Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 184 du 11 juillet 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 184/74 - Interruzione della discussione sulla proposta di legge regionale n. 34, d'iniziativa del Consigliere Di Stasi, concernente: "Concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile".

Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora lo svolgimento della proposta di legge circa la "Concessione ai superstiti di titolari in vita di rendita per malattie professionali o infortunio di un vitalizio mensile".

La parola al Consigliere proponente Di Stasi.

Di Stasi (PSI) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, iniziare una relazione su una proposta di legge con delle note polemiche è certamente controproducente; nonostante ciò ritengo doveroso fare alcune osservazioni e dire che una proposta di legge portata avanti per iniziativa consiliare è qualcosa che non si verifica con molta frequenza in questa Assemblea. Dato che il Consigliere Andrione è rientrato, voglio confortarlo per la sua giusta rimostranza, fatta all'inizio della discussione, e informarlo che la mia proposta di legge porta una data molto lontana nel tempo, precisamente del 10 aprile di quest'anno. Avevo chiesto, come mi è concesso dal Regolamento, la procedura d'urgenza per questa proposta che necessitava di un'ampia discussione nell'ambito delle Commissioni preposte e che invece è stata esaminata affrettatamente solo in una riunione convocata per il 9 di questo mese, cioè due giorni fa; non è stato quindi possibile approfondire il problema che io, proponente, avevo studiato a fondo attraverso numerosi incontri con le Organizzazioni sindacali e con gli Enti di Patronato. Naturalmente, quando ho presentato inizialmente la proposta di legge, sapevo che non era perfetta ma sapevo anche che si poteva certamente migliorare. Infatti ho rinunciato a discuterla nel precedente Consiglio, anche se il presidente, e devo dargliene atto, l'aveva iscritta all'ordine del giorno, proprio perché volevo fosse esaminata dalle Commissioni, della cui validità e necessità sono più che convinto.

Anche io sono Presidente di una Commissione e cerco sempre di fare del mio meglio, tenendo conto delle esigenze di coloro che prospettano dei problemi e che vogliono siano discussi. Dico questo non soltanto a difesa delle prerogative del Consigliere Di Stasi ma a difesa di tutti i Consiglieri seduti in quest'Aula. Noi abbiamo cercato di migliorare il lavoro delle Commissioni, di dargli un'impronta diversa. Non si riuscirà di certo a cambiare tutto in un breve lasso di tempo ma credo che, se esiste la buona volontà, si potrà arrivare a dei risultati proficui. Sono stato finora un Consigliere abbastanza taciturno ma che, però, non vuole gli si pesti la coda; è una protesta quella che faccio in questo momento e vi chiedo scusa di questo sfogo se ho detto cose poco piacevoli ma che comunque ritengo giuste, come ritengo più che giusta la proposta che adesso vi presento.

Lo scopo di questa legge è quello di integrare una legislazione nazionale carente, a detta di molta gente. L'ha fatto notare ancora ultimamente a un Convegno di mutilati a Verone, il Ministro Bertoldi, che ha promesso, a nome del Governo e del Parlamento, di esaminare le numerose proposte che esistono e che finora sono rimaste ancora inevase. Tutte le pensioni assegnate ai lavoratori a seguito dei contributi da loro versati o a seguito del salario previdenziale, quando cioè il datore di lavoro versa i contributi come premio di rischio assicurato, sono diventate reversibili; l'unica rendita non reversibile è la rendita INAIL ai superstiti.

La carenza tabellare dell'attuale legge sugli infortuni non dà la possibilità della reversibilità se non in un rapporto di causa ed effetto tra morte ed esistenza della malattia professionale o dell'infortunio. Questo, di conseguenza, crea delle gravi sperequazioni per quei titolari di rendita che sono deceduti a seguito di malattia professionale non tabellata. E abbiamo degli esempi molto vicini di operai della Cogne che decedono per malattie inerenti al loro lavoro, come può essere la siderosi, l'avvelenamento da fumi o la bronchite cronica e che non possono godere della reversibilità, in quanto non viene riconosciuto il rapporto fra causa ed effetto della malattia professionale.

Un altro aspetto della questione è poi la necessità di evitare, per quanto possibile, il danno che proviene alle famiglie che non danno l'assenso all'autopsia; è una questione opinabile, sulla quale si potrà discutere ma esistono casi reali in cui il coniuge superstite, non avendo dato l'assenso, decade automaticamente dalla possibilità della reversibilità della pensione. Personalmente sono d'accordo sulla necessità dell'esame autoptico, ma per quanto riguarda i casi di rifiuto, secondo me è possibile intervenire solo attraverso un'opera di persuasione e di elevazione culturale se non in maniera diversa. Bisognerebbe attuare, sia pure settorialmente e seppure in minima parte, il dettato costituzionale del diritto all'assistenza e al sostentamento; infatti vi sono famiglie che, a seguito dell'impossibilità della reversibilità della rendita INAIL, non hanno il minimo per il sostentamento vitale.

Un altro aspetto, ed è quello che mi ha spinto a presentare questa proposta di legge, è quello di dare il via, con un'iniziativa regionale, a una riforma generalizzata; non dimentichiamoci che la legge sulla silicosi ha favorito, a livello nazionale, l'adeguamento di una situazione più che carente.

Per quanto riguarda la spesa, non ci sono quei costi eccessivi che venivano paventati: la spesa per la Regione dovrebbe essere inferiore ai venti milioni l'anno e non credo che sia un impegno così gravoso da non poter essere affrontato per risolvere un problema di così grande importanza, tanto più che il costo sarà ancora ridotto alla luce di una recentissima sentenza della Corte Costituzionale che prevede l'allargamento della tutela alle malattie professionali anche non tabellate. È certamente una legge restrittiva, e me ne dispiace, perché, se è vero che altre iniziative regionali sono servite per portare a soluzione grossi problemi a livello nazionale, presentare una legge restrittiva non fa il bene di coloro che ne dovranno beneficiare, ma l'ho strutturata così perché sono consapevole anche delle altre necessità esistenti.

Concludo, Signor Presidente, preannunciando alcuni emendamenti che avevo già preparato e che intendevo portare alla discussione della Commissione Sanità, cosa che non ho potuto fare perché pensavo di poter presentare un testo concordato, più limato, che tenesse conto anche delle richieste dei partecipanti alla Commissione consiliare.

Dolchi (Presidente) - Dichiaro aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, vorrei far notare al Consigliere Di Stasi, che ha lamentato una certa disfunzione da parte della Commissione perché non ha affrontato questa legge nei tempi e nei termini dovuti, che quando ci siamo riuniti una prima volta, proprio in quella seduta il Consigliere Di Stasi modificò il suo primo disegno di legge e ne presentò un latro seduta stante; evidentemente i facenti parte della Commissione non potevano esaminare in quel momento il nuovo disegno di legge, per di più il giorno 9, quando si è passati all'esame di questo di questo nuovo testo, il Consigliere proponente aveva in animo di consegnare altri emendamenti.

