsi, ogni singola azienda continuerà a produrre con i tre marchi separati: Henninger, Dreher ed Heineken.
Non è ancora stata stabilita la data di fusione delle tre società. A quanto ci risulta, questo problema sarà oggetto di ulteriori esami e sviluppi nel corso dei quali si dovrebbe anche definire la costituzione o meno di un'unica società; dovrebbero essere definiti i rapporti conseguenti ad un'eventuale fusione, nonché la localizzazione della sede sociale. Stando alle informazioni in nostro possesso, tutte queste trattative non dovrebbero sfociare in accordi definitivi prima del 1989-90.
Su questo accordo noi esprimiamo un giudizio sostanzialmente positivo che discende dalla considerazione che l'accorpamento delle tre società sfocerà nella creazione del primo produttore di birra in Italia con una quota di mercato pari al 30 per cento, contro la quota attuale della S.I.B. pari a circa il 7-8 per cento. Questo fatto riveste una notevole importanza, perché, mentre le piccole aziende sono in crisi e tutti i grandi gruppi cercano di unificarsi, questa unione rafforza certamente la nuova società e potrei dire che rafforza anche lo stabilimento di Pollein che, proprio grazie agli interventi regionali degli ultimi anni, può essere considerato all'avanguardia per la qualità delle attrezzature e della sua produzione. Tra gli stabilimenti dei vari gruppi, quello di Pollein si porrà all'avanguardia per la produzione della birra, tant'è che è stato previsto di produrvi anche la birra Heineken.
Tutto questo, oltre ad un aumento di circa il 10 per cento dell'occupazione, - dai 178 dipendenti attuali si dovrebbe passare presumibilmente intorno al 1890 ai circa 200 dipendenti fissi, oltre ovviamente a quelli stagionali -, dovrebbe comportare anche un aumento della produzione e quindi anche delle entrate regionali, delle quali parlerò fra poco.
Per rispondere alla seconda domanda, posso dire che la Giunta regionale ha avuto un incontro con il responsabile dello stabilimento di Pollein e con i rappresentanti della FINAOSTA nel consiglio di amministrazione e nel collegio dei sindaci della società, proprio per avere uno scambio di informazioni e per valutare la portata dell'accordo di cui si parla.
A parte il fatto che la localizzazione della sede sociale della nuova società è ancora da decidere, noi faremo di tutto per mantenerla in Valle d'Aosta, anche se ci rendiamo conto che un grande gruppo economico ha, ovviamente, dei problemi di commercializzazione e di rappresentanza dei quali occorrerà tener conto. Tuttavia, nell'ipotesi che ciò avvenisse, si verrebbe a perdere l'IRPEG, che viene versata dove c'è la sede sociale, ed infatti i 150 milioni citati corrispondono all'IRPEG versata nel 1986. Il Consigliere Millet ha già ricordato, giustamente, che l'IRPEF deve essere versata alla Regione, come previsto dall'articolo 6, e non è in funzione della localizzazione della sede sociale. Non ci preoccupa il discorso dell'IVA, perché nell'ultimo triennio la S.I.B. è risultata in credito, nei confronti dello Stato, di circa 700 milioni.
Il discorso importante si pone, invece, sull'imposta di fabbricazione, che interessa particolarmente la Regione e che, con l'aumento della produzione e fermi restando i valori di riferimento, dovrebbe passare a circa 18 miliardi nel 1991, contro i 10 miliardi previsti per il 1987, con un aumento piuttosto notevole. Dalle informazioni in nostro possesso, in questo momento, risulta che l'imposta di fabbricazione deve essere pagata nel posto di produzione, indipendentemente dalla localizzazione della sede sociale.
Ho già risposto alla domanda relativa ai livelli occupazionali e posso garantire al Consigliere Millet che la Giunta regionale segue con attenzione questo problema, così come seguirà con attenzione i suoi ulteriori sviluppi, proprio per cercare di salvaguardare sia l'occupazione sia le entrate che ci derivano dal riparto fiscale, perché effettivamente ci rendiamo conto che la S.I.B. è un'azienda che interessa alla Regione in misura notevole.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Ringrazio l'Assessore per tutte le informazioni sulla localizzazione della sede sociale della nuova società e sulla maggiore importanza dell'imposta di fabbricazione, rispetto all'IVA.
Anch'io ritengo che oggi esistano tutti i presupposti perché la creazione di questa nuova società sortisca degli esiti positivi. Abbiamo già visto, tuttavia, che trattando con le multinazionali è molto difficile individuare l'interlocutore più adatto, così come abbiamo avuto modo di constatare che stabilimenti con alta tecnologia possono essere facilmente smantellati con le più svariate giustificazioni.
La nostra preoccupazione, quindi, è anche legata alla necessità di una vigile attenzione, perché la maggioranza azionaria della nuova società non apparterrà più alla famiglia siciliana Faranda, ma a degli olandesi. Vorremmo ricordare, quindi, di stare molto attenti agli sviluppi futuri di questi accordi, perché, pur in presenza di premesse tutte positive, siamo anche di fronte a vicende economiche internazionali in forza delle quali si potrebbero verificare repentini cambiamenti che dalle attuali condizioni positive ci farebbero precipitare in condizioni negative. Non ci dimentichiamo che, finora, lo stabilimento S.I.B. ha sempre avuto un ruolo positivo nell'economia regionale e noi dobbiamo fare di tutto perché continui ad averlo.
