Objet du Conseil n. 184 du 11 juillet 1974 - Verbale

OGGETTO N. 184/74 - Interruzione della discussione sulla proposta di legge regionale n. 34, d'iniziativa del Consigliere Di Stasi, concernente: "Concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile".

Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla sottoriportata proposta di legge regionale concernente: "Concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile", proposta di legge trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno del l'adunanza dell'11 e 12 luglio 1974:

Relazione del proponente

L'inadeguatezza delle vigenti norme di legislazione sociale in materia di reversibilità delle pensioni INAIL, reversibilità prevista solo nel caso in cui la morte di un titolare di rendita INAIL (per silicosi, per malattia professionale o infortunio) sia conseguenza diretta della malattia professionale o dell'infortunio per i quali è stato indennizzato in vita, ha dato vita a gravi discriminazioni molto spesso drammatiche e che molte volte, senza esito, sono state oggetto a livello nazionale di proposte di legge o di iniziative parlamentari:

Non sto ad esaminare le cause del ritardo dell'intervento legislativo che in questi ultimi giorni pare abbia ripreso energia e voglio illustrare il perché di questa proposta di legge che vedrebbe la nostra Regione, dopo le iniziative assunte a favore degli agricoltori e degli artigiani, all'avanguardia del settore di "previdenza sociale".

Le pensioni INAIL (rendite) concesse ai sensi del D.P.R. n. 1124 del 30/6/65 prevedono, come ho premesso, solo un caso per il quale ai superstiti aventi diritto (moglie, figli ecc.) possono avere diritto alla reversibilità dell'indennizzo, e cioè uno stretto nesso di causa ed effetto tra la morte e la lesione infortunistica o M/P.

Con questa formulazione, data la carenza nel campo della tutela della legge infortunistica, non poche volte ci si trova di fronte a casi in cui l'autopsia esclude la presenza della malattia professionale indennizzata (nella fattispecie silicosi) ed automaticamente esclude il diritto al risarcimento, senza preoccuparsi del fatto che l'eventuale alterazione causa prima della morte, pur non essendo la silicosi, poteva benissimo essere altra tecnopatia non ancora riconosciuta (esempio siderosi, bronchite da lavoro, ecc.).

Né può essere sottaciuto il valore morale della rendita concessa dall'INAIL al lavoratore e cioè del risarcimento vero e proprio, sia pure in forma inferiore, del danno subito e ciò utilizzando i "premi" cioè i contributi versati dai datori di lavoro che altro non sono se non "salario previdenziale" e cioè quota parte del salario non corrisposto e quindi accantonato per così dire dal lavoratore, indirettamente, per far fronte ai rischi derivati dall'attività lavorativa.

Se pensiamo alla realtà drammatica della famiglia di un titolare di rendita INAIL, che a causa delle lesioni riportate ha dovuto anzitempo abbandonare ogni attività lavorativa, perdendo così la possibilità di conseguire una normale pensione al raggiungimento del 60° anno di età, e che al decesso dello stesso si trova priva di ogni mezzo di sostentamento salvo l'eventuale minimo di pensione INPS; se consideriamo che molto spesso il rifiuto, giustificato, dell'autopsia pone i superstiti nella condizione di perdere il diritto al risarcimento; se consideriamo che più di ogni altro il lavoratore affetto da malattia professionale è soggetto a morte prematura per le minori garanzie di resistenza che offre l'organismo malato a qualsiasi tipo di evento dannoso; se consideriamo il dettato costituzionale che prevede esplicitamente il dovere di intervenire laddove si verifichino situazioni di bisogno, credo che non si possa fare a meno di considerare la legittimità di un intervento legislativo da parte della nostra Regione in materia di reversibilità delle pensioni INAIL, almeno fino a quando lo Stato non avrà provveduto direttamente.

Occorre inoltre considerare che negli ultimi anni il deprezzamento della nostra moneta, il rialzo dei prezzi che in misura sempre maggiore ha colpito i redditi bassi (e in particolar modo i pensionati e i lavoratori) hanno chiaramente evidenziato la necessità di un intervento anche da parte della Regione atto a garantire i lavoratori e le loro famiglie e questo intervento pare ancor più giustificato laddove non solo si cerchi di compensare una carenza legislativa, ma si tenti di garantire alla famiglia, ai superstiti del lavoratore deceduto i mezzi minimi vitali di sostentamento.

