Objet du Conseil n. 279 du 24 février 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 279/XVII - Ritiro di mozione: "Condivisione degli indirizzi e delle priorità strategiche per la nomina del Direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 8 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al primo firmatario Centoz.
Centoz (PD-FP) - Collega Marzi, torniamo sulla sanità, mi spiace insistere.
Questa mozione nasce da una convinzione semplice: la nomina del Direttore generale dell'USL della Valle d'Aosta è uno degli atti politico-amministrativi più importanti che questa Giunta compirà nella legislatura.
Non è un atto di routine, non è una questione tecnica da delegare a una commissione di esperti, è una scelta che determinerà la direzione del nostro Sistema sanitario per i prossimi cinque anni.
Tuttavia - è questo il punto che ci ha convinti a presentare la mozione - nel processo che porta a questa scelta il Consiglio regionale oggi è assente, non formalmente, formalmente il Consiglio concorre alla definizione degli indirizzi generali delle politiche sanitarie, ma sostanzialmente la nomina avviene e il Consiglio la apprende a cose fatte.
Non è contro la Giunta che presentiamo questa mozione. È nell'interesse di tutti, quindi anche nell'interesse della Giunta, che la nomina avvenga con il massimo della trasparenza istituzionale, di chiarezza degli obiettivi e di legittimazione politica. Una nomina che passa per un confronto preventivo con la Commissione consiliare è una nomina più solida, più difendibile, più credibile agli occhi dei Valdostani e degli stessi operatori sanitari.
Partiamo dalla norma. Il decreto legislativo n. 171/2016 e la nostra legge n. 5/2000 disciplinano la nomina del Direttore generale: si forma una rosa di candidati idonei senza graduatoria e la Giunta sceglie. È una discrezionalità piena, che è pienamente legittima e nessuno la mette in discussione. È assolutamente così ed è giusto che sia così.
Ma proprio perché la discrezionalità è piena, diventa tanto più necessaria la chiarezza degli indirizzi. Quando si sceglie tra due candidati ugualmente idonei - e nel bando di selezione tutti i candidati ammessi sono per definizione idonei - su che cosa si basa la scelta? Su quale visione della sanità valdostana? Su quali priorità? Su quali sfide che si ritiene urgente affrontare?
Questa mozione non chiede alla Giunta di rinunciare a nulla, chiede di esplicitare prima, e non dopo, quali siano questi indirizzi, di portarli in Commissione, di permettere un confronto con la Commissione, quindi con il Consiglio, e di riferire in Commissione le ragioni di quella scelta, in coerenza con gli indirizzi dichiarati. Non è interferenza, è quello che in qualsiasi sistema di buon governo si chiede a chi esercita un potere discrezionale, cioè spiegare prima i criteri e rispettarli dopo.
Per capire perché questa nomina è così importante, vale la pena di spendere qualche parola sul ruolo in sé del Direttore generale, perché il Direttore generale dell'USL della Valle d'Aosta non è un manager di un'azienda qualunque, è il vertice di un sistema che è al tempo stesso ospedale e territorio, emergenza e cronicità, prevenzione e riabilitazione, servizi socio-sanitari e salute mentale e lo è per una regione intera, non solo per un'azienda, senza il filtro di altre aziende o strutture parallele.
Parliamo di circa 2.200 dipendenti, di un bilancio che supera i 400 milioni, di 125.000 residenti più una componente turistica che in certi mesi raddoppia i flussi. Il Direttore generale definisce l'organizzazione interna, gestisce le relazioni sindacali, decide le priorità d'investimento, orienta le scelte sull'assunzione del personale. In una parola, ha in mano la sanità valdostana.
La Valle d'Aosta ha una particolarità ulteriore: si finanzia interamente da sola, non attinge al Fondo sanitario nazionale. Questo, come ha confermato la Corte costituzionale, conferisce alla Regione una quasi sovranità sulla gestione delle risorse sanitarie. È un vantaggio enorme, ma è anche una responsabilità enorme, ogni euro speso male è un euro delle finanze regionali sprecato.
Detto questo, scegliere bene il Direttore generale non è solo una questione quindi sanitaria, è una questione di bilancio, di sviluppo, di attrattività del territorio. È letteralmente, quindi, una questione di governo.
Permettetemi di entrare nel merito della priorità strategica che, a nostro avviso, dovrebbe orientare la scelta del futuro Direttore generale, perché questa mozione non è soltanto istituzionale, è anche politica, nel senso più nobile del termine: dice che il Consiglio ha una visione sulla sanità e quella visione merita di essere confrontata con la visione della Giunta.
La prima sfida, e su questo credo che siamo probabilmente tutti d'accordo, è il personale: la Valle d'Aosta fa fatica ad attrarre e a trattenere medici e infermieri: non è un problema solo nostro, è una crisi nazionale, anzi europea, amplificata dalle caratteristiche specifiche del nostro territorio.
