Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 152 du 29 mars 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 152/VII - DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA DIVULGAZIONE, DA PARTE DI DIPENDENTI REGIONALI, DI NOTIZIE SULL'ATTIVITA' DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Carlassare, Minuzzo e Mafrica:

Presa visione dell'ordine di servizio n. 4 del 25 febbraio 1982 del Presidente della Giunta regionale, ordine di servizio che emana disposizioni in merito al rilascio di notizie sull'attività dell'Amministrazione regionale da parte di dipendenti regionali;

Constatato che le disposizioni suddette costituiscono di fatto una limitazione delle possibilità di accesso a notizie di pubblico interesse da parte degli organi di informazione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta per sapere:

1) in quali casi si siano verificate discordanze tra le dichiarazioni dei funzionari e gli indirizzi della Giunta regionale;

2) se la disposizione che impone di concordare preventivamente con l'Assessore competente le notizie concernenti l'attività dell'Amministrazione regionale non possa essere considerata come un controllo politico anche su fatti tecnico-scientifici di stretta competenza dei funzionari preposti (fatti perciò di per sè oggettivi e sottratti alla discrezionalità politica dell'Amministrazione);

3) se non sia il caso di revocare detto ordine di servizio in quanto esso è in parte lesivo delle competenze dei funzionari regionali ed in quanto limita la possibilità di divulgazione delle attività della pubblica amministrazione.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, uno dei cofirmatari è assente; ritenete di poter trattare l'interpellanza oppure, come abbiamo fatto per le interrogazioni presentate dal Consigliere Pedrini, di rinviarla alla presenza del Consigliere Minuzzo? Sarebbe un riguardo nei confronti del collega assente, più che altro perché il Consiglio potrebbe, anzi dovrebbe, trattare l'interpellanza adesso. La trattiamo? Chi illustra l'interpellanza? La parola al collega Carlassare.

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Questa interpellanza è stata presentata in seguito alla presa visione di un ordine di servizio in data 25 febbraio '82, che impone praticamente ai funzionari e ai dipendenti regionali una sorta di silenzio-stampa salvo il caso che si siano concordate le cose da dire con l'autorità politica che gestisce l'Assessorato.

L'ordine di servizio precisa nel terzo comma: "In particolare si dispone che notizie concernenti l'attività dell'Amministrazione regionale rilasciate da dipendenti regionali, mezzi di informazione, giornali, periodici, radio, TV, ecc., debbano essere preventivamente concordate con l'Amministrazione competente, responsabile, e da quest'ultima autorizzate".

La cosa ci preoccupa. Innanzitutto, perché si fa riferimento a grosse discordanze fra le linee politiche di intervento programmate dalla Giunta e realizzate dai vari Assessori e le affermazioni fatte dai funzionari regionali; ora, noi firmatari, ed io in particolare che illustro questa mozione, riteniamo che il funzionario regionale debba essere essenzialmente un tecnico, capace di trattare appunto sotto il profilo tecnico e scientifico i vari problemi.

Prendere posizione, anche pubblicamente, su questi problemi tecnici e scientifici dovrebbe essere una prerogativa soprattutto dei funzionari, dei tecnici e di chi ha le cognizioni scientifiche sufficienti per trattare questi problemi. Al limite, potrebbero essere confutate, potrebbero essere discusse da chi ha una sufficiente preparazione tecnica e scientifica per contraddire le cose affermate da questi signori.

Ora, pur nel massimo rispetto delle capacità tecnico-scientifiche dei vari Assessori, io non ritengo che questi e i membri in genere della Giunta possano sempre e comunque essere in grado di confutare le tesi sostenute appunto dai tecnici e da chi ha questo tipo di preparazione.

E non penso neanche che queste prese di posizioni siano sempre riconducibili ad un criterio di carattere politico: io penso che gli indirizzi politici debbano essere dati dalla Giunta, dagli Assessori, ma la loro realizzazione per quanto riguarda la fase attuativa sia competenza dei funzionari, dei tecnici.

