Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 624 du 24 novembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 624/VII - ATTIVITA' DELL'ENTE PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Tonino, Péaquin e Carral.

INTERPELLANZA

I sottoscritti Consiglieri regionali hanno appreso dagli organi di stampa dell'avvenuto incontro a Torino fra la Regione Valle d'Aosta, la Regione Piemonte e l'Ente Parco del Gran Paradiso durante il quale, stando alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente Andrione, si è registrato il passaggio di una posizione di contrasto ad una condizione di accordo.

Recentemente si è inoltre appreso che l'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso ha presentato alla Procura di Torino un esposto-denuncia contro l'ex direttore dell'Ente, l'Ing. Francesco Framarin, accusato di presunto peculato.

Ciò premesso, si

INTERPELLA

il Presidente della Giunta regionale per avere informazioni più dettagliate sui due fatti citati in premessa che interessano l'attività del Parco del Gran Paradiso.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Noi abbiamo sempre sostenuto che oltre alle giuste battaglie e rivendicazioni nei confronti dello Stato per avere competenza primaria sul Parco del Gran Paradiso, occorresse anche un'azione più incisiva della Regione, affinché la gestione fosse diversa da quella del passato. Altre volte abbiamo lamentato un disinteresse della nostra Regione, una scarsa propensione al raggiungimento di accordi con la Regione Piemonte per dare esempi tangibili e concreti di una diversa volontà delle Regioni di fronte al disinteresse dello Stato.

Ora, in questi ultimi tempi, apprendiamo dagli organi di stampa che si sono susseguiti incontri fra la nostra Regione e la Regione Piemonte per affrontare problemi concreti di gestione del Parco. La cosa naturalmente è da noi giudicata positivamente; ci sembra un passo utile e ci sembra una azione, ripeto, necessaria. Oltre a questo, i giornali hanno riferito anche di presunte irregolarità verificatesi durante la permanenza dell'Ing. Francesco Framarin alla Direzione del Parco. Il tutto è, secondo le notizie di stampa, abbastanza vago: crediamo perciò sia necessario chiarire almeno in Consiglio regionale anche questo aspetto.

L'interpellanza ha perciò questi due scopi: il primo è di chiedere al Presidente della Giunta di informare più dettagliatamente il Consiglio sullo stato dei rapporti tra le due Regioni; il secondo, è di chiarire gli elementi relativi alle presunte irregolarità nella gestione del Parco.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta, per la risposta.

ANDRIONE - (U.V.): Devo ringraziare i Consiglieri che hanno presentato questa interpellanza perché mi permettono di fare il punto su una situazione che è in grossa evoluzione.

Dopo un tentativo di collaborazione con il Parco, sfociato nella legge del '76 istituente "Particolari garanzie per la Valsavarenche", vi è stato un lungo periodo nel quale tra il Consiglio di Amministrazione del Parco e la Regione Autonoma Valle d'Aosta è un po' eufemistico dire che si era ai ferri corti. Con il cambiamento ai vertici, sia con Cavallo che con Rey che con Deorsola adesso, le cose sono profondamente mutate e tra Consiglio di Amministrazione del Parco e Regione si è instaurata una collaborazione che purtroppo è stata rallentata da una serie di fatti, quali numerose denunce contro il Presidente del Consiglio di Amministrazione del Parco, cosicché Cavallo ha rifiutato anche di essere semplicemente nominato Consigliere, Rey si è dimesso, Deorsola ha la sua bella mazzetta di denunce: denunce che nascevano all'interno della struttura stessa del Parco, e che ricalcavano quelle tesi di riserva assoluta ben note perché illustrate da numerosi articoli, su diversi giornali e su diversi settimanali.

Il Consiglio di Amministrazione del Parco, accortosi di certi fatti, ha proposto al Ministero dell'Agricoltura e Foreste l'applicazione della legge, e cioè il diritto di nominare il Direttore; la cosa si trascina nelle aule del Tribunale Amministrativo da più di due anni; la situazione è congelata, non si sa per quale motivo, forse perché contrariamente alle Regioni gli individui hanno dei Santi in Paradiso, fatto sta che il Parco si trova obiettivamente in una situazione difficile anche sotto il profilo strutturale. Ultimamente, e su questo io ho le stesse notizie che ha il Consigliere Tonino, è stata sporta una formale denuncia per peculato in relazione a delle trasferte, nei confronti di un dipendente del Parco; ma questa credo che è questione che non riguarda che loro!

