Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 664 du 2 décembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 664/VII - Disegno di legge concernente: "Bilancio di previsione della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1983 e per il triennio 1983 - 1985".

PRESIDENTE: Se non ci sono dichiarazioni di voto il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sull'art. 3 del disegno di legge n. 447, pertanto do lettura di tale articolo.

Art. 3

(Erogazioni al Consiglio regionale)

I fondi iscritti nello stato di previsione della spesa ai capitoli 20000 e 20050 sono messi a disposizione del Consiglio regionale mediante mandati di pagamento da commutarsi in quietanza di versamento nel conto aperto presso l'Istituto bancario gestore del servizio di cassa del Consiglio stesso.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 3 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: diciannove

Votanti: diciotto

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: tredici

Contrari: cinque

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4.

Art.' 4

(Fondo di riserva per spese obbligatorie)

L'elenco delle spese obbligatorie, di cui al terzo comma dell'art. 38 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, è annesso alla presente legge (allegato 6).

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento dal fondo di riserva di cui al capitolo 50750 di somme da iscrivere, sulla base di quanto stabilito dall'art. 38 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, ai capitoli compresi nell'elenco di cui al comma precedente.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 4 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventuno

Votanti: venti

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: quattordici

Contrari: sei

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5.

Art. 5

(Fondo di riserva per le spese impreviste)

Ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 39 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, sono considerate spese impreviste quelle indicate nell'elenco n. 7 annesso alla presente legge.

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento di somme dal fondo di riserva per le spese impreviste, di cui al cap. 50800, per l'iscrizione delle stesse in capitoli di spesa, non inclusi nell'elenco di cui al precedente art. 4, a fronte di spese di assoluta necessità nell'ambito delle funzioni regionali e che non impegnino i futuri bilanci.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 5 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventidue

Votanti: ventuno

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: quindici

Contrari: sei

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6.

Art. 6

(Riassegnazioni di residui perenti)

Ai sensi dell'art. 38, commadella legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, è iscritto al capitolo 50810 dello stato di previsione della spesa, apposito fondo per la riassegnazione dei residui passivi dichiarati perenti agli effetti amministrativi e reclamati dai creditori, secondo quando disposto dall'art. 64 comma 3° della legge stessa.

I prelevamenti di somme dal predetto fondo e la loro reiscrizione in appositi capitoli di spese obbligatorie, sono effettuati con provvedimenti della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 6 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventitrè

Votanti: ventidue

Astenuti: uno (Minuzzo)

Contrari: sei

Favorevoli: sedici

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 7.

Art. 7

(Assegnazioni di fondi statati)

Ai sensi dell'art. 42, comma 1°, della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare variazioni al bilancio per l'esercizio 1983, per l'iscrizione di somme derivanti da assegnazioni dello Stato destinate a scopi specifici in appositi capitoli della parte entrata e nei corrispondenti capitoli della parte spesa.

I provvedimenti della Giunta regionale di cui al comma precedente sono comunicati al Consiglio regionale entro quindici giorni dal loro perfezionamento.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 7 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventitrè

Votanti: ventidue

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: sedici

Contrari: sei

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 8.

Art. 8

Ai sensi dell'art. 42, comma 4°, della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare variazioni al bilancio per l'esercizio 1983 per l'iscrizione, in capitoli istituiti o da istituire, di nuove o maggiori spese a carattere continuativo disposte, a partire dall'anno 1982, da leggi regionali entrate in vigore dopo l'approvazione del bilancio medesimo, la cui copertura finanziaria sia adeguatamente prevista in fondi globali del bilancio stesso.

I provvedimenti della Giunta regionale di cui al comma precedente sono pubblicati per estratto nel Bollettino Ufficia le della Regione e diventano esecutivi a tutti gli effetti il giorno successivo a quello della loro pubblicazione.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 8 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventitrè

Votanti: ventidue

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: sedici

Contrari: sei

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 9.

Art. 9

(Determinazione di spese in base a legge di bilancio)

Le autorizzazioni di spesa per l'esercizio 1983 concernenti leggi regionali attualmente in vigore, che regolano attività ed interventi di carattere continuativo o ricorrente e che rinviano la loro determinazione alla legge di bilancio, sono disposte dalla presente legge negli importi indicati in corrispondenza di ciascun capitolo di spesa di cui all'allegato stato di previsione della spesa.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 9 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventitrè

Votanti: ventidue

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: sedici

Contrari: sei

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Prima di passare alla votazione dell'art. 10, esaminiamo gli allegati, per cui do lettura di:

Allegato n. 1: pag. 177

Allegato n. 2: pag. 179-181

Allegato n. 3: pag. 183-185-186-187-188-189 190-191

Allegato n. 4: pag. 193-195-196-197-198-199-200-201-202-203-204-205-206-207-208-209-210-211-212-213-214-215

Allegato n. 5: pag. 217-219-220

Allegato n. 6: pag. 221-222-223-224-225-226 Allegato n. 7: pag. 227 (Elenco delle spese impreviste) - 229

Allegato n. 8: pag. 231-233.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Negli emendamenti che avevamo proposto, tra gli interventi a carattere generale del fondo globale, per la parte "Funzioni normali, spese correnti" c'erano alcuni interventi tra cui anche il fondo di solidarietà per altri paesi.

Vorrei sapere dalla Giunta come mai non è stato previsto alcunché e quali intenzioni ci sono di rispettare, in questo caso, decisioni unanimi del Consiglio.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Vorrei sapere, se è possibile, a che cosa si riferiscono i 500.000.000 destinati nel fondo globale alla ristrutturazione dei servizi dell'Amministrazione regionale.

PRESIDENTE: Se non ci sono altri che richiedono chiarimenti sui fondi globali, do la parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Per quanto riguarda la seconda domanda è in corso l'esame di una ristrutturazione dell'Assessorato alle Finanze e della Segreteria Generale,

Per quanto riguarda la prima domanda fatta dal Consigliere Mafrica, più volte è già stato illustrato che siamo in contatto con la CEE e siamo in attesa del progetto di intesa con la CEE.

I 500.000.000 sono disponibili nel fondo di riserva, ma in proposito abbiamo dichiarato di essere disponibili, qualora necessario, per una somma più elevata.

PRESIDENTE: Continuiamo con la lettura di:

Allegato n. 8: pag. 234-235-236

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Nei nostri emendamenti era anche previsto un intervento che teneva conto della costituzione dell'ottava Comunità Montana. Poiché, invece, qui la cifra destinata alla Comunità Montana rimane invariata rispetto a quel la dell'anno scorso, vorremmo sapere se verrà presentato comunque, qualche provvedimento legislativo o se verrà usato qualche criterio particolare.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Nei fondi globali non sono previsti finanziamenti per la legge n. 73 del 1979 che concerne l'acquisizione di un patrimonio pubblico per insediamenti residenziali e produttivi.

Siccome gli anni passano e questa legge rinvia al successivo provvedimento l'individuazione del fondo, vorrei sapere per quali ragioni questa legge viene disattesa.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Non è disattesa in quanto con il decentramento, i Comuni, volendo possono benissimo acquistarsi un patrimonio pubblico.

La legge non è finanziata individualmente, cioè non è più una legge di settore, ma è una legge generale che può essere finanziata con i fondi messi a disposizione di tutti i Comuni.

Per quanto riguarda l'ottava Comunità Montana, ho già risposto ieri parlandone con il Consigliere Mafrica, che si attende un incontro con i Walser perché diverse spese erano state direttamente assunte dall'Assessorato della Pubblica Istruzione; non appena saremo pronti, con le idee chiare in materia, interverremo probabilmente con un provvedimento legislativo ad hoc, a favore appunto, di questa Comunità Montana.

PRESIDENTE: Do lettura di:

Allegato n. 8: pag. 237-238-239

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol.-Nuova Sinistra): Nel fondo globale è previsto un collegamento autostradale Aosta - Courmayeur per un costo di 25 miliardi.

Io chiedo se, visto che questi sono destinati alla costruenda autostrada - o strada a più carreggiate - c'è la volontà della Giunta di utilizzare una parte di questi fondi - eventualmente d'accordo con l'ANAS - per effettuare il rassetto dell'attuale arteria stradale che collega Aosta a Courmayeur in modo che assicuri un minimo di garanzia di sicurezza e di scorrimento.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): la risposta alla domanda del Consigliere Carlassare evidentemente è no perché a mente dell'art. 8 della recente legge sul riordino della rete autostradale italiana, si tratta di avere - per mezzo del predetto articolo - attraverso. una società particolare, la concessione della costruzione del tratto stradale compreso tra la fine della cosiddetta tangenziale ed il Traforo del Monte Bianco, il cui costo si aggira sui 500 miliardi di lire.

Non vediamo come si possano sottrarre soldi ad un'impresa di questo genere, già costosissima, il cui finanziamento è già difficile da reperire, per fare opere sulla SS. 26 di specifica competenza dell'ANAS.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Non so se le risposte date l'altro ieri da Tamone coincideranno o meno con quelle che mi darà la Giunta su due provvedimenti, il primo dei quali è quello relativo al quartiere Cogne. cui si procede con una seconda rata di 3 miliardi.

Noi eravamo dell'idea - se possibile - di fare l'operazione quest'anno.

Vorremmo sapere dal Presidente della Giunta se ritiene di dover continuare con quella gradualità, o se non ritiene più opportuno invece recuperare tutta la proprietà e risolvere in seguito una serie di problemi aperti fra gli attuali abitanti e Nuova Sias per poi procedere con la dovuta tranquillità e senza il pericolo che qualcun altro acquisti una porzione del quartiere, che magari può interessare.

La seconda domanda è relativa alla possibilità, da parte della Regione, di affidare la progettazione di massima concernente l'ammodernamento della linea ferroviaria tra Pont-Saint-Martin e Pré-Saint-Didier e la realizzazione di un tunnel ferroviario fra Aosta e Martigny.

Secondo noi, il fatto che la Regione si impegni in questa progettazione potrebbe rappresentare qualcosa di concreto rispetto a cose che invece restano sempre abbastanza generiche.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Per quanto riguarda le progettazioni per le ferrovie, la risposta è no. Abbiamo avuto delle esperienze in materia, tali che per un semplice ponte ferroviario sono state fatte anche quattro progettazioni! Non vediamo perché dovremmo fare delle progettazioni a vuoto, come nel caso di Issogne e di Pontey, alcuni anni fa.

Per quanto concerne l'altro caso: primo, nessuno comprerà il quartiere Cogne; secondo, non vediamo perché dovremmo essere noi a risolvere i problemi fra gli attuali abitanti e la Nuova Sias; terzo, almeno fino a qualche giorno fa, Aosta, come Torino, Roma, Napoli, Bologna e non so quali altre grandi città, figurava nell'elenco delle città che saranno finanziate per la famosa esperienza cittadina, e per la quale saranno dati 6 miliardi di lire.

Quindi, se la cosa dipende da noi, andiamo avanti a tranches; se ci sarà uno stanziamento straordinario statale lo impiegheremo nel quartiere Cogne per costruire e non per acquistare ancora.

Comunque, la nostra idea è quella di andare avanti a tranches.

PRESIDENTE: Do lettura di:

Allegato n. 8: pag. 240 (Riepilogo dell'allegato n. 8)

Allegato n. 9: pag. 241-243-244-245-246-247

Allegato n. 10: pag .249-251.

PRESIDENTE: Terminato l'esame degli allegati, metto in approvazione l'art. 10 del quale do lettura.

