Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 454 du 23 avril 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 454/XVII - D.L. n. 9: "Disposizioni per il sostegno e la promozione del Terzo settore, dell'amministrazione condivisa e della cittadinanza attiva. Abrogazione di leggi regionali".

Aggravi (Presidente) - Alla presenza di 31 colleghi possiamo riprendere i lavori. Siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola la collega Trione, ne ha facoltà.

Trione (CA) - Vorrei chiedere una breve sospensione.

Presidente - Sospensione accordata.

La seduta è sospesa dalle 15:14 alle 15:46.

Aggravi (Presidente) - Possiamo riprendere i nostri lavori. Siamo sempre in discussione generale. Chi intende intervenire? La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) - Sottoponiamo all'attenzione dei colleghi e delle colleghe un documento che è stato ottimamente presentato sia dalle relazioni che dal dibattito e naturalmente inizio con il ringraziare sia la presidente della Commissione, la presidente Trione, che il collega Manfrin per le due relazioni di riferimento. Tra l'altro, anche gli interventi che si sono poi susseguiti sia da parte dei colleghi di maggioranza che di minoranza hanno reso evidenti alcune delle cose che adesso io andrò a ripetere, ma soprattutto hanno reso evidente un percorso che parte da lontano. Infatti questo è un documento frutto di un lungo percorso di concertazione che ha visto a partire dal 2024 incontrare appunto tutti i portatori di interesse e i soggetti coinvolti a vario titolo sul tema, quindi gli enti del terzo settore, il Consiglio permanente degli Enti locali… tra l'altro, come richiamato dalla presidente Trione in premessa della sua relazione, questo è un disegno di legge, il n. 9, che di fatto ha rivisto l'iter di approvazione perché si arrivasse in Giunta e, di conseguenza, anche in Commissione e poi in Consiglio, ma di fatto aveva già visto nella sua quasi attuale stesura lo stesso tipo di percorso e di concertazione, quindi gli stessi momenti di condivisione con il CELVA per arrivare a essere una proposta di legge, quindi una proposta della minoranza già nel 2025… quindi il Consiglio permanente degli Enti locali, il Consiglio regionale attraverso la Commissione competente, le strutture di diversi ambiti della Pubblica Amministrazione, culminato quindi con il supporto delle strutture attinenti alla programmazione e bilancio e al Dipartimento legislativo, che hanno attestato la sostenibilità giuridico-amministrativa e finanziaria e quindi la solidità complessiva dell'impianto normativo.

Questo percorso di concertazione ha, tra l'altro, consentito di giungere alla presentazione di una vera e propria legge quadro, quindi di ampio respiro, non settoriale, che costruisce regole comuni stabili e uguali per tutti, abrogando la precedente disciplina regionale del volontariato e dell'associazionismo di promozione sociale, che risaliva alla legge n. 16 del 2005, quindi di fatto a ventuno anni fa. Anche in molti Stati anglosassoni con ventuno anni si diventa maggiorenni, quindi in questo mondo, che è cambiato ormai varie volte, l'ha richiamato il collega Torrione nel suo intervento… in ventuno anni sicuramente le cose sono cambiate. Sono d'accordo con lui rispetto al fatto che c'è tanto lavoro da fare in un ambito come quello delle politiche sociali e della sanità in un momento come questo, ma non è un caso che, ad esempio, la struttura di riferimento, quindi la PPR che ha richiamato la presidente Trione durante la sua relazione di fatto nel frattempo, a partire dal 1° aprile, sia diventata invece una struttura dirigenziale di secondo livello, che parla di programmazione integrata tra sociale e sanità proprio perché non soltanto siamo consapevoli delle sfide che tutta la comunità sta vivendo, ma stiamo anche cercando di indossarle e di interpretarle nella maniera migliore possibile.

Questa è una legge in buona sostanza che definisce un modello nel quale, valorizzando il volontariato e le esperienze associative, la nostra Regione intende esercitare il proprio ruolo pubblico nel rapporto con il terzo settore, un ruolo che si è consapevoli di dover esercitare governando le complessità e i cambiamenti sociali in un modello di welfare non calato dall'alto, questo è stato richiamato da tutti, ma costruito appunto ascoltando chi vive il territorio.

Questo disegno di legge rafforza quindi un passaggio sostanziale, da un approccio basato sulla concessione - chiunque abbia avuto occasione di occuparsi per un po' di tempo di diritto amministrativo sa che il contratto di concessione è un contratto estremamente forte e totalmente sbilanciato a favore della Pubblica Amministrazione -, in cui appunto la Pubblica Amministrazione decide e il nuovo terzo settore esegue, a un nuovo modello invece basato sulla collaborazione, richiamata da tutti, nel quale appunto la PA e il terzo settore progettano insieme.

Di fatto oggi in quest'aula stiamo dando compiutezza a un percorso istituzionale avviato richiamato dalla relazione della Presidente e anche da alcuni di voi, ma sancito anche dall'articolo 118 della Costituzione, che favorisce quindi l'autonoma iniziativa dei cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale, consolidato poi con il codice del terzo settore, quindi nel 2017, nell'assunto che il rapporto tra PA e terzo settore non deve più basarsi sulla competizione, ma sulla convergenza di obiettivi. Questo è stato anche richiamato dall'intervento del collega Sorbara. Tutto ciò è confermato, infine, con la sentenza n. 131 del 2020 della Corte costituzionale, che ci ricorda come il modello dell'amministrazione condivisa, il n. 117 del 2017, non sia fondato su logiche di mercato, ma sulla convergenza degli obiettivi e sull'aggregazione di risorse pubbliche e private.

Questo disegno di legge, quindi, recepisce questi principi e ne adatta la declinazione alla specificità del territorio valdostano, con i seguenti voluti effetti: primo, una maggiore omogeneità, riducendo la frammentazione della normativa regionale relativa al sostegno e alla promozione degli enti del terzo settore; secondo: maggiori regole condivise che consentano di orientarsi con chiarezza e sotto l'egida di una legge regionale per una più serena attuazione degli strumenti dell'amministrazione condivisa, che naturalmente in questo momento stiamo già applicando, ma che con l'approvazione di questo disegno di legge entra a pieno titolo nell'ordinamento legislativo regionale; terzo: un governo più strutturato dei processi di co-programmazione e di concertazione con gli enti del terzo settore, nell'ottica di un welfare il più possibile partecipato e inclusivo. Su quest'ultimo punto, quindi il terzo, risultano essenziali le funzioni dei diversi organi di governo e monitoraggio che nel disegno di legge consentono di attuare i principi che abbiamo richiamato e che sono prima di tutto: la Consulta del terzo settore, sede stabile di continuo confronto per definire le politiche sociali, quindi l'Osservatorio regionale per monitorare i bisogni emergenti del territorio e raccogliere dati e complessità su cui basare la programmazione; il piano di zona, che assicura un coinvolgimento più profondo del terzo settore e degli Enti locali nella definizione degli interventi a livello di comunità. Un coinvolgimento quindi che nella nostra realtà è realizzato attraverso il CPEL, come ho richiamato, con il quale la condivisione è stata avviata già alla fine del 2024, quindi dall'inizio dell'iter di costituzione di questa nuova legge. Le azioni previste dal disegno di legge verranno quindi garantite mediante uno stanziamento a bilancio regionale nel triennio per complessivi 1.020.000 euro.