Con questa interpellanza intendiamo sapere innanzitutto in quali casi si siano verificate discordanze tra le posizioni assunte dai vari Assessori - posizioni essenzialmente di carattere politico e amministrativo - e le affermazioni che dovrebbero essere soprattutto di carattere tecnico e scientifico fatte e sostenute dai funzionari, discordanze tali che abbiano reso necessario questo ordine di servizio.

La seconda richiesta è appunto una precisazione su quanto ho detto prima: se possa essere concepibile che una presa d'atto di carattere tecnico-scientifico debba essere sempre concordata con l'Assessore, che è un'autorità di carattere politico e che non sempre, penso, possiede le nozioni sufficienti per poter confutare il contenuto tecnico.

In ultimo chiediamo se non si ritiene opportuno revocare questo ordine di servizio non solo per quanto abbiamo già detto, ma anche perché esso limita le possibilità di divulgazione da parte dei giornalisti: questi hanno rilevato una sorta di mutismo da parte dei funzionari regionali, che in effetti hanno dichiarato loro di non poter dire niente nè prendere posizione se non dopo aver concordato il contenuto delle informazioni con l'autorità politica competente.

Ecco, spero di aver chiarito il senso di questa interpellanza. Mi auguro che vengano date delle risposte soddisfacenti.

PRESIDENTE: La parola al Presidente della Giunta per la risposta.

ANDRIONE - (U.V.): Spero anch'io che le mie risposte siano soddisfacenti. Concordo pienamente con il Consigliere Carlassare per quanto riguarda le dichiarazioni di contenuto tecnico-scientifico; se l'italiano ha un senso, questo ordine di servizio dice un'altra cosa: non attribuire all'Amministrazione regionale una volontà politica che non sia affermata da un politico. Ora non è importante, anche perché non voglio fare dei nomi, entrare nei casi specifici, ma visto che parliamo di questioni che si sono ripetute nell'Amministrazione vorrei raccontare ai Consiglieri Carlassare e Mafrica, che allora non c'erano, che vent'anni fa, a Roma, dall'allora Presidente Leone, c'è stato un dipendente regionale che aveva addirittura firmato un compromesso alla fine di un pasto a base di bodins e saucisses e dove non si era bevuto solo latte; aveva apposto la sua firma in calce ad un documento, e l'Avv. Marcoz, che pure era una persona calma, saltava alto così!

In questo ordine di servizio si dice che il funzionario può affermare: "Io, dottor Tal dei Tali, ritengo che detta opera debba essere fatta in questa maniera, che sia un errore fare la forestazione in quel punto, che sia sbagliato non conservare certi ruderi romani, insomma, va tutto bene! Non può dire, invece, che l'Amministrazione regionale, il Consiglio regionale, voteranno a favore di A, B, C, D, prima che questo sia stato concordato con il responsabile politico che affronterà la battaglia politica, insomma, affronterà il problema dei termini di procedura per prendere quel dato provvedimento.

E questo non per imporre il mutismo ai funzionari, tutt'altro! Ma per evitare di creare delle aspettative che non siano fondate, perché già troppo sovente, e giustamente, i politici vengono rimproverati di fare promesse relative a strade, fognature ed altre cose del genere. Questo deve essere riservato ai membri del Consiglio, ivi compresi i Consiglieri, che hanno questo compito, anche se in casi specifici, in perfetta buona fede i funzionari hanno probabilmente detto cose che poi sono state sollevate dalla Giunta regionale e dal Consiglio; ma queste responsabilità non debbono essere prese dai funzionari: si tratta quindi di impedire che vengano impegnati dei fondi per delle soluzioni specifiche, e non, al contrario, di impedire l'espressione di una opinione: in questo caso, allora, non si deve dire: "l'Amministrazione regionale farà questo", si deve dire: "il funzionario Tale ha dichiarato".

E ogni commento alla notizia va riportato alla fonte, che deve essere quella esatta: se l'Assessore dice qualche cosa, il Consigliere Mafrica o il Consigliere Cout possono presentare un'interpellanza, ma se è il funzionario che dice qualche cosa è evidente che in Consiglio ci possono poi essere smentite, che sono sempre spiacevoli.

