Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2519 du 15 décembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2519/XIV - Inizio della votazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019). Modificazioni di leggi regionali".

Rosset (Presidente) - Con 28 Consiglieri presenti, possiamo riprendere i lavori. Come definito ieri sera in chiusura lavori, ripartiamo con l'articolato del disegno di legge n. 96, iscritto al punto n. 4.01 dell'ordine del giorno.

Prima dell'articolo 1 c'è l'emendamento della maggioranza che propone l'articolo 01. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Credo che per i colleghi la problematica sia nota. Questo emendamento è riferito all'accantonamento previsto da parte dello Stato sui fondi regionali e con esso noi facciamo in modo che sia esplicitata la parte della sentenza della Corte costituzionale, in base alla quale noi abbiamo avuto questo esito positivo per cui si diceva che a far data dal 2017 non sarebbero più stati trattenuti i relativi finanziamenti dello Stato. Su questo c'è una diatriba, un'impostazione che non viene completamente recepita da parte degli organi dello Stato. Noi abbiamo pertanto inserito questo emendamento che è sub judice, in quanto l'interpretazione che è stata fatta da parte nostra è che potrebbe partire già dal 2017; questo era uno degli elementi che poteva essere integrato nell'ambito degli emendamenti da presentare anche a livello nazionale, ma poi è tutto saltato con l'approvazione del bilancio, come è avvenuto. Questo significa che se l'emendamento che noi facciamo - che prevedrebbe una minore trattenuta da parte dello Stato - rimane, ci darà la possibilità successivamente di poter utilizzare eventualmente i fondi che da questo ne derivano. Ad oggi tali fondi non sono stati presi in considerazione; credo che anche il collega Gerandin lo avesse sottolineato in Commissione e gli era stato detto che non c'è la certezza su quello che può da questo derivare, non essendo più una questione prettamente politica ma tecnica. Noi abbiamo volutamente cercato di fare un passo avanti riconoscendo la correttezza di questa interpretazione e, se la cosa fila liscia, può avere dei risultati positivi l'anno prossimo, da utilizzare e da vedere in funzione dell'esito di questo emendamento. Credo che i colleghi abbiano capito perché lo inseriamo: lo inseriamo con questo spirito, con questa volontà di fare in modo, se fosse possibile, di poter utilizzare un anno in più questi fondi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Partiamo subito con degli emendamenti di peso, che penso siano i più importanti in assoluto, perché in questi quattro anni praticamente la Valle d'Aosta ha compensato il risanamento pubblico dello Stato per centinaia e centinaia di milioni di euro. La quota per il 2017 fino a pochi giorni fa sembrava fissata a 217 milioni di euro. Oggi, con questo emendamento nel quale da una parte si esplicita il nostro cofinanziamento al risanamento delle finanze pubbliche statali e che dovrebbe ammontare a 72 milioni di euro, non c'è la certezza - come diceva il Presidente - di poter utilizzare i 144 milioni di euro, vale a dire la differenza. Questa è la contestazione in essere all'interno di questo emendamento, tant'è vero che per il responsabile delle finanze nulla cambia a livello di impostazione, perché fino a quando non c'è certezza non autorizza l'utilizzo neanche di un euro di quei 144,326 milioni, anche se leggendo il percorso giuridico e di rapporti tra Stato e Regione noi oggi potremmo invece iniziare ad utilizzarle quelle risorse.

Diceva bene il Presidente, in maniera prudente: non andremo a toccare un euro di questi 144 milioni. Qui si apre però indubbiamente una partita politica su questo, qui di tecnico c'è poco, perché il "tecnico" ce lo ha scritto Peter Bieler dicendo che ad oggi è bene non utilizzare questi soldi perché la partita probabilmente si potrebbe spostare su altri tavoli. Su questo io penso che un dibattito politico debba essere avviato.

Ieri il Capogruppo dell'Union è intervenuto sulla discussione del buon lavoro che il Senatore Lanièce sta facendo a livello di rapporti tra Stato e Regione. Io penso che su questi temi, al di là di pensare a cosa fare o come rivedere la legge elettorale di questo Consiglio regionale, sia questa la partita più importante e più delicata, e il Presidente Rollandin lo sa. Qui non stiamo parlando di accise, non stiamo parlando dei soldi dovuti riferiti agli anni 2011/2014 che noi avevamo già impegnato e sui quali ci doveva essere il passaggio in finanziaria, pertanto va fatta la stessa considerazione su queste risorse.

