Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 655 du 30 novembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 655/VII - FORMAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO DELL'ADUNANZA.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, il Consiglio è convocato su richiesta del Presidente della Giunta che con lettera del 10 novembre 1982 ha richiesto, ai sensi dell'art. 20 dello Statuto, la convocazione straordinaria d'urgenza del Consiglio per l'esame del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1983, per il triennio 1983-1985, e dei finanziamenti di spesa nei diversi settori regionali d'intervento, con modifica alle autorizzazioni di spesa di leggi regionali in vigore, assunte in coincidenza con l'approvazione dei bilanci di previsione per l'esercizio 1983 e del pluriennale 1983-1985.

Come avete potuto constatare, la lettera di convocazione non era accompagnata dall'ordine del giorno, non essendo il Presidente del Consiglio in grado di allegare i disegni di legge nn. 446 e 447 in quanto questi, benché già trasmessi alle competenti Commissioni ed a tutti i Consiglieri, non avevano ancora avuto il prescritto parere.

Voi sapete che il regolamento prevede che il Presidente del Consiglio iscriva all'ordine del giorno gli argomenti in via d'urgenza quando il parere arriva prima delle ventiquattro ore, con rimessa anche degli allegati. In questo caso non c'era bisogno di questi accorgimenti, in quanto gli allegati erano in possesso dei Consiglieri.

La Commissione ha espresso ieri alle ore 12,30 il parere, quindi non c'erano più 24 ore di tempo per una trasmissione dell'ordine del giorno. La Presidenza ritiene che in seguito a questa serie di scadenze che si sono venute a creare dopo la lettera di convocazione del Presidente del Consiglio, i due disegni di legge che hanno avuto il parere e che quindi possono essere discussi dal Consiglio regionale, debbano essere iscritti all'ordine del giorno.

Il Presidente della Giunta ritiene che, a seguito della sua convocazione in data 10.11.1982, poiché è comunque sopravvenuto il parere, l'ordine del giorno sia automaticamente formato con i due oggetti da lui trasmessi, per cui questo viene iscritto d'ufficio questa mattina in aula, senza bisogno della votazione con maggioranza dei due terzi per la sua iscrizione d'urgenza.

Colleghi Consiglieri, non ne faccio una questione di procedura, ma solo una questione di principio. Mi sembra che il normale svolgimento dei fatti possa giustificare la richiesta dell'iscrizione all'ordine del giorno con votazione, prassi seguita in altre occasioni. Come non ho nessuna obiezione particolare, pregiudiziale, alla richiesta del Presidente della Giunta, che è anche una questione di principio, che gli argomenti diventino ordini del giorno d'ufficio con la distribuzione dello stesso ordine del giorno e dei pareri.

La Presidenza del Consiglio propone al Consiglio la sospensione dei lavori per cinque minuti per dar modo alla Commissione per il Regolamento, a tal uopo istituita, di riunirsi e di pronunciarsi sulla questione.

Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Il Presidente del Consiglio è stato molto cortese nel presentare le due interpretazioni, anche per facilitare i lavori della Commissione per il Regolamento.

Per quanto ci riguarda, non ne facciamo una questione di principio. A noi sembra che, a prescindere da quando è stato acquisito il parere delle Commissioni, sia possibile per il Consiglio discutere, essendo trascorse 24 ore.

Se poi non si vuole seguire questa procedura, possiamo cominciare la discussione domani, con il ritardo che questo comporta.

Se si vuole fare una votazione come controprova della volontà del Consiglio, la si può anche fare. A me sembra però che dovrebbe essere stabilita a questo punto - questo riguarda soprattutto la maggioranza - non una correzione, ma una specificazione del regolamento, nella quale si sottolinea che il parere tempestivamente acquisito su un disegno di legge con una richiesta che risale a 20 giorni fa, possa essere discusso. Questo è tutto.

Quale che sia la posizione in materia della Commissione per il Regolamento, potrebbe benissimo essere valida la tesi del Presidente del Consiglio, poiché siamo in un paese di giuristi.

Si può fare la votazione, come controprova; a noi sembra invece che sia necessario stabilire una volta per tutte come si procede per le Commissioni.

