Objet du Conseil n. 154 du 29 mars 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 154/VII - PROBLEMI CONCERNENTI L'ASSISTENZA PSICHIATRICA (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Péaquin, Carlassare e Minuzzo:
PRESA VISIONE del volantino diffuso dall'U.L.C.E.S., (Unione per la lotta contro l'emarginazione sociale) del quale si allega fotocopia;
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
1) se risultano fondate le affermazioni contenute nell'allegato;
2) nel caso dette affermazioni risultino fondate quali iniziative intende adottare per risolvere la drammatica situazione evidenziata.
PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.
PEAQUIN - (P.C.I.): Io non credo sia necessario dilungarsi ad illustrare questa interpellanza, in quanto abbiamo allegato un volantino fattoci pervenire dall'Unione per la Lotta Contro l'Emarginazione Sociale nel quale sono elencate tutta una serie di questioni, di difficoltà nelle quali versano i malati mentali; si denuncia ancora una volta la carenza, nella nostra Regione, di strutture in questo senso. Si ricorda che più di 50 malati ancora trovano assistenza in ospedali fuori della Regione; si ricorda come alcuni malati, dopo un'assistenza saltuaria avuta anche nella nostra Regione, ma comunque dimessi da ospedali psichiatrici, siano poi costretti, proprio per la mancanza di assistenza, ad essere nuovamente ricoverati. La situazione è conosciuta molto bene, penso, dall'intero Consiglio, ma vorremmo con questa interpellanza sapere quali sono le intenzioni dell'Assessorato, quali le possibilità di venire incontro alle esigenze delle famiglie di questi malati, cosa si prevede nell'immediato futuro per la soluzione di questo problema.
PRESIDENTE: Il Consigliere Carlassare intende intervenire per l'illustrazione?
La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin per la risposta.
ROLLANDIN - (U.V.): Effettivamente, come diceva il Consigliere Péaquin, già in passati Consigli in questi anni abbiamo avuto occasione di discutere di questo problema, prospettando soprattutto determinate soluzioni.
Avrei voluto chiedere informazioni più precise su questo volantino (tra l'altro è anonimo, e io non sono riuscito a contattare la sede dell'Unione perché non so ufficialmente quale essa sia) ma non sono riuscito a rintracciare nessuno dei rappresentanti dell'ULCES e così non ho potuto, come era mia intenzione, approfondire l'argomento.
Nel volantino vengono richiamati alcuni problemi abbastanza noti, cioè, finora, purtroppo, l'unico intervento che si fa per questo tipo di "malato" è quello strettamente economico: si interviene essenzialmente nella fase assistenziale, legata a quell'integrazione economica che è prevista dalle leggi statali e dalle leggi regionali. Più volte abbiamo parlato della legge n. .47, che prevede questo tipo di integrazione e dalla legge regionale che è stata fatta dopo un programma allegato che tiene conto degli obiettivi che si pone la Regione, e precisamente evitare l'ospedalizzazione e l'intervento in cliniche private.
Il tutto però, al momento, non è ancora attuabile proprio per la mancanza di strutture che svolgano determinate funzioni: la Valle d'Aosta è l'unica Regione che non aveva nessun istituto e da una parte è stato meglio così, perché non abbiamo avuto tutti i problemi della ristrutturazione.
In questi ultimi anni - e questo a dimostrazione che qualcosa si poteva fare - non c'è stato un incremento di questo tipo di patologia e quindi gli interventi sono stati effettivamente rarissimi, il che ha dimostrato che come filtro il tipo di assistenza che si garantisce può funzionare. Un aspetto positivo è stata l'estensione sul territorio di questa assistenza programmata, che avviene a mezzo di ambulatori - e quindi non nei termini indicati nel volantino - seguiti da specialisti che lavorano in ospedale e che hanno avuto la possibilità di integrarsi sul territorio: questo penso che sia uno dei lati che più erano stati sottolineati nelle precedenti riunioni: l'esigenza effettiva del territorio di avere questo raccordo e quindi di avere la possibilità di contare anche sugli operatori di base, assistenti sociali ed altri operatori di zona, con un'integrazione dei vari operatori sanitari e sociali; questo, tra l'altro, è previsto nella legge regionale istitutiva del servizio sanitario.
Per il resto - e avremo occasione di parlarne anche in occasione del bilancio - in questi ultimi tempi, a forza di fare quest'opera di sensibilizzazione dei Comuni, c'è stata una effettiva presa di posizione, qualcuno si è mosso e ci sono una serie di progetti avanzati: infatti le strutture già realizzate sono quelle che ho ricordato in precedenti riunioni: quella di La Thuile e quella di Aosta; per il resto non abbiamo avuto altre iniziative.
