Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 756 du 19 septembre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 756/VIII - TRASFERIMENTO IN PROPRIETA' DELLA REGIONE DEL FORTE DI BARD E SUA RISTRUTTURAZIONE ED UTILIZZAZIONE - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Riccarand e Tonino:

INTERPELLANZA

Il Forte di Bard, per le sue caratteristiche architettoniche, la sua storia, la sua posizione, costituisce un monumento di interesse non solo regionale, ma sicuramente nazionale e probabilmente internazionale.

I borghi di Bard e Donnas, la strada romana che li unisce, i resti delle fortificazioni ancora presenti sulle alture di Albard, costituiscono, insieme al Forte, un complesso di valore storico inestimabile, in grado di affascinare studiosi e di diventare una attrattiva turistica qualificata e notevolissima per l'intera Valle d'Aosta.

La smilitarizzazione del Forte non ha purtroppo segnato l'avvio di un'azione di recupero e di risanamento ed i Ministeri competenti, nonostante le ripetute sollecitazioni del Sindaco di Bard, non hanno finora ritenuto opportuno effettuare neppure quegli interventi di rifacimento del tetto che sono urgenti ed indispensabili per evitare un rapido degrado dell'intera struttura.

Inoltre il Forte rimane attualmente chiuso ed inaccessibile per 10 mesi all'anno e soltanto il volontariato dell'Associazione "Amici del Forte" ha finora garantito l'apertura di parte del Forte, con visite guidate, nei mesi di luglio ed agosto.

E' evidente che se si vuole salvaguardare il Forte ed impedirne la rovina occorre intervenire subito realizzando il passaggio di proprietà dal Demanio dello Stato alla Regione Valle d'Aosta e predisponendo tempestivamente un consistente intervento quanto meno per l'integrale rifacimento del tetto.

Contemporaneamente occorre sollecitare proposte, progetti, idee per una utilizzazione del Forte che, con i suoi 500 locali, è in grado di ospitare mostre permanenti, esposizioni, sale-congressi, laboratori artigiani, ecc., diventando un centro di richiamo europeo ed offrendo oltretutto sbocchi occupazionali non trascurabili per l'intera bassa Valle. Del resto il pur limitatissimo esperimento dell'esposizione dei manifesti di Picasso nel mese di agosto, che utilizzava unicamente 5locali all'ingresso del Forte, ha già dimostrato, con le migliaia di visitatori, le grandi potenzialità offerte da un abbinamento fra il fascino proprio del Forte e quello delle iniziative che è in grado di ospitare.

Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali di Nuova Sinistra e del P.C.I.

INTERPELLANO

la Giunta regionale per sapere:

quali iniziative sono state assunte o si intende assumere per un passaggio della proprietà del Forte di Bard dal Demanio dello Stato all'Amministrazione regionale;

quali sono le procedure ed i tempi per il passaggio di cui al punto precedente;

se sono in corso di elaborazione dei progetti in modo da poter giungere ad una rapida sistemazione ed utilizzazione del Forte una volta che sia completato il trasferimento alla Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Credo che sulle premesse da cui parte l'interpellanza, e cioè il valore storico e culturale del forte di Bard, non sia necessario insistere più di tanto. L'attuale fortezza di Bard è stata ricostruita nel 1827 e anni immediatamente successivi, ma la sua storia ci rimanda ancora molto più indietro nel tempo fino alla metà dell'XI secolo, quando sulla rocca fra Bard, Hône e Donnas venne costruito il primo castello da cui poi ha avuto origine, attraverso una vicenda storica molto travagliata, l'attuale forte. Il forte inoltre è collocato in uno stupendo complesso monumentale che comprende, oltre al forte stesso, i due borghi di Donnas e di Bard, la strada romana che li collega e tutta una serie di resti ancora apprezzabili delle imponenti fortificazioni, che accompagnavano il forte di Bard sulle alture fra Donnas e Bard, nella zona detta di Albard.