Ecco, Consigliere Di Stasi, sono d'accordo con lei nel sostenere che bisogna dire quello che deve essere detto ma non ritengo giusto addebitare il ritardo nella presentazione di questa legge alla Commissione. Grazie.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Perruchon. Ne ha facoltà.

Perruchon (UVP) - Se è vero che questa legge ha avuto un iter un po' lungo, essendo stata presentata diversi mesi fa, è anche vero che è una legge notoriamente non accettabile, avendo delle gravi lacune. Di questo il Consigliere Di Stasi era informato e per questo ha presentato una nuova proposta; francamente mi aspettavo che venisse consegnata all'Ufficio di Presidenza e poi ci fosse ritrasmessa o fosse convocata d'urgenza una riunione della Commissione della Sanità. In quel momento, in verità, abbiamo avuto una discussione un po' animata. Il Signor Di Stasi mi rimprovera di aver boicottato questa legge: io non l'ho boicottata, soltanto mi lascia un po' perplessa perché prima di tutto ritengo che questa legge non è di nostra competenza ma dell'Inps e dell'INAIL, dato che gli operai versano i contributi non alla Regione ma a questi Istituti; in secondo luogo penso che ci siano altre persone che hanno bisogno di assistenza quanto questi e forse anche di più. Io avrei visto bene questa legge se studiata sotto il profilo di riforma generale; in quel caso avremmo potuto contemplare tutti i vari casi e dare un parere più giusto.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Siggia. Ne ha facoltà.

Siggia (PCI) - Signori Consiglieri, anche io intendo prendere la parola in apertura di dibattito per precisare la posizione del Gruppo comunista. La legge presentata deve essere esaminata sia sotto un profilo formale, sia sotto un profilo sostanziale. A proposito della forma sono state fatte delle polemiche, ora, io ritengo che quando i problemi sono decisamente importanti come in questo caso, i Consiglieri regionali dovrebbero dimostrare una precisa volontà politica, anche scostandosi da certe norme del Regolamento.

Per quanto riguarda il contenuto, gli importi previsti sono quelli trasmessi dall'INPS e dall'INAIL che, sino a oggi, nessun Consigliere è stato in condizione di contestare. La legge è stata sottoposta all'esame della Commissione Affari Generali e Finanze solo per quanto riguarda l'aspetto economico-finanziario e, in assenza di obiezioni o dati che potessero far prevedere importi diversi da quelli previsti dalla legge, è stato espresso parere favorevole.

Per quanto riguarda il problema generale, la posizione del Partito Comunista, più volte espressa in quest'Aula, è di pieno appoggio a tutte le proposte di legge che prevedono l'intervento dell'Amministrazione regionale nel settore sanitario, come in tutti i settori di interesse generale. Come ho avuto modo più volte di esprimere in questa Aula, ritengo che tutto il problema della sanità debba essere studiato in un quadro generale di assistenza sanitaria in Valle d'Aosta; ero e sono contraria ancora oggi a interventi settoriali fatti per categoria, per tipi di interventi diversi che, evidentemente, nella loro frammentarietà non danno il quadro complessivo della situazione valdostana e possono intralciare una eventuale riforma globale.

Non posso però non ricordare come, in assenza di un intervento sanitario generale, nell'attuale situazione anche interventi frammentari e settoriali possono aiutare a risolvere il problema. Voglio ricordare al Consiglio che solo quattro mesi fa, trentacinque Consiglieri hanno votato a favore di una legge che concedeva l'indennità di malattia ai contadini i quali, essendo assistiti da una mutua che prevede solo la corresponsione di medicinali e di interventi ospedalieri, avevano un valido motivo per chiedere l'intervento dell'Ente pubblico per il periodo di malattia non contemplato dalla Cassa Mutua Coltivatori Diretti. Trentacinque Consiglieri hanno votato a favore di quel progetto di legge presentato dal Gruppo della Democrazia Cristiana perché, pur essendo una disposizione settoriale, aveva il grosso pregio di risolvere una situazione che tutti ritenevano importante per la categoria dei contadini.

Uguale discorso abbiamo fatto alla lettura della proposta di legge presentata dal Consigliere Di Stasi; aggiungo che non dobbiamo dimenticare che il numero degli operai silicotici in Valle è estremamente elevato.

Voglio solo ricordare al Consiglio come il dibattito consiliare svoltosi dopo che era stata costituita una Commissione di indagine sulla situazione della Nazionale Cogne avesse puntualizzato, anche grazie alla Commissione interna sindacale della Cogne, che una delle maggiori deficienze della Nazionale Cogne era la prevenzione all'interno della fabbrica. Da ciò deriva che in Valle d'Aosta, secondo quanto si legge alla pagina 472 del volume che riporta i lavori della suddetta Commissione, su centomila abitanti, vi sono ben milletrecento silicotici all'anno i quali, in media, muoiono quattordici anni prima di tutti gli altri abitanti. Con ciò rispondo al Consigliere Parisi il quale l'altro giorno in Commissione ha detto che gli operai silicotici quando raggiungono la pensione, in realtà fanno una bella vita perché sono più giovani degli altri, hanno tempo libero, possono dedicarsi al gioco delle bocce, ecc. Ma se vanno in pensione prima è perché sono invalidi, perché hanno la prospettiva di morire a un'età di media inferiore di quattordici anni a quella nazionale. E se l'INPS riconosce ai lavoratori questa incapacità lavorativa in vita, non vi è motivo di non riconoscere lo stesso importo ai familiari, mogli e figli di silicotici, che in definitiva soffrono gli stessi disagi del lavoratore, dato che la moglie di un invalido ha certamente una vita piuttosto difficile.

Sappiamo tutti, e non lo ripeto più, quali siano i difetti della legge nazionale INAIL, che prevede la rendita e poi la pensione, per quanto riguarda le malattie professionali, tra le quali per la Valle d'Aosta rientra sola e unica la silicosi. Come ha detto il Consigliere Di Stasi, le vedove, se vogliono la reversibilità, devono sottoporre il defunto marito alla necroscopia, e molte rifiutano. Per di più con l'autopsia difficilmente il perito può dire se l'individuo è morto per silicosi, dato che gli individui affetti da tale malattia, normalmente decedono per congestione polmonare e non per altre cause che in sede di visita necroscopica sono più rilevanti. Questa deve diventare una legge a tempo, in attesa di una diversa disciplina, anche perché abbiamo tutti la sensazione che in poco tempo in campo nazionale ci sarà una riforma in tale materia. Di conseguenza siamo d'accordo ad accettare la legge Di Stasi con gli emendamenti proposti. Noi ci sostituiamo, è vero, a un istituto, all'INAM, ma lo abbiamo già fatto anche altre volte, in relazione alla particolare situazione valdostana, che ci suggeriva di attuare certe modifiche alla legge nazionale, proprio per permettere ai valdostani una vita migliore. In Commissione si è detto che vi sono altri casi di gente che deve essere assistita, ma questa non è una buona ragione per non considerare oggi questo caso, per di più di attualità.

