Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 541 du 27 octobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 541/VII - RELAZIONE DEI LAVORI DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI PER LO SVILUPPO ECONOMICO E PER LA SICUREZZA SOCIALE SUL PROBLEMA DELLA SEDE INAIL DI AOSTA.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ - (D.P.): Nella seduta del 18 febbraio 1982 il Consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dal Consigliere Minuzzo, con la quale si impegnavano le Commissioni permanenti per lo Sviluppo Economico e la Commissione Sanità a verificare le reali possibilità di ristrutturazione della sede I.N.A.I.L. di Aosta, per un miglior funzionamento dell'Ente e soprattutto per attribuire alla stessa delle competenze regionali. Infatti, ancora oggi per quanto riguarda il secondo punto è giunto a tutti i Consiglieri regionali un documento predisposto dal Comitato consultivo provinciale, nel quale si chiede nella parte finale, per tutti i motivi esposti, ma anche in considerazione che la Valle d'Aosta non è una provincia di Torino ma una Regione autonoma prevista dalla Costituzione italiana, il riconoscimento delle funzioni di sede regionale all'I.N.A.I.L. di Aosta.

Due Commissioni congiuntamente hanno costituito un gruppo di lavoro formato dal Consigliere Péaquin Presidente della IV Commissione, dal Consigliere Minuzzo, dal sottoscritto e dal Consigliere De Grandis, il quale ha assunto il ruolo di coordinatore, cioè della persona che nella sostanza ha tenuto i rapporti con le persone interessate a questo problema. In particolare so che il Consigliere De Grandis ha avuto dei contatti con il dott. Gianfranco Andrianopoli, Direttore della Sede di Aosta, con il dott. Maspero, Direttore dell'Ispettorato regionale per il Piemonte e la Valle d'Aosta, con il dott. Zanibelli e con il Sig. Adriano Norbiato, Presidente del Comitato Consultivo provinciale. Da queste riunioni sono emerse delle considerazioni, è stata predisposta una relazione, quindi lascerei al Consigliere De Grandis il compito di illustrare la relazione predisposta dal gruppo di lavoro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Il lavoro del gruppo creato dalle due Commissioni ha cercato di approfondire i termini della questione attraverso una serie di contatti con il dott. Andrianopoli, Direttore della sede I.N.A.I.L. di Aosta, con il Dott. Maspero, Direttore dell'Ispettorato regionale per il Piemonte e la Valle d'Aosta, con il dott. Amos Zanibelli, Direttore generale dell'I.N.A.I.L., con il Sig. Adriano Norbiato, Presidente del Comitato Consultivo provinciale dell'I.N.A.I.L., nonché con i rappresentanti sindacali del personale I.N.A.I.L. della sede di Aosta.

Il problema che investe la sede dell'I.N.A.I.L. ritengo debba essere posto in due distinti modi: da una parte verificare quali possono essere gli interventi e le iniziative che può assumere il Consiglio per migliorare la funzionalità della sede di Aosta e quindi dare una migliore risposta agli utenti dell'Istituto, e dall'altra vedere quali strutture possono essere realizzate per ottenere questi scopi.

Va quindi precisato che l'I.N.A.I.L. (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) è un Ente di diritto pubblico, parastatale, che opera per conto dello Stato sotto la vigilanza diretta del Ministero del Lavoro, della Previdenza Sociale, ed espleta le sue funzioni in forza di norme statali. L'organizzazione di questo Istituto sul piano esecutivo prevede una Direzione generale che ha sede in Roma, gli Ispettorati regionali che hanno sede in tutti i capoluoghi di Regione e le Sedi provinciali che sono l'organizzazione territoriale che espleta in una determinata zona le funzioni che riguardano sia l'erogazione delle prestazioni sia la riscossione dei premi di assicurazione. La sede di Aosta in particolare, pur avendo nominalmente la definizione di regionale, non ha nessuna attribuzione diversa da quella di una qualunque sede provinciale del rimanente territorio nazionale. Vi è però un particolare; la gestione finanziaria dell'I.N.A.I.L. che è una gestione mista, in parte a capitalizzazione poiché la sua origine è quella delle Assicurazioni private e in parte a ripartizione, è in campo nazionale un Istituto previdenziale attivo. Questo non avviene per la sede di Aosta dove gli incassi annuali si aggirano sui 12 Miliardi, mentre le erogazioni sui 36. Questa situazione del tutto anomala, particolare della sede di Aosta rispetto alla maggioranza delle altre sedi italiane, è dovuta al grave fenomeno delle malattie professionali in generale e della silicosi in particolare che esiste in loco e che determina il riconoscimento di una invalidità determinata da queste malattie, quindi l'erogazione di rendite permanenti che raggiungono il numero di ca. 7000.

