Objet du Conseil n. 832 du 24 octobre 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 832/VIII - INTENDIMENTI E INIZIATIVE DELLA GIUNTA REGIONALE IN RIFERIMENTO AI VINCOLI ALL'EDIFICABILITA' POSTI DAL DECRETO 21 SETTEMBRE 1984 DAL MINISTERO PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:
INTERPELLANZA
VISTO il Decreto del 21 settembre 1984 del Ministero per i Beni Culturali ed
Ambientali che sottopone a vincolo paesistico i territori montuosi sopra i 1.800 metri; i fiumi, i torrenti e le relative rive per una fascia di 150 metri ciascuna; i boschi e le foreste; i parchi e le riserve, nazionali o regionali; i ghiacciai e i circhi glaciali.
RILEVATO che tale Decreto, pur facendo salve le competenze delle Regioni a Statuto speciale, vuole offrire un preciso quadro di riferimento per tutte le regioni.
CONSIDERATO che entro la fine di dicembre 1984 la Sovraintendenza regionale dovrà individuare le aree in cui saranno vietate, sino al 31 dicembre 1985, modificazioni dell'assetto del territorio, nonché opere edilizie e lavori.
NELLA SPERANZA che il citato Decreto possa essere di stimolo per la redazione in tempi brevi di un piano paesaggistico regionale.
Il sottoscritto Consigliere regionale di Nuova Sinistra della Valle d'Aosta
INTERPELLA
la Giunta regionale per conoscere:
quali valutazioni sono state espresse sul citato decreto del 21 settembre 1984;
quali provvedimenti sono stati presi per rispettare la scadenza del dicembre 1984 per la delimitazione dei territori regionali in cui, almeno fino al dicembre 1985, saranno vietate le modificazioni dell'Assetto del Territorio nonché opere ediliziee lavori.
Quali sono i tempi attualmente prevedibili per la redazione di un piano paesaggistico regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): IL 26 settembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del 21 settembre 1984 con cui il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali sottopone a vincolo paesistico i territori montuosi sopra i 1.800 metri; fiumi, torrenti e relative rive per una fascia di 150 metri ciascuna; i boschi e le foreste; i parchi e le riserve, nazionali o regionali; i ghiacciai e i circhi glaciali; questo per indicare soltanto gli aspetti che hanno interesse e attinenza per la Valle d'Aosta.
Questo decreto prevede quindi una estensione notevole dei vincoli sul territorio e, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, basta pensare alla nostra configurazione geografica per rendersi conto di quanto è esteso questo vincolo. A nostro avviso tale decreto rappresenta uno strumento importante di tutela dell'ambiente e del paesaggio, ma pone anche delicati problemi di carattere istituzionale proprio perché evidentemente esiste una ripartizione di competenze fra Stato e Regione in questa materia e in particolare, per quanto riguarda la nostra Regione a Statuto speciale, esistono delle competenze in materia urbanistica e in materia di flora e di fauna che sono della Regione Valle d'Aosta.
Del resto lo stesso decreto chiarisce i suoi motivi ispiratori proprio nelle premesse, dicendo che si pone più come momento di coordinamento metodologico che come iniziativa che tende a sostituirsi alle Regioni. Infatti lo stesso decreto sottolinea la necessità di arrivare ad una approvazione dei piani paesaggistici da parte delle Regioni in modo da superare l'attuale fase di stallo e indica che soltanto dieci regioni, per il momento, hanno adottato questi piani paesistici. In pratica il decreto vuole proporre da una parte una sorta di coordinamento metodologico sull'intervento e dall'altra vuole sollecitare le regioni a dotarsi di questi piani paesistici.
Chiaramente i problemi rispetto alla nostra realtà si pongono e quindi vanno affrontati in tempi brevi. Vorrei solo citare, ad esempio, il fatto che le norme contenute in questo decreto, i 150 metri di distanza dai torrenti o dai fiumi, sono ad esempio diverse da quelle previste dalla legge regionale 15 giugno 1978, n. 14, "Le norme in materia urbanistica", che prevedono una distanza di 10 metri dai corsi d'acqua. Quindi si tratta di vedere in che modo va affrontata la nostra situazione rispetto a questo nuovo decreto.
