Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 153 du 29 mars 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 153/VII - PROBLEMI CONCERNENTI LA S.p.A. SIV DI ARNAD E LA NECESSITA' DI NUOVI POSTI DI LAVORO NELLA MEDIA E BASSA VALLE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Cout, Bajocco e Mafrica:

CONSIDERATO che è stato chiesto alla Société Industrielle Valdôtaine S.p.A. a decorrere dall'11.3.1982 il riconoscimento dello stato di crisi aziendale e che conseguentemente per un periodo iniziale di mesi 6 venga corrisposto a favore del personale sospeso il trattamento di integrazione salariale straordinaria ed il trattamento di pensionamento anticipato per i lavoratori aventi diritto;

TENUTO PRESENTE che in data 9.3.1982 le Società del Gruppo Carminati, ad eccezione della S.I.V., hanno deciso lo scioglimento anticipato con richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo;

VALUTATO che questo sia un grave ulteriore peggioramento di una situazione, già di per sè difficile in Bassa Valle, che può sfociare in una perdita di altri posti di lavoro;

REPUTANDO più che necessario che l'Amministrazione regionale intervenga al più presto per tutto ciò che le sarà possibile per ricercare una soluzione alla situazione della S.I.V., che non può che essere collegata alla situazione della Fortuna West e a quella delle varie altre aziende della zona;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

1) le valutazioni della Giunta sulla situazione dell'Azienda;

2) quali passi ha fatto o intende fare affinché si trovi una soluzione alla situazione di crisi dell'Azienda;

3) se reputa necessario portare in Consiglio, come per la Fortuna West, valutazioni e proposte per la soluzione del problema S.I.V. e per la creazione di nuovi posti di lavoro nella zona della media e bassa Valle.

PRESIDENTE: Chi illustra l'interpellanza? La parola al Consigliere Cout.

COUT - (P.C.I.): Nell'ultimo Consiglio regionale, su una mozione presentata dal Gruppo Comunista, la Giunta si era impegnata a portare alla discussione del Consiglio uno studio e una valutazione della situazione della Fortuna West ed eventuali proposte perché si possa risolvere lo stato attuale. Purtroppo, nella zona della Bassa Valle fatti di questo genere diventano sempre più frequenti e gravi: non si spegne ancora la discussione su un caso particolare che già se ne accende un'altra.

Qui si tratta di altri cento posti di lavoro, di manodopera prevalentemente femminile, che vengono messi in discussione. Alla S.I.V. infatti, è in atto il presidio da parte di una decina di operai per ogni turno, proprio a seguito del riconoscimento dello stato di crisi che è stato deciso un paio di settimane fa, dopo che è stata comunicata da parte della Società la messa in liquidazione dell'intero Gruppo Carminati, ad eccezione della S.I.V. di Arnad, per la quale è stata chiesta la cassa integrazione speciale per gli operai, per una durata di sei mesi, e il trattamento di prepensionamento in base ai termini di legge; tutto questo anche se da parte di qualcuno si ritiene che se si verificheranno certe condizioni, il lavoro potrà essere ripreso prima.

Ma la situazione alla S.I.V. non è semplice: la stessa Società ha fatto presente che ci sono difficoltà di vario genere in tre campi fondamentali: difficoltà commerciali, perché il settore dei filati di cotone americano pettinato è quello che in questo momento risente maggiormente della situazione di crisi; questioni tecnologiche, perché per questo tipo di azienda ci vogliono dei macchinari estremamente moderni; problemi finanziari, sorti anche a seguito di difficoltà di liquidità sopravvenute all'interno dell'intero Gruppo Carminati e causate soprattutto dal ricorso all'indebitamento bancario in funzione dei massicci investimenti che sono stati effettuati.

Stando così le cose, la situazione può solo peggiorare, perché se si vorranno rimodernare i macchinari dovranno essere fatti altri investimenti.

E' compito dunque della Regione affrontare assieme alla S.I.V. questi problemi. Dai giornali ho appreso che c'è stato, giovedì pomeriggio, mi sembra, un incontro tra la Società, la Regione, i Sindacati ed il Consiglio di fabbrica e che la Signorina Carminati, proprietaria della S.I.V., ha fatto presente che ci saranno due scadenze immediate; una prima scadenza, quella del 31 marzo entro cui i giudici dovranno esprimere un parere sull'andamento dell'intero Gruppo Carminati e quindi della S.I.V.; e un'altra scadenza, quella della fine di aprile, termine entro cui la Società dovrebbe presentare un piano di ristrutturazione che liberi anche in parte il settore commerciale ponendo la S.I.V. in condizioni di contrattare direttamente con i clienti in modo più autonomo e al di fuori del Gruppo Carminati.

