Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 831 du 24 octobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 831/VIII - INCARICHI PER LA REDAZIONE DEL BOLLETTINO MENSILE DI INFORMAZIONE SOCIO-ECONOMICO "L'INFORMATORE AGRICOLO", DELL'ASSESSORATO REGIONALE DELL'AGRICOLTURA, FORESTE ED AMBIENTE NATURALE -(Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Baldassarre:

INTERPELLANZA

Da parecchi mesi, a cura dell'Assessorato all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale viene pubblicato un opuscolo denominato "L'Informatore Agricolo", bollettino mensile di informazione socio-economica.

Tra i componenti il Comitato di Direzione figurano due giornalisti della sede RAI della Valle d'Aosta e precisamente i Sigg.ri Luciano Caveri e Giacomo Sado.

Tutto ciò premesso

INTERPELLA

l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale per conoscere:

i motivi che hanno determinato la scelta dei summenzionati giornalisti che, a quanto pare, non hanno particolari specializzazioni e competenze nel settore agricolo;

se viene corrisposta una eventuale retribuzione per le loro prestazioni giornalistiche, a quanto ammonta l'eventuale retribuzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha. facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Ho presentato quest'interpellanza dopo aver condotto una piccola indagine, quando sono venuto in possesso degli elenchi delle persone a cui viene inviato "L'Informatore Agricolo". Debbo riconoscere, con tanta amarezza, che avendo "intervistato" cento di queste persone, ne è risultato che il 98% ha confessato che l'Informatore non lo sfoglia neanche. Quindi mi chiedo: come mai l'Assessorato all'Agricoltura spenda, delle somme e per quale ammontare? Con quali delibere, con quali atti amministrativi è stato costituito questo Informatore Agricolo ed è stato dato incarico ad alcuni giornalisti di collaborarvi?

Questo perché il compito di un amministratore è quello della vigilanza politica e amministrativa. Se tutti gli Assessorati usassero lo stesso metodo, ci sarebbero sette o otto giornali: Informatore dei Lavori Pubblici, Informatore della Sanità, Informatore delle Finanze e via di seguito. Ci sarebbe quindi un enorme spreco finanziario per la Regione che, secondo me, ha altri problemi più grossi che non fare uscire un bollettino di questo genere il quale, ripeto, non è letto dal 92% di quelli che lo ricevono! Qui, addirittura, si offre, con una delibera che poi diventerà oggetto di una interrogazione scritta al prossimo Consiglio regionale, la collaborazione a due giornalisti della RAI, il Signor Luciano Caveri e il Signor Giacomo Sado. Mi sembra che questi giornalisti percepiscano la somma di 500.000 lire mensili,(per un solo numero trattandosi di un mensile. Non so con precisione se sono 500.000 o 600.000 lire) che alla fine dell'anno fanno la bella cifra di 6 milioni e mezzo, il doppio della pensione sociale di un pensionato italiano, costretto a vivere con 250.000 lire mensili.

Naturalmente mi auguro che a Regione abbia valutato attentamente le capacità dei due giornalisti della RAI e sono convinto che abbia fatto questo esame. Dobbiamo riconoscere che i due giornalisti, Sado e Caveri, sono due grossi personaggi con una enorme capacità. Anzi mi chiedo che cosa fanno alla sede RAI di Aosta, perché non si fanno trasferire in sedi più grandi vista la loro notevole esperienza della quale è convinta anche questa maggioranza che ha chiamato i due giornalisti a collaborare.

Nell'ultimo Consiglio mi sono permesso di esprimere un parere politico usando il termine di "fiancheggiatori" e il Signor Sado, all'uscita da quest'aula, mi ha letteralmente aggredito. Certo avrei dovuto denunciare immediatamente il Signor Sado, e ancora oggi ho pressioni di questo genere. Non l'ho fatto, ma c'è ancora tempo per farlo. Vorrei chiedere ancora all'Assessore i motivi che hanno portato alla scelta di questi due "personaggi", di questi due giornalisti che poi, guarda caso, sono i giornalisti che fanno i

resoconti del Consiglio regionale, giornalisti che dovrebbero dare un'informazione su quello che ogni gruppo politico esprime in Consiglio regionale. Naturalmente l'informazione la danno a modo loro, e questo è un discorso che faremo quando andremo a quella famosa riunione con la Commissione di Vigilanza.

Questi giornalisti sono gli stessi che il Presidente della Giunta si "trascina" dietro (uso questo termine) nei suoi viaggi all'estero. Troviamo il Signor Sado a Parigi, a Strasburgo e in altri posti a spese della Regione. Questo fatto sarà oggetto di un'interrogazione scritta con risposta scritta e annuncio che userò tutte le forme di controllo per arrivare a dimostrare che non si possono sperperare i soldi della Regione in questo modo.

