Objet du Conseil n. 66 du 27 janvier 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 66/VII - ONERI FINANZIARI GRAVANTI SUI MUTUI CONTRATTI DALLE DITTE ARTIGIANE CON L'ARTIGIANCASSA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo della interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
INTERPELLANZA
CONSIDERATO che il Comitato tecnico per il credito agevolato a favore delle ditte artigiane operanti in Valle d'Aosta (artigiancassa), dopo la recente riapertura, ha applicato l'interesse del 13% con effetto retroattivo anche a quelle ditte che avevano stipulato regolare contratto di mutuo con i vari istituti convenzionati con il saggio annuo del 6,5% - 7,5% secondo le varie zone;
CONSTATATO che in questi giorni le banche hanno richiesto alle ditte sovvenzionate, circa 300, la differenza dell'interesse per tutta la durata del mutuo;
TENUTO CONTO che questo aggrava soprattutto le piccole imprese artigiane con un onere richiesto insopportabile;
INTERPELLA
l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato, Trasporti se non ritiene opportuno intervenire per l'abbattimento dell'interesse non previsto, portandolo al suo costo iniziale, evitando questo ulteriore giro di vite difficilmente sopportabile.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (ART. e COMM. VALDOSTANI): Questo è un problema di cui l'Assessore dovrebbe essere già al corrente. L'Assessore si sarà reso conto del dissesto finanziario che questa differenziazione di interesse ha portato a più di 300 aziende. Il grosso problema è che a fine anno gli Istituti di credito convenzionati, che hanno sovvenzionato queste 320 aziende valdostane, hanno mandato il conteggio retroattivo da uno a due anni; quindi c'è una grossa cifra di intervento e non so in che modo la Regione vorrà venire incontro a questa situazione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Questa è una storia lunga. Gli artigiani avevano contratto i mutui con le varie banche, sia con la San Paolo che con la Cassa di Risparmio prima che l'Artigiancassa avesse deliberato ed avesse avuto da Roma la garanzia di ricevere i fondi.
Le banche hanno continuato a dare i mutui agli artigiani in base al tasso del 6,5-7,5% però l'Artigiancassa non poteva deliberare perchè i Comuni non avevano disponibilità di cassa. C'è da dire che le banche a questo punto hanno continuato a dare questi soldi perchè confidavano che se non avesse pagato l'Artigiancassa, lo avrebbero fatto gli artigiani. Ma nessuno aveva detto di fare così. Con il Consigliere Clusaz, un pò di tempo fa, abbiamo riunito il direttore della banca per vedere quello che si poteva fare. Dai conti che abbiamo fatto, la somma necessaria alla Regione per pagare quella differenza dal 6,5-7,5% fino al 13% dovrebbe aggirarsi sui 300 milioni ca. Il "San Paolo" ha già dato un pò di dati, non definitivi, mentre la "Cassa di Risparmio" non è ancora in grado di darceli. Appena sarò in possesso di tutti i dati, li sottoporrò alla Giunta regionale per vedere quello che pensa di fare, perchè non so se la Commissione di Coordinamento visterà una delibera del genere. Ad ogni modo è intenzione della Giunta portare avanti questo discorso, vedremo quello che riusciremo a fare.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (ART. e COMM. VALDOSTANI): Stavolta mi ritengo soddisfatto di quello che ha detto l'Assessore, se però poi lo manterrà e lo porterà velocemente il Giunta per discuterlo. Per quanto riguarda l'approvazione da parte della Commissione di Coordinamento, dobbiamo trovare una soluzione legale idonea che ci permetta di arrivare alla concorrenza di questa cifra. Noi non chiediamo che copra tutta la durata del mutuo, perchè è ovvio che con l'inflazione il costo del denaro è aumentato, e di questo anche le ditte sono coscienti. Quella cifra sarebbero propensi a sostenerla da adesso in poi, cioè dalla fine del 1982 - da quando hanno avuto notizia di ciò - alla fine del mutuo.
Purtroppo relativamente agli anni 1980-81 ed 82 è arrivata una mazzata imprevedibile, e di fronte ad un interesse oneroso del 13% alcuni hanno detto che non avrebbero più fatto l'investimento. Visti tutti gli sforzi che sono stati sopportati nel settore industriale, potremmo farne uno anche qui per sanare questo piccolo deficit alle ditte artigiane che nel 1982 hanno dato diversi posti di lavoro attraverso questo Istituto di Credito.