Non crediamo che sia possibile - questo dietro argomenti di ben più ampia natura - rallentare con delle procedure l'iter di un provvedimento di legge: si può benissimo dissentire sui metodi, sulle proposte; ma dato che il bilancio è un documento che ritorna puntualmente ogni anno e che proprio per la sua difficile stesura non è praticamente modificabile, è chiaro che su di esso si dà un giudizio politico. Ogni rinvio vuol dire semplicemente ridiscutere la stessa cosa con qualche giorno di ritardo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Noi accettiamo la sospensione proposta dal Presidente del Consiglio: non intendiamo assolutamente farne una questione di procedura, ma di rapporto politico fra forze presenti in Consiglio.

Quindi, sia che si faccia una scelta, quella di iscrivere l'oggetto immediatamente perché così si interpreta il regolamento, sia che si debba discutere sull'iscrizione e poi passare alla votazione, noi abbiamo una serie di dichiarazioni di ordine politico da fare, che faremo comunque.

PRESIDENTE: Allora, se il Consiglio è d'accordo, in cinque minuti possiamo risolvere questo problema procedurale per poi cominciare. La Commissione per il Regolamento è convocata immediatamente nella sala delle Commissioni qui a fianco.

I lavori del Consiglio sono sospesi dalle ore 10,06 alle ore 10,45.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri, la seduta riprende.

Vorrei fare una breve relazione sulla riunione della Commissione per il Regolamento.

Devo dire subito che la Commissione non è stata unanime, né per una soluzione né per l'altra. Da una parte c'è la preoccupazione che le norme del Regolamento che lo stesso Consiglio si è dato vengano modificate di fatto, e dall'altra l'opinione espressa da tutti i Consiglieri componenti la Commissione, che non vale la pena fare delle questioni di lana caprina, perché quello che conta è la sostanza.

E' stato anche detto che, se la Commissione fosse stata unanime nel dare l'interpretazione che dà il Presidente della Giunta, e cioè che i due argomenti devono considerarsi automaticamente iscritti perché egli ne ha fatto cenno nella sua richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio, sarebbe stato il Consiglio stesso a doversi pronunciare con la votazione per l'iscrizione straordinaria ed urgente e per la discussione, non alterando quella che è stata la procedura fin qui seguita e interpretando alla lettera il Regolamento.

Il Presidente della Giunta, nel suo intervento, ha parlato di controprova della volontà del Consiglio e quindi una soluzione potrebbe essere quella di chiedere al Consiglio di pronunciarsi, senza discussione, sull'iscrizione immediata dei due argomenti e quindi sulla distribuzione dell'ordine del giorno e dei pareri, con maggioranza di 2/3.

L'altra soluzione, per essere aderenti a quanto è stato detto nella Commissione per il Regolamento, sarebbe quella di convocare il Consiglio per domani mattina alle ore 9,30, con i pareri e l'iscrizione dei due oggetti.

Non so se ho riassunto il pensiero della Commissione per il Regolamento e se il Consiglio ritiene che, come controprova della volontà dell'Assemblea, di iscrivere i due oggetti, si possa fare la votazione, per sancire, con un atto formale quello che il Presidente della Giunta ha sostenuto come sua interpretazione, cioè l'iscrizione d'ufficio, indipendentemente dai tempi della formulazione dei pareri da parte delle Commissioni, per gli argomenti che sono presentati dal Presidente della Giunta, quando chiede una convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): L'ultima parte del discorso che ha fatto il Presidente del Consiglio non mi è completamente chiara: è, a nostro avviso, possibile votare per verificare se esistono i due terzi dei Consiglieri che sono disposti all'iscrizione d'urgenza, però non crediamo che si possa farlo senza discussione. Non riusciamo a capire il motivo per cui non si dovrebbe discutere.

Se invece si vuole evitare, per questioni di principio, questa discussione sull'urgenza, visto che è il Presidente della Giunta che ha convocato questo Consiglio, è lui che deve dirci, una volta trascorsi i termini previsti dal Regolamento, quando ci dobbiamo trovare.

