Objet du Conseil n. 623 du 24 novembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 623/VII - PROBLEMI CONCERNENTI LA SITUAZIONE VIARIA ALLE PORTE DELLA CITTA' DI AOSTA - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Nebbia e Tripodi.
INTERPELLANZA
L'esposto presentato da centinaia di lavoratori circa la caotica e pericolosa situazione viaria alle porte di Aosta sottolinea ancora una volta la drammaticità della viabilità regionale.
I sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore competente per conoscere:
1) quando i lavori, appaltati dall'ANAS, saranno completamente terminati;
2) quali provvedimenti sono stati assunti (segnaletica orizzontale e verticale, ecc.) per garantire la sicurezza del traffico durante lo svolgersi dei lavori;
3) quali opere tecniche (tipo sicurvia, cordoli, ecc.) sono previsti per evitare l'attraversamento della sede stradale ove l'attuale doppia linea continua lo vieta;
4) quali opere o segnalazioni (tipo corsie riservate, semafori preferenziali, ecc.) sono previsti per garantire la sicurezza di chi agli incroci impegna la svolta a sinistra;
5) se è prevista la realizzazione di piste ciclabili, marciapiedi e spazi riservati per la fermata degli autobus urbani;
6) se verranno installati impianti semaforici o di segnalazione delle corsie da impegnare;
7) quando sarà realizzato dalla Regione il nuovo collegamento con l'Autoporto a partire dalla Croix Noire.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Nebbia, che illustra l'interpellanza.
NEBBIA - (P.S.I.): Questa interpellanza è stata generata dalla situazione che si è creata, e che tutti hanno potuto sperimentare, in conseguenza dei lavori di modifica della viabilità alle porte di Aosta, lavori che ritengo avrebbero potuto essere compiuti in tempi relativamente brevi e che invece non sono ancora terminati; questo fatto comporta una serie di inconvenienti, ma soprattutto favorisce il verificarsi di incidenti stradali: due giorni dopo che è stata presentata questa interpellanza c'è stato infatti all'Amérique un incidente con una vittima.
Le domande che sono elencate nell'interpellanza sono abbastanza specifiche, perché riteniamo che solamente una definizione completa di tutta la situazione viaria possa essere sicura, mentre le soluzioni parziali o provvisorie, come l'allargamento della carreggiata, non fanno che aumentare la pericolosità. Si potrebbe dire, nella situazione attuale, che era molto più sicura, anche se molto più noiosa da percorrere, la vecchia strada a due corsie, piuttosto che l'attuale a quattro corsie. Forse era veramente meglio prima.
Noi vorremmo perciò sentire dall'Assessore, in base alle notizie in suo possesso, perché evidentemente non è responsabilità diretta dell'Amministrazione regionale la costruzione di questa strada, (ma sappiamo che la Regione e i Comuni interessati sono stati parte diligente nei rapporti con l'ANAS), quale è la situazione e quali prospettive ci sono. In particolar modo, vorremmo sottolineare due fatti: la necessità di rendere impossibile l'attraversamento della sede stradale, cosa che oggi dovrebbe essere garantita da una doppia linea continua, e la necessità di regolamentare l'accesso alle aree marginali a questa strada, accesso che deve essere assicurato escludendo però ogni pericolosità per il traffico di scorrimento.
PRESIDENTE: Risponde l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey. Ne ha facoltà.
BORBEY - (D.C.): Preciso che ebbi già modo di dire che l'esecuzione di questo allargamento della statale 26 dall'uscita dell'autostrada fino al cavalcavia, viene realizzata in base ad un progetto vecchio di circa dieci anni; come è ovvio, a quell'epoca, nelle zone interessate - e cioè nel Comune di Quart, di Saint-Christophe e in parte di Aosta - la situazione del traffico era totalmente diversa da quella attuale; c'erano pochi capannoni per materiali edili e non certo quei grossi supermercati che hanno aumentato il traffico e l'accesso o l'uscita dalla statale 26.
Già quando sono iniziati i lavori, abbiamo avuto modo di dire all'ANAS che questo progetto era superato, ma in quel momento ci siamo trovati di fronte alla scelta di accettare l'allargamento come era progettato o di rinviare di nuovo tutto a Roma per un nuovo progetto; questa seconda possibilità voleva dire aspettare altri 5 o 10 anni. Di questo, penso che il Consigliere Nebbia possa darmi atto! Perciò abbiamo optato per la prima soluzione e con delibera della Giunta regionale abbiamo chiesto determinate opere all'ANAS e logicamente abbiamo continuamente sollecitato i lavori: qualunque Consigliere regionale che abbia avuto modo di entrare in contatto con l'Ing. Mido, col Direttore dei lavori che è un geometra dell'ANAS, o con l'Ing. Ferrazzin, può confermare che abbiamo sempre sollecitato queste opere.