È l'unico caso di malattia professionale, in quanto in Valle d'Aosta è riconosciuta la sola silicosi. In Commissione si è parlato anche delle bronchiti dei contadini in alta montagna e di altre malattie professionali, ma allora vedremo in quale modo e in quali forme i Consiglieri si faranno promotori di altri testi di legge, perché non credo che manchi da parte dei miei colleghi la volontà di prendere in considerazione anche altre categorie e casi, se esistono e se sono rilevanti. È certo però che ora l'unica malattia è la silicosi e in questo momento il Consiglio regionale deve vedere se può sostenere lo sforzo economico al fine di colmare alcune lacune della legge nazionale. Però, al di là di questa legge per la quale il Partito Comunista esprime parere favorevole, al di là della discussione dei singoli articoli, ribadiamo la necessità che la Giunta e l'Assessore alla Sanità intraprendano un esame completo della situazione sanitaria valdostana e diano al Consiglio la possibilità e gli strumenti per risolvere in maniera globale il problema dell'assistenza in Valle d'Aosta, perché altrimenti ci troveremo sempre a discutere di casi particolari.

La riforma sanitaria in Valle è un'esigenza improrogabile, è indispensabile che l'Amministrazione regionale provveda a fare un quadro della situazione sanitaria che ricopra tutte le categorie, in ottemperanza al diritto del cittadino ai servizi sociali, compresi tutti quelli dell'assistenza.

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Consigliere Bordon, vorrei attirare l'attenzione del Consiglio sullo svolgimento di questa discussione.

L'articolo 62 del Regolamento precisa che gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti devono essere presentati per iscritto al Presidente del Consiglio prima della chiusura della discussione generale dei provvedimenti a cui si riferiscono. Il Presidente del Consiglio ne trasmette copia la Presidente della Giunta e ai Presidenti delle Commissioni consiliari competenti. Il Consigliere Di Stasi, come ha annunciato nel suo intervento, ha fatto pervenire per iscritto al Presidente del Consiglio il testo degli emendamenti e, visto che sono numerosi, credo di fare cosa gradita nel trasmetterne copia a tutti i Consiglieri.

La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - Penso che in questo momento, se si volesse, si potrebbe fare facilmente della demagogia, ripetendo molte cose che sovente sono affermate in quest'Aula con molta facilità e poi, quando è il momento, non sono attuate. Ma l'argomento che stiamo trattando è così delicato che cercherò di essere il più sintetico possibile, esprimendo naturalmente il parere della Democrazia Cristiana.

Innanzitutto intendo ringraziare l'Avvocatessa Siggia perché come Presidente della Commissione Affari Generali e attuando il desiderio da me espresso, ha già ricordato quale è stato lo svolgimento dei lavori in sede di Commissione, quindi io non avrei molte cose da aggiungere, vista anche la competenza della Signora Siggia. Vorrei aggiungere soltanto poche cose e parlare innanzitutto del modo con il quale è stata presentata in Consiglio questa richiesta, perché ciò che ha detto il Consigliere Di Stasi è stato puntualizzato anche da noi in altre occasioni.

Sono rimasto stupito di come si sia incamminato questo provvedimento di legge; è vero che il Regolamento dà la possibilità di presentare in Consiglio una proposta dopo un certo lasso di tempo anche se in Commissione non è stata esaminata, però non mi sembra una cosa molto simpatica anche perché, a un certo momento, la Signora Chanoux si è trovata in difficoltà, trovandosi di fronte a dei dati completamente diversi da quelli che le erano stati forniti.

Non è possibile che vengano fuori delle perplessità come quelle da noi avute in Commissione Affari Generali quando, mentre il proponente preventiva una spesa di venti milioni - e tenendo conto dell'inflazione si può arrivare anche a trenta o quaranta - questo finanziamento a un certo punto lo si presume di duecento milioni. Perdonatemi l'espressione, ma o dà i numeri il Consigliere Di Stasi o dà i numeri la Commissione Sanità, perché certamente si può sbagliare un preventivo, ma non si può passare da venti a duecento milioni.

Per quanto riguarda la sostanza, ho ancora delle perplessità perché tante volte in quest'Aula ci siamo risciacquati la bocca con questi provvedimenti in campo sociale. Come il Gruppo comunista, anche quello democristiano è favorevole a questo provvedimento, come penso lo saranno tutti, in quanto penso che sarebbe il colmo se noi in Valle d'Aosta non prendessimo in esame un caso come questo riguardante i silicotici e la reversibilità della pensione. A chi poi afferma che sono provvedimenti per i quali ci sostituiamo allo Stato, voglio ricordare che siamo in una Regione autonoma, che questa autonomia l'abbiamo voluta tutti, proprio per poter risolvere in loco quei problemi che non vediamo risolti in campo nazionale. In quest'Aula, com'è stato citato, è stato presentato un progetto di contributo malattia pe i coltivatori diretti; un proponente c'era ed eravamo noi, ma noi, in quest'Aula, abbiamo dato atto che tutti i Gruppi consiliari erano d'accordo, trattandosi di una cosa umana, e più che giusta. Ora, noi dobbiamo trovare questa concordia anche in questo campo perché, in fondo, si tratta di lavoratori che hanno avuto la silicosi o un'altra malattia simile.

E trovandoci di fronte a un finanziamento di questo genere, di venti o quaranta o cinquanta milioni, ebbene, io preferisco votare questa spesa e fare un ponte di meno, con grande soddisfazione dell'amico Pollicini che vedrà diminuiti i suoi fastidi. Preferisco che il ponte rimanga lì ancora un po' di tempo e che invece questa gente che si trova nella necessità, abbia una collaborazione da parte nostra.