PRESIDENTE: La mia proposta di non discussione andava nel senso di far ribadire dal Consiglio, con la votazione la maggioranza di 2/3, il valore dell'interpretazione; quindi non si discuteva sul merito, ma sull'interpretazione. Nel momento in cui questa interpretazione verrà sancita dal Consiglio, si aprirà la discussione nel merito del provvedimento.

Mi sembra che questa sia una interpretazione corretta per far dire al Consiglio se ritiene che si risolva il problema oggi e non si protragga di altre 24 ore.

In questo senso il Consigliere Mafrica accoglie la proposta del Presidente del Consiglio?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

VOYAT - (U.V.): Al di là di ogni altra discussione, dal momento che la Commissione sul Regolamento non è unanime sull'interpretazione da dare in questo caso, siamo dell'avviso che si proceda alla votazione di controprova, per sapere se il Consiglio è d'accordo per la discussione o meno.

Intendo anche precisare che concordiamo con l'interpretazione che dà il Presidente della Giunta, in base al secondo comma dell'art. 32 del Regolamento; siamo più per la sostanza della questione che non per la forma e non vorremmo vanificare il lavoro fatto dalla Commissione Affari Generali.

A questo proposito, vorrei anzi far presente l'ottimo lavoro svolto dal Presidente e dai membri di detta Commissione.

Per di più, visto che il Consiglio è riunito, il fatto di rinviare di sole 24 ore la discussione comporterebbe una perdita di tempo, perché la giornata, o la mezza giornata, sarebbero sprecate.

Pertanto accettiamo la votazione per l'interpretazione di questo Regolamento e voteremo a favore della discussione immediata delle due leggi.

PRESIDENTE: Non mi resta che mettere ai voti come controprova dell'interpretazione che si dà in occasione della convocazione straordinaria di urgenza richiesta dal Presidente della Giunta, che non ha limiti di tempo per il pronunciamento da parte delle Commissioni; cioè, essendo stato previsto quell'ordine del giorno, questo si ritiene iscritto d'ufficio, se nel frattempo pervengono i pareri, senza il limite delle 24 ore.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARRE - (Dem. Prol. Nuova Sin.): Dopo le ultime parole del Presidente del Consiglio, mi pare di non aver ben chiara tutta la questione, perché in questo momento ha fatto riferimento ai pareri per poter iscrivere gli oggetti all'ordine del giorno senza il termine delle 24 ore prescritte.

Non so se gli altri 34 Consiglieri abbiano mai visto questo parere della I^ Commissione Affari Generali, incaricata di discutere il bilancio; io personalmente non ne ho avuta copia.

Quindi mi pare che qui si instauri una prassi del tutto differente, per cui o l'elemento di convocazione diventa questa votazione oppure questo parere deve essere perlomeno conosciuto dai Consiglieri. Altrimenti non si capisce su che base discuteremo il bilancio.

PRESIDENTE: Il Regolamento parla dell'esistenza dei pareri; infatti nel momento in cui il Consiglio definisce la sua posizione, noi distribuiamo immediatamente i pareri e l'ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.

MARTIN - (U.V.P.): Solo per capire su cosa votiamo: votiamo per l'iscrizione del bilancio per la discussione immediata o votiamo per l'interpretazione del regolamento?

PRESIDENTE: Votiamo per l'iscrizione immediata, come controprova dell'interpretazione del Presidente della Giunta su cui la Commissione non ha raggiunto l'unanimità.

Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Io non mi formalizzerei sulla questione, perché visto che ci vogliono i due terzi, verrebbe comunque iscritto.

Sotto l'aspetto giurisprudenziale, sono d'accordo per rimandare la discussione perché esistono pareri contrastanti. Possiamo benissimo chiedere un parere pro veritate o tutto quello che volete.

La controprova ha un senso politico, non giuridico, per cui noi diciamo che il fatto di iniziare a discutere dal 30 novembre anziché rimandare al 10 dicembre, è indifferente, anzi permette una discussione più ampia. Se vi sono 24 Consiglieri favorevoli si parte a discutere dal 30 novembre.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.