L'accertamento in prima istanza delle malattie professionali sotto il profilo medico ed amministrativo è particolarmente oneroso, per di più essendovi l'Istituto della revisione, per cui annualmente il lavoratore ammalato può richiedere la revisione della propria rendita per aggravamento, la sede di Aosta subisce un carico di lavoro che è sconosciuto alla generalità delle altre sedi italiane. Ovviamente questo particolare onere significa una maggiore necessità di personale per la sede di Aosta, significa un maggiore contenzioso perché evidentemente più è il numero delle rendite da erogare, maggiori sono i motivi di contenzioso e quindi più numerose le cause in tribunale. Il tutto è all'origine di alcune difficoltà operative per la sede di Aosta, in particolare poiché l'I.N.A.I.L. nella sua struttura pone delle avvocature, che si trovano solo nelle città che sono sedi di Corte d'Appello; Aosta non possiede questi uffici e deve servirsi degli uffici dell'Avvocatura di Torino, con ritardi e difficoltà facilmente immaginabili. Sempre in relazione alle malattie professionali, un'altra difficoltà è determinata dal fatto che localmente è difficile reperire il personale medico e paramedico specializzato per l'accertamento di queste malattie; di qui la necessità da parte della sede dell'I.N.A.I.L. di servirsi di presidi sanitari e di specialisti residenti fuori Valle ed in particolare a Torino, con un aggravio di tempi di trattazione delle pratiche e con notevole disagio per i lavoratori che devono partire magari da La Thuile per andare a fare una visita a Torino con quelli che sono i collegamenti pubblici.

Sotto l'aspetto burocratico tutte queste pratiche di rendita vengono elaborate dal centro meccanografico che ha sede in Roma, quindi ecco un'altra necessità della sede di Aosta di predisporre tutta l'istruttoria di queste pratiche, completarla e trasmetterla al centro meccanografico di Roma attraverso un terminale che si trova in Torino, sede dell'Ispettorato regionale. Le pratiche elaborate tornano dal centro meccanografico di Roma all'Ispettorato di Torino, da là vengono ad Aosta. Questa è un'altra causa di ritardo. Attraverso i contatti che il Gruppo di lavoro ha avuto con i dirigenti citati prima, si sono cercati i modi per affrontare questi problemi e risolverli. Si è potuto appurare che vi è la disponibilità del Direttore della sede, del Direttore dell'Ispettorato regionale del Piemonte e della Valle d'Aosta, ed in particolare del Direttore generale, a valutare l'opportunità e la possibilità di istituire un'Avvocatura anche presso la sede di Aosta, ma questo comporta alcune modifiche all'organizzazione dell'Istituto e del problema è stata investita la consulenza legale centrale dell'Istituto perché ci dica in quale modo si può procedere.

Nel contempo il Direttore generale si è detto disponibile a staccare settimanalmente, per due o tre giorni, un avvocato dell'Avvocatura di Torino perché venga ad Aosta e risolva in loco tutta una serie di problemi riguardanti il contenzioso. Per quello che riguarda i rapporti con il centro meccanografico di Roma, il Direttore generale dott. Zanibelli ha fatto sapere che è allo studio un programma di collegamento di tutte le sedi provinciali dell'Istituto con dei terminali intelligenti che possono colloquiare con il centro di Roma e che in questo programma i problemi della sede di Aosta e di alcune altre sedi che sono in condizioni analoghe alla nostra verranno tenuti in considerazione, per cui i primi terminali intelligenti che verranno installati interesseranno queste sedi fra le quali la nostra.

Per il presidio medico-legale, per avere cioè sul posto gli specialisti necessari per evitare che i lavoratori ammalati debbano recarsi a Torino o fuori Valle a fare le visite, il Direttore generale ha detto che è disponibilissimo purché si verifichino alcune condizioni, fra le quali che ci siano qui i locali, che sul posto sia reperibile personale medico e paramedico, e soprattutto che a livello statale si stabilisca se queste competenze rimangono dell'I.N.A.I.L. o verranno definitivamente attribuite come potere esclusivo dell'U.S.L. o del servizio sanitario nazionale se volete. Evidentemente non si possono creare strutture in contrapposizione con l'U.S.L. o che siano dei doppioni di cose già esistenti.

