Objet du Conseil n. 220 du 30 avril 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 220/81 - ABROGAZIONE DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 545, IN DATA 11 FEBBRAIO 1977, RECANTE AUTORIZZAZIONE A DIPENDENTI REGIONALI AD ASSENTARSI DALL'UFFICIO PER MANDATO POLITICO. (Reiezione di mozione)
Presidente - Do lettura della mozione in oggetto del Consigliere Viberti:
MOZIONE
RILEVATO che, in data 11 febbraio 1977, con deliberazione n. 545, la
Giunta regionale ha autorizzato tre dipendenti regionali ad assentarsi dal servizio tutte le mattinate per l'espletamento del mandato di Consigliere comunale di Aosta;
CONSTATATO che, tale deliberazione, come risulta dalla lettera del Presidente della Giunta in data 7 gennaio 1981, protocollo n. 60, è tuttora pienamente applicata nel caso dei dipendenti Torrione Gianni e Rusci Piercarlo;
RILEVATO che, il mantenimento di tale deliberazione autorizzerebbe tutti i 106 (centosei) dipendenti regionali che ricoprono attualmente la carica di Consigliere in un Comune della Valle d'Aosta a richiedere permessi retribuiti per tutte le mattinate lavorative;
RITENENDO opportuno rivedere una decisione che, interpretando in modo abnorme l'art. 2 della legge 12 dicembre 1966, n. 1078 potrebbe comportare pesanti conseguenze finanziarie per l'Amministrazione regionale e che risulta comunque discriminatoria;
IMPEGNA
la Giunta regionale ad abrogare, entro 15 giorni, la propria deliberazione n 545 dell'11 febbraio 1977.
Presidente - La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPRL) - Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di discutere di questa deliberazione, che si richiama ad una norma della legge statale n. 1078 del 12 dicembre 1966, la quale all'art. 2 dispone: "I dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici eletti a cariche di Consigliere comunale e Consigliere provinciale, esclusi i dipendenti per i quali a norma dell'articolo precedente è prevista l'aspettativa, sono a loro richiesta autorizzati ad assentarsi dal servizio per il tempo necessario all'espletamento del mandato". La delibera richiamata nella parte illustrativa di questa mozione, autorizza tre dipendenti regionali - attualmente sono soltanto due - ad assentarsi dal servizio tutte le mattine per l'espletamento del mandato di Consigliere al Comune di Aosta.
Noi abbiamo già ribadito che non siamo contrari al fatto che un dipendente di questo o quell'Ente possa assentarsi dal lavoro per lo svolgimento delle funzioni derivanti dalla sua elezione a una carica pubblica, quello che ci interessa è che venga garantita una parità di trattamento nei confronti di tutti coloro che possono trovarsi in queste condizioni. Secondo noi è il momento di abolire questa delibera e di dare corso, come del resto è stato promesso in quest'Aula dal Presidente della Giunta, ad un nuovo tipo di provvedimento, anche perché nella delibera si fa riferimento a Consiglieri e non ad Assessori. Io posso concordare sul fatto che un Assessore in Comune grande come quello di Aosta posso avere bisogno di un tempo superiore a quello che magari serve ad un Consigliere o a un Assessore di un Comune più piccolo, però non credo che per i compiti che deve svolgere un semplice Consigliere sia necessario che questo si assenti dal servizio tutte le mattine. È un discorso che abbiamo già fatto, abbiamo anche presentato delle interrogazioni per sapere quante persone potevano venire a trovarsi in queste condizioni e la risposta ci ha confermato che secondo l'Ufficio personale sono ben 106 i dipendenti regionali che richiamandosi al deliberato di questa presa d'atto del '77 potrebbero richiedere un identico trattamento nei loro confronti.