L'approfondito esame svolto in V Commissione, per il quale ringraziamo i Commissari e naturalmente la Presidente per il contributo reso, ha consentito un ulteriore arricchimento e miglioramento del testo, per cui noi oggi già discutiamo, come richiamato, un testo frutto di emendamenti presentati in Commissione. Gli emendamenti proposti dalla Commissione e accolti intervengono infatti su profili rilevanti, rafforzano la dimensione partecipativa, la qualità degli strumenti di programmazione e la concretezza nell'attuazione della legge. In particolare, questo avviene anche valorizzando il ruolo della Consulta regionale del terzo settore, prevedendo espressamente che questa sia chiamata a esprimere anche un parere non vincolante sia sulle linee guida regionali in materia di amministrazione condivisa, sia sulle modalità di attuazione della valutazione di impatto sociale, rafforzando quindi in tal modo il raccordo tra indirizzo politico-amministrativo e il contributo degli attori del territorio. In tal senso diamo già una risposta non positiva anche all'emendamento n. 9, che cogliamo in uno spirito positivo, ma che, di fatto, mettendo sullo stesso piano la Consulta e il CPEL, a nostro avviso, da un punto di vista istituzionale, non regge in termini di impianto. Inoltre si è potenziato il ruolo dell'Osservatorio regionale sul terzo settore, sempre per gli emendamenti presentati dalla Commissione stessa, attribuendo allo stesso la funzione di rilevare i bisogni formativi e, conseguentemente, di proporre alla Consulta specifiche linee di indirizzo per percorsi di formazione. Ciò nella consapevolezza che lo sviluppo dell'amministrazione condivisa richiede competenze diffuse e adeguate sia sul versante pubblico, sia su quello degli enti coinvolti. In un'ottica di semplificazione e di attenzione alla dimensione concretamente operativa del volontariato, è stato anche accolto l'emendamento volto a eliminare elementi di possibile burocratizzazione, favorendo modalità di coinvolgimento dei volontari che siano accessibili e non onerose, coerentemente con l'impostazione del codice del terzo settore. Al fine di garantire un confronto più ravvicinato sui risultati conseguiti e sulle eventuali criticità emerse, è stata rafforzata la funzione di monitoraggio e di rendicontazione nei confronti di questo Consiglio, prevedendo che la presentazione dello stato di attuazione della legge avvenga con cadenza biennale, anziché triennale, come era previsto nella prima stesura del DDL.

Soffermandoci ora rispetto agli emendamenti presentati in aula dai colleghi di AVS e del PD, riteniamo possibile la proposta di riformulazione dell'articolo 1, comma 5, riguardante il riconoscimento di un ruolo strategico della cooperazione sociale e dell'impresa sociale nell'ambito del DDL. Riteniamo opportuno tuttavia proporre una parziale rimodulazione dell'emendamento al fine di armonizzarlo con il disegno complessivo della norma e con i relativi principi di equità tra gli enti del terzo settore stesso, proponendo di sostituire l'avverbio "altresì" con un semplice "anche".

Riteniamo inoltre accoglibile la proposta di riformulazione dell'articolo 4, comma 3, lettera c), che precisa in modo puntuale che, come previsto nel DDL, i rappresentanti degli enti del terzo settore componenti della Consulta sono sei, proponendo di specificare "uno per ogni sezione del Registro unico nazionale del terzo settore"; riteniamo tuttavia necessario richiedere di recepire nell'emendamento presentato il fatto che la settima sezione del RUNTS, relativa alle reti associative, non prevede dei rappresentanti all'interno della Consulta. Di fatto quindi si esplicita che sono sette, ma si rende evidente che soltanto sei avranno una rappresentanza per i motivi che, tra l'altro, sono stati anche resi evidenti dall'intervento del collega Torrione.

Inoltre riteniamo accoglibile la proposta di prevedere, in qualità di componente della Consulta, anche il Forum del terzo settore operante sul territorio regionale in quanto ente del terzo settore iscritto al RUNTS. In tale logica risulta necessario richiedere di integrare l'emendamento proposto con la specifica relativa alla necessaria iscrizione al RUNTS del Forum del terzo settore operante sul territorio. Riteniamo infatti che tale proposta garantisca una rappresentanza più ampia e trasversale.

Un'ulteriore proposta migliorativa che riteniamo di accogliere riguarda la formulazione dell'articolo 12, comma 1, che chiarisce che la co-progettazione in quanto istituto di amministrazione condivisa non solo risulta finalizzata alla realizzazione di progetti, ma anche alla definizione condivisa di obiettivi, interventi e modalità attuative specifiche ai sensi dell'articolo 55 del codice del terzo settore stesso.

Venendo ora alle proposte che non riteniamo accoglibili, specifichiamo già che non vi sono a monte atteggiamenti di chiusura. Questo lo dico anche nei confronti del collega Torrione e naturalmente lo avevamo reso evidente anche quando abbiamo lavorato, nella serata di ieri, alla stesura di questo testo. Lo facciamo aprioristicamente, non rappresentiamo ottusità, semplicemente si tratta di ruoli diversi e chi governa deve trovare delle mediazioni anche prima di arrivare alla Giunta e quindi poi alla Commissione di riferimento. Non ci sono mai chiusure di sorta, ma in realtà ci sono dei livelli di complessità che partono da lontano.

Venendo quindi ora alle proposte che non riteniamo accoglibili proprio per il dovuto rispetto che poniamo al lavoro dei colleghi, andiamo ora a specificare i motivi che ci hanno orientato al non accoglimento delle proposte.

In merito alla proposta di modifica dell'articolo 6, comma 2, del DDL di orientare in modo esplicito l'attività dell'Osservatorio sull'impatto occupazionale della cooperazione sociale, anche qui la scelta politica, prima ancora che tecnica, ci ha portato a evitare di indirizzare l'Osservatorio verso un solo segmento del terzo settore. Questo perché crediamo che il valore sociale non si misuri solo in termini occupazionali e che la sostenibilità dei servizi passi anche da innovazione, qualità e capacità di dare risposte ai bisogni emergenti in un'ottica lungimirante. È necessario e funzionale quindi uno strumento aperto, capace di leggere il sistema nel suo complesso, demandando poi agli atti attuativi i necessari approfondimenti tematici.

La proposta di inserire inoltre, nell'ambito dell'articolo 7 del DDL, un termine per l'elaborazione delle linee guida regionali sull'amministrazione condivisa non è accoglibile in quanto le suddette linee guida dovranno essere elaborate nell'ambito di un processo di concertazione con i vari attori territoriali pubblici e privati, che verrà avviato a seguito dell'entrata in vigore della legge.

Come è risaputo, sebbene l'amministrazione intenda portare a termine la redazione delle linee guida in tempi congrui, i processi di condivisione richiedono necessariamente dei cronoprogrammi adattabili alle esigenze organizzative dei vari soggetti territoriali coinvolti e quindi una grande flessibilità. In poche parole, se abbiamo parlato fin dall'inizio di un percorso condiviso per arrivare a estendere e a stendere questo articolato, allo stesso tempo dobbiamo pensare che, dopo la sua approvazione, lo stesso percorso condiviso continuerà a caratterizzare anche la valutazione, la programmazione e quindi poi la scrittura delle linee guida di riferimento. Inoltre le linee guida, ai sensi delle proposte emendative presentate dalla Commissione, saranno presentate alla Consulta, che verrà quindi costituita formalmente a seguito dell'entrata in vigore di questa legge.