Queste parole sono anche di altri, come il Consigliere Mappelli il quale, essendo vissuto in mezzo alla silicosi, essendo stato in miniera, ha in campo sociale una particolare sensibilità, forse superiore alla mia e a quella dei miei colleghi. Quindi è un provvedimento che deve essere preso in esame e che deve essere portato avanti. Adesso il problema è un altro e cioè: se un Consigliere ci propone una spesa di venti milioni, dobbiamo pensare che questi dati li ha presi in qualche ufficio competente e non se li è sognati di notte, perché gli auguro di fare dei sogni più piacevoli; quindi, a un certo momento, possiamo raddoppiarli, triplicarli e, se a questo punto qualcuno teme ancora che questo finanziamento sia di molto inferiore alla cifra reale, allora si serva della Giunta, di non so chi, per appurare questi dati ed eventualmente ce ne presti degli altri. Risolto questo problema, il resto lo si può discutere, anche perché degli articoli mi lasciano perplesso; per esempio hanno diritto a questo contributo tutti i residenti in Valle d'Aosta, anche chi è arrivato dopo un anno, per cui diventeremmo un rifugio peccatorum. Ritengo necessario, dunque, aggiungere, attraverso un emendamento, dieci o cinque anni. Comunque il problema più grave rimane sempre quello della spesa per una legge sulla quale siamo in linea di massima tutti d'accordo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Non entrerò nel merito della proposta di legge, su cui possiamo anche concordare, voglio solo fare presente che in questo momento ne è stata distribuita una terza versione e che essa è giunta ai Consiglieri senza i pareri delle competenti Commissioni. In queste condizioni non mi sento né di assentire né di oppormi, dato che non ho gli elementi necessari per poter dare un parere sereno e convinto. Io mi aspettavo due o tre emendamenti ma vedo che tutti gli articoli sono stati variati e, avendo seguito la discussione in Aula, non ho avuto modo di prendere visione di questo nuovo testo. Chiedo, quindi, che questo disegno di legge venga rimandato alla seduta del 26 settembre, in modo da avere i pareri della Commissione competente e la possibilità di vedere quali sono i cambiamenti articolo per articolo per poter dare una valutazione serena.

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola al Consigliere Fosson, vorrei precisare alla Signora Viglino che la proposta di legge è stata presentata in Consiglio ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento, secondo il quale se le Commissioni non esprimono un parere entro i termini prescritti e cioè tre mesi, oppure entro quindici giorni nel caso di procedura d'urgenza, il Presidente del Consiglio deve inserire d'ufficio l'argomento nell'ordine del giorno nella prima adunanza consiliare successiva alla scadenza dei termini stessi. Devo anche segnalare al Consiglio che, susseguentemente all'inserimento del progetto di legge nell'ordine del giorno, sia la Commissione sanità che la Commissione Affari Generali e Finanze, in data 9 luglio hanno preso in esame il provvedimento, dichiarandosi favorevoli alla discussione in Aula.

Per quanto riguarda le edizioni, vorrei precisare che ne esistono solamente due, quella allegata all'ordine del giorno e presentata il 10 aprile e gli emendamenti presentati oggi e distribuiti, come ho già detto prima, appena fotocopiati. Altri eventuali documenti che fossero circolati non sono quelli pervenuti attraverso la Presidenza del Consiglio.

La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (UV) - Come la Signora Viglino che mi ha preceduto, neanche io voglio entrare nel merito della legge ma trovo che la procedura adottata rispetta il Regolamento per quanto concerne la possibilità di portare in discussione in Aula un provvedimento anche se le Commissioni non hanno dato il loro parere. Abbiamo previsto questa possibilità nel Regolamento proprio per evitare che la Giunta si rifiutasse di discutere una legge proposta solo da alcuni Consiglieri; quindi questa discussione, comunque, la si doveva fare. Noi stiamo esaminando una legge ineccepibile dal punto di vista sociale ma che, però, impegna dei fondi e a volte si preventivano un dato numero di milioni e poi subito la spesa aumenta, non solo raddoppia, ma diventa quattro volte tanto, come dimostrano alcuni esempi già sottolineati in altre occasioni anche in Consiglio regionale. Proprio per questi motivi ritengo che il Consigliere Di Stasi dovrebbe essere d'accordo a che questo provvedimento di legge sia discusso e approfondito nelle Commissioni, dato che ci troviamo di fronte a diciannove emendamenti, uno a ogni articolo, per cui, anche per la serietà del Consiglio, non possiamo discutere un testo nuovo da quelle presentato. Le Commissioni hanno, se pur tardivamente, preso in esame il testo della legge ed espresso parere favorevole alla discussione in Aula; mi augurerei, poi, che si discutesse già molto di più in sede di Commissione, in modo da lasciare il dibattito in Aula solo i casi più importanti. Mi dispiace che il Consigliere Di Stasi si sia assentato perché ho fatto alcune considerazioni che avrei gradito fossero da lui sentite, in quanto esprimono non una presa di posizione contro la presentazione di questa legge ma solo una raccomandazione che questo progetto sia discusso dalle Commissioni. Fatte queste premesse lo stesso Consigliere Di Stasi dovrebbe aderire alla proposta di rinvio alle Commissioni per un esame approfondito di questi testi aggiuntivi.

Dolchi (Presidente) - Darei la parola al Vice Presidente Chanu, prima che al Consigliere Di Stasi, di modo che, eventualmente, quest'ultimo possa tener conto degli interventi dei vari Consiglieri e dei vari Gruppi.

La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Riallacciandomi a quanto è emerso dopo l'appassionata relazione del Consigliere proponente, che dal punto di vista della sostanza e dell'importanza del problema mi trova perfettamente d'accordo, e ricollegandomi in particolare a quanto, in parte, sia pure in modo non preciso è stato detto dal Consigliere Bordon e a quanto, con maggiore puntualità, è stato detto sia dal Consigliere Viglino che dal Vice Presidente Fosson, vorrei fare presente al Consiglio e all'amico Di Stasi un fatto: è un disegno di legge che nella sua sostanza non è certo di importanza secondaria e che il Consiglio regionale vuole vedere approvato e varato nel miglior modo possibile, proprio per non presentare il fianco a rilievi di carattere poi essenzialmente formale. E che si tratti di un provvedimento non solo nella sostanza ma anche di tutti gli elementi giuridici e di carattere formale, che ne sono i presupposti, ne abbiamo la prova, non tanto nell'iter tortuoso di una prima bozza poi sostituita da questa ufficiale, quanto nel fatto stesso, messo in evidenza dal Vice Presidente Fosson, degli emendamenti presentati dal Consigliere proponente che investono l'intero disegno di legge. A mio avviso quindi, per permettere un maggior approfondimento da parte degli organi preposti per il reperimento di quelle documentazioni a cui faceva riferimento anche il Consigliere Bordon e vista la serie cospicua di emendamenti presentati dallo stesso Consigliere posponente e che non sono il frutto di diverse tesi, è necessario interrompere la discussione ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento, con l'invio immediato dell'argomento alla Commissione competente che, nonostante la nostra buona volontà, nonostante l'uno o due giorni che vorremmo anche impiegare, non sarebbe possibile fare in sede di Assemblea consiliare proprio per la mancanza di quei riscontri, anche di carattere obiettivo, che possono essere necessari.

Faccio mia la proposta del Consigliere Fosson e rivolgo istanza, anzitutto al Consigliere proponente, perché non abbia la sensazione che il Consiglio regionale voglia frustrare questa sua lodevole iniziativa che ci trova tutti concordi, rivolgo dunque istanza, ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento, di non sospensione o di accantonamento ma di interruzione della discussione, con rinvio all'esame della Commissione Sanità, affinché coordini il disegno di legge e tenendo presente i punti emersi in sede di discussione, in modo che, nel più breve tempo possibile, possa essere presentato alla discussione in Consiglio un disegno di legge effettivamente rispondente non solo nel principio enunciato, ma anche nella sostanza a quella che è la nostra volontà di fare leggi esecutive e incisive. Per cui chiedo al Presidente del Consiglio se, sentito il Consigliere proponente, non si ritenga necessario pronunciarsi sulla interruzione della discussione e sul rinvio alla Commissione competente.

