Objet du Conseil n. 430 du 9 avril 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 430/XVII - Interpellanza: "Consigliera di parità: quale futuro?".
Aggravi (Président) - Point n° 32 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) - Come è noto, recentemente, più precisamente a inizio marzo, anzi, infelicemente a ridosso proprio dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna, la Presidente del Consiglio dei Ministri e la Ministra per la famiglia hanno depositato uno schema di decreto legislativo con lo scopo di attuare due direttive europee, la 1499 e la 1500 del 2024.
Il documento è stato esaminato dalle Commissioni Affari Costituzionali sia della Camera che del Senato e nella sua formulazione originaria prevede la cancellazione della figura delle Consigliere, o dei Consiglieri, di parità al posto delle quali verrebbe istituito un organismo per la parità nazionale con delle funzioni di promozione, di prevenzione e di tutela rispetto a tutte le forme di discriminazione.
È poi una notizia proprio di pochi giorni fa che abbiamo visto sul portale della Camera che dopo settimane d'intense audizioni alla Commissione Affari costituzionali da parte delle rappresentanti di molte Regioni e Province, la rete territoriale delle Consigliere di parità potrebbe essere salvata.
Ringrazio a questo proposito anche il Presidente del Consiglio che giovedì scorso ci ha fatto pervenire della documentazione relativa proprio a questa tematica.
Secondo quanto si apprende, anche leggendo quei documenti, l'organismo nazionale si farebbe comunque, ma le Consigliere di prossimità resterebbero in essere.
La ministra Roccella, che era presente alla seduta della I Commissione della Camera il 31 marzo scorso, ha indicato la data del 19 maggio per l'approvazione del decreto in Consiglio dei Ministri e verbalmente si è impegnata a recepire alcune richieste di modifica. Sono state oltre cento le Consigliere e i Consiglieri di parità che sono stati uditi in questo periodo.
In ogni caso, allo stato attuale, praticamente a oggi, il quadro non è completamente chiarito, non si sa con certezza che cosa ne sarà della rete che comprende Consiglieri di parità regionali, provinciali e anche delle città metropolitane, una rete che in quasi 20 anni di esistenza ha permesso di assicurare un'adeguata dimensione territoriale all'azione di assistenza e di consulenza alle vittime di discriminazione nei luoghi di lavoro, nonché la promozione di azioni giudiziarie specifiche, attività di conciliazione e di mediazione, ma anche il monitoraggio delle politiche del lavoro e la partecipazione a organismi istituzionali territoriali in tutto il nostro Paese.
Nonostante queste rassicurazioni che sono arrivate proprio in zona Cesarini, se si dovesse arrivare alla soppressione di questa rete, a nostro avviso si rischierebbe di indebolire un presidio fondamentale per la tutela dei diritti nei luoghi di lavoro e anche un arretramento sul fronte delle politiche di contrasto alle discriminazioni di genere.
Infatti, pur nelle difficoltà che hanno caratterizzato gli ultimi anni - ricordo, per esempio, anche con una nota di preoccupazione che il fondo assegnato a queste istituzioni è stato azzerato - le Consigliere di parità hanno continuato a tutelare lavoratrici e lavoratori discriminati sul lavoro e a dare delle risposte a chi è stato in qualche modo vittima di discriminazioni; ricordo anche che nel 95% - sono dati della rete - si è trattato di donne e le cause di queste discriminazioni accertate sono legate alla maternità, alla conciliazione vita-lavoro e in molti casi anche alle molestie.
Nella nostra regione, lo sappiamo, occorre procedere a una nuova nomina, perché è scaduta la precedente, e il 27 gennaio scorso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale l'avviso per la presentazione delle candidature il cui termine era il 26 febbraio, quindi l'iter per la nomina sta seguendo il suo corso.
Con l'eventuale approvazione di quel decreto abrogativo della figura delle Consigliere di parità, qualora rimanesse così - e quando ho scritto l'interpellanza informazioni nuove non ce ne erano - potrebbe forse non essere ratificata la nomina della Consigliera di parità regionale, così come è attualmente configurata, ovviamente con tutta una serie di requisiti antecedenti a quel decreto, peraltro non ancora approvato.