Sono quindi intervenuto, dopo aver ascoltato il Presidente, per mettere nero su bianco lo stato dell'arte. Più volte in quest'aula si è sentito parlare di "Governo amico"; io non so se il Governo Gentiloni sarà più "amico" del Governo Renzi, che non mi è sembrato molto amico delle Regioni a Statuto speciale e, in particolar modo, del sistema Valle d'Aosta, perché per quanto riguarda la compensazione, o comunque il risanamento alla compartecipazione a risanare le finanze pubbliche, noi, in questi cinque anni, siamo stati la Regione più penalizzata delle cinque Regioni a Statuto speciale. Questa è una mia considerazione. La maggioranza forse non è d'accordo, ma magari non tutti i Consiglieri hanno questo documento che rappresenta molto bene quanto noi compartecipiamo al risanamento della finanza statale e quanto compensano le altre Regioni a Statuto speciale. Ne cito una, così facciamo un paragone rapido: la Provincia di Bolzano compartecipa per 219 milioni di euro, la Provincia di Trento, per altri motivi - poi hanno un altro rapporto con lo Stato - per 89 milioni di euro.

Comunque lo stato dell'arte è che queste risorse ad oggi non potranno essere utilizzate, non potremo discutere di questi 144 milioni. Staremo attenti, ma non solo, perché qui la partita dal nostro punto di vista è tutta politica e non tecnica.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - In questa partita sono anni che insistiamo a dire, se non riusciamo ad evitare questo massiccio apporto di contributi e di sacrifici da parte della Valle d'Aosta, che si cambino almeno i parametri.

Ritengo che questo articolo sia quanto mai appropriato. Da una parte andiamo a provare a far valere gli esiti di una sentenza della Corte costituzionale e, a mio parere, sarebbe anche corretto che quantomeno la sintetizzassimo per i valdostani, perché questa sentenza dice che il contributo imposte a tal fine ai ricorrenti è legittimo, però dice anche che naturalmente questa non è una situazione che si possa affrontare senza limite e chiude dicendo che questo dovrebbe essere un sacrificio che per la Valle d'Aosta cessa nel 2017, cesserà di essere dovuto in ogni caso nel 2017. Ritengo legittimo che venga rivendicato.

Ho solo un grande dubbio, e penso che sia il suo, Presidente. Correttamente lei ha detto che bisogna capire quale sarà la posizione del Governo; ricordiamoci che questa legge del 2012 fissava per le autonomie speciali, proprio a partire dal 2012, un sacrificio che partiva da 600 milioni per arrivare al miliardo e mezzo - adesso è 1,7 - ma all'atto pratico in questo momento nella finanziaria 2017 non c'è copertura, per cui se noi non dovessimo riconoscere questo allo Stato mancano almeno 144 milioni. Non so come si porrà poi con le altre autonomie speciali, perché mi pare che su questo ci sia un problema ancora legato al fatto che costoro hanno rinunciato al ricorso alla Corte costituzionale. Noi per fortuna l'abbiamo fatto e ne diamo atto. Non so se loro contribuiranno comunque e saremo solo noi quelli che cesseremo perché abbiamo il ricorso in atto; loro, quando hanno fatto l'accordo, hanno ritirato il ricorso alla Corte costituzionale, però in questo momento nella finanziaria dello Stato mancherebbero 144 milioni. È chiaro che lo Stato, tenendo conto nella finanziaria 2017 del disegno di legge secondo il quale a partire dal 2012 e senza scadenza dei termini ci sarebbe stato questo sacrificio, si ritroverebbe con un buco. Pertanto io penso che il responsabile delle finanze abbia detto correttamente che sia giusto fare questa pressione e che allo stesso tempo, a titolo del tutto precauzionale, non sia il caso di spendere tale cifra, perché potrebbe anche essere oggetto di impugnativa da parte dello Stato, il quale non trova la copertura. Questo per sintetizzare un po' il quadro.