Dolchi (Presidente) - Visto che il Consigliere Di Stasi è d'accordo a soprassedere al suo intervento in modo che si possano ascoltare anche altri pareri, do la parola al Consigliere Pedrini che me l'ha chiesta.

Pedrini (PLI) - Noi liberali siamo perfettamente d'accordo su questo disegno del Consigliere Di Stasi. Se poi adesso vi sono delle perplessità, lo stesso Consigliere dovrà illuminarci sul contenuto della legge.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Mappelli. Ne ha facoltà.

Mappelli (DC) - Vorrei raccomandare di prendere in esame, tramite gli uffici dell'Assessorato alla Sanità o della Commissione Sanità, nel caso il Consiglio dovesse decidere di interrompere l'approvazione di questo disegno di legge, la possibilità di retrodatare l'entrata in vigore dello stesso, tenendo conto a esempio di quanto l'INAIl ebbe a fare nel luglio '71 rivalutando tutti i massimali di intervento da parte dell'Istituto stesso. Una seconda raccomandazione riguarda la questione dei dieci anni di residenza a cui io proporrei di aggiungere la clausola del domicilio, perché diversamente si può benissimo avere la residenza in Valle d'Aosta e il domicilio altrove, beneficiando coì delle nostre emanazioni legislative e fuggendo invece quelli che possono essere gli obblighi per il nostro cittadino.

Per quanto riguarda la prima proposta, mi rendo conto che potrebbe comportare un onore rilevante; si potrebbe anche trovare un sistema che aggiri la legge, per esempio con un contributo di assistenza. Mi permetto di insistere su questo punto e voglio ricordarvi il caso di un certo Berriat, nostro carissimo amico delle miniere di Cogne, che alla bella età di trentanove anni, con tre figli, è deceduto. Grazia a Dio vi è stato, da parte del medico dell'Ospedale Mauriziano, il buon senso di specificare molto chiaramente le cause del decesso, perché purtroppo la moglie, pur dovendo rinunciare alla reversibilità per i suoi tre minori e per lei stessa, non ha permesso di fare questa famosa autopsia. E quel caso si è risolto per il buon senso dei medici ma in quanti altri noi vediamo figli di minatori o di addetti al settore siderurgico dover rinunciare alla pensione del padre. Vorrei perciò invitare l'amico Di Stasi e la Signora Chanoux, come Presidente di Commissione, a esaminare questa proposta.

Dolchi (Presidente) - Vorrei, sia nel caso che si interrompa la discussione, sia nel caso la si continui, che il Consigliere Mappelli avesse la cortesia di formalizzare la sua richiesta, affinché le Commissioni e il Consiglio, nel caso che si continui la discussione, possano tenerne conto.

La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (MSI-DN) - Prendo la parola solo per dare atto alla Signora Chanoux dell'interpretazione esatta del Regolamento e per farle una raccomandazione: le Commissioni debbono avere il tempo necessario di esaminare un progetto di legge così vasto. Io non ne faccio colpa a nessuno ma è valsa l'abitudine che da una mezz'ora all'altra vi è una Commissione, per cui i Consiglieri preposti non hanno il modo di affrontare i problemi. Di conseguenza bisognerebbe evitare che quando si debbono esaminare provvedimenti così delicati, vi sia un'altra Commissione subito dopo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - È inutile che io ripeta quanto hanno già detto altri colleghi Consiglieri. Rimangono delle perplessità che sono le modifiche agli articoli, le perplessità della Commissione Sanità e i dati da questa avuti e come li ha avuti e la necessità di confrontarli con quelli che ci ha dato il Consigliere Di Stasi. Grazie.

Dolchi (Presidente) - Do la parola al Consigliere Di Stasi, facendo presente che sarei grato se nel suo intervento tenesse anche conto della proposta formalizzata dal Vice Presidente Chanu e avanzata anche dai Consiglieri Viglino e Fosson, per quanto riguarda il parere del Consiglio sull'interruzione della discussione ai sensi dell'articolo 51, comma 1 che prevede l'interruzione della discussione e quindi la reinscrizione automatica dell'argomento all'ordine del giorno della seguente seduta del Consiglio per il rinvio alla Commissione incaricata di coordinare le proposte scaturite da questa prima parte della discussione generale.

La parola al Consigliere Di Stasi.

Di Stasi (PSI) - Innanzitutto, Signor Presidente e Signori Consiglieri, devo riconoscermi soddisfatto per aver presentato, dopo un lungo lavoro non soltanto mio ma di tante persone che hanno a cuor il problema, questa proposta di legge che ha avuto l'adesione di tutto il Consiglio regionale. E ringrazio i Signori Consiglieri di questa adesione pur sapendo che non avrebbe potuto essere diversamente, data la gravità e l'attualità del problema affrontato. Tutti i Consiglieri hanno dato una dimostrazione di sensibilità nel riconoscimento dell'esistenza di problemi che si devono ancora risolvere ed è compito dell'Amministrazione regionale individuarli e cercarne la soluzione.

Ma i problemi non si risolvono rinviandoli, bensì affrontandoli, discutendoli, cercando e ottenendo il contributo di tutti. Ecco perché io sono contrario all'interruzione, anche se le parole di adesione del Vice Presidente Chanu mi hanno commosso, proprio perché c'era tutto il tempo di esaminare questa proposta di legge, che voi tutti avete riconosciuta importante, e che è stata presentata il 10 di aprile, ben tre mesi fa. La Commissione che doveva discutere sulla sostanza del provvedimento doveva discutere sulla sostanza del provvedimento è venuta meno al suo compito e questo è stato il motivo della mia protesta perché voglio rivendicare in questo momento le prerogative delle Commissioni consiliari che, fino a qualche mese fa, sono state sottovalutate e non tenute nella giusta considerazione. Il loro parere non esiste, la Commissione Sanità ha fatto come Ponzio Pilato, si è lavata le mani e ha deciso di portare la discussione in Consiglio. Ma non è questa la prassi che si deve seguire perché, se fosse esistita la volontà di approfondire la proposta da me presentata, ci sarebbe stato tutto il tempo necessario. Ha ragione il Consigliere Bordon quando dice che forse do i numeri, perché ne ho dati di numeri, ma li ho anche confortati con una documentazione ineccepibile che non ho potuto sottoporre alla Commissione, pur avendone il desiderio, per le ragioni sopra esposte. Ma l'ulteriore approfondimento lo si può fare in questi giorni di Consiglio regionale che, per la lunghezza dell'ordine del giorno, ci dà la possibilità di esaminare i punti controversi.

