Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 114 du 26 octobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 114/VIII - PREDISPOSIZIONE DI UNA LEGGE REGIONALE CHE FISSI LE NORME ESSENZIALI A FAVORE DEL DIRITTO ALLO STUDIO. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Cout e Dolchi:

INTERPELLANZA

CONSIDERATO che gli interventi per il diritto allo studio sono dispersi e spezzettati in Valle d'Aosta, in diverse leggi, creando problemi agli stessi studenti sia per l'informazione che per le modalità di accedervi, e alle commissioni che preparano i vari bandi o interventi per ciò che riguarda una visione dell'insieme;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore alla Pubblica Istruzione per sapere se non ritiene opportuno preparare, come hanno fatto già diverse Regioni, una apposita legge regionale. di diritto allo studio che raccolga i vari interventi e fissi le norme essenziali per coordinare meglio le iniziative ed individuare con più precisione alcuni obiettivi prioritari.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): Questa interpellanza, fatta in una forma abbastanza semplice, forse non rende l'esatta dimensione del problema, che è invece ben più grande, e penso che anche dopo l'illustrazione non si riuscirà a mettere in chiaro tutti quelli che possono essere i pregi o i difetti per ciò che riguarda gli interventi di diritto allo studio in Valle d'Aosta. E' a questo proposito che interpelliamo l'Assessore per sapere cosa intende fare. Ricordo che per un problema analogo a questo - mi riferisco alla legge sulla formazione professionale - c'erano all'inizio una serie di interventi molto spezzettati, che si sovrapponevano e che avevamo definito inutili; la Regione ha in questo senso ricercato una soluzione proprio con una legge quadro di riordino generale, che si tratta ora di attuare.

Lo stesso occorrerebbe fare per ciò che riguarda il diritto allo studio. Premetto che in questo caso non ci sono interventi inutili o che si sovrappongono, si tratta di interventi indubbiamente qualificanti; per esempio, l'uso gratuito dei libri di testo per le scuole superiori è un intervento che pone la Regione all'avanguardia in questo campo e così per una serie di altri problemi per cui non abbiamo nulla da invidiare ad altre Regioni, ma che anche in questo caso si tratta di interventi spezzettati. Questo inconveniente l'abbiamo potuto verificare in diverse occasioni, in Commissioni che decidono interventi analoghi però una Commissione non sa cosa viene deciso dalle Commissioni parallele. Si pone quindi il problema di razionalizzare tutto questo, come hanno fatto altre Regioni.

In questo momento si potrebbe fare un'analisi molto puntuale della situazione per riuscire ad avere una visione di insieme di tutti gli interventi che vengono fatti per ciò che riguarda il diritto allo studio, a partire dai libri in uso gratuito alle borse di studio, agli aiuti ai ragazzi che vengono dai Comuni disagiati per ciò che riguarda la retta nei convitti, agli aiuti ai Comuni per le mense, per i trasporti, aiuti a studenti che non frequentano le scuole esistenti in Valle e in particolare i sussidi, le borse di studio per gli universitari.

Il secondo stadio sarebbe quello di razionalizzare il tutto in un unico testo di legge, che dovrebbe suddividere gli interventi per gradi di scuola e tipo di intervento e coordinarli per potere poi individuare alcuni obiettivi per interventi speciali di diritto allo studio più immediati nei settori ove più ce n'è bisogno.

Non ho intenzione di illustrare ulteriormente l'interpellanza, ho voluto solo porre il problema; penso che non sia compito di un singolo Consigliere individuare i possibili interventi, bensì di una Commissione, che dovrebbe provvedere all'analisi della situazione e alla stesura di un testo di legge coordinato. E' una programmazione che si rende necessaria soprattutto per il futuro in Valle d'Aosta, per fare sì che tutti quanti abbiano la possibilità di superare le difficoltà che si frappongono per l'attuazione piena di quello che deve essere il diritto allo studio. Ci sono ancora studenti che sono più favoriti rispetto ad altri, che incontrano svantaggi notevoli e che potrebbero essere aiutati. Non me ne voglia l'Assessore se la metto in questo modo; è un problema che va affrontato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval, ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): Faccio subito una precisazione, dal momento che l'interpellanza suona in questo modo: non è forse opportuno in Valle d'Aosta legiferare circa gli interventi della Regione per quanto riguarda l'assicurazione del diritto allo studio? A questo proposito va detto che la Regione in questo settore è senza dubbio all'avanguardia rispetto a tutte le altre Regioni d'Italia e forse anche a livello europeo. In effetti, oltre a tutte le spese obbligatorie che sostiene per i vari ordini di scuola - ed il Consigliere Cout lo sa perfettamente - la Regione spende, o perlomeno spenderà perché rimangono ancora un paio di mesi all'anno 1983, qualcosa come 2 miliardi e 528 milioni e la previsione per l'anno 1984, che è stata elaborata in questi giorni, è di 2 miliardi 838 milioni. Una delle voci più importanti di spesa è quella della fornitura dei libri di testo gratuiti (cosa che nessuna altra Regione d'Italia fa), che costa al contribuente della Valle d'Aosta 700 milioni di lire per l'anno 1983; la previsione per l'anno 1984 la vedremo. Ci sono poi altre voci importantissime come i trasporti, 55 milioni per il 1984 previsti, 53 spesi nel 1983; la refezione, 400 milioni 1983, 440 previsione 1984, ecc.. Inoltre per ciascuno di questi interventi sono in grado di dare il dettaglio. Questi pochi dati li ho voluti citare per dimostrare come in effetti la Regione intervenga concretamente per garantire a tutti la possibilità di studiare.