Alcuni Comuni, dunque, si sono messi assieme e lavorano a livello di distretto; praticamente in tutti i distretti tranne uno hanno individuato già delle zone idonee e delle strutture che potrebbero essere rifatte e adattate per la soluzione di questo particolare problema.
Questo è quanto pensiamo di portare avanti con la massima celerità, tenendo conto dei finanziamenti che sono previsti anche nel prossimo bilancio: proprio per questo capitolo è stanziata una somma non indifferente per far fronte ai progetti già esistenti nelle varie zone. La cosa verrà poi discussa in dettaglio in sede di presentazione del bilancio.
L'intenzione della Giunta è quindi di procedere al più presto all'utilizzazione di nuove strutture, perché se non si potrà disporre di nuove strutture sarà inevitabile, nei casi urgenti, fare ricoveri fuori Valle, il che non deve più avvenire; anzi dovremo cercare di provvedere al rientro di quel numero ormai esiguo di persone assistite in altra Regione. Costoro aspettano giustamente di poter rientrare e, d'altra parte, quelli che sono dimissibili è giusto che vengano affidati a queste strutture. Voglio ricordare a questo proposito che nel contempo si sta facendo un'opera di aggiornamento professionale del personale che dovrà lavorare in queste strutture, affinché il complesso struttura-personale sia adeguato alle esigenze.
PRESIDENTE: Il Consigliere Péaquin intende replicare? Ne ha facoltà.
PEAQUIN - (P.C.I.): Il fatto che non c'è un recapito preciso di questa Unione per la lotta contro l'emarginazione, non è molto grave perché credo che all'Assessore siano ben noti i componenti di questa organizzazione e se ne abbiamo l'intenzione possiamo rintracciarli; comunque, partecipando all'incontro di lunedì nei locali del Comune era possibile vederli, conoscerli e sentirne le proposte.
Ma a parte questo, non sono completamente d'accordo con quanto afferma l'Assessore, perché a parte le dichiarazioni di buona volontà e le informazioni al Consiglio in merito al fatto che nei distretti sanitari si stanno formando delle iniziative, dei centri per poter fornire i servizi opportuni alla gente che ne ha necessità, la situazione attuale mi pare che sia ancora la medesima di qualche anno fa, se addirittura non è peggiorata, almeno stando alla partecipazione della gente alle assemblee che si fanno su questi temi.
Ecco, mi pare che l'aumento delle persone interessate e la pressione più massiccia che si intende fare nei confronti dell'Assessorato alla Sanità e all'Assistenza per richiedere servizi alternativi dimostrano che la situazione è peggiorata. Pertanto è necessario agire decisamente.
Non è risultato, nell'incontro tenutosi lunedì scorso e al quale ho partecipato, che medici e personale lavorino sul territorio; tra l'altro erano presenti anche alcuni medici ... INTERRUZIONE ...
Ecco, sarebbe bene chiarire, verificare in realtà come stanno le cose, perché mi pare che ci sia un discorso da una parte che non trova corrispondenza dall'altra; mi piacerebbe riuscire ad approfondirlo.
La legge n. 47 prevede delle strutture, dei servizi: anche qui avremo occasione di discuterne in occasione del bilancio; sono necessari finanziamenti di un certo tipo per spese in conto capitale che riguardano direttamente la legge n. 197, ma anche un Capitolo con somme, ben più consistenti, destinate a strutture sociali.
Ci fa piacere, invece, apprendere che i distretti si stanno muovendo, e questo è il punto, il nodo fondamentale dell'attuazione dei servizi nella nostra Regione; ma abbiamo parecchie perplessità e paure che questi distretti non riescano a svolgere il loro ruolo. Per quanto riguarda la legge n. 47 che prevede appunto servizi di questo tipo, seppure con l'approvazione dell'ultimo riparto, dell'ultimo piano, abbiamo notato che i Comuni sono aumentati in maniera considerevole - nell'ultimo anno sono arrivati, se ricordo bene, ad essere 39 - dobbiamo però ricordare che dall'istituzione della legge - dal giugno '78 - all'82 un numero molto limitato di Comuni ha usufruito di questa legge: anche questa è una grossa carenza, e sarebbe utile verificare se è dovuta all'impreparazione e alla poca sensibilità dei Comuni o ai rapporti non troppo stretti fra Assessorato, Comuni e distretti.
In conclusione, non posso dichiararmi soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché da quanto emerso dalla riunione di lunedì scorso i fatti sembravano messi su di un altro piano; prendo atto comunque delle dichiarazioni dell'Assessore riguardo al fatto che i distretti stanno lavorando in questo senso e che tutti i distretti meno uno hanno già previsto dei progetti. Ci auguriamo che al più presto questi progetti possano prendere corpo, e non soltanto come struttura, come costruzioni, ma anche nel senso che siano la sede dei servizi indispensabili ormai alla nostra popolazione.
PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 19 dell'ordine del giorno.