Io ritengo sufficiente l'illustrazione ed aspetto una risposta. Pregherei l'Assessore di essere preciso e non evasivo: nell'interpellanza si fanno delle domande alle quali si risponde. Bisogna rispondere quindi al punto a) e al punto b) dell'interpellanza e, ripeto, chiederei una risposta precisa.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Perrin; ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.): Aux bêtises, il faudrait peut-être répondre d'une façon différente, mais je veux quand même donner une réponse plus sérieuse à ce que j'ai entendu jusqu'à maintenant. Cela pourquoi je crois que ce que nous faisons est dans le style de la culture valdôtaine, cher Conseiller Baldassarre, car il n'a fallut attendre ni l'année 1984 ni l'année 1982, ou les années immédiatement précédentes, pour que la Vallée d'Aoste ait son bulletin d'informations en ce qui concerne l'agriculture. Et cela en tout honneur pour les valdôtains, puisque à la fin du siècle dernier nous avions déjà un bulletin du comice agricole, qui apportait du bienfait dans le domaine agricole valdôtain, à travers des conseils, des propositions actives qui ont certainement amélioré l'agriculture valdôtaine d'une façon extraordinaire. Pour revenir, cependant, à une période plus récente, ce n'est pas d'aujourd'hui, puisque, vers les années '60, il y avait déjà à l'Assessorat un bulletin d'informations sociales et économiques, concernant les problèmes de l'agriculture; un bulletin qui "vivotait" à travers le volontariat et qui avait eu des phases alternes, qui avait ensuite disparu et avait été repris, si je ne me trompe pas, vers le 1974, par l'Assesseur d'alors M. Marcoz. Bulletin qui, encore une fois, se basait sur le volontariat des fonctionnaires et qui, après une certaine période d'activité, était arrivé à un feuillet stencil qui paraissait de temps à autre. Je crois que l'Assessorat à l'Agriculture a reconnu la nécessité d'avoir un bulletin d'information qui puisse entrer dans les familles des agriculteurs, leur donner les conseils nécessaires, leur faire entrevoir des possibilités nouvelles dans la culture.

C'est pour cela qu'a été envisagé la nouvelle institution de ce bulletin. Aussi parce que, malgré tout ce que l'on dit, malgré notre nationalité, nous sommes dans l'Etat italien et alors nous essayons d'appliquer les lois italiennes. Et, vu qu'il y a une loi du 9 mai 1975, n. 153, de l'Etat: "Attuazione delle direttive delle Comunità Europee per la riforma dell'agricoltura", et, comme l'article 54 de cette loi prévoit que pour orienter l'activité sur les problèmes fondamentaux de l'agriculture et du monde rural, les régions pourvoient à créer et diffuser un bulletin mensuel, contenant des nouvelles, des statistiques, des articles techniques sur les différentes cultures, je crois que l'Administration a pensé donner application à cette loi en instituant ce bulletin. D'autant plus que nous rendons service à l'Etat même, car, à travers l'application de la loi 153, nous utilisons des fonds de la Communauté Economique Européenne. Or, pour l'Italie, utiliser ces fonds représente un avantage. En définitive, nous faisons l'avantage de l'Etat italien.

Pour voir de plus près la question, ce bulletin mensuel a été institué par délibération n. 7198 du 31.12.1981, qui prévoyait son institution et donnait les indications sur les modalités de conduire le bulletin mensuel. Cette délibération a ensuite été intégrée par une délibération successive du 20 avril 1984, qui ajoutait des améliorations du point de vue technique, en ce qui concerne l'impression du bulletin, et qui prévoyait, en outre, la possibilité de se servir, en ce qui concerne la mise en page, la correction, l'information de techniciens externes à l'Administration régionale. Ceci afin de collaborer avec le comité de direction pour rendre ce bulletin meilleur dans tous les sens.

Or, le choix a été fait sur des per sonnes qui, par leur expérience, leur activité, assuraient l'Administration régionale de pouvoir collaborer dignement et d'améliorer le travail que l'Administration régionale, elle-même, aurait pu faire. Voilà donc pourquoi on a choisi deux collaborateurs externes, ceux que Monsieur Baldassarre vient de nommer. Pour ce qui est de la rétribution de ces deux collaborateurs, si Monsieur Baldassarre avait été attentif aux problèmes du Conseil, il se serait aperçu que la délibération elle-même fixe le montant exact de la collaboration à 400.000 lires par bulletin. Pas 400.000 lires mensuelles, mais pour chaque numéro du bulletin.

