Objet du Conseil n. 656 du 30 novembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 656/VII - DISCUSSIONE GENERALE SUI DISEGNI DI LEGGE N. 446 E N. 447 CONCERNENTI IL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA.
PRESIDENTE: Colleghi, le due leggi sono strettamente collegate fra loro e - come già lo scorso anno - si ritiene utile che la discussione generale sia unica; nell'esame dell'articolato passeremo alle votazioni degli articoli e delle leggi separatamente. Ci sono obiezioni?
E' aperta la discussione generale sul disegno di legge n. 446 e sul disegno di legge n. 447.
Ha chiesto di parlare l'Assessore Chabod. Ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): La relazione che l'Assessore alle Finanze è chiamato a svolgere al Consiglio regionale per la presentazione del bilancio è necessariamente un quadro degli indirizzi politici che la Giunta ha votato nel predisporre il documento. Le relazioni allegate ai disegni di legge, sia per la legge finanziaria che per il bilancio vero e proprio, offrono ampie giustificazioni di carattere tecnico e contabile. Altre illustrazioni in tal senso sono state svolte presso la competente Commissione consiliare.
L'Assessore alle Finanze non è certamente un tecnico, come sembra lo vorrebbero una serie di interventi provenienti da più parti, specialmente in questi ultimi tempi. Fare il bilancio infatti non è certamente compito dell'Assessore alle Finanze, il quale deve invece, con la Giunta, stabilire un indirizzo generale per convogliare le singole esigenze manifestate dagli Assessori competenti nei vari settori. Certamente l'impostazione sarà criticata; qualcuno dirà infatti che in questo bilancio non si avverte nessun indirizzo programmatico e su questo io non sono d'accordo.
Le scelte che si evidenziano nel bilancio, naturalmente disarticolate nei vari settori di intervento, sono frutto di un'impostazione iniziale precisa che la Giunta sottopone in questo momento all'esame del Consiglio regionale.
La Valle d'Aosta, in questo periodo, è piena di economisti che propinano svariate formule per risolvere i problemi della Regione. Da quando si è avvertita la possibilità che questa Giunta arrivasse, prima ed unica fra le Regioni a Statuto Speciale, a definire il problema della revisione del riparto fiscale, sono iniziate le varie proposte.
Bisogna privilegiare il settore turistico, si legge e si afferma da una parte; è necessario potenziare l'assetto industriale della Regione, altri sentenziano; bisogna smettere di sostenere in modo tanto massiccio l'agricoltura, altri ancora affermano.
Personalmente non ho mai esaminato i modelli economici proposti in quanto non ne ho le capacità; ma il buon senso, che invece ritengo di avere, mi ha fornito la netta impressione che tutte le proposte avessero un unico taglio: cercare di portare più quattrini ad una categoria rispetto alle altre. E questa mia convinzione, riscontrabile anche nella realtà di tutti i giorni, mi ha guidato nell'esame del bilancio. Essere prudenti e salvaguardare il denaro pubblico dagli interessi privati, penso sia il principio che deve sempre essere seguito.
Cosa potrà succedere nella Valle d'Aosta in questo periodo di crisi, che stringe in una morsa tutta la nazione? Si assiste alla chiusura di aziende, si avverte che altre potrebbero chiudere a causa dello stato di recessione, che comporta effetti negativi su tutto il tessuto produttivo. In tutti i casi la Regione deve intervenire. Se aziende sono state mal gestite da imprenditori privati, la causa è della Regione; se il costo del denaro è troppo alto, la Regione è colpevole e deve intervenire nel settore bancario. Per tutto la Regione deve trovare un rimedio, deve tirar fuori dal cassetto la formula magica per risolvere problemi che fior di economisti in tutti i paesi dell'Europa non sanno come affrontare.
A me sembra che la Regione sia chiamata a svolgere e rispettare ben precise competenze che per il momento escludono la possibilità di trasformarsi in un industriale ed in un operatore economico. Certamente è necessario che la Regione si adoperi per sostenere un settore in crisi anziché un altro, per la salvaguardia di posti di lavoro, per incentivare alcune attività, sempre nel fine ultimo di un generale benessere della popolazione valdostana. Per questo fine la Giunta ha effettuato scelte che si riassumono in una formula tanto vecchia quanto efficace: spendere il meno possibile per essere produttivi e destinare il risparmio conseguito per il sostegno di una politica di investimenti.
Se tutti gli Enti pubblici destinassero, in sede di bilancio preventivo, circa il 50% delle loro risorse per le spese di investimenti, probabilmente si vivrebbero ben altri momenti in Italia.
Si noti ancora che il bilancio viene presentato in pareggio, senza essere ricorsi a costosi mutui per il sostegno delle attività economiche della Regione. Ciò mi sembra un altro fatto positivo, perché se è vero che far debiti qualche volta può essere conveniente, è altrettanto vero che i debiti vanno pagati e mortificano le possibilità di intervento negli anni venturi. Questa impostazione di bilancio può certamente ricalcare le vie seguite fino ad oggi da questa Giunta, mi è sembrata ancora la migliore, constatato anche che i risultati conseguiti fino ad oggi non sono del tutto disprezzabili. Prova ne sia che il reddito pro capite riscontrato in Valle d'Aosta ed il prodotto interno lordo sono tra i più alti d'Italia.
