Objet du Conseil n. 429 du 9 avril 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 429/XVII - Interpellanza: "Misura strutturale di conciliazione vita e lavoro nel periodo estivo".
Aggravi (Président) - On va reprendre nos travaux. Point n° 31 à l'ordre du jour. Pour l'illustration de l'interpellation a demandé la parole le collègue Torrione.
Torrione (AVS) - Chiedo scusa ma continuo a stupirmi sempre, sono ancora in quella fase un po' giovanile, infantile, per cui mi stupisco di alcune cose di cui non dovrei forse... Non lo so, non so neanche se vi abituerete voi ai miei interventi... Sì, è vero, anche peraltro forse non riesco neanche a stare nei tempi.
Riprendendo un minimo di serietà, quest'interpellanza che a suo tempo è stata volutamente tenuta separata da un'interrogazione da noi presentata nel Consiglio dell'11 e 12 marzo scorso che, anche se s'inserisce parzialmente nell'ambito delle misure di conciliazione vita-lavoro, toccate appunto dalla nostra interrogazione e dalla cortese risposta che ho avuto dall'assessore Bertschy, arriva dopo che, come precisato dall'Assessore, la Regione ha avviato un'iniziativa, cito le parole: "Di portata inedita, con l'introduzione di misure di conciliazione strutturate e ambiziose", questo in risposta all'interrogazione precedente, credo di aver citato correttamente.
La risposta dell'Assessore è stata molto puntuale, ha precisato: "Alcune iniziative regionali sono in parte in linea e conseguenti all'entrata in vigore il 1° gennaio 2026 della legge 199/2025 recante: 'Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028' e in parte anche a seguito della DGR 1075/2025 - queste misure introducono alcune peculiarità che sono proprie della nostra Regione - che introduce dei voucher per servizi, costruisce una rete territoriale, interviene sulla domanda e l'offerta".
In ogni caso, io presento - anche se l'Assessore in parte forse ha già risposto, ma mi sono utili alcune precisazioni - l'interpellanza esattamente come l'avevo preparata, chiedendo all'Assessore però alcune precisazioni fuori sacco, nel senso che non sono contenute nella mia interpellanza; se ha il tempo e il piacere di rispondere bene, sennò eventualmente farò un'altra iniziativa.
Le domande aggiuntive sono queste: "Quali misure precise delle iniziative sulle misure conciliazione vita-lavoro rispondono alle richieste specifiche del periodo estivo".
Poi, siccome i voucher previsti possono essere spesi ovviamente anche non per le attività estive, "Qual è l'ammontare di questi voucher, anche per capire se risulta adeguato per coprire i costi delle attività estive".
"Quali sono gli interventi peculiari della nostra Regione rispetto alla legge statale e se il costo di tali iniziative, voucher, l'adeguamento di sistemi informatici, la gestione automatizzata dei voucher, lo sportello di conciliazione, sono già presenti nel bilancio di previsione o se dovranno essere oggetto di variazione di bilancio, visto che, se ho capito bene, dalla precedente risposta si intende già partire con l'estate 2026".
In ultimo, "Quali sono le modalità di definizione degli enti erogatori dei servizi per la costituzione della rete dei servizi di conciliazione".
Queste sono le domande aggiuntive.
L'interpellanza in realtà affronta un tema abbastanza caldo per tutte le famiglie, che riguarda la gestione del periodo estivo dei figli in età scolare e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
Quando termina la scuola, le famiglie si trovano ad affrontare un periodo di circa tre mesi in cui i minori non hanno più la struttura educativa quotidiana garantita, ovviamente, dalla scuola.
Tra l'altro il contesto sociale degli ultimi anni è cambiato velocemente, l'innalzamento progressivo dell'età pensionabile e la maggiore permanenza nel mercato del lavoro delle persone tra 60 e 70 anni stanno modificando uno degli equilibri tradizionali del welfare familiare, cioè si è passati dalla rete dei nonni, cosiddetta, che gestivano i nipoti durante l'estate a una carenza in tal senso, visto che sono impegnati anch'essi nel lavoro.
