Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 537 du 27 octobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 537/VII - APPROVAZIONE DEFINITIVA DELLA VARIANTE N. 10 AL PIANO REGOLATORE GENERALE DEL COMUNE DI AOSTA - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Mafrica e Bajocco.

INTERPELLANZA

CONSIDERATO che ormai da molto tempo è all'esame della Giunta regionale la variante n. 10 del Piano Regolatore Generale del Comune di Aosta;

TENUTO CONTO del fatto che tale ritardo ha già provocato inconvenienti, soprattutto per zone in cui con la variante n. 10 è stata mutata la destinazione fissata dal Piano Regolatore Generale del 1965;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per sapere:

1) quali siano i motivi del ritardo nell'approvazione della variante n. 10 del PRG di Aosta;

2) quando presumibilmente potrà avvenire l'approvazione definitiva.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): La variante n. 10 del PRG di Aosta è stata presentata, se non ricordiamo male, da più di due anni. Siccome si tratta di una variante che ha un grosso interesse perché rivede l'intero piano regolatore comunale, nella sua applicazione si sono create alcune disparità di trattamento ed alcuni inconvenienti. Per essere più preciso voglio specificare che essendo la variante in salvaguardia, si applicano le norme più restrittive. L'interpretazione della norma più restrittiva è molto facile quando la zona omogenea rimane invariata, quando invece cambiano le zone è difficile e abbastanza discrezionale stabilire quale delle due è la norma più restrittiva. Sorgono allora degli inconvenienti, al di là dei quali è necessario che la volontà espressa dal Consiglio comunale, approvando la variante n. 10, sia resa operante il più presto possibile. Non è concepibile in questo caso come in altri che passi così tanto tempo dal momento in cui il Consiglio comunale si esprime al momento dell'approvazione.

Queste sono le ragioni per le quali chiediamo all'Assessore competente di spiegarci quali sono i motivi dei ritardi, e sulla base dei programmi di lavoro dell'Assessorato, quando sarà approvata definitivamente la variante.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (D.P.): Il PRG di Aosta è stato approvato nel 1965; da allora si sono succedute prima di questa ben 9 varianti, nessuna delle quali è approdata all'Assessorato all'Urbanistica, cioè nessuna ha superato l'iter di adozione e quindi di richiesta di approvazione.

Questa variante è stata approvata il 20.12.1978 dal Comune di Aosta, è stata presentata per l'approvazione alla Regione il 28.1.1981: sono quindi trascorsi due anni dal momento dell'adozione della variante alla trasmissione per l'approvazione alla Regione, e questo è un primo grave ritardo. Evidentemente il problema è prioritario ed in questa direzione ci siamo indirizzati, perché di norma noi seguiamo come procedura di esame dei piani regolatori comunali le date di presentazione in ordine cronologico. In questo caso avremmo dovuto prendere in esame il piano regolatore di Aosta negli anni 1983 o 1984, perché gli ultimi piani regolatori approvati hanno domanda di approvazione presentata nel corso del 1978. Attualmente abbiamo 26 Comuni che sono provvisti di piano regolatore e pensiamo di giungere ai 30 Comuni alla fine dell'anno. Debbo anche dire che quando ho assunto l'incarico di Assessore c'erano soltanto 9 Comuni provvisti di piano regolatore, quindi siamo riusciti ad esaminarne 21 in due anni e mezzo. Abbiamo dato precedenza alla variante n. 10, però va ricordato che se vi sono stati ritardi, non sono da addebitare esclusivamente alla Regione; innanzitutto va ricordato che il piano del '65 è stato ampiamente superato, perché prevedeva 75.000 abitanti per la città di Aosta; inoltre non prevedeva sufficienti servizi per quel numero di abitanti, ed infine si puntava ad uno sviluppo eccessivo della collina, senza dare neanche un cenno ad un eventuale sviluppo del centro storico, varato invece dalla variante 10. Per chiarire meglio, là dove si dice che si è in attesa della variante n. 10 per poter recuperare il centro storico, va ricordato che oggi il comune ha gli strumenti per recuperarlo. L'indirizzo che ci si è dati nel '67, attraverso la 765, più nota come legge ponte, dopo l'approvazione del piano regolatore del '65, ha ridimensionato tutta la normativa introducendo standard abitativi molto più severi rispetto al passato.