Era poi sorto un altro problema che riguardava i rapporti fra il Direttore della sede di Aosta e l'Amministrazione regionale per quanto riguarda l'attuazione della riforma sanitaria. Anche a questo proposito il Direttore generale si è detto disponibile ad attribuire al Direttore della sede di Aosta alcune podestà che rendono più facili e scorrevoli questi rapporti, in modo che non si debba sempre far intervenire il Direttore dell'Ispettorato di Torino per trattare con il nostro Assessore alla Sanità tutta una serie di piccoli problemi che si possono incontrare nell'attuazione della riforma sanitaria.

C'era stata poi una richiesta, e questa veniva solo dal Comitato consultivo provinciale, della creazione di un ufficio locale nella Bassa Valle, a Donnas o a Pont-Saint-Martin; questa soluzione ha trovato il parere contrario del Direttore della sede, del Direttore dell'Ispettorato regionale, del Direttore generale e degli stessi rappresentanti sindacali del personale della sede di Aosta, perché un rapido esame fatto sul bacino di utenza di quella zona ha dimostrato che il rapporto costi-benefici è assolutamente negativo, ragione per cui non sarebbe opportuna la creazione di un tale ufficio in bassa Valle.

Fra l'altro il Direttore generale dell'I.N.A.I.L., on. Zanibelli, si è detto disponibile a venire ad Aosta in qualunque momento per incontrare i rappresentanti del Consiglio o delle Commissioni e dare tutta una serie di garanzie sulla attuazione di queste modifiche alla sede di Aosta per ottenere un servizio più soddisfacente per gli utenti.

Il documento del Comitato consultivo provinciale, che è arrivato anche a me stamani come a tutti gli altri Consiglieri, si basa su un equivoco; vale a dire qui non si fa richiesta dell'istituzione di un Ispettorato regionale, ma di una Sede regionale con tutte le attribuzioni dell'Ispettorato. Questo è un non senso nell'attuale struttura dell'Istituto Infortuni, perché non è possibile attribuire ad una Sede ed al suo Direttore in particolare attribuzioni che sono quelle di controllato e controllore di sé stesso.

Non si può pretendere che diverse scale di responsabilità siano concentrate nella medesima persona che finisce per diventare il controllore di sé medesimo. Oltretutto non avendo a disposizione un grado superiore vicino a cui potersi rivolgere per risolvere tutta una serie di casi che presentano difficoltà, il rapporto fra la sede cosiddetta regionale di Aosta dovrebbe avvenire direttamente con Roma e l'accertamento che abbiamo fatto ha dimostrato che se una pratica inviata a Torino ritarda un mese o due per tornare indietro con il relativo parere, la stessa pratica inviata per competenza alla direzione generale, perché fuoriesce dalle competenze anche dell'Ispettorato, tarda alle volte un anno o anche due prima di ritornare a Roma. Quindi si aggraverebbero certe situazioni di disagio e non si risolverebbero. Ragione per cui il Comitato consultivo provinciale o dice chiaramente che ritiene giusto ed opportuno che ad Aosta, perché capoluogo di Regione, venga istituito un Ispettorato regionale con tutte le funzioni e le attribuzioni che a questo spettano, oppure deve meglio chiarire che cosa intende per sede di Aosta che ha le attribuzioni di una sede regionale, non esistendo fra l'altro nell'organizzazione dell'I.N.A.I.L. una sede regionale, ma esistendo gli Ispettorati regionali, i quali hanno funzioni di coordinamento di controllo e di consulenza per cui non si possono dare funzioni di coordinamento e di controllo ad una Sede che deve controllare e coordinare sé stessa.

Queste sono le risultanze del lavoro che è stato fatto dal Gruppo istituito dalle due Commissioni; sono a disposizione dei colleghi che volessero ulteriori chiarimenti perché ho cercato di essere il più breve possibile per sintetizzare il problema, anche se questo ha una certa vastità.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.

PEDRINI - (Ind. - P.L.I.): Debbo dire subito che condivido per il 99% quello che ha detto il Consigliere De Grandis. Senza voler aprire nessuna polemica, siccome mi è maestro nel campo essendo un tecnico in questo, desidererei essere delucidato meglio sul perché non possiamo avere un'I.N.A.I.L. nostro regionale. Capisco perfettamente che non si può essere il controllore di sé stesso, ma se viene l'ispettorato tutto questo non dovrebbe succedere. Siamo una Regione autonoma ed abbiamo diritto di avere, così come ha Torino, una sede regionale dell'I.N.A.I.L..