Torno a dire: è legittimo che si provi a rivendicare questo fatto, perché comunque la sentenza della Corte costituzionale c'è e ne prendiamo atto, ma volevo solo aggiungere che in questo contesto sarebbe importante, se questo sacrificio dovrà essere previsto in futuro, che cambiassero almeno i metodi di riparto passando dal metodo Siope per la contribuzione della Valle d'Aosta al metodo per esempio del Pil. Penso che la vera partita che dovremmo giocare, soprattutto in questo caso, sarà nel futuro che deve prevedere un sistema più equo, perché fino adesso chi è stato dissanguato è la Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Io volevo allargare un po' il ragionamento. Nel momento in cui lo Stato accetterà questa legge e accetterà di conseguenza questi importi, mi chiedo come verranno poi ripartiti e utilizzati i 144 milioni, perché se li avremo a disposizione sarà un ulteriore passo avanti; parliamo di un po' più del 10 percento del nostro bilancio, quindi mi sembra anche una cifra piuttosto importante. Credo che su questo dovremo poi aprire una discussione piuttosto ampia in questo Consiglio, perché non sono proprio spiccioli. Capisco la forzatura che sta facendo il Presidente, però non vorrei che tale forzatura gli permettesse poi di avere un tesoretto da gestire come crede (questa è la mia personale opinione e lo dico giusto a scanso di equivoci, siamo solo alle battute iniziali). Nel momento in cui lo Stato ci dirà se accetta questa norma, direi che poi dovremo intervenire nel dettaglio del bilancio per capire come e dove deciderete di sistemare questi soldi, magari facendo fare anche a noi la nostra parte.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Credo sia corretto chiarire un aspetto. Come avete sottolineato, questo è riferito ad una sentenza - l'avete ricordata - che per fortuna ci ha dato ragione, per cui sicuramente il discorso è chiaro, mentre quella frase "dal [...] fino al 2017" non è interpretabile ed è la ragione per cui noi, con la forte collaborazione degli uffici, abbiamo cercato di fare una serie di azioni preliminari. Quello che non abbiamo potuto completare è legato al fatto che - come diceva il collega Gerandin - la certezza l'avremmo avuta se nel bilancio ci fosse stata la copertura. È per questo che abbiamo parlato di discorso tecnico, perché innanzitutto è legato a questi movimenti all'interno per coperture che non sono solo le nostre.

Rassicuro il collega Cognetta: se la legge verrà approvata noi avremo la possibilità non solo di discutere, ma di rivedere il come; sono tante le idee e credo che verranno portate in quest'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri; ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Per esprimere la soddisfazione che si evince da questo emendamento nel vedere che qualche nube finalmente si va dipanando sul nostro bilancio, e che finalmente lo Stato potrà in qualche modo essere meno vorace nei nostri confronti - come si diceva ieri - affinché si possa effettivamente avere un bilancio che già da quest'anno - e speriamo anche nei prossimi anni - sia più incisivo per la nostra Regione.

Presidente - Possiamo mettere in votazione l'emendamento di maggioranza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 1. Ci sono richieste di intervento? Possiamo metterlo in votazione? Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 2 ci sono gli emendamenti n. 1, n. 2 e n. 3 del Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Parliamo di vitalizi. Non entriamo ancora nel dettaglio specifico delle somme che sono state stanziate, perché riguarda un articolo successivo, ma parliamo della possibilità di ritirare la prestazione definita entro e non oltre il 31 marzo 2017 da parte di chi raggiunge il titolo per poter richiedere tutto quanto il capitale. Al di là del fatto che sono assolutamente contrario ai vitalizi, mi sembra assurdo poter dare la possibilità di ritirarla a chi raggiunge i requisiti entro il 31 marzo. Qualcuno dice sempre che sono diritti acquisiti: se sono diritti acquisiti, io dico semplicemente di spostare il termine per richiedere l'intera prestazione dal 31 marzo al 1 gennaio, perché in quei tre mesi sicuramente qualcuno maturerà i requisiti per poter richiedere tutta quanta la prestazione. A questo punto mi sembra giusto, se proprio si deve mantenere qualcosa, aspettare semplicemente il 1 gennaio, con buona pace di chi potrebbe richiederlo ma non ci arriva. Mi dispiace magari per qualcuno, però mi rendo anche conto che così evitiamo di continuare a dare soldi a persone che di fatto possono già mantenersi in altro modo. Mi sembra assolutamente sperequativo dover aspettare che abbiano i requisiti corretti per arrivare alla maturazione di questi privilegi.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron; ne ha facoltà.

