Objet du Conseil n. 672 du 15 décembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 672/VII - CORSO DI ADDESTRAMENTO PER I TECNICI DIPLOMATI DA ADIBIRE ALLE ATTIVITA' DI VIGILANZA DELL'U.S.L. IN MATERIA DI IGIENE DEL LAVORO E PREVENZIONE INFORTUNI - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare
INTERPELLANZA
PRESO ATTO della delibera n. 5052 del 1.10.1982 dove la Giunta approvava la istituzione, da parte dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, di un corso di addestramento per attività di igiene del lavoro e prevenzione infortuni;
RICORDATA la delibera di Giunta n. 5376 dell'8.10.1982 che precisava: "Saranno ammessi al corso 8 allievi già alle dipendenze presso la U.S.L. della Valle d'Aosta. Qualora il numero degli aspiranti fosse inferiore alle 8 unità, al corso potrà essere ammesso un numero complementare di allievi esterni. In ogni caso qualora il numero delle domande eccedesse quello degli allievi ammissibili, una Commissione nominata dal la Giunta regionale procederà all'espletamento di una prova selettiva".
RICORDATA INOLTRE la delibera di Giunta n. 5915 del 5.9.1982, dove l'Assessore Marcoz, per incarico dell'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Augusto Rollandin, comunicava che: "il numero degli aspiranti a partecipare al corso suddetto è superiore al numero dei posti stabiliti per cui devesi procedere ad una prova di selezione espletata da una Commissione nominata dalla Giunta regionale" e pertanto deliberava: "di nominare, come segue, la Commissione per l'espletamento di una prova di selezione per l'ammissione di n. 8 aspiranti al corso di addestramento per tecnici diplomati da adibire alle attività di vigilanza dell'U.S.L., in materia di igiene del lavoro e prevenzione infortuni",
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
1) per quale motivo, contrariamente a quanto stabilito dalle succitate de-libere, con la delibera di Giunta n. 6076 del 12.11.1982, si riteneva di limitare a cinque unità il numero massimo di allievi al corso di cui trattasi;
2) quanti sono i posti di tecnici diplomati da adibire all'attività di vigilanza in materia di igiene del lavoro e prevenzione infortuni, previsti dalla pianta organica dell'U. S.L.;
3) quali sono stati i criteri "oggettivi" (teoricamente imparziali) adotta ti dalla Commissione per effettuare la selezione per ammettere i cinque aspiranti ritenuti idonei a frequentare il corso in oggetto.
PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare intende illustrare l'interpellanza? Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): Come avevo preannunciato prima, qui si tratta di affrontare, al di là dell'episodio specifico, il problema della prevenzione e come si intende realizzare questo servizio all'interno della U.S.L., servizio che teoricamente, stando alla legge di riforma e stando a quanto ho potuto vedere sommariamente, perché non ho ancora approfondito il piano sanitario regionale, comporta tutta una serie di interventi da realizzar si fuori sede in parte con delle competenze notevolissime.
Il problema a questo punto, e io sono d'accordo che ci siano tutte queste competenze e che ci siano tutte queste cose da fare, è se queste rimangono cose sulla carta oppure se questi servizi e questi interventi verranno poi realizzati, perché si è creata nell'ambito dell'U.S.L. una struttura funzionante, con tecnici capaci ad operare e intervenire in questo settore.
Ritengo che, come dicevo prima, il problema della prevenzione sia uno degli elementi più caratterizzanti della legge di riforma e ritengo anche che i costi sociali di un corretto servizio di prevenzione e di tutela dell'ambiente siano recuperabili tutti in un secondo tempo, perché con gli ambienti di lavoro sani, con una corretta prevenzione degli infortuni e delle condizioni che determinano malattie professionali si realizza un risparmio sulle cure e riabilitazione dei soggetti che subiscono traumi derivati da condizioni non sane di lavoro o di ambiente in generale. Ritengo quindi ci si debba sforzare moltissimo per realizzare tutto questo.