Per quanto riguarda i duecento milioni, dico che non si possono fare affermazioni gratuite come queste, perché prima di iniziare un lavoro di questo tipo, ho chiesto l'autorizzazione all'Istituto Nazionale Assicuratore, per poter avere i dati in sede locale, i quali mi sono stati forniti dal Direttore stesso dell'Istituto Nazionale Infortuni ufficialmente. Ho qui la lettera di accompagnamento ai dati, i quali sono stati allegati a quella che non è, mi permetto di dire Consigliere Viglino, una seconda proposta di legge, in quanto esiste una sola proposta, mentre questi sono solo emendamenti che ho scritto e battuto per comodità della Commissione, in modo che, non essendo soltanto delle parole, potessero essere oggetto di una discussione più approfondita.

Desidero leggere, allo scopo di tranquillizzare alcuni Consiglieri, i dati forniti dall'INAIL e che danno, per l'anno 1973, il numero di decessi avvenuti in Valle d'Aosta per malattie professionali: si tratta di duecentouno casi, di cui sono considerati soltanto centouno perché gli altri o non sono residenti in Valle d'Aosta o non hanno superstiti o non ricadono nelle condizioni di reversibilità.

L'ammontare complessivo per i casi di rendita che vanno dal cinquanta al cento percento è di quarantanove milioni; questi però rappresentano la totalità delle rendite, mentre stiamo parlando di reversibilità, cioè del cinquanta percento della pensione. Il calcolo effettuato dall'Istituto Nazionale Infortuni porta a una cifra annuale inferiore ai venti milioni, tenendo anche presente che nel giro di pochi anni noi prevediamo verrà emanata la legge nazionale sulla reversibilità che colmerà questa lacuna.

C'è da tenere presente anche che, come ho già detto nella relazione iniziale, la sentenza della Corte Costituzionale ha allargato il campo delle malattie professionali contemplate e questo farà ancora diminuire il costo dell'intervento regionale perché sarà l'Istituto Nazionale Infortuni a provvedere al pagamento della rendita.

In riposta al Consigliere Mappelli aggiungo che negli emendamenti proposti ho considerato la questione del domicilio, infatti l'emendamento all'articolo 2 contempla i residenti e domiciliati in Valle d'Aosta per almeno dieci anni.

Per quanto riguarda invece la retroattività, anche noi inizialmente abbiamo considerato la possibilità di ancorare il provvedimento al 1° luglio 1071, data in cui sono stati rivalutati i massimali delle pensioni, cercando nel contempo di limitare la spesa e sperando che al più presto intervenga una legislazione nazionale.

Non so se nel mio forse troppo focoso intervento ho risposto alle richieste fattemi dai colleghi Consiglieri. Ringrazio per il contributo, anche se affettato, del Consiglio e capisco perfettamente le preoccupazioni di coloro che vogliono un rinvio per poter esaminare più a fondo la legge. Ripeto, però, che questo lo si poteva fare prima e se tutti siamo d'accordo sulla sostanza del provvedimento proposto, abbiamo tutto il tempo, in questi giorni di Assemblea, di chiarire gli eventuali dubbi.

Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, giunti a questo punto mi corre l'obbligo di interrompere la discussione per metter in votazione la proposta formalizzata dal Vice Presidente Chanu. Non l'ho fatto prima e me ne scuso con l'interessato, perché ho ritenuto opportuno che il Consiglio potesse esprimersi in modo più completo e che il Consigliere Di Stasi potesse esprimere ancor auna volta il suo pensiero. Metto in votazione, perché altrimenti la discussione non potrebbe continuare, a termini di Regolamento, essendoci una proposta di interruzione in base al comma 1 dell'articolo 51.

Preciso che si tratta di interruzione della discussione generale e che, quindi, riprenderà, se il Consiglio si esprimerà a maggioranza in tal senso, con lo stesso ordine del giorno.

Vi sono delle dichiarazioni di voto?

La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Chiedo scusa ma visto che il dibattito è stato abbastanza vivace e lacerante, chiederei, prima di votare l'interruzione del dibattito, una sospensione di cinque minuti.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - Stiamo per prendere una decisione e non vogliamo, d'altra parte, mortificare nessuno proprio perché c'è un Consigliere, nostro collega, il quale, di fronte alla sua proposta di legge, si sente rispondere con un voto contrario o con una richiesta di rinvio. Il Consigliere Di Stasi ha fatto presente che nei tre giorni che abbiamo ancora davanti è possibile approfondire tale legge. Ora io non voglio difenderlo, non voglio creare lacerazioni che si fanno su altre cose, ma un Consigliere ha diritto che la sua proposta, anche dopo un iter travagliato ma rispettoso dello Statuto, venga esaminata. Quindi non siamo d'accordo con Monami per il rinvio, non voteremo in modo di mortificare un Consigliere.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Vice Presidente Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei precisare al Consigliere Bordon, per evitare spiacevoli confusioni, che la proposta fatta di un rinvio alle Commissioni non aveva l'intenzione, almeno da parte nostra, di mortificare il Consigliere Di Stasi, ma era solo una questione di logicità per il proseguimento dei lavori, come ho del resto detto mentre lo stesso Consigliere Di Stasi era assente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Il Consigliere Fosson ci rivolge un'accusa infondata. Vorrei invece chiedergli quanti giorni le Commissioni hanno avuto per studiare il problema e quanto tempo sono rimaste ferme queste pratiche.

Dolchi (Presidente) - La seduta è sospesa per cinque minuti.

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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,04 alle ore 12,18.

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Dolchi (Presidente) - I lavori riprendono con la proposta di interruzione della discussione formalizzata dal Vice Presidente Chanu riguardo alla quale, essendo da sottoporre a valutazione palese, darò la parola a quei Consiglieri che intenderanno motivare il loro voto.

Vi preciso che si chiede al Consiglio se è d'accordo o meno per l'interruzione della discussione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Vorrei precisare prima di tutto che ho detto che negli allegati trasmessi ai Consiglieri mancavano i soliti pareri delle Commissioni. Ora, il Consigliere Di Stasi nella sua risposta aveva l'aria di sostenere che ciò non fosse vero: io quindi chiedo se qualche Consigliere ha ricevuto assieme alla prima stesa del progetto di legge tali pareri. Mi si dice di no.

In secondo luogo quando si afferma che la proposta di legge è sempre la stessa e si presentano emendamenti per tutti i diciannove articoli; senza voler giocare sul significato della parola, penso di avere il diritto di dire che ne risulta invece una nuova.

