Objet du Conseil n. 115 du 26 octobre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 115/VIII - PROVVEDIMENTI PER GARANTIRE UN'ADEGUATA PRESENZA DI INSEGNANTI A SOSTEGNO DEI PORTATORI DI HANDICAP. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Cout e Riccarand:
INTERPELLANZA
CONSTATATA la situazione di disagio che si è creata in alcune scuole della Valle d'Aosta, ed in particolare nelle scuole elementari di Aosta e di altri grossi centri, per la riduzione degli insegnanti di sostegno ad alunni portatori di handicap;
RILEVATO che tale situazione ha suscitato la viva preoccupazione dei genitori, degli insegnanti e del personale direttivo;
RIBADITA la necessità di garantire l'inserimento e l'integrazione nella scuola dei portatori di handicap e di evitare la riproduzione di situazioni emarginanti all'interno della scuola stessa.
SOTTOLINEATA la necessità di assumere immediati provvedimenti anche di carattere provvisorio, per ovviare all'attuale stato di grave disagio;
NEL RILEVARE ancora una volta, il ritardo con cui l'Amministrazione regionale ha preso atto della gravità del problema e della necessità di tempestive soluzioni;
i sottoscritti Consiglieri
INTERPELLANO
la Giunta regionale per sapere quali provvedimenti sono stati assunti e si intendono assumere per garantire una adeguata presenza, nella scuola, di insegnanti di sostegno a portatori di handicap.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Anche di questo problema, come di altri, avevamo già avuto modo di discutere in Commissione, ma fino ad oggi non siamo a conoscenza dei provvedimenti che saranno adottati al riguardo ed ecco il perché di questa interpellanza. Inoltre, da notizie avute in vario modo dagli insegnanti che sono stati contattati o comunque da persone che seguono questo problema, ci sembra che la scelta che è stata fatta lasci alcuni punti ancora in sospeso; soprattutto ci lasciano perplessi alcune decisioni che mi sembra siano state prese per ciò che riguarda il gruppo di insegnanti che dovrebbe seguire i portatori di handicap.
La preparazione, effettuata con un corso velocissimo di dieci giorni, non siamo convinti che possa permettere a degli insegnanti, di seguire in modo particolare questi ragazzi handicappati.
Ci lascia abbastanza perplessi anche il rapporto di lavoro che dovrebbe essere concordato con questi insegnanti: sono Lire 6.000 all'ora per un massimo di trenta ore settimanali, per cui, se si fanno i calcoli e se si pensa che alla fine queste persone dovranno pagarsi mutua e contributi, essendo un contratto di lavoro di tipo professionistico, riteniamo che non sia uno stipendio in grado di attirare molte persone.
Per di più, gli insegnanti che faranno questa scelta non matureranno i punteggi per la graduatoria regionale, ed inoltre, per quest'anno, dovranno comunque rinunciare ad eventuali supplenze: questo ci fa pensare per la carriera futura, questi insegnanti siano svantaggiati e che li si obblighi a fare subito una scelta che potrebbe avere per loro delle conseguenze spiacevoli.
Esiste poi il problema più generale che spostando gli interventi dalla Pubblica Istruzione alla Sanità, se non si riuscirà a mettere in piedi gli opportuni collegamenti si correrà il rischio di fare un passo indietro rispetto agli interventi finora effettuati in questo campo per il sostegno dell'handicappato, che dovrebbe andare verso un suo inserimento nella scuola. Il problema non è solo quello di dare al portatore di handicap l'aiuto di una persona che lo assista, ma si deve cercare di modificare quello che è un modo di essere della scuola, coinvolgendo tutti gli insegnanti in questo tipo di lavoro. Questa è una risposta ad un problema immediato, ma dobbiamo fare molta attenzione a non vedere il problema in modo unilaterale, e dobbiamo cercare di non separare quelle che sono le necessità dell'handicappato dal resto della scuola.
Con questo tipo di intervento mi assale il timore che si corra proprio questo pericolo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Faval, ne ha facoltà.
FAVAL - (U.V.): Anche per questa interpellanza credo sia doveroso fare una premessa: la situazione nella quale ci troviamo circa l'inserimento degli alunni portatori di handicap nelle scuole elementari - perché il problema è limitato alle elementari - non è stata una scelta di questo Consiglio, ma è stata una strada obbligata che il Presidente della Commissione di Coordinamento ci ha indicato.