Art. 10

(Allegati al bilancio annuale)

Sono approvati i seguenti allegati al bilancio per l'anno finanziario 1983:

Allegato 1 - quadro di classificazione della spesa regionale;

Allegato 2 - quadro generale riassuntivo delle entrate e delle spese;

Allegato 3 a) - prospetto delle entrate derivanti da assegnazioni dello Stato con specifico vincolo di destinazione in base all'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281 e da assegnazioni in corrispondenza di delega di funzioni amministrative a norma dell'art. 4, 2° comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4;

Allegato 3 b) - prospetto delle spese, distinte per capitoli, aventi le destinazioni di cui alle assegnazioni predette;

Allegato 4 - prospetto delle spese per l'adempimento delle funzioni normali e delle spese per ulteriori programmi di sviluppo;

Allegato 5 - prospetto delle spese classificate secondo l'analisi funzionale (sezioni) ed economica (categorie);

Allegato 6 - elenco delle spese obbligatorie;

Allegato 7 - elenco delle spese impreviste;

Allegato 8 - elenco dei provvedimenti legislativi in corso per ciascun fondo globale;

Allegato 9 - elenco delle garanzie fideiussorie principali e sussidiarie prestate dalla Regione;

Allegato 10 - dimostrazione della formazione del saldo finanziario presunto dell'esercizio 1981.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 10 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: ventotto

Votanti: ventisette

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: diciannove

Contrari: otto

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'art. 11 del quale do lettura:

Art. 11

(Bilancio pluriennale)

E' adottato e approvato il bilancio pluriennale per il triennio 1983 - 1985 annesso alla presente legge (allegato C).

PRESIDENTE: L'art. 11 contiene l'allegato "C" del quale proporrei se ne desse lettura pagina per pagina.

La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Questo documento, per la volontà riconosciuta nella relazione introduttiva al bilancio, ha una validità puramente formale; non costituisce assolutamente un documento programmatorio, per cui non interverremo su questo documento.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Quanto ha detto il Consigliere Mafrica corrisponde esattamente a verità, per cui concordiamo con quanto da lui sostenuto.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol.- Nuova Sinistra): Indipendentemente dagli obblighi di legge e tenuto conto della considerazione che si dà al documento, chiedo semplicemente se vale la spesa di farlo.

Ritengo che sia una grave lacuna perché il bilancio pluriennale dovrebbe, per grandi linee, determinare quella che è l'ipotesi d'intervento della Regione. Mi pare si dica che non esiste alcuna volontà, non solo programmatoria, ma neanche di stabilire per grandi linee cosa si vuol fare nei prossimi anni.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Mi sembra difficile fare un discorso di alternativa e poi, con un documento che non ha valore, cercare di vincolare una futura assemblea.

Collega Carlassare, la logica è quella che è.

PRESIDENTE: Visto che il Consiglio è d'accordo di dare per letto l'allegato "C" metto in approvazione l'art. 11.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: trenta

Votanti: ventinove

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: sedici

Contrari: otto

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 12 concernente l'urgenza del provvedimento.

Art. 12

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'art. 12 nel testo suddetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: trenta

Votanti: ventinove

Maggioranza: diciotto

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: ventuno

Contrari: otto

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: Finita la votazione palese concernente gli articoli, la parola al Consigliere Mafrica per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Noi esprimiamo voto negativo sul bilancio per una serie di ragioni che credo di dover riprendere.

Innanzitutto abbiamo contestato i metodi con i quali è stata preparata la discussione del bilancio, la quale è stata anticipata per ragioni che non abbiamo ritenuto sufficientemente giustificate.

Si è continuato a fare riferimento a possibili emendamenti da parte del Ministro del Tesoro alla legge finanziaria e ancora non si è concluso l'iter della formazione del nuovo Governo. Riteniamo che 8 giorni di più avrebbero consentito una discussione più approfondita del bilancio.

Il fatto che contestiamo di più è la mancata consultazione delle organizzazioni sindacali: questo ci sembra un segno negativo e un distacco dalla società viva che, indubbiamente, non corrisponde alla nostra visione dell'attività politica.

Inoltre lamentiamo un soffocamento dell'attività delle Commissioni; l'unico settore che è stato discusso in Commissione, il settore della Pubblica Istruzione, è quello che poi ha portato via meno tempo nell'esame degli allegati al bilancio.

Oltre che i metodi, abbiamo criticato anche l'impostazione generale del bilancio. A nostro giudizio, si tratta innanzitutto di una impostazione riduttiva. Si è detto che di fanno degli interventi di tamponamento rispetto ai problemi posti dalla crisi.

A nostro avviso, occorre guardare con più attenzione al futuro, occorre programmare e non dare per scontato che la programmazione non è possibile.

A nostro avviso, si produce una situazione negativa per l'intero sviluppo della Regione, senza una programmazione, senza la previsione di quello che potrà avvenire e con un atteggiamento rinunciatario rispetto alla crisi nazionale ed internazionale.

Abbiamo criticato nell'impostazione generale del bilancio la concezione troppo chiusa delle possibilità di azione della Regione.

Negli interventi della Giunta vi è stato un atteggiamento polemico rispetto allo Stato (noi diciamo che dovrebbe essere rispetto al Governo) ma questo atteggiamento polemico è anche un atteggiamento distaccato.

Il Governo del Paese viene considerato come fosse un Governo straniero sul quale è impossibile intervenire. Questo tipo di visione forse è legata, in qualche modo, alla visione portata dal movimento di maggioranza, relativa all'Union Valdôtaine nella Giunta stessa. Ma è una visione che paralizza, sotto molti aspetti, le possibilità della Regione Valle d'Aosta.

Noi crediamo che non basti la polemica nei confronti dello Stato e del Governo, ma riteniamo occorra l'azione politica.

Noi vediamo la possibilità di agire attraverso il Parlamento anche contro scelte del Governo. Se il Governo intende ridurre le quote spettanti alla Valle d'Aosta, il Parlamento può bocciare tali orientamenti.

E siccome, noi, nel Parlamento, pensiamo di contare, non comprendiamo come alcune forze che fanno parte della maggioranza - dalla Democrazia Cristiana, al Partito Socialista, al Partito Repubblicano - possano condividere un'impostazione così chiusa della Giunta rispetto a questo problema.

Critichiamo poi una concezione difensiva sul terreno economico: da determinati interventi fatti dal Presidente della Giunta sembra quasi che si pensi al popolo valdostano come ad un popolo abitante in un'isola sperduta in mezzo al mare.

Non dobbiamo utilizzare soltanto le possibilità di sussistenza minime. Crediamo che gli interventi tendenti a mantenere posti di lavoro in iniziative medie e piccole, siano l'unica strada possibile.

A nostro giudizio è negativo rinunciare a possibilità di intervento verso aziende e settori economici che hanno dimensioni nazionali. Secondo noi è possibile e doveroso intervenire in ciò che riguarda la Cogne; non si può semplicemente dire che è un problema delle partecipazioni statali, che è un problema dello sfascio dell'industria pubblica, che è un problema dell'acciaio italiano e della produzione dell'acciaio nel mondo.

No, è possibile intervenire e pesare! E' possibile intervenire e pesare rispetto all'ENEL. Crediamo veramente che si possa fare qualcosa anche nei confronti delle Ferrovie dello Stato, che si possa fare qualcosa nei confronti dell'ANAS, nei confronti dello SNAM, nei confronti di tutti gli enti economici che in qual che modo, hanno un riferimento preciso nella nostra Regione.

Questa è una critica alla politica annunciata dalla Regione che abbiamo sempre fatto e che ribadiamo.

Oltre a criticare l'impostazione generale del bilancio, abbiamo fatto anche numerose critiche nel merito: innanzitutto non abbiamo condiviso i criteri con i quali è stata impostata l'entrata del bilancio. Conosciamo tutti il detto valdostano che è opportuno tenersi là mela per la sete. Questa ci sembra una concezione rispettabile che certamente è legata alla storia e al carattere del popolo valdostano.

Non ci pare però che detta concezione debba essere trasferita in un bilancio della Regione Valle d'Aosta, la quale pretende di essere una Regione moderna.

Noi crediamo che sarebbe stato più opportuno mostrare meno prudenza circa le previsioni di entrata ed affidarsi di più a calcoli ragionevoli per individuare la quota relativa alla Valle d'Aosta.. In questo modo sarebbero stati altri a contestare le cifre e alla Regione sarebbe toccato rivendicare le proprie spettanze.

Inoltre abbiamo criticato i capitoli di spesa. Tra le spese a carattere generale, avevamo detto che sarebbe stato opportuno prevedere un fondo di solidarietà per i paesi del terzo mondo. Prima ci ha risposto il Presidente della Giunta che si farà qualcosa. Oramai però è passato più di un anno dai primi incontri con il Comitato di solidarietà con il Nicaragua.

Per esempio, ci sembra siano passati numerosi mesi dall'incontro con la Cooperativa "Il sentiero" la quale proponeva interventi nell'Alto Volta, senza che siano state prese iniziative.

Un fondo di solidarietà di questo tipo sarebbe stato un segno di sensibili politica, un segno di apertura ai problemi esistenti fuori dai confini della Valle d'Aosta; sarebbe stato un segno di partecipazione, anche come uomini, ai problemi di altri popoli.

Abbiamo detto che, a nostro giudizio, sarebbe stato opportuno prevedere già in questo bilancio, un fondo per intervenire a favore dei cittadini bisognosi per il pagamento dei tickets.

Non crediamo che su quella strada sia facile bloccare intenzioni che sono state ripetutamente espresse a livello governativo. Crediamo che il bilancio regionale debba e possa intervenire a favo re dei cittadini valdostani bisognosi, soprattutto per il pagamento dei tickets ospedalieri che sono veramente rilevanti.

Sempre per gli interventi di carattere generale, avremmo visto con molto favore - ma su questo abbiamo trovato la chiusura più assoluta - un fondo per l'anticipo della cassa integrazione guadagni per i lavoratori di aziende in crisi.

In proposito ci è stato detto che la Regione non può sostituirsi allo Stato e che ciò avviene già in troppi casi.

Non ci sembra giusto però che questo intervento sostitutivo della Regione non si possa fare soltanto per i lavoratori dell'industria. Per tutti gli altri settori produttivi, in qualche modo, la Regione interviene; in questo caso non interviene.

Nel settore della finanza locale abbia mo criticato la dimenticanza della recente istituzione della Comunità Walser e abbiamo affermato che le Comunità Montane continuano ad essere penalizzate. Per quello che riguarda l'assetto del territorio abbiamo esposto le nostre idee rispetto all'acquisto del quartiere Cogne.

Rispetto alla politica della casa, a nostro giudizio, non si può lasciare ai Comuni, nel fondo previsto per le opere pubbliche, il compito di acquisizione dell'edilizia da destinare all'abitazione: occorre il sostegno regionale.

Anche per il quartiere Cogne crediamo che avere la proprietà di tutta l'area da recuperare, sia la premessa per affrontare e risolvere il problema.

Sempre riguardo agli interventi per il territorio, nei nostri emendamenti era presente la necessità di fare qualcosa per la vecchia statale 26, anche prima del collegamento tra Aosta ed il Traforo i cui tempi di realizzazione saranno comunque lunghi.

Nel settore dei trasporti avevamo previsto la possibilità da parte della Regione, di ammodernare la linea ferroviaria tra Pont-Saint-Martin e Pré-Saint-Didier e la possibilità di un progetto per il tunnel ferroviario tra Aosta e Martigny.

Ci sembra che presentarsi, in questo caso, con le carte in regola e con un progetto, rappresenti un concreto intervento della Regione e uno strumento di pressione nei confronti del Ministero dei Trasporti.

A queste critiche che ho ricostruito, credo debbano essere aggiunte anche le critiche specifiche fatte per i settori economici dalla dispersione delle spese in agricoltura che abbiamo rilevato con cifre percentuali, e per la politica tradizionale che viene ancora perseguita dalla Finanziaria valdostana nel settore industriale.

Nel campo del turismo abbiamo criticato l'inadeguatezza degli interventi, assolutamente insufficienti per tutto il territorio.

In quanto al settore della salute abbiamo rilevato come ci sia un peggioramento dei servizi (esempio: i consultori) e come non sia stata ancora risolta l'annosa questione dell'Ospedale Mauriziano.

Queste critiche che ho ricordato in modo puntiglioso, vogliono dimostrare come la nostra posizione, rispetto alla Giunta regionale, non presenti alcuni di quei caratteri di ambiguità che alcune forze politiche, dal Partito Socialista (non in questo Consiglio, ma in dichiarazione del suo Segretario) ai Democratici Popolari, continuano ad attribuire al Partito Comunista.

Non c'è alcuna ambiguità nella posizione del Partito Comunista! La Presidenza del Consiglio, le Presidenze di Commissione sono, a nostro giudizio, ruoli istituzionali che devono essere assegnati senza alcuna discriminazione tra le forze politiche, senza alcun riguardo a problemi di maggioranza.