Abbiamo risposto con la legge regionale n. 22/2022, l'indennità di attrattività, una risposta che va nella direzione giusta e che noi abbiamo sostenuto, ma la risposta economica non è sufficiente da sola. Il futuro Direttore generale dovrà avere una strategia di attrattività che vada oltre l'indennità, ad esempio sul welfare abitativo, sulla mobilità facilitata, sugli asili nido accessibili per i figli dei professionisti che trascorrono percorsi di carriera che valorizzino il lavoro in montagna come specializzazione professionale, non come disagio da sopportare.
L'USL valdostana può costruire profili professionali unici: il medico di emergenza alpina, l'infermiere di Comunità montana con competenze di telemedicina, il geriatra specializzato nella gestione di cronicità in contesti rurali. Queste figure non si trovano sul mercato, si devono formare, il futuro Direttore generale deve avere quindi la visione e la capacità manageriali per costruirle. È questa la domanda che il Consiglio ha il diritto di fare prima della nomina.
La seconda sfida è strutturale e riguarda il modello organizzativo, il rapporto tra l'ospedale e il territorio.
L'ospedale Parini è il cuore del sistema e tale deve rimanere, ma anni di centralizzazione dei servizi hanno progressivamente svuotato, almeno in parte, la medicina territoriale delle valli: il medico di base che va in pensione e si fatica a sostituirlo, l'ambulatorio che magari in alcuni casi può chiudere, la guardia medica che non riesce a coprire il fine settimana, il paziente cronico che per analisi di controllo deve prendere la macchina e scendere ad Aosta.
Il PNRR ha dato delle risorse importanti. La domanda è: queste risorse si stanno traducendo in servizi reali, accessibili, capillari? Il futuro Direttore generale deve avere una visione precisa dell'integrazione dell'ospedale e territorio, non come slogan ma come modello organizzativo concreto, con obiettivi misurabili, tempi certi e responsabilità definite. Deve saper gestire la stagionalità, una specificità valdostana che nessun manuale di management sanitario affronta direttamente. In inverno è in estate l'USL serve il doppio dei pazienti, forse anche di più, con la stessa struttura. Organizzare questo richiede flessibilità, accordi, protocolli di collaborazione con sistemi sanitari delle altre Regioni, non è una questione banale, è una delle più complesse che un direttore generale di un territorio di montagna deve affrontare.
La terza priorità, secondo noi, è il modello di governance e di relazione con il territorio. La sanità valdostana è piccola abbastanza da conoscere ogni direttore di dipartimento per nome e grande abbastanza da produrre disfunzioni organizzative di ogni tipo. In una struttura così la qualità del management interno fa la differenza. Ci sono stati, e sarebbe stupido non riconoscerlo, anni in cui le relazioni sindacali all'interno dell'USL sono state difficili, in cui la comunicazione interna ha lasciato a desiderare, in cui i professionisti si sono sentiti poco ascoltati nelle scelte organizzative.
Non è una critica a nessuno, è il riconoscimento che gestire un'azienda sanitaria e complessa richiede non solo competenze tecniche, ma capacità di leadership, di ascolto, di costruzione del consenso interno.
Poi c'è la relazione con i cittadini. L'USL valdostana non è una struttura lontana, è la nostra struttura, quella che i Valdostani sentono propria. Le liste d'attesa, la qualità dell'accoglienza, la chiarezza delle comunicazioni, la gestione dei reclami, tutto questo costruisce oppure distrugge la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario. Il Direttore generale che sceglieremo deve dare a questo un peso specifico nel suo mandato.
C'è, infine, una sfida che non è urgente oggi, ma che lo diventerà inevitabilmente: l'invecchiamento della popolazione. La Valle d'Aosta ha un indice di vecchiaia tra i più alti d'Italia, la quota di ultra sessantacinquenni cresce ogni anno, la gestione della non autosufficienza, della cronicità, delle demenze, della salute mentale degli anziani è destinata a diventare la voce principale di spesa sanitaria regionale nei prossimi vent'anni.
Il Direttore generale che nominiamo oggi governerà quindi questi processi per i prossimi cinque anni.
Vogliamo sapere, e riteniamo quindi legittimo chiederlo, se la Giunta ha un'idea precisa di come affrontare questa transizione demografica, se privilegia l'istituzionalizzazione oppure le cure domiciliari, se investe sulla prevenzione o sull'assistenza, se immagina un modello integrato con i servizi sociali. Queste non sono domande accademiche, sono domande che orientano la scelta di un Direttore generale.
Veniamo quindi ai quattro impegni che chiediamo con questa mozione.
Il primo impegno è il più importante: chiediamo alla Giunta di illustrare in Commissione, prima di procedere alla nomina, gli indirizzi strategici e le priorità di mandato che si intendono assegnare al Direttore generale. Non chiediamo, ripeto, non chiediamo di sapere chi verrà nominato, quella è giustamente una competenza della Giunta e la rispettiamo. Chiediamo invece di sapere che cosa viene chiesto al futuro Direttore generale di fare, qual è la visione della sanità valdostana che dovrà incarnare, quale problema è considerato prioritario rispetto agli altri, quale modello organizzativo s'intende costruire e consolidare.