È giusto dire che per la fascia 0-6 vi è qualche misura aggiuntiva, nidi, garderies, tate familiari, ma la fascia dai 6 ai 17 anni è progressivamente diventata carente di offerte.
Il ricorso a centri estivi, attività socioeducative e soggiorni di vacanza è diventato necessario, oltre che per la mancanza del supporto familiare, anche per la valenza educativa che tali attività rivestono; infatti ormai essi rappresentano sempre di più uno dei principali strumenti di conciliazione tra vita familiare e lavoro, se non, in alcuni casi, l'unica alternativa per i genitori che lavorano.
Purtroppo questi servizi costano, giusto dei dati visto che un poco arrivo da quel mondo e ho anche un po' contezza dei costi: il costo medio di un centro estivo oggi oscilla fra i 150 e i 200 euro a settimana, un soggiorno in vacanza costa più o meno sui 100 euro al giorno, quindi cifre abbastanza importanti.
Attualmente l'unica misura di mia conoscenza è il fondo per l'attività socio-educativa a favore dei minorenni, che è un fondo statale, che permette di avere contributi fino a 300 euro per minore per l'intera estate.
Ovviamente se si fanno due conti rapidissimi si capisce che a malapena con 300 euro si coprono due settimane di un centro estivo, quindi è chiaro che l'esborso è importante.
Aggiungo due elementi anche qualitativi rispetto ai centri estivi e ai soggiorni di vacanza.
L'offerta dei centri estivi nella nostra regione è molto variegata. Negli ultimi anni si è passati da una gestione pubblica, che era fortemente caratterizzante l'offerta della nostra Regione, parlo di dieci anni fa, verso una gestione prevalentemente privata o in regime appunto di accreditamento per utilizzare quei 300 euro di cui ho parlato prima.
Questo modello ha certamente ampliato la pluralità delle proposte, ma ha introdotto alcune conseguenze qualitative, a mio avviso, di cui bisogna tener conto.
Ulteriore elemento riguarda i soggiorni di vacanza, anche qui ci ricorderemo tutti che una volta c'erano delle misure da parte della Regione per finanziare i soggiorni di vacanza dei figli, attualmente non vi sono più queste misure e, di conseguenza, se dobbiamo guardare il dato effettivo attuale, l'iniziativa più importante rispetto alla quale la Regione contribuisce sono i trekking nature dell'Assessorato all'ambiente - che hanno un successo e una partecipazione che eccede ogni anno la disponibilità di posti - e poche altre iniziative di tipo pubblico.
È chiaro che questo ha comportato che manca una regia regionale sulla qualità dei servizi erogati, quindi i servizi sono erogati da una pluralità di soggetti importanti, soprattutto società sportive che, peraltro, usufruiscono di importanti agevolazioni sul costo del personale su cui si potrebbe anche discutere, perché la possibilità di pagare il personale con 7.500 euro esentasse ovviamente implica che chi fa quello di lavoro e ha degli obblighi completamente diversi, tipo le cooperative sociali, non riesce a garantire la stessa e medesima offerta.
Peraltro anche l'altro elemento è sulla professionalità delle persone che lavorano in questi servizi che a volte sono anche addirittura minori, l'esperienza delle parrocchie - lodevole, non si discute, perché peraltro permette alle famiglie di usufruire di servizi a un costo estremamente basso - però il personale che vi lavora sono spesso minori, come per le società sportive sono ragazzi magari del settore giovanile, che garantiscono questo tipo d'intervento.
Quello che chiediamo è di capire se le nuove misure che sono state previste vanno a toccare l'ambito anche estivo, e con tutte le domande che ho posto, e quindi se è intenzione dell'Amministrazione valutare l'introduzione di una misura strutturale, peraltro, come mi ha giustamente fatto notare, c'è stata una proposta di legge da parte della Lega nella precedente legislatura che ho veramente studiato attentamente.