Non si può lottizzare tutto e bisogna smettere di lottizzare tutto in questo Paese! Non si può continuare a lottizzare fino all'ultimo spazzino del più piccolo Comune! Per dare l'esempio bisogna cominciare a non lottizzare le assemblee elettive in cui ci sono le forze che rappresentano il popolo.

Sto facendo il discorso delle cariche istituzionali e ho detto che non si può lottizzare tutto di questo Paese.

Quindi, prendere questa questione come esempio di ambiguità del Partito Comunista è un alibi per le forze che lo fanno, e che per loro ragioni, non vogliono riconoscere, nella loro oggettività, le posizioni del nostro partito.

Mi sembra un esame analogo a quello fatto a livello nazionale, per cui si continua a sottoporre il Partito Comunista all'esame dell'autonomia da Mosca, senza tenere conto delle posizioni effettivamente prese in termini di politica internazionale, senza tenere conto delle posizioni rispetto alla politica estera italiana.

Probabilmente, alcune forze, pur criticando il sistema di potere della Democrazia Cristiana restano all'interno di questa logica, a livello nazionale e cercano spazi in quel contesto per timore di una perdita di consensi elettorali.

Nel nostro documento congressuale, chiariamo la posizione alternativa dei Comunisti rispetto alla Democrazia Cristiana e la dichiariamo posizione che mira ad interrompere un sistema di potere che nel Paese ha fatto ormai il suo tempo.

Quindi sono questioni di gestione dell'Amministrazione pubblica, sono questioni di distribuzione del prodotto nazionale, di distribuzione equa dei sacrifici.

In questo senso noi lavoriamo per una alternativa a livello nazionale e lavoriamo per un'alternativa a livello regionale perché ci sembra che questa Giunta sia imperniata nella logica di potere della D.C. al punto che anche alcune forze che fanno parte della maggioranza lamentano l'esistenza di un asse privilegiato tra a Democrazia Cristiana e l'Union Valdôtaine.

Esiste, ovviamente, un problema di come e con chi fare l'alternativa; noi diciamo che non è solo un problema nostro.

Ci chiediamo se alcune forze ritengano che possa essere sostenibile a lungo una situazione in cui il ristretto spazio politico messo a loro disposizione sia inquadrato all'interno di un disegno che tende ad emarginarle.

Ci chiediamo anche come a stessa Union Valdôtaine pensi al futuro, se, come è stato detto da qualcuno in questa aula, il Governo Fanfani toglierà le entrate della Valle d'Aosta e se ci fosse un voto contrario del Senatore unionista, rispetto al Governo. Cosa avverrebbe rispetto alle alleanze locali?

Noi crediamo che siano valide le nostre critiche all'Union Valdôtaine per ciò che riguarda l'egemonismo di questa forza e la sua arroganza.

Sono critiche queste che noi facciamo e faremmo nei confronti di qualunque altra forza la quale dimostrasse nell'esercizio del potere le stesse caratteristiche.

Crediamo che esistano concezioni diverse dell'autonomia e chiediamo all'Union Valdôtaine come intende mantenere l'equilibrio tra industria, turismo ed agricoltura, come rendere produttiva l'agricoltura, come difendere il territorio, quali ceti sociali privilegiare nell'attività amministrativa.

A nostro giudizio è necessaria un'alternativa sia nel Governo del Paese; sia nel Governo della Valle d'Aosta, nella quale sia presente un partito che da molti anni è portatore di un programma di risanamento e rinnovamento.

Noi crediamo che il nostro partito rappresenti, nella nostra Regione, un punto di riferimento per quelle forze, per quei settori sociali che non hanno rinunciato ad un futuro di sviluppo dell'economia, che non hanno rinunciato ad un futuro di miglioramento della qualità della vita e di maggiore capacità di autogoverno da parte del popolo valdostano.

Per queste ragioni, oggi, noi votiamo contro il bilancio.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Il Presidente della Giunta nel suo intervento di chiusura della discussione generale sul bilancio, ha fatto un'analisi puntuale e corretta della situazione politica ed economica, sia nazionale che regionale.

Io condivido questa analisi e non è quindi un caso che il mio intervento non abbia fatto alcuna critica sulla parte "entrate" del bilancio e sulla loro stima.

Condivido la prudenza che è stata adottata per queste stime. Essendo consapevole di quante siano le variabili che influenzano l'andamento dei tributi soggetti al riparto, ritengo infatti che qualsiasi conteggio che non si ispiri alla prudenza potrebbe essere pericoloso, se non addirittura arbitrario.

Né si può dimenticare che si tratta di grandezze sempre opinabili e sulle quali non esiste alcuna possibilità di manovra da parte della Regione.

Condivido quindi il progetto di bilancio per quanto riguarda la stima delle "Entrate".

Le mie critiche infatti, si sono incentrate nel primo intervento, sulle "Spese", ma gran parte di queste critiche me le sarei potute risparmiare se quanto ha dichiarato il Presidente della Giunta, chiarendo i principi e indirizzi assunti dalla Giunta per formare il progetto di bilancio, lo avessi saputo prima del dibattito consiliare.

Questo perché non mi basta constatare che è stato effettuato uno stanziamento per una determinata opera, ma mi occorre la certezza che dietro allo stanziamento esiste una ben determinata volontà politica di realizzarlo.

Questa necessità assume, a mio avviso, una particolare rilevanza per il bilancio del 1983 che dovrà scontare difficoltà di cassa, in conseguenza di inadempienze e ritardi da parte dello Stato nell'alimentare i flussi delle entrate della nostra Regione. Nel mese di dicembre dello scorso anno, pochi giorni dopo che era giunta la notizia ufficiale che il Presidente Pertini aveva promulgato la legge 690 sul nuovo ordinamento finanziario, il sottoscritto, che non faceva parte della maggioranza, aveva inviato al Presidente della Giunta un documento nel quale venivano esposti alcuni impegni di rilevante importanza che dovevano, ad avviso del Partito Repubblicano, trovare spazio nel bilancio di previsione, in conseguenza del fatto che era stato approvato il riparto fiscale.

Tutte quelle proposte, meno una, furono condivise dalla Giunta e trovarono spazio nel bilancio.

Dico questo non perché io sia così ingenuo e presuntuoso da credere di avere influito o suggerito questi interveti alla Giunta, ma perché il fatto di avere constatato in modo reale che vi erano delle concordanze su alcuni punti che noi ritenevamo fondamentali circa quelli che erano gli indirizzi della Giunta, mi aveva consentito, allora, di intervenire sul bilancio, con un taglio ben diverso da quello del mio intervento dell'altro giorno.

Quest'anno, essendo entrato nella maggioranza, non ho ritenuto di dovere preparare alcun documento per il Presidente della Giunta poiché mi aspettavo di essere consultato dall'esecutivo, su quelli che erano gli indirizzi e le idee che si volevano esporre e concretizzare attraverso a formazione del bilancio di previsione. Questa consultazione non c'è stata per cui io stigmatizzo il comportamento dell'esecutivo nei confronti del Partito Repubblicano.

Per quanto riguarda l'Assessore Chabod ho qualche difficoltà a definirlo, mi sembra un oggetto misterioso; dapprima mi sembra di poter intravedere nel suo comportamento, un rispetto della massima evangelica che consiglia di andare nel mondo col candore della colomba e l'astuzia del serpente, ma poi, al termine di questa lunga discussione, mi sembra che, tutto sommato, l'Assessore Chabod vesta i panni dell'agnello.

Questo mi preoccupa perché l'Assessore alle Finanze si trova nell'occhio di quel grande ciclone che è la crisi economica che sta travolgendo l'Italia e anche la nostra Regione; quindi, non i panni dell'agnello dovrebbe vestire, bensì quelli del mastino.

E questi panni del mastino dovrebbero risultare con estrema chiarezza, sia nei confronti dello Stato per ottenere il rispetto degli impegni che ha assunto con legge, sia verso i colleghi di Giunta di cui dovrebbe tenere costantemente sotto controllo a spesa per verificare la compatibilità di questa con la situazione di cassa.

Senza volere fare del facile allarmismo o del terrorismo economico, non possiamo ignorare che nel corso dell'esercizio saremo costretti a variazioni di bilancio, non per modificare scelte che possono risultare economicamente non perfettamente equilibrate in funzione della crisi, ma per necessità connesse alla situazione di cassa.

Quindi la funzione dell'Assessore alle Finanze, in una situazione di questo genere, assume, secondo noi, una particolare rilevanza.

Ecco perché io credo che la maggioranza dovrebbe con immediatezza e tempestività, procedere alla nomina di un Assessore titolare.

Non vi è alcuna questione personale nei confronti dell'Assessore Chabod, ma il caso vuole che sulle sue spalle ricada la responsabilità di due Assessorati che sono quelli maggiormente coinvolti nella crisi economica.

Non gli si può chiedere di fare l'uno e l'altro con compiutezza e quindi è giusto che questa nomina venga fatta nel più breve tempo possibile.

Anche di questo mi lamento, non solo nei confronti della Giunta, ma dell'intera maggioranza e posso farlo senza tema di essere sospettato di ambizioni particolari perché proprio per facilitare questa nomina, il Partito Repubblicano si è tolto di mezzo, si è messo da parte riconoscendone l'importanza.

Se mi è consentito, poiché ho il dubbio che questa situazione non verrà risolta se le cose continueranno ad andare come stanno andando, vorrei dare un suggerimento all'Assessore Chabod.

Siccome nel corso della discussione mi è parso di rilevare che l'esperto del Gruppo consiliare della D.C. è il collega Ricco, vorrei pregare l'Assessore Chabod di non dare troppo retta al collega Ricco, perché nel suo intervento ha voluto partorire una frase celebre, ed ha finito per abortire un sillogismo terribile, che deve aver fatto rivoltare nella tomba Aristotele: ha detto che se questo è un bilancio elettorale va a favore degli elettori e se va a favore degli elettori è un buon bilancio.

Questo è in sintesi ciò che volevo dire per giustificare il voto favorevole a questo bilancio.

Per guanto riguarda la parte "Entrate" è un voto favorevole senza condizioni; per guanto riguarda la parte "Spese" è un voto favorevole a denti stretti; ma soprattutto vorrei che nel prosieguo della legislatura, che ormai è breve, cambiassero un tantino le cose per quanto riguarda i rapporti interni alla maggioranza perché da parte mia non vi è alcuna vocazione a fare il suddito, ma vi è piuttosto la vocazione a fare il cittadino e quindi a non accettare con acquiescenza acritica tutto quanto viene fatto dalle altre forze di maggioranza.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

PEDRINI - (Ind. P.L.I.): Prima della lettura del bilancio, nel mio intervento avevo detto qual era la posizione del Partito Liberale. Non mi resta che ribadire, sia pure brevemente, senza altre ulteriori analisi particolareggiate, che il Partito Liberale voterà tramite il sottoscritto, a favore di questo bilancio.

Noi non abbiamo condizioni da porre, né le vogliamo porre sotto alcun profilo, vogliamo soltanto riaffermare quel la che è la nostra autonomia nel senso che questo voto va inteso sino a che le cose sono condotte come sono state condotte nel passato e cioè chiaramente e con una impostazione, secondo noi, valida.

Non si può pretendere la perfezione; a volte si commettono errori e questo lo comprendiamo. Abbiamo rilevato alcune cose che veramente ci hanno lasciati stupiti per la loro impostazione, non ultima quella di avere pagato i miliardo per un certo locale che probabilmente... ma lasciamo perdere perché se entriamo nei dettagli andiamo al di là delle cose.

Una cosa è certa: con questa dichiarazione di voto e col nostro impegno a mantenerla desideriamo incoraggiare e spronare l'esecutivo a continuare su questa strada di serietà e di impegno intrapresa a favore della popolazione valdostana.

Non vorremmo vedere, come è già successo nel passato, raggiri all'ultimo minuto, assegni vari che arrivano al momento opportuno per il sussidio a Tizio o a Caio o per il contributo a qualcun altro.

Penso che questo clima che vi era nel passato sia superato dagli eventi stessi e dai passi in avanti che ha fatto il Consiglio regionale; mi auguro che questo tipo di clientelismo sia stato superato.

