Objet du Conseil n. 707 du 16 décembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 707/VII - SITUAZIONE DI CRISI DELLO STABILIMENTO INTEVA E INTERVENTI REGIONALI PER LA RIPRESA DELL'ATTIVITA' PRODUTTIVA (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco:
INTERPELLANZA.
Da ormai numerose settimane si sta prolungando una situazione di completa incertezza per le lavoratrici dell'INTEVA, licenziate dal proprietario della azienda senza neppure il ricorso alla cassa integrazione guadagni.
Poiché in pubbliche dichiarazioni di esponenti della Giunta si era fatto cenno a possibili attività sostitutive;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere gli ultimi sviluppi della situazione dell'INTEVA e per sapere quali interventi la Giunta regionale intenda mettere in atto per la ripresa dell'attività produttiva presso lo stabilimento di Pollein.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Proprio stamani si sono riuniti in assemblea le lavoratrici dell'INTEVA, della FORTUNA WEST e della SIV; avevano invitato anche il Consiglio regionale a parteciparvi e credo dispiaccia a tutti di non poter essere presenti. Effettivamente quello tessile è il settore che, in questo momento, si trova maggiormente in uno stato di grave crisi nella nostra Regione; d'altronde riveste una particolare importanza proprio per il fatto di occupare in prevalenza donne, quindi dovrebbe essere prestata da parte della Amministrazione regionale una grande attenzione a questa situazione.
Non siamo soddisfatti per come stanno andando le cose, a questa interpellanza ne seguirà un'altra relativa alla FORTUNA WEST ed alla SIV; in questo caso vorremmo sapere qualcosa dell'INTEVA, che ha la storia un po' emblematica delle piccole industrie che si installano in Valle d'Aosta. Preesisteva all'INTEVA una società che lavorava nello stesso campo, la Pollein Confezioni, che aveva già ottenuto finanziamenti regionale e, contemporaneamente a queste sovvenzioni, aveva un po'incrementato l'occupazione. Dopo qualche periodo però l'occupazione è scesa, la Pollein Confezioni è entrata in crisi ed i costi del fallimento sono ricaduti sull'Amministrazione regionale. Quest'ultima ha comprato lo stabilimento che poi ha ceduto all'INTEVA. Questa operazione è avvenuta nel 1978, e si era concordato fra Amministrazione regionale ed INTEVA che l'affitto avrebbe cominciato ad essere riscosso dalla Regione dopo cinque anni. Non sono ancora trascorsi quattro anni e l'INTEVA è anch'essa già in crisi. C'erano state trattative già difficili nel passato anno; erano state licenziate 17 lavoratrici e, da 112 che erano nel 1981, attualmente le occupate dell'INTEVA sono solo 79. Il proprietario dell'azienda aveva fatto la proposta di scindere in due l'azienda, che lavorava su due reparti - un reparto cappotti ed un reparto pantaloni-, di continuare solo con la produzione dei cappotti e di affidare invece ad uno dei propri dipendenti, che si era detto interessato, la produzione dei pantaloni. Le Organizzazioni sindacali avevano considerato questo piano con molta cautela perché in effetti non dava sufficienti garanzie. Quando il piano non è stato accettato, il proprietario dell'INTEVA ha licenziato tutte le lavoratrici, che da quel giorno - è passato ormai un mese e mezzo - sono in assemblea permanente e non hanno più notizie di quali siano le loro prospettive. C'è stato anzi da parte dell'imprenditore un atteggiamento molto deprecabile, avendo addirittura rifiutato di richiedere 1a cassa integrazione. Vorrei sapere dall'Assessore all'Industria se per caso c'è stato un ripensamento su questo punto, se cioè è stata richiesta 1a cassa integrazione.
In tutta questa settimana gli incontri fra Assessore, Presidente della Giunta e Organizzazioni sindacali sono stati numerosi e si sono fatti anche dei nomi di possibili imprenditori che verrebbero a sostituire il Sig. Marini, imprenditore dell'impresa. Però di concreto non è ancora avvenuto niente, vorremmo sapere a che punto stanno le cose, quali possibilità ci sono di risolvere il problema, quando queste lavoratrici potranno uscire da questo grave stato di incertezza per il loro futuro.
Vorremmo anche sapere dall'Assessore un'altra cosa: recentemente la Giunta regionale, che in materia di politica industriale dimostra di avere le idee molto confuse come verificheremo poi per il caso ILSSA-VIOLA, ha addirittura riscoperto, per poter dare soldi agli imprenditori, una delibera del Consiglio regionale del 1957. Mentre la tecnica di interventi si è resa via via più sofisticata nel senso che si andavano a fare maggiori controlli sulle aziende su cui poi intervenire, la Giunta regionale non accetta neppure quei controlli minimi che erano previsti per la Finanziaria, e dà dei contributi in base ad una delibera del 1957. Ho qui le delibere per i Consiglieri che le volessero vedere: ci sono stati tre interventi in questo ultimo mese per la Lysfusion, per la Oman e per l'Italcar. Quella delibera del 1957 non poneva particolari condizioni ed anziché un prestito al tasso del 13% - come prevede la Finanziaria - dava 2/3 del valore degli interessi fino ad una certa cifra e la metà fino ad un'altra. Vorremmo capire bene qual è la linea di politica industriale della Giunta regionale, che addirittura resuscita delibere di 25 anni fa, quindi non all'altezza dei tempi, per continuare su una strada fallimentare di soldi dati ad imprenditori, per poi ritrovarsi magari davanti ad un nuovo caso INTEVA.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod. Ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): La Direzione dell'azienda di Pollein ha deciso l'irrevocabile chiusura dello stabilimento malgrado i tentativi di mediazione svolti dall'Amministrazione regionale.