In queste condizioni quindi io voterò a favore della sospensione della discussione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Io avevo già fatto in precedenza una parte di dichiarazione di voto: come gruppo di minoranza, noi della Democrazia Cristiana non approviamo il sistema con il quale è stata portata avanti questa proposta di legge. Riteniamo che si potesse benissimo condurla a compimento dal momento che è urgente, necessaria: le Commissioni hanno avuto tutto il tempo per esaminarla. La discussione fino a questo momento ha riguardato la valutazione della spesa, chi diceva venti, chi duecento milioni, mentre sul resto non c'erano obiezioni da fare.

Si tratta poi di un problema che tocca per lo più la maggioranza; se un Consigliere di maggioranza è stato trattato in questo modo, pensate che cosa potrebbe succedere a uno di minoranza.

Detto questo, dichiaro che noi ci asteniamo.

Dolchi (Presidente) - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Poiché desidereremmo che non ci fossero interpretazioni errate su quanto avevamo detto precedentemente, chiedo scusa al Consiglio se ripeterò alcune considerazioni che ho fatto all'inizio, affermando che sarebbe stato bene rinviare all'esame della Commissione l'argomento.

Prima di tutto avevo detto chiaramente, mentre era assente il Consigliere Di Stasi, che mi auguravo che fosse egli stesso a prendere questa iniziativa visto che oggi erano stati presentati degli emendamenti a tutti i diciannove articoli del progetto di legge e che quindi c'erano delle variazioni in ogni articolo. Non ritenevo serio, per i lavori del Consiglio, discutere un progetto di legge con la presentazione di emendamenti a tutti gli articoli fatta non da altri Consiglieri ma dallo stesso proponente.

Avevo detto anche che consideravo lodevole il lavoro fatto e che non entravo nel merito della prassi seguita per questo progetto di legge perché possiamo disapprovare, come ha fatto il Consigliere Bordon, ma è stato spiegato, e l'avevo sottolineato, che era stato portato in Consiglio senza il parere delle Commissioni perché veniva salvaguardato, a un certo momento, il diritto di un Consigliere di veder inserito nell'ordine del giorno un progetto di legge non preso in considerazione dalle Commissioni competenti nel termine prescritto.

Avevo ancora affermato che si tratta di una questione che non dipende dal Consiglio bensì dalla volontà della Giunta. La Commissione, effettivamente, l'altro giorno non si era pronunciata sulla proposta di legge e aveva indicato la discussione in Aula della medesima.

Ora, con la presentazione di diciannove emendamenti per altrettanti articoli, ritenevo che fosse giusto, indipendentemente da ogni presa di posizione politica e senza una mortificazione del Consigliere Di Stasi, investire di nuovo la Commissione per la Sanità e Assistenza Sociale dell'esame di questo progetto di legge con tutti gli emendamenti, perché penso che ne debba essere approfondito l'esame, con l'augurio che la Commissione stessa poi non se ne lavi le mani come Ponzio Pilato col dire: "Siamo favorevoli alla discussione in Aula", bensì esamini il problema con tutti i dati che dovrebbe avere a disposizione.

Questo era il motivo chiaro e obiettivo che mi ero permesso di sottolineare. Non avevo formalizzato la questione dell'interruzione della discussione perché mi auguravo, e l'avevo detto, che dopo la discussione fatta in Aula fosse lo stesso Consigliere Di Stasi a dire a un certo momento: "Va bene, ho da recriminare che questa proposta di legge non è stata presa in esame con tutta la dovuta attenzione in un primo tempo, però dopo aver sentito nella discussione un po' il parere di tutti i Gruppi, che sono concordi nel volere che l'argomento sia approfondito in sede di Commissione, mi trovo d'accordo anche io su questa proposta".

Era per questo che mi ero permesso di fare quella proposta che ritengo sia ancora valida: se il Consigliere Di Stasi vuole ritornare sulla sua decisione e accettare il Consiglio, bene, non avremo neanche da fare una votazione perché eventualmente sarà lui a ritirare il progetto di legge. Se invece la questione sarà formalizzata dal Vice Presidente Chanu, noi saremo costretti a vorare coerentemente con quanto abbiamo detto, perché ritengo giusto per la serietà del Consiglio che l'oggetto venga rinviato alla Commissione competente.

Però mi auguro ancora che il Consigliere Di Stasi capisca la volontà di tutti e voglia aderire a questa mia proposta.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (PLI) - Vorrei soltanto fare una brevissima dichiarazione di voto che è anche una manifestazione di stupore perché, evidentemente, mi permetta Consigliere Di Stasi, in questo momento questa è una discussione di maggioranza.

Tutto questo, secondo me, voi lo dovevate esaminare prima. Ora, non voglio che noi della minoranza siamo tirati in un ballo per cui la minoranza stessa viene a essere spezzettata su un argomento che evidentemente ci riguarda come Consiglieri e per l'enorme importanza sociale che presenta, ma che doveva avere una presentazione ufficiale e, mi si consenta, la Giunta brilla per la sua assenza nella discussione.

Che cosa dovrebbe fare allora un Consigliere regionale nella mia situazione? Io non posso fare altro che una dichiarazione di astensione perché la Giunta non dice niente e la maggioranza non ha trovato una sua unione. Quindi, a nome del Partito Liberale, dichiaro di astenermi dalla votazione, pur essendo, come ho detto prima, vicinissimo al progetto di legge e disposto a votarlo.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Non mi stupisce affatto che il Consigliere Di Stasi insista nella sua proposta e confesso che debbo dargli ragione. Mi stupisce invece il grande attaccamento al progetto di legge dei colleghi della Democrazia Cristiana e del Partito Liberale che di questi problemi non si sono mai molto interessati: le battaglie per i silicotici in questa Aula le abbiamo fatte noi, le schermografie per i silicotici le abbiamo proposte noi, i vecchi provvedimenti per i silicotici, che tutti conoscono, sono frutto della Giunta del Leone, nella quale noi eravamo presenti. Non abbiamo bisogno ora di ripetere che siamo completamente d'accordo con il progetto di legge presentato dal collega Di Stasi.

L'unica perplessità l'abbiamo per il fatto di non avere il tempo di esaminare una nutrita serie di emendamenti, alcuni dei quali importanti, che vale la pena di esaminare. Questo motivo solo ci induce a essere d'accordo per l'interruzione del dibattito.

È chiaro che la nostra interpretazione di questa interruzione della discussione è quella che si riferisce al punto primo dell'articolo 51 "Per domandare il rinvio della proposta all'esame di una Commissione o della Giunta regionale", nel caso del rinvio alla Commissione, cosicché l'argomento sia riscritto nell'ordine del giorno della prima seduta di settembre del Consiglio regionale e per arrivare alla stesura di una legge completa che soddisfi effettivamente tutta una categoria che aspetta da noi una risposta precisa.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Mappelli però, prima di dargliela, vorrei attirare la vostra attenzione sul Regolamento interno del Consiglio che prescrive che un Consigliere per ogni Gruppo può prendere la parola su una proposta di interruzione della discussione. Il Consigliere Mappelli può avere la parola soltanto se la sua posizione è difforme da quella del suo Gruppo che per bocca del Capogruppo ha annunciato l'astensione. Quindi se il Consigliere Mappelli si astiene come tutti gli altri del suo Gruppo, come già dichiarato, ai sensi del Regolamento non può motivare la sua astensione.