Il Consigliere Cout, che è un componente di questo Consiglio ed era presente anche nella passata legislatura, ricorderà certo che al mese di marzo il Consiglio regionale ha esaminato una legge riguardante vari settori della scuola, che è poi diventata la n. 57, che inizialmente non è stata vistata dal Presidente della Commissione di Coordinamento per vari motivi. Fra gli altri, all'art. 8 di quella prima formulazione del disegno di legge il Presidente della Commissione di Coordinamento ha osservato che i e le percentuali che avevamo indicato si discostato opportuno affrontare il problema cercando di individuare, di personalizzare l'intervento. Ho cercato di coinvolgere le équipes psico-medico-pedagogiche che esistono sul territorio, in modo da avere delle indicazioni precise circa i bisogni effettivi di ciascuno di questi ragazzini, per poter intervenire in modo più concreto e valido. In questo momento ci troviamo in una situazione di emergenza perché siamo nella fase di prima applicazione di questa norma, che certo rispetto al passato è molto più restrittiva ed ha portato dei disagi. La risposta che cerchiamo di dare credo sia nella direzione giusta, però è comunque una risposta di emergenza.
Per illustrare queste cose è stata fatta una riunione organizzata congiuntamente dall'Assessore alla Sanità e dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, alla quale hanno partecipato, perché invitati, i Direttori didattici, i Sindacati, i rappresentanti delle insegnanti, l'équipe psico-medico-pedagogica, una rappresentanza dell'Associazione famiglie di ragazzi portatori di handicap e l'Associazione nazionale invalidi civili. In questa occasione è stata illustrata la procedura che l'Amministrazione intendeva adottare, a questa proposta è stata data risposta positiva; oltretutto non dimentichiamo che su 50 insegnanti che l'Assessorato ha messo a disposizione dei vari circoli didattici per l'anno 1983-84, solo 8 hanno il titolo specifico per svolgere questo tipo di attività, che è particolarmente delicata trattandosi di ragazzi molto difficili da ogni punto di vista.
La proposta è di reperire del personale in relazione alle esigenze che vengono indicate dall'équipe psico-medico-pedagogica alla quale abbiamo chiesto che ci venisse detto: per il bambino X ci vuole questo e quest'altro. Sulla base di queste indicazioni stiamo cercando del personale da avviare al lavoro all'interno della scuola, scegliendo fra il personale in possesso del titolo di studio di istituto magistrale inserito nelle graduatorie regionali degli incarichi e delle supplenze, da avviare inizialmente ad un corso intensivo, che sarà tenuto da personale specializzato qui in Regione e che dovrebbe durare una decina di giorni, in modo da dare loro i primi strumenti per questo approccio con gli handicappati. E' un corso che continuerà durante l'anno. Abbiamo già fatto una riunione alla quale sono state convocate le persone che si trovano in quelle condizioni, per illustrare loro le modalità di assunzione da parte dell'Amministrazione.
Voglio precisare che quanto richiesto nell'interpellanza, e cioè l'inserimento di insegnanti di sostegno, non ci trova concordi. Non riteniamo sia possibile tornare indietro, perché c'è una legge che dobbiamo rispettare tutti: inoltre non è opportuno per i motivi detti prima, cioè un intervento indiscriminato con del personale in possesso di un certo titolo di studio che non è comunque il titolo abilitante a svolgere questa attività. Quindi non si tratta di inserire nella scuola altri insegnanti, si tratta di inserire nella scuola del personale che ha un titolo di un certo tipo, ma che deve avere soprattutto degli strumenti conoscitivi diversi rispetto all'insegnante per svolgere questa attività. Stiamo predisponendo anche un disegno di legge che proporrà l'istituzione di un servizio e quindi di un'équipe apposita per questo tipo di bisogni.
Quindi riassumendo brevemente: la risposta che stiamo dando adesso può sembrare forse inadeguata, però vi invito a tener conto che si tratta di una situazione di emergenza con una risposta di emergenza; è una risposta che va nella direzione più giusta rispetto a quella precedente, di personalizzare l'intervento rispetto ai bisogni dei singoli individui portatori di handicap.
Si sta predisponendo un disegno di legge che prevede un servizio apposito, il quale dovrà intervenire non solo nel momento della scolarizzazione ma dovrà farsi carico di queste situazioni anche durante le vacanze, perché questi ragazzini, una volta usciti dalla scuola, il loro problema lo conservano e noi riteniamo che dobbiamo intervenire anche in quei momenti.
Venendo agli ultimi dettagli dei problemi posti dal Consigliere Cout, concordo che Lire 6.000 orarie non sono molte, ma è un parametro già adottato in Amministrazione per quanto riguarda l'équipe degli assistenti educatori che fanno capo all'Assessorato alla Sanità, che svolgono un'attività analoga e quindi per un lavoro analogo non potevano fare diversamente. Detto questo, assicuro il Consiglio regionale che questo tipo di retribuzione vale per il 1983 perché per il 1984 sarà modificato in quanto riteniamo tutti di doverlo aggiornare. Inoltre ci sono delle tabelle alle quali dobbiamo attenerci, non è stata una scelta arbitraria ma è un parametro preciso che abbiamo in Amministrazione.
