Objet du Conseil n. 631 du 24 novembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 631/VII - INTERVENTO REGIONALE PER LA COSTRUZIONE IN AOSTA DI UN NUOVO OSPIZIO PER ANZIANI - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Carlassare.
INTERPELLANZA
Nonostante le continue affermazioni di principio formulate dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale in merito all'assistenza agli anziani e inabili che vorrebbero fare intendere la volontà di mantenere le persone nell'ambito familiare e/o sociale, i fatti smentiscono le parole;
Venuto a conoscenza che la Regione intende concedere un contributo per la costruzione di un nuovo ospizio di 70 posti in Aosta - zona est del Cinema Lux; -
Considerato che ancora una volta l'Amministrazione regionale ha avallato un provvedimento di natura emarginante perseguendo chiaramente un piano di attuazione di strutture murarie, contrariamente alle necessità dei cittadini;
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per avere precise informazioni sui seguenti punti:
1) l'entità della quota che l'Amministrazione regionale intende versare come contributo per la costruzione dell'ospizio e l'ammontare della somma complessiva prevista per le opere murarie;
2) se lo stanziamento deliberato dalla Regione è stato deciso in base ad un piano di costo complessivo (opere murarie, gestione, personale) dell'opera;
3) se il patrimonio della Fondazione è in grado di far fronte alla gestione del nuovo ospizio e se la Regione intende finanziare con contributi annuali tale gestione;
4) quale sia la situazione attuale finanziaria e patrimoniale dell'Ospizio di Carità di Via E. Aubert - Aosta.
PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare vuole illustrare l'interpellanza? Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Ah, risponde il Presidente! Credevo che fosse rinviato!
Dunque, il problema che voglio esporre riguarda la notizia, appresa da organi di stampa, secondo la quale si arriverà alla costruzione di un nuovo ospizio dei poveri nel prato, se ho capito bene, tra via Festaz e Piazza della Repubblica, dietro il vecchio ospizio dei poveri, vicino al Cinema Lux. L'ospizio dovrebbe avere 70 posti letto e dovrebbe mantenere il tipo di gestione prevista per il vecchio ospizio e affidata a un ente rappresentato in parte dal Vescovo, in parte dai Parroci di due parrocchie, in parte dall'Assessore anziano del Comune di Aosta, in parte non ricordo più bene da chi; comunque, in linea di massima la composizione è questa, e fa riferimento alla vecchia fondazione, pluricentenaria, che gestisce da sempre l'Ospizio di Carità di Via E. Aubert.
Il problema che pongo non è quello di cancellare vecchie istituzioni, che ritengo non debbano essere cancellate, ma di modernizzare quantomeno i metodi di gestione di queste fondazioni che devono essere resi più funzionali alle attuali esigenze della popolazione anziana; la conduzione dell'attuale Ospizio, a mio parere, lascia parecchio a desiderare sul piano umano e sul piano del rispetto delle varie esigenze delle persone anziane che vi sono ricoverate.
Io pongo quattro domande alla Giunta per sapere: quanto l'Amministrazione regionale intende mettere a disposizione per la realizzazione di quest'opera e quanto si prevede sia il costo complessivo dell'opera stessa; se lo stanziamento - e qui probabilmente non ho espresso correttamente il mio pensiero con lo scritto - che prevede di fare la Giunta fa parte di un piano complessivo oppure se si tratta di un intervento specifico; se il patrimonio della Fondazione è in grado di far fronte alla gestione del nuovo ospizio, cioè alla gestione corrente di quest'opera, oppure se è previsto che la Regione intervenga con dei finanziamenti annuali o con stanziamenti una volta ogni tanto se non tutti gli anni; infine, se si può avere una indicazione sulla situazione e patrimoniale e finanziaria dell'Ospizio di Carità di Via Aubert.
PRESIDENTE: Risponde il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Chiedo scusa, ho un vuoto di memoria, parto dal punto 4).
Una quindicina di anni fa l'Amministrazione regionale comprò tutti i beni dell'Hospice de Charité per circa un miliardo di lire, con l'intesa che le strutture dell'Hospice de Charité sarebbero state rifatte, rese moderne e funzionali al tipo di gestione che deve avere - la parola difficile è gerontocomio - comunque, una struttura che si dedica alla cura delle persone anziane rimaste sole e ammalate soltanto di senilità, cosicchè non possono e non devono essere ospedalizzate, come purtroppo avviene ancora oggi, ma devono comunque essere assistite in quanto non esiste in pratica in questi istituti - e io inviterei il Consigliere Carlssare, se vuole lo accompagno, a visitarli - la persona veramente autosufficiente: c'è la persona che ha soltanto bisogno di essere messa a letto e riconfortata perché non verrà colpita da infarto durante la notte, e la persona che deve essere lavata due volte al giorno. Ci sono quindi dei grossi problemi di gestione e la struttura attuale non si presta assolutamente a questo tipo di assistenza.