BORDON - (D.C.): Prendo la parola in quanto membro della Commissione e vorrei ripetere le stesse parole che ho detto in riunione.

Il cittadino valdostano che sa che questa seduta è stata convocata e quindi rinviata, ad un certo momento, per una questione procedurale, vorrebbe delle spiegazioni, altrimenti rischia di non capirci più niente.

Mi sono permesso di dire in Commissione che con la mia mentalità di ragioniere interpreto la legge in un modo diverso e forse errato, rispetto a come la interpreta l'avvocato, perché questi ha una sensibilità superiore alla mia per gli studi che ha fatto, e forse perché la mia mentalità, per l'attività che ho svolto, è basata più sulla pratica.

Ora mordo il freno, non volevo parlare, ma vorrei farvi notare che c'è un regolamento che può essere interpretato in due modi diversi, come abbiamo sentito dire prima; non critico chi lo interpreta in modo diverso dal mio, come non voglio essere criticato se lo interpreto così, ma è altrettanto vero che se noi ieri mandavamo agli organi competenti un telegramma per la convocazione urgente per oggi, lo stesso giorno alle ore 16, non avremmo avuto nessuna discussione.

Questo è un punto pratico che voglio discutere qui dentro.

Allora, perché lo rinviamo? Ecco che subentra la mia mentalità di ragioniere, molte volte rimproveratami. Ma scusate, stamattina ci presentiamo in Consiglio alle ore 9,30, per discutere un argomento di vitale importanza per la Regione e ad un certo momento, per l'interpretazione più o meno esatta del Regolamento, dobbiamo rinviare la seduta. E rinviare perché? Una discussione che si sarebbe svolta oggi e che avrebbe accelerato i lavori, viene rimandata solo perché ieri gli organi competenti non hanno spedito il telegramma.

Ecco, voglio solo che si sappia questo: non è affatto vero che andiamo contro il Regolamento, perché alcuni di noi lo interpretano in un modo; altri in un modo diverso.

Il giudizio che voglio esprimere è che tutti noi siamo qui per lavorare, per cui il Regolamento non viene ad essere calpestato, né la democrazia del Consiglio regionale rischia di essere messa in pericolo se decidiamo di proseguire i lavori. Se ieri questo telegramma relativo all'ordine del giorno fosse stato spedito, noi oggi avremmo discusso questo argomento. E' tutto qui.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Noi, l'ho detto prima e lo ripeto, non facciamo questioni di procedura, ma poniamo un problema politico. Siccome mi sembra di aver capito che si discute sull'iscrizione o meno d'urgenza, valutiamo politicamente questa necessità, perché le ultime cose che ha detto il Presidente della Giunta mi sembrava che fossero in questo senso.

Credo perciò di dover ricostruire la storia e fare una serie di considerazioni. Innanzitutto quando si è cominciato a parlare della discussione del bilancio era l'8 novembre ed era in corso una conferenza dei Capigruppo, per cui sono contrario all'iscrizione d'urgenza per i motivi che cercherò di illustrare.

PRESIDENTE: Allora abbiamo fatto un passo avanti; siamo giunti alla conclusione di questa controprova in base alla votazione che verrà fatta. Come la prassi richiede, si deve esprimere un Consigliere a favore ed uno contro l'iscrizione d'urgenza.

Ha chiesto di parlare contro il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Mi rallegro di poter finalmente dire quello che volevo dire e di poter anche votare, perché chiediamo che ci sia un voto con cui si stabilisca che la maggioranza richiesta è per dare un giudizio d'urgenza su questa questione. Per quanto riguarda il nostro Gruppo, vogliamo chiarire perché non la riteniamo urgente.

Riprendo dicendo che l'8 novembre c'è stata la conferenza dei Capigruppo con i Presidenti di Commissione. Si è parlato del calendario delle convocazioni del Consiglio e si è discusso in quell'occasione di un certo abuso che si notava da parte della Giunta nel richiedere la procedura d'urgenza per iscrivere degli oggetti negli ordini del giorno del Consiglio. La riunione dei Capigruppo aveva stabilito all'unanimità che il Consiglio doveva essere tenuto nei giorni 9, 10 e 11 dicembre per il bilancio.