Certaines affirmations sur l'utilité de ce journal m'ont franchement ébahi, Monsieur Baldassarre. Je crois que ce que vous avez déclaré est extrêmement grave, car cela démontre un manque de sensibilité pour tous les problèmes de l'agriculture, pour une grande partie de l'économie valdôtaine qui se base sur l'activité agricole. Moi, j'ai des informations nettement contraires et, quotidiennement, des agriculteurs viennent nous parler de ce bulletin en disant: "Tiens, je ne savais pas. J'ai appris quelque chose de nouveau. Il y a cette technique que je pourrais exploiter. A travers cet article, je pense améliorer la situation de mon entreprise agricole etc.". Mais, il y a peut-être une réponse aux affirmations faites par le Conseiller Baldassarre. Très probablement, il a interpellé nos agriculteurs et, du moment où il a obtenu des réponses en patois ou en français, nous pouvons comprendre pourquoi il a fait ces affirmations: il n'a probablement pas compris les réponses.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Pour dire à Monsieur Baldassarre qu'à propos des dernières affirmations, je ferais une lettre afin d'avoir une réponse écrite à la Direction de la RAI et de pouvoir démontrer avec les faits qu'il n'y a jamais eu de ma part des pressions pour avoir quelqu'un ou quelqu'un d'autre à la suite de certaines manifestations. Je tiens à souligner ce fait: jamais il n'y a eu une intervention de la part de la Junte. Deuxième fait: le fait spécifique, voir la Foire Internationale de Paris, c'est, malheureusement, peut- être, Monsieur Baldassarre ne connaît pas ce particulier, la plus grande Foire d'Europe au niveau de l'agriculture.

Le deuxième aspect sur le fait qu'il y ait un bulletin d'information, le souhait de la Junte c'est que de bulletin d'information il y en ait aussi pour les autres Assessorats, car le manque principal, au niveau de la population, c'est justement d'avoir les informations correctes de la part de l'Administration. Après sur l'information je souhaite qu'il y ait le débat le plus correct possible, afin que les gens puissent connaître ce qui se passe et j'espère que cela se fera le plus tôt possible.

Pour le restant il y aurait encore d'autres réponses à donner à Monsieur Baldassarre, mais je n'entre pas dans le mérite du fait que chaque fois il veut faire la victime: selon lui, malheureusement, les journalistes ne reconnaissent pas ni ses mérites et ni ses interventions. C'est une question qui ne me regarde pas, car c'est l'objectivité des journalistes dont j'avais déjà parlé l'autre fois mais je tiens à souligner, et le Conseiller Baldassarre ne m'en veuille pas, le fait que, malheureusement, de plus en plus, il est difficile de trouver une définition de vide. S'il y a quelque idée à ce propos, je pense que ce serait intéressant.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.): Vorrei iniziare dalla fine. Io ringrazio innanzitutto l'Assessore per le risposte alla mia interpellanza. Condivido pienamente l'esposizione che l'Assessore ha fatto sull'agricoltura. Nell'interpellanza infatti non c'è una parola sull'agricoltura e sulla sensibilità o meno nei confronti dei problemi dell'agricoltura ma vi sono solo domande specifiche sul bollettino. Mi meraviglio! Ognuno è libero di dare una risposta all'interpellanza come crede, però lei, Assessore, mi ha dato una risposta che non mi ha convinto per niente e che, anzi, ha confermato i miei dubbi. In modo particolare non mi ha convinto la scelta (e chiederò copia della relativa delibera) che ha fatto questa maggioranza, o l'Assessore in prima persona, chiamando a collaborare i due "personaggi" Sado e Caveri, quando è risaputo che esistono dei giornalisti disoccupati in Valle d'Aosta, alla ricerca disperata di un lavoro. Qui si vuole dare sempre a quelli che hanno già qualcosa!

(.....INTERRUZIONE.....)

La puntualizzazione delle 400.000 lire a numero (4.800.000 lire all'anno) conferma che si tratta di una cifra elevata per due giornalisti che già percepiscono il loro stipendio (abbastanza buono, credo, anche se io non conosco gli stipendi della RAI).

Ma mi si deve spiegare quello che non è riuscito a spiegarmi l'Assessore: come fanno due giornalisti della RAI a percepire all'incirca cinque milioni all'anno di indennità da parte della Regione, da parte della maggioranza e in modo particolare da parte dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste, e poi venire in Consiglio a fare i resoconti consiliari? Come fanno, uno dei due ó tutti e due, a seguire i politici nei viaggi? Il Presidente della Giunta ha cercato di giustificarli, ma siccome io sono uno che non si ferma mai, farò un'interrogazione con risposta scritta chiedendo i viaggi fatti, l'importo delle spese, le autorizzazioni e tutto quanto è relativo. Come fanno, ripeto, a fare il resoconto consiliare?

Non posso essere soddisfatto delle risposte, Signor Assessore. Mi auguro che si possano prendere dei provvedimenti alternativi perché se si continua ad insistere in questa situazione il giudizio politico rimane di fiancheggiamento.