In questo incontro con i Sindacati e col Consiglio di fabbrica, - secondo quanto riportato dalla stampa - l'atteggiamento del Presidente della Giunta, pur giudicato positivo dai Sindacati, è stato dai Sindacati stessi definito un po' troppo ottimista, perché sembra che a tutta questa situazione venga prospettata una soluzione con la famosa Finanziaria di cui in questi ultimi mesi si parla tanto e che sembra un po' la panacea di tutti i mali industriali in Valle.

In base alle considerazioni che possono emergere dai fatti di queste ultime settimane, noi vorremmo sapere - l'interpellanza era rivolta all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che è assente, ma penso che risponderà con altrettanta competenza il Presidente della Giunta - se ci sono eventuali dati più precisi su tutta la questione che ci possano indicare prospettive di soluzione per quanto riguarda sia la Carminati sia la S.I.V. in particolare.

Vorremmo anche sapere più precisamente che tipo di intervento si potrà effettuare con la famosa Finanziaria, di cui tanto si parla; ci chiediamo se la Finanziaria sarà un modo come un altro per dare dei fondi a queste aziende, senza poi poter finalizzare o controllare gli investimenti, o se invece potrà essere quel centro di interventi e di assistenza alla piccola e media industria, centro di cui noi più volte abbiamo dichiarato in Consiglio l'esigenza: in sostanza, vorremmo sapere se con questa Finanziaria si potrà portare il problema della ricerca non solo di soluzioni finanziarie ma anche di nuove tecnologie e di mercato.

Ci chiediamo, dunque, se l'atteggiamento che c'è stato da parte della Giunta non sia un po' troppo ottimistico e quale futuro si prospetta, per la S.I.V. per il Gruppo Carminati. Chiediamo anche con la nostra interpellanza se la Giunta non ritenga necessario portare in Consiglio, come per la Fortuna West, affinché tutti i Consiglieri possano essere al corrente della situazione, valutazioni e proposte per la soluzione del problema S.I.V. e per la creazione di nuovi posti di lavoro nella zona della Media e della Bassa Valle. Perché, diciamolo chiaramente, se la situazione va avanti come negli ultimi tempi, non dovremo soltanto mirare a ricoprire posti di lavoro nelle varie aziende, ma si porrà il problema di crearne di nuovi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Vorrei far rilevare ai colleghi Consiglieri che quasi tutto il pubblico è costituito da lavoratori della Fortuna West e della S.I.V.

Io chiedo al Presidente del Consiglio, se l'Assemblea è d'accordo, che si iscriva all'ordine del giorno in via d'urgenza una mozione riguardante la situazione della Fortuna West e della S.I.V., in modo che il Consiglio ne venga messo al corrente e possa discutere sulle cose da farsi. Mi rendo conto che è una prassi non usuale, però vorrei che il Consiglio si pronunciasse in merito.

PRESIDENTE: L'applicazione dell'articolo del Regolamento che prevede l'iscrizione d'urgenza, con la maggioranza dei due terzi, dispone che sia prima presentato alla Presidenza del Consiglio e successivamente distribuito ai Consiglieri il testo - non solo l'oggetto, ma anche il testo - del provvedimento che si intende discutere; successivamente avviene la votazione, l'eventuale iscrizione e poi ancora la discussione.

La Presidenza non ha nulla in contrario a che venga iscritta d'urgenza una mozione, il Regolamento lo prevede, però il testo deve essere presentato alla Presidenza e poi distribuito ai Consiglieri in modo che il Consiglio stesso possa a ragion veduta - e ora abbiamo sedute per tre giorni - pronunciarsi sull'iscrizione all'ordine del giorno e poi eventualmente dare inizio al dibattito.

La parola al Presidente della Giunta per la risposta.

ANDRIONE - (U.V.): Anche noi non abbiamo niente in contrario a che venga in caso iscritta all'ordine del giorno una mozione; semplicemente, visto il tipo di lavoro che il Consiglio deve fare, si andrebbe a finire alle due di notte di mercoledì e quindi sarebbe forse opportuno discuterla nell'adunanza del 7. Comunque, questo è un problema a parte.