Era l'8 novembre, si era pensato di avere circa un mese di tempo a disposizione. Il Presidente della Giunta, informato di questa data, chiedeva che la discussione fosse anticipata ad oggi, 30 novembre, ed ai due giorni successivi. Questo perché? Ed arriviamo così al nocciolo della questione.

Secondo il Presidente della Giunta esisteva il pericolo che un emendamento alla legge finanziaria, in quel momento in discussione, potesse ridurre il riparto fiscale per la Valle d'Aosta da 9 a 7/10. I Capigruppo, unanimi, su proposta del Gruppo comunista stabilivano che se esisteva effettivamente questo pericolo, era necessario anticipare la discussione. Nel caso che non fossero stati presentati questi emendamenti alla legge finanziaria, la discussione poteva avvenire nei giorni prestabiliti, cioè il 9, 10 e 11 dicembre. Questo è quanto è stato allora deciso.

Dopo questa notizia allarmante della possibile riduzione da 9 a 7/10, la Segreteria regionale del P.C.I. emetteva il giorno successivo un comunicato in cui dichiarava la propria disponibilità a fare tutti i passi necessari nei confronti dei propri gruppi parlamentari perché in sede di Parlamento, se il Governo avesse presentato quell'emendamento, esso fosse respinto; la Giunta invece in quei giorni non prendeva alcuna posizione ufficiale.

Nel Consiglio dell'11 novembre, tre giorni dopo, quando già il 10 novembre il Presidente della Giunta aveva chiesto la convocazione urgente del Consiglio, il nostro Gruppo chiedeva alla Giunta come mai era stata passata sotto silenzio la questione e l'Assessore Chabod rispondeva: "Noi ufficialmente questo emendamento non l'abbiamo visto". Analoga argomentazione veniva sostenuta dal Consigliere Tamone. Se ne deduce quindi che in assenza di qualcosa di visibile, non si poteva tenerne conto.

Il giorno stesso in cui era riunito il Consiglio cadeva il Governo e fino ad oggi il nuovo non è stato votato dal Parlamento, anche se sembra che si stia dando soluzione alla crisi governativa.

Noi diciamo che da allora, per quanto ci risulta, e vorremmo avere delle controprove, di questo emendamento si sono perse le tracce. Abbiamo chiesto personalmente al Sen. Modica, che è Presidente della Commissione interparlamentare per le questioni regionali, se esisteva questo emendamento, se ne aveva copia: egli asserisce di non averlo mai visto. Il Deputato della Valle d'Aosta, che ha preso conoscenza degli emendamenti che erano stati illustrati, sotto forma di bozza, ai Capigruppo, mi ha detto sabato scorso che questo emendamento per il momento non lo ha visto. A questo punto mi chiedo quali elementi abbiamo per poter dire che esiste effettivamente un pericolo di questo genere.

Io credo che la legge finanziaria non possa essere approvata da qui al 9 dicembre, data prestabilita per la convocazione del Consiglio, perché il Governo dovrà avviare a risoluzione dei problemi non facili su cui la discussione fra le forze politiche è ancora aperta. Pertanto crediamo che in queste condizioni l'urgenza non esista più e che quindi la discussione debba essere fatta il 9, 10 e 11 dicembre.

Questa è una valutazione politica per rispettare la volontà unanime dei Capigruppo, dei Presidenti di Commissione e per rispettare un determinato metodo che il Consiglio si assegna quando vuole esaminare il bilancio o qualunque altro disegno di legge.

Chiediamo agli altri Capigruppo, che allora avevano condiviso questo orientamento, se quanto abbiamo affermato risponde al vero, e quali elementi di fatto, rispetto all'impegno che allora era stato preso, li abbiano portati ad un cambiamento d'opinione.