Perron (UV) - Collega, credo che entreremo più nel merito dell'articolo successivamente, perché ci sono anche altri emendamenti su questo tema. Non ci trova d'accordo sulla sua proposta perché questa legge, sulla quale abbiamo fatto dei ragionamenti che svilupperemo in futuro, entra in vigore il 1 gennaio, quindi anticipare questo termine al 1 gennaio diventa praticamente impossibile. Da questo punto di vista ci sembra ragionevole continuare il percorso impostato fino al 31 marzo e permettere da qui al 31 marzo, a tutti coloro che dovranno fare delle scelte, di avere quel piccolo lasso di tempo per poterle fare. Nel merito della proposta entrerò successivamente, quando ci confronteremo su altri articoli.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - È proprio per questo che avevo messo 1 gennaio; anziché abrogarlo ho messo 1 gennaio, ma il concetto è esattamente lo stesso: se non ti do la possibilità di farlo perché ti metto lo stesso termine in cui entra in vigore, vuol dire che non lo puoi fare. Il ragionamento era esattamente questo; l'ho messo semplicemente in un altro modo perché a volte si dice che è abrogato, ma io te lo sistemo in un'altra maniera e arrivo allo stesso risultato. In questo caso era proprio questa la questione. È ovvio che lei non me lo può accettare, ma è altrettanto ovvio che io questo lo dovevo fare, perché mi sembra proprio assurdo che diamo loro questa possibilità. Ne parliamo più avanti, però la scelta di mettere il 1 gennaio è stata questa e, ovviamente dal mio punto di vista, mi sembrava coerente.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Ruberei qualche minuto per fare un passo avanti, perché la discussione è sull'articolo 3.

Noi, come gruppo, insieme al Gruppo Misto e al Consigliere Cognetta, abbiamo presentato un emendamento che dal nostro punto di vista è sostanziale sul discorso dei vitalizi in questo momento e su quello di un'eventuale nuova disponibilità di risorse pubbliche. È solo per annunciare - poi illustreremo il nostro emendamento sull'articolo 3 - la nostra posizione favorevole sull'emendamento e invece la nostra posizione negativa sull'articolo 2. Voteremo quindi "no" sull'articolo 2 e poi andremo a proporre una iniziativa sull'articolo 3, dal nostro punto di vista importante. Spero che ci sia un dibattito di natura politica sull'articolo 3, visto che discuteremo di 4,4 milioni di euro di denaro pubblico.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'emendamento n. 1 del Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 32

Favorevoli: 7

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Emendamento n. 2: stesso risultato.

Emendamento n. 3. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - L'emendamento n. 3 è un pochino diverso: si riferisce al comma 4 dell'articolo 2, per il quale chi ritira tutto il capitale avrà una decurtazione dell'11 percento. Io porto questa decurtazione al 50 percento. Non elimino tutto, perché voglio essere gentile, ci sono sempre i diritti acquisiti, però l'11 percento, visto che si può togliere perché l'avete scritto voi in legge, lo abbattiamo al 50. Non è che restano senza soldi, partiamo sempre di persone che possono prendere anche più di 1 milione di euro, quindi non è che restano senza nulla, però passare dall'11 al 50 mi sembra una cosa ragionevole. Questo è il senso dell'emendamento.

Presidente - Avevamo capito il senso dell'emendamento. Possiamo metterlo in votazione? Lo affrontiamo con l'articolo 3. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 32

Favorevoli: 7

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Possiamo mettere in votazione l'articolo 2 del disegno di legge. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 3 c'è l'emendamento n. 1 dei gruppi ALPE e Gruppo Misto che modifica anche il comma 4 dell'articolo 2 qualora fosse approvato, e l'emendamento n. 4 del Movimento Cinque Stelle.

Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Con l'emendamento n. 1 noi proponiamo di sopprimere l'articolo 3 (Trasferimento all'istituto dell'assegno vitalizio). Come movimento ALPE riteniamo che non si debba più andare ad alimentare nessun fondo e, in particolare, che non debbano più essere dirottate ulteriori risorse pubbliche per alimentare il fondo dei vitalizi. Lo proponiamo come dibattito politico, perché riteniamo che non abbia nulla di tecnico ma sia assolutamente una scelta politica, e proponiamo di utilizzare queste risorse, che non verrebbero più utilizzate per alimentare il fondo, su un altro dossier. Ne parleremo anche nel corso del nostro emendamento n. 17: sono 4,4 milioni che riteniamo debbano essere utilizzati nel 2018 e nel 2019 per la ferrovia. Poi entreremo nei dettagli. In particolare, qualora questo emendamento venisse approvato, andrebbe a modificare all'articolo 2 anche la percentuale di trasferimento. Noi riteniamo che i titolari di assegno vitalizio debbano trasferire i tre terzi e non i due terzi, e che un terzo debba rimanere per le risorse pubbliche; crediamo anche che il fondo dell'assegno vitalizio vada alimentato esclusivamente dai titolari dell'assegno stesso.