Voglio ricordare che attualmente in Valle d'Aosta noi ci ritroviamo a non avere più l'ENPI, per quanto riguarda il settore ascensori, che di fatto come struttura generale, è smantellato in quanto non ci sono più tecnici e pochissima gente opera in questo senso. Anche per quanto riguarda i periti non c'è nessun servizio che riguarda l'ANCC, l'ente che controllava la combustione... INTERRUZIONE...
No, non c'è mai stato, ma adesso non opera nessuno! Mi sembra che operino abbastanza poco e che ci sia tutta una serie di controlli da eseguire.
Ritengo che siamo di fronte ad una condizione molto confusa, poi si è chiarita, ma in senso negativo per quanto riguarda l'Ispettorato del Lavoro dove, da quanto mi risulta, c'erano quattro tecnici che dovevano passare all'U.S.L. ma questi hanno optato per rimanere all'Ispettorato del Lavoro come struttura nazionale; dunque l'U.S.L. non assorbirà questo personale.
Mi pare che sia stato di fatto smantellato l'Ufficio regionale di tutela dell'ambiente e salute pubblica (credo si chiamasse in questo modo). In questo ultimo caso voglio ricordare che era stato fatto un corso di cinque persone; una era stata assunta e delegata a svolgere funzioni nell'ambito di quest'ufficio e poi è stata spostata a svolgere funzioni (non so bene in che modo è stata fatta questa operazione) di tecnico dell'ENPI.
Quindi, mi risulta che quest'altro ufficio sia stato smantellato e non abbia personale. Quasi due mesi fa ho letto una prima delibera dove si affermava che sarebbero state selezionate otto persone, periti o geometri, per frequentare dei corsi di addestramento per attività di igiene del lavoro e prevenzione infortuni. La cosa mi aveva soddisfatto: finalmente, mi dicevo, comincia a muoversi qualcosa. In un secondo tempo, si è precisato che questi posti dovevano essere coperti, in prima istanza, con degli spostamenti all'interno dell'U.S.L.; eventualmente se non ci fossero state sufficienti domande all'interno dell'U.S.L. si sarebbe ricorso a personale esterno.
Ad un certo punto queste otto persone sono diventate cinque; esse dovrebbero frequentare il corso che, se ho ben capito, dovrebbe servire a coprire solo ed esclusivamente i quattro posti lasciati vacanti dai tecnici dell'Ispettorato del Lavoro che non intendono passare alle dipendenze dell'U.S.L. regionale.
In questo modo noi ci ritroviamo con altri servizi che continuano ad essere sguarniti in sede regionale. Mi si dice che l'ANCC continua ad intervenire fuori ma penso che dovremmo strutturarci per avere un intervento con dei tecnici valdostani all'interno dell'U.S.L. della Valle d'Aosta senza ricorrere all'esterno.
Oltre a questo, vorrei sottolineare un'altra cosa che di tutta questa vicenda mi ha poco convinto: si è precisato che nel caso che ci fossero state più di otto richieste ci sarebbe stata una preselezione, non so sulla base di quali criteri.
Questo mi pare sia un metodo spesso adoperato dall'Assessore e ritengo che dia scarsissime garanzie perché non è dato sapere con quali criteri si imposti questo colloquio. Se non abbiamo una base oggettiva su cui fare un confronto tra chi deve essere ammesso o chi deve essere respinto, la Commissione può operare tranquillamente in modo estremamente discriminatorio basandosi sulla simpatia, sul fatto che si vuol fare una domanda più facile o più difficile, e sulla capacità di risposta degli aspiranti a questi corsi. Insomma ci possono essere le interpretazioni più varie. Questa è la seconda domanda.
Terza domanda: vorrei chiedere (e questo mi pare sia la cosa più importante) complessivamente quanti posti sono previsti nell'organico regionale.