Sotto tali principi ha tratto ispirazione la presente proposta di legge che tende a garantire:

- la corresponsione di un vitalizio mensile pari alla metà di quanto percepito in vita a titolo di pensione INAIL dal defunto alla vedova nelle condizioni previste dal predisposto articolo di legge;

- la corresponsione di un vitalizio pari al 20% di quanto corrisposto sempre in vita al titolare di rendita INAIL ai suoi figli o alle altre persone previste nella proposta di legge;

- l'immediatezza dell'intervento in attesa della definizione delle lunghe procedure intentate presso l'INAIL da parte dei superstiti, fatto salvo il diritto, dopo accordi con l'INAIL, di rimborso in caso di accertamento della competenza in materia di reversibilità da parte del predetto ENTE;

- l'estensione del provvedimento a tutti i superstiti residenti in valle di titolari di rendita residenti in valle;

- la fissazione di un tetto massimo di reddito oltre al quale l'intervento diventa non necessario a causa della carenza del pregiudiziale principio ispiratore della legge e cioè il "bisogno".

A tutte queste considerazioni di ordine economico si deve aggiungere una ultima considerazione di ordine morale e sociale e cioè la necessità di evitare un grosso trauma alla famiglia del titolare di rendita deceduto e cioè l'esame autoptico, in moltissimi casi disposto per ricercare la causa mortis anche a titolo di "studio".

Nel momento in cui il parlamento e il paese, con la recente riforma delle pensioni, ha tentato di introdurre il principio generale della reversibilità delle pensioni INPS non credo che sussistano valide giustificazioni atte a negare la validità di un intervento specifico da parte della nostra regione in materia di reversibilità delle rendite INAIL.

Quanto detto giustifica a mio avviso pienamente la presentazione della proposta di legge regionale allegata, che porterebbe la Valle d'Aosta, come già fu fatto per la legge Chantel sulla silicosi, tra le prime regioni d'Italia che concretamente hanno individuato e risolto un grosso problema, eliminando una grave ingiustizia sociale.

Illustra il relatore, Consigliere DI STASI.

Intervengono i Consiglieri PARISI, PERRUCHON, SIGGIA e BORDON.

Intervengono i Consiglieri VIGLINO, FOSSON e CHANU per chiedere il rinvio della discussione dell'oggetto.

Prendono la parola i Consiglieri PEDRINI, MAPPELLI, PARISI, JORRIOZ e DI STASI.

Prende la parola il Consigliere MONAMI per chiedere una breve sospensione dei lavori.

Intervengono inoltre i Consiglieri BORDON e FOSSON.

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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,04 alle ore 12,18.

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Sulla proposta di interruzione della discussione prendono la parola, per dichiarazione di voto, i Consiglieri VIGLINO (favorevole), BORDON (astensione), FOSSON (favorevole), PEDRINI (astensione), MONAMI (favorevole) e JORRIOZ (favorevole).

Interviene il Presidente della Giunta DUJANY.

Prendono la parola, per dichiarazione di voto, i Consiglieri PARISI (favorevole), PERRUCHON (favorevole) e DI STASI (favorevole).

Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola per dichiarazioni di voto sulla proposta di interruzione della discussione; ai sensi del punto 1) dell'art. 51 del Regolamento interno del Consiglio, sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta di interruzione della discussione sul progetto di legge di cui trattasi, con rinvio del medesimo alla competente Commissione consiliare per il suo riesame di fine del coordinamento del testo originario con gli emendamenti presentati e con l'impegno di iscrivere nuovamente il progetto di legge coordinato all'ordine del giorno dell'adunanza consiliare che sarà convocata per la seconda quindicina del mese di settembre.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio con ventisette voti favorevoli e nessun voto contrario (Consiglieri presenti: trentuno; votanti: ventisette; astenutisi dalla votazione i Consiglieri Borbey; Bordon, Mappelli e Ramera) ha approvato la sottoriportata proposta.

Il Consiglio prende atto.