Inoltre crediamo che le dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta il 24 novembre, quando avevamo già posto questo problema, non rispondano al vero; crediamo che abbia fatto delle affermazioni capziose quando ha detto che conviene discutere oggi il bilancio anziché nei giorni prestabiliti, perché è bene presentarsi con le carte in regola davanti al Governo che si sta costituendo. Siamo di diverso avviso perché crediamo che prima di tutto non esistano i tempi tecnici per l'approvazione della legge finanziaria prima del 9 dicembre; è nostra opinione che questo tentativo de parte della Giunta di far discutere oggi il bilancio invece che alla data prestabilita corrisponda in realtà ad un atteggiamento difensivo da parte della Giunta regionale rispetto a possibili iniziative del Governo e che questa non sia la strada da seguire per difendersi da tentativi, a livello governativo di togliere alla Valle d'Aosta quanto è stato riconosciuto con legge dal Parlamento.

Si parla di possibili decreti legge: il decreto legge ministeriale su una questione che riguarda la Valle d'Aosta richiede comunque che venga consultato preventivamente il Presidente della Giunta, a norma dell'art. 44 dello Statuto; altrimenti sarebbe facilmente contestabile un provvedimento del genere.

Il decreto legge è comunque molto improbabile in questo caso, ma se fosse emanato, dovrebbe essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni. Poiché il Parlamento, per quanto riguarda il riparto fiscale della Valle d'Aosta, ha già modificato orientamenti negativi del Governo, crediamo che sarebbe in grado - dal punto di vista politico - di osteggiare ed invalidare eventuali proposte del Governo in tal senso. Crediamo, così com'è stato fatto nel corso della discussione sul riparto fiscale, che si debba dimostrare più coraggio rispetto alle posizioni del Governo e non lasciarci impressionare dalle minacce.

Noi crediamo che non sia una questione formale il vedere se e quando verrà pubblicata la legge finanziaria, se il bilancio della Regione è stato approvato prima o dopo. E' al contrario una questione politica, perché o si riesce a respingere un orientamento contrario agli interessi della Regione da parte del Governo o non ci si riesce. Ed in quanto questione politica riteniamo che vada affrontata sul terreno politico, e sta proprio in questo la contraddizione più grande del comportamento della Giunta regionale ed anche del movimento che più conta in questa Giunta. Mentre ad Aosta si lanciano a volte invettive nei confronti dello Stato, mentre si cerca nella Regione di presentarsi come fieri oppositori di decisioni del Governo, nei fatti c'è un'assenza di iniziativa autonomistica da parte della Giunta regionale, la quale ricorre ad espedienti come anticipare la convocazione del Consiglio per esaminare il bilancio onde dimostrare una certa combattività che nella realtà non esiste, nei confronti del Governo nazionale. Non è esistita nel caso del riparto quando soltanto i Comunisti, Nuova Sinistra, il PSDI e il PLI (mi sembra), hanno votato una mozione che chiedeva al Parlamento di ripristinare la quota dei 9/10. Non è esistita in numerosi altri casi, non ultimo quando lo Stato (ma di questo discuteremo in seguito) non ha erogato quanto stabilito dal Parlamento in fatto di quote del riparto fiscale.

La Giunta regionale, approvando l'anticipazione di cassa per 120 miliardi, invece di fare una battaglia politica nei confronti del Governo, ha scelto la strada più comoda, che è quella di ricorrere alle banche.

Noi crediamo addirittura che la via della pressione politica nei confronti del Governo dovrebbe essere più facile per questa Giunta, poiché la Democrazia Cristiana, presente nella maggioranza regionale, si sta dimostrando la forza che conta di più a livello di Governo: dopo una parentesi di poco più di un anno, il Presidente del Consiglio è nuovamente un Democratico Cristiano. Nel Governo nazionale ci sarà anche il P.S.I., che è presente in questa maggioranza, non sappiamo se questa volta ci sarà il P.R.I.

Tutti gli ultimi Governi nazionali sono stati appoggiati dai parlamentari valdostani: si facciano valere questi rapporti. Si conti quindi sulla nostra disponibilità politica a sventare tutte le manovre del Governo nei confronti della Valle d'Aosta, ma non si cerchi di fare dei giochini procedurali.