Oltretutto il decreto prevede che entro il dicembre 1984, entro due mesi quindi da questo momento, la Sovraintendenza individui le aree in cui sarà vietata fino al 31 dicembre 1985, sulla base delle descrizioni del decreto, qualsiasi modificazione dell'assetto del territorio. Si tratta quindi di una disposizione che dovrà essere rispettata anche se poi bisognerà definire chi dovrà attuare queste disposizioni. L'interpellanza mira quindi a permettere al Consiglio di rendersi conto di quali sono gli atteggiamenti, i giudizi e i comportamenti che la Giunta regionale intende assumere nei confronti di questo problema estremamente importante perché abbiamo uno strumento che è rilevante per la tutela del paesaggio e dell'ambiente e che, a mio avviso, può essere di stimolo per arrivare finalmente alla redazione di un piano paesaggistico regionale.
Vorrei ricordare che questo piano era previsto fin dalla legge 28 aprile 1960, n. 3, legge regionale "Urbanistica per la tutela del paesaggio in Valle d'Aosta", e quindi risale a 24 anni fa la legge che prevedeva la realizzazione di questo piano paesaggistico. Siamo arrivati ad oggi, il piano paesaggistico non esiste ancora ed esistono solo alcuni vincoli su zone e su realtà molto limitate. Se questo decreto può essere di stimolo per andare in quella direzione, io credo che sia uno schema estremamente positivo.
Ci sono comunque delle scadenze che devono essere rispettate ed io vorrei capire come la Giunta, intenda comportarsi nei confronti di questo decreto e quali indicazioni sono state date al Sovraintendente rispetto alle scadenze contenute nel decreto Galasso.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Suite au décret qu'a nommé le Conseiller Riccarand le 5 octobre 1984, on a envoyée la lettre (que je vais lire) au "Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio e alla Commissione di Coordinamento: "Oggetto: Decreto del 21 settembre 1984, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 26.9.1984. Si comunica che la Regione Valle d'Aosta ha preso debita nota del decreto indicato in oggetto, recante dichiarazioni di notevole interesse pubblico nei territori costieri, nei territori contermini ai laghi, dei fiumi, dei torrenti, dei corsi d'acqua, delle montagne, dei ghiacciai, dei circhi glaciali, dei parchi, delle riserve, dei boschi, delle foreste, delle aree segnate ad avversità gravi e delle zone gravate da usi civici, quale atto amministrativo avente la finalità, nei confronti di questa Regione, che, come è noto, dispone di competenza primaria in materia di tutela del paesaggio, oltre che di urbanistica, foreste, flora e fauna a norma dell'articolo 2, lettere q), g) e d) della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, di identificare ai sensi e per gli effetti dell'articolo 51, primo comma, lettera a) del D.P.R. 22 febbraio 1982, n. 182, le linee fondamentali in ordine alla tutela ambientale ed ecologica del territorio, nonché alla difesa del suolo. La Regione Valle d'Aosta, competente in norme e provvedimenti di cui al punto 2 del decreto ministeriale in argomento, avrà cura di dare comunicazione alla Signoria Vostra di quanto eseguito a riguardo".
La lettre a été justement envoyée pour faire remarquer que d'un côté la Région a des compétences statutaires et de l'autre le décret 182 dit à l'article 51: "Competenze dello Stato". Identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale, con particolare riferimento all'articolazione territoriale di interventi di interesse statale e alla tutela ambientale ed ecologica del territorio nonché alla difesa del suolo". Donc, en conséquence, les termes que le décret fixe ne sont pas valables pour la Région Vallée d'Aoste.
Il faut dire que, en tant que Région, nous sommes très sensibles au problème. Nous avons déjà des lois spécifiques au niveau de Région, avec lesquelles nous pouvons envisager la protection du territoire. Il faudra sans doute prendre en considération les lignes fondamentales qui ont été données par le décret, mais, au niveau d'organisation, au niveau de légifération de notre Région, nous sommes autonomes. Donc, d'un côté, nous avons le droit de légiférer, et, en même temps, nous devons prendre en considération les lignes fondamentales du décret. Ce sont deux questions différentes.