Allora, giusto per spiegare anche al collega Manfrin: non era stata votata perché la proposta che noi oggi facciamo è una proposta di tipo strutturale e continuativa. Allora sembrava più una proposta una tantum, quindi quello è il motivo per cui allora non è stata votata, però ovviamente condividiamo assolutamente la ratio, anche perché sennò non avremmo presentato un'iniziativa in tal senso.
Le domande poi sono scritte, visto che il tempo è scaduto e la risposta tanto giustamente è già stata preparata. Chiudo qui, grazie.
Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Bertschy.
Bertschy (UV) - Collega Torrione, la risposta è preparata ma ci ha aggiunto tre-quattro domande, quindi devo recuperare qualche documento, ma in ogni caso non è un problema. Lei l'ha presentata molto in termini politici e poco in termini tecnici e credo che il merito - poi entriamo un po' di più nei particolari - sia esattamente questo: la Lega aveva fatto questa proposta, il tema dei servizi di conciliazione nel periodo estivo, ma non solo, sta a cuore a tutti, ed è il motivo per il quale io mi occupo di questa risposta e, in questo momento, del cercare di coordinare iniziative che stanno su più Assessorati.
Il tema della conciliazione è uno degli obiettivi che dobbiamo cercare di perseguire per migliorare quelle differenze che ci sono ancora in termini di differenza di genere, di opportunità e anche di possibilità di creare nel mercato del lavoro un giusto accesso, una giusta permanenza e un utilizzo di tutte le competenze, perché nel momento in cui creeremo le condizioni - perché entrambi i generi possano lavorare, se decidono di farlo, e supportare la famiglia - avremo fatto sicuramente un passo avanti nel migliorare la condizione socio-economica del nostro territorio.
È per quello, appunto, che siamo partiti nel tempo per studiare questa misura e ci approcciamo in maniera sperimentale ad attivarla in quest'ultimo periodo.
Purtroppo siamo a cavallo di due legislature, di cambi di amministrazione, di una serie di difficoltà che non devono essere comunque una giustificazione, ma hanno sicuramente rallentato alcune procedure.
Le elencherò quello che stiamo facendo, così cercando di darle anche qualche risposta.
Intanto la misura prevede - forse questo gliel'avevo già detto - a oggi, programma di bilancio, 1.900.000 euro nel 2026, 2.400.000 nel 2027, 5.400.000 nel 2028 e 5.300.000 nel 2029, perché la misura sarà progressiva, si inizierà con una serie di servizi in quest'estate, poi con l'idea di crescere. Ovviamente se questa misura poi darà le risposte che deve dare, dovremo lavorare già per la prossima programmazione strutturale per mantenerla, magari implementarla, cercando di capire se poi possiamo aggiungere delle risorse a livello regionale.
Parallelamente a questo, lo dico solo a titolo informativo, a breve pubblicheremo con risorse regionali invece il voucher di conciliazione per le famiglie con minori disabili, che rimarrà su quella pista per non complicare troppo l'accesso al servizio a queste famiglie che sono già abituate a questo servizio, ma in futuro l'obiettivo è di portare anche loro sul voucher di conciliazione universale.
Stiamo completando a livello amministrativo l'affidamento per lo sportello di conciliazione che sarà sperimentale per un anno. È stata completata ieri la gara per la gestione automatizzata dei voucher di conciliazione, adesso c'è tutta la procedura per l'apertura delle buste, l'attività amministrativa e tutto quello che porterà all'individuazione di chi si occuperà di questo voucher; si è prossimi, nel senso che nei prossimi giorni ci saranno ancora degli incontri con le strutture degli Affari europei per uscire con l'avviso della rete che andrà a costituire la rete di conciliazione e poi stiamo studiando le disposizioni attuative per la concessione dei voucher che ovviamente dovranno seguire un po' questa indicazione, questo indirizzo politico.
Non si tratta di sostegno al reddito, ma si tratta di strumenti per costruire una migliore conciliazione nei tempi di lavoro della famiglia.
In questa prima fase - e credo che fosse ancora questa una delle cose che mi ha chiesto, lo ripeto - l'idea è di partire con i centri estivi, i servizi di cura per i minori, baby sitting, servizi di cura per persone con disabilità e servizi di supporto per persone anziane over 70. Questo è un po' l'obiettivo di quest'anno.
