Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 86 du 14 février 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 86/VII - ORIENTAMENTO CONTENUTO NELLA PROPOSTA STATALE DI LEGGE QUADRO SUI PARCHI NATURALI CON RIFERIMENTO ALLA CONFIGURAZIONE DEL PARCO DEL GRAN PARADISO. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Cout e Carrai:

INTERPELLANZA

VISTO che in Parlamento si sta concludendo l'esame della legge quadro sui parchi naturali e che tale proposta di legge presenta contenuti relativi al Parco Nazionale del Gran Paradiso lesi vi delle potestà primarie della Regione Autonoma Valle d'Aosta;

RICORDATO che il Consiglio regionale, all'unanimità, aveva approvato una proposta di legge statale di iniziativa regionale concernente l'assetto del Parco del Gran Paradiso tale da mante tenere una configurazione unitaria del Parco salvaguardando i diritti statutari della Regione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali sono stati gli orientamenti espressi ufficialmente o ufficiosamente dalla Giunta verso le Commissioni parlamentari competenti;

2) quali azioni intende svolgere per modificare gli orientamenti contenuti nella proposta di legge in discussione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Il Consiglio regionale, nella seduta del 15.7.1980, aveva approvato una proposta di legge statale di iniziativa regionale che riguardava il trasferimento delle funzioni amministrative per la gestione del Parco Nazionale del Gran Paradiso alle due Regioni. La soluzione adottata dal nostro Consiglio prevedeva di tener conto delle competenze in materia di paesaggio, urbanistica e tutela del l'ambiente che sono proprie della Regione Valle d'Aosta, e nello stesso tempo dava indicazioni affinchè per la Regione Piemonte si tenesse conto dell'art. 83 del D.P.R. 616. Si pro poneva perciò il trasferimento alle due Regioni delle funzioni amministrative sinora esercitate dall'Ente Parco e di conseguenza la soppressione dell'Ente stesso e la costituzione di un apposito consorzio fra le due Regioni in modo da assicurare comunque una gestione unitaria del Parco. Si dava infine indicazione, relativamente al1a nota questione dei confini, perchè si confermasse la situazione di fatto esistente - per interderci quella delle tabelle segnaletiche esistenti sul territorio - fissando definitivamente la questione con una cartografia da allegare alla legge. Queste erano le indicazioni proposte all'unanimità dal Consiglio regionale.

Mi risulta che il Senato stia definendo la proposta di legge-quadro e malgrado le iniziative anche del nostro Gruppo per modificare l'orientamento contenuto nella prima stesura dei vari disegni di legge predisposti dalla Commissione ristretta, mi risulta che per quanto riguarda il Parco del Gran Paradiso si riproponga un Ente Parco con dei correttivi rispetto alla situazione esistente che riguardano il numero dei componenti e la designazione di questi componenti. La proposta che ho sottomano prevede la nomina di cinque membri designati rispettivamente dal Ministero dell'Agricoltura, dalla Regione Piemonte, dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, di cui uno solo in rappresentanza della Comunità Montana Gran Paradiso ed un altro che deve essere comunque ricercato all'interno delle organizzazioni naturalisti che operano nella nostra Regione. Si ripropone inoltre che la nomina del Presidente del Parco sia fatta dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste, sia pure su una rosa di nomi formata dalle Regioni Valle d'Aosta e Piemonte. Per quanto riguarda la questione dei confini, non si affronta sostanzialmente il problema, nel senso che i confini del Parco restano quelli stabiliti nel 1923, perciò includono il budello della Valsavarenche; per questa specifica zona si propone di adottare la normativa delle zone D) indicate nella legge-quadro e cioè zone di controllo nelle quali sono permesse più attività purchè non compromettano le fondamentali finalità del Parco.

Per queste zone la proposta in discussione al Senato prevede che il nulla osta dell'Ente Parco possa non essere richiesto qualora il piano regolatore o i piani particolareggiati siano stati approvati d'intesa con l'organismo di gestione del Parco, ossia d'intesa con l'Ente Parco. Per progetti più consistenti, in cui l'impatto ambientale non sia preventivamente valutabile, oppure per realizzazioni di un certo rilievo, viene comunque previsto in ogni caso il rilascio del preventivo nulla osta. Si tratta perciò di una formulazione che non risolve a nostro avviso il problema come dovrebbe essere risolto, cioè permettendo sì un confronto sugli strumenti urbanistici all'interno di quella zona, ma poi lasciando che la potestà urbanistica sia esercitata dal Comune.