Inoltre non capisco un'altra cosa; come mai se passiamo da Torino, la pratica impiega solo sei mesi, se facciamo capo a noi stessi ci deve mettere un anno o un anno e mezzo.

Queste sono le cose tecniche che non afferro non essendo nell'ingranaggio, ma noi come Regione autonoma dovremmo metterci la metà di tempo di quello che impiegano a Torino, che è una sede molto più grande della nostra e con molta più mole di pratiche da svolgere.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Solo per fare una richiesta al Consigliere De Grandis, se non ritiene opportuno di approfondire con il Comitato consultivo provinciale quell'elemento di contraddizione che è emerso - che fra l'altro è stato anche sottolineato nella sua relazione - per riuscire a definire un po' meglio il senso della richiesta che viene fatta, ossia se si vuole un Ispettorato regionale e come si intende strutturarlo, come si potrebbe ipotizzare, tenendo conto che effettivamente questa contraddizione si presenta molte volte in quanto c'è una coincidenza fra Regione e Provincia che in Valle d'Aosta finiscono con l'essere sempre una cosa sola. Mi pare che nella pubblica amministrazione spesso questa distinzione ha un peso anche notevole; abbiamo avuto modo di dibattere a suo tempo per quanto riguarda l'U.S.L, che è finita con l'essere una sola, caso unico in Italia, in quanto dalle altre parti ce ne sono più d'una.

Per cui formulo questa richiesta al Consigliere De Grandis, se ritiene opportuno e possibile come Commissione avere un confronto con il Comitato consultivo provinciale in modo da riuscire a chiarire un po' meglio la questione, tenuto conto che il dott. Zanibelli, se da una parte si rende disponibile per aumentare la qualità del servizio prestato dalla sede di Aosta, non mi pare dall'altra - dalla relazione almeno non si capisce - che sia disponibile a prendere in considerazione la richiesta della creazione di una Sede regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Je vais préciser d'abord que dans la première partie de la délibération on avait prévu, à cet égard, aussi la collaboration de l'Assessorat, qui a connu cette relation lorsqu'on a eu les actes du Conseil. Pour une fois ce n'est pas ma faute.

Quant à la question sanitaire et aux observations qu'on a faites, je ne partage pas l'avis de M. De Grandis sur la nécessité d'avoir des bureaux autonomes pour la partie sanitaire, car le nombre des cas pour lesquels on doit recourir à Turin, est très bas et ce sont suffisantes pour ceux-ci les structures existant à Aoste. C'est en effet absurde d'avoir des rapports avec Turin, ou bien d'avoir des bureaux à l'intérieur de l'I.N.A.I.L., ce qui correspondrait certainement à une augmentation des dépenses qu'on doit soutenir déjà à présent. Nous avons une convention avec l'U.S.L. pour certains examens, par exemple pour ceux de la silicose, donc je pense qu'on pourrait très bien continuer sur ce chemin.

A propos du bureau en basse Vallée, je pense que les observations faites par le Comité de Consultation provincial ont du bien-fondé; c'est vrai ce que dit M. De Grandis que les cas en basse Vallée ne sont pas excessivement nombreux, mais quand même on doit penser au problème de ceux qui de la basse Vallée doivent se rendre à Aoste. Maintenant on a la possibilité de disposer de quelques locaux en basse Vallée et j'estime que ce ne serait pas une dépense extraordinaire.

En considérant qu'à l'occasion de cette rencontre avec M. Zanibelli - j'étais là - on n'avait pas oublié de rappeler ces choses et que M. Zanibelli était tout à fait d'accord d'approfondir ce discours, je crois qu'on peut essayer de convaincre aussi le Directeur de l'exigence d'avoir un bureau en basse Vallée pour les questions de l'I.N.A.I.L..

Pour ce qui concerne le bureau légal, je partage l'avis de M. De Grandis, on a beaucoup plus de difficultés à Aoste pour résoudre certaines pratiques, qui, au contraire, à Turin peuvent être résolues dans le délai de quelques mois.

Je souligne la nécessité d'avoir une collaboration avec l'I.N.A.I.L. pour le secteur sanitaire, en faisant des conventions qui nous permettent de ne plus recourir à Turin d'un côté, et de l'autre, de ne pas créer des nouveaux bureaux à l'intérieur de l'I.N.A.I.L., qui sans doute auraient une utilisation très partiale.