Questo confronto preventivo non è una formalità, è il momento in cui il Consiglio può contribuire alla definizione degli indirizzi, arricchirli con la propria visione, segnalare eventuali punti ciechi. È il Consiglio che fa il suo mestiere: indirizza e controlla le politiche pubbliche.
Il secondo impegno riguarda invece la trasparenza nella scelta dei candidati idonei. La rosa, come dicevamo, non ha una graduatoria, tutti i candidati ammessi sono idonei, ma la scelta tra di loro non può essere arbitraria, dev'essere orientata sulla base di indirizzi dichiarati. Chiediamo quindi alla Giunta che espliciti prima quali elementi del profilo, cioè le esperienze pregresse, alcune competenze specifiche, una certa visione di gestione, l'hanno orientata verso un candidato piuttosto che l'altro.
Non è un processo di giudizio, è semplicemente la logica conseguenza nell'aver dichiarato degli indirizzi. Se, ad esempio, ho detto che voglio un direttore generale con una forte esperienza d'integrazione ospedale e territorio, la scelta chiaramente dovrebbe essere conseguente a quest'indirizzo.
Il terzo impegno è la rendicontazione dopo la nomina. La Giunta riferisce in Commissione sulle motivazioni generali della scelta con riferimento alla coerenza del profilo con gli indirizzi che ha dichiarato all'inizio. Questo dovrebbe chiudere il cerchio, prima dichiaro i criteri, poi dimostro di averli rispettati.
Non è un obbligo oneroso, se gli indirizzi sono stati rispettati la rendicontazione è semplice, se invece si fa fatica a rendicontare, quella fatica è già un segnale politico importante.
Il quarto impegno è più strutturale e va oltre questa singola nomina, cioè valorizzare il ruolo della Commissione consiliare competente, che è la V, come sede permanente di confronto istituzionale sulle sfide strategiche del Sistema sanitario. La Commissione dovrebbe essere il luogo in cui si discute il Piano sanitario regionale prima della sua approvazione, in cui si esamina il bilancio dell'USL con il Direttore generale presente, in cui si valutano i risultati del piano e si confrontano gli obiettivi.
Oggi questo accade, ma ogni tanto in modo discontinuo, episodico, magari si fa di reazione quando succede qualcosa. Vogliamo invece provare a invertire questa logica.
Permettetemi quindi di chiudere con una riflessione più ampia. La sanità valdostana è probabilmente il servizio pubblico che più direttamente tocca la vita quotidiana di ogni cittadino: nasce qui, si cura qui, invecchia qui, chi arriva qui in emergenza, chi porta qui i propri figli, chi accompagna qui i propri genitori anziani, tutti si affidano a quel sistema con quella fiducia irripetibile che si ha nei confronti della sanità pubblica, quando funziona.
Mantenere quella fiducia è quindi un dovere politico e mantenere quella fiducia inizia dalla qualità della scelta del vertice: chi metti a guidare quel sistema, con quale mandato e con quale visione. Il Direttore generale non è quindi un tecnico intercambiabile, è un punto di riferimento per 3.000 Valdostani e per 125.000 cittadini valdostani.
Scegliere bene, con trasparenza, con metodo, con la partecipazione delle istituzioni democratiche previste, è già di per sé un atto di buon governo ed è quello che questa mozione chiede, niente di più, niente di meno, e per questo vi chiediamo di approvarla.
Dalle ore 12:22 assume la Presidenza la vicepresidente Petey
Petey (Presidente) - È aperta la discussione. La parola alla consigliera Minelli.
Minelli (AVS) - Vogliamo ringraziare i colleghi del Partito Democratico per aver presentato questa mozione, che ci sembra assolutamente equilibrata e sensata.
Ha sottolineato il collega Centoz che non c'è un tentativo d'invasione di campo nelle prerogative della Giunta nella scelta che si dovrà fare rispetto al Direttore dell'USL, ma è stato ricordato come ci debba essere - ed è corretto che sia così - un lavoro da parte del Consiglio attraverso la sua Commissione, la V Commissione, che è quella competente per questo tema.
In particolare, nelle premesse che costituiscono il testo della mozione, noi condividiamo il fatto che si sottolinei come sia molto importante, sia particolarmente rilevante, la chiarezza degli indirizzi politico-amministrativi e delle priorità strategiche che orientano la scelta finale e le motivazioni di questa premessa sono state ben evidenziate. È esattamente così: il Consiglio regionale concorre alla definizione degli indirizzi generali delle politiche sanitarie generali, tant'è vero che il Piano socio-sanitario dev'essere approvato dal Consiglio regionale, ed è cosa che è stata fatta.
