Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 626 du 24 novembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 626/VII - NECESSITA' DI REVISIONE DELLA LEGGE REGIONALE CHE DISCIPLINA LA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI A MOTORE NEL TERRITORIO DELLA REGIONE - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco e Cout.

INTERPELLANZA

L'applicazione della legge del 1977 che vieta l'accesso agli autoveicoli sulle strade poderali, pur contribuendo alla salvaguardia del territorio, ha creato numerosi problemi collaterali (difficoltà per persone anziane nell'accesso a numerose località, inutile dispendio di energie per sportivi impegnati in esercitazioni alpinistiche, rilascio di permessi secondo criteri arbitrari, ecc.).

In particolare viene posto con urgenza il problema delle difficoltà di accesso a frazioni e gruppi di case per cui la strada interpoderale rappresenta l'unica via di comunicazione.

Valga per tutti il caso della frazione Jovençan, della zona di Vertosan, raggiungibile dalla frazione Vens di Saint-Nicolas attraverso una strada poderale che risulta (tramite spostamento delle paline) percorribile nei mesi estivi, per consentire l'accesso ad un albergo ed a un negozio di souvernirs, mentre viene chiusa in altri periodi dell'anno.

Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Agricoltura e Foreste per sapere:

1) se non è auspicabile che la strada prima ricordata sia aperta tutto l'anno;

2) se non sia il caso di rivedere la legge del 1977, alla luce delle difficoltà emerse nella sua applicazione, delegando ai Comuni il giudizio sulle strade per cui è opportuno vietare l'accesso agli autoveicoli e su quelle per cui invece tale divieto appare ingiustificato.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Bajocco, che illustra l'interpellanza.

BAJOCCO - (P.C.I.): La legge n. 18 del 1977, è stata votata da questo Consiglio con molta solerzia, forse c'è stata anche una spinta da parte di certi Consiglieri ecologisti, fatto sta che, a mio avviso, non si è riflettuto abbastanza sui criteri da adottare per disciplinare la circolazione di veicoli a motore su certe strade della nostra Regione.

Per prima cosa, a mio avviso, l'Amministrazione regionale avrebbe dovuto lasciare alle Amministrazioni comunali il compito di fare una specie di censimento e di indicare le strade sulle quali si può circolare e le strade sulle quali non si può circolare. Le cose invece sono state affrettate e ora mi auguro che possano essere riviste; invito perciò la Giunta a riesaminare questa legge, per dare delle regole diverse.

L'art. 2 di questa legge detta delle norme che hanno creato molte discussioni nella popolazione valdostana; infatti, può percorrere queste strade chi è proprietario di terreni, di fazzoletti di terra; e possono anche circolare gli ospiti di questi proprietari. Questo ha creato delle discriminazioni tra cittadino valdostano e cittadino valdostano, perché ci sono delle persone che possono arrivare tranquillamente con un mezzo perché amici dell'amico o perché sono ospiti di questo; altri invece questo non lo possono fare.

Nella nostra Regione si spendono miliardi per attirare un maggior numero di turisti in Valle; nel nostro bilancio vi sono 500 e più milioni stanziati per dépliants, per manifesti, per convegni; si spendono centinaia di milioni per viaggi all'estero di Assessori con lo scopo di aumentare il flusso turistico; e nello stesso tempo facciamo una legge molto restrittiva, limitando l'accesso su certe strade a chi è proprietario di un fazzoletto di terra e a chi è amico di costui.

Io vorrei perciò invitare la Giunta a rivedere questa legge, e a dare la possibilità ai Comuni e alle Comunità Montane di fare essi stessi un censimento sulle varie strade poderali. Nell'interpellanza è riportato un caso esemplare: nella Valle di Vertosan, in Frazione Jovençan, vi è un albergo che durante il periodo estivo è meta di centinaia di persone che possono recarsi tranquillamente con loro mezzo di trasporto; e io ritengo che sia giustissimo, perché se il valdostano vuole costruire, vuole ristrutturare vecchie case in certe zone molto lontane nella nostra Regione, gli si deve dare la possibilità di percorrere anche queste strade; lo stesso vale per il turista che vuole recarsi in posti non altrimenti raggiungibili. Ripeto, comunque, che in quelle zone vi sono case vecchie, che stanno per crollare e che potrebbero essere recuperate e ristrutturate, ma noi non vogliamo dare questa possibilità. Nel caso che ho citato nell'interpellanza, negli altri periodi dell'anno, ad eccezione dei mesi estivi, la palina viene spostata giù a Vens. Io chiedo all'Assessore, alla Giunta, di fare in modo che quella strada sia aperta tutto l'anno, perché non penso che il cittadino o il turista che con il proprio mezzo si dirige nella zona di Vertosan possa veramente danneggiare l'agricoltura, secondo quanto è scritto nell'art. 1 della legge!

In conclusione, invito l'Assessore a rivedere questo provvedimento, a fare in modo che la palina sia tolta dalla frazione di Vens per tutto il periodo dell'anno, e che siano riconsiderati casi analoghi in altre zone della nostra Regione.

PRESIDENTE: L'interpellato è l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, che ha la parola.