Au sujet du bureau en basse Vallée, on pourrait avoir une rencontre pour essayer d'éclaircir ces problèmes - comme disait M. Carlassare - afin d'arriver à une solution, tout en considérant que maintenant on a même des locaux à disposition en basse Vallée pour faire un bureau I.N.A.I.L..

Je crois nécessaire de convoquer une autre réunion avant de parvenir à une détermination à cet égard.

PRESIDENTE: C'è la proposta dell'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale di non giungere oggi ad una conclusione definitiva sull'argomento.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

PEAQUIN - (P.C.I.): E' già stato spiegato molto bene dal Consigliere De Grandis qual è stato l'iter di questa procedura. Per quanto riguarda l'Assessore, ho qui alcune convocazioni delle Commissioni dalle quali risulta che era sempre stato informato. Ma non intendo con ciò fare della polemica.

Il fatto che l'Assessore abbia rilevato di non essere stato informato, riferendosi a quanto noi di opposizione diciamo, ci fa piacere, perché vuol dire che quando diciamo queste cose, un po' di ragione l'abbiamo. Il Gruppo di lavoro che è stato formato ha organizzato una serie di incontri ed ha presentato questa relazione al Consiglio, che non è da considerarsi un punto di arrivo, ma è solo un rapporto sulla situazione alla quale oggi si è giunti. Pertanto questa relazione non è in approvazione e si può continuare ad esaminare quali sono le reali possibilità di potenziamento del servizio dell'I.N.A.I.L. in Valle d'Aosta.

Se il Consiglio è d'accordo, si può riprendere questo discorso nelle Commissioni ed arrivare all'approvazione di un ordine del giorno da portare in Consiglio.

Per quanto riguarda l'apertura di un ufficio in bassa Valle, ci sono stati dei pareri discordi. Il Comitato Consultivo ha dato parere favorevole, però ricordo ad una mia domanda se esistono ancora oggi le condizioni per farlo, mi è stato risposto che bisognava verificare perché gli inizi degli anni '80 la situazione era di un certo tipo e senz'altro le condizioni c'erano. Al momento attuale, data la crisi occupazionale, alcune cose devono essere riviste. Pertanto è necessario riprendere l'argomento nelle Commissioni, naturalmente preoccupandoci di far sapere il giorno e l'ora anche all'Assessore, per poi proporre al Consiglio l'approvazione di un qualcosa di concreto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ - (D.P.): Da quanto ho potuto vedere da questa convocazione, l'invito era stato mandato anche all'Assessore alla Sanità, almeno per conoscenza. In ogni caso siamo favorevoli a che la discussione venga riportata nella Commissione per addivenire possibilmente alla stesura di un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Solo per fornire alcuni chiarimenti a domande che mi sono state poste.

Al Consigliere Pedrini volevo chiarire questo: la differenza dei tempi nella gestione di una pratica dell'I.N.A.I.L. è determinata dal fatto che - come in tutte le altre organizzazioni statali e parastatali d'Italia - i tempi operativi a nord di una certa linea sono di un certo tipo, a sud di un altro. In particolare, la direzione generale è abbastanza lenta rispetto ai tempi operativi delle sedi periferiche o degli ispettorati regionali. Ecco perché trattare una pratica con l'Ispettorato di Torino è più rapido che non trattarla con la direzione generale di Roma.

Per quello che riguarda invece la realizzazione di una sede regionale, sollevata dal Consigliere Pedrini, come il diritto della Regione a vedersi riconosciuta questa situazione anche nella realizzazione di queste strutture statali periferiche, nasce il problema che non si può chiedere di trasformare la sede provinciale I.N.A.I.L. di Aosta in sede regionale, perché l'I.N.A.I.L. non ha sedi regionali. Una soluzione è di lasciare la sede attuale di Aosta così com'è ed istituire ex novo un Ispettorato regionale che ha quelle funzioni che non sono più operative sul territorio come quelle della sede - che paga gli infortuni, fa gli accertamenti, riscuote i premi, tratta con le aziende -, ma sono funzioni di consulenza per la sede periferica che può svolgere in virtù del fatto che avendo la competenza su diverse sedi è in grado di dare soluzioni uniformi a tutto il territorio che gli è sottoposto, funzioni di controllo, che ossia l'attività venga svolta correttamente secondo le norme di legge e secondo le disposizioni che con queste vengono impartite, funzioni di coordinamento dell'attività delle sedi, cioè vigila che il trattamento riservato ad una ditta o ad un lavoratore di Cuneo sia eguale a quello di Alessandria, Asti, Aosta, ecc.. Ora, la creazione di un Ispettorato regionale ad Aosta, dove non esistono più unità da coordinare, comincia a destare qualche preoccupazione; l'I.N.P.S. che ha un ispettorato regionale fra le sue funzioni lo vuole infatti eliminare perché i costi, rispetto ai risultati positivi che può dare, sono enormi.