Con questa mozione noi intendiamo fare in modo che, anche a seguito delle promesse fatte, il Presidente della Giunta e la Giunta nel suo complesso trovino una soluzione diversa a una situazione che ormai si trascina da troppo tempo. Tra l'altro, mentre si autorizzano tre dipendenti regionali ad assentarsi dal Servizio tutte le mattine per l'espletamento del manato di Consigliere, non so se siete a conoscenza del fatto che questi dipendenti - e questo era detto nella risposta scritta - praticamente non espletano più le loro funzioni di dipendenti regionali. A me non interessa giudicare se questo sia giusto o meno, quello che i interessa è che venga spiegato in base a quali norme queste persone possono, soltanto loro e non tutti quelli che si trovano nelle loro condizioni, fare quanto fanno già da anni, percependo intieramente il loro stipendio come dipendenti regionali ed in più anche tutti gli emolumenti che traggono dalla loro carica politica. Noi chiediamo che si vada a sanare una situazione - e non è certo colpa delle persone che ci si trovano implicate, non è una scelta loro ma dei cittadini se si trovano nel poso che occupano a Consiglio comunale di Aosta - che oseremo definire vergognosa! Bisogna trovare un sistema diverso, e il Presidente della Giunta si era impegnato in questo senso; quindi con questa mozione si chiede di abrogare entro 15 giorni la deliberazione n. 545 del 1977; ci sembra un tempo ragionevolmente utile, visto che non da oggi ma già da diversi mesi si parla di questo ed è presumibile che il Presidente della Giunta, previdente com'è, abbia pensato a come sostituire questo provvedimento con qualcosa di più idoneo e di più giusto per risolvere il problema.
Presidente - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Come avevo già avuto l'onore di spiegare una volta al Consigliere Viberti e ad altri Consiglieri intervenuti, la legge statale citata concede tutto il tempo necessario ad espletare il mandato politico, lasciando quindi sia all'interessato che all'Amministrazione un margine di discrezionalità; non è una questione di giustizia, di uguaglianza, nel senso che chi è stato eletto a una carica devo obbligatoriamente assentarsi per lo stesso periodo di tempo per il quale si assenta un altro! Come ho detto c'è una valutazione dell'eletto e una valutazione dell'Amministrazione della quale dipende.
Già nella precedente tornata, quando si era discusso di questo, avevamo detto - e del resto il Consigliere Viberti ne ha dato atto - che ci possono essere situazioni diverse per diversi incarichi politici. L'Ufficio personale, che purtroppo ha avuto delle complicazioni di ordine contabile, con arretrati e cose di questo genere, sta preparando un regolamento; io non posso dire al Consigliere Viberti quando e come sarà presentato in Consiglio, probabilmente non in tempi molto lunghi, ma questo regolamento lascerà comunque un margine di discrezionalità agli eletti e all'Amministrazione regionale, la quale evidentemente in certi casi, per questioni di necessità, potrà o potrebbe limitare la concessone di questi permessi giustificati. Si parla anche - se ne parla soltanto - per incarichi a livello comunale perché per quelli a livello regionale o statale esiste già, di una retribuzione proporzionale a quella percepita prima, e quindi con un distacco specifico. Su questo punto io do ragione al Consigliere Viberti: effettivamente è strano che mentre nel caso di incarichi regionali o di incarichi statali vi sia per lo meno la denuncia del fatto che i trattamenti potrebbero essere proporzionali, in questo caso non esista, però sic stantibus rebus non vediamo come potremmo sopprimere un diritto acquisito da parte di queste persone.
Per questi motivi, io pregherei di respingere la mozione, per lo meno fino a quando non vi sarà quel regolamento a cui ho accennato, il quale però su questo punto non sarà così innovativo come chiede il Consigliere Viberti perché non intendiamo imporre, a chi ritiene di non averne bisogno, di prendere dei tempi di congedo più lunghi di quelli che richiede,né intendiamo d'altra parte, purché si resti nei limiti di un normale e ragionevole espletamento degli incarichi politici, fare osservazioni a chi richiedesse tempi più lunghi, specie se sulla base di discriminazioni del tipo: eletti in Comune più grande di Aosta o eletti in un Comune più piccolo.