Se invece l'interpellanza va nel senso di suggerire che sarebbe forse opportuno coordinare questi interventi con una legge che riassuma un po' tutti gli interventi, allora, molto onestamente, direi che vale la pena di riflettere un attimo.

Troppo spesso quando si cerca di regolamentare, anche al meglio, degli interventi, si rischia di dimenticarne una parte oppure di impedirne, nel corso dell'applicazione, la piena esecutività, anche perché la legge limita il campo d'azione. Pongo questo interrogativo come motivo di riflessione al Consiglio regionale: è effettivamente il caso di intervenire con un unico intervento legislativo che riassuma e coordini tutta questa attività? Personalmente non so se sia opportuno!

Sono d'accordo con il Consigliere Cout quando dice che vi possono essere dei casi nei quali l'Amministrazione potrebbe comportarsi ed agire in modo diverso; questo è dovuto anche al fatto che ci sono delle regolamentazioni, le delibere del Consiglio regionale, le delibere della Giunta che debbono essere aggiornate, e questo, per esempio, in questo momento lo stiamo facendo. Ho inviato alla V^ Commissione la richiesta di valutare un ammodernamento per alcune questioni, dal punto di vista strettamente formale, mi è stato fatto notare da parte degli uffici della Presidenza del Consiglio - che non era necessario il parere della Commissione; io comunque ritengo opportuno che la Commissione ne sia a conoscenza e che si esprima perché i rapporti fra esecutivo e Consiglio regionale devono essere improntati alla massima collaborazione.

Sulla base di ciò, se il Consigliere Cout vorrà analizzare i vari settori nel dettaglio, ho la documentazione e gliela posso passare. Per esempio, posso anche ricordare che la Regione arriva addirittura a pagare i pasti a coloro che frequentano dei corsi all'Olivetti di Ivrea e via di questo passo.

E' vero che bisogna procedere ad aggiornamenti nel settore, però non condivido l'opportunità di regolamentare tutto questo discorso con un'unica legge: penso che non sarebbe lo strumento migliore per il Consiglio per intervenire concretamente, ed anche tempestivamente, in questo settore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): Il problema che ci ha spinti a presentare questa interpellanza era quello di vedere se ci sono degli interventi che possono essere coordinati meglio: anche noi siamo convinti che forse non è con una legge generale che si risolve tutto.

Comunque ci possono essere leggi che vanno ad individuare gli interventi che potrebbero essere almeno raggruppati per argomenti, scuole, livelli o in qualche altro modo. Dovrebbe essere questo il lavoro da farsi ed è un lavoro che non dovrebbe essere fatto dal singolo Consigliere. Ringrazio fin d'ora l'Assessore se mi permetterà di essere a conoscenza di tutti quanti gli interventi che saranno fatti, però direi che il problema non è questo. Questo è il problema di chi più direttamente interessato alla questione, metta mano all'insieme di tutti questi interventi, cercando di coordinarli quanto più possibile, suddividendo poi questi coordinamenti, che verranno fatti per settori o tipi di intervento, perché altrimenti, ancora una volta quando si porta in discussione un argomento una Commissione decide una cosa ma non sa cosa capita nel settore più direttamente interessato.

Questo permetterà, se non altro, di usare dei criteri comuni e di arrivare a delle soluzioni che possono offrire prospettive maggiori, che possono anche favorire i ragazzi nel senso di essere meglio informati dei diritti a cui possono accedere.