Allora la parola al Consigliere Jorrioz.

Jorrioz (PSDI) - Poiché mi ero già dichiarato favorevole al progetto di legge in precedenza, penso che la richiesta di interruzione possa essere accolta solo se l'interruzione non rinvia tutto a settembre. In questi giorni avremo la possibilità di discutere ancora; sono previsti due o tre giorni di seduta del Consiglio.

L'interruzione dovrebbe permettere di esaminare subito gli emendamenti proposti dal Consigliere Di Stasi, in modo da approvare il progetto di legge in questa sessione dei lavori.

Dolchi (Presidente) - La richiesta di interruzione della discussione è stata fatta ai sensi dell'articolo 51 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio che non prevede delle scadenze in questo senso. Quindi è su quella richiesta che io chiamo il Consiglio a pronunciarsi.

La parola al Presidente della Giunta Dujany.

Dujany (DP) - Io vorrei ancora pregare il Consigliere Di Stasi di rivedere la sua posizione e di accogliere quanto gli è stato proposto dal Consigliere Fosson e gli è stato richiesto dal Vice Presidente Chanu e dal Presidente del Consiglio e cioè di interrompere la discussione sul progetto di legge, parlo di interruzione e non di sospensione, con l'impegno da parte nostra di ripresentare lo stesso provvedimento in Consiglio regionale nel mese di settembre, dopo l'esame della Commissione competente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, io penso che questa interruzione ci debba essere, anche perché sono state rivolte, diciamocelo francamente, delle precise accuse alla Commissione per la Sanità, la quale non avrebbe fatto il proprio dovere. È meglio che la Commissione possa interessarsi del problema ed esprima un giudizio perché questa proposta di legge possa essere riportata in Consiglio e discussa serenamente nell'interesse di tutti.

Pertanto sono favorevole all'interruzione della discussione.

Dolchi (Presidente) - La parola alla Vice Presidente Perruchon.

Perruchon (UVP) - Anche noi siamo favorevoli all'interruzione e a riportare in discussione l'argomento nel mese di settembre, anche perché ho sentito molte accuse rivolte alla Commissione per la Sanità e Assistenza Sociale e in particolare a me, che in essa ho la funzione di Presidente. Credo che l'esame degli emendamenti richieda un po' di tempo e quindi è utile e auspicabile che la proposta venga ripresentata a settembre.

Penso che il Consigliere Di Stasi non abbia niente in contrario, anche perché nessuno ci perderebbe niente, visto che verrebbe accettata la retroattività della legge.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Di Stasi.

Di Stasi (PSI) - Vorrei dire che non sono insensibile e che difendo le prerogative dei Consiglieri. Aderisco alla richiesta fatta dal Consigliere Fosson, dal Presidente del Consiglio e da altri Consiglieri per una dimostrazione di buona volontà, però con la riserva che è stata fatta e cioè con l'impegno che la proposta venga ripresentata all'esame del Consiglio a settembre. Vorrei, non per mancanza di fiducia nel Presidente della Giunta ma per una questione formale, che fosse stabilito dal Presidente del Consiglio che questa mia adesione deve avere delle garanzie.

Devo però dire che gli emendamenti presentati sono diciannove ma di questi, sedici o diciassette comportano soltanto la sostituzione del termine "indennizzo" con "assegno" o altre modifiche di questo tipo, cioè non sono sostanziali e avrei potuto, per un gioco di maggioranza o per amicizia, farli presentare da altri Consiglieri. Ma non era questo che io volevo: io desideravo e desidero ancora la discussione in sede di Commissione per approfondire, per mettere meglio in evidenza quella volontà che abbiamo voluto esprimere con la presentazione di questo progetto di legge.

Se essa non verrà snaturata, e credo che questo debba essere un impegno, se non verrà creata confusione intorno al discorso, che ritengo sia il più valido, della riforma generale della sanità con cui intervenire veramente sulla globalità dei problemi ancora insoluti che abbiamo anche in Valle d'Aosta, allora sono d'accordo e ringrazio tutti coloro che mi hanno appoggiato, che hanno dato la loro adesione onesta, seria e corretta a questo mio lavoro, modesto, modestissimo, ma che credo abbia centrato un problema importante. Non sono un tecnico, lo sto diventando anche grazie alle vostre contestazioni che mi spingeranno ad approfondire maggiormente la materia che ho voluto trattare con questa proposta. Sapevo che esistevano delle manchevolezze, che non era perfetto, come tutte le leggi.

Quindi sono contento: sia pure rinviata all'esame della Commissione competente, ma che ritorni in discussione in Consiglio regionale, che deve dare la dimostrazione, con l'approvazione di questo e di altri provvedimenti in questi e in altri settori, che la Valle d'Aosta può essere veramente un punto di riferimento.

Dobbiamo anche essere stufi di citare le iniziative di altre Regioni e invece sentir dire che in questa nostra Regione ci sono grosse possibilità di intervento in tutti i campi. Noi prendiamo a esempio la Regione Trentino Alto Adige o la Regione Emilia Romagna, ma qualche volta io sarei fiero, felice di sentire che altre Regioni hanno fatto riferimento alla nostra.

Non che essa debba essere un faro, sarà una fiammella ma una fiammella alla quale possono guardare con una certa tranquillità anche altri uomini che devono operare, come dobbiamo fare noi, nel campo amministrativo.

Quindi ringrazio tutti i Consiglieri e accetto questo rinvio che deve permettere finalmente alla Commissione di approfondire maggiormente e di portare ancora altri contributi per migliorare questa mia modestissima proposta di legge.

Dolchi (Presidente) - Vorrei precisare che anche con l'adesione del Consigliere Di Stasi, ai sensi dell'articolo 51 primo comma del Regolamento interno del Consiglio, si tratta pur sempre di una decisione che il Consiglio regionale deve prendere a proposito dell'interruzione della discussione, perché dobbiamo dare uno sbocco formale a questo dibattito. Quindi io come proposta del Consigliere Di Stasi e del Vice Presidente Chanu, già formalizzata in precedenza, metto in votazione per alzata di mano l'interruzione della discussione per il rinvio della proposta di legge, si cui all'oggetto, all'esame della Commissione per la Sanità e Assistenza Sociale, incaricata di coordinare i vari testi della proposta fin qui presentati.

Risultato della votazione per alzata di mano.

Proclamo il risultato della votazione:

presenti: 31

votanti: 27

maggioranza: 14

voti favorevoli: 27.

Si sono astenuti i Consiglieri Ramera, Mappelli, Bordon e Borbey.

Il Consiglio approva.