Presidente - Interventi da parte del Governo? Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Siccome vedevo che era sull'emendamento dei colleghi...

Presidente - Stavamo analizzando emendamento per emendamento. Ci sono due emendamenti sull'articolo 3, però chiuderei con l'emendamento n. 1 di ALPE in maniera da avere chiarezza, e poi affronterei l'emendamento n. 4 del Movimento Cinque Stelle; quindi ora diamo una risposta all'emendamento n. 1 di ALPE e Gruppo Misto.

Ha chiesto la parola l'Assessore Perron; ne ha facoltà.

Perron (UV) - Prendendomi un po' di tempo, proverò su questo articolo a ripercorrere il percorso che il Governo regionale ha fatto nel recepire una proposta dell'Ufficio di Presidenza, quindi anticipo, collega Cognetta, il ragionamento che avrei fatto a seguito del suo emendamento. L'Ufficio di Presidenza ci ha formulato la proposta, che noi immaginiamo in modo definitivo, di intervenire su questa materia; lo facciamo sapendo ben consciamente che non è una materia che crea popolarità, ma credo sia un dovere affrontare anche le questioni spinose che, per problemi sorti, necessitano di trovare delle soluzioni. Su questo aspetto in passato erano state fatte delle previsioni. Per vari motivi questi calcoli portano oggi l'istituto del vitalizio ad avere un disavanzo consistente, che è stato creato nel tempo per vari motivi: tra questi l'introduzione dell'Irap, che nei calcoli originari non c'era. Si sono verificati dei fenomeni - per fortuna, per certi aspetti - come l'allungamento medio della vita di tutti coloro che usufruiscono della titolarità del vitalizio e altre questioni sopravvenute nel conteggio a lungo termine: questa fotografia porta oggi ad avere un disavanzo.

Ci è pertanto sembrato doveroso, anche per confermare una linea di intervento che c'è a livello generale in tutti i Consigli regionali per tenere conto di quelli che, sì collega Cognetta, noi consideriamo a giusto titolo dei diritti acquisiti. C'è una normativa chiara al riguardo e non ce ne vergogniamo. Credo che molto semplicemente la Valle d'Aosta in questa materia - poi possiamo avere visioni diverse - sia stata virtuosa. Nel tempo ci siamo posti il problema di trasformare questo sistema, che oggi avrebbe un'esposizione finanziaria drammatica, ed è quello che sta succedendo in tutte le Regioni che non ci hanno messo mano, passando da un sistema retributivo ad uno contributivo. Nel tempo non abbiamo mai più - e siamo una delle poche Regioni ad averlo fatto - adeguato l'indennità dei Consiglieri regionali a quella dei Parlamentari; nel tempo - ma questa non è una notizia popolare - abbiamo progressivamente ridotto anche le indennità dei Consiglieri. Mi sento di doverlo riaffermare. L'anno scorso abbiamo fatto - non tutti, ma chi ha voluto - una proposta volontaria con la quale ci siamo ulteriormente ridotti del 10 percento la nostra indennità e mi sembra corretto ricordarlo.

Oggi ci troviamo a dover mettere mano ad una situazione che prevede il prolungamento delle misure adottate l'anno scorso per due anni e la loro proroga di ben dodici anni; quindi quella riduzione ai vitalizi che i Consiglieri percepiscono, e quelli che matureranno in questo lasso di tempo, andrà decurtata progressivamente del 6, del 9, del 12 e del 15 percento fino al 2026. Con questi risparmi per due terzi si finanzia la parte di disavanzo mancante; per il resto ci siamo presi la responsabilità di prevedere un intervento finanziario della cifra contenuta all'articolo 3. Questo è il ragionamento che abbiamo fatto prendendoci la responsabilità di mettere mano a questa materia, immaginando di sanarla una volta per tutte, escludendo ulteriori interventi, riconoscendo quindi anche la sussistenza e il fatto che questo istituto regga finanziariamente per poter assolvere tutti gli obblighi e consentire a tutti coloro che beneficiano del vitalizio di avere puntuali risposte. Ci è sembrata un'operazione doverosa e, in accordo con l'Ufficio di Presidenza, l'abbiamo proposta in legge finanziaria. Le percentuali che trovate sono frutto di considerazioni e calcoli molto puntuali, quindi certe percentuali sono scritte anche nella decurtazione, collega Cognetta, perché questo garantisce la sostenibilità finanziaria.