Questo è l'auspicio che noi Liberali formuliamo nei confronti di questa Giunta con la speranza di non essere delusi.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol.- Nuova Sinistra):

In questo dotto consesso di persone vorrei ricordare una frase che, se non erro, è stata attribuita a Napoleone, il quale, ad un interlocutore che affermava: "Imperatore, il popolo protesta", rispondeva con questa domanda: "Ma paga le tasse?". Ed avutane risposta affermativa proseguiva: "Allora lascialo protestare".

Scusa, De Grandis, questo mi sembra racchiuda il senso della tua protesta ed il senso del tuo voto favorevole.

Il problema che si pone per uno come il sottoscritto che non ambisce ad entra re nella maggioranza, che non gestisce Commissioni, che non ha Presidenze di alcun tipo, penso che non sia quello di dare dimostrazioni del fatto che sta all'opposizione.

In ogni caso, non credo che la mia posizione possa essere presa da alcuno, ad esempio per potere dire: "Visto e considerato che tu hai espresso quella posizione, noi possiamo votare a favore".

Vorrei fare ancora un riferimento al fatto che, tutto sommato, nessuno ha negato che questo bilancio è la fotocopia di quello dell'anno scorso. Vorrei solo contestare chi ha affermato che le forze politiche che hanno votato a favore del bilancio dell'anno scorso, votano a favore anche quest'anno.

Il problema sta proprio in questo e cioè che, rispetto all'anno scorso, non è variata l'impostazione del bilancio, ma è variata la situazione che è peggiorata piuttosto pesantemente.

Ritengo che un bilancio corretto avrebbe dovuto registrare questo fatto ed avere un taglio diverso proprio perché deve adattarsi da una parte, a quelle che sono le prevedibili entrate e, dall'altra essere lo strumento finanziario per potere sopperire a quelle che sono le esigenze della popolazione interessata da questo strumento.

L'elemento di maggiore critica a questo bilancio mi pare sia stato portato qui (lo avrà voluto il caso) dal Presidente Andrione, quando nel suo intervento, sempre molto eclatante, con le sue battute a sorpresa, ha detto che questa volta si chiude l'Ilssa-Viola a meno che non si intervenga con un grosso contributo economico.

Battuta a sorpresa, che credo nessuno conoscesse, anche se tutti sapevamo di una situazione di crisi esistente nel settore la quale tocca anche il gruppo Orlando.

Allora il problema è come, con questo bilancio, si sarebbe dovuta tracciare una strada per poter stabilire concretamente e indipendentemente chi debba intervenire e definire inequivocabilmente se l'intervento tocca allo Stato o al Governo (del quale vorrei si parlasse un po' di più qua dentro) o a qualche ente statale o parastatale o anche a qualche società a partecipazione statale.

Resta il fatto che le conseguenze di questa situazione vengono pagate dalla popolazione valdostana (assieme alla popolazione delle altre regioni per quanto concerne la crisi generale).

Quindi primo obbligo dell'esecutivo e di questo Consiglio è quello di dotarsi di tutti quegli strumenti capaci di ridurre, quanto meno, gli effetti di questa situazione di crisi.

Non mi pare che sia così perché con questo bilancio non si è approntato niente di questo genere, tant'è che si deve modificare l'impostazione statutaria e bisogna modificare la legge che ha istituito la Finanziaria in due direzioni, peraltro stranamente pericolose e contrastanti con quello che era lo spirito della Finanziaria.

Si è continuato a dire che non volevamo che la Finanziaria diventasse la GE-PI, così come non vogliamo che la Finanziaria sia lo strumento che regala quattrini alla grossa industria. Noi, con questo provvedimento, diventiamo la GEPI e diamo quattrini ad un grosso gruppo, ad uno dei più grossi gruppi monopolisti ci che ci sono in Italia; quindi apriamo una bruttissima strada.

Questo mi pare che sia il secondo intervento di un certo rilievo che viene fatto dalla Finanziaria. Il primo intervento - lo voglio ricordare - è un intervento che viene portato avanti dalla Finanziaria in seguito ad uno stravolgimento dell'ipotesi presentata dalla Giunta. Mi riferisco ai fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione.

Si è completamente stravolto quello che era il progetto del disegno di legge presentato dalla Giunta.

Ribadisco pertanto la mia opposizione a questo bilancio, anche per il metodo con il quale è stato presentato e non per il fatto che non siano stati tenuti incontri con le organizzazioni sindacali; il fatto è che non si sono incontrati nel tempo i settori sociali interessati ai provvedimenti; non ci siamo incontrati e non ci siamo confrontati nel tempo con le organizzazioni sindacali, non ci siamo confrontati e consultati con le Commissioni interessate.

La III^ Commissione non è stata interpellata per niente nella discussione del bilancio, salvo un invito rivolto qui dal Presidente Maquignaz ai membri della Commissione, di andare a sentire "se avevano voglia". Tant'è vero che io ho fatto una battuta dicendo che un invito così non si fa preparando i panini per andare a merenda, in quanto il problema non è volontaristico. Il problema è che bisogna creare le condizioni per le quali le Commissioni discutano delle varie cose.

Da quando il Consigliere De Grandis ha detto molto esplicitamente che non sono state consultate minimamente neanche le forze e i Consiglieri della maggioranza non sono stati inseriti nella Giunta, salvo forse qualche amico intimo del Presidente o di qualche Assessore.

Quindi noi siamo contro l'impostazione generale del bilancio, contro le scelte fatte dai singoli Assessori perché tali scelte risentono pesantemente di una continuazione della gestione, che ha soprattutto dei fini clientelari, dei fondi degli Assessorati.

Vorrei ricordare tutte le critiche, fatte magari con ipotesi diverse, esposte nel suo primo intervento, dal Consigliere De Grandis su come si gestiscono queste cose: ad esempio sull'agricoltura, per la quale abbiamo visto decine e decine di leggine, senza riuscire ad avere dei seri provvedimenti che risolvano i problemi.

Per l'industria l'ho già detto; per le Finanze, con la situazione che abbiamo, noi continuiamo ad avere una gestione interinale del super Assessore Chabod.

Per i Lavori Pubblici basta prendere dall'elenco del telefono, che è il piano lavori, ecc...

Per l'Assistenza Sociale, in particolar modo, vorrei riferirmi a quanto emerge con estrema chiarezza e cioè al fatto che si costruiscono e si continuano a costruire dei monumenti costosissimi, mentre la qualità dell'assistenza, fornita in questi momenti è scarsissima e nel contempo vengono abbandonati tutti quei settori che probabilmente costano molto meno, ma che sono essenziali per un efficiente intervento dell'ente pubblico nei confronti del cittadino bisognoso di cure mediche.

Vorrei fare ancora un ultimo riferimento relativo al fatto che non ci si può limitare a quella che è una situazione locale, affermando che noi ci interessiamo soprattutto degli affari nostri perché le nostre condizioni e la nostra situazione sono pesantemente condizionati dalla più generale situazione nazionale ed internazionale.

Non abbiamo la possibilità di incidere, perlomeno sino a livello di Governo, con delle scelte politiche che vanno fatte. Non ci possiamo più limitare a dire che noi siamo contro lo Stato se poi ci appoggiamo a Roma e alle scelte politiche e programmatiche fatte dai vari Governi che si sono succeduti, giustificando il fatto che è mancata una opposizione da parte dei rappresentanti della Valle d'Aosta ai vari Governi.

Infatti, è mancata una precisa volontà di guidare il malcontento che esiste anche in Valle d'Aosta nei confronti di una situazione che è determinata, perlomeno in parte, dalle scelte che vengono fatte a livello governativo.

Questo è mancato totalmente.

Ritengo che purtroppo, la situazione ci porterà in breve tempo a delle scelte molto dure per tutti per cui credo sia indispensabile attuare delle scelte ben precise, condivise anche da quelle forze politiche che si ritengono interclassiste che non intendono prendere una precisa posizione nello schieramento politico, ma che si rifanno a interessi molto particolari come i Movimenti regionalisti... INTERRUZIONE...

Saranno delle stupidaggini, ma tu devi (questa sarà una precisa responsabilità vostra se non lo fate perché non farlo significa fare determinate cose) prendere una posizione precisa nei confronti di Governi che stanno facendo delle scelte molto pesanti nei riguardi degli interessi dei lavoratori.

Sarà necessario prendere delle precise posizioni nei confronti di atteggiamenti e provvedimenti presi da quelle pastoie romane, tanto criticate a parole e mai osteggiate con fatti concreti.

Queste sono scelte che non vengono mai fatte, tant'è che le scelte fatte dai Movimenti regionalisti sono identiche a Roma come ad Aosta. A Roma sono stati sempre appoggiati Governi a gestione democristiana (Andreotti, Rumor, ecc.... anche Spadolini).

Si sono salvati i Rumor quando venivano inquisiti!

Queste sono scelte pesanti per i lavoratori ed anche per i lavoratori valdostani, scelte che poi, nella realtà, si traducono in provvedimenti e in una non volontà di intervenire concretamente a favore delle esigenze dei lavoratori, coloro cioè che stanno pagando più di tutti questa crisi.

Il fatto è che adducendo a scusante che sono problemi che devono essere risolti dallo Stato, non si vuole neanche studiare un provvedimento che garantisca un certo automatismo per quei lavoratori messi in cassa integrazione, in modo tale da garantire loro la possibilità di percepirne i proventi in un periodo di tempo ragionevole.

Io vorrei ricordare ciò che viene fatto per altre categorie di lavoratori, anche quando sono spettanze dello Stato e vorrei citare il provvedimento, al quale sono favorevole, di anticipo di cassa per le pensioni dei dipendenti regionali e degli insegnanti.

Vorrei che mi spiegaste perché non si vuole porre nemmeno allo studio un provvedimento di questo genere, che si tradurrebbe in un impegno finanziario dell'ordine di poche decine di milioni, in quanto non si tratterebbe di anticipare questi soldi ma semplicemente di garantire la copertura degli interessi per il periodo che passa dalla messa in cassa integrazione dei lavoratori al percepimento di quanto spettante.

Questo sta a determinare un segno, una volontà politica da parte di questa Giunta. Per questo motivo politico generale io esprimo ulteriormente il mio voto contrario a questo bilancio.

PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere Berti; ne ha facoltà.

BERTI - (Art. e Comm. Valdostani): Dopo l'esame approfondito del bilancio fatto durante questi tre giorni, capitolo per capitolo, ho avuto modo nel corso del dibattito, di esaminare questo documento politico legato alla vita della cittadinanza valdostana.

Come avevo preannunciato all'inizio dell'esame, ho avuto esaurienti risposte sia dal Presidente della Giunta, che da parte degli Assessori competenti su tutti quegli interrogativi che, per questioni di tempo, non è stato possibile discutere nel corso di un incontro con le varie organizzazioni sociali di categoria.

Io mi ritengo soddisfatto delle risposte avute e dalla sensibilità dimostrata soprattutto dal Presidente della Giunta nell'occuparsi di questi problemi che investono le categorie minori.

La scelta di impostazione è evidentemente di carattere politico e vi trovano spazio economico soprattutto quelle categorie sociali quali gli artigiani, i commercianti, gli agricoltori ed il settore cooperativistico che, nonostante la crisi congiunturale, si sono mantenuti ancora in vita, ed hanno anzi aumentato migliaia di posti di lavoro, già in questi mesi dell'82.

Questo è un dato positivo soprattutto se guardiamo all'industria dove, solo per mantenere il livello occupazionale, abbiamo erogato centinaia di milioni; mentre per le altre categorie, pur avendo acquisito posti occupazionali, abbiamo avuto un minor costo di occupazione.

Quindi la scelta politica di sostenere le piccole aziende mi trova consenziente perché va nella giusta direzione.

Ho appreso con viva soddisfazione dall'Assessore Chabod che, per quanto concerne i fondi di rotazione, e quindi le varie leggi che abbiamo approvato nel settore commerciale, cooperativistico e nell'artigianato, si dovrà impostare una regolamentazione tale che permetta di tenere un più oculato controllo dell'erogazione del liquido evitando quei rivoletti che abbiamo avuto fino ad ora.

Praticamente con le leggi in atto erano necessari 7-8 mesi di tempo per avere il denaro, mentre creando il nuovo strumento della Finanziaria locale ed abolendo il macchinoso iter delle banche, sono convinto che si riuscirà ad avere il contributo in un tempo più breve.

