Objet du Conseil n. 3032 du 23 septembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3032/VIII - FUTURO DELLA CENTRALE DEL LATTE DI AOSTA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:
Interpellanza
Ricordate le numerose iniziative del Gruppo comunista relative alla questione della Centrale del Latte di Aosta;
Letti l'articolo su "La Stampa" dell'8 settembre 1987 ed il comunicato delle organizzazioni sindacali del 1° settembre che trattavano di tale problema;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore regionale competente per conoscere quali siano gli intendimenti della Giunta regionale rispetto al futuro della Centrale del Latte sia in relazione all'assetto societario che alla localizzazione ed alle caratteristiche del prospettato nuovo stabilimento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la interpellanza il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Questo tema è stato trattato parecchie volte in questo Consiglio da parte del nostro Gruppo; le risposte della Giunta sono sempre state evasive sul futuro della Centrale del Latte, e abbiamo dovuto aspettare un articolo su "La Stampa" per sapere qualcosa in più, comunque vorremmo in questa sede ulteriori notizie in merito. Spero che dalla risposta dell'Assessore si possa fare un passo avanti.
La prima questione che si pone, è inerente all'assetto societario. Nell'intervista si pongono alcune questioni circa la nuova società, in cui si dice che la maggioranza deve essere pubblica, regionale, che devono essere presenti dei Comuni - e qui si potrebbe capire che oltre al Comune di Aosta potrebbero essercene altri -, e che la presenza dei produttori privati non dovrebbe superare il 10%.
A questo punto si pone un problema: una parte del deficit della Centrale del Latte non è dovuta a cattiva gestione, ma a scelte di un certo tipo: quella di garantire ai produttori un certo prezzo del latte alla stalla e quella di tener conto che il latte pastorizzato dev'essere venduto ad un certo prezzo sotto controllo di un comitato regionale. Queste scelte portavano ad un deficit di 50-60 L. al litro. Per poter mantenere queste scelte, tenendo conto della legislazione nazionale e delle direttive CEE, l'unica strada era quella del ripiano. Ora, i privati che parteciperanno a questa società, non credo siano disposti ad accettare dei deficit, quindi si pone questo problema.
Al di là del fatto che la maggioranza di questa società debba essere pubblica, regionale, la presenza dei privati o anche degli stessi conferitori come si affronta? Questa è la domanda che si pone all'Assessore competente.
Per quanto riguarda la localizzazione dello stabilimento, si è sempre stati evasivi, si parla di Gressan e quindi vorremmo sapere se questa sede è confermata oppure non è ancora certa. Vorremmo fosse precisato il tipo di stabilimento e quindi il tipo di produzione. Abbiamo avuto polemiche in quanto l'Assessorato diceva che, prima di andare a costruire un nuovo stabilimento, dopo aver fatto questa scelta, si doveva definire il tipo di produzione.
Vorremmo sapere se l'Assessorato ha già deciso qualcosa, se continuare l'attuale produzione, oppure aggiungerne altra: si parla di yogurt, di latte a lunga conservazione, vorremmo sapere qualcosa di più.
La nostra unica preoccupazione è questa: se il latte pastorizzato ha un significato per la Valle d'Aosta, in quanto viene utilizzato il latte della Regione, per quanto riguarda il latte a lunga conservazione e lo yogurt non vorremmo che si andasse a costruire uno stabilimento in cui si opera con una tecnologia molto avanzata, ma poi non si riesce a vendere i prodotti. Nel campo degli yogurt, della lunga conservazione, il mercato presenta una grossa concorrenza, quindi, se la cosa non è ben oculata, si rischia di andare a produrre un prodotto che poi non trova a sua giusta collocazione, e si ha un ritorno deficitario per la gestione della società.
Non vorremmo neppure che i privati che partecipano alla società, facessero fare degli investimenti alla Regione; un momento fa abbiamo detto che il privato non tira fuori i soldi, al limite induce la Regione a fare delle spese e poi si ritira in buon ordine. Quindi riteniamo che su un problema del genere ci sia una riflessione precedente e poi le scelte si fanno in ragione alla possibilità di collocazione del prodotto sul mercato, perchè ritengo che lo yogurt, il latte a lunga conservazione, non si può pensare di produrlo solo per la Valle d'Aosta, per cui si deve avere una dimensione del mercato che va al di là della nostra Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
PERRIN (U.V.): Comme j'avais déjà eu l'occasion de répondre ce printemps dernier à M. Millet sur une interrogation du même genre, a Région a été intéressée par des sociétés privées pour une gestion de la Centrale Laitière d'Aoste. Après un examen on a poursuivi les pourparlers avec l'une de ces sociétés, avec laquelle il y a une hypothèse qui peut s'avérer dans l'immédiat.