Ovviamente le idee possono essere diverse, ci possono essere posizioni anche contrastanti, però è corretto che gli indirizzi vengano discussi anche nel Consiglio regionale e che venga data un'indicazione, o comunque che ci sia un confronto, giustamente preventivo, sugli indirizzi e sulle priorità che dovranno essere affidate al futuro Direttore generale; credo che sia stato ben detto che questo non costituisce un'interferenza in quello che è giustamente il lavoro della Giunta.
Nell'impegno di questa mozione viene richiesto di illustrare alla Commissione consiliare gli indirizzi e le priorità che la Giunta ritiene di dover definire.
Io credo, e lo abbiamo detto tante volte, che il confronto sia una modalità di lavoro assolutamente utile e necessaria per riuscire a compiere delle scelte che siano il più possibile meditate e che poi davvero possono vedere posizioni contrastanti, ma un contributo, anche da chi magari la pensa diversamente, può essere utile nella definizione di quelle che dovranno essere indicazioni date a una persona che avrà un onere grandissimo, che è quello di guidare in qualche modo la sanità valdostana nei prossimi anni.
È importante anche la parte successiva della mozione, cioè laddove si chiede di riferire successivamente in Commissione sulle motivazioni della scelta effettuata, perché la scelta - è chiaro ed è stato detto chiaramente - spetta alla Giunta. È una scelta di grande responsabilità, però è importante che queste motivazioni vengano condivise.
Credo anche che sia giusto e importante sottolineare che la Commissione ha un ruolo, gli organismi del Consiglio sono organismi istituzionali, la Commissione è quella che si occupa di sanità e di politiche sociali, è una Commissione che ha molto lavoro perché sappiamo che questo è uno dei temi più importanti e che sentono anche tutti i cittadini.
Giustamente quindi, nel rispetto delle prerogative di chi sta al governo, questa mozione ha ragion d'essere e la sosterremo, anche perché riteniamo che, come ho detto in apertura dell'intervento, sia assolutamente anche rispettosa ed equilibrata.
Presidente - Se ci sono altri interventi... La parola alla consigliera Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Molto è stato detto già dal mio collega nella presentazione e dalla collega Minelli, nel suo intervento.
Io innanzitutto - perché non so se avrò ancora la possibilità in questi giorni, o comunque in questo mese - desidero ringraziare, l'abbiamo fatto in Commissione, ma desidero ringraziare l'attuale Direttore generale, il dottor Uberti, per il lavoro che ha fatto in questi anni. Negli anni scorsi ho avuto modo di confrontarmi per alcuni aspetti con lui e ho apprezzato non solo la capacità di ascolto, ma anche la capacità, che non è da tutti, di delega al suo staff, la capacità anche di mettere a terra, come oggi si dice, spesso, le soluzioni, quindi unire una teoria, un pragmatismo, l'ascolto e la delega, a mio parere sommesso, è caratteristica davvero importante, voglio quindi ringraziarlo per quello che è stato fatto per la sanità; in Commissione ci ha illustrato da dove si è partiti, anche in maniera molto difficoltosa, che percorso si sta facendo, quali sono alcuni risultati ottenuti e, ancora, il grande lavoro - che non è, ripeto, solo della Regione Valle d'Aosta ma è della nazione Italia - che si deve fare.
Questa premessa mi permette di rinforzare quello che i colleghi hanno detto finora: quanto è importante la figura del Direttore generale dell'USL. È una figura talmente importante per cui non possiamo sottovalutare il percorso - e lo so che non viene sottovalutato - che porta alla sua nomina.
Ricordo ai colleghi, ma penso che sia anche forse fuori luogo, perché tutti lo sanno, che per accedere a quest'elenco bisogna avere delle qualità, un'esperienza e una competenza di alto, altissimo livello, e quindi un pregresso professionale importante.
Ci sono però anche differenze poi di qualità personali, di atteggiamenti, di capacità di gestire il management dell'USL che sono diversi. È un compito difficile, è un compito che spetta esclusivamente all'esecutivo e, questo è stato ribadito, nessuno, anche perché oggettivamente non abbiamo nessun titolo per metterlo in discussione, ma nessuno quindi qui in quest'aula mette in discussione questo compito.
Metto però in discussione i ruoli. I ruoli del Consiglio, i ruoli dell'esecutivo, e la necessità... poi la maggioranza è maggioranza, la maggioranza ha i numeri per governare, ci mancherebbe, lo dice una persona che arriva da cinque anni di governo, ma questo non toglie che noi dobbiamo essere rispettosi dei ruoli.
I ruoli d'indirizzo mi sembra che spettino al Consiglio. I ruoli d'indirizzo, che chiaramente possono essere condivisi anche dalla minoranza, ma portati avanti dalla maggioranza, poi arrivano all'esecutivo, che esegue, che sceglie.