In relazione alla proposta di previsione di specifiche coperture finanziarie per la partecipazione degli enti del terzo settore ai procedimenti di co-programmazione, modificando quindi l'articolo 8, comprendiamo la sollecitazione in quanto la co-programmazione richiede tempo e competenze, però la co-programmazione non è una prestazione acquistata dalla Regione, ma è un procedimento pubblico di programmazione partecipata che si regge proprio sulla specifica attitudine degli enti del terzo settore a concorrere all'interesse regionale. Per questo abbiamo scelto di mantenerla, come indica il disegno di legge, senza oneri a carico dell'amministrazione procedente, tenendo a mente che le risorse regionali vanno indirizzate dove generano impatti positivi di sostegno, soprattutto per l'attuazione di interventi e progetti che il disegno di legge già disciplina e può sostenere con strumenti dedicati.

La proposta inoltre di modifica dell'articolo 14, prevedendo la non obbligatorietà della compartecipazione degli enti del terzo settore ai procedimenti di co-progettazione, non può essere accolta a sua volta, perché la compartecipazione degli enti del terzo settore nelle politiche e negli interventi sociali attivati attraverso co-programmazione e co-progettazione non è un optional - scusate la parola -, ma discende da un impianto ordinamentale ormai chiarito con forza dalla Corte costituzionale, in particolare dalla sentenza della stessa, la n. 131 del 2020, che ho esplicitato anche nelle mie premesse.

Nella presentazione della relazione di maggioranza e in tutta un'altra serie di interventi è stata richiamata più volte la Costituzione, il principio di sussidiarietà, è stato richiamato più volte il codice del terzo settore, però anche questa sentenza della Corte costituzionale di fatto chiarisce come questo ormai sia diventato uno strumento importante per gestire ambiti che per loro natura si occupano di complessità e, occupandosi di complessità come la vita umana, soprattutto nella sua fragilità, spesso richiede un approccio per la prima volta alla gestione di determinati servizi con caratteristiche sperimentali e, di conseguenza, anche all'utilizzo di questo tipo di strumenti. La Corte afferma infatti che l'articolo 55 del codice del terzo settore è una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall'articolo 18, quarto comma, della Costituzione. Non è un richiamo teorico: significa che la Repubblica e quindi anche le Regioni e gli enti territoriali devono favorire e strutturare l'iniziativa sociale dei cittadini organizzati quando essa concorre al perseguimento dell'interesse regionale.

La Corte ribadisce inoltre che la co-programmazione e la co-progettazione si fondano sulla convergenza degli obiettivi e sulla messa in comune delle risorse, perché non si basa sulla corresponsione di prezzi e corrispettivi, ma sull'aggregazione di risorse pubbliche e private per programmare e progettare insieme servizi e interventi che elevino cittadinanza attiva, coesione e protezione sociale. Ecco allora il senso dell'obbligatorietà della compartecipazione. Se il paradigma è quello dell'amministrazione condivisa, la partecipazione del terzo settore non può ridursi alla sola presenza formale o all'esecuzione per conto dell'ente pubblico. La compartecipazione è l'essenza stessa del modello: vuol dire corresponsabilità, vuol dire apporto reale, vuol dire che ciascun partner concorre, secondo la propria natura, con competenze, radicamento, capacità organizzativa, reti territoriali e anche con risorse, ove disponibili e valorizzabili, per aumentare l'efficacia degli interventi e la qualità delle risposte.

Per quanto riguarda la proposta di modifica dell'articolo 14, comma 2, inserendo la previsione di oneri per le attività in capo ai tavoli di co-progettazione, non può essere accolta in quanto il lavoro dei tavoli di co-progettazione, così come già specificato per i tavoli di co-programmazione, non può comportare oneri finanziari in capo all'amministrazione precedente. Particolare attenzione va data all'analisi della proposta, sempre dei colleghi, di includere le imprese sociali tra i beneficiari diretti dell'articolo 20 e quindi in qualità di enti beneficiari di appositi contributi destinati nella legge solo alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale e alle fondazioni del terzo settore. Qui va chiarito che l'innovazione sociale non può coincidere automaticamente con il sostegno all'impresa sia perché esistono altri strumenti più appropriati - sono stati richiamati in più occasioni - tra le politiche di sviluppo economico e di consolidamento imprenditoriale, sia perché le imprese sociali stesse sono già ampiamente sostenute all'articolo 12 di questo disegno di legge mediante le procedure di co-progettazione.

Abbiamo quindi evitato di confondere i piani, evitando di indebolire entrambi gli ambiti, mantenendo all'articolo 20 il sostegno alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale, quindi ODV e APS, e alle fondazioni che non sono supportate da altri interventi specifici sul tema, qui il sostegno diretto a iniziative finalizzate a introdurre processi innovativi in ambito sociale per lo sviluppo, ad esempio, di nuove strategie di intervento, di nuove reti territoriali e di nuovi servizi in grado di rispondere alle crescenti complessità.

Infine la proposta di emendamento all'articolo 7, comma 4, che prevede che le linee guida regionali sull'amministrazione condivisa vengano sottoposte prima all'approvazione da parte della Giunta, oltre che al Consiglio permanente degli Enti locali, come già previsto nel DDL, anche alla Consulta - l'ho richiamato nella prima parte - non viene accolta in quanto, come già rappresentato nel mio intervento a seguito dell'approvazione degli emendamenti presentati dalla V Commissione, l'articolo 4, comma 9, prevede già tra le funzioni della Consulta l'espressione del relativo parere sulle suddette linee guida e quindi la modifica richiesta risulterebbe ridondante.

Richiamiamo infine il percorso di sostegno in favore del Centro servizi per il volontariato accreditato sul territorio regionale, sul quale i colleghi lo stesso dicembre avevano presentato, tra l'altro, un ordine del giorno collegato al bilancio. Questo a dimostrazione del fatto che, anche quando non li approviamo, li ascoltiamo. È bene ricordare che questo Consiglio, proprio nelle more dell'adozione di questa legge, già con l'approvazione della legge di stabilità del 2024 aveva dato continuità alla concessione di un contributo al CSV, per consentire allo stesso di continuare a sostenere gratuitamente le realtà solidaristiche del territorio. Questo contributo, poi confermato nell'importo massimo di 60.000 euro annui aggiuntivi, è stato concesso proprio a riconoscimento dell'attività di supporto che il CSV stesso presta a favore delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale del territorio regionale. Con questo disegno di legge, tra l'altro, questo tipo di intervento aumenta e diventa strutturale.

