Objet du Conseil n. 297 du 24 février 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 297/XVII - Interrogazione: "Persistenza di infiltrazioni d'acqua nella nuova sede del Polo universitario di Aosta (ex Caserma Testafochi)".
Aggravi (Président) - Point 24 à l'ordre du jour. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Sapinet.
Sapinet (UV) - Le risposte alle domande n. 1 e n. 2 sono state predisposte da SIV, mentre per il quesito n. 3 nella risposta ci avvaliamo della collaborazione di UniVdA e delle strutture anche del collega Lavevaz.
Quesito n. 1: "se sia stato previsto un intervento teso a eliminare definitivamente le infiltrazioni, individuando responsabilità tecniche, progettuali e costruttive". Per fare un quadro preciso e dettagliato della situazione da voi evidenziata, abbiamo chiesto un riscontro appunto alla società SIV, soggetto appaltatore dei lavori, che ci ha riferito quanto di seguito vado a illustrare. Per quanto riguarda le infiltrazioni menzionate al primo punto delle premesse dell'interrogazione relative a marzo 2024, quindi in particolare alle infiltrazioni ai piani -1 e -2, queste sono state risolte a seguito di specifiche indagini e del successivo intervento dell'impresa realizzatrice. UniVdA ha tuttavia segnalato che le recentissime e copiose piogge hanno evidenziato alcune aree che necessitano di intervento, non collegate alla facciata ma ad alcuni locali tecnici, per le quali l'Università sta predisponendo la necessaria documentazione per la trasmissione alla ditta costruttrice.
Sempre SIV ha riferito che, per quanto riguarda invece le infiltrazioni derivanti direttamente o indirettamente dalla facciata composita, denominata per brevità "facciata ovest" dell'edificio, queste riguardano aspetti tecnici molto più complessi e il loro primo manifestarsi risale orientativamente al secondo semestre del 2024. È in tale periodo che sono stati registrati fenomeni di infiltrazione, con contestuale fessurazione e rottura di alcune lastre di rivestimento degli elementi a cassone che scandiscono la facciata e che sono rivestite in materiale BetaCryl e Corian. Quest'ultima tipologia di evento non era mai stata registrata durante la lunga fase di realizzazione della facciata e neanche delle numerose e puntuali prove condotte dalla società, certificazioni indipendenti, prima eseguite sul modello di facciata realizzato e in seguito direttamente in sito sulla facciata costruita.
Nell'inverno del 2025 l'impresa ha comunicato alla stazione appaltante, che aveva affidato a una società specializzata in monitoraggi e indagini, l'incarico di installare un sistema di monitoraggio continuo degli spostamenti e di una serie di parametri fisici della facciata composita di cui trattasi e delle centine di sostegno, ivi compresa la temperatura delle lastre di rivestimento degli elementi a cassone, che abbiamo già menzionato. Il monitoraggio continuo si è sviluppato per tutto il periodo stagionale nell'arco del 2025. In data 22 novembre 2025 l'impresa ha consegnato il monitoraggio e lo studio interpretativo che aveva commissionato. La disamina dei dati acquisiti e di calcoli e verifiche conseguentemente attuati dai tecnici della società incaricati sono stati illustrati ai servizi tecnici preposti di SIV nel corso di un'approfondita riunione. Gli spostamenti del complesso strutturale della facciata risultano decisamente lievi e ininfluenti rispetto ai fenomeni che si verificano. Di contro le lastre di rivestimento dei cassoni, come largamente atteso e preventivato, registrano scostamenti reciproci sensibili e continui, a causa della dilatazione termica. Gli spostamenti relativi massimi registrati nel corso del monitoraggio effettuato delle temperature degli elementi di rivestimenti non producono stati di coazione tali da indurre la fessurazione delle lastre, come da apposite verifiche condotte da tecnici qualificati e indipendenti. I suddetti tecnici hanno anche verificato, con saggi specifici, che i parametri meccanici e fisici del materiale delle lastre installate sono corrispondenti a quelli risultanti dalle schede di qualificazione del materiale. L'impresa ha comunicato che sta ora procedendo ad approfondimenti con il produttore delle lastre al fine di indagare gli aspetti chimici di produzione, o legati al ciclo di produzione in stabilimento, che si auspica possano fornire una spiegazione dei fenomeni di cui trattasi e la relativa soluzione. Si dà atto infine che l'impresa, allorquando le infiltrazioni si sono manifestate, è sempre ovviamente e prontamente intervenuta, procedendo ai ripristini necessari.
Secondo quesito: "se sono state avviate le garanzie contrattuali decennali, penali o azioni di rivalsa nei confronti del progettista, della direzione lavori e dell'impresa esecutrice e con quali esiti". Naturalmente l'impresa ha prodotto, all'atto del collaudo provvisorio dell'opera, avvenuto nel gennaio del 2024, una garanzia decennale postuma, richiesta ai sensi della normativa vigente. Stante la complessa e articolata situazione, illustrata al riscontro appunto del precedente punto 1 dell'interrogazione, la stazione appaltante ha provveduto a notificare all'impresa la sospensione dei termini del collaudo definitivo, che, in assenza dell'infiltrazione a carico della facciata ovest, sarebbero stati dichiarati invece a termini di regolamento a fine gennaio 2026, cioè trascorsi due anni dal collaudo provvisorio. Questo quindi non è avvenuto e l'impresa sta direttamente rispondendo.