Pertanto noi non voteremo gli emendamenti proposti, perché andrebbero a scardinare l'impostazione, anche contabile, che è stata fatta su questo istituto e quindi noi rimaniamo ancorati alla proposta originaria fatta dal Governo. Questa vale anche come dichiarazione di voto sugli emendamenti presentati, Presidente.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - È vero che è una materia delicata, collega Perron, ma in questi giorni abbiamo detto che dobbiamo essere sempre più chiari. Di tecnico all'interno di questo emendamento e di questa proposta non c'è nulla, tant'è vero che abbiamo il parere favorevole, perché proiezione è quella del collega Perron e proiezione è quella del gruppo ALPE insieme al Gruppo Misto; quindi, proiezione per proiezione, qui di tecnico non c'è nulla.

Il collega Perron ci dice: noi non ci vergogniamo di allocare 4,4 milioni di euro. Nessuno oggi ha utilizzato questi termini - i toni sono pacati - ma mai come in questo momento stiamo discutendo sulle scelte, e più tardi discuteremo su scelte e su emendamenti importanti dove c'è la copertura finanziaria. Collega Perron, da come ho potuto capire il Governo regionale non è d'accordo alla proposta che noi facciamo, ma siamo di fronte ad un bivio: da una parte si decide di sostenere con soldi pubblici, ancora in maniera minima, lo diceva il collega, perché due terzi vengono alimentati all'interno del proprio fondo a seguito di scelte fatte, e un terzo a questo punto con soldi pubblici. La proposta che noi facciamo è: no, siamo di fronte ad un bivio, il fondo deve autoalimentarsi e quindi siamo andati tecnicamente a ricalibrare le percentuali all'interno del fondo. Pertanto, se passerà questo emendamento che noi proponiamo insieme al collega del Gruppo Misto e del Movimento Cinque Stelle - e io spero che le forze politiche intervengano su questa proposta - i cittadini valdostani, il bilancio regionale, il soldo pubblico non andrà ad alimentare il fondo, il che vuol dire che i 4,4 milioni saranno a disposizione più tardi per fare scelte importanti.

Noi abbiamo deciso come gruppo - se sarà approvato l'emendamento, e lo spero vivamente, anche se mi sembra che il posizionamento del Governo sia contrario - di andare ad allocare queste risorse per iniziare un percorso sulla ferrovia, quindi andare finalmente ad alimentare il fondo 2018/2019 per dire concretamente che vogliamo far partire la ristrutturazione importante di collegamento con Milano, Torino ed altri centri, perché lo riteniamo fondamentale. È un segnale importante, che si può fare e comunque è strutturato anche tecnicamente. Lo diceva bene l'Assessore Perron: è una scelta tutta politica, ma che a monte ha una proiezione di natura tecnica. Ci piacerebbe conoscere anche quali sono le posizioni delle forze politiche su questa proposta chiara. Noi pensiamo che non sia più il momento dei diritti acquisiti, ma sia il momento della chiarezza, di un bivio importante e che si scelga: questa è la proposta che facciamo a tutta l'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ho sottoscritto questo emendamento, l'ho scritto, ragionato e meditato con il gruppo ALPE, perché non è stato frutto di un'improvvisazione, è nato da un ragionamento che, a mio parere, in questo momento ha pochi alibi. Qui non si vuole mettere in discussione in alcuna maniera l'istituto del vitalizio. Lei ha fatto secondo me una premessa molto corretta dicendo che si è scelto di passare dalla passata legislatura dal sistema retributivo a quello contributivo, pertanto stiamo discutendo di regole che non ci appartengono. Questa, secondo me, è la premessa da fare, ma proprio perché non ci appartengono, dovremmo avere la serenità di dire che in questo momento, pur senza mettere in discussione l'istituto del vitalizio, noi crediamo che lo stesso debba autosostenersi. Per cui, Assessore, quando lei dice che rischiamo di scardinare il sistema contabile dell'istituto non è così, perché noi chiediamo semplicemente che la percentuale dall'11 percento passi al 19,5 percento, non chiediamo null'altro; se questa percentuale è sbagliata, correggiamola, se è il 20 è il 20 percento. Non mettiamo in discussione l'istituto del vitalizio, ma deve autosostenersi.