Per il grosso problema della consulenza legale, cioè della difficoltà della sede a potersi pronunciare nel merito del contenzioso senza avere il parere di un legale, il fatto di poter disporre di un legale sul posto già risolve la questione.

L'altro problema è quello della consulenza medica: il medico della sede I.N.A.I.L. di Aosta che ha delle difficoltà a giudicare un caso, ricorre alla consulenza dell'Ispettorato regionale. Gli si può mettere sopra un altro medico più esperto, il quale però chiuso nell'Ispettorato di Aosta non ha più contatti con tutte quelle sedi come ha invece l'Ispettorato di Torino e che quindi vede tutta una casistica molto ampia in base alla quale riesce a ricavare i giudizi di uniformità per tutto il territorio. Va detto anche che attualmente non tutte le pratiche che hanno problemi di carattere medico vanno all'Ispettorato di Torino, ma è il consulente medico di Torino che con cadenza decadale viene a Aosta a risolvere quello che può. Quando lui stesso ha delle perplessità, si porta la pratica a Torino, oppure ne investe addirittura la Direzione generale. Non ho niente in contrario, sotto un profilo di carattere generale, che qui venga fatto un Ispettorato regionale, però se penso che questo Ispettorato dovrà gravare come spesa su dei premi che sono bene o male dei lavoratori, e che determinati risultati li possono anche raggiungere con altre strutture, non sono molto convinto a spendere molto di più per metterli in piedi, senza contare che l'I.N.A.I.L. è un Ente parastatale, non una azienda privata, per cui quando deve creare una struttura di quel genere deve metterci tutta una serie di personale di notevole livello, dal Dirigente - che deve essere di 2° grado, quindi di grado superiore a quello del Dirigente della sede di Aosta - ai consulenti medici legali, anch'essi di grado superiore a quello del dirigente della sede di Aosta, a tutta una serie di personale di concetto ed esecutivo che deve essere in numero tale da garantire la costante presenza di questo personale anche nelle assenze per ferie, gravidanze, puerperi, malattie varie. Quindi viene fuori una struttura di una certa dimensione e di notevole costo.

Per quanto riguarda il presidio medico, Assessore Rollandin, sono pienamente d'accordo se tutto il problema lo risolve l'U.S.L. perché non mi piacciono per niente i doppioni. Credo di aver ricordato un'altra volta al Consiglio che all'I.N.A.I.L. esiste ancora un bell'impianto radiologico costruito nel 1960; all'epoca era il migliore impianto radiologico della Valle e da allora ha funzionato complessivamente per un anno. Adesso è fermo e va in rovina, è stata una spesa enorme con un risultato zero; questo perché non si trovavano i radiologi, oppure quando c'era il radiologo, non era disponibile il tecnico, e viceversa. Evidentemente la nostra dimensione come comunità ha anche degli influssi negativi di questo genere; è difficile infatti immaginare una grossa struttura funzionare, in rapporto ad una piccola entità di popolazione. Questo discorso vale un po' anche per l'ufficio locale della bassa Vale, per il quale bisognerà fare una verifica attenta perché anche lì si rischia di creare una struttura piuttosto grossa rispetto ai compiti che dovrà assolvere, che oltretutto non ha nessuna delle attribuzioni della sede provinciale, se non quelle di carattere meramente esecutivo. Se dovremo invece dipendere dalla sede provinciale, avremo pratiche che viaggiano avanti ed indietro con tutti i rischi che questo comporta. Pertanto al riguardo condivido quello che ha detto il Presidente della Commissione Sanità, Consigliere Péaquin, ed il Presidente della III^ Commissione, Consigliere Maquignaz, di approfondire questi temi in Commissione assieme all'Assessore, ed in quella sede concordare una proposta da presentare in Consiglio. Quando ci saremo meglio chiariti le idee, avremo occasione di incontrare l'On. Zanibelli, che è pronto a venire ad Aosta per ascoltare le nostre richieste e per comunicarci a sua volta le possibilità che ha di operare in un modo o nell'altro.

PRESIDENTE: A conclusione della discussione sull'oggetto n. 28, il Consiglio prende atto della relazione e della necessità di un approfondimento della questione da parte della III^ e IV^ Commissione, in relazione ai problemi emersi dal dibattito.