Quello che chiediamo di sapere, innanzitutto è "Se ci sono state delle interlocuzioni con lo Stato, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, circa la tematica generale, quindi circa le criticità che potrebbero derivare dall'abolizione di questa figura nazionale, ma su base regionale, ovviamente, per quello che riguarda le singole Regioni".
Questa domanda era formulata prima delle notizie che sono arrivate, oggi dovrebbe essere un po' riformulata: noi chiedevamo "Se è intenzione del Governo procedere alla nomina della Consigliera di parità regionale nonostante la probabile approvazione di quel decreto", oggi chiederei: se si ritiene che non ci siano problemi per tale ratifica, considerata l'impostazione di quel bando, e poi "Quante candidature sono pervenute e a che punto è la procedura di rinnovo della carica, anche tenuto conto che dovrebbero essere quasi esauriti poi i sei mesi dall'insediamento della nuova consiliatura".
Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Bertschy.
Bertschy (UV) - Direi che lei ha già precisato lo stato del decreto che è stato annunciato sugli organi di stampa, però in premessa lo ribadisco per le verifiche che abbiamo fatto anche noi, che rispetto ai quesiti posti è bene ricordare che lo schema di decreto legislativo è attualmente all'esame delle Commissioni Affari costituzionali del Senato e della Camera, è un decreto legislativo che è in attuazione a due direttive europee, la n. 1499/2024 in materia di organismi di parità di trattamento tra le persone e la 1500/2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità del settore delle parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, la cui delega al Governo trova la sua fonte normativa nell'articolo 1 della legge 13 giugno 2025, n. 91, legge di delegazione europea 2024.
Aggiungo altresì che, trattandosi di due direttive UE, le stesse stabiliscono che devono essere recepite dagli ordinamenti nazionali, verosimilmente entro il mese di giugno 2026.
Per quello che riguarda le sue domande, "Se vi sono state interlocuzioni con lo Stato anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni circa le criticità che potrebbero derivare dall'abolizione della figura di Consiglieri di parità regionale": al momento no, anche se poi con il Presidente avremo modo di confrontarci nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, sicuramente ci saranno, rispetto a un tema come questo, attività sia come Assessori di riferimento che in Conferenza Stato-Regione; "Se sia intenzione del Governo procedere alla nomina del Consigliere di parità, nonostante la probabile approvazione del decreto di abrogazione di tale figura istituzionale, che potrebbe portare verosimilmente a una mancata ratifica di tale nomina": anche questo è precedente un po' anche a quelle cose che lei ha annunciato in premessa, in ogni caso noi ne eravamo convinti prima, ne siamo convinti ancora di più adesso e noi intendiamo proseguire nell'iter intrapreso con la pubblicazione dell'avviso anche rispetto a una nuova consiliatura, è iniziata una fase nuova, si tratta di nominare una nuova figura in questa carica e credo che sia rispettoso anche del ruolo di una nuova Assemblea che è stata di recente eletta, e poi soprattutto perché è necessario dotarci di una figura istituzionale che è molto importante, perché assicura ai lavoratori sul nostro territorio un'assistenza e una consulenza specializzata, riservata, indipendente in tutte quelle situazioni in cui si verificano discriminazioni di genere o molestie nei luoghi di lavoro, agendo sia come figura di garanzia, in quanto pubblico ufficiale, sia come promotrice di azioni positive; "Quante candidature sono pervenute e a che punto è la procedura di rinnovo della carica": sono pervenute sette candidature, è stato pubblicato di recente il provvedimento che prevede l'istituzione della Commissione per l'esame di francese, mi pare che le prove si svolgeranno il 20 e il 21 aprile, ci sono alcuni candidati che hanno dichiarato di essere privi del titolo previsto. A seguito dell'espletamento dell'esame, per l'accertamento della conoscenza della lingua francese, gli uffici provvederanno nell'immediato alla redazione del provvedimento per l'istituzione della Commissione per la valutazione dei requisiti previsti dalla legge 53/2009, ovvero di una specifica competenza e pluriennale esperienza in materia di mercato del lavoro, con particolare riferimento al lavoro femminile e alle pari opportunità, comprovati da idonea documentazione, a cui seguirà poi la DGR di designazione e il decreto di nomina al Presidente.