Nell'ambito di questi migliorati rapporti con il Consiglio di Amministrazione del Parco, bisogna sottolineare un fatto anomalo e, direi, paradossale: il Consiglio di Amministrazione del Parco e le Regioni - rappresentate dal Presidente Enrietti e dall'Assessore Rivalta per il Piemonte, da me e dall'Assessore Chabod in certi casi o dall'Assessore Borbey in altri per la Valle d'Aosta - fanno un fronte unico contro il Ministero, e in particolare contro la Direzione Generale di quel Ministero, che invece procede per conto suo su una strada nota solo a quelle persone, che predicano bene ma ..... Se ricordo bene, il Collega Tonino era presente a Saint-Vincent quando c'è stata la Commissione Interparlamentare, e ricorderà che in quella occasione è stato autorevolmente sostenuto che le Regioni sono troppo importanti per rivendicare dei posti nel Consiglio di Amministrazione del Parco! La Regione è un fatto talmente maestoso che non deve abbassarsi fino lì!

Però ieri è pervenuta questa lettera, a firma del Ministro dell'Agricoltura e Foreste, dove è scritto: "E' nota alle SS.LL. la difficile situazione finanziaria del Parco Nazionale del Gran Paradiso" - oltre che a me la lettera è inviata al Presidente della Giunta Provinciale di Torino - "alla quale il Ministero dell'Agricoltura e Foreste si è sforzato di porre rimedio mediante contributi ordinari e straordinari"; e segue dicendo che però, visto che questi contributi non sono stati pagati, secondo una norma ecc. ecc., "lo scrivente" - quindi il Ministro -"spera di riuscire ad ottenere lo stanziamento aggiuntivo richiesto, ma fa presente che anche nel caso più favorevole il Parco non risolverebbe tutti i suoi attuali problemi. I fondi attualmente a disposizione, infatti, non sono neppure sufficienti al normale funzionamento, mentre sarebbero necessari anche quegli interventi di promozione socio-economica di cui finora si è soltanto parlato". Siamo grati che finalmente lo scriva qualcuno! "Per alleviare" - salto perché la lettera è molto lunga - "le gravi ristrettezze attuali dell'Ente Parco, sarebbe perciò opportuno che anche le Amministrazioni presiedute dalle SS.LL. adeguassero i loro contributi" - questa è splendida! - "portandoli a 500 milioni di lire almeno per ciascuna".

Ora, noi non intendiamo assolutamente - anche se risponderemo gentilmente, per invito formale del Presidente del Consiglio di Amministrazione del Parco - modificare i contributi; e questo per una serie di ragioni che sono note agli interroganti e che abbiamo ampiamente illustrato in altra sede. Però in successivi incontri con la Regione Piemonte e con il Consiglio di Amministrazione del Parco, abbiamo fatto questo ragionamento, al di là di ogni polemica: per la Regione Piemonte, trattandosi di Regione a Statuto ordinario, vi sono problemi minori in quanto certe competenze sono chiaramente riservate allo Stato; ma noi, che rivendichiamo anche delle competenze maggiori, abbiamo preso posizione in maniera più netta, sempre d'intesa con la Giunta regionale del Piemonte.

E il succo del discorso è questo: tutto quanto ha carattere scientifico o di promozione del Parco, nel senso non di diffonderne un'immagine per alcuni aristocratici che cercano di escludere tutti gli altri, ma di metterlo a disposizione di chiunque voglia studiare, imparare, ecc., graverà sulle finanze delle rispettive Regioni: Piemonte, per il versante piemontese; Valle d'Aosta, per il versante valdostano. In particolare, proprio nella riunione di ieri - ne parlerò poi in Giunta e verrà in seguito in Consiglio - la Regione Autonoma Valle d'Aosta si è dichiarata favorevole alla creazione di una Stazione di Biologia Montana, a tal fine ricostruendo un edificio che esiste a Silvenoire di Cogne, con lo specifico compito di studiare le forme epizzotiche che colpiscono soprattutto gli ungulati; fra queste, in particolare, la cheratocongiuntivite del camoscio e dello stambecco, e poi anche altre forme morbose specifiche. Nei prossimi giorni - io purtroppo non potrò essere presente - vi sarà a Varallo un importante Congresso, cui parteciperanno ricercatori e professori di tutte le Università dell'arco alpino - dalla Francia, alla Svizzera, all'Austria, alla Germania, alla Jugoslavia - e anche dei Rumeni; in questa occasione si proporrà l'istituzione di questa struttura speciale di cui potranno servirsi tutti i ricercatori, perché tutti sono interessati allo studio di queste specifiche malattie. Forse potrà essere questo il germe di un futuro scambio per studiosi, anche a livello universitario.