Tutto questo è già finanziato all'interno delle risorse che abbiamo, non c'è bisogno di ulteriori finanziamenti.
Le tempistiche sono molto strette, deve funzionare tutto al meglio, però c'è un gruppo di lavoro - e rinnovo i complimenti per il lavoro che hanno fatto fino adesso - che si sta occupando di mettere in campo tutte queste misure e ci siamo dati delle scadenze settimanali per verificare che tutto proceda in questa direzione.
Provo a venire alle risposte: lei chiede di predisporre una misura regionale strutturale continuativa di sostegno economico alle famiglie per la frequenza dei centri estivi e dei soggiorni di vacanza per minori sotto forma di voucher contributo diretto alle famiglie o di un apposito fondo a cui gli Enti locali possano attingere.
La delibera DGR 1075/2025 prevede appunto di costruire questo voucher, da non confondere come un sostegno alla famiglia, è un voucher di conciliazione, gli altri strumenti rimangono assolutamente in piedi, tutte le attività delle politiche sociali, mentre questo diventa qualcosa di nuovo che sarà ovviamente da sperimentare, da provare e da mettere nella condizione di dare la risposta che la comunità, ma direi tutti i gruppi politici, si attendono.
Le motivazioni lei le ha dette bene, non le sto a ripetere: viviamo in una società profondamente cambiata rispetto al passato, che cambierà ancora, ci sono nuove famiglie, diverse opportunità, per fortuna a qualcuno la pensione, se pur tardiva, arriverà, qualcun altro invece, i nostri giovani, non sapranno bene se ce l'avranno, però tutto questo comporta delle difficoltà, soprattutto quando i servizi pubblici, quelli essenziali, non sono erogati.
Occuparsi quindi di costruire questa misura è dovere dovuto da parte nostra. Riuscire a dimensionarla in termini di risorse finanziarie lo vedremo.
La seconda risposta a "Implementare la misura, in caso di risposta affermativa, con una definizione chiara di criteri equi e progressivi basati sull'Isee, garantendo particolare attenzione alle famiglie con più figli, ai nuclei monogenitoriali e alle famiglie con minori con disabilità. Una parte di questa risposta gliel'ho già data, sicuramente la base Isee ci sarà, però cercando di avere una visione inclusiva, perché poi il tema della conciliazione rivolto a genitori che lavorano va misurato anche su Isee che permettano poi di accedere a questi fondi, altrimenti il rischio è che poi alcune fasce stiano indietro, perdano delle opportunità e poi, viceversa, diventino poi scelte che comportano scelte successive magari nella conciliazione dei figli con rinuncia di tempo lavoro o ore di lavoro.
Isee sì ma con l'idea che sia un Isee che comprenda almeno una fascia di famiglie che lavorano e che ne hanno bisogno, poi, ripeto, quanto riusciremo a dargli lo vedremo una volta fatte tutte le proiezioni di stima.
L'ultima risposta a "Prevedere una misura, in caso di risposta affermativa, l'individuazione dei soggetti erogatori tramite apposita procedura di accreditamento che definisca i seguenti criteri: i requisiti minimi del soggetto accreditato, l'esperienza nel settore".
Qui so che la mia risposta non sarà esattamente quello che lei pensa. Nella prima fase la rete di conciliazione sarà una rete di conciliazione molto larga per l'indirizzo politico che io darò, perché il rischio altrimenti è di togliere delle opportunità, soprattutto delle opportunità ai territori. Non tutti i territori hanno una rete di servizi così ampia, l'obiettivo è costruire la rete di conciliazione e poi lavorare su questa rete di conciliazione per arrivare magari a un accreditamento più selettivo nei prossimi anni, comunque nel lavoro che faremo, prima di tutto dobbiamo creare delle opportunità, perché, se siamo troppo selettivi nella fase iniziale, il rischio è che vengano a mancare delle opportunità per le famiglie e venga anche a mancare il tema della conciliazione.