Ma veniamo alla questione della SIV. Il Gruppo Carminati, uno dei rari Gruppi tessili privati in Italia, era già stato pesantemente intaccato, come possibilità finanziaria, dal fatto che l'80% dei tessili in Italia sono di proprietà dello Stato e in questa posizione, che è diventata privilegiata, possono vendere sottocosto. Perciò, da industria di punta di grande valore è diventata nell'ultimo decennio un'industria con delle difficoltà. Difficoltà abbastanza ricorrenti, ma che sono state superate anche con gravi sacrifici patrimoniali e che avevano ottenuto una certa stabilità intorno all'80.

Le difficoltà commerciali - a parte quelle specifiche di mercato, che esistono ma che sono superabili - cui faceva riferimento il Consigliere Cout sono dovute a quella che viene con eufemismo chiamata "l'impennata del dollaro", e dato che il mercato di cotone si fa in dollari e che ultimamente la materia prima deve essere pagata con un mese di anticipo, ricevuta grezza, lavorata e venduta a termine, evidentemente con i tassi di interesse esistenti in questo momento, che battono intorno al 30%, la liquidità finanziaria delle industrie del settore è ridotta a zero.

Per quanto riguarda le Società Carminati della Lombardia, i tagli saranno molto pesanti, vi sarà una riduzione notevole di manodopera e certe lavorazioni verranno definitivamente chiuse. Per quanto riguarda la S.I.V. di Arnad, noi crediamo che possa essere salvata perché il tipo di macchinari esistenti e il tipo di mercato, nonostante alcune precisazioni ancora da fare, sono tali da dare fondate speranze di poterla rilanciare.

Il 30 marzo, cioè domani, il giudice dovrà liberare la S.I.V. di Arnad dalla dipendenza che ha nei confronti del Gruppo Carminati Generale - si tratta di un Gruppo Generale di cui fanno parte la S.I.V. e una serie di Società collegate -; quindi il primo risultato sarà quello di poter trattare tra Ree S.I.V. su delle basi chiare, con un Gruppo unico e non legato ad altri. D'altra parte, bisogna tenere presente che la S.I.V. ha lavorato in questi ultimi tempi quasi esclusivamente per le aziende collegate del Gruppo, e quindi si pone il problema di trovare degli sbocchi e dei mercati nuovi.

Entro la fine di aprile, la Carminati presenterà un piano che verrà discusso - e per questo sono già all'opera - ma non si tratta di toccasana o di rimedi taumaturgici: si tratta semplicemente di ricreare attraverso metodi conosciuti quella che è l'indispensabile liquidità delle aziende. Se oggi un'azienda come questa deve ricorrere al prestito bancario è soffocata, non ha possibilità di vivere, perché con il 30% di interesse non c'è nessuna azienda che possa andare avanti! Se immaginiamo di investire un miliardo, bisogna pagare 300 milioni di interessi in un anno: a questo punto, non c'è nessuno che tiene, visto anche che il costo del lavoro è quello che è. Di conseguenza, attraverso uno strumento nuovo sarà possibile, evidentemente con una controparte che sia per lo meno la maggioranza del capitale sociale, sottoscriverne una parte - non oltre il 35% secondo una regola che abbiamo già stabilito in altre situazioni - ed emettere un prestito obbligazionario con un tasso di interesse ridotto al 13-13,50% cioè a valori che pur essendo alti e pur costituendo, ai termini del C.P. in vigore, reato di usura, sono però accettabili al giorno d'oggi. Questa è l'intenzione della Giunta regionale, e dato il fatto che la signorina Carminati si è dichiarata disposta a presentare il piano ed eventualmente a sottoscrivere capitale per 3 miliardi di lire, non è una questione di ottimismo; ci troviamo di fronte a persone che il settore lo conoscono, a un'azienda che ha una tradizione notevole e per la quale sono chiare le cause del dissesto, non dovuto a incompetenza nè a cattiva amministrazione; per questo si pensa che il Gruppo sia salvabile. Ci troviamo cioè di fronte ad una azienda potenzialmente sana, nella quale la stretta di questi tempi, e in particolare l'impennata del dollaro, hanno creato una situazione che senza l'intervento - non gratuito, lo sottolineo - di un finanziamento a tassi agevolati, può solo portare alla chiusura.

E dato che noi non possiamo intervenire direttamente perché la Regione non è una banca, evidentemente lo strumento possibile è quell'altro.