Per poter apprezzare e anche utilizzare in modo proficuo il forte e tutto ciò che lo circonda, come un complesso monumentale unico e di valore immenso, sono però necessari una serie di passaggi, è necessario cioè cambiare radicalmente la situazione attuale. La prima condizione è quella del passaggio della proprietà del forte dallo Stato alla Regione, passaggio di cui si parla già da tempo ma di cui non conosco gli ultimi dati precisi su cui quindi vorrei avere un'informazione da parte dell'Assessore. Il passo immediatamente successivo è un intervento di sistemazione del forte, a partire dal rifacimento del tetto per poi passare alla sistemazione dell'intero complesso, che richiede uno studio, una progettazione e la definizione delle possibili utilizzazioni del forte, il quale, a dire il vero, si presta ad una serie di usi molto vasta.

Sappiamo che il forte si compone di circa 500 locali: é quindi enorme e al suo interno è possibile ospitare una serie di attività varie, da mostre permanenti a esposizioni, sale congressi e laboratori artigiani; può diventare cioè un centro culturale di valore non solo regionale e nazionale, ma direi quasi di richiamo e di significato europeo. Del resto già l'esperienza limitatissima che è stata fatta quest'estate, con la mostra dei manifesti di Picasso che pure utilizzava una zona estremamente limitata (soltanto 5 locali all'ingresso nel primo piccolo cortile) ha dimostrato l'attrazione che il forte stesso, e le iniziative che possono sorgervi, ha sia per la popolazione valdostana sia per i turisti. I visitatori sono stati infatti diverse migliaia e la mostra ha avuto un successo al di là delle aspettative.

Tale successo però, per potersi ampliare e ripetere nel corso degli anni, dipende dalla possibilità di godere di una fruizione del forte più ampia di quella attuale. Il forte infatti attualmente rimane chiuso per gran parte dell'anno e soltanto nei due mesi estivi di punta della stagione turistica, per una meritoria iniziativa dell'Associazione "Ami ci del Forte" di Bard, la fortezza viene aperta al pubblico e, in alcune giornate, si consente anche ai turisti e alla popolazione di visitare la parte del forte ancora fruibile, che non è in stato di eccessiva degradazione.

Chiaramente questa situazione non può protrarsi perché l'azione di degrado del forte continua e fra poco tempo non si potrà più visitare neanche quella parte a cui attualmente si può accedere.

Credo quindi che non ci possano essere delle perplessità nel Consiglio, sull'opportunità, da parte della Regione, di investire delle risorse, dei finanziamenti cospicui affinché il Forte venga pienamente valorizzato e diventi un polo di attrazione turistica e di iniziativa culturale importante per tutta la Valle d'Aosta e anche per gran parte del nostro Paese. Oltretutto questa iniziativa di recupero e sistemazione del forte darà anche una serie di sbocchi occupazionali, e per la bassa Valle (zona di Bard e Donnas in particolare) sarà una prospettiva di lavoro che non deve essere assolutamente trascurata in questa fase così delicata. L'interpellanza, che ho presentato insieme al Consigliere Tonino, chiede sostanzialmente tre cose. La prima: quali iniziative sono state assunte o si intendono assumere per un passaggio rapido della proprietà del forte dal Demanio dello Stato all'Amministrazione regionale? La seconda: a che punto sono le procedure e i tempi di questo passaggio, che è indispensabile per i successivi interventi di sistemazione? Il terzo punto riguarda l'elaborazione dei progetti in modo da poter utilizzare il forte una volta che questo diventi di proprietà della Regione. Fin d'ora bisogna, attraverso un concorso di idee o altri strumenti, raccogliere le proposte e le idee, che in parte già ci sono o che sono giunte dopo che abbiamo presentato l'interpellanza. Al Consigliere Tonino, ad esempio, sono giunte direttamente delle proposte da parte di associazioni che ritengono di poter svolgere un'attività all'interno del forte. Quindi il problema non è tanto quello di sapere come utilizzare questi spazi, che sono grandi ma per i quali le richieste ci saranno, bensì di definire un progetto ottimale di utilizzazione globale del forte. Bisogna quindi raccogliere delle idee e delle proposte che poi, un po' per volta, si potranno realizzare.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Io non aggiungo nulla in merito alla questione, che è stata ben centrata dall'intervento del Consigliere Riccarand. Voglio solo conoscere, se possibile, il parere della Giunta regionale circa una possibilità, che a mio avviso, si intravede, di in un intervento immediato sul forte. Mi riferisco soprattutto a un dato di fatto: il tetto del forte è in uno stato disastroso e il fatto che tutte le coperture siano in quella condizione reca un grave pregiudizio alla conservazione di quel bene storico. Ora, se il proprietario del Forte è ancora lo Stato, (il Ministero delle Finanze o il Ministero dei Lavori Pubblici) credo che sia importante chiedergli ufficialmente, a mezzo diffida, di intervenire immediatamente per il risanamento delle coperture minacciando, in caso contrario, un intervento diretto della Regione a carico del Ministero.