Ciò detto e per fare sintesi, con le piccole modifiche proposte in estrema sintesi proponiamo all'aula di approvare gli emendamenti proposti n. 1, n. 2, n. 3 e n. 8. Grazie del lavoro svolto e proposto da tutti. Permettetemi di ringraziare anche gli uffici dell'Assessorato, a partire dal lavoro svolto dalla dottoressa Zanello e dal suo staff per oltre due anni, tra l'altro in un momento anche di cambiamento di struttura e non poco. Questo lavoro peraltro prosegue in una logica anche prospettica dato appunto l'accoglimento di responsabilità che questi colleghi e colleghe hanno accettato nella nuova organizzazione dell'Assessorato, che è partito proprio da una nuova logica di integrazione programmatoria tra sanità e salute. Un grande grazie anche ai colleghi (incomprensibile) per il lavoro di analisi che hanno svolto, dei vostri emendamenti, e con i quali l'azione di collazione era stata anticipatoria, ma credo anche rispettosa di quanto avete fatto, perché nell'intervento che ho fatto, che ho anticipato rispetto all'intervento di chiusura del Governo, proprio per avere la possibilità di presentare questi sub-emendamenti, si rende anche evidente che abbiamo cercato di leggerli, ognuno per le proprie competenze, nella maniera migliore possibile per darvi una risposta positiva, laddove si possa accogliere, o negativa, ma comunque sia audente, laddove non è stato possibile farlo.

Presidente - Qualcun altro intende intervenire in discussione generale? Sennò chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Ci sono delle repliche da parte dei relatori o da parte del Governo? Procediamo allora con la fase di voto. Le dichiarazioni di voto le facciamo prima di chiudere il voto finale, poi se la volete fare subito… collega Torrione? Per dichiarazione di voto però.

Torrione (AVS) - Ah, non ho fatto in tempo?

Presidente - Eh, l'ho detto due volte, abbia pazienza, sennò divento… prego.

Torrione (AVS) - Tre secondi. Va bene, ma non cambia, tanto non ho molte cose da dire.

Come avevo già espresso apprezzamenti rispetto al lavoro fatto e al percorso fin qui portato avanti dall'Amministrazione, sia in sede di tavoli, sia in sede di Commissione, ovviamente sono soddisfatto rispetto all'accoglimento di alcuni degli emendamenti. Su quelli che non sono stati approvati, che non hanno trovato il consenso da parte dell'Amministrazione, dirò poi due cose in sede di presentazione dei singoli articoli.

Quello che mi preme ricordare è semplicemente che, come ha ben detto l'Assessore, come forse ci siamo detti tra di noi più e più volte, questa è veramente una rivoluzione importante. È una rivoluzione che però richiede il contributo di tutti quanti e, secondo me, dobbiamo fare anche tesoro di alcune considerazioni che sono emerse anche dalle audizioni, cioè anche in questo caso, per portare avanti una riforma così importante, bisogna essere informati, conoscerla, far sì che gli uffici competenti siano informati, ma che siano informate le persone, che siano informati gli Enti locali, perché ovviamente serve un lavoro unitario e comune, portato avanti da tutti quanti.

Io ci terrei tantissimo che questa legge avesse le necessarie gambe affinché possa essere portata avanti e non rimanga, come è stato detto da qualcuno, una riforma sulla carta, ma la mia preoccupazione non nasce da un moto di scarsa considerazione dei lavori dell'ufficio, anzi, proprio perché il lavoro è complicato, serve un'attenzione maggiore di tutti quanti.

Faccio un esempio, nel senso che bisogna entrare nel concreto di questa riforma, dai prossimi giorni in avanti. Faccio un esempio su tutti: l'ente strumentale che è stato citato può essere una strada per gestire alcune cose, ma potrebbe non essere una soluzione per altri. Secondo me, serve un percorso condiviso anche per entrare nel concreto dei singoli elementi che hanno a che fare con la co-programmazione, con la co-progettazione e con i successivi interventi concreti.

Prima nel mio intervento ho parlato di un progetto grosso e importante sulla Valle d'Aosta di ridefinizione dei servizi sociali attraverso la co-programmazione, la co-progettazione e l'utilizzo delle risorse del terzo settore… è un lavoro enorme da fare. Se l'Amministrazione ritenesse che questo è un percorso che si può portare avanti, bisogna aprire i giusti tavoli e lanciare i giusti progetti perché poi si arrivi a un risultato di reale amministrazione condivisa, perché poi questa tocca anche le questioni contrattuali, i sindacati, eccetera, quindi un lavoro estremamente complesso.

Per quello che può valere, faccio un invito ai miei colleghi della Lega a cambiare idea e a votare questa legge, perché comunque, secondo me, è importante che questa legge sia approvata adesso.

Noi anche sugli emendamenti che non sono stati accolti e sulle criticità che voi avete sollevato e che avete ritenuto non siano state accolte abbiamo spazio per poter intervenire e collaborare con il Governo affinché si possa realmente fare quella sinergia di cui si è parlato, di cui la collega Trione ha parlato.

Chiudo semplicemente dicendo che alla mia soddisfazione e piacere che alcuni emendamenti siano stati presentati si associa ovviamente il dispiacere perché altri, di cui poi parlerò, non sono stati accolti, ma soprattutto non mi interessa tanto che uno, due, tre emendamenti siano stati accolti, mi interessa che questo abbia un significato diverso nel portare avanti il lavoro di questo Consiglio sulle proposte che da tutte le parti quotidianamente, quando c'è il Consiglio, arrivano.

Presidente - Volevo soltanto ricordare che il testo che verrà esaminato è quello nuovo predisposto dalla V Commissione e al momento abbiamo 12 emendamenti presentati dai gruppi AVS e PD e 3 sub-emendamenti della maggioranza agli emendamenti 1, 2 e 3 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Jordan.

Jordan (UV) - Cette norme, comme a correctement illustré le rapporteur et l'assesseur Marzi, introduit des éléments fondamentaux pour le monde del terzo settore dans notre région.

Je tiens à rappeler - et a été bien dit dans la discussion ce matin - que le terzo settore n'est pas un univers abstrait, mais il s'agit de l'ensemble des entités privées qui, sans but lucratif, poursuivent des finalités civiques de solidarité et d'utilité sociale. Leur objectif est noble et concret : construire le bien commun à travers des activités d'intérêt général qui vont de la santé à l'assistance, de la culture à l'environnement jusqu'à l'instruction et au tourisme. Dans notre Région le terzo settore est un moteur de développement fondamental grâce à la valeur inestimable des nombreux bénévoles qui ?uvrent au sein des organisations de volontariat, des associations de promotion sociale comme les pro loco, les entreprises sociales, les coopératives ou encore les organismes philanthropiques et les fondations. Le CSV en regroupe aujourd'hui plus de 100, mais il en existe autant qui opèrent au dehors de ce périmètre. La Vallée d'Aoste se situe au premier rang en Italie pour le rapport entre le nombre d'associations et le territoire, ainsi que le nombre de bénévoles et de la population. C'est pour nous, pour nous tous, une véritable source de fierté.

Nous le devons dire très clairement : le terzo settore n'est pas une simple bienfaisance. C'est un pilier de l'économie civile, une économie qui ne vit pas uniquement de profit, mais qui, grâce aux services et au temps des bénévoles, permet d'atteindre des objectifs souvent inaccessibles par d'autres formes d'organisation. Là je parle de services essentiels comme l'inclusion professionnelle et surtout la subsidiarité, un principe selon lequel le terzo settore interagit avec les institutions pour répondre aux besoins que le secteur public ou le marché ne parviennent pas à satisfaire. Je ne vais pas répéter ce qui a été déjà bien dit et bien exposé dans le cours de la matinée par la collègue Trione et par les autres collègues, mais je tiens à souligner des points clés de ce projet de loi. Du marché public au partenariat: le dépassement de la seule logique de l'appel d'offre au profit d'un partenariat stratégique est le c?ur de cette réforme. C'est grâce à la co-progettazione et à la co-programmazione que ces entités ne sont plus de simples exécutants, mais collaborent avec la Région dès la définition des besoins. Les nouveaux patti di sussidiarietà donneront un cadre juridique à la gestion conjointe des services entre le public et le privé social.