Debbo onestamente riconoscere che questi lavori hanno comportato difficoltà per lo spostamento di cavi assiali dell'ENEL al cinquantamila, e per l'esecuzione di opere fognanti e di acquedotto: in questo, forse, è da riconoscere un'impostazione errata dell'ANAS, perché nell'appalto iniziale non erano inclusi quelli per lo spostamento delle fognature e dell'acquedotto, appalti fatti dopo, con inserimento di nuove imprese. Cosicché, in quel tratto di strada hanno lavorato quattro imprese, e ognuna intralciava l'altra! E poi, ancora, la SIP e l'ENEL dovevano spostare i loro cavi, e poi alla fine il Comune di Aosta si è accorto che doveva ancora fare alcuni attraversamenti: vi ricordate, in prossimità della caserma dei pompieri, ultimamente, c'erano le squadre del Comune di Aosta.
Io ho avuto più volte modo di scusarmi con i colleghi di Giunta, con il Presidente in modo particolare, perché si dava la colpa all'impresa quando invece c'erano le squadre dell'ENEL, c'erano le squadre della SIP, c'erano le squadre del Comune di Aosta, c'era qualche altra impresa addetta alle fognature e un'altra ancora addetta all'acquedotto.
Però, detto questo per fare una chiacchierata e per mettere al corrente il Consiglio regionale, devo ammettere che noi abbiamo più volte sollecitato l'ANAS e riconosciamo che il Consigliere Nebbia ha ragione e che l'ANAS e le altre imprese hanno operato con un certo rallentamento; tant'è che se le imprese avessero lavorato come nei due giorni precedenti la visita del Ministro Nicolazzi, nel giro di tre mesi dall'inizio, i lavori sarebbero stati ultimati: vi ricordate, hanno asfaltato anche quando pioveva!
In ogni modo, anche per dare già una risposta a parecchie domande che ha posto l'architetto Nebbia, mi permetto di leggere una lettera dell'Ing. Ferrazzin, il Dirigente del Compartimento ANAS, in risposta ad una nostra richiesta e alla petizione che avevano fatto i lavoratori. Devo premettere che io sono andato a una riunione con questi lavoratori, e riconoscendo la pericolosità del tratto, soprattutto in caso di nebbia o di pioggia quando la visibilità è minore, ho consigliato loro di uscire dai loro posti di lavoro all'autoporto, andare allo svincolo dell'autostrada e venire in su: è un chilometro in più, ma piuttosto che rischiare la vita all'incrocio di Ottoz, conveniva loro fare così! Ma oggi tutti cercano la comodità, non fanno 800 metri di strada in più per non rischiare la vita, pur trovando il tempo di scrivere petizioni! In quella riunione io sono stato un po' duro con questa gente, ma ho riconosciuto e riconosco che hanno anche ragione.
Dunque, l'Ing. Ferrazzin risponde: "In esito alla petizione in data 29 ottobre 1982, trasmessa a codesta Presidenza" - e il Presidente del Consiglio permette che io ne dia lettura, perché la lettera è indirizzata a lui - "da un gruppo di lavoratori che operano in località Les Iles del Comune di Pollein, si comunica che l'Ufficio scrivente ha già provveduto a far intensificare, da parte delle imprese esecutrici dei lavori, la posa in opera di segnaletica verticale e orizzontale per limitare la velocità nel tratto di strada interessato dai lavori". - In effetti era molto scarsa sia la segnaletica orizzontale che quella verticale - "Tale segnaletica è stata integrata e regolarizzata con apposita ordinanza emessa dal Compartimento per la limitazione temporanea della velocità nel tratto di strada in oggetto. La definitiva sistemazione di tutto l'impianto di regolazione e segnalazione del traffico prevede la realizzazione di n. 3 impianti semaforici per i quali questo Compartimento ha già predisposto l'appalto e che potranno essere realizzati non appena l'Amministrazione regionale avrà completato i lavori di sistemazione degli incroci delle strade regionali della Croix Noire e di Saint-Christophe".
Ora, per chiarire, l'incrocio della Croix Noire rimane per adesso così com'è, e quindi la semaforizzazione sarà realizzata senza che l'incrocio venga modificato.
Per quanto concerne l'incrocio con la strada regionale di Saint-Christophe, abbiamo già appaltato i lavori: abbiamo aperto le buste martedì, l'impresa che ha vinto è l'impresa Montrosset, che mercoledì ha già iniziato i lavori: di questo ringrazio pubblicamente l'impresa, che avrebbe potuto aspettare una ventina di giorni per la consegna, ma che ha voluto darsi subito da fare; speriamo per Natale di avere ultimato questo tronco, dopodichè verrà semaforizzato l'incrocio di Saint-Christophe.