MARCOZ - (U.V.): Rispondo al Consigliere Bajocco che non c'è niente di statico e tutto è passibile di revisione. Ma se noi analizziamo a fondo i motivi che hanno portato all'emanazione di questa legge, ci rendiamo conto di molte cose: la legge è stata voluta in modo particolare dagli operatori agricoli, in quanto erano veramente loro che premevano, sia l'Assessorato e sia anche parecchi Consiglieri, provocando il malcontento per episodi incresciosi che avvenivano molte volte con i turisti. Da questo punto di vista, a distanza di cinque anni, secondo il mio modesto avviso e il parere dell'Assessorato, ha dato i frutti sperati.

La limitazione della circolazione in queste strade poderali, poi, - e rispondo a un'altra osservazione contenuta nell'interpellanza - non ha subito molte deroghe perché i permessi rilasciati dall'Assessorato o dal Presidente della Giunta non sono più di 5 o 6 in tutto l'anno, e sono stati concessi in casi specifici, di studio; ciò che ha creato più confusione è la questione dell'ospite del proprietario; per questo, il Presidente della Giunta con diverse circolari ha provveduto a definire chiaramente cosa deve intendersi per ospite. Le cose sono state chiarite e non abbiamo avuto più modo di segnalare avvenimenti incresciosi.

Personalmente, ritengo che il Comune è libero di fare delle scelte; in merito alla posizione della palina decide il Consorzio di Miglioramento Fondiario, che gestisce la strada poderale; nel caso, per esempio, di Jovençan, la circolazione è aperta a tutti quanti quando la strada - e questo lo dice l'art. 2 della legge - porta a un esercizio pubblico o a un locale pubblico; quindi tutti quanti possono accedere a Jovençan fin quanto è aperto il locale pubblico, mentre non possono più accedere tutti quanti quando il locale viene chiuso e quindi si rientra di nuovo nelle direttive della legge.

Devo dire che non ho avuto mai alcuna richiesta, né per Jovençan né per altri Comuni, di apertura di queste strade; d'altra parte, chi gestisce la strada poderale è il Consorzio, che ripara a sue spese i danni che vengono causati, quindi se il Comune o la Comunità Montana decidessero di liberalizzare l'accesso a queste strade poderali, con l'accordo dei proprietari, sarebbero liberissimi di farlo: basterebbe svincolare la strada poderale e farla diventare strada comunale, senza incorrere in nessun inghippo.

Voglio ricordare poi che in certi casi specifici, per esempio quello degli handicappati, una legge approvata poco tempo fa dal Consiglio regionale permette l'accesso alle strade poderali; quindi, la legge è stata di molto ampliata.

Ricordo poi le osservazioni che sono state fatte alla legge, circa la sua legittimità, sulla base della considerazione che la Regione aveva dato fondi a dei privati; la prima cosa che mi è venuta da dire davanti al giudice è stata questa: anche i contributi per un alpeggio, per una casa rurale o civile sono contributi della Regione a fondo perduto! Quindi, c'è la libertà dei Consorzi di amministrarsi nel modo che più ritengono opportuno. E se le Comunità Montane o i Comuni avanzassero delle domande, noi cercheremmo di analizzarle e di verificarle con i proprietari e con il Direttivo dei singoli Consorzi interessati.

Ma non vedo per il momento l'opportunità di modificare la legge, se non per aggiornare l'entità delle ammende: purtroppo, senza l'ammenda il cittadino capisce molto poco; quindi, io riesaminerei la legge, ma nel senso di aggiornare, in quanto irrisoria, l'entità dell'ammenda prevista per le infrazioni.

PRESIDENTE: Il Consigliere Bajocco intende replicare? Ne ha facoltà.

BAJOCCO - (P.C.I.): Dalle ultime parole dell'Assessore risulta che non c'è intendimento di rivedere questa legge; anzi, secondo lui, questa legge deve essere ancora più repressiva dal punto di vista delle sanzioni.

Io non penso che andando in questa direzione risolviamo certi problemi; non penso che con una sanzione possiamo evitare che la gente circoli su quella strada! Si accennava prima, in una interpellanza, che se si corre meno in automobile si rischia meno di morire; è vero questo, ma è anche vero che se si fanno le dovute segnalazioni si possono salvare delle vite; così se si educa veramente, se si insegna, se si parla alla gente, io sono convinto che la gente capisce, e non c'è bisogno della repressione per risolvere il nostro problema!

Ho capito comunque che vi è poca volontà: nella legge non si fa cenno al fatto che i Comuni possano loro stessi chiedere all'Amministrazione regionale di esaminare se una certa palina può essere tolta o può essere messa; la legge non dice niente di tutto questo! Saremo noi, allora, a interpellare i Comuni, proprio perché vi è un malcontento generale su questo: noi, come Gruppo, vedremo di presentare un disegno di legge che modifichi queste norme. Mi auguro che l'Assessore Marcoz, a quel momento, possa esprimersi favorevolmente sulla nostra iniziativa.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, poiché è rientrato il Presidente della Giunta, la Presidenza del Consiglio propone la trattazione degli oggetti iscritti ai nn. 14 e 21 dell'ordine del giorno in discussione abbinata, in quanto trattasi del medesimo argomento.