En ce qui nous concerne, nous sommes de l'avis que ce sont des indications intéressantes au niveau locale et je pense qu'il y aura un débat entre les forces politiques pour arriver à l'approbation d'un plan qui soit conséquent et qui prenne en considération ces indications, mais qui soit lié à un pouvoir législatif primaire. Donc, suite à l'article 2, comme je le disais, c'est la Région qui doit faire une loi ou une délibération administrative qui fasse remarquer la possibilité de légiférer.
Je crois que le problème est d'autant plus important que dans le même contexte nous puissions aussi légiférer en matière de Parc. Et là, c'est un problème dont nous discuterons dans quelques heures. Mais, comme impression générale, même tardive, nous croyons que l'Etat a donné des lignes et, il est bien que l'Etat puisse donner des lignes fondamentales. Mais, de l'autre côté, nous tenons à souligner qu'il est de notre compétence de faire une loi ou un acte administratif spécifique pour notre Région.
C'est la considération que nous avons faite et je répète pouvoir fournir une photocopie de la lettre que nous avons envoyée immédiatement au Ministère pour faire savoir que nous n'étions pas liés aux termes dont le Conseiller Riccarand parlait, c'est-à-dire deux mois. Nous sommes liés quand même par le fait qu'il y ait des lignes fondamentales selon ce que dit l'article 51 de la loi 182.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey; ne ha facoltà.
BORBEY (D.C.): Era solo per l'ultimo punto: "Quali sono i tempi attualmente prevedibili per la redazione di un piano paesaggistico regionale?" e soltanto per mettere un pò le mani avanti, perché in questo momento l'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, così com'è strutturato, non può senz'altro impegnarsi per scadenze a breve termine.
In questo momento il servizio Urbanistica è privo di cinque persone e aspettiamo ancora l'esito del concorso per vice dirigenti, espletato 2 volte senza avere una graduatoria perché la Commissione non ha ritenuto idoneo chi ha partecipato al concorso. Ci sono purtroppo molti concorsi da fare e sono in ritardo anche nei tempi non solo per mancanza di personale ma anche per problemi logistici.
Anche per i Servizi Tutela del Paesaggio e Sovraintendenza ai Beni Culturali, la Dott. Montanari e l'Arch. Prola, si stanno facendo in quattro ma quest'ultimo non è che abbia una salute di ferro e la Dott. Montanari ha preso un anno di aspettativa perché aspetta un figlio. Siamo quindi in grosse difficoltà: non sono qui per dire quali sono le condizioni di salute del personale, ma volevo soltanto dire che è un nostro preciso intendimento di poter portare, in questa legislatura, un piano paesaggistico ma in questo anno e nel prossimo l'Assessorato avrà senz'altro grosse difficoltà per provvedere in tal senso.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): La situazione, da quanto ho capito, non è molto semplice, perché da una parte, giustamente, si dice che in materia dovrà legiferare la Regione Valle d'Aosta, perché sue sono le competenze e dall'altra parte però, come afferma l'Assessore, pur essendoci la buona volontà, non ci sono i presupposti per una buona legiferazione in tempi rapidi.
Io vorrei solo sottolineare che se la Regione Valle d'Aosta non impugna questo decreto, probabilmente si aprirà una vertenza non indifferente, perché se la Regione adotta norme sue, evidentemente va tutto bene, ma in carenza di normativa regionale io credo che si rischi di ricadere in questo tipo di normativa che, dal mio punto di vista, può anche andare bene però in una realtà come la Valle d'Aosta è veramente vincolante e diventa un gabbia entro cui sarà molto difficile muoversi. Visto che abbiamo una linea di orientamento individuata ed espressa da questo decreto, raccomando che si dotino gli uffici della Regione e si mettano in moto gli strumenti per arrivare al più presto a questo piano e a queste normative regionali, che sono necessarie per la Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Signori Consiglieri l'ora è tarda quindi penso di interpretare il vostro pensiero sospendendo la seduta. Il Consiglio sarà ripreso alle ore 16. Ricordo ai Capigruppo che vi è una riunione alle ore 15 per la questione del Parco del Gran Paradiso.
La seduta è sospesa. La seduta termina alle ore 13.