Nell'atto di cessione, con il quale sono stati ceduti alla Regione sia il prato in cui si costruisce adesso, e che Carlassare ha giustamente individuato, sia il prato di Pallin, la casa Challand-Cley detta comunemente Empereur Darbelley, qui di fronte, era anche scritto che la Regione sarebbe intervenuta, al momento della costruzione, per colmare il divario tra quello che era il prezzo pagato in quel momento e che effettivamente non era molto alto e quello che sarebbe stato il costo dell'opera definitiva. Gli anni sono passati, ci sono state molte discussioni in materia, forse troppe, si arriva finalmente alla dirittura di arrivo, alla conclusione di questa vicenda. Il patrimonio che l'Hospice de Charité ha a disposizione è il miliardo di allora più gli interessi composti; non saprei dare una cifra esatta, ma deve essere un miliardo e duecentoquaranta milioni circa, perché quindici anni di interessi composti ... INTERRUZIONE ... Eh no, ma gli interessi di allora non erano come adesso, attenzione! No, no, perché poi ci sono anche delle piccole spese che devono andare su questo fondo! Comunque, potrebbero anche essere un po' di più, ma non è quello il punto.
Che cosa si intende fare? Si intende fare una casa per anziani, opera che rientra nelle linee del Piano regionale, quindi nel quadro generale delle strutture per anziani, ma che tiene conto del fatto che esiste già questa struttura, che è molto richiesta - come il Consigliere Carlassare sa, purtroppo non ci sono posti sufficienti malgrado le condizioni non siano quelle ideali - e che consente di affrontare situazioni particolarmente dolorose con dei costi contenuti dato che il personale è costituito da religiosi. Se noi dovessimo immaginare di mantenere delle strutture di questo genere con personale ospedaliero competente, il bilancio regionale ci partirebbe via tutto!
Per rispondere alla prima questione posta, dirò che la quota, grosso modo, dovrebbe essere di due miliardi, prezzi dell'81; è stato approvato recentemente il progetto in questione, che è opera dell'architetto Piccato; esso, prevede una costruzione ad L, poco visibile, dietro l'attuale nuova ala dell'Hospice de Charité - hai presente la situazione? -; è una costruzione, come ho detto, ad L, con giardino; pare un progetto abbastanza buono e prevede il recupero del vecchio edificio per scopi istituzionali della Regione. Lo stanziamento è evidentemente conforme al Piano di cui si diceva sopra.
Il patrimonio della Fondazione è in linea di massima, ordinariamente sufficiente; dipenderà anche dal tipo di anziano ricoverato, in quanto vi sono dei casi di persone sole, che non hanno più cari e che hanno una pensione: normalmente, una quota viene lasciata all'Hospice; ci sono invece delle persone che devono essere ricoverate in stato di indigenza, e di conseguenza in questi casi specifici la Regione interverrà.
Un altro punto che terrei a sottolineare, e che credo interessi il Consigliere interrogante, è il fatto che in queste strutture dovremmo mettere alla prova il volontariato, perché non è ammissibile che la collettività si carichi di enormi spese soltanto nel momento in cui si manifesta il bisogno per quella data famiglia, mentre quando il bisogno non c'è si ignora totalmente il problema, che invece esiste a livello collettivo per tutti e sempre.
Un'ultima speranza è che i progressi medici diminuiscano la possibilità della decrepitezza, e cioè di una vita che in qualche caso è diventata soltanto vegetativa.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare, per la replica.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Alle domande che ho posto mi è stata data risposta, anche se non molto precisa; ma il problema non è quello di avere delle cifre precise alla virgola.
Mi riprometto invece di chiedere, magari in separata sede, qualche delucidazione sul discorso del volontariato.
Comunque, a parte il fatto che la situazione indubbiamente ha delle caratteristiche particolari, perché abbiamo una manodopera religiosa che non percepisce lo stipendio che verrebbe percepito da una qualsiasi infermiera, ritengo che ci sono condizioni che in ogni modo, a mio modesto parere, andrebbero riviste, perché se è vero che ci sono anziani molto indigenti è altrettanto vero che normalmente l'Ospizio incamera praticamente la pensione, lasciando in moltissimi casi l'anziano senza la minima disponibilità anche dello spicciolo. Questi sono aspetti poco piacevoli. E' così, Ricco! Più di una volta succede questo! E probabilmente sarebbe necessaria una presenza della struttura pubblica - e per questo avevo chiesto di sapere come questo intervento si inquadra in una situazione più generale - affinché si tengano presenti esigenze che probabilmente cinquanta o cento anni fa non c'erano e che adesso invece sono più che legittime per tutti, compresi gli anziani in condizioni fisiche che impediscono loro di essere autonomi fuori da un ospizio. Anche in questo caso, è necessario salvaguardare quel minimo di capacità autonoma, di gestire piccole cose, che è un elemento essenziale per rendere meno brutta l'esistenza a queste persone e per non contribuire a radicarle nella loro condizione di esseri in attesa della morte.
Come ho detto, vorrei poi avere delle delucidazioni sulla questione del volontariato, che potrebbe essere anche un aspetto molto interessante.
PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 20 dell'ordine del giorno.