Per tutti questi motivi che ritengo essere fondamentali per la vita del nostro Paese e della nostra Regione, io do il mio voto favorevole.

PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI - (D.P.): Il mio non sarà un intervento molto organico e neppure strettamente puntato sull'esame contabile del bilancio, ma saranno soprattutto delle considerazioni politiche, anche perché mi pare che il significato di un dibattito, a livello di Consiglio regionale, sul bilancio, dovrebbe essere più attento ai problemi generali, piuttosto che inteso a seguire logiche di settore e che non portano necessariamente ad una logica generale.

Vorrei soffermarmi su alcuni termini che sono stati usati sovente durante questa seduta, ossia i termini "alternativa e programmazione".

Per quanto riguarda il primo, a nostro avviso, quale alternativa è possibile? Quale alternativa siamo disposti a soste nere? Quali alternative non la accettiamo?

Per noi, in Valle d'Aosta non può esserci che un'alternativa autonomista. In questo senso, sono da scartare ipotesi che vogliono riportare la Valle d'Aosta dentro equilibri e dentro logiche politiche che ripetano su un palcoscenico ridotto - quello valdostano - le modeste, molte volte mediocri commedie che si recitano sul palcoscenico romano.

Quindi questa rivendicazione iniziale di autonomia e di esigenza e quindi aspi razione profonda di questa popolazione a gestire per sé e con le proprie energie il proprio destino, mi pare un'affermazione da fare con carattere prioritario. Perciò il discorso va riportato all'interno del discorso autonomistico e cioè se sono possibili, se sono auspicabili, se sono reali forme diverse di gestione di un altro governo, che comunque va inteso all'interno di questo discorso che punta sulle autonomie e sulla dignità di questo popolo e di questo Paese.

E' fuori dubbio che in questo momento viviamo nell'incertezza, però questo momento di incertezza non va visto soltanto in termini negativi, né va affrontato come modo di riesumare un leone che poi ci divori.

Indubbiamente il momento è incerto e cercherò di elencare i motivi di questa incertezza. Incertezza che, a differenza di precedenti condizioni del passato, dovrà essere considerata per il futuro come dato permanente.

Secondo me, questi dati di incertezza possono essere sintetizzati così:

1. Fine di un sogno che prevedeva uno sviluppo quantitativo costante nel tempo. Era la logica degli anni '60, quando la programmazione regionale, che poi riaffronterò, poneva come obiettivo proprio, al centro di un programma di sviluppo nazionale, il famoso 5% in più, un 5% senza fine perché pareva che risorse e beni da dare a disposizione della gente fossero in un crescendo senza limiti. Oggi dobbiamo dire che questo progetto, questa ipotesi non sta più in piedi ed è un punto fermo da cui partire.

2. Ipotesi di un Governo o di un potere pubblico capace di risolvere tutto. Non è vero. E' vero che sul potere pubblico è aumentata in modo massiccio la pressione per ottenere tutti i servizi che avrebbero dovuto risolvere i problemi della gente; è altrettanto vero che nel modo con cui questo è stato attuato, più servizi ha voluto dire più burocrazia, più rigidità, più responsabilizzazione, meno investimenti e quindi, visti i modi in cui il potere pubblico ha soddisfatto queste domande, è altrettanto vero che ha costituito un freno allo sviluppo economico.

3. Fine di alcuni sogni utopici, legati a ideologie, a utopie anche affascinanti che comunque avevano nel loro fondo una componente di violenza. Basta andare indietro di qualche anno per ricordare come Russia prima, Cina poi, Stati Uniti, Svezia, Polonia, i vari discorsi dei vari socialismi dal volto umano, ecc... siano in qualche modo falliti, o comunque non si presentino più oggi con quei contorni fascinosi che alcuni anni fa avevano.

4. Stabilità del meccanismo di sviluppo industriale capitalistico: ancora pochi anni fa, e stiamo arrivando all'inizio degli anni '70, pareva che questo meccanismo fosse, da solo, in grado di garantire lo sviluppo del Paese. Ma questa stabilità, il sistema industriale capitalistico non l'ha garantita, anzi, smentendo ancora una volta Marx, con un'ulteriore giravolta, l'ultima rivoluzione, che è quella elettronica, ha riproposto per l'intero mondo e non solo per l'Europa, per l'Italia e per la Valle d'Aosta, nuovi modelli di produzioni con gravissimi colpi (oggi stiamo pagando uno di questi) che stanno sconvolgendo il panorama economico, non solo europeo ma mondiale.

Le varie crisi dell'acciaio, della siderurgia ... ecc... sono in gran parte da imputare a processi produttivi legati all'elettronica; non sto parlando di produzione degli oggetti o dei giocattoli elettronici, ma di metodi e processi che sull'elettronica hanno consentito, anche nei paesi in via di sviluppo, forse e finalmente, di avviare un processo che sta avendo contraccolpi nei cosiddetti paesi industriali occidentali.

E' passata e sta già passando abbastanza rapidamente la fiducia nelle forze politiche - italiane in modo particolare - le quali stanno perdendo quel significato che potevano avere, di riuscire cioè a far diventare, in modo corretto, una vita democratica insufficiente e ancora troppo impatinata di fascismo, una democrazia più matura.

E qui andiamo incontro alle più recenti vicende e ai più recenti avvenimenti di deterioramento della vita politica, della vita democratica, del rispetto delle regole democratiche di questo Paese.

Ciò va imputato in gran parte a quelle forze politiche che hanno usato il Governo, lo Stato e le istituzioni per farne delle zone di occupazione e di impadronimento più o meno improprio, per cui quando diciamo che guardiamo allo Stato centrale come ad uno Stato straniero, non è l'atteggiamento della Valle d'Aosta, ma è purtroppo, l'atteggiamento della gran parte dei cittadini italiani rispetto ad un Governo che non è più un Governo, ma una sottoutilizzazione di forze politiche.

Quindi non scandalizza e non ci deve scandalizzare il discorso del Governo straniero. Purtroppo la crisi della democrazia nel Paese, sì, è un vero timore di cui dobbiamo tenere conto, ma è un Governo che sta diventando straniero nel nostro Paese.

Queste sono alcune motivazioni che volevo sottolineare per giustificare lo stato di incertezza, stato che è destinato a continuare. Ma non è uno stato di incertezze che ci deve paralizzare. Queste incertezze, che indicano profonde trasformazioni, dicono che l'alternativa autonomista, oggi più che ieri, acquista un suo significato e un suo valore.

E' vero che la quantità di cose da dare ai cittadini molto probabilmente non è più programmabile o pensabile nel futuro con incrementi come per il passato, ma oggi forse i cittadini non chiedono più cose, chiedono forse un miglioramento delle condizioni di vita. Ed ecco il discorso dell'ecologia, dei centri urbani di servizi più vicini alla gente, in grado di consentire una vita migliore.

E' quindi su questo versante che l'attenzione delle pubbliche amministrazioni va riversata ed è su questo versante che, secondo me, si coglie in pieno la validità del discorso autonomista, regionalista, proprio perché è dimensione più vicina alla nostra gente.

Potere pubblico: dobbiamo scartare l'ipotesi di un potere pubblico sostitutivo o comunque dirigente nel senso "del la gente" considerata come gruppo di pecore rispetto alle quali un pastore, anche illuminato, deve porsi a capo.

Autonomia e regionalismo vogliono dire modi di attuare forme di decentramento, forme di partecipazione effettiva dei cittadini, senza le quali l'autonomia, o l'etichetta di autonomia, rischiano di mascherare semplicemente un discorso di tipo accentratore ridotto in scala minore, soprattutto rispetto a modelli culturali superati e che comunque al loro interno contenevano un grado più o meno grande di violenza, perché presupponevano sempre l'accettazione di un dogma, di una verità, di un'utopia da fare accettare con più o meno violenza agli altri.

Ecco allora che il discorso dell'autonomia, che è rispetto e tolleranza degli altri, che è richiesta di difesa e di rispetto delle proprie caratteristiche, secondo me, oggi, è un discorso che non solo ha un suo valore, ma è da proporre ai giovani come modello per il futuro.

Per quanto riguarda infine - e vorrei sottolineare alcune cose - quella che viene detta la rivoluzione elettronica, la quale ha una nascita relativamente recente perché parte dagli anni '70, il problema che io porrei è di questo tipo: cioè che la Regione deve operare e impegnarsi affinché questa rivoluzione non la trovi impreparata, nel senso che la Valle d'Aosta sia costretta a subire certi interventi e certe modalità senza comprenderle.

Io continuo a sostenere una mia tesi e cioè che senza la preparazione degli uomini saremmo soggetti a chi conosce i meccanismi,(si veda lo stato di dipendenza che oggi esiste, a livello complessivo, rispetto ad uno strumento come quello televisivo, non ancora padroneggiato e usato dalla gente che lo subisce, soprattutto i giovani).

Per quanto riguarda il discorso politico, o meglio ancora l'atteggiamento delle forze politiche, c'è un punto di riferimento molto preciso, direi quasi negativo: dovremmo evitare di fare ciò che vediamo scritto e raccontato tutti i giorni dalla classe politica italiana, la quale ha perso la dignità di diventare responsabile, governativa del Paese, perché in effetti - non lo dico io, ma Norberto Bobbio in un bellissimo libro che per me ha avuto un grandissimo valore - il nostro Stato non è accentrato, né decentrato, né scentrato, nel senso che il luogo del potere non è più il Parlamento, non è più il Governo, ma è quella miriade di centri di potere che sono sparsi nel Paese, gestiti da coloro che attaccano più manifesti, o che sono più abili press-agents delle forze politiche.

Questo è il problema politico che, come si pone a livello nazionale, si pone alla responsabilità di ognuno di noi.

La credibilità delle istituzioni dipende dalla capacità delle forze politiche di sapere assumere un atteggiamento responsabile di fronte alla vicenda di un Paese che non va considerato orto da coltivare, mucca da mungere, ma realtà da servire, realtà da aiutare nella sua crescita.

Discorso della programmazione: ecco perché il termine programmazione usato è un termine discutibilissimo (io lo esalto nei termini negativi per farmi capire meglio e non per suonare di condanna a chi lo ha pronunciato) e risà di una stanchezza di situazioni superate.

Non è più possibile, in una situazione attuale, estremamente complessa pensare ad una programmazione come ad un progetto che qualcuno studia e a cui altri debbono adeguarsi.

Così come non è più pensabile far uso di forme di programmazione del tipo "facciamo la fotografia, mettiamoci il 2% o il 3% in più o in meno e sapremo tra tre anni cosa succederà".

Tutte queste tecniche si sono già rilevate all'esperienza, completamente superate. Per la complessità della situazione nel Paese e per la complessità della situazione internazionale, questi tipi di ipotesi non stanno più in piedi.

Non solo la cosiddetta fotografia numerica e quantitativa, è provato, non è assolutamente in grado di dare più valore alle cose dette o ad atteggiamenti o giudizi che si possono dedurre guardando le cose così come stanno.

Così come è superato un modello di programmazione di tipo dirigistico. Anche in questo caso, il dirigismo velava un discorso più o meno autoritario, nel senso che si trattava comunque, di ricondurre ad una logica, uno sviluppo.

Oggi, molto probabilmente, il discorso sulla programmazione, non è un qualcosa di così ben definito come alcuni ci vorrebbero far credere; piuttosto è un problema da affrontare e del quale definire metodi e contenuti.

Io mi voglio limitare a riassumere, a mio modesto parere, quali sono questi contenuti. Ripeto, la nostra alternativa è di tipo autonomistico; non è accettabile per noi alcuna ipotesi o prospettiva che sgarri o che vada fuori da questo tipo di scelta.

I contenuti che noi proporremmo all'interno del discorso sono, più che sulla quantità, sul miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini: risposta alle nuove esigenze che sono di qualità superiori a quelle precedenti.

Riorganizzazione anche di questo Consiglio regionale, anche del Governo regionale; molto probabilmente la ripartizione assessorile, così come è fatta, non va più bene.

La consultazione delle Commissioni - può essere un fatto grave a dirlo nel concreto può non avere alcuna sostanza se il meccanismo attuale di vita, meccanismo al quale ci dobbiamo riferire per vivere in questo Consiglio, in definitiva, rende sempre secondaria l'azione del Consiglio regionale.