Encore, dialogue et suivi. L'institution de la Consulta regionale per il terzo settore créera une table permanente pour les associations lors des phases décisionnelles, tandis que "l'Osservatorio regionale" fournira le support technique nécessaire pour analyser les besoins de la communauté et guider la programmation stratégique. La simplification et l'innovation : cette norme intervient concrètement pour faciliter les démarches liées au RUNTS et renforce le rôle du CSV en tant que pilier de formation. Enfin, les soutiens à l'innovation garantiront des ressources aux projets capables d'offrir des réponses sociales nouvelles et courageuses.

Comme groupe de l'Union Valdôtaine, nous croyons en conclusion qu'il s'agit d'une loi nécessaire, juste et utile, un acte qui donne des outils, mais surtout reconnaît la dignité à ceux qui chaque jour consacrent leur temps aux autres et à la croissance de notre Communauté valdôtaine. C'est pour cela, par conséquent, que notre vote sera favorable.

Presidente - Possiamo procedere con l'esame del testo. All'articolo 1 troviamo il sub-emendamento n. 1 della maggioranza all'emendamento n. 1 del gruppo AVS-PD. Pongo in votazione il sub-emendamento. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

Il sub-emendamento è approvato.

Pongo ora in votazione l'articolo 1 nel suo complesso. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 2? Stesso risultato. Articolo 3? Stesso risultato. All'articolo 4 vi è il sub-emendamento n. 2 della maggioranza all'emendamento n. 2 del gruppo AVS-PD. Apro la votazione. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

Il sub-emendamento è approvato.

Vi è poi il sub-emendamento n. 3 della maggioranza all'emendamento n. 3 dei gruppi AVS e PD. Apro la votazione. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

Il sub-emendamento è approvato.

Pongo ora in votazione l'articolo 4. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 5? Stesso risultato. All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 4 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Molto brevemente. Questo emendamento, come altri peraltro che non sono stati approvati, semplicemente andavano a precisare meglio e a rendere, dal nostro punto di vista, semplicemente più efficaci articoli che già esistevano e che erano già scritti bene comunque, quindi era semplicemente una precisazione, poi non sono stati accolti e va bene così. Non so se ho capito bene dalle parole dell'Assessore, ma non era una cosa esclusiva per le cooperative sociali, perché, a leggere quello che c'era scritto, il nostro emendamento diceva di monitorare "l'impatto economico, sociale e occupazionale delle attività degli enti del terzo settore con particolare riferimento…", quindi in maniera non esclusiva, ma con un particolare riferimento alla cooperazione sociale. Semplicemente questa era la nostra intenzione.

Presidente - La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Cogliendo anche l'invito del collega Torrione, lei sa che l'abbiamo detto nella giornata di ieri e di oggi - lo diciamo in realtà da anni, da quando siamo qui - noi valutiamo le cose nel merito e non dalla provenienza.

Abbiamo e ho sicuramente apprezzato anche l'atteggiamento che ha valutato le nostre proposte sulle variazioni di bilancio. Noi abbiamo valutato con attenzione gli emendamenti che avete proposto, ne voteremo due - questo è uno di quelli - e riteniamo che questo emendamento vada esattamente nella direzione di dare una valutazione, una fotografia dell'impatto economico, sociale e occupazionale delle attività degli enti del terzo settore, che poi può essere utilizzata per fare ogni tipo di valutazione, non necessariamente a favore delle famose procedure di co-progettazione di cui abbiamo parlato e su cui ovviamente non concordiamo.

Come ricorderà e come avrà apprezzato il collega Torrione, nella mia relazione ho evidenziato la necessità di pubblicare dei dati, di metterli online, in maniera da poter tutti disporre e fare una valutazione rispetto all'attività del terzo settore, soprattutto quando il terzo settore si occupa della gestione dei servizi pubblici, secondo noi, è imprescindibile ed essenziale proprio per dare una valutazione di questo tipo. Questo emendamento va in quella direzione, lo condividiamo e lo voteremo.

Presidente - La votazione sull'emendamento è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'emendamento non è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 6. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 5 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - L'emendamento semplicemente andava a dettagliare in maniera più precisa un limite temporale entro cui proporre le linee guida. L'Assessore giustamente ha detto che è un percorso lungo, anche quello di emanare le linee guida, che verrà fatto in maniera condivisa, 180 giorni ci sembrava comunque già un tempo abbastanza ragionevole e importante, quindi la nostra proposta andava in questo senso.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Manfrin, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Vi è poi l'emendamento 5bis, sempre dei gruppi AVS e PD. Pongo in votazione l'emendamento. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Manfrin, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Pongo in votazione l'articolo n. 7. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 21

Favorevoli: 21

Astenuti: 12 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 6 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Quello che dico su questo emendamento vale anche per l'emendamento successivo.

Come già detto nel caso degli altri, questo emendamento non stravolgeva assolutamente l'articolo, semplicemente dava una precisazione e chiariva che è comunque importante definire le risorse umane ed economiche che servono, perché nell'ambito della co-programmazione, e anche della co-progettazione, vi è la possibilità - è già una prassi abbastanza utilizzata dalla Pubblica Amministrazione - ad esempio di avvalersi di consulenti esterni che possano guidare il percorso e questi consulenti in qualche modo vanno pagati, quindi sono delle risorse che vanno definite. Non si tratta di pagare le organizzazioni con le quali si fa co-progettazione. Qui si diceva semplicemente che nello svolgimento del percorso, se ci servono delle risorse per farsi guidare da un esperto in un percorso che non è semplice, perché non prevedere delle risorse? Noi chiedevamo semplicemente che nella legge venisse data questa possibilità: non è un obbligo, è una possibilità. Ci sembrava assolutamente ragionevole, di buon senso e soprattutto molto concreto e molto pratico. Purtroppo non sono stati accolti e va bene così… non tanto, ma insomma.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6. La votazione è aperta. Colleghi, per favore, votate. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Manfrin, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Vi è poi l'emendamento n. 7 del gruppo AVS-PD, che pongo in votazione. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Manfrin, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Pongo ora in votazione l'articolo 8 nel suo complesso. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 9? No, pongo in votazione l'articolo 9. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 10? Stesso risultato. Per l'articolo 11? Stesso risultato. All'articolo n. 12 vi è l'emendamento n. 8 dei gruppi AVS e PD. Pongo in votazione l'emendamento n. 8. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'emendamento è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 12 nel suo complesso. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 13? All'articolo 14 vi è l'emendamento n. 9 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Questo è uno di quegli emendamenti che ci spiace molto che non sia stato accolto. Rilevo semplicemente una contraddizione di fondo: se si riconosce che un'impresa sociale viene appunto definita impresa, significa che a tutti gli effetti è un'impresa, equivalente a tutte le altre imprese che devono fare i conti con il bilancio, con i budget e che, se partecipano ad appalti o ad altre forme di assegnazione di servizi, comunque lo fanno in un modo commerciale, se vogliamo, in cui il rispetto della parità di bilancio deve essere garantito.