Credo di aver risposto alle questioni poste dal Consigliere Cout.
Si dà atto che alle ore 18,59 riassume la Presidenza il Presidente Giovanni Bondaz.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Trovo un po'contraddittorie alcune affermazioni dell'Assessore Faval; dapprima dice che il tipo di intervento che si va definendo risulterà migliore rispetto al passato, però poi sottolinea che si tratta di un intervento di emergenza fatto in conseguenza di una normativa di legge ben precisa, di una legge regionale che applica una legge statale ecc. Sono convinto che il problema è soprattutto il secondo; ci si è trovati di fronte ad una normativa che forse non si è riusciti ad applicare nel modo più ampio possibile e che ha creato situazioni di difficoltà. Se c'è un riferimento alle condizioni locali, si trattava di applicare questo principio secondo le condizioni locali e c'era la possibilità all'interno della legge, tant'è vero che la circolare che l'Assessore citava prima del 1982 è stata brillantemente superata: probabilmente altre difficoltà potevano essere ugualmente superate, quindi direi che non è vero che il problema è stato tempestivamente affrontato nel migliore dei modi, ma è stato affrontato in ritardo, dopo che c'è stata una notevole protesta da parte degli insegnanti e dei direttori didattici, delle stesse famiglie che si sono trovate in una condizione di estrema difficoltà, e per questo si è andati a cercare, speriamo nel più breve tempo possibile, una soluzione di tampone. A questo proposito anch'io ritengo che per questo anno scolastico non ci siano le condizioni per trovare un altro tipo di soluzione e che vada molto rapidamente messa a punto questa soluzione di emergenza. Quello che forse anche qui non posso condividere è il modo con cui si prefigura questo intervento, cioè la creazione di un gruppo di intervento che è, almeno nelle intenzioni dell'Assessore, totalmente staccato da quelli che sono i compiti tradizionali normali che svolge l'insegnante all'interno delle classi.
Da qui questa insistenza sul fatto che non dobbiamo considerare gli insegnanti, da qui questa decisione di fare in modo che comunque la partecipazione a questa attività di assistenti educativi ed ai corsi di preparazione che poi proseguiranno durante l'anno non dia diritto ad avere punteggi. Questa scelta forse potrebbe essere impostata diversamente, nel senso non di creare una struttura completamente separata, ma di prevedere come soluzione tampone questi assistenti educativi, che però non siano delle persone che perdono tutta una serie di diritti, graduatorie, punteggi perché nel momento in cui non possono più fare supplenze, quindi o devono fare una scelta o l'altra, evidentemente succederà che i primi nella graduatoria, quelli che hanno la possibilità di supplenti che hanno maggiore preparazione, dovranno rinunciare a svolgere questo compito di assistenti educativi e si dovrà andare a pescare verso il fondo della graduatoria, perdendo così le persone più preparate, ed in secondo luogo questi insegnanti che saranno disponibili non avranno nessun riconoscimento giuridico di questo servizio. Si tratta di una soluzione che presenta aspetti fortemente discutibili.
Chiederemo di valutare la possibilità di assegnare un punteggio per la partecipazione ai corsi che questi insegnanti faranno; questi punti saranno oggetto di discussione quando verrà presentato il disegno di legge che in modo più organico affronterà questo problema.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Penso che quando l'Assessore Faval si riferisce ad un futuro disegno di legge voglia con questo riconoscere che nell'immediatezza di dover affrontare tale problema ci sono in sospeso tutta una serie di problemi che dovranno essere risolti. Oltre ai problemi che no già enunciato ed a quelli che ha illustrato il Consigliere Riccarand, aggiungerei anche che il rapporto che ci dovrà essere fra questi insegnanti e i vari Direttori didattici dovrà essere normato, come ad esempio è stato fatto dalla Provincia di Bolzano con una legge di una sessantina di pagine.
Per terminare, vorrei solo proporre di tenere in considerazione nella stesura di questa legge questi problemi che esistono; soprattutto va tenuto in considerazione il fatto che questi insegnanti non devono restare staccati dal mondo della scuola, altrimenti sarà ancora una volta non un inserimento, ma una visione di questo problema in modo settoriale che ci riporta indietro alle scuole differenziali di triste memoria, che sono state superate proprio andando a fare degli interventi di cui la Valle d'Aosta era all'avanguardia in Italia negli anni che ci hanno preceduto.
Per ciò che riguarda l'interpellanza ringrazio l'Assessore per la esauriente risposta.