Mi voglio spiegare in termini legali. Il Forte di Bard è vincolato in funzione della legge n. 1089 del 1939, che prevede espressamente che il proprietario dell'immobile, di fronte ad un pregiudizio nella conservazione del bene, sia obbligato ad intervenire affinché il bene sia conservato. In questo caso il proprietario è il Ministero e la Regione può diffidare il Ministero a fare questo tipo di intervento. Tutti sanno infatti che, le competenze in materia di vincoli e di vigilanza sui beni soggetti a vincolo sono ormai esercitate

dalla Regione con una legge del 1983 votata dal Consiglio regionale. Nella sostanza, il Ministero per i beni Culturali non ha più nessuna competenza sul forte; tali competenze sono ormai esercitate dalla Regione. Credo che in Italia sia così soltanto per la Regione Valle d'Aosta e per la Regione Sicilia.

La mia opinione è che questa sia una strada da seguire: la Regione richiede un intervento sulle coperture; se non ci sarà una risposta, interverrà direttamente ed invierà il conto al Ministero dei Lavori Pubblici, che è il proprietario dell'immobile, tenendo conto che, a quanto pare, le risorse nel bilancio regionale sono disponibili.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey; ne ha facoltà.

BORBEY (D.C.): Innanzi tutto la Giunta concorda pienamente sul fatto che questo immobile è di enorme interesse storico e culturale e concorda anche con quanto ha detto il Consigliere Riccarand sulla destinazione futura del forte a centro culturale di interesse internazionale. Il discorso è incentrato sulla proprietà: il Forte di Bard è di proprietà demaniale. E' passato dal demanio militare a quello civile, mi sembra, nel 1975 e da allora, purtroppo, nonostante solleciti interessamenti, anche ad alto livello, la proprietà non è cambiata. E' il Ministero delle Finanze che cura, o non cura, questo complesso ed infatti è l'Intendenza di Finanza che ha le chiavi. Al Forte di Bard non c'è neppure un custode e, se non ci fossero gli "Amici del Forte" di Bard a fare quel po' di normale manutenzione sarebbe in uno stato di degrado ancora maggiore. E con questo credo di aver risposto al punto n. 1 dell'interpellanza, che è quello più importante. Ebbene, a tutt'oggi non abbiamo ancora ottenuto risposta da parte del Ministero dei Beni Culturali e dal Ministero delle Finanze sul trapasso della proprietà dal Ministero delle Finanze al Ministero dei Beni Culturali, per poi consentire il passaggio di proprietà alla Regione Valle d'Aosta, in base all'artico lo 5 dello Statuto regionale. Spesso abbiamo fatto dei solleciti e molti di questi sono stati verbali, a livello di Ministro Gullotti e del suo Capo di Gabinetto Dott. Tamiozzo. Anche ultimamente, nel corso di un viaggio a Roma, mi sono recato dal Dott. Tamiozzo, che ha risposto: "Vi chiediamo ancora un mese di tempo e vedrete che un qualcosa vi risponderemo". Ho qui un carteggio precedente; in una delle lettere, datata 1981, dell'ex Presidente Andrione (e questo per rispondere anche in parte ad una richiesta del Consigliere Tonino che diceva che bisogna essere diffidenti) leggo: "Il complesso del Forte di Bard è stato trasferito sin dal 1975 dal demanio pubblico ramo di difesa al patrimonio disponibile dello Stato, ma a tutt'oggi non è dato sapere se l'immobile debba intendersi sottoposto al vincolo della legge n. 1089". Questo è quanto allora scriveva il Presidente Andrione, ed invece ora il Ministero dei Beni Culturali ne dichiara l'interesse storico-ambientale. "Questa Regione, al di là di diatribe su specifiche competenze ministeriali o regionali, e di passaggi di proprietà dell'immobile in oggetto, non può comunque esimersi dal constatare, e di questo solo dolersi, che l'unica scontata conseguenza di tutto sarà il crollo del Forte di Bard, sempre fatte salve le recriminazioni e giustificazioni e le responsabilità relative". Io stesso ho aggiunto che, se entro un mese non ci perverrà per iscritto una risposta, noi la richiederemo per iscritto al Ministero dei Beni Culturali, dando un termine preciso e che, se questa risposta sarà un diniego, dovremo decidere su due cose: o impugnarla con un ricorso sul conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale oppure fare ricorso al T.A.R.. Questo è quanto decideremo, sentiti i legali, l'ufficio legale e la Segreteria Generale della Regione. Noi riteniamo, sebbene si trascini da anni, di poter definire la questione al più presto.