Presidente - Altri chiedono di parlare? La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Secondo me il Presidente della Giunta non vuole intendere quanto io dico. Questa delibera, questa presa d'atto permette a quei tre dipendenti di assentarsi tutte le mattine per l'espletamento del mandato di Consigliere; e quando è stata adottata, queste persone erano semplici Consiglieri, non erano neppure Assessori. Ora, Signor Presidente, se qui non si provvede ad abrogare la deliberazione ed a risolvere diversamente il problema, mi auguro che non succeda che qualche dipendente regionale chieda di poter usufruire dello stesso trattamento: ci sono 106 persone che potrebbero richiederlo e di queste 106 ce ne sono parecchie che non sono semplici Consiglieri, come specifica questa delibera, ma fanno il Sindaco o l'Assessore, non in Comuni grossi come quello di Aosta, ma ci sono dei Comuni dove la funzione di Assessore richiede un certo tempo a disposizione e magari anche tutte le mattine. Tra l'altro, io non so se questo è un argomento valido, ma se uno si dedica alla politica sa che certi sacrifici in termini di tempo li deve fare; quante volte anche lei avrà passato il sabato e la domenica a leggersi magri una legge o a fare una riunione o una discussione, anziché andare a fare una passeggiata! Io trovo che non sia giusto che ci siano delle persone che vengono trattate meglio di altre, signor Presidente, e questo è quello che la delibera permette, perché un conto è rispettarla, e si può essere o meno d'accordo, ma questa delibera non è neppure rispettata! E se così è, signor Presidente, noi saremo costretti a trovare le forme perché questo avvenga! Però non è questo che cerchiamo, noi vogliamo una soluzione che sia acqua! Questa situazione specifica si trascina fin dal '77, ma già prima qualcuno poteva assentarsi dal servizio! Perché certe persone sì ed altre no? È questo che noi chiediamo! E perché si continua a far finta di non capire? Perché i politici devono assolutamente godere di privilegi di cui non godono i cittadini normali? Questo non ci sembra giusto! Non ci sembra giusto che per qualcuno splenda il sole dal lunedì alla domenica e per i poveri cristi soltanto il sabato e la domenica, quando non hanno da svolgere un doppio lavoro, magari per arrivare alla fine del mese! Queste cose sono vergognose, signor Presidente, e non prendere dei provvedimenti e lasciare che scorrano gli anni senza muovere un dito, secondo me è scandaloso! Voi avete la fortuna che la gente queste cose purtroppo non le sa o le sa male, raramente ne viene a conoscenza; questa è la vostra fortuna: il fatto che riuscite a controllare l'informazione su queste questioni! Riuscite ad impedire che questi fatti vengano risaputi e quando vengono fuori, chi li ha sollevati è tacciato di falso moralismo!
Io chiedo dunque al Consiglio di impegnare la Giunta perché abroghi questa presa d'atto. Vedo delle facce davanti a me, dietro alle quali stanno persone che sono d'accordo su quello che sto dicendo; è un peccato che non riescano mai ad esprimersi, neanche su una questione come questa! Ma è mai possibile che i cittadini debbano assistere a cose di questo genere? È una cosa vergognosa, io lo ripeto, è una cosa vergognosa! Se avete ancora un po' di coscienza, cercate di fare qualcosa, non è possibile continuare ad andare avanti in questo modo! È una cosa vergognosa!
Presidente - Altri chiedono di parlare?
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (PCI) - Noi votiamo a favore della mozione presentata dal Consigliere Viberti, anche se non intendiamo entrare in questioni personali, perché riteniamo giusto il discorso generale che egli ha fatto e perché è effettivamente necessario avere delle norme che siano applicabili nella generalità dei casi.
Io ricordo il mio caso personale: dal '76 al '78 sono stato in periodi di aspettativa non retribuita; non avevo chiesto all'Amministrazione regionale nessuna particolare condizione, pur essendo Consigliere Comunale di Aosta, perché non ero a conoscenza dell'esistenza di questa delibera. Il caso personale, però, serve soltanto per dire che non si può continuare a fare a meno di una normativa che sia valida per tutti gli Amministratori comunali della Valle d'Aosta!
Noi, dunque, senza interferire nelle questioni personali, votiamo per lo spirito di questa mozione.
Presidente - Nessuno chiede la parola? La discussione generale è chiusa. Qualcuno chiede di intervenire per dichiarazione di voto? Non vi sono dichiarazioni di voto?
Presidente - Metto in approvazione la mozione iscritta al n. 40 dell'ordine del giorno.
Esito della votazione:
Presenti: 26
Votanti: 25
Astenuti: 1
Maggioranza: 14
Favorevoli: 7
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto n. 41 dell'ordine del giorno.