Complessivamente, esiste un ritardo congenito dell'istruttoria per l'esame dei piani regolatori dei Comuni presso il Servizio Urbanistica, ma su questo abbiamo discusso più volte; la struttura stessa dell'Ufficio, composto di due persone che hanno anche il compito di controllo e supporto alle istruttorie, che richiedono il CRPT e la CO.RE.CO., rende molto lenta l'opera in questo settore. E' vero che nell'organico che abbiamo esaminato due mesi fa è previsto un potenziamento, però l'entrata in funzione di queste nuove forze richiede ancora del tempo. Quindi non di ritardo, ma di strutture insufficienti si tratta, nonostante le disponibilità da parte della Giunta a mettere a disposizione di quest'Ufficio esperti provenienti anche dall'esterno della Regione - per non essere coinvolti - perché accelerassero le operazioni di istruttoria, alquanto complesse. Questo però non è stato accettato, per cui dobbiamo limitarci ad utilizzare i funzionari presenti in Assessorato; chiaramente abbiamo anche delle assenze notevoli. Proprio per accelerare questa operazione, intendiamo innescare un discorso al CRPT, in maniera tale da creare maggiori possibilità di confronto prima che tutta l'istruttoria volga al termine; siamo già a buon punto, ma non vorremmo che l'istruttoria fosse magari stravolta da un concetto del CRPT che non collima con quello degli uffici. Quindi intendiamo portare in maniera informale il complesso delle proposte alla variante n. 10 in seno al CRPT, dove sarà sentito anche il Comune di Aosta, il Sindaco in particolare, così da trovare possibilmente un punto di incontro.

Esiste chiaramente un discorso molto diverso, perché di fronte ad un piano del '65, quello redatto 17 anni dopo è un piano del futuro; in questo caso i problemi sono grossi e di questo, vuoi per l'importanza della città, vuoi anche per il ruolo che essa svolge essendo una città di servizi, di industria e di turismo, bisogna che la variante tenga conto, se pensiamo che passeranno anni prima di dare un altro assetto aggiornato alla città che si evolve.

Ho detto che facciamo questo intervento informale al CRPT per accelerare i tempi; i problemi che abbiamo di fronte sono due: il primo interessa le scelte di viabilità nella zona sud-est della città e riguarda direttamente gli svincoli per le S.S. 26 e 27. Poiché il problema interessa i Comuni di Saint-Christophe e di Aosta, sono state tenute riunioni congiunte, alla presenza dei Sindaci di entrambi i Comuni, e alla presenza anche dell'Assessore Borbey e di chi vi parla, per trovare una soluzione. Non è facile arrivare ad un accordo, perché ogni Sindaco vorrebbe che gli svincoli insistessero nel territorio dell'altro, per cui la Giunta provvederà ad incaricare uno studio specializzato per creare, di comune accordo con i Comuni, una formula che consenta gli svincoli e che sia allo stesso tempo accettabile per tutti.

L'altro problema è quello dell'adeguamento delle norme della legge 14, cioè degli equilibri funzionali, e della legge sui programmi pluriennali. Si tratta poi di trovare con il Sindaco un accordo informale, per evitare che la proposta della Regione, di variante rispetto a quello che magari poteva essere la proposta comunale, debba ripercorrere lo stesso iter in Comune per poi ritornare, una seconda volta, in Giunta. Se questo dovesse avvenire, ci sarebbe uno slittamento di quattro mesi, tempo minimo occorrente per rivedere le osservazioni fatte dalla Giunta in Comune e portare di nuovo la variante al CRPT e quindi alla Giunta. Non sono in grado di fare delle previsioni, quello che posso dire è che si sta lavorando e che la questione non è semplice. D'altra parte siamo di fronte alla variante n. 10 senza che prima siano state presentate le varianti precedenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino per la replica, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Per esprimere la nostra insoddisfazione sul fatto che non si sia neanche in grado di fare delle previsioni per l'approvazione della variante. Qui ci sono dei ritardi del Comune, che l'Assessore ha ricordato, che non mancheremo in quella sede di far rilevare, tuttavia il fatto che ci avviciniamo ai due anni di istruttoria regionale è negativo, anche se il problema è importante. Sono d'accordo con l'Assessore quando ricorda i problemi della struttura, che è insufficiente, e dei piani, che sono molti; però questo ritornello non può essere sempre e solo ripetuto in Consiglio, senza provvedere in pratica al potenziamento dell'ufficio; alcuni atti li abbiamo già adottati con quella legge regionale che ha rivisto l'organico dell'Assessorato. Il ritardo con cui si approvano i piani fra l'altro, rischia di vanificare quelle scelte che sono state fatte in questo caso nel '78: che valore hanno nel 1982? mantengono nel complesso il loro valore? Credo di no. Questi sono problemi importanti, che si assommano a molti piccoli problemi pratici di applicazione del piano che - ripeto - solleveremo in sede di Consiglio comunale di Aosta.

Chiediamo all'Assessore perciò di accelerare il più possibile l'iter e di fare in modo che entro due o tre mesi questa variante abbia l'approvazione. Voglio ribadire che siamo d'accordo sul fatto che questa fase di esame della variante, da parte della Regione, sia fatta congiuntamente con il Comune per evitare ulteriori ritardi e mi auguro che si arrivi in tempi brevi alla sua approvazione.