Ovviamente detto questo ci sarà molta attenzione perché questi servizi possano rappresentare la qualità che noi tutti esigiamo per la cura dei nostri figli, soprattutto quando sono piccoli, minori e hanno bisogno di tutte le attenzioni del caso.
È quindi un lavoro in progress, credo che ne parleremo ancora e sono disponibile ovviamente anche a dare ulteriori informazioni su quello che stiamo provando a fare nei ristretti tempi che rimangono.
Président - Pour la réplique la parole au collègue Torrione.
Torrione (AVS) - Grazie, Assessore, per le puntuali risposte che confermano, in effetti, alcuni aspetti estremamente positivi di queste misure.
Mi permetto solo, nel breve tempo che ho a disposizione, di segnalare alcuni punti che, dal nostro punto di vista, sono comunque da attenzionare; peraltro giustifico assolutamente i tempi perché capisco che non... Quindi speriamo e facciamo tutti il tifo perché possiate rispettare i tempi che lei ha detto.
Vado un po' in ordine sparso, primo elemento: l'attenzione che noi abbiamo posto nell'interpellanza ai criteri per i soggetti erogatori parte da due considerazioni: una è l'equità rispetto alla concorrenza, perché effettivamente il mercato offre un panorama estremamente variegato.
Come ho detto prima, si passa dalla parrocchia che utilizza la peer education facendo lavorare ragazzi di 14 anni a fare gli animatori, assistenti di pari, al grande ventaglio dell'offerta delle società sportive, che anche in questo caso, ben venga peraltro, però spesso sono centri estivi mascherati da attività sportive, perché ovviamente sennò non potrebbero utilizzare i famosi 7.500 euro di cui ho parlato prima, e poi c'è il mondo, in particolare ma non solo, delle cooperative sociali che ovviamente sono assoggettate ai contratti collettivi nazionali e che quindi pagano almeno il 40% in più i propri dipendenti rispetto alle società sportive, e non parlo ovviamente di quanto siano pagati gli animatori delle parrocchie.
È giusto quindi che la Regione attenzioni quest'elemento per un'equità di concorrenza, perché comunque, visto che si sta lavorando sul terzo settore e sul valore che il terzo settore ha, è giusto anche che non venga penalizzato in un settore nel quale, se guardiamo i dati, è sparito fondamentalmente dal mercato in questi ultimi dieci anni.
L'altro elemento di qualità di cui bisogna tenere conto è appunto la formazione del personale, quindi quello che mi permetto di segnalare - capisco che non volete ridurre la platea - è che alcuni requisiti che ritenete sostanziali da porre io forse li metterei, perché sennò andiamo veramente incontro ai difetti e ai limiti che ho citato prima.
Altro elemento, correttissimo il ragionamento sull'Isee - adesso mi spiace non ci sia in aula il collega Carrel che mi sembra che abbia sollevato in un'iniziativa in passato il tema dell'Isee - è corretto quello che lei dice, tutti i ragionamenti che abbiamo fatto sul ceto medio... io poi con l'Isee ho avuto a che fare abbastanza e quello che era il valore di Isee che corrispondeva al ceto medio di una volta non è lo stesso di adesso, è cambiato radicalmente.
È chiaro quindi che il valore dell'Isee va riparametrato in base all'effettiva disponibilità di reddito delle famiglie e quindi colgo assolutamente con favore la sua segnalazione.
Che la misura siano i voucher è chiaro, sicuramente sono più flessibili di una misura come una volta per cui si davano dei fondi ai Comuni o alle Unités perché loro organizzassero i centri estivi che, tra l'altro, penalizzavano le strutture in maniera importante, quindi mi va bene la formula dei voucher, è chiaro che bisogna capire le modalità e i vincoli di utilizzo di questi voucher e soprattutto il quantum. Immagino che voi abbiate fatto delle stime, io prima ho presentato dei costi, credo che siano anche da voi conosciuti, credo che nel quantum del voucher i ragionamenti su quanto effettivamente costino i servizi sia necessario farli.