Che cosa si chiede, allora? Si chiede innanzitutto un rispetto di questi ruoli, ma si chiede anche di condividere, condividere in Commissione, ragionare insieme, esplicitare, descrivere le caratteristiche fondamentali che dovrà avere, o che ci aspettiamo che abbia, il nuovo Direttore generale.
È un territorio, il nostro, non facile né dal punto di vista geografico... l'abbiamo visto domenica alle 15:00 e ci siamo confrontati con il Presidente di un'altra Regione autonoma anche su questi temi e sullo spopolamento, sui servizi, sulle necessità di affrontare, appunto insieme, e l'ha ribadito bene, trasversalmente, questi temi.
Il nostro territorio è un territorio, sappiamo tutti, montano, dalle difficoltà di reperimento del personale, quindi, l'abbiamo detto anche adesso, con la necessità di una forte integrazione tra ospedale e territorio e, quindi, la scelta del profilo ideale richiede una visione chiara e condivisa.
Ripeto, nessuno vuole appropriarsi di competenze che non ha, però chiediamo anche un rispetto dei ruoli e chiediamo che la scelta sia orientata da indirizzi politico-amministrativi chiari, illustrati preventivamente in commissione.
Naturalmente, l'obiettivo, come ha detto il collega, di trasparenza, di chiarezza, di coerenza poi, perché ogni progetto ha un ex ante, un in itinere e un ex post, quindi è giusto poi monitorare e fare in modo che se si ci sono delle cose positive metterle in luce, se ci sono delle difficoltà fare alcuni cambiamenti.
L'ultimo è quello di valorizzazione istituzionale, l'ha detto il mio collega, valorizzare una commissione, le commissioni consiliari, perché è nel loro ruolo e nel proprio ruolo la sede naturale per il confronto di quelle che possono essere le sfide. Questa è una delle sfide più importanti, non lo ripeto perché è già stato detto.
Concludo. Concludo dicendo che un confronto preventivo sul metodo e sugli obiettivi non è una limitazione per l'esecutivo. Io lo dico personalmente, io non l'ho mai vissuto come un limite, ma come un sostegno, come un accompagnamento, come una condivisione, e non è appunto, ho detto, una limitazione per l'esecutivo, ma un rafforzamento, invece, delle qualità delle scelte pubbliche, significa rendere la futura nomina più solida, credibile e, soprattutto, rispondente alle reali necessità della Comunità valdostana.
Questo è lo spirito di questa mozione. Speriamo, con l'illustrazione e con la discussione, di aver rafforzato questo spirito e quindi chiediamo all'Aula di condividerla.
Dalle ore 12:47 riassume la Presidenza il presidente Aggravi
Aggravi (Presidente) - Grazie collega. Ci sono altri interventi? Chiudo la discussione generale. Per il governo, la replica all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Innanzitutto, rispetto alle quattro domande che il collega Centoz ha rappresentato in maniera specifica, soprattutto puntuale, dirò una cosa in sintesi, però secondo me è importante specificare alcuni aspetti. Perché so che lui è un fine giurista, quindi sa benissimo, e lo sapeva anche quando ha scritto questa mozione, che non ha mai chiesto di interferire sulle prerogative di scelta ai sensi di una norma individuata, ma va comunque chiarito, perché non è chiaro a tutti. Non parlo dei colleghi Consiglieri, ma parlo in termini generali.
Ciò vale anche rispetto ad alcune delle richieste, perché mai come in questo momento l'oggetto del contendere non è "Cosa dovrà fare il futuro o la futura direttrice generale", perché questo è stabilito da una serie di atti programmatori che mai come in questo momento sono chiari, sia a carattere regionale che a carattere nazionale.
Innanzitutto quindi è opportuno affermare il riconoscimento del valore delle Commissioni consiliari quali sede di approfondimento e confronto istituzionale sui temi di competenza del Consiglio, con la rinnovata disponibilità, che abbiamo appena dato, tra l'altro, nella precedente mozione, a trattare il tema delle liste d'attesa in V Commissione.
In tal senso, però, è utile richiamare, anche a beneficio dei nuovi colleghi, la continua disponibilità resa da parte di tutti quanti i soggetti che vengono richiamati, compresa l'azienda USL, non ultimo il 21 di gennaio, quando una parte della direzione strategica è venuta in Commissione.
Com'è comprensibile, ancor più in questa fase storica caratterizzata da incertezze e repentini cambiamenti, la programmazione e la gestione del Servizio sanitario regionale si confrontano continuamente con sfide di natura strutturale, organizzativa e finanziaria, che richiedono un costante aggiornamento degli indirizzi, ne consegue che ogni momento di confronto in sede consiliare deve svolgersi nel pieno rispetto e senza sovrapposizione alle prerogative degli organi esecutivi e ai processi decisionali a essi riservati che - in ordine alle funzioni d'indirizzo politico, amministrativo, di programmazione e di governo del Sistema sanitario regionale - sono attribuiti alla Giunta regionale e al Presidente della Regione, ciascuno naturalmente per le rispettive competenze.
