Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 669 du 15 décembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 669/VII - NECESSITA' DI AVVIO, DA PARTE DELL'U.S.L. DEI SERVIZI SOSTITUTIVI DI QUELLI GIA' FORNITI DALL'ENTE NAZIONALE PREVENZIONE INFORTUNI - (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Carlassare.

INTERROGAZIONE

CONSTATATO che ormai da parecchi mesi il collaudo ai nuovi ascensori installati, che consente, come previsto dalla legge, in caso di parere favorevole la messa in funzione di detti impianti, vengono effettuati saltuariamente, in seguito ad abboccamenti tra i diretti interessati e l'ex sede ENPI di Torino;

VERIFICATO inoltre che le previste visite annuali sugli ascensori funzionanti da parte del personale tecnico (ingegnere) abilitato non vengono più effettuate del tutto;

RITENENDO che se il mancato collaudo ai nuovi impianti crea disservizio, la non effettuazione delle visite annuali e degli accertamenti di legge sui vecchi ascensori funzionanti può portare pregiudizio alla sicurezza degli utenti per il fatto che possano non venire evidenziate anomalie nelle apparecchiature;

INTERROGA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:

1) perché a tuttora non si è provveduto ad avviare questo importante servizio che deve essere svolto nell'ambito della U.S.L.;

2) come si intende operare per realizzarlo;

3) quando si prevede di renderlo operante.

PRESIDENTE: Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin. Ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): L'argomento che è stato sollevato da Carlassare è in effetti un argomento che è stato seguito in questi mesi con particolare attenzione. Dice Carlassare che il problema dei controlli sugli ascensori (in questo campo penso che lui sia un esperto) presenti delle difficoltà tenuto conto di una situazione che si è venuta a creare in relazione al passaggio all'ENPI che in un primo tempo era stato previsto per giugno, poi è slittato ancora e poi è stato commissariato.

A questo proposito vorrei leggere una lettera che è stata inviata, non più tardi di alcuni giorni fa, la data di partenza 23 novembre 1982, e che è stata inviata a nome, praticamente, di tutti gli Assessori al Vice Presidente dell'ISPEL e al Direttore dell'ISPEL da parte dell'Assessore alla Sanità del la Regione Emilia-Romagna che ha seguito in particolare questo problema nel gruppo di coordinamento.

In questa lettera viene esplicitamente trattato questo problema dei controlli e del discorso del personale a cui accenna Carlassare. Si dice, in questa lettera: "avendo preso visione della delibera assunta dal Comitato amministrativo dell'ISPEL in data 10.11.82 concernente l'attività omologativa, si riafferma l'esigenza di procedere con urgenza alla determinazione sia delle sedi periferiche dell'istituto, sia dei contingenti personali da attribuire rispettivamente all'ISPEL e alle U.S.L. A proposito di questo ultimo aspetto si sottolinea, ancora una volta, l'esigenza fondamentale soprattutto alla luce dei vincoli superabili riguardanti il reclutamento nuovo personale presso le U.S.L., di provvedere ad un'equa distribuzione del personale ex ENPI e ANCC tra l'ISPEL e le Unità stesse. In tal senso mi pare che siano di grande attualità le proposte formulate" e così di seguito "dagli Assessori alla Sanità".

Ho letto questa lettera perché si riferisce esplicitamente ad un discorso a cui accenna Carlassare, cioè la carenza di personale per eseguire questi impianti. Stranamente con il passaggio di competenze non è seguito un adeguato passaggio di personale. Noi non abbiamo nell'organico che ci è stato trasferito la possibilità di coprire subito i posti, in quanto bisogna anche predisporre nell'organico che stiamo vedendo adesso un numero di personale sufficiente per questo tipo di lavoro. Nel frattempo, per le soluzioni più immediate, tenuto conto di quello che si lamentava, sono stati presi contatti con Torino, con l'U.S.L. presso la quale lavora l'ingegnere che fino a poco tempo fa eseguiva questi controlli, per vedere le modalità e le possibilità di utilizzo, tenuto conto che il Ministero non è ancora addivenuto ad una soluzione.

Ora, dopo diversi abboccamenti, diverse telefonate e diverse riunioni, si è avuta la possibilità di fare intervenire l'ingegnere per attivare quelle procedure che erano necessarie per togliere tutto l'arretrato. Nel frattempo si è previsto (e quindi mi riferisco qui al secondo punto) come si intende realizzare una struttura, come si intende specializzare il personale già in servizio a livello regionale per poter eseguire i controlli periodici, sia per i nuovi ascensori, proprio per la sicurezza dell'utenza.

Quindi, pensiamo che per il momento il discorso vada avanti in queste due direzioni; specializzazione del personale che già lavora a livello regionale in quanto non è comodo trovare ingegneri che siano disposti a seguire espressamente solo questo problema; dall'altra, intendiamo portare avanti assieme alle altre regioni il discorso della necessità di avere comunque l'ex personale che seguiva questa parte e che sia a disposizione per continuare questa attività.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): La situazione, come ha detto l'Assessore, la conosco abbastanza bene perché opero quotidianamente in questo settore. Ritengo che questo sia solo un aspetto del problema della prevenzione (casualmente questa è una interrogazione del Consiglio regionale precedente) che tratteremo con una successiva interpellanza, problema che deve essere affrontato con estrema determinatezza, perché ritengo costituisca uno degli aspetti più qualificanti e più importare ti della legge di riforma sanitaria.

Io vorrei rammaricarmi con l'Assessore, visto che era prevedibile, stando alla realtà esistente, che la sede ENPI di Aosta sarebbe rimasta sguarnita di ingegneri. Se l'Assessore si ricorda, avevo suggerito a suo tempo - e prima di me aveva fatto un intervento in questo senso l'ex Consigliere Viberti, che mi aveva preceduto in questo posto e anche Minuzzo - indipendentemente dalle competenze che danno la possibilità di assumere nuovo personale, di formare del personale tecnico qualificato a questo servizio nell'ambito del persona le regionale. Ciò proprio per garantire, da una parte la continuità di servizio, e questo si prevedeva già parecchio tempo fa che sarebbe successo, e dall'altra proprio perché si sarebbe potuto impostare correttamente un servizio di prevenzione, tenuto conto che il servizio fornito dall'ENPI in precedenza aveva tutta una serie di lacune, tutta una serie di punti che si sarebbero sicuramente potuti migliorare.

Ecco, adesso la soluzione che viene prospettata sposta nel tempo quella che poteva essere una soluzione molto più breve e razionale se ci fosse stata la volontà di trovare, nelle pieghe del personale regionale, o delle U.S.L., disponibilità a specializzarsi in questo senso, in modo che questo servizio sarebbe automaticamente subentrato al servizio fornito dall'ENPI.