Il co-finanziamento per un'impresa sociale è un controsenso, è un paradosso, non ha nessun senso, perché non si può chiedere a un'impresa di fare una cosa e non solo non vedere retribuite le sue spese generali, che non possono essere caricate in molte co-progettazioni, per esempio, quindi non vengono riconosciute le spese generali… e sapete benissimo che non è l'utile, sono le spese generali: il costo del consulente del lavoro, il costo delle buste paga, eccetera, ma non solo non vengono riconosciute, devono mettere anche dei soldi per fare un servizio che è nella loro natura da impresa.

Io spero che non abbiate capito bene l'oggetto, ma questo è un paradosso. Noi chiedevamo semplicemente che venisse tolta questa cosa, o messa perlomeno non come un obbligo.

Posso aver capito male, ma mi sembra che l'Assessore addirittura invece lo intenda come obbligo. È un controsenso, è un paradosso, non ha nessun senso. Io l'ho combattuto a suo tempo, quando ci ho impattato e ho l'opportunità di farlo qui, ma è chiedere veramente una cosa alle imprese… non è beneficenza, le organizzazioni, le cooperative sociali non sono degli enti di beneficenza, non sono delle fondazioni, devono fare i conti con il loro bilancio. Chiedere a loro il co-finanziamento è assolutamente un controsenso. Mi spiace molto che questo non sia stato accolto. Fortunatamente l'obbligatorietà del co-finanziamento nell'articolato non mi sembra di leggerla, quindi mi auguro che poi in sede di applicazione questa cosa non venga chiesta, perché potete parlarne con tutte le organizzazioni, sindacali e quant'altro, ma questo veramente mi sembra un controsenso e un paradosso, dal quale saremmo potuti uscire e invece non è stato fatto, a meno che non cambiate idea all'ultimo momento e decidete che lo approvate, sarebbe carino.

Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Per una volta mi trovo a concordare su alcune parole del collega Torrione, proprio le parole usate. Effettivamente siamo alla presenza di un paradosso, siamo perfettamente d'accordo. Se lei ha ascoltato, come ha dato assolutamente prova di aver ascoltato, la mia relazione, avrà anche percepito che i dati che sono stati forniti ci evidenziano il fatto che le imprese sociali in Valle d'Aosta hanno assommato qualcosa come 110 milioni di euro. 110 milioni di euro a fronte, giustamente - siccome sono imprese e non enti filantropici - di servizi che erogano e di soldi che entrano, questo è abbastanza corretto. Credo che quest'aula ne abbia anche a sufficienza di sentirci discorrere delle modalità utilizzate per la questione della co-progettazione, però vorrei che si capisse bene esattamente quello che chiedete e ringrazio ovviamente l'assessore Marzi che nel suo intervento ha evidenziato questo paradosso che si sarebbe creato nell'accettare questo tipo di emendamento, cioè fondamentalmente la co-progettazione non è una gara. Questo lo posso dire - non l'ho fatto da relatore, ma lo posso dire come gruppo di opposizione -: noi siamo dei convinti assertori della necessità di mettere in competizione le strutture, le centrali che si occupano di erogare dei servizi per due ordini motivi: primo, perché si crea concorrenza e quindi si crea ovviamente un'offerta migliore dal punto di vista economico per la Pubblica Amministrazione, a mantenimento, e il collega Centoz lo sa, abbiamo discusso della questione dell'appalto del bando anziani, dell'assistenza domiciliare sul Comune di Aosta… si dà un'offerta economica, che può essere più o meno vantaggiosa, e si dà un'offerta tecnica che deve garantire certi standard. Con la co-progettazione questo non esiste più: si fa un bel progettino e uno dice: "Io voglio partecipare", bravo, ecco dei soldi. Voi vorreste addirittura dire con questo emendamento che queste persone che fanno co-progettazione, quindi progettano assieme, a fronte di una parte che viene fornita per grossa parte dall'Amministrazione, non devono dare neanche un minimo di contributo dal punto di vista economico. Siccome, come lei giustamente dice, sono imprese e fanno utili e poi gli utili vanno reinvestiti, quindi bisogna arrivare a zero, questa parte dell'investimento che deve arrivare a zero può essere utilizzata esattamente per queste finalità. Noi ovviamente, proprio perché nello spirito siamo assolutamente contrari rispetto a questo principio, cioè al fatto di non far dare neanche la parte di quelle imprese, di quella percentuale, quel minimo che viene richiesto, su questo emendamento voteremo contro.

Presidente - La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Intanto io voglio ringraziare tutta l'aula, perché oggi abbiamo fatto davvero una discussione attenta, partecipata e approfondita. Mi rendo conto che questi sono strumenti anche un po' nuovi e un po' difficili da comprendere fino in fondo, per cui capisco: è come se io volessi parlare di tante altre cose che conosco poco o che non conosco. L'obiettivo di questo emendamento va nel solco delle caratteristiche della co-progettazione. Innanzitutto la co-progettazione ha due filoni: intanto si fa un bando pubblico, un avviso pubblico e tutte le imprese che hanno dei requisiti stringenti possono partecipare, questo è un filone. L'altro filone è che su queste cooperative che aderiscono, perché hanno le caratteristiche, poi si fa un'analisi progettuale del progetto che è stato presentato. Innanzitutto non è che tutti possono presentare, possono partecipare e hanno dei soldi. Prima cosa.

Seconda cosa - ed è questa la ratio dell'emendamento - è la modalità di erogazione del quantum stabilito, come potrebbe essere per una concessione, per un appalto e quant'altro. Mentre per un appalto - e questo è stato un problema per alcuni anni e per alcuni servizi - vi è il vuoto per pieno… parliamone: riempiamo il servizio? Benissimo. Non lo riempiamo? C'è comunque l'erogazione del quantum. Per quanto riguarda la co-progettazione, invece io ho il quantum stabilito sulla base dei costi vivi rendicontati, quindi, mentre nell'appalto io ho anche il pezzo dell'utile, e lo dico, questo vale per le cooperative, per qualsiasi impresa, diversa ancora è la concessione, perché c'è un'assunzione di maggiore responsabilità per quanto riguarda coloro che partecipano nella co-progettazione, che è un'amministrazione condivisa… io ho l'onere di condividere l'amministrazione, il progetto e ho anche l'onore di fare politiche sociali importanti con un ente pubblico, ma io i soldi li prendo quando rendiconto le pezze giustificative, e io le ho viste, fino all'ultimo centesimo. Non è che faccio la fatturina e mi vengono dati i soldi, io ho la rendicontazione e questa è la differenza. A fronte di questa differenza, è chiaro che chiedere ancora - e normalmente viene chiesto un 5% minimo - è un danno, è una difficoltà per quanto riguarda le cooperative che partecipano. Questa era solo la ratio di questo emendamento. È difficile perché sono cose tecniche in effetti. Non aggiungerei altro.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 9. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 14

Favorevoli: 6

Contrari: 8

Astenuti: 19 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'emendamento non è approvato.

Vi è poi l'emendamento n. 10, sempre dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Approfitto dell'opportunità. Io credo che, quando si decidono delle cose, si debba avere contezza di quello che si dice per essere certi di non prendere le cose sbagliate.