Come abbiamo già avuto modo di rispondere su questo tema specifico durante i precedenti Consigli, la scelta del nuovo e futuro Direttore generale dell'azienda USL avverrà nel rispetto della normativa statale e regionale vigente in materia e naturalmente con particolare riferimento ai requisiti previsti per l'iscrizione nell'elenco nazionale degli idonei alla nomina di Direttore generale delle aziende sanitarie stesse.
Alla procedura sono infatti ammessi esclusivamente coloro che sono iscritti nell'elenco nazionale agli idonei alla nomina a Direttore generale delle aziende sanitarie e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, pubblicato sul sito internet del Ministero della Salute, come aggiornato da successivi provvedimenti del Ministero stesso.
Con la delibera n. 1668 del dicembre 2025, la Giunta ha approvato quindi l'avviso pubblico ai fini della raccolta delle domande. L'avviso, inoltre, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione in data 13 gennaio 2026 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana il 16 gennaio 2026.
Il 15 febbraio 2026 sono scaduti i termini per la presentazione delle domande da parte dei candidati e sono attualmente in corso le procedure di designazione dei componenti la commissione incaricata di svolgere la procedura valutativa, non comparativa, delle candidature. La Commissione sarà nominata con decreto del Presidente della Regione e sarà così composta: un dirigente apicale dell'Amministrazione regionale che la presiede, un esperto designato da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e un esperto indicato da un'università.
La Commissione effettuerà la verifica della coerenza dei profili curriculari dei candidati e delle esperienze dirigenziali maturate dai candidati stessi rispetto alle funzioni dell'incarico da conferire e la valutazione degli stessi, in base ai criteri dalla medesima definiti, facente riferimento prioritariamente ai seguenti aspetti: gestione di processi di trasformazione strategica ed organizzativa, come da lei richiamato nella presentazione, peraltro; ruoli di management svolti in diversi contesti aziendali; sviluppo della carriera professionale; dimensione delle strutture dei fattori produttivi gestiti negli ultimi dieci anni; conoscenza del sistema sanitario sia ospedaliero sia territoriale e dei possibili relativi livelli d'integrazione.
Questa Commissione, quella appena citata, a seguire procederà a sottoporre i candidati a un colloquio individuale finalizzato ad accertare:
1) il possesso dei requisiti maggiormente coerenti rispetto alle funzioni da esercitare presso le aziende USL;
2) il possesso di qualità manageriali, di leadership, relazionali, di analisi, di sintesi, di problem solving e organizzative, al fine di rispondere al meglio alla domanda di salute rispetto alle funzioni da esercitare presso l'azienda USL stessa.
La Commissione valuterà i candidati attraverso l'attribuzione di specifici giudizi sintetici per ogni ambito di valutazione, cui conseguirà un giudizio complessivo di idoneità o di non idoneità per ciascuno dei medesimi candidati, ai fini dell'inserimento nella rosa degli idonei, nonché le relative motivazioni. Tale rosa non darà luogo alla formazione di una graduatoria e ciascun nominativo sarà inserito in ordine alfabetico e accompagnato dal giudizio d'idoneità finale formulato dalla Commissione medesima.
A seguito dell'approvazione della rosa dei candidati, il Presidente della Regione procederà con proprio decreto alla nomina del Direttore generale dell'azienda USL, o Direttrice generale dell'azienda USL, della Valle d'Aosta, su conforme deliberazione debitamente motivata dalla Giunta regionale.
La deliberazione della Giunta, oltre a proporre il nominativo del nuovo Direttore generale, o della nuova Direttrice generale, definirà gli obiettivi di mandato correlati alla nomina stessa.
Gli obiettivi di mandato saranno però strettamente connessi ai documenti di programmazione regionale e, in particolar modo, al Piano della salute e del benessere sociale approvato nel 2023, alla riorganizzazione e al potenziamento dell'assistenza territoriale di cui al D.M. n. 77/2022, che tra l'altro, col PSBS di cui sopra, è stato per la prima volta declinato in Valle d'Aosta, e alla delibera della Giunta regionale n. 1609/2022, oltre naturalmente alle azioni del PNRR e a quelle del DEFR. Gli obiettivi di mandato sono poi declinati di anno in anno, entro il 30 settembre, negli obiettivi gestionali approvati ai sensi della 5/2000.
La deliberazione assegna pertanto annualmente al Direttore generale dell'azienda USL gli obiettivi operativi e tali obiettivi rappresentano la declinazione su base annuale degli obiettivi di salute.
Alla luce di quanto illustrato, riteniamo che gli impegni richiesti dalla mozione trovino già adeguata risposta nel quadro normativo vigente. In particolare, come abbiamo precisato, la normativa definisce in modo puntuale un procedimento strutturato che prevede l'intervento di una Commissione appositamente costituita e dotata delle competenze tecniche necessarie per la valutazione dei candidati, attività che non rientra ovviamente nelle funzioni della Commissione consiliare stessa.