Allora vuol dire che il problema non è della consultazione o meno, ma del valore della consultazione; questo può riportare il discorso della riorganizzazione anche dell'apparato del Governo regionale nel senso che l'attuale ripartizione assessorile risale a molti anni fa.

Probabilmente, molti Assessorati vanno messi assieme, altri distinti, altri inventati perché probabilmente, moltissimi problemi gravi, in definitiva, non trovano una precisa competenza presso alcuni Assessori e finiscono per cadere sul tavolo del Presidente.

Decentramento ed efficienza dell'apparato governativo, solidarietà e cooperazione: questo, a mio modesto avviso, è un tema sul quale questo Governo ha già fatto dei passi ed è un punto da sostenere con assoluta certezza.

Dobbiamo sostenere ogni forma di cooperazione che possa crescere nel nostro Paese e nella nostra Regione.

Della ricerca ne ho parlato soprattutto per guanto riguarda i giovani ed il loro futuro, i quali devono essere in grado di affrontare nuove tecnologie e nuovi metodi di lavoro.

Vorrei concludere facendo alcune considerazioni di carattere personale. Ho iniziato con un discorso di incertezza che più o meno coinvolge tutto. Dirò che, a mio modesto avviso, è difficile per noi, per certe generazioni, uscire da un modo di vedere le cose che in qual che modo ci ha sempre dato sicurezza perché agganciato a certezze, sia ideologiche che economiche ... ecc.

Il mondo di domani, probabilmente, sarà così movimentato che ci sarà la cultura del cambiamento e l'incertezza sarà il modo comune di vivere. Dico questo perché sostengo la validità della ragione, della forza della ragione rispetto a movimenti scomposti, a gesti clamorosi, se vogliamo anche eroici, ma che poi danno risultati negativi.

Dobbiamo guardare a questa fase di incertezza con tutte le capacità della nostra ragione e della nostra intelligenza, senza farci travolgere da paure per fenomeni che esistono, ci devono preoccupare, ma rispetto ai quali il nostro atteggiamento deve essere quello di guardarli con occhio fermo e lucido, non facendoci trascinare dall'emotività e dall'incertezza, perché l'aumento delle paure spinge la gente a gesti negativi.

Alla gente dobbiamo dare un messaggio di speranza che è ragionevole proporre anche in questi tempi.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Nebbia per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Mi sembra che in sede di dichiarazione di voto si siano toccati argomenti che forse avrebbero avuto una sede più propria nella discussione generale, perché è vero che la discussione sul bilancio non dovrebbe essere una discussione, almeno in sede di Consiglio regionale, puntuale, oggetto per oggetto, milione per milione (questo dovrebbe venire fatto in sede di Commissione) ma dovrebbe toccare argomenti più generali e più politici.

Innanzitutto vorrei fare un'osservazione e cioè che questo bilancio, a seconda dell'interpretazione data, per alcune forze politiche è stato occasione per iniziare la campagna elettorale. Da parte del Partito Comunista, si è giocato al rialzo, ampliando le entrate figurativamente per sostenere che si devono ampliare le uscite.

Su molte delle proposte del Partito Comunista noi siamo d'accordo, ma come abbiamo detto ieri, non ipotizziamo certamente che ci sia una disponibilità di entrate superiore a quelle già preventivate e quindi l'impostazione del Partito Comunista è un'impostazione elettorale perché è facile dire che si vuole la luna quando poi manca il razzo vettore. Ma c'è chi ci crede.

Da parte del Movimento dei Democratici Popolari, si è impostato il discorso cogliendo al volo una proposta che ormai passa di proprietà da partito a partito, da partito a movimento, che è quella dell'alternativa.

Per cui l'alternativa, in quanto tale, ha un significato impreciso e se gli si aggiunge un qualsiasi aggettivo, assume significati diversi.

Per quanto riguarda il Movimento dei Democratici Popolari, al termine alternativa si è aggiunto l'aggettivo "autonomista".

Probabilmente lo hanno detto altri, comunque lo ripeto e cioè che credo proprio che questo sarà lo slogan elettorale delle prossime elezioni: "Alternativa autonomista in Valle d'Aosta".

Sinceramente noi non comprendiamo che cosa voglia dire, perché, dato che a proporre il termine "alternativa", come sostantivo, siamo stati i primi, malcompresi e poi imitati, cerchiamo di capire che cosa voglia dire l'aggettivo, in quanto, oltre ad "autonomista" è stato aggiunto "regionalista".

L'impostazione data dal Consigliere Lanivi al quadro generale, l'abbiamo trovata molto interessante perché ha dato a questa discussione prospettive più ampie ed ha valutato quali possono essere i condizionamenti dai quali potremmo essere, non dico guidati, ma anche costretti, e sono condizionamenti che certamente ci coinvolgono ma che hanno origini, come è stato rilevato, nazionali e internazionali. Quindi proprio in quest'ottica vorremmo fare una valutazione.

La trasformazione deve essere guidata secondo certi principi i quali sono prevalentemente principi di ordine sociale, principi di rapporti che coinvolgono relazioni tra i popoli, principi che dovrebbero coinvolgere anche fatti fondamentali della vita, quali i rapporti di giustizia e di equità, ma non solo a livello locale, anche a livello mondiale.

Per guidare queste cose, se è possibile, è necessario che ci sia una visione chiara dei fatti e degli avvenimenti, dei rapporti e delle prospettive, che non può essere semplicemente una visione che preveda a soluzione di tutti i problemi nell'entità, nel tipo di autogoverno e nel livello di autogoverno.

Noi crediamo che i livelli di autogoverno siano diversi a seconda dei problemi. Abbiamo dei livelli a carattere mondiale, espressi ad esempio, dal Consiglio dell'ONU e dagli organismi che dal Consiglio dell'ONU emanano come la FAO o altri.

Abbiamo organismi a livello continentale, quali possono essere l'Europa, nel caso del nostro Continente.

Abbiamo organismi a livello nazionale dove sappiamo che forse ci sono contrasti e scelte le più disparate ed evidenti.

Noi crediamo che il livello di autogoverno debba essere inquadrato in questo contesto, per cui riteniamo che alla Regione si debbano attribuire compiti che essa possa sostenere; non si può pensare che nell'ambito della Regione si possano risolvere problemi di dimensioni planetarie.

In questo senso non riusciamo a capire il termine di autonomismo, quale solutore di tutti i problemi, ma certamente solutore di tutti quei problemi che, a suo livello, possono essere risolti.

In questo senso, credo che nessuno possa smentire che l'ideologia cui aderisco ed il Partito Socialista, siano i fautori principali di questa concezione; tanto più che, proprio in questi ultimi tempi, l'idea socialista sta trovando sempre maggiori proseliti.

Diciamo piuttosto che siamo in un momento in cui i principi e le ideologie devono essere totalmente ripensate e in particolare i concetti.

Ultimamente c'è stato un dibattito abbastanza approfondito sui concetti di destra o di sinistra, sui concetti di diversità o di eguaglianza e sulla scala di valori che si deve perseguire.

Quindi, anche noi riteniamo che si debba essere aperti al processo evolutivo del pensiero, che non si debba essere chiusi e limitati a concezioni che dimostrano ormai la loro età. Ci vuole una particolare elasticità operativa, un particolare modo di affrontare i problemi che sia pragmatico ed adeguato, momento per momento, ai problemi messi in evidenza dall'evoluzione delle cose.

Mi riallaccio qui, in particolare, al bilancio, per scendere poi nell'argomento che stiamo trattando.

In quest'ottica crediamo che cristallizzare oggi in un documento, pur necessario ai fini contabili e programmatici nei limiti precedentemente espressi dal collega Lanivi, che condivido in pieno, l'operato di un anno dell'Amministrazione regionale, sia una presunzione eccessiva, perché è molto più importante la capacità operativa o l'elasticità con cui l'Amministrazione affronta e risolve i problemi nel momento stesso in cui si presentano, sulla scorta di una prospettiva più generale.

Noi crediamo quindi che il bilancio, in quanto documento, abbia una validità puramente contabile, ma riteniamo soprattutto che maggior validità abbia l'operato e l'operare quotidiano della Giunta, cioè dell'esecutivo dell'Amministrazione regionale che deve essere controllato e stimolato dal Consiglio.

Proprio in quest'ottica, noi, come Partito, riteniamo che debba essere controllata e stimolata l'attività quotidiana della Giunta e che ancor più indispensabile sarebbe partecipare direttamente a questo tipo di operatività, perché sappiamo - ed è l'esempio eclatante di questo Consiglio - che un conto è individuare in bilancio 10 miliardi da destinare alla Finanziaria, un altro conto è trovarsi ad affrontare dall'oggi al domani, il problema dell'Ilssa-Viola che deve essere risolto, pena una grossa crisi non solo economica, ma sociale.

E' in questi casi e su come ci si confronta con questi avvenimenti improvvisi, in quest'ottica filosofica della continua evoluzione delle cose, che si deve valutare l'attività di un esecutivo.

Concludo dicendo che noi riteniamo che questo sia un momento particolarmente delicato, ma non per questo deve essere l'occasione per delle elezioni nazionali o regionali o per tentare delle fughe in avanti che lasciano il tempo che trovano e che porterebbero gli elettori e la popolazione ad un maggior senso di sfiducia nei confronti delle forze politiche.

Riteniamo che le scelte fatte debbano essere chiare e leali e che si debba procedere con senso di responsabilità, con senso di collaborazione pur nella diversità delle proprie posizioni e dei propri intendimenti.

Con questo tipo di considerazioni, di carattere politico generale, considerato il particolare momento di gravità che attraversiamo, riteniamo di dovere votare a favore del bilancio regionale.

PRESIDENTE: La presidenza fa una proposta: seguendo l'esempio della RAI, in modo inversamente proporzionale, visto che nessuno chiede la parola e considerato che ci sono ancora 4 Gruppi che devono parlare, in base alla consistenza dei voti, se il Consiglio è d'accordo su questa procedura poco normale, darei la parola ai Consiglieri Minuzzo, Martin, Fosson e Voyat.

La parola al Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

MINUZZO - (P.S.D.I.): Penso che rimanga ben poco da dire dopo tutti gli oratori che sono intervenuti nella dichiarazione di voto.

Molto brevemente vorrei illustrare la posizione del mio partito. Diciamo subito che alcune dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta si sembra vadano incontro a certe nostre richieste formulate nella discussione generale del bilancio.

In quell'occasione infatti, chiedemmo che i problemi, quelli più gravi, venissero affrontati prima che scoppiassero e mi sembra che nel documento votato ieri all'o.d.g. per l'Ilssa-Viola vi sia questo indirizzo.

Diciamo subito però che questo bilancio di previsione, per noi, (arche se quello dell'anno scorso fu chiamato anomalo) appare come un bilancio stanco, di una Giunta stanca che non ha voluto mettere molta fantasia per cercare di renderlo un poco più adeguato a quelle che sono le nostre esigenze.

Poiché riteniamo che questo bilancio di previsione sia stanco, penso che probabilmente nel corso di questo scorcio di legislatura, e soprattutto per coloro i quali verranno a sedersi su questi banchi dopo le elezioni regionali, vi sia abbastanza margine di manovra per cercare di dargli una raddrizzata e per eliminare parte di quelle carenze che oggi contiene. Per questo motivo noi ci asterremo dal votare questo bilancio.

Lo abbiamo già fatto per altre leggi che erano in discussione in questa convocazione e vorremmo fare alcune considerazioni di carattere politico che sono emerse in questi ultimi giorni.

Vediamo che alcune forze politiche nella nostra Regione hanno cercato di copiare - direi molto male - certe vicende e vicissitudini che si stanno verificando a livello nazionale.

Abbiamo visto forze, le quali partecipano organicamente a questa maggioranza e che esprimono degli Assessori regionali, che non perdono occasione per accusare i partners di Giunta, di fare delle cose che non dovrebbero essere fatte o di non condividere certe scelte che la Giunta regionale fa.

Ritengo che in queste occasioni, queste forze politiche dovrebbero avere il coraggio delle proprie azioni. Non si può criticare l'operato altrui e poi continuare a rimanere sulla stessa barca.