Come dice lei, sono trascorsi alcuni mesi, il compito che era assegnato alla mia delega era di avviare queste procedure nei primi mesi di legislatura, mi pare entro i primi 5 mesi; lo abbiamo fatto, credo molto positivo il fatto che ci siano più candidature e questo permetterà, una volta completata l'istruttoria tecnica, di arrivare alla nomina.
Président - Pour la réplique la parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) - La nostra prima domanda era volta a capire se ci fosse stata una presa di posizione anche della nostra Regione in un'eventuale discussione in Conferenza Stato-Regioni.
Lei ci ha detto di no, che finora questo non è avvenuto. Visto che siamo proprio nel momento clou per quello che riguarda l'approvazione del decreto (se è vero che passerà il 19 di maggio), io mi permetto di sollecitare una presa di posizione della nostra Regione, magari anche che sia la Valle d'Aosta stessa a farsi promotrice di una discussione in questo senso nella Conferenza Stato-Regioni per sostenere un ruolo, ma lo ha detto anche lei - e la cosa mi conforta - che ha una sua importanza, e anche per evidenziare che la rete territoriale dei Consiglieri e delle Consigliere di parità non è in contrasto con la direttiva europea. Ho letto le posizioni della Presidente nazionale della rete che sono molto chiare al proposito. Seguire le raccomandazioni che vengono da quelle due direttive che abbiamo citato entrambi non significa non costituire un organismo nazionale, significa piuttosto valorizzare qualcosa che, nel nostro Paese, sul territorio italiano per lo meno, esiste da tanto tempo e ha dato dei risultati.
La preoccupazione che questa bozza di decreto ha suscitato è stata soprattutto perché a un certo punto il documento prima dice: "L'organismo nazionale per la parità" e poi dice: "Possono essere costituite d'intesa, con Regioni e Province, nell'ambito delle risorse disponibili, apposite sezioni operanti a livello territoriale sotto il coordinamento dell'organismo nazionale", ed è quel "Possono" che ovviamente preoccupa, perché come sappiamo le parole hanno un senso: questo "Possono", questo verbo indica una possibilità (se ci fosse il verbo dovere una necessità, è sicuramente diverso) e poi c'è anche scritto: "Nell'ambito delle risorse disponibili". Suona come un'ipoteca che ha fatto, giustamente, drizzare le antenne in tutto il Paese.
Sulla seconda risposta, infatti, come le avevo detto, poteva essere in qualche modo superata perché c'è una situazione nuova. Lei dice, così si è espresso: "Noi andiamo avanti, siamo ancora più convinti di fare una nomina".
Io credo che questa posizione vada letta davvero come una volontà della Regione di confermare una figura, un istituto che è importante.
Ci ha poi anche esplicitato che nei prossimi giorni, il 20 e il 21 aprile, ci saranno gli esami di francese per chi non è in possesso del titolo.
Io l'unica cosa che mi chiedo è se non dovesse andare bene... perché abbiamo già visto che ad un certo punto si votano delle cose all'unanimità anche alla Camera, poi nell'altra Camera alta si ribalta completamente la situazione, speriamo che questo non succeda, anche perché a quel punto rischieremmo forse di non avere la ratifica, ma tutti quanti ci auguriamo che non sia così.
In ultimo apprendiamo di queste sette candidature, sappiamo che il bando, come anche l'istituto stesso del Consigliere e Consigliera di parità è aperto a entrambi i generi, non so se siano arrivate candidature solo di un tipo o dell'altro, verificheremo quando saranno rese pubbliche le valutazioni e lo stesso esito del bando.