Io non so come si possa ancora chiedere in questo momento un sacrificio ai valdostani di 4,4 milioni, in due anni, per sostenere un istituto che di fatto non è quello che applichiamo in questo momento, dove altre realtà hanno avuto forse un po' più di coraggio rispetto a noi e l'hanno messo in discussione. È vero che ci sono ricorsi, però sono stati messi in discussione questi diritti acquisiti. Noi non li mettiamo in discussione, chiediamo esclusivamente che questo istituto si autosostenga, che questi 4,4 milioni, in due anni - e non sono noccioline - vengano destinati per un progetto che questa Assemblea, questo Consiglio ha condiviso pochissimo tempo fa: quello di provare a dare una svolta alla ferrovia.

Noi pensiamo che i cittadini potranno apprezzare il fatto che queste risorse vengano investite per un discorso che sta mortificando una regione turistica come la Valle d'Aosta, che dovrebbe crescere: il discorso della ferrovia. Non possiamo continuare a condividere, a riempirci la bocca di buone propositi e poi, quando è il momento di mettere risorse, privilegiare alcuni settori che in questo momento non hanno molte attenuanti.

Noi non discutiamo il principio, non mettiamo in discussione il vitalizio. Chiediamo che questo istituto si autosostenga con un po' di sacrificio in più di coloro che in questo momento hanno ancora e portano a casa il discorso che lei ha chiamato "diritto acquisito". Questo è quanto, per cui non ci pare di essere chissà quanto innovatori o quanto populisti; si tratta di un discorso di equità, e noi crediamo che in questo momento ci debba essere un segnale di equità.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Questi sono argomenti dove la maggioranza fa brutta figura e l'opposizione fa bella figura. Quando si parla di questi istituti - tra l'altro siamo passati anche da quelle parti, quindi sappiamo come funziona il gioco dei ruoli - e poi si gioca su questo aspetto legando il fatto che se non si fanno certe scelte non arrivano i soldi per la ferrovia, lo trovo più cinico nella definizione.

Io penso che rispetto a questo argomento o si fanno scelte radicali - anche già da questa legislatura, colleghi dell'opposizione - e quindi si fanno scelte che altri in questa sala hanno fatto su un sistema che non è più quello del vitalizio, ma è un sistema retributivo, oppure a mio avviso si fa un po' di ipocrisia, anche perché la posizione tra di noi è molto differente: c'è chi ha già fatto due legislature e si porta dietro un cumulo ben diverso, chi è arrivato adesso e chi sta operando in questa legislatura con una retribuzione già a livello pensionistico, quindi ognuno ha una posizione diversa. Se si vuole uscire da questo, facendo coloro che hanno la verità in tasca, soprattutto per chi è appena arrivato, come noi, che ha una situazione completamente diversa, si fa bella figura nei confronti del cittadino: qualcuno vuole salvare i privilegi e qualcuno no. Non è così. C'è una scelta legata ad una legge, si possono fare dei rapporti diversi, ma se si vogliono produrre dei risparmi è possibile rinunciare a questi istituti. È possibile farlo, quindi ognuno si prenda la responsabilità di fronte al cittadino di dire se ritiene che questo sia legittimo e coerente con l'impegno che ha garantito in politica o meno. Ci sono altri sistemi per arrivare a questa scelta, e qualcuno in questa legislatura lo ha già fatto; c'è una legge, lo si può fare e si può andare in quella direzione.

Noi abbiamo deciso di chiudere l'argomento con questo articolo e ci prendiamo la responsabilità di votarlo, quindi di sostenere non la nostra posizione, ma quella del passato e di chi già ne sta usufruendo. Chi vuole aprire nuove prospettive sui costi della politica e sui risparmi ha solo da farlo, da prendersi i meriti, magari anche i complimenti dei cittadini, però ognuno faccia le sue scelte in maniera un po' più trasparente, perché altrimenti si sa che la maggioranza vota perché c'è un dovere di legge, è stato anche spiegato l'argomento. Certo, si possono fare dei rapporti diversi e quando si parla degli altri è più facile fare certe scelte. Ognuno parli della sua situazione e in un attimo produciamo risparmi importanti, non c'è tanto da scegliere. Rispetto a questo e rispetto alla ferrovia - perché non vorrei mischiare i temi - noi abbiamo idee ben precise; le abbiamo spiegate ieri nella risoluzione che permetterà nei prossimi due mesi di arrivare ad un programma strategico che punterà decisamente verso l'accessibilità, anche con risorse importanti.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Due elementi in più sulla proposta che abbiamo fatto. Mi collego alla cornice che ha fatto l'Assessore Perron, io penso la conosca bene in quanto ex Presidente del Consiglio; dato che il collega Perron ha anche ricoperto tale ruolo, è stato una figura istituzionale, quindi la conosce meglio di altri. Qui non stiamo parlando di bravi e cattivi, qui stiamo parlando della differenza tra il sistema retributivo e il contributivo. Il resto non esiste, qui non esistono i bravi o coloro che si fanno belli, non esiste. Il regime contributivo parte dal 2003 e noi oggi affrontiamo quello retributivo: risorse che non sono state versate. È una scelta tutta politica. Non vogliamo alzare i toni, ma non c'entra nulla perché sono due cose diverse. Chi ha fatto dieci legislature o cinque o sei rientra nel sistema retributivo e in quello contributivo; chi ne ha fatte quindici in tutti e due, ma qui c'è un bivio importante che è quello retributivo.