Quesito 3: "quale impatto hanno le infiltrazioni attuali sulle attività didattiche e sulla sicurezza di studenti, docenti e personale, sulla conservazione di arredi e attrezzature informatiche e biblioteche e se sono state adottate misure provvisorie di protezione". Relativamente al terzo quesito dell'interrogazione, SIV ha comunicato di non aver ricevuto segnalazioni del tipo di quelle indicate nell'atto ispettivo. UniVdA ha invece comunicato che l'impatto della sicurezza dell'utenza e del personale sul corretto svolgimento delle attività all'interno dell'edificio e sulla conservazione di materiali e attrezzature presenti è allo stato attuale nullo. La nuova sede, d'altro canto, ha contribuito enormemente a migliorare la qualità della vita accademica degli studenti e delle studentesse, incentivando la loro presenza attiva nei locali e nella vita universitaria. Da subito la nuova sede ha riscontrato una partecipazione molto maggiore a iniziative non didattiche come l'Erasmus Day o il "Benvenuto matricole", con un 30% di presenze in più. Inoltre, il numero di immatricolati ha continuato a crescere in questi ultimi anni, in controtendenza con i dati nazionali, dati nazionali che cominciano a mostrare i primi segni del declino demografico. Il dato positivo si spiega certamente anche grazie al gradimento della nuova sede. Gli spazi della nuova Università sono poi diventati un luogo che svolge un'importante funzione di socializzazione a livello intergenerazionale. Nei tavoli collocati nei corridoi si trovano nel pomeriggio per studiare anche studenti delle superiori o giovani adulti che offrono supporto didattico ai ragazzi iscritti alle scuole medie. Lo stesso accade per il bar, diventato, soprattutto in orario mattutino, uno spazio di incontro tra le varie generazioni.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta, che nelle sue prime due repliche ha illustrato una serie di dati tecnici per i quali la ringrazio e che ovviamente sono stati forniti da quanto detto da SIV, mentre per l'ultimo elemento è una risposta data da UniVdA, se non ho capito male, corretto? Il che non mi stupisce, peraltro, perché partiamo da un dato: quando è nevicato l'ultima volta e si è accumulato uno strato di neve sul tetto dell'Università, ha cominciato a piovere all'interno dell'Università, piovere in maniera abbondante. Se mi si dice e UniVdA ci tiene a dire, che non è successo niente, va bene così e che la vita universitaria continua e prosegue, anzi, addirittura c'è stato un incremento delle attività degli studenti che partecipano, ne prendiamo atto e siamo felici, anzi qualsiasi attività che possa distogliere le persone dall'andare alla Città dei giovani per me è ben accetta, spero che questa abbia una grande concorrenza.
Direi che a questo punto, visto che per UniVdA va tutto bene, potremmo immaginare di poter provare a congelare quell'aula dove si vede - credo sia l'aula del bar, ho pubblicato un video - proprio piovere, colare in maniera importante… potremmo congelare il pavimento e provare a fare un nuovo spazio dedicato al curling, che potrebbe attivare e attirare anche delle attività sportive ulteriori all'interno dell'Università della Valle d'Aosta, se vogliamo cercare di avere i toni che ha avuto l'Università della Valle d'Aosta per dire che tutto va bene; se invece dobbiamo prendere atto del fatto che qualcuno ci ha detto che l'edificio respira, e dovevamo portare pazienza, io sinceramente pazienza non ne ho, non ne hanno neanche gli studenti che quella struttura la vivono tutti i giorni e vedono tutti i giorni che continua a piovere dal soffitto acqua da tutte le parti. Se riteniamo che la soluzione migliore sia girarsi dall'altra parte… non sto parlando con lei, ovviamente, Assessore, immagino che chi ha fornito la risposta abbia anche detto: "No, ma noi abbiamo aumentato gli studenti, le persone vengono a studiare, le attività", va tutto bene, ma piove dal soffitto, cioè va tutto bene che l'Università, la struttura sia bella, sia accogliente, va tutto bene, ma piove sempre dal soffitto. Che si dica che l'impatto è nullo sinceramente mi permetto di dubitarne, comunque, per gli amanti del nullo, io ripubblicherò il video dell'acqua che piove all'interno dell'aula, all'interno dell'Università, così tutti potranno farsi un'idea. Se invece questo è un motivo, addirittura, che può attirare delle persone in strutture, immagineremo di forare anche la struttura del Consiglio, di far piovere all'interno di quest'aula: magari sarà un modo per attirare più gente per vedere il Consiglio di persona, se questo ha una funzione attrattiva e non è invece un disagio.