Cette hypothèse prévoit la construction d'une nouvelle société par actions pour la Centrale Laitière, qui sera à capital mixte, et, contrairement à ce qui a été dit par le journal, il y aura une majorité de capital privé et non public (35% de capital public), à laquelle peut participer l'Administration régionale, les Communes intéressées, donc éventuellement la Commune d'Aoste et la Commune de Gressan, puisque la centrale sera à Gressan.
Nous avions voulu réserver, dans les pourparlers avec la société, 10% qui pourra être pris 5% sur le capital privé, 5% sur le capital public, pour une éventuelle entrée dans la société des producteurs valdôtains qui confèrent le lait, pour un maximum de 10% de capital.
Pour ce qui est de la localisation, après avoir recherché d'autres espaces, n'ayant pas un espace suffisant à Aoste, en retenant utile libérer l'actuelle zone en rue du Petit St. Bernard, nous avions essayé de repérer des terrains à Saint-Christophe; ailleurs le prix offert était trop élevé et donc, comme l'Administration régionale possède déjà une zone suffisamment vaste à Gressan, c'est là que la nouvelle Centrale sera localisée.
Pour ce qui est de l'établissement il devra être conçu selon les productions qui seront introduites; on prévoit une phase immédiate, avec la possibilité d'amplifier l'établissement à travers des phases successives qui sont cependant à voir et à étudier, évidemment.
Pour l'immédiat il y aurait la production de lait entier, de lait frais et donc on maintiendrait la production actuelle, en prenant ce lait auprès des producteurs valdôtains comme cela est fait actuellement. Et cela aussi pour une raison politique, puisque jusqu'à maintenant cela a été une volonté de ce Conseil de donner la possibilité aux citoyens valdôtains d'utiliser un produit valdôtain, justement. A côté du lait frais, il y aurait la production de lait en UHT (lait à longue conservation) qui viendrait cependant s'ajouter uniquement à la production actuelle de lait frais, production de yogurt, production de fromage frais, et dans une phase successive peut-être la possibilité d'arriver à d'autres solutions telles que jus de fruit ou des glaces. Le fait que les privés aient conduit ces pourparlers, signifie, contrairement à ce que M. Millet dit, qu'ils ont l'intention de continuer la production de lait frais, en sachant qu'en Vallée d'Aoste, par la politique des prix qui a été fixée avec les producteurs de lait, le lait coûte plus cher qu'ailleurs, et donc il y a la possibilité d'avoir des déficits sur le lait frais, mais justement de réparer à cela à travers les autres productions.
Et donc ils s'engagent à absorber les frais qui dériveront de la vente du lait frais, par les autres productions.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): Ringrazio l'Assessore perchè se non altro ha detto qualcosa in più rispetto alle altre volte. Chiarita la questione dell'assetto societario, si va, se ho capito bene, verso una società a maggioranza privata; si mantiene il pubblico al 35%.
A me pare che rimane sempre quel nodo che ho posto all'inizio, cioè il deficit in base a quelle scelte; ci credo poco a quelle cose, spero che l'Assessore sia in grado di ottenere dai privati quelle garanzie. Non so se i privati sono disposti ad accollarsi un deficit - che posso quantificare sui 100 milioni - sperando di recuperare producendo latte a lunga conservazione, yogurt, eventualmente gelati. Vedo che questa Giunta regionale ha intenzione di creare una società che sia in grado di battere sul mercato i produttori che collocano questi prodotti con molta difficoltà, con margini di utile molto ristretti.
Invito la Giunta a fare una indagine di mercato; invito l'Assessore, prima che la Giunta prenda una decisione definitiva, ad informare la Commissione competente, e a portare qualche dato per dimostrare che questa scelta va nella direzione di una industria che, non solo non sia deficitaria come questa (deficit che ritengo derivasse in buona parte da una scelta politica), ma non aumenti il deficit che si è avuto in passato, per cui la Regione non debba pagare ai privati il deficit che si andasse ad accumulare.
Dubito che in Valle d'Aosta si possa produrre yogurt, salvo che si dimostri che lo si produce per esportarlo su un mercato molto vasto. Vorrei sapere qual è la catena di commercializzazione che si è in grado di attuare per collocare i prodotti sul mercato. Produrre yogurt in maniera vantaggiosa dal punto di vista economico, vuol dire produrne milioni di pezzi di vario taglio; pertanto invito nuovamente l'Assessore, prima che venga presa una decisione definitiva, a venire a discutere in Commissione di questi dati, in modo da fare una scelta oculata che vada nell'interesse della Valle d'Aosta, sia come garanzia di qualità sia per aumentare i posti di lavoro.