Quindi, per quanto riguarda il primo punto, non credo di dover entrare nei particolari.

Per quanto riguarda il secondo, ritengo di averlo già spiegato.

Per quanto riguarda il terzo, riteniamo anche qui, cum grano salis, di mantenere l'ordine di servizio; non è che ci preoccupiamo granché, però vorremmo che queste dichiarazioni fossero responsabilmente concordate o fossero fatte a titolo personale; a questo proposito, posso dire che in questa Amministrazione, da quanto è nata, nessuno è mai stato censurato per avere espresso le proprie opinioni.

PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare, per la replica, ha facoltà di parola.

CARLASSARE - (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): La risposta del Presidente della Giunta non mi ha soddisfatto molto e ritengo che non sia di grande soddisfazione nè per i funzionari dell'Amministrazione regionale né, tantomeno, per gli operatori dell'informazione che devono lavorare sulla base della raccolta delle informazioni stesse... INTERRUZIONE...

Questo può anche darsi! Dipende dal fatto che probabilmente, sempreché noi ci troviamo di fronte a dei giornalisti estremamente disonesti, non potendo risalire con precisione alla fonte e non potendo stabilire un rapporto diretto con chi detiene gli elementi per creare questa informazione, si dà adito ai "si dice", ai "si pensa", ai "si deduce" e di conseguenza il Presidente Andrione diventa magari senatore senza che lui abbia intenzione di esserlo!

Comunque, il problema mi pare che sia essenzialmente questo, al di là di una interpretazione letterale della circolare che si può intendere un po' in tutti i modi, perché nel primo paragrafo: "...gli intendimenti perseguiti dalla propria attività degli organi amministrativi e politici regionali", in pratica si comprende tutto, e se si parlasse di organi politici soltanto forse sarebbe meno grave e meno pesante questo ordine di servizio. In effetti, - e questo è l'effetto che probabilmente si proponeva ed il risultato è stato ottenuto - esso pone i funzionari regionali nella condizione anche psicologica di non aprire più bocca se non si sono concordate preventivamente con l'Assessore tutte le cose da dire.

E la cosa importante, non è tanto che sia soddisfatto o meno io - la mia sarebbe una soddisfazione o insoddisfazione di carattere politico - ma è che in questo modo si fa sì che l'informazione giornalistica e radiotelevisiva non si basi su dei dati di fatto precisi, che devono anche essere puntuali e tempestivi, ma sia legata ad un iter burocratico, ad un confronto in chiave politica che deve avvenire nei meandri dei vari Assessorati.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Io credo comunque che sia stata importante una chiarificazione, perché deve essere palese a tutti che se un giornalista va a chiedere a un funzionario dei dati relativi alle somme ancora disponibili per fare certe cose, o dei dati stanziati per una certa opera, ecco, questi non possono essere negati né devono necessariamente essere concordati con l'Assessore, perché i dati sono quelli e l'Assessore non può dire altro che la verità.

Io credo che sia stato utile che perlomeno da parte del Presidente della Giunta sia stato preso l'impegno a non censurare, come poteva sembrare, queste informazioni di natura tecnica; in effetti avevamo avuto anche questo sospetto. L'importante è che sia stato chiarito.

ANDRIONE - (U.V.): ..... il Consigliere potrebbe tirarseli fuori da solo, perché dato che c'è un capitolo e soltanto attraverso una delibera si può imputare una spesa, i calcoli - tu sei professore di matematica! - può farli chiunque. Perciò chi dà informazioni, se addetto a raccogliere queste delibere e a fare le differenze, non è assolutamente censurabile.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, dovremmo passare alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 17 dell'ordine del giorno.

Poiché il Consigliere Minuzzo, firmatario insieme agli altri dell'interpellanza, è ancora assente, la Presidenza propone, se il Consiglio è d'accordo, di passare intanto alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 18 dell'ordine del giorno.