Rispondo ora alla seconda e alla terza domanda. Riferendomi a questi ultimi incontri e sempre che, ottimistica mente, dovesse succedere di non dover inoltrare questo ricorso, che ci porterebbe di nuovo a tempi lunghi, avremmo concordato con il Ministero dei Beni Culturali, e la Regione sarebbe favorevole, ad inserire la ristrutturazione e la sistemazione del Forte di Bard nel programma F.I.O. del 1986. Il Presidente ha messo al corrente il Consiglio che il 1985 è l'anno delle arginature, di cui si occuperanno l'Assessorato all'Agricoltura, Foreste e Ambiente Naturale e l'Assessorato ai Lavori Pubblici. Nel 1986 la Regione presenterebbe al F.I.O. il problema del forte per il quale si prevede un intervento minimo di 8 miliardi ed il Ministero dei Beni Culturali si è reso disponibile ad appoggiare nelle sedi competenti questo programma. Da un lettera, in mio possesso, risulta che il Ministro dei Beni Culturali, che non ha il becco di un quattrino, ha scritto all'amico Ministro Nicolazzi chiedendogli, per cortesia, di iniziare a finanziare un primo lotto dei tetti, per un costo presunto di 2 miliardi. Il Ministero dei Lavori Pubblici scrive quindi al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Torino: "Tra i vari capitoli del vostro bilancio, vedete di trovare i fondi per intervenire al Forte di Bard". Mi sono recato a Torino, ma non esiste alcun capitolo con fondi inerenti al problema.

Per concludere, l'indirizzo della Giunta regionale è di attendere, per questo mese, qualche dichiarazione definitiva e scritta di trasferimento da parte del Ministero dei Beni Culturali. In mancanza di questa scriveremo per fissare un termine preciso, riferendoci alla legge 1089 del '39 e chiederemo, fissando un termine, il trapasso di proprietà. Se non ci sarà risposta faremo un ricorso per conflitto di attribuzione.

Per quanto ha suggerito il Consigliere Tonino, cioè di servirsi della legge del 1939 n. 1089 per fare i lavori e mandare il conto allo Stato, siamo d'accordo ...... se accettiamo di pagare noi tutta l'opera! Potremmo mandare il conto allo Stato ma lo Stato non ce lo pagherà mai, questo è poco ma sicuro. Il Ministero dei Beni Culturali ha i cassetti pieni di denunce da parte di associazioni protezionistiche e di privati, che si sono rifatti alla legge n. 1089 dicendo: "Tu che sei il proprietario di quest'immobile devi tenerlo in piedi", ma non avendo disponibilità finanziaria il Ministero chiede al Governo finanziamenti e il Governo non glieli dà. Così comincia il degrado di tante opere d'arte che abbiamo in Italia.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Io prendo atto delle assicurazioni di impegno da parte dell'Assessore, a nome anche di tutta la Giunta, e spero che si rispettino queste scadenze: attesa di una risposta entro un mese, dopo di che una iniziativa formale nei confronti del Ministero dei Beni Culturali, indi ulteriori iniziative.