Noi riteniamo che per evitare che questa barca vada a fondo sarebbe meglio che qualcuno, se non condivide certe scelte e che fa parte di questa maggioranza, si assumesse la responsabilità delle sue dichiarazioni, scendesse da questa barca e iniziasse a nuotare da solo. In questo modo, forse, la barca potrebbe andare un pochettino meglio.

Inoltre abbiamo visto che si erano creati dei cartelli, o forze politiche che avevano fatto degli accordi politici non appena si era liberato l'Assessorato alle Finanze.

Vediamo ora che molte forze politiche, che fanno parte di questa maggioranza, continuano a richiedere a gran voce che l'Assessore Chabod lasci libero l'Assessorato alle Finanze.

Io chiedo all'Assessore Chabod di lasciare libero l'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato. Non vedo perché debba lasciare libero proprio l'Assessorato alle Finanze.

Quindi ritengo che queste dichiarazioni o queste richieste all'Assessore Chabod siano un po' strumentali.

Se c'è la volontà di discutere sul funzionamento della Giunta regionale, si può discutere anche su una rotazione all'interno della Giunta regionale e non vedo perché si debba battere il chiodo esclusivamente sull'Assessorato alle Finanze. Dagli interventi fatti sinora, mi sembra che un pochettino siano affiorate le ambizioni che sono venute meno, o quelle che sono latenti.

Non si può criticare un bilancio, fare rimostranze, dire di non essere stati consultati e poi, magari, usando delle parole forse nuove, che esprimono comunque vecchi concetti, votare un bilancio.

Non voglio entrare in polemica con la questione della lottizzazione perché non servirebbe a niente. Forse sul problema delle lottizzazioni, caro collega Mafrica, il tuo Partito ha delle grosse responsabilità anche all'interno di quel la che può essere una collocazione all'interno di un Consiglio regionale, perché certe nomine o certe designazioni vengono fatte anche dalle forze di opposizione, per cui ritengo che occorra tenere sempre un comportamento serio, corretto e coerente.

Quindi penso che prima di accusare qualcuno sulla questione delle lottizzazioni bisognerebbe avere a coscienza tranquilla in modo da potere dire le cose con cuore leggero.

Se c'è la volontà di operare, ritengo che esista la possibilità di modificare, strada facendo, questo bilancio. Credo che qualcosa di meglio si potrebbe tirare fuori; d'altra parte, negli anni precedenti e durante quest'ultima legislatura abbiamo visto che il ruolo dell'opposizione è servito a fare compiere a questa maggioranza scelte che probabilmente non avrebbe fatto.

E' chiaro che sarebbe bello e comodo accusare di immobilismo o dire che le cose non vanno bene perché si è scelto di stare all'opposizione. Quando siamo andati all'opposizione abbiamo detto chiaramente quello che, secondo noi, questa maggioranza non aveva fatto o non aveva intenzione di fare.

Abbiamo suggerito delle proposte che non sono state accettate, abbiamo visto anche che, in occasione di questo bilancio regionale, sono state rivolte delle critiche o delle osservazioni, e che comunque gli emendamenti presentati, secondo noi, non andavano nella direzione delle critiche stesse.

E' stata molto criticata la questione dello sviluppo economico, ma tutti gli emendamenti presentati avevano un carattere esclusivamente speciale, e nulla avevano a che vedere con la crisi occupazionale che sta investendo la nostra Regione, soprattutto per quanto riguarda il settore siderurgico.

Comunque, sebbene all'opposizione, riteniamo di dovere dare un contributo a questa Giunta, a questa maggioranza, contributo modesto per la forza che riusciamo ad esprimere.

Nell'annunciare un voto di astensione a questo bilancio, ci permettiamo di lamentare che, forse, ancora una volta, si è perso un treno sul quale potevano esserci dei viaggiatori che avrebbero potuto dare qualcosa e fare delle proposte nuove alla popolazione e per il bene della Valle d'Aosta.

Mi riferisco al cartello che si era costituito recentemente in occasione del posto vacante all'Assessorato alle Finanze; però debbo dire che certi accordi politici, certi cartelli che vedono la partecipazione di certe forze politiche, purtroppo non durano più di un breve fiorire di un garofano.

PRESIDENTE: Siccome nessuno ha obiettato sulla proposta della Presidenza, do la parola al Consigliere Martin per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

MARTIN (U.V.P.): Io non parlerò di fiori ma di bilancio regionale visto che ai fiori ci ha pensato il Consigliere Minuzzo.

Durante il lungo dibattito che si è sviluppato in fase di discussione generale e seguendo con attenzione gli interventi delle varie forze politiche, per la prima volta ho avuto l'impressione di non assistere al solito rituale che vede l'opposizione cercare di attaccare con ogni mezzo e da ogni parte, le posizioni della maggioranza, difese, evidentemente, con altrettanta caparbietà.

Mi è parso di vedere, viceversa, nella discussione di questo bilancio, l'affermarsi di tre atteggiamenti molto distinti. Il primo atteggiamento, quello di un attacco senza tregua al bilancio, è venuto da parte dell'opposizione.

Un secondo atteggiamento, quello della difesa d'ufficio di questo bilancio, è stato tenuto da una parte della maggioranza e in particolare dall'Union Valdôtaine, dalla Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista.

Mentre un terzo atteggiamento, a mio parere il più sensato, il più obiettivo, è stato quello tenuto dal Partito Repubblicano, dai Democratici Popolari e dal mio Movimento che hanno criticato ma in maniera costruttiva, quelle parti di bilancio che andavano criticate ed hanno apprezzato quelle altre parti che andavano apprezzate.

Probabilmente queste tre forze e la Federazione dei Democratici Popolari, Progressisti in particolare, hanno anticipato quello che sarà il loro comportamento in questo fine di legislatura, ossia la partecipazione ad un'ampia maggioranza che, proprio per questo necessita di un'attenzione particolare, di una presenza critica, affinché gli ultimi mesi di legislatura vengano spesi bene; questo in considerazione anche dei tempi difficili che ci attendono.

Il Presidente della Giunta nella sua replica, d'altra parte, è giunto alle stesse considerazioni, che, seppure in maniera diversa, erano state evidenziate da De Grandis, Lustrissy e dal sottoscritto.

Abbiamo definito questo bilancio un semplice documento contabile, privo di scelte politiche ed il Presidente non ha avuto difficoltà ad ammettere che questo bilancio è uguale a quello dell'anno scorso, in quanto tiene conto di obiettivi già programmati dalla maggioranza, appunto lo scorso anno, e non ancora realizzati.

Avevo evidenziato la mancanza di alcuni interventi in campo sanitario, in campo agricolo e in quello industriale e per la verità, il Presidente mi ha risposto, seppur molto indirettamente.

Ciò è accaduto forse perché, essendosi dovuto allontanare durante il mio intervento di ieri, gli Assessori presenti non gli hanno riportato tutte le mie domande, sebbene io mi aspettassi da parte loro delle risposte, se non altro per spiegare le linee di impostazione che sono state adottate nei rispettivi settori, anziché far ricadere ancora una volta le intere responsabilità di ogni scelta sulle larghe spalle del Presidente della Giunta.

Ebbene, le risposte del Presidente della Giunta, che hanno tenuto conto della difficile situazione del Paese, che ci hanno ricordato l'appartenenza integrale a questo Paese - cosa che non abbiamo mai dimenticato - che ci hanno evidenziato i rischi a cui andiamo incontro essendo riuscito l'intento di formare un Governo più instabile del solito, un Governo di serie B come lo ha definito "La Repubblica" di oggi, o di serie C come lo ha definito un grosso esponente politico ieri sera alla televisione, ebbene le risposte del Presidente mi hanno in parte soddisfatto, convincendomi a votare a favore di questo bilancio.

Non condivido viceversa, l'atteggiamento del Presidente della Giunta riguardo alla mancanza di una nostra partecipazione più attiva nella predisposizione di questo bilancio.

Non facendo parte dell'esecutivo, riteniamo che per e iniziative più importanti - il bilancio è una di queste - sia indispensabile un coinvolgimento completo della maggioranza regionale, al fine di poter accogliere tutti i suggerimenti provenienti dalle forze politiche e al fine di evitare equivoci e polemiche che non servono certamente a rafforzare, bensì a dividere e ad indebolire la maggioranza regionale.

Detto questo, e in considerazione del fatto che il Consigliere Lanivi dopo il suo lungo ed interessante intervento, si è dimenticato di dire se votava a favore o contro il bilancio, sono stato incaricato, da parte della Federazione, di annunciare il nostro voto favorevole.

PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto, la parola al Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON - (D.C.): Dopo tre giorni di lunga discussione, stiamo volgendo al termine.

E' stato un lungo dibattito che è iniziato con schermaglie che, apparentemente, erano procedurali, ma che di fatto erano politiche e nascondevano un sottofondo politico.

Siamo stati accusati dal Capogruppo comunista, in quanto Capigruppo della maggioranza, di avere stabilito un patto in una certa Conferenza di Capigruppo, che venisse a bloccare la prevaricazione dell'esecutivo, un patto che venisse a far valere le prerogative del Consiglio regionale, le prerogative degli eletti nei confronti del potere esecutivo.

E' stato detto dal collega Mafrica che abbiamo fatto un giuramento di Pontida, e qualcuno a questo giuramento di Pontida è venuto a meno.

Io vorrei sottolineare che il paragone non calza alla perfezione, anche perché il giuramento di Pontida fu fatto contro un imperatore, Barbarossa, e in questo caso l'imperatore dovrebbe essere Mario Andrione; ma vorrei ricordare che il paragone non calza proprio per il motivo che Barbarossa morì, come ben sapete, combattendo per le Crociate.

Trasferendo il paragone, dovremmo ipotizzare che Mario Andrione dovrebbe morire (il più tardi possibile) in lotta per lo scudo crociato.

Per chiudere il paragone di sapore storico in un certo modo e volendo dargli un significato, effettivamente ci può essere, e a volte c'è, un conflitto tra le ragioni del Consiglio e le ragioni dell'esecutivo. Ciò avviene dappertutto, nei Consigli comunali, al Parlamento e sono convinto anche all'interno dei partiti stessi, dove gli iscritti sono sempre in contrasto e in dialettica con le Segreterie.

Ma in questa ipotesi, noi non vogliamo sottrarci alle nostre responsabilità. C'era da scegliere tra la tesi di fare valere le prerogative del Consiglio o perlomeno, le prerogative dei Capigruppo della maggioranza, e fare valere la tesi delle prerogative di far parte di una maggioranza.

Lo abbiamo fatto liberamente e volontariamente, perché così come è stato detto, volevamo arrivare, come Regione Valle d'Aosta, con il bilancio approvato; volevamo arrivare al nuovo Governo Fanfani (quello che, come dice Bordon, ci dà un sacco di fastidi) con un documento concreto su cui discutere, perché sulla D.C. specialmente in questo momento, sono appuntate tutte le richieste e tutti gli strali.

Come ho detto, noi abbiamo scelto questa tesi e ce ne assumiamo tutte le responsabilità. Quando dovremo scegliere altre tesi o altre ipotesi lo sapremo fare, ma lo faremo quando lo decideremo noi e non sotto la spinta di qualsiasi altra forza politica, non sotto la spinta di alcuno; lo faremo responsabilmente quando lo giudicheremo opportuno.

Sul contenuto del documento del bilancio; illustrato dall'Assessore Chabod, in maniera così sintetica, così lineare, così piana, tanto da farlo accusare da chi si veste della foglia d'edera, di essere vestito dell'ingenuità dell'agnello, su questo documento dicevo, hanno già parlato diversi amici del mio Gruppo, soprattutto il Consigliere Ricco con la sua nota competenza che gli deriva dal fatto di essere stato Assessore alle Finanze e Assessore al bilancio del Comune di Aosta e di essere funzionario del Ministero delle Finanze e del Tesoro.

Sulla situazione economica generale, il Presidente Andrione ha sottolineato difficoltà e prospettive; Lanivi ha fatto poi un'ampia analisi generale parlando di autonomia, di libertà, di prospettive del futuro, delineandole nel senso dell'ecologia, dell'elettronica, dell'in formazione e quindi della possibilità di scambio di idee e di programmazione.