L'Assessore mi può dire, e probabilmente ha ragione, che non è di sua competenza darmi questa risposta perché gli organici li stabilisce il Comitato di gestione dell'U.S.L., e mi va bene. Però vorrei chiedergli, grosso modo, quante persone si prevede, nelle direttive politiche che vengono date dall'Assessorato all'U.S.L., saranno adibite a svolgere queste importantissime funzioni all'interno del servizio n., praticamente quello che riguarda la prevenzione e le attività antinfortunistiche, tenuto conto di tutte quelle funzioni che sono previste, come dicevo prima, dalla legge nazionale e dal piano sanitario regionale.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Innanzi tutto una precisazione. Io rispetto tutti, rispetto i diversi, però rifiuto le illazioni che vengono fatte a proposito dei colloqui per simpatia. Anzitutto i candidati erano tutti maschi.
Voglio precisare che il colloquio è stato fatto e portato avanti su indicazione dei tecnici che già operano in questo settore. Io mi rendo conto che sia difficile predisporre dei criteri che siano accettati; posso dire che da parte dei tecnici che erano presenti in questa Commissione, e quindi da parte del sottoscritto, non è stata posta nessuna domanda; le valutazioni sono state fatte sulla base delle risposte date con una osservazione di merito relativa all'idoneità a partecipare ad un corso per un posto specifico per un indirizzo specifico. A questo criterio si è attenuta la Commissione. Le valutazioni penso siano obiettivamente di difficile comprensione per chi non era presente a questo colloquio.
Per il resto dovrebbero essere precisate alcune cose. Sul discorso che ha fatto Carlassare, a proposito dell'ANCC: le competenze dell'ANCC qui in Valle erano sempre state svolte dall'Ufficio di Biella; il suo compito era limitatissimo, tanto è vero che, quando era stato chiesto di intervenire, quell'ufficio aveva fatto presente che sarebbe intervenuto a titolo consultivo perché, non essendoci alcun Comune interessato a quella regolamentazione che prescrive la 615, l'Ufficio stesso riteneva di dover svolgere un lavoro limitatissimo. L'intervento è avvenuto a livello di industrie private, per seguire alcuni aspetti. Su questo punto parlano i verbali delle ultime riunioni che sono state fatte con questi organismi.
Sul discorso dell'Ispettorato del Lavoro vorrei dire che ho letto prima la lettera dell'Assessore dell'Emilia-Romagna che riprendeva anche questo problema. Noi sappiamo che l'Ispettorato del Lavoro, per una parte, è stato assorbito nelle funzioni dell'ISPEL; per un'altra parte vi è la regolamentazione prevista dalle leggi regionali. Le considerazioni che ha fatto prima Carlassare su questo punto mi stanno benissimo, non solo, ma queste considerazioni erano talmente chiare che hanno già fatto oggetto di leggi specifiche regionali, tanto è vero che le leggi che sono in vigore, a livello regionale, e che dovranno essere attuate tenendo conto del piano che andremo ad esaminare, si muovono già nella direzione richiamata da Carlassare. Si tratta giustamente di dotarsi del personale necessario.
E veniamo al personale. La persona a cui faceva riferimento Carlassare, e che è già stata assunta, era in sostituzione di personale che aveva abbandonato il servizio e, quindi, si riferiva ad un organico regionale. Poi sono sopravvenuti i controlli relativi ai compiti che prima spettavano all'ENPI.
A questo punto si è trovata una difficoltà di questa natura: l'organico dell'ENPI non è un organico che, come è avvenuto per gli ex enti, veniva trasferito in riferimento al passaggio del le funzioni. I quattro tecnici, infatti, non facevano parte di un organico che poi è stato frazionato tra le regioni, ma di un organico che è rimasto a livello di ministero. Cioè è un insieme di tecnici che lavorano per i ministeri competenti che, come tali, sono spariti.