Mi spiace tutto il ragionamento del collega Manfrin, a cui peraltro riconosco una serietà nel lavoro e un'intelligenza nello studio delle questioni non indifferente. Mi spiace che su questo tema, forse offuscato dal fatto che ha dei preconcetti, non riesca a mettere in campo la sua attenzione, precisione e intelligenza, perché la cosa che ha detto è veramente un paradosso assurdo. Ricordo che la scelta di avvalersi di imprese sociali, piuttosto che di imprese profit, è a monte, è sui requisiti d'accesso. Allora lì si può ragionare, però ricordo per l'ennesima volta che i requisiti di accesso poggiano sulla natura di queste organizzazioni e su come sono fatte. Stiamo parlando di organizzazioni che alla fine dell'erogazione di un servizio, dietro una prestazione, hanno dei costi e dei ricavi. Se la differenza va a determinare un utile, questo utile non viene spartito tra i soci di questa impresa, come avviene nelle imprese profit, ma rimane nell'ambito della cooperazione e quindi rimane nell'ambito in questo caso dell'amministrazione condivisa.

C'è una piccola differenza, collega Manfrin, in tal senso: "piccola" ovviamente è ironico. Il requisito è a monte: è la scelta di utilizzare le imprese sociali nell'amministrazione condivisa. Certo, sì, ho approfittato anch'io… ho imparato qualcosina anche da lei sul fatto che posso sfruttare qualche piccolo escamotage per intervenire. Mi piacerebbe però che lei ascoltasse bene le mie parole e, se vuole, un giorno poi magari le spiego un pochettino il funzionamento, oppure, mutuando la battuta, non mi ricordo più di quale film, si faccia una cooperativa tutta sua e poi magari capisce meglio quello che sto dicendo.

L'emendamento n. 10 in realtà lo avevo già spiegato prima, semplicemente è una precisazione tecnica.

Presidente - Poniamo in votazione l'emendamento n. 10. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Manfrin, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Poniamo ora in votazione l'articolo 14. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 18

Favorevoli: 18

Astenuti: 15 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 15? No, lo pongo in votazione. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 16? Sì, stesso risultato. Per l'articolo 17? Sì, stesso risultato. Per l'articolo 18? Stesso risultato. Per l'articolo 19? Stesso risultato. All'articolo 20 vi è l'emendamento n. 11 dei gruppi AVS e PD. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Questo è anche l'ultimo emendamento e, come quello presentato precedentemente, sul quale abbiamo anche aperto una piccolissima discussione, è un emendamento che noi speravamo seriamente potesse passare, anche perché, quando l'abbiamo preparato, comunque ci siamo informati, nel senso che correttamente la Presidente di Commissione ci aveva mandato un documento che giustificava il fatto che non potesse essere tolta questa esclusione, citando giustamente l'articolo 71 e l'articolo 72. Nelle interpretazioni che abbiamo avuto anche noi, pur riconoscendo che per quei due articoli effettivamente è come la Presidente aveva configurato, in realtà lo spazio su questo capitolo dell'innovazione sociale, per non escludere le cooperative sociali, dal nostro punto di vista e dal punto di vista delle interpretazioni legali che abbiamo avuto anche noi, sembrava esserci.

Evidentemente il Legislativo dell'Amministrazione regionale ha ritenuto che non fosse così, quindi purtroppo è stato bocciato. Siamo fermamente contrari a questa esclusione, perché peraltro è anche nella natura della cooperazione sociale, dell'impresa sociale fare innovazione, quindi un'esclusione in tal senso, e lasciarla soltanto all'ambito, che assolutamente ha, da un punto di vista legittimo, dell'associazionismo e del volontariato, ci risulta troppo restrittivo.

Presidente - La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Collega Torrione, incredibilmente, con un coup de théâtre, avevo indicato ai miei colleghi, quando ci siamo confrontati, tre articoli su cui non ci saremmo astenuti, ma avremmo votato in maniera differente. Lei ha preso parola su tutti e tre e, di conseguenza, anche qui io, inevitabilmente, prendo parola su tutti e tre per spiegare il perché di una non astensione.

La sorprenderò un'altra volta: posto il fatto che apprezzo che mi citi come esempio di furbizia, ma la furbizia va utilizzata cum grano salis. Se lei illustra un articolo e un emendamento dopo che è stato votato, non è che denota proprio una grande strategia. Glielo consiglio per la prossima volta: provi a fare un'introduzione relativa a quell'emendamento e poi magari mi illustra cose che le bollono in pentola.

Al netto di questo, la sorprenderò, dicevo, perché anche noi invece condividiamo l'impostazione che è stata data da questo emendamento. Anche noi abbiamo fatto un approfondimento giuridico e, ascoltando anche l'apporto delle imprese sociali che abbiamo audito, riteniamo che questa esclusione non abbia senso di esistere e che quindi si debba estendere questo concetto, per cui non limitare alle sole strutture che sono citate, ma estenderlo ovviamente anche alle imprese sociali, altrimenti risulterebbe un po' incoerente il testo.

Siccome non abbiamo preconcetti, ma votiamo, al netto di quello che lei può immaginare, o conoscere, o di cui può farsi un'idea… lei prima ha detto che un giorno mi spiegherà, io glielo spiego in cinque minuti: per me bisogna fare le gare, punto e finito, senza fare grosse storie. Bisogna mettere a gara i servizi della Pubblica Amministrazione, punto, senza co-progettazione, co-programmazione e altri artifizi generali. Bisogna metterle a gara e il migliore vince, il migliore per tipo di offerta tecnica e il migliore per tipo di offerta economica, punto. Questo è il nostro principio. Sinceramente mi sembra un principio di trasparenza condivisibile. Non è condiviso? Bene, ne prendiamo atto, ma il concetto è molto semplice ed è esclusivamente quello: se le imprese sociali sono brave, vinceranno e gestiranno il tutto; se altri tipi di associazioni sono più brave, vinceranno e gestiranno il tutto. Su questo abbiamo semplicemente questo tipo di impostazione, che è una visione liberale della nostra società, senza imposizioni, senza lacci, lacciuoli e collegamenti, quindi questo è.

Detto questo, ovviamente voteremo favorevolmente per questo emendamento.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 dei gruppi AVS e PD. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 10

Favorevoli: 10

Astenuti: 23 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Marguerettaz, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'emendamento non è approvato.

Poniamo in votazione l'articolo 20 nel suo complesso. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 21

Favorevoli: 18

Contrari: 3

Astenuti: 12 (Baccini, Bellora, Carrel, Centoz, Domanico, Forcellati, Guichardaz, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Immagino di non poter dare lo stesso risultato sull'articolo 21 e quindi lo pongo in votazione. La votazione è aperta. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 22? Stesso risultato. Per l'articolo 23? Stesso risultato. Per l'articolo 24? No, lo pongo in votazione. Chiedo ai colleghi di votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 21

Favorevoli: 21

Astenuti: 12 (Baccini, Bellora, Campotaro, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Minelli, Perron, Torrione, Tuccari, Zucchi)

L'articolo è approvato.

Prima di votare il disegno di legge nel suo complesso, ci sono dichiarazioni di voto? Prego, la parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Sento un lamento, peraltro alla mia sinistra.