Questo non è certamente un bilancio che incontra un intervallo di legislatura. Tutti i programmi di spesa scontano progetti ben precisi e non si sono voluti porre limiti alla capacità d'intervento della Giunta che sarà eletta nella prossima primavera, con vincoli alle risorse di bilancio.
L'aver quotato i 115 miliardi di stanziamento sui fondi globali, oltre al 20% delle entrate, che per essere spesi devono ottenere una prescritta autorizzazione legislativa del Consiglio, significa voler rispettare tutti i vincoli imposti dalla legge per effettuare un intervento. Non aver quotato neanche un centesimo a titolo di presunto avanzo di amministrazione, è un'altra prova di serietà. Tale posta sarà determinata come prescrive la legge regionale di contabilità, in sede di approvazione del conto consuntivo e sarà destinata, dopo la parentesi elettorale, a nuovi investimenti sulla base degli indirizzi che la nuova Giunta adotterà.
Questo mi sembra un modo corretto di agire, anzi una Giunta che lascia spazio in fatto di risorse, impiegabile da chi dovrà venire, agisce nel rispetto di un principio che fino ad oggi è stato poco utilizzato.
Altro fatto positivo e chiaro è l'aver presentato il bilancio prima dell'inizio dell'esercizio cui il bilancio stesso si riferisce; ne scaturisce un vincolo alle attività e agli importi autorizzati dal Consiglio stesso. E' in definitiva un ulteriore controllo, imposto dalla legge, che questa Giunta ha inteso rispettare.
Nella redazione del bilancio, il Governo regionale ha proseguito il programma già approvato in sede di bilancio 1982 lo scorso mese di aprile; si tratta di interventi qualificanti, quali la soluzione della viabilità stradale da Aosta a Courmayeur; interventi per il metanodotto regionale, che si spera possa iniziare nel prossimo 1983; un nutrito programma di opere pubbliche da realizzare direttamente o erogando i relativi fondi ai Comuni; adeguati interventi a sostegno delle attività economiche e produttive per i settori agricoltura, industria, turismo, commercio, artigianato e cooperazione. In favore dell'edilizia abitativa sono stati istituiti stanziamenti di spesa per l'edilizia rurale, economica e popolare; nonché per il recupero del quartiere Cogne di Aosta. Questi sono una parte degli interventi proposti dalla Giunta regionale, altri saranno evidenziati nel prosieguo dell'esame e in modo analitico nel bilancio.
Infine un accenno ai problemi del riparto fiscale e dell'erogazione dei fondi da parte dello Stato. Il pericolo di dover correggere le poste di questo bilancio, sia nella parte entrata che nella parte spesa, esiste. Non va dimenticata la crisi paurosa che coinvolge lo Stato italiano e la possibilità che il Governo possa proporre tagli alle entrate spettanti alla Regione per effetto della legge 690.
La Giunta riafferma il diritto, con questo documento, ad iscrivere in bilancio i 9/10 delle imposte e tasse percepite dallo Stato in Valle d'Aosta.
E' una posizione chiara e ferma che non vede la Giunta votata al sacrificio di parte delle proprie risorse. Non è già forse un grosso sacrificio ricorrere ad anticipazioni di cassa tanto onerose? Certo sul piatto della bilancia ci sono momenti preoccupanti e difficili, tutti siamo in una grande barca che fa molta acqua. Se si tratterà di fare altri sacrifici, si vaglierà la somma dei pro e dei contro sempre nell'ottica di una salvaguardia dei diritti e degli interessi della popolazione valdostana in relazione al mandato che abbiamo ricevuto e che cerchiamo di assolvere.
PRESIDENTE: Ho parlato prima di inizio della discussione generale abbinata sui due disegni di legge. La tradizione vuole che dopo la relazione dell'Assessore alle Finanze, la discussione inizi nell'adunanza successiva.
Il Consiglio ritiene che la discussione generale debba iniziare subito o seguendo la tradizione, oggi alle ore 16,00?
L'orientamento penso che potrebbe essere quello di riflettere sulla relazione dell'Assessore Chabod ed iniziare la discussione generale oggi alle ore 16.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARRE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): Per quanto concerne la riflessione, la relazione fatta dall'Assessore Chabod, secondo me, non comporta nessuna riflessione, per cui possiamo tranquillamente iniziare la discussione.
Le riflessioni probabilmente era necessario farle anche in funzione del contributo che poteva derivare da altri settori della società che sono stati completamente esclusi dalla discussione stessa, come pure altri settori di questo Consiglio, direttamente interessati, che non hanno avuto modo di affrontarla organicamente.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): A mio avviso, visto che c'era l'urgenza, si potrebbe anche continuare, ma perché la discussione possa avere più compattezza se viene fatta senza interruzioni, propongo che si riprenda nel pomeriggio.
PRESIDENTE: Il Consiglio opta per la discussione oggi pomeriggio.
I lavori sono sospesi e riprenderanno oggi alle ore 16.
La seduta è sospesa.
La seduta termina alle ore 11,38.