Io credo o almeno suppongo, perché non ho nessun elemento preciso, che lo Stato e il Ministero dei Beni Culturali non abbiano motivazioni particolari per ostacolare o impedire il passaggio del Forte di Bard alla Regione Valle d'Aosta. Mi risulta che il Forte di Resilles, che è il gemello del Forte di Bard, è passato tranquillamente alla Regione Piemonte e non capisco per quale motivo il Forte di Bard non possa passare alla Regione Valle d'Aosta. Penso che si tratti più che altro di deplorevoli, ma anche abbastanza consueti e normali, ritardi di tipo burocratico. Quindi raccomanderei alla Giunta di adottare tutti i provvedimenti necessari, con documenti scritti e incontri personali, perché i tempi della definizione di questo passaggio siano estremamente rapidi.

Per quanto riguarda l'intervento successivo, l'Assessore diceva che l'ipotesi era quella di inserire la ristrutturazione del Forte all'interno del piano finanziato con i fondi F.I.O. del 1986. Io credo che possa essere una valida ipotesi, però credo che non dobbiamo vincolarlo e si debba, nel corso dei prossimi mesi, pensare a questo concorso di idee per arrivare all'utilizzazione del Forte. Io non scarterei neanche la possibilità di finanziare l'intervento in altri modi. Se si riesce a fare in questo modo, va bene; se però non si riesce ad ottenere questo tipo di finanziamento io credo che la Regione debba comunque trovare, all'interno del suo bilancio, delle risorse per intervenire comunque. Credo che in un modo o in un altro questo intervento vada condotto in porto, essendo estrema mente importante, per la Valle d'Aosta, il significato culturale e storico di questo monumento.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Ho anch'io poco da aggiungere: prendo atto dell'impegno che ha manifestato l'Assessore Borbey, in particolare sulla questione del concorso di idee e delle proposte per utilizzare quella struttura anche nel circuito delle manifestazioni culturali della Regione e quindi operare di fatto un decentramento culturale nella bassa Valle. L'importanza che può avere questo intervento pubblico sulla rivitalizzazione di tutto il borgo di Bard, che potrebbe essere stimolato da questo tipo di intervento, ci trova consenzienti e chiediamo alla Giunta un impegno.

Io manifesto ancora la mia perplessità sull'intervento per la copertura: se è urgente io credo sia opportuno che lo faccia subito la Regione. In ogni caso è un intervento da fare e la procedura prevista dalla legge del 1939, a mio avviso, deve essere attivata e chi l'ha detto che poi non ci restituiscano i soldi? Intanto proviamo e se questa procedura prevista dalla legge non è mai stata applicata, l'applichiamo noi. In questo caso l'ente proprietario è con ogni probabilità il Ministero dei Lavori Pubblici o il Ministero delle Finanze. Noi possiamo fare il progetto, realizzare l'opera di sistemazione dei tetti e chiedere al Ministero dei Lavori Pubblici il rimborso delle spese per la realizzazione di queste opere, mentre l'intervento F.I.O., che dovrebbe essere di almeno di 8 miliardi, potrebbe essere utilizzato per realizzare all'interno del Forte altre strutture. Tuttavia non so come si farà, anche con il progetto F.I.O., a dimostrare la redditività dell'investimento rifacendo soltanto il tetto, mi sembra piuttosto povero ......

...... INTERRUZIONE ......

...così aspettiamo tre anni e non facciamo l'intervento sul tetto! L'Assessore ha detto che il progetto F.I.O è dell'87. Deve essere presentato nell'86 per il 1987, o no? Io mi sono appuntato che deve essere presentato nell'86 per il 1987. Se è sbagliata, correggo l'affermazione dell'Assessore: lo presentate nell'85 per il 1986. Sentiremo

la registrazione: io ho preso un appunto e l'Assessore ha detto: "l'86 per 1'87". In ogni caso non è questo il problema: se è un rischio per dilazionare nel tempo la soluzione del problema, io formalizzerò la proposta, così la Giunta potrà vederla anche in termini più precisi, dopodiché la Giunta prenderà decisioni anche diverse, se è vero che la Giunta ha deciso in modo diverso. La mia opinione è che quella può essere una strada da seguire.