Dico subito che noi voteremo a favore di questo disegno di legge. Voteremo a favore perché è un disegno di legge importante, è un disegno di legge che dà delle risposte che da tanto tempo si aspettano e che non si aspettano solo la politica o l'Amministrazione, che ci hanno lavorato, ma si aspettano tutti coloro che fanno parte degli enti del terzo settore, che sono enti del terzo settore. Questa decisione è frutto di un ragionamento critico e questo ragionamento critico vuole andare oltre quegli emendamenti o quelle divisioni che ci hanno visto rispetto ad alcuni emendamenti. Gli emendamenti che sono stati approvati e io ringrazio…

Presidente - Per favore, colleghi…

Forcellati (PD-FP) - …la maggioranza, l'Assessore, i colleghi, ancor prima i colleghi di AVS perché li abbiamo tutti condivisi, ma gli emendamenti che sono stati condivisi sono emendamenti importanti, che ci permettono di arricchire questo disegno di legge.

Purtroppo gli emendamenti che non sono stati approvati molto probabilmente potranno vedere delle modifiche successive, soprattutto l'ultimo emendamento all'articolo 20.

Detto questo, noi siamo consapevoli che non votare un disegno di legge di questo genere, che mette ordine a quella che è stata una frammentazione, anche rispetto a strumenti, e mette un punto rispetto all'amministrazione condivisa, rispetto all'utilizzo dell'articolo 55 del decreto legislativo 117 del codice del terzo settore e mette un punto anche agli strumenti che vengono utilizzati e a come possono essere utilizzati…

Il voto favorevole non vuol dire che noi non faremo un monitoraggio attento e costante rispetto alla messa a terra, o comunque a tutto quello che sarà il percorso successivo. Faremo in modo e vigileremo, perché è giusto che sia - ma questo immagino che lo faranno tutti, maggioranza e minoranza, perché è questo anche il nostro compito -, che la Consulta non sia un guscio vuoto, ma diventi un luogo dove il volontariato possa esprimere i propri bisogni e allo stesso tempo non restare imbrigliato in una burocrazia difficile da accogliere.

Vigileremo perché l'amministrazione condivisa sia reale e io su questo continuo a puntare l'attenzione, portando trasparenza, lo dico perché forse non siamo stati abbastanza bravi da farlo percepire a tutti e non diventando solo un mero adempimento amministrativo, ma questa deve essere una scelta, una scelta condivisa, una scelta portata avanti in maniera non gerarchica, ma simmetrica tra enti del terzo settore e Amministrazione regionale, ma Enti locali. Inoltre naturalmente vigileremo affinché tutto questo porti a un miglioramento consapevole del nostro welfare.

Presidente - La parola al collega Domanico.

Domanico (FdI) - Colgo l'occasione per ringraziare chiunque abbia lavorato a questo disegno di legge e soprattutto ringrazio il relatore di minoranza, Manfrin, per la sua esposizione puntuale ed esaustiva di questa mattina.

Il disegno di legge n. 9 del 2026 introduce un tema importante per la nostra comunità: quello della valorizzazione del terzo settore e della promozione dell'amministrazione condivisa, principi che trovano fondamento anche nel principio costituzionale di sussidiarietà. Riteniamo quindi positivo il riconoscimento del ruolo degli enti del terzo settore e della cittadinanza attiva nella costruzione delle politiche pubbliche. Tuttavia, il testo presenta alcune criticità che non ci consentono di esprimere un voto favorevole: in primo luogo, le modalità di attuazione dell'amministrazione condivisa risultano ancora poco definite. Strumenti come co-programmazione e co-progettazione sono richiamati, ma non sufficientemente strutturati, lasciando ampi margini di discrezionalità applicativa; in secondo luogo, non emergono con chiarezza garanzie uniformi di accesso per tutti i soggetti del terzo settore, con il rischio di creare disparità tra realtà diverse per dimensione o capacità organizzativa. Inoltre riteniamo che il coinvolgimento degli Enti locali, che saranno i principali attori nell'attuazione concreta di queste politiche, avrebbe meritato un approfondimento maggiore e una definizione più puntuale dei rispettivi ruoli. Permangono infine alcuni dubbi sugli effetti organizzativi e finanziari che potrebbero incidere sulla sostenibilità e sull'effettiva applicazione delle misure previste. Per queste ragioni, pur condividendo l'impostazione generale del provvedimento e le sue finalità, riteniamo che il testo necessiti di ulteriori miglioramenti e annunciamo pertanto la nostra astensione.

Presidente - La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Come Consigliere, ma questa è una valutazione che abbiamo fatto a livello politico…, come Pour l'Autonomie, invece ci siamo astenuti su tutti gli articoli della precedente legge e anche di questa e ci asterremo anche sulla legge. Semplicemente perché non possiamo far finta di nulla, non possiamo fingere che tutto sia come prima, non possiamo fingere che ieri non sia esistito e che quello che è successo negli ultimi giorni sia semplicemente destinato a scrivere qualche pagina di giornale e basta. Noi quindi ci asteniamo non entrando nel merito delle varie leggi, su cui ringraziamo tutti coloro che hanno voluto lavorarci e continuare a lavorarci, ma nel merito politico. Non crediamo sia opportuno oggi approvare delle leggi quando leggiamo, anche questa mattina, che quella che era o, meglio, ci era stata presentata come una via subordinata è diventata di fatto la tesi difensiva per eccellenza e quindi la volontà di rendere incostituzionale una nostra legge regionale. Io credo che far finta di niente non ci porti da nessuna parte. Io credo che la discussione debba essere affrontata politicamente. È un piccolo segnale, perché abbiamo solo un Consigliere, quindi non possiamo fare tanto di più, ma questo piccolo segnale voglio che arrivi chiaro e forte, anche perché è un segnale di un piccolo gruppo consiliare, di un piccolo movimento politico, che però ha veramente a cuore l'autonomia della Valle d'Aosta.

Credo che vi siano tanti altri piccoli segnali, che sono arrivati a lei in primis, Presidente. Sicuramente avrà letto "La Stampa" di sabato 18 aprile, quando è stato riportato paro paro quello che è successo in Giunta, o almeno quanto appare essere accaduto in Giunta il giorno prima. Il consigliere Carrel non c'era, è qualcun altro l'inaffidabile che ha raccontato quanto è successo, perché ai giornali è stato riportato filo per segno appunto quanto è avvenuto nella riunione di Giunta. Ripeto: il consigliere Carrel non c'entra, eppure abbiamo letto quello che è successo sabato mattina.

L'altro segnale, sicuramente importante che lei avrà percepito, ma anche i membri della Giunta avranno ascoltato, è il grande silenzio della maggioranza ieri nelle comunicazioni del Presidente. La minoranza ha attaccato, la maggioranza in silenzio, forse perché era difficile difendere, forse perché neanche loro sono così convinti. La prova provata di questo è quel piccolo altro segnale, quel franco tiratore. Anche qui, né il consigliere Carrel, né il PD c'entrano, non c'entrano più, ma i 19 voti sulla nomina della Corte dei Conti sono sicuramente un altro segnale, un segnale politico, perché qui stiamo sicuramente esercitando il potere legislativo, ma stiamo anche facendo politica e far finta di andare avanti come se nulla fosse non credo che rispetti il nostro ruolo, rispetti la nostra volontà di esercitare la nostra autonomia e la nostra attività politica all'interno di quest'aula.

Presidente - Ci sono altri interventi? Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Carrel, Domanico, Lattanzi, Manfrin, Perron, Tuccari, Zucchi)

Il disegno di legge è approvato.

Prima di andare avanti, se i colleghi sono d'accordo, farei una pausa di 15-20 minuti.

La seduta è sospesa dalle 17:10 alle 17:36.