Objet du Conseil n. 535 du 27 octobre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 535/VII - SITUAZIONE PRODUTTIVA ED OCCUPAZIONALE DELLE DITTE OPERANTI IN APPALTO ALL'INTERNO DELLO STABILIMENTO COGNE DI AOSTA - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare.
INTERPELLANZA
Uno degli aspetti meno noti, ma non per questo meno importanti, della crisi che sta attraversando la "Nuova Sias" è la situazione precaria in cui vengono a trovarsi i lavoratori delle imprese che operano all'interno dello stabilimento Cogne.
Con sempre più insistenza si sente parlare di licenziamenti, cassa integrazione, ridimensionamento di attività.
Trattandosi complessivamente di svariate centinaia di lavoratori il problema potrebbe assumere una dimensione notevole, particolarmente grave, venendosi ad aggiungere alla situazione generale di crisi che investe tutta l'industria della Valle.
INTERPELLA
l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:
1) quante sono complessivamente le ditte che operano con contratti ed appalti di vario genere, all'interno della Nuova Sias di Aosta e quanti lavoratori occupano;
2) se tra queste ditte sono già avvenuti licenziamenti e cassa integrazione;
3) quali prospettive ci sono nel prossimo futuro per le aziende interessate;
4) se l'Assessorato ha già preso contatti con le parti, datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, per affrontare con loro la situazione produttiva ed occupazionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Ritengo che il problema principale ed assolutamente preminente che deve interessare il Consiglio in questo momento sia il problema occupazionale. Abbiamo già discusso della situazione della Nuova Sias, stiamo operando come Commissione consiliare per affrontare il problema della chiusura di fatto della Montefibre di Châtillon, sappiamo che c'è una caduta dei livelli occupazionali in tutto il settore industriale. Emerge con sempre più forza il problema che riguarda quella parte meno conosciuta, perché normalmente si tratta di strutture occupazionali ridotte, di imprese con pochi lavoratori, che sono direttamente collegati alla situazione congiunturale che riguarda lo sviluppo industriale. Un settore industriale che si sta sviluppando o poco o tanto si porta appresso un indotto costituito da quelle imprese, da quelle attività, che sono direttamente legate al circolo produttivo, o perché intervengono con dei lavori nel circolo produttivo stesso, o perché forniscono dei servizi. Il settore industriale in crisi si va ridimensionando, scarica pertanto su queste piccole imprese la crisi, e nel caso della Nuova Sias di Aosta questo comporta la ressa in discussione del posto di lavoro di svariate centinaia di persone. Non so di preciso i dati, né la situazione, penso che l'unico modo per avere un quadro preciso sia quello di avere un impegno da parte dell'Assessore competente a conoscere in primo luogo la reale situazione che stanno attraversando queste piccole imprese, le reali prospettive, perché leggendo i giornali scopriamo via via che c'è la ventilata chiusura della mensa Cogne, che ci sono imprese che pare abbiano già licenziato dei lavoratori, altre che prospettano la Cassa integrazione, altre ancora che denunciano una situazione di crisi direttamente collegata a quella che sta attraversando tutto lo stabilimento.
Ritengo che in questo senso debba esserci un impegno preciso da parte dell'Amministrazione regionale, in particolare dell'Assessore competente, per conoscere in primo luogo qual è la reale situazione che stanno attraversando queste ditte, quante sono, quanti lavoratori occupano, come sono inserite e che conseguenze hanno, o possono avere, dalla situazione di crisi della Cogne. Mi auguro che questo problema non venga sottostimato, perché dieci piccole imprese finiscono per fare un'industria di medie dimensioni, per cui nella nostra realtà rischiare di perdere qualche centinaio di posti di lavoro comporta un ulteriore aggravamento per le prospettive di lavoro della popolazione valdostana, in particolare di giovani e di donne.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Nello stabilimento di Aosta della Nuova Sias operano trentadue imprese con circa quattrocento dipendenti.
A tutt'oggi risulta che un'impresa edile abbia licenziato sei operai e che un'altra che garantisce i servizi di pulizia abbia prolungato la cassa integrazione per i propri dipendenti. Le prospettive sono varie a seconda delle imprese e del tipo di attività. E' ovvio che le imprese che operano all'aperto licenziano o mettano in cassa integrazione i propri operai all'inizio dell'inverno. Inoltre la crisi tocca in modo diverso le aziende che operano presso stabilimenti di Aosta o quelle che possono contare su una clientela più diversificata. L'Assessorato ha in programma una serie di incontri, con tutte le parti interessate, per dare una dimensione reale al problema e per ricercarne le soluzioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Al solito le risposte dell'Assessore hanno, fra virgolette, il pregio di essere "concise", sicuramente a questo non si accompagna l'eguale pregio di essere esaustive del problema o almeno delle domande che vengono formulate.
Varrebbe la pena per affrontare questo problema che l'Assessore spendesse un po' più di parole, soprattutto un po' più di volontà. In ogni caso questi sondaggi non dicono niente di nuovo in rapporto a quello che viene riportato dai giornali; invece sarebbe importante che l'impegno dichiarato, cioè arrivare ad avere un confronto con queste ditte, ed eventualmente anche con la Nuova Sias, fosse meno generico, ma già precisato con delle scadenze. Sarebbe opportuno inoltre che si impegnasse in questo senso anche la III° Commissione, preposta allo sviluppo economico, in modo da avere una maggiore capacità operativa da parte dell'Amministrazione regionale.