La questione ha avuto inoltre uno strascico giudiziario: infatti i dirigenti dell'INTEVA avevano interessato 1a Magistratura allo scopo di ottenere lo sgombro dello stabilimento ritenendolo occupato dai dipendenti. Le Organizzazioni Sindacali rispondevano sostenendo che l'azienda non era mai stata occupata, ma che all'interno della stessa si svolgeva un'assemblea permanente per trovare una soluzione alla grave situazione in cui si trovavano i lavoratori.
I lavoratori dell'INTEVA ricorrevano a loro volta al Pretore chiedendo il sequestro conservativo di tutti i prodotti in deposito nel magazzino, a tutela della retribuzione del mese di ottobre e di ulteriori crediti. Il ricorso veniva accolto ed il Pretore disponeva il sequestro conservativo fino alla misura massima di 150 milioni. Di questi giorni è infine l'accordo fra la Direzione e le Organizzazioni Sindacali, secondo il quale i lavoratori si impegnano a concedere la libera disponibilità dei locali mentre, da parte sua, l'azienda concede ai lavoratori la sala mensa allo scopo di continuare l'assemblea permanente.
Riguardo alla ripresa dell'attività produttiva in seno all'azienda sono stati presi i contatti con alcuni imprenditori del settore, con i quali sono tutt'ora in corso trattative e valutazioni da parte della Regione in merito all'affidabilità delle aziende che eventualmente subentreranno nello stabilimento di Pollein. Purtroppo la gente che è venuta qui per visitare lo stabilimento non lo ha voluto fare per la ragione che questo è occupato. Ho fatto presente questo inconveniente alle Organizzazioni Sindacali, cercando di spiegare che fintanto che l'azienda è occupata nessun imprenditore andrà a rilevare nè a visitare questo stabilimento.
Per la questione dei ripensamenti della cassa integrazione, l'azienda ha fatto sapere, sia a noi che alle Organizzazioni Sindacali, di non essere disposta per nessun motivo a tornare indietro sulle sue decisioni.
Per quanto riguarda gli incontri ne abbiamo avuto uno con il Presidente della Giunta e con le Organizzazioni Sindacali martedì mattina; anche queste ultime sono molto preoccupate per come stanno andando le cose: sappiamo bene che l'INTEVA chiuderà, fintanto che non troviamo nessuno che venga a rilevare questa azienda e non so chi verrà.
Sapete che tutta la questione delle confezioni è disastrosa non solo in Valle d'Aosta ma in tutta Italia. Il Consigliere Mafrica vuole conoscere la linea politica della Giunta: penso che in questi momenti non sia facile avere una grande linea politica, purtroppo si va a tamponare un giorno qua e un giorno là. Quando è arrivata l'INTEVA sembrava un'azienda che andava benissimo; non ero ancora Assessore in quel momento. Purtroppo dopo quattro anni si è visto che quella azienda non è andata bene come pure tutte le altre. Ad ogni modo la Regione certamente seguirà da vicino tutti i problemi della industria e cercherà di fare quello che può.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.):Non mi è parsa molto chiara la risposta sul perché la Giunta sia ricorsa a quella delibera del 1957 per dare contributi a piccole aziende, quando c'è una Finanziaria regionale che dovrebbe intervenire. L'Assessore ha detto in sostanza che la Giunta agisce nel modo che più le sembra opportuno e questa non mi sembra una grande linea.
Trovo addirittura molto stupefacente che non si riesca a risolvere il problema perché l'imprenditore non vuole entrare nello stabilimento per il solo motivo che ci sono dieci donne che lo occupano. Personalmente sono andato a visitarlo e ho trovato persone molto cortesi che mi hanno fatto girare i reparti, e credo che nuovi imprenditori sarebbero accolti molto favorevolmente. Mi si dica piuttosto che ci sono difficoltà di mercato; tra l'altro, sostenere che è occupato è una interpretazione arbitraria perché i Sindacati sostengono che è un'assemblea permanente solo in una parte dei locali, d'accordo anche con l'imprenditore precedente - come ha riferito l'Assessore - in quanto ha lo scopo di salvaguardare gli impianti ed i prodotti esistenti in magazzino, perché l'imprenditore se ne è andato abbandonando tutto.
Mi sembra piuttosto che tale atteggiamento faccia parte della controffensiva di quelle persone che ritengono, in un momento di difficoltà dell'industria, di poter strappare condizioni migliori alla Regione, di poter agire nei confronti dei Sindacati così come meglio credono. Quindi penso che si debba in questo Consiglio, e come Giunta, affrontare in modo più sistematico e preciso le questioni; comunque questo è un argomento su cui non cesseremo mai di fare interpellanze. Mi dispiace, ma fin quando i problemi non si risolveranno, continueremo a tornarci sopra.