Abbiamo avuto la disgrazia che questi tecnici che in un primo momento sembrava volessero transitare alle dipendenze dell'U.S.L., poi non hanno accettato questo trasferimento. Penso che Carlassare ricordi, appunto, che un tempo sembrava che volessero trasferirsi all'U.S.L. Ora, come conseguenza, si è avuto uno scoperto di personale. Tant'è, lo ribadisco, che vi è una preoccupazione generale e cioè che gli organici non possono essere riempiti perché la spesa per queste funzioni non è preventivata.
Se l'U.S.L. decide di immettere nei ruoli questi quattro tecnici (e questo lo abbiamo fatto presente e penso che si potrà risolvere con l'83) attualmente non vi sono i fondi per questo tipo di attività. Questo penso che sia un altro punto da valutare seriamente. Nel momento in cui viene presentato un bilancio devono essere presentate anche le poste di carico del personale che deve essere assunto. Attualmente questo non è possibile.
Sul problema specifico della delibera che richiama Carlassare, e che parlava della necessità iniziale di istituire un corso di formazione per otto persone, vorrei spiegare come era nato il numero di otto persone. Era nato dall'esigenza di avere all'inizio un certo numero di persone entro le quali scegliere o addestrare quattro unità lavorative. Questo era il numero che poteva già adesso concretamente sostituire quattro che erano andati via e ciò in attesa della formazione di nuovi organici. Questo è un punto che va tenuto in considerazione.
Gli otto candidati alla fine del corso non passavano automaticamente alle dipendenze dell'U.S.L. ma alla fine per essi era prevista una prova, analogamente a quanto avviene per altri corsi. Terminato il corso veniva stilata una graduatoria e da questa si sarebbero assunte quattro persone.
Cosa è successo? Che si è voluto tener conto di una situazione che Carlassare conosce benissimo, cioè della situazione dei laboratori, dove c'è del personale che ha delle qualifiche che non sono direttamente rispondenti al lavoro che stanno svolgendo e che avevano chiesto di occuparsi di altri problemi. A questo punto si è fatta una indagine per sapere quanti lavoratori, attualmente dipendenti dell'U.S.L., era no disponibili a frequentare questo corso. E' emerso che erano disponibili all'inizio undici dipendenti. Allora, evidentemente, doveva essere fatto un minimo di selezione per arrivare al numero di otto, perché era stato fatto presente che "con più di otto candidati non si riusciva a fare un corso".
Questo è quanto ci è stato detto dai responsabili precedenti dell'ENPI.
A questo punto si è proceduto alla preselezione dalla quale è emerso che, in base a quei criteri di valutazione che tenevano conto del lavoro che avrebbero dovuto svolgere, le persone che si erano presentate non avevano quel minimo di conoscenze tecniche richieste per accedere al corso. Ripeto, il fatto di limitarsi a cinque piuttosto che a otto può essere rilevante per il discorso del numero di partecipanti, ma come esito finale (questo mi sembra che sia da tenere in considerazione) il risultato portava sempre a quattro idonei. In seguito la Regione - perché la fissazione degli organici non compete all'U.S.L. ma alla Regione (quindi è pertinente la richiesta che facevi della richiesta di un organico adeguato) - terrà in considerazione, a seguito dell'analisi di quanto il Piano espone, appunto l'organismo confacente alle funzioni che dovranno essere svolte in materia. Penso che al momento di quella analisi si terrà conto delle osservazioni che faceva Carlassare.
Non so se ho risposto a tutti quelli che erano i chiarimenti richiesti. Penso che la preoccupazione principale di Carlassare, al di là delle osservazioni di metodo riguardanti il colloquio, sia quella di avere il personale necessario e sufficiente ad espletare quella attività che richiamava.
In questo senso siamo d'accordo di rivedere il piano, tenendo conto di alcune difficoltà che ho cercato di esprimere: finanziamenti, personale attualmente non previsto, quindi organico del tutto nuovo, oneri che dovranno essere tenuti in considerazione nei nuovi riparti che dovranno essere fati per la Regione.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): Il fatto che si riconosca che questo è un servizio molto importante e che deve essere realizzato non solo sulla carta ma con del personale tecnico preparato dovrebbe, a mio modesto parere, spingere l'Assessore ad agire in modo che le varie difficoltà che sicuramente ci saranno, sia di ordine finanziario che di revisione delle piante organiche, siano superabili.