E' stato un discorso molto ampio, molto teorico, ma discorsi di questo genere non possono che essere teorici, discorsi comunque che ci vedono concordi su molti punti.

Ancora ha parlato di incertezze, soprattutto in questo momento, ma io mi permetto di fargli notare che, da che mondo è mondo, è sempre esistito il dibattito tra chi sostiene l'essere e chi sostiene il divenire, tra chi sostiene le certezze e chi sostiene le incertezze, e questo sin dalla più antica filosofia greca e dal più antico pensiero degli uomini.

Detto questo, di fronte a questo bilancio, noi ci poniamo responsabilmente, sia come partito a respiro nazionale, sia come partito di Governo in Valle d'Aosta e in sede nazionale.

Indubbiamente, la nostra è una posizione difficile perché siamo costretti a subire gli attacchi dei movimenti locali in Valle d'Aosta, come partito che ha responsabilità nazionali e dobbiamo subire anche gli attacchi dell'opposizione sia in sede centrale, sia in sede locale.

Noi però, valutiamo tutti i rischi della situazione in cui ci troviamo e ci assumiamo la responsabilità che compete alla nostra funzione e alla nostra posizione; però rifiutiamo, come partito nazionale, di essere utilizzati, a livello locale, come un partito di quelli che a Roma possono ottenere tutto per la nostra Regione.

D'altra parte rifiutiamo con forza di essere vilipesi e definiti nelle campagne elettorali come i lacché del potere centrale da coloro che ci utilizzano in una fase per vilipenderci in un'altra. Chi ha orecchi per intendere, intenda.

Noi siamo stati sempre un partito autonomista, lo siamo stati dalla nostra fondazione, dalla fondazione del partito popolare, basta leggere il manifesto "Ai liberi e forti" di Sturzo.

Siamo un partito che si muove nell'ottica dell'autonomia.

Nella Costituzione italiana le autonomie sono state inserite per nostra volontà, soprattutto grazie al voto dei parlamentari democristiani (ovviamente anche di altri).

Oggi nella D.C. c'è un ampio movimento verso la rivalutazione e la valorizzazione delle autonomie locali. In questo senso, il nostro Gruppo sta partecipando, insieme ad altri Gruppi consiliari dell'Italia del nord, ad un movimento per ristrutturare la struttura stessa del partito, secondo una visione regionalista e non più centrale com'è stato fino ad oggi e tutto ciò nel contesto di una possibile riduzione del riparto fiscale della Regione.

Noi, su questa posizione, siamo più avanti del Partito Comunista, non abbiamo mai aspettato le sollecitazioni di nessuno per muoverci negli interessi della Valle d'Aosta.

Se la nostra Regione ha ottenuto dei risultati li deve, per buona parte, all'azione della D.C., dall'istituzione della Regione Valle d'Aosta alla Costituente, quando il Partito Comunista, ad esempio (si può citare "Rinascita" ed alcuni documenti) era contrario alle Regioni.

Voglio aggiungere ancora che è facile essere generosi quando si è all'opposizione, per fare demagogia, chiedere tutto e poi ancora i 12/10 o i 13/10! Ma, Signori, altro è fare delle richieste precise, compatibili con un sistema generale, altro è fare della pura e semplice demagogia! Noi su questo terreno non ci stiamo.

Il Partito Comunista ancora - giustamente dal suo punto di vista - si pone come alternativa. Un'alternativa può essere ancora credibile in sede nazionale, dove mai è stato sperimentato un Governo a conduzione o a direzione comunista, ma non in Valle d'Aosta.

In Valle d'Aosta il Partito Comunista ha già fatto una prova - possiamo dire che è stato messo alla prova - ma è stata giudicata, e non solo da noi, assolutamente negativa.

Questa alternativa non è credibile nemmeno in altre Regioni ove la stessa è in atto. Chiedete a Torino, dove l'industria licenzia, dove ci sono 50 mila lavoratori disoccupati!

Chiedete che cosa si sentono rispondere dai Comunisti al Governo: "Compagno, non preoccuparti, al Governo ci stiamo noi"!

Di fatto, questa che può essere una "boutade", è la dimostrazione dell'impossibilità di riuscire a tradurre in atti concreti, anche da parte del Partito Comunista, quanto dichiara di dovere fare, di essere in grado di fare quando è all'opposizione.

Per quanto ci riguarda, in Valle d'Aosta, un'alternativa (lo ha già detto qualcuno) ci sarà quando non ci sarà più questa maggioranza. Ma devono essere gli elettori a cercare questa alternativa, se lo ritengono. Da parte mia, mi permetto ancora di sottolineare che non vi sono alternative là dove non ci sono libere elezioni; non ci sono alternative all'est, non c'è alternativa, purtroppo, in Polonia.

Di alternativa ne ha parlato anche l'amico Lanivi durante la sua ampia disquisizione ed ha definito un'alternativa credibile e possibile in Valle d'Aosta, e' non solo in Valle d'Aosta, solo se di tipo autonomista. Su questo possiamo anche concordare.

Non concordiamo però quando l'amico Lanivi parla di alternativa autonomista in contrapposizione alla commedia romana, perché mi pare che in Valle d'Aosta, in nome dell'autonomia, in nome del localismo, nei movimenti locali, ci siano stati balletti peggiori. Abbiamo visto unioni, scissioni, riunificazioni, cambiamenti di casacca.

Non mi pare che questa sia una commedia che abbia molto da imparare dalla commedia romana.

Vorrei fare una domanda al Consigliere di Nuova Sinistra a proposito dei finanziamenti all'Ilssa-Viola. Io mi chiedo soltanto se vogliamo o no, mantenere l'occupazione.

A chi altri dovremmo dare i finanziamenti se non alle aziende che ne hanno bisogno? Tanto più che si tratta di un prestito e non di un omaggio gratuito.

Io richiamerei alla coerenza di questa affermazione.

Vogliamo difendere i lavoratori con i fatti o vogliamo difenderli soltanto a parole? E' una domanda che mi pongo e alla quale io rispondo in maniera precisa approvando questo tipo di finanziamento e alla quale vorrei che anche altri rispondessero in maniera precisa.

Detto tutto questo, noi in quanto Democrazia Cristiana, riponiamo fiducia in questa maggioranza e abbiamo fiducia che questa maggioranza, che ha retto questa Regione aggregando altre forze per 8 anni, possa uscire non dico vincente, ma confermata dalla prova elettorale che ci attende nella prossima primavera.

Prova elettorale, in funzione della quale e in visione della quale, ci sono movimenti di federazioni. Non voglio dare altri giudizi, non voglio fare previsioni.

Minuzzo prima ha fatto un paragone floreale, paragone floreale sia anche il mio: se son rose fioriranno, ma lo vedremo a primavera.

Ciò detto votiamo a favore di questo bilancio, riconfermiamo la nostra fiducia nell'alleanza tra la Democrazia Cristiana e i Movimenti locali valdostani, ricordando ancora una volta che la Democrazia Cristiana è partito autonomista a respiro nazionale.

PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto, a parola al Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.): Ieri, durante la discussione generale, noi precisammo che eravamo d'accordo e che credevamo a questo bilancio.

Oggi voglio aggiungere che in questo bilancio noi crediamo ancora più di ieri, non solo per il fatto che il Presidente della Giunta ha chiuso la discussione generale dandoci una lezione di autonomia non indifferente, ma soprattutto, ripeto, per la mancanza di contestazioni valide e sostanziali a questo bilancio.

Più che contestazioni, direi che da parte dell'opposizione c'è stata l'adesione, il riconoscimento della validità di certi punti e da altre forze politiche di opposizione c'è stata addirittura l'astensione. Forze politiche che forse, non ragionano per la sola impostazione politica dell'opposizione per l'opposizione, ma riescono anche a capire quando c'è qualcosa di valido.

In questo Consiglio vorrei dire che l'astensione purtroppo, ha lo stesso risultato del voto contrario, però noi riusciamo anche a distinguere quello che è il risultato da quella che è l'intenzione e da quello che è il significato.

Noi ci auguriamo solo che le entrate previste in questo bilancio si verifichino e, contrariamente a quanto ci ha detto il Partito Comunista durante questi tre giorni e cioè che queste entrate sono sottostimate, noi riteniamo che siano state valutate in modo giusto e soprattutto onesto.

Se però il Partito Comunista dovesse avere ragione, credo che nessuno della maggioranza, e tanto meno il Presidente della Giunta se ne lagnerà, e noi accetteremo queste entrate in più che ci saranno.

Al Partito Comunista però voglio dire una cosa: che questa maggioranza, questa Giunta non è formata da Nostradamus, per cui nessuno può sapere e conoscere il futuro, non può prevedere quali saranno le calamità, come non può prevedere oggi quali saranno le crisi e le future imposte che saranno istituite dallo Stato italiano.

Sulle previsioni del bilancio voglio sottolineare alcuni punti perché, secondo me, non gli è stato dato il giusto significato. Il primo punto è relativo ai 29 miliardi che verranno destinati ai Comuni. Provvedimento voluto dalla maggioranza, che è stato aumentato sempre da questa maggioranza e che veramente va a riconoscere quella che è la volontà di decentramento amministrativo di questa maggioranza.

Altra cosa da sottolineare è il collegamento Aosta-Courmayeur con 25 miliardi di cui 15 dell'anno scorso.

Chiamiamolo come vogliamo e lasciamo che Carlassare lo chiami come vuole lui, però dico che questo progetto deve essere fatto come vogliamo noi, non noi come maggioranza, ma soprattutto noi come Comuni limitrofi, in quanto tale collegamento deve soddisfare la necessità del Comune di Aosta, ma non deve andare contro quelli che sono gli interessi dei Comuni limitrofi, dei Comuni o dei proprietari che danno la disponibilità dei terreni.

Su questo punto vorrei fare ancora una raccomandazione alla Giunta e cioè di seguire con maggiore interesse anche la Società Monte Bianco, affinché investa in questo progetto tutti gli utili che si prevedono per questi anni.

Per quanto riguarda le proposte di emendamento che ci sono state fatte dal Partito Comunista, potrei vedere di buon occhio, sempre da un punto di vista campanilistico, il collegamento meccanico Aosta - Pila.

Piuttosto mi stupisce la proposta, sempre del Partito Comunista, del collegamento attraverso un tunnel di Aosta con Martigny. Forse il Partito Comunista non se ne è ancora accorto, però questa Giunta lavora con i piedi per terra e non con la testa fra le nuvole. Pertanto, prima di prevedere certi investimenti, vogliamo sapere se c'è la disponibilità e se c'è la volontà dall'altra parte di fare questo tunnel.

Sinceramente, io posso assicurare che il giorno in cui ci sarà l'adesione e la volontà anche dall'altra parte e se ci sarà sempre questa maggioranza, saremo disposti a prendere in esame un progetto di questo genere.

Concludo dicendo una cosa perché qui, per tre giorni, abbiamo, secondo il Partito Comunista, fatto del clientelismo, abbiamo tenuto un atteggiamento elettorale, cose che sentiamo ormai da anni, voglio però precisare all'opposizione e soprattutto al Partito Comunista che questa è un'accusa che non deve essere fatta a questa maggioranza.

A mio avviso, questa è un'accusa che deve essere fatta a quelle forze di opposizione che vogliono alimentare il malcontento e di conseguenza gestirlo. Questo è clientelismo, questo vuol dire creare qualcosa di torbido per poi pescarci dentro.

Intendo ancora dire che purtroppo, in questi ultimi tempi, vediamo alcune piccole forze di opposizione (forse lascerei fuori ancora il Partito Comunista) che vogliono perseguire un solo fine, quello del "tanto peggio, tanto meglio" perché sanno che se questa maggioranza avrà ancora la possibilità di continuare come ha fatto in questi anni per loro non ci sarà spazio.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, tutti i Gruppi hanno espresso la dichiarazione di voto, pertanto il Consiglio è chiamato a votare per votazione segreta sul complesso della legge.

VOTAZIONE SEGRETA

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: trentacinque

Votanti: trentaquattro

Astenuti: uno (Minuzzo)

Favorevoli: ventiquattro

Contrari: dieci

- Il Consiglio approva -

PRESIDENTE: La seduta è tolta.

L'adunanza ha termine alle ore 18.48.