Per tornare alla questione dell'urgenza, ci pare che questa non ci sia perché questo emendamento non è stato ancora presentato, perché non sarà approvata la legge finanziaria nei prossimi quindici giorni, perché soprattutto, con altri otto giorni ancora a disposizione, potremo fare una cosa necessaria ed utile, che la Giunta regionale questa volta non ha voluto fare, e cioè consultare le forze sociali.

La Commissione Affari Generali, che ha terminato solo ieri a mezzogiorno l'esame del bilancio, si era dichiarata disponibile ad incontrare le Organizzazioni Sindacali. Non ce n'è stato il tempo; la Giunta non ha voluto incontrarle, a quel che ci risulta. C'è un comunicato di protesta delle Organizzazioni Sindacali per questa mancata consultazione ed esiste un'altra presa di posizione delle ACLI valdostane.

Noi crediamo sentire le osservazioni delle forze sociali sia utile per ricevere dei suggerimenti e doveroso far rispettare determinati livelli di democrazia nel Paese.

Quando si comincia a pensare che si possono fare le cose senza neanche perdere quella mezza giornata di tempo per parlare con le Organizzazioni Sindacali, si è purtroppo su una brutta strada; si è troppo sicuri del proprio ruolo e della propria influenza.

Quindi voteremo contro l'iscrizione d'urgenza; ovviamente se il Consiglio, la maggioranza, andando contro gli orientamenti assunti in precedenza, deciderà che si deve discutere, siamo disponibili a discutere e non vogliamo assolutamente fare ostruzionismo o sollevare questioni procedurali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare a favore il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Pochissime parole, perché il 90% di quanto è stato spiegato è travolto dal fatto che comunque ormai domani discuteremmo il bilancio, per cui mi sembra che questa lunga spiegazione sia per lo meno "a latere".

Vorrei però dichiarare che il motivo per cui abbiamo chiesto l'urgenza è perché non separiamo forma da sostanza, come se battersi con un documento in mano fosse una posizione più debole che battersi invece sulla base di più o meno fumose affermazioni.

Che ci sia l'intenzione di fare dei tagli a quelli che vengono generosamente chiamati Enti locali, credo che non si possa metterlo in discussione; che occorrano trenta giorni per approvare una legge - in particolare la legge di bilancio non è mai ritornata vistata prima dei trenta giorni regolamentari - è una altra questione che non è discutibile. Il che ci porta già al 6 gennaio, giorno della Befana.

Noi vorremmo evitare, anche se i tagli verranno - lo dico senza nessuna gioia e battendomi e valendomi anche dell'autorevole appoggio del P.C.I., quando è necessario, di vederci rinviare il bilancio perché lo si adegui alle decisioni che sono state prese. Ed essendo fuori discussione che i conti dell'azienda Italia sono dissestati, è bene, per rafforzare la nostra posizione, essere abbastanza diligenti da presentarsi con le carte in regola. Ribadisco: non è un segreto che al Ministero del Tesoro l'emendamento è stato preparato; non è stato ancora votato dal Consiglio dei Ministri, che in questo dovrebbe convocarmi.

Però in quelle sedute, Consigliere Mafrica, non si cambia la realtà, perché normalmente i Ministri sono 26 e il Presidente della Giunta uno solo, e quello della Valle d'Aosta non ha facoltà di voto. Una volta sola il Presidente della Giunta siciliana ha votato ed è stato messo in minoranza 26 a 1. Da allora non ha più votato.

Detto questo, mi sembra che ormai, come ha detto il Consigliere Bordon, il buon senso debba prevalere.

Noi vogliamo sentire suggerimenti e critiche. Non abbiamo avuto il tempo di sentire i Sindacati, ma li rappresentate degnamente, credo che abbiate il filo diretto. Non è vero? Si vede allora che era una mia impressione.

Comunque abbiamo mezza giornata di più per discutere ed eventualmente fare delle modifiche, anche per il fatto che questo è un documento che, come voi sapete, è soggetto a variabili ed a varianti.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, allora come stabilito passiamo alla votazione per l'iscrizione d'urgenza.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 33

Votanti 33

Maggioranza 24

Favorevoli 25

Contrari 8

Il Consiglio approva.