Questa è la situazione.

Come ha accennato il Consigliere Cout, il Consiglio di fabbrica, i Sindacati e la signorina Carminati si sono riuniti con me e queste cose sono state dette; gli interessati hanno potuto sentire dalla voce della signorina Carminati - quindi non è che io riferisca cose che non sono vere - questa sua volontà. Il punto, dopo la scadenza di domani che credo non presenti difficoltà, è quello di esaminare con cura quel piano, di vedere quali sono le sue possibilità e poi di procedere.

Aggiungo, conclusa la mia risposta all'interpellanza, che entro la fine di questa settimana o al massimo la settimana prossima un Gruppo importante e interessante dovrà prendere contatti con noi per il problema della Fortuna West.

Allora, ne parleremo con maggiore conoscenza di causa.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Cout, per la replica.

COUT - (P.C.I.): Ulteriori chiarimenti su questa situazione ci sono senz'altro venuti dalla risposta, che possiamo dire abbastanza esauriente, del Presidente della Giunta; però non sono state prese in considerazione alcune delle richieste che abbiamo fatto.

Nella nostra interpellanza noi chiedevamo che di questa questione venisse poi investito il Consiglio, che su questo piano e sulla creazione di nuovi posti di lavoro, come per la Fortuna West, venisse portata alla discussione del Consiglio una relazione su cui tutti quanti potessero esprimere la loro idea e le loro considerazioni. Per questo motivo, ci associamo senz'altro alla richiesta del Consigliere Carlassare per un'eventuale discussione in Consiglio su tutta la questione, che non può essere affrontata con una semplice interpellanza a botta e risposta o con semplici richieste di chiarimenti.

Direi che anche sulla questione della Finanziaria si deve discutere al più presto. Sono anch'io piuttosto dell'idea del Sindacato che per una soluzione che deve venire in breve termine, una Finanziaria che ancora non è costituita non ci può garantire rimedi immediati; perciò prima ancora della costituzione di questa Finanziaria si dovranno affrontare diversamente i problemi della S.I.V. e probabilmente sarà opportuno un finanziamento, almeno se entro la fine di aprile verrà presentato il piano.

Ci sono infatti una serie di problemi sui quali bisogna intervenire con urgenza e dei quali deve essere per forza investito il Consiglio regionale, perché una situazione di questo genere deve essere a conoscenza di tutte le forze politiche che debbono esprimere la loro idea in proposito.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Mentre di solito abbiamo dei dubbi sul fatto che possano funzionare strutture industriali limitate all'ambito valdostano, per cui siamo preoccupati quando si cerca di ridurre per esempio la Cogne - proposta fatta da altre forze - a una struttura isolata da contesti più generali, in questo caso l'idea di sganciare la S.I.V. dal Gruppo Carminati ci sembra che possa essere giusta e crediamo che sia necessario passare al più presto dalle intenzioni e dalle affermazioni ai fatti. Prima di dire se andrà bene o meno la Finanziaria vorremmo che al più presto venisse portato in Consiglio regionale il disegno di legge relativo, perché in Commissione Affari Generali io ho sentito due rappresentanti della maggioranza dire che avevano delle perplessità su questo punto; quindi non so se questa è la strada più veloce; se lo è, almeno secondo la Giunta, chiediamo che la questione venga rapidamente sottoposta al Consiglio. I casi sono due: o in tempi brevi si costituisce questa struttura che permette l'accesso al credito alle industrie valdostane, oppure visto che col bilancio si rifinanziano i fondi di rotazione tra cui anche quelli per l'industria, per i casi urgenti si provvede ancora con il vecchio meccanismo.

Un'ultima osservazione: noi faremo, come Partito, nel mese di aprile un convegno sull'occupazione in Bassa Valle; in questa occasione penso che possano emergere anche delle proposte in questa materia; ci sembra però che non possa essere visto soltanto l'aspetto finanziario, ma occorra anche pensare ad una politica industriale complessiva, perché per alcuni casi può essere una questione di alti tassi di interesse, ma per altri non è solo questo, è anche una questione di produttività, di ricerca del mercato, di impianto tecnologico dell'azienda.

Noi attendiamo l'esito delle prossime scadenze, prendiamo per buone le affermazioni del Presidente della Giunta, però crediamo che rapidamente si debba passare dalle affermazioni ai fatti in quanto la situazione lo richiede.

PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 17 dell'ordine del giorno.