Risulta che i tempi per l'approvazione di questa proposta di legge siano molto stretti e cioè che si sia finalmente arrivati alla fase conclusiva. Mi è stato anche riferito che la Giunta regionale ha avuto degli incontri sia con il Ministro che con i Presidenti delle Commissioni parlamentari competenti, per cui abbiamo presentato questa interpellanza per conoscere se ci sono stati degli orientamenti espressi dalla Giunta per iscritto o anche non per iscritto; vorremmo inoltre sapere se la Giunta si è attenuta al voto del Consiglio regionale e quali sono le azioni che possiamo ancora svolgere affinchè quell'orientamento contenuto nella proposta di legge in discussione al Senato sia cambiato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): Inizierei un po' a ritroso, nel senso di dire che la prima preoccupazione della Giunta - credo d'accordo con tutto il Consiglio - sia stata quella di stabilire dei rapporti corretti con il Consiglio di Amministrazione del Parco, caratterizzati anche da posizioni molto vicine, perchè la battaglia che viene fatta sulle nomine del Consiglio di Amministrazione del Parco è puramente strumentale in quanto in realtà dietro tale questione si nasconde l'intenzione di escludere o di permettere la partecipazione della Regione all'Amministrazione. Ora, con il Consiglio di Amministrazione del Parco siamo in buoni rapporti; anche la questione dei confini - esattamente illustrata dal Consigliere Tonino - può diventare molto meno drammatica qualora certe azioni non vengano più compiute nel nome del Consiglio di Amministrazione del Parco che poi magari viene informato a distanza di due anni. Su questo specifico tema la Commissione congiunta Parco-Regione chiederà comunque che quel "d'intesa" sia sostituito con il "sentito" così come noi avevamo proposto. Ma questo è un aspetto secondario che volevo ricordare perchè una cosa sono le leggi-quadro, specie quando vengono fatte in una certa maniera, una cosa poi la vita quotidiana che deve essere salvaguardata anche adesso.

La Giunta regionale ha espresso finora la propria contrarietà oralmente, anche in una riunione con la Commissione svoltasi a Saint-Vincent, credo fosse presente proprio il Consigliere Tonino, illustrando quale era la propria posizione; l'ha ancora recentemente espressa al Ministro all'Agricoltura Mannino, cui porterò spero la settimana prossima una lettera ufficiale. Devo dire che l'unica nota positiva in questa triste vicenda è che anche il relatore Melandri, che si è comportato a dir poco male in questa vicenda, ha ricevuto la giusta mercè dei suoi sforzi, perchè le Associazioni naturalistiche non sono per niente soddisfatte del progetto di legge che viene presentato dal relatore Meandri sotto loro suggerimento, in quanto ritenuto non ancora sufficiente; ci vorrebbe una legge speciale che deleghi loro la gestione del territorio. Questo è in realtà lo scopo nascosto dietro certe affermazioni. Nell'immediato, ed anche per avere una posizione giuridica a nostro avviso ineccepibile, abbiamo richiesto l'inserimento nel testo della legge-quadro di quello che doveva essere l'art. 6 delle norme di attuazione della legge 196. Questo perchè, come il Consigliere Tonino, ricorderà, era stato detto in quella discussione che quell'articolo sarebbe stato riportato al momento della legge-quadro. Quando il Senatore Fosson, d'intesa con la Giunta regionale, l'ha presentato in Commissione, con insigne malafede è stato detto che, visto che non era previsto nella 196, non doveva entrare nella legge-quadro. Per cui il Senatore Fosson ripresenterà questi emendamenti in aula: da parte mia, spero di poter vedere alcuni Capigruppo per spiegare loro certe motivazioni. Abbiamo già annunciato che, se la legge dovesse passare in questo modo, verrà impugnata davanti alla Corte Costituzionale perchè la teoria di dire che caccia e pesca o urbanistica sono cose differenti dal Parco a nostro avviso non sta in piedi. Deve darsi atto che la posizione del PCI sia in Commissione che alla Camera risponde esattamente a quelli che erano gli orientamenti della Regione in materia; noi su questo punto non abbiamo assolutamente niente da aggiungere alla posizione che è stata sostenuta dal Sen. Modica. Il Gruppo del PCI ha abbandonato la Commissione in cui avveniva la discussione, non concordando su niente di quanto veniva proposto, oltre che sui metodi, per cui tutta la discussione avverrà in aula. Comunque non riteniamo che una legge di quel genere sia un punto d'arrivo perchè lascia aperti troppi interrogativi e soprattutto quello fondamentale ancora una volta sottolineato dal Consigliere Tonino: in base a quella legge del 1922 non si sa quali sono i confini, perchè la ]inea sul terreno è alta più di 200 metri ed il confine a seconda che sia preso in un punto o nell'altro cambia in maniera notevole. Non solo, ci sono almeno due zone di notevole interesse naturalistico che oggi sono nei confini del Parco e che con quella legge verrebbero escluse e non accetteremo che l'allargamento venga fatto senza che la Regione, competente per diritto costituzionale, sia essa stessa a deciderlo. Quindi, anche sotto questo profilo, la Commissione, ed in particolare il re latore, sono in malafede e la Giunta regionale intende denunciare questo fatto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino per la replica, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Siamo d'accordo sul fatto che, se possono essere stabiliti dei rapporti corretti con l'attuale Consiglio di Amministrazione del Parco, possono essere risolti problemi immediati e la pratica di questo ultimo periodo credo ci abbia dato ragione. Tuttavia sottolineiamo ancora l'importanza, e sul piano del principio e sul piano anche pratico, della proposta che è stata fatta da questo Consiglio regionale e perciò anche di quanto contenuto nell'ex-articolo 6 delle norme di attuazione.

Per quanto ci riguarda come forza politica riteniamo che, prima di pensare ad impugnare la legge, che se passa così sarà sicuramente da impugnare, sia opportuno fare oggi tutto quello che è possibile, sia in sede di Commissione che in aula, perchè quell'orientamento sia cambiato. Chiediamo che la Giunta lavori con decisione in questa materia con atti e proposte ufficiali, non solo con degli incontri che lasciano un po' il tempo che trovano.