Per cui per i primi tre punti di cui sopra, compreso quello di quale sarà il mandato che verrà dato al Direttore generale dell'azienda USL, mai come in questo momento - che si tratti di un direttore generale o di una direttrice generale - gli aspetti in termini di missione e programmazione sono chiarissimi, sia perché, di fatto, il Piano della salute e del benessere sociale è stato approvato solo nel 2023 e ha messo a terra tutta una serie di declinazioni programmatorie e operative con un arco temporale all'incirca decennale, ed è avvenuto soltanto due anni e mezzo fa, sia perché per la prima volta parla d' integrazione sanitaria, ospedaliera e territoriale in una maniera molto chiara e conclamata, che si collega in maniera assolutamente evidente anche a tutta la programmazione del PNRR.
Partiamo dal presupposto che tutto quanto abbiamo approvato nel 2023, in pieno PNRR, ha visto poi l'approvazione del dm stesso, e quindi di tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, in una maniera a dir poco parallela.
Lo stesso naturalmente vale per il DEFR, ma non lo cito perché naturalmente quanto sto dicendo ricopre un mandato programmatorio ancora più ampio.
Se poi colleghiamo questi aspetti - che sono degli aspetti di natura programmatoria - all'approvazione del nuovo atto aziendale, che è avvenuta nel tardo autunno del 2023 e addirittura rinnovata, nonostante le futili proteste del caso, che poi nei fatti non si stanno assolutamente rappresentando, con addirittura un adeguamento dell'atto aziendale stesso, mi sembra del 2025, voi capirete bene che sia in termini programmatori di lungo corso, che in termini programmatori di medio corso, collegati a una riorganizzazione, noi abbiamo le due medaglie di quello che il futuro Direttore generale o la futura Direttrice generale dovranno porre in essere su un arco temporale che, come minimo, è di un lustro, quindi, a mio modesto avviso, travalicherà anche questa legislatura, rispetto a quanto concretamente dovrà portare avanti tutti i giorni.
Veniamo invece all'ultima domanda, e quindi a una domanda... a un'impegnativa, scusi, di questa mozione, che di fatto è un'impegnativa assolutamente politica: nel momento in cui, secondo la normativa di riferimento, che tra l'altro ha ascoltato con più attenzione della parte iniziale, perché anche se lei è un fine giusta, sono sicuro che la declinazione della procedura per arrivare alla definizione avrà interessato anche lei, perché è particolare, lo dico da spettatore privilegiato.
Detto ciò, nel momento in cui questa normativa andrà a declinarsi e a incarnarsi, noi avremo una persona che svolgerà questo ruolo. È sicuramente possibile il fatto di dargli il benvenuto con una convocazione in V Commissione nel momento in cui questa persona sarà designata per condividere assieme la sua conoscenza di questi atti programmatori e la sua modalità di incarnarli, naturalmente in una fase successiva alla sua designazione.
Aggiungo però un pezzo, che secondo me è il pezzo sostanziale di quella che poi è una peculiarità tutta valdostana nella definizione delle cose, e cioè il physique du rôle. Normalmente ci si aspetta da un direttore generale o da una direttrice generale che costui/costei abbia le prerogative che ho appena citato, che sono delle prerogative in termini di competenze richiamate (altrimenti non potrebbe fare parte dell'albo previsto dalla normativa nazionale) e di capacità; le capacità sono quelle che ho richiamato e la capacità è la competenza di mettere in atto le competenze stesse, perché competenze e capacità sono due cose completamente diverse.
Le capacità manageriali di cui sopra sono delle capacità che in questa Regione si devono svolgere in una maniera tutta particolare, nel senso che il fatto di avere un'unica azienda USL, un unico ospedale e un unico Assessorato è una prerogativa tutta valdostana.
Questa prerogativa tutta valdostana fa sì che sia fondamentalmente necessario che il futuro candidato o candidata abbia la voglia e la volontà, oltre ad avere queste prerogative di cui sopra, che sono richiamate appunto in un caso da competenze acquisite e che consentono l'accesso a un albo e in un altro caso da capacità che verranno valutate dalla Commissione di riferimento, legate anche a un'esperienza professionale non secondaria, valutata sempre dalla Commissione di cui sopra su quello che è stato fatto nel decennio precedente.
Una volta che noi avremo una persona che incarna queste due, diciamo, semisfere, che di per sé sono già abbastanza complesse e ampie poi cosa viene richiesto al Direttore o alla Direttrice generale della Regione autonoma Valle d'Aosta? Vivere in un territorio dove tante cose vengono applicate in deroga, perché la Regione autonoma Valle d'Aosta è un territorio completamente diverso, motivo per il quale gli atti programmatori sono declinati alla valdostana. Noi abbiamo una normativa di riferimento che dice "avete bisogno delle case di comunità", ma poi di fatto applichiamo le case di comunità in una strana logica territoriale che viene assunta da atti sia in termini di gestione - lei parlava prima di flussi migratori ospedalieri - che territoriali, che stanno avendo una declinazione che negli ultimi tre anni abbiamo dato, assieme all'attuale Direttore generale, completamente diversa.