L'ANAS prevede un altro semaforo, che non è detto che sia messo in funzione, però viene apposto perché se ci sarà necessità verrà attivato: è quello dell'aeroporto; ma noi abbiamo chiesto un quarto semaforo, e c'è già una delibera di Giunta in proposito, quello al Centre Amérique: perché? E' prevista una strada di servizio - è una strada comunale, quindi ci penserà il Comune di Quart - che dall'incrocio dell'aeroporto segue la rete di recinzione dell'aeroporto stesso e serve la parte Sud del Centre Amérique sempre lungo la recinzione, per poi uscire in fondo con un altro incrocio: è qui che abbiamo richiesto un semaforo, che se ci sarà necessità si metterà in funzione nei momenti di maggior traffico, altrimenti si lascerà lampeggiare per segnalazione. So che l'ANAS ha accettato la nostra richiesta di un quarto semaforo.
Per tornare alle domande poste nell'interpellanza, concordo con il Consigliere Nebbia quando dice che era meglio la strada a due corsie che non questa; sono d'accordo che con una strada così è maggiore il rischio di incidenti, anche mortali, ma certamente se si andasse alla stessa velocità che si teneva sulla strada a due corsie, gli incidenti non avverrebbero: con la strada a quattro corsie si va a 120 all'ora in quel tratto! Noi perciò invitiamo tutti gli utenti della strada ad andare piano, a non attraversare le righe continue, ma avvicinarsi agli incroci per attraversare. Dobbiamo avere pazienza ancora due mesi, il tempo necessario per avere i semafori in opera. Certamente, è parere della Giunta, e lo abbiamo espresso all'ANAS, che anche con i semafori quella strada sarà sempre molto veloce e quindi non è detto che un domani non sarà la stessa Amministrazione regionale a chiedere di apporre un guard-rail per la divisione dei due sensi di marcia; ma noi riteniamo che la semaforizzazione rallenterà il traffico, e non vorremmo fare un passo del genere perché voi sapete che mettere il guard-rail vuol dire penalizzare di molto tutta la parte commerciale. E' nostra intenzione aspettare che i semafori siano apposti ed entrino in funzione: poi vedremo il da farsi.
Penso di aver risposto in linea generale alle domande; per piccoli dettagli sarò più chiaro in separata sede con l'Architetto Nebbia.
PRESIDENTE: Il Consigliere Nebbia intende replicare? Ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Avevo già premesso che le responsabilità principali di questa situazione sono dell'ANAS, per carenza di previsione e di progettazione. Però vorrei sollecitare la Giunta a fare di più perché la pericolosità sia diminuita e l'agibilità sia migliorata. Io ritengo indispensabile già da oggi la posa del sicurvia centrale, perché credo che l'esperienza di tutti i giorni permetta di verificare che l'attraversamento per imboccare a sinistra i vari accessi sia un fatto non dico quotidiano, ma di ogni minuto, e questo avviene sulla corsia di sinistra che è quella più veloce! E' come se su una qualsiasi autostrada l'automobilista si fermasse sulla corsia di sorpasso per svoltare a sinistra e invertire il senso di marcia: i tamponamenti sono garantiti! Perciò bisogna porre il sicurvia centrale in modo da permettere l'inversione di marcia soltanto agli incroci.
L'altro punto da sottolineare, quello per migliorare l'agibilità, è un problema non tanto dell'ANAS quanto dell'Amministrazione regionale e delle Amministrazioni comunali: mi riferisco alla realizzazione di piste ciclabili, di marciapiedi e di spazi per le fermate degli autobus. Questa zona è diventata una zona urbana, e si sta caricando dei problemi relativi: è una zona pedonalmente inaccessibile, non c'è possibilità di attraversare la strada se non rischiando l'investimento ogni momento; d'altra parte, sia il pedone che il ciclista, tanto più essendo una zona pianeggiante e sede di un gran numero di posti di lavoro, hanno necessità di circolarvi, e quindi deve essere resa accessibile da Aosta e al suo interno.
L'altro problema è quello dell'autobus, che deve avere piazzuole di sosta per potersi fermare, altrimenti ingombra una delle due corsie e quindi rallenta il traffico.
La mia sollecitazione è questa. Vorrei solo chiarire che quando mi riferivo alla strada a due corsie non dicevo che quella fosse la soluzione ottimale, dicevo semplicemente che era più sicura di quella attuale: evidentemente paghiamo la maggiore velocità con maggiori incidenti; quindi ci sarà probabilmente da rivedere tutta la progettazione, per creare alla maniera dei corsi di Torino che hanno le due corsie e i due controviali, possibilità di svincolo in punti prefissati e di accesso invece continuo alle diverse utenze laterali. Occorre quindi riconsiderare tutta la situazione, perché effettivamente quella strada oggi è molto pericolosa e sarà pagata ancora in futuro con numerose vittime.
PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 12 dell'ordine del giorno.