Voglio precisare che non è con un corso di otto o dieci ore, come è avvenuto due anni fa per la tutela dell'ambiente... INTERRUZIONE...
Comunque è un corso di poche decine di ore, di 120 ore! Non è con un corso di questo genere, dicevo, che si riesce ad affinare dei tecnici per intervenire in questo settore. Si tratta di creare le condizioni per cui si gettano le basi per specializzare periti o geometri - e ritengo che vada studiato il problema anche per quanto riguarda gli ingegneri ed eventualmente i medici specializzati in medicina del lavoro - affinché abbiano la possibilità di perfezionarsi per poter cominciare ad operare in questi settori.
Ritengo che il perfezionamento dei tecnici in questo campo non abbia mai fine, perché devono evolvere la loro tecnica con l'evolversi della realtà, tenuto conto altresì che come Regione sarà necessario e doveroso da parte del l'Assessore, dell'Assessorato e dell'U.S.L. tener conto di tutti quei settori sociali, strutturali e ambientali che praticamente non sono mai stati toccati a fondo dall'Ispettorato del Lavoro e dall'ENPI.
Io vorrei ricordarne uno per tutti.
Secondo me è necessario, in una realtà sociale come quella valdostana, che si buttino le basi per avere un efficace e corretto intervento di risanamento dell'ambiente anche infortunistico per quanto riguarda l'agricoltura. Mi pare che mai nessun tecnico dell'ENPI sia andato a vedere qual è la realtà di lavoro in agricoltura. Ecco, tenuto conto di questo, non capisco come si sia potuto ridurre i partecipanti a questo corso, essendo gli stessi dipendenti regionali. In ogni caso il corso avrebbe potuto dare degli elementi di base anche ad altri, tenuto conto che i quattro primi classificati sono assorbibili immediatamente dall'U.S.L. per svolgere queste funzioni in sostituzione dei quattro dell'Ispettorato del Lavoro che non passano.
Comunque questi quattro posti sono difficilmente copribili perché, da quanto mi risulta, uno di questi cinque dipendenti ha già, se non ufficialmente per lo meno ufficiosamente, affermato in varie sedi che la cosa non gli interessa più, per cui siamo nella situazione che, se per caso un altro cambierà idea, o rinuncerà per qualsiasi motivo, ci ritroveremo praticamente a non poter coprire questi servizi minimi.
Ritengo quindi che sarebbe stato importante fare uno sforzo per ampliare la rosa dei partecipanti a questo corso, piuttosto che restringerla all'osso. Questo è il problema.
L'altro problema, sicuramente più importante dal punto di vista politico, è che, se vogliamo avere un servizio efficace, è necessario fare un grossissimo sforzo per quanto riguarda la preparazione del personale, perché qui non sono richieste grosse strutture, non sono richiesti palazzi e, secondo me, non è richiesto un grandissimo sforzo finanziario per preparare del personale in questo senso. E' necessario, però, muoversi per tempo. Perchè? Per riprendere a funzionare un servizio di questo genere necessita di un periodo di tempo molto lungo perché, per esperienza personale, non si può fare un certo corso di formazione ad un tecnico e poi pretendere che questo recuperi degli arretrati e nello stesso tempo riesca ad impostare del lavoro nuovo.
Ripeto che è necessario muoversi per tempo perché rischiamo di rimanere con un servizio di antinfortunistica e di prevenzione praticamente bloccato per anni. Basterebbe riflettere sulle competenze di questo servizio, che sono enormi, gravosissime e che vanno dalla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro agli interventi che riguardano le messe a terra. Si tratta di un controllo molto rigido e severo che riguarda tutte le aziende che hanno dei dipendenti.