L'altra questione è stata quella dell'immagine promozionale del Parco, e su questo l'architetto Deorsola ha molto insistito; d'intesa, specie con Rivalta che conosce bene quelle zone, hanno scelto Bastanon per il Canavese, e abbiamo visitato ieri, insieme, il Castello di Aymavilles in cui sono in corso dei restauri; finiti i restauri, fatti anche questi d'intesa fra Rivalta e l'Ente Parco, il Castello di Aymavilles potrebbe diventare il simbolo del versante valdostano del Parco e servire sia come piccola foresteria, perché ce ne sono le possibilità, sia come centro di studi.

Queste sono per adesso le iniziative che abbiamo in corso, mantenendo evidentemente il concetto che la questione Parco deve essere vista in maniera globale e si potrà risolvere soltanto non dimenticando i problemi urbanistici, i problemi di vita delle popolazioni che vi abitano: questo l'abbiamo fortemente sottolineato, e lo stesso Consiglio di Amministrazione del Parco si è dichiarato contrario ad alcuni aspetti di quella famosa legge-quadro che più mortificherebbero le Regioni e i Comuni interessati. Facendo per adesso il punto qui, i futuri sviluppi potrebbero essere decisamente positivi tanto da arrivare a un regolamento del Parco - è sessant'anni che si dice che deve essere fatto un regolamento! - che stabilisca una linea di condotta accettabile per tutti e direi, soprattutto, conforme a quelli che sono i compiti specifici del Parco, abbandonando invece un tipo di gestione praticamente personale.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino per la replica.

TONINO - (P.C.I.): Questa volta dobbiamo ammettere che la risposta del Presidente della Giunta è stata esauriente. E per quanto riguarda la nostra posizione, siamo dell'avviso che debbano essere due i fronti dell'azione della nostra Regione: il primo, che stiamo un po' trascurando in questo ultimo periodo, è quello dei problemi istituzionali. Non appena era stata approvata al Senato la legge-quadro, avevamo fatto una nota in cui segnalavamo la pericolosità di quella legge-quadro; credo che l'azione della Regione per modificare quegli orientamenti debba essere ripresa, e mi riferisco all'azione del Consiglio nel suo complesso e non soltanto della Giunta.

Il secondo fronte, ed è una questione a cui noi teniamo in modo particolare, è l'azione concreta di oggi, da una parte per vincere quelle che sono resistenze che io definisco conservatrici sulla visione dei parchi, e dall'altra per affrontare i problemi urbanistici immediati delle popolazioni che vivono all'interno del Parco. Io credo - e ne sono convinto - che ci sia spazio per una iniziativa, e i fatti di questi ultimi tempi danno ragione a questa impostazione, e cioè: se noi vogliamo difendere quella concezione per cui il Parco non è soltanto un luogo fruibile da alcuni specialisti, ma è il luogo in cui si può creare una fruizione turistica di segno diverso e nuovo, dato che la domanda di turismo di quel tipo sta crescendo, dobbiamo fare di tutto per favorire nel concreto questo tipo di utilizzazione, che naturalmente non mette in secondo piano i problemi scientifici; anzi, a nostra opinione è che questi problemi scientifici e naturalistici debbano essere meglio studiati, meglio conosciuti e maggiormente diffusi a livello di informazione. Perciò, tutte le azioni che possono essere fatte dalle due Regioni perché sia valorizzata la funzione scientifica e naturale del Parco, secondo noi sono delle azioni molto utili e apprezziamo lo sforzo che viene fatto in questo senso.

Altra cosa da fare oggi, lo ha accennato anche il Presidente della Giunta, è cercare di accelerare, secondo la nostra opinione, i tempi per la definizione di un piano di utilizzo territoriale del Parco, esaminando tutti i suoi aspetti, siano essi sociali che territoriali che ambientali, per dare anche in questo modo una risposta in positivo di fronte a chiusure che, come abbiamo verificato tutti, esistono soprattutto a livello di Ministero, ma sono abbastanza ramificate a livello politico e cioè a livello di Paramento italiano.

La raccomandazione che noi facciamo da questi banchi è di continuare questo tipo di azione, perché potrebbe effettivamente portare a dei risultati positivi.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, il Presidente della Giunta deve assentarsi per qualche minuto.

Procediamo nell'esame delle interpellanze, passando alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 13 dell'ordine del giorno.