Ma soprattutto un'altra caratteristica, che è la prossimità, che va innanzitutto da un'attività di rapporto col Consiglio regionale e con le Commissioni competenti completamente diversa rispetto ad altre Regioni italiane, molto più frequente e continuativa. Lo stesso vale anche per le iniziative consiliari e lo stesso vale nei rapporti istituzionali continuamente richiesti con tutto il territorio e i suoi portatori di interessi.
Per cui, in realtà, in questa Regione per fare il Direttore generale non è richiesto semplicemente essere competente e capace, e quindi avere una capacità programmatoria e di vision uguale a tutte le altre Regioni italiane, ma va richiesto che poi questa capacità venga incarnata nel quotidiano, semplicemente perché ti può capitare, spostandoti da via Guido Rey per venire in V Commissione in Place Deffeyes, d'incontrare un cittadino che ha appena chiesto la MOC, con i tempi per farla di cui sopra, piuttosto che la visita gastroenterologica, e nel frattempo vai a vedere per la terza volta in una settimana l'Assessore regionale, cosa che magari in altre Regioni vedi,, se va bene una volta all'anno.
Per questo motivo io le chiedo di ritirare l'iniziativa, altrimenti naturalmente noi ci asterremo, ma sicuramente, rispetto alla quarta parte della sua impegnativa, ci prendiamo l'impegno, una volta che questa persona si incarnerà, a proposito di quello che ho appena finito di dire, di venirla a presentare in V Commissione e di ragionare in maniera prospettica di quello che il Consiglio ritiene debba essere il suo ruolo, oltre naturalmente a tutto quanto il resto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz, ne ha facoltà.
Centoz (PD-FP) - Vado rapido. Solo per non interrompere la discussione con l'Assessore.
Lei ci ha rappresentato una situazione che mi era abbastanza chiara, forse l'ha chiarita un po' di più, quindi la ringrazio. Alcune considerazioni che mi portano la sua risposta:
la prima è che siamo coscienti che ciò che deve fare il Direttore generale è già scritto negli atti di programmazione, ma proprio perché lei giustamente parla di obiettivi di mandato declinati con una delibera di Giunta, allora negli obiettivi macro del piano di salute e benessere ci sono degli obiettivi macro, ci sono tanti obiettivi, probabilmente negli obiettivi di mandato c'è una declinazione più puntuale, che cos'è che passa prima, che cos'è che passa dopo. Era proprio su queste che noi in qualche modo dicevamo: forse sarebbe utile un passaggio prima in Commissione.
Tanto più su quello che lei dice nella seconda parte, cioè lei dice: "Non tutti sono in grado di poter fare il Direttore generale in una realtà complicata come la Valle d'Aosta" per tutte le peculiarità che lei giustamente ha illustrato. A maggior ragione, allora, sarebbe interessante passare prima in Commissione e dire: che tipo di leadership cerchiamo per il futuro Direttore generale, visto che la situazione della sanità valdostana ha tutte quelle caratteristiche che lei ha molto ben illustrato prima?
A maggior ragione, secondo me, avrebbe senso fare un passaggio in Commissione sul definire quale tipo di leadership noi vogliamo, cioè su un soggetto che sia in grado d'interfacciarsi con il Consiglio in maniera più attiva rispetto a un'altra Regione, sul fatto che ci siano delle persone che ti fermano per strada e ti chiedono delle cose, cosa che magari a Torino o a Milano non succede, eccetera, eccetera, eccetera.
La sua risposta mi conferma ancor di più che probabilmente un passaggio in Commissione da questo punto di vista sarebbe molto più funzionale a rendere più importante la scelta che stiamo facendo.
Apprezzo però l'ultima risposta, cioè la possibilità di... mi pare di aver capito che il passaggio prima in Commissione non avverrà, perché giustamente la scelta della maggioranza è questa e io la rispetto, però, insomma, cerco di guardare il bicchiere dalla parte del mezzo pieno, quindi gli aspetti positivi. Anche se quindi la scelta in qualche modo la apprenderemo a cose fatte, accolgo con favore l'impegno da parte dell'Assessore di venire in Commissione per provare a costruire un dialogo con la Commissione.
Presidente - Deve chiedere la parola, collega.
Centoz (PD-FP) - Siamo quindi rimasti con un sospeso. Ritiro la mozione, sapendo benissimo come va a finire.
Presidente - Grazie, era solo per mettere agli atti il ritiro della mozione. La mozione è ritirata.
La seduta è conclusa. Riprendiamo alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 13:02.