La nostra proposta non viene accettata perché non ci sono ancora le condizioni, ci dispiace, ma i toni sono tranquilli, pacati, senza volontà di sofismi o di fare bella o brutta figura. Noi riteniamo che in questo momento si possano utilizzare i 4,4 milioni diversamente, collega Bertschy, andando ad aumentare leggermente quella forchetta, quella percentuale dall'11 al 19, e andando a toccare il retributivo e non il contributivo. Non voglio entrare di più nel tecnico, perché non ha senso in questo momento, ma è solo per chi ci ascolta, per capire di cosa stiamo parlando.

Per quanto ci riguarda, come gruppo abbiamo discusso sui costi della politica due anni fa, l'anno scorso abbiamo detto certe cose, poi ci siamo adeguati e altri gruppi hanno fatto la stessa cosa. Il discorso non è di chi è più o meno bravo, ma è di scelta. La proposta dal nostro punto di vista è di buon senso e ci dispiace se non sarà votata, ma finisce lì.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Siccome sono stati tirati per la giacchetta gli altri gruppi, volevo dire, anche a titolo personale, che anche a me non piace il regime del vitalizio strutturato così. Noi, neoeletti, non abbiamo il vitalizio, siamo soggetti a regime contributivo. È evidente che se uno dovesse utilizzare un tema come questo per fare un po' di demagogia, anche noi ci saremmo probabilmente messi lì, ci saremmo fatti il nostro emendamento per abolire il vitalizio.

L'anno scorso sono stati pubblicati gli elenchi di coloro che prendono i vitalizi e vi assicuro che non era un piacere leggere di persone che hanno riscosso 1,6 milioni, di persone che prendono 5 mila euro di pensione al mese. Francamente devo dire che quella lettura mi aveva abbastanza colpito. Però, siccome noi siamo degli amministratori e quindi facciamo politica, ci poniamo in maniera responsabile di fronte ai problemi. È chiaro che il sistema retributivo, per chi ha appena cominciato a lavorare, non piace; qua dentro chi percepisce già la pensione con il sistema retributivo? Qualcuno percepisce la pensione e in più cumula con l'indennità da Consigliere regionale, però quel problema non ce lo poniamo! Non vediamo l'emendamento in cui si parla di scelta tra l'indennità da Consigliere regionale e la pensione, quella scelta non si fa! Noi invece ci mettiamo a fare demagogia sempre con dei sistemi che hanno facile appeal. Presentate un emendamento in cui eventualmente si riducono i quantum rispetto ai vitalizi o comunque ai cumuli degli anni precedenti o delle legislature precedenti.

Io dico: se fosse così facile abolire un sistema pensionistico, se fosse così facile l'autosostentamento, voi pensate che l'Inps si autosostenga per pagare persone che sono qua dentro e che percepiscono la pensione con il sistema retributivo? No, non si autosostiene, siamo noi in produzione, lavoratori, che paghiamo anche per loro, e così succederà sempre, perché il sistema non si autosostiene dato che fino a qualche anno fa, fino a un decennio fa, quindici anni fa il sistema era diverso, era retributivo. I nostri figli pagheranno probabilmente, così come paghiamo noi che siamo in regime contributivo, per quelle persone che ad esaurimento andranno con il sistema retributivo. Io dico che è facile fare demagogia su questi temi, ma è più difficile poi però coinvolgerci direttamente e pensare di fare dei ragionamenti diversi come quelli fatti negli anni precedenti, nella legislatura precedente, in cui sono stati aboliti i regimi dei vitalizi o sono state abbassate le indennità. Questo è facile. Ragionando in altri termini - francamente credo di essere un amministratore responsabile che ha sicuramente anche delle sensibilità rispetto a queste tematiche, che mi pare di aver già espresso più di una volta - è evidente che non si può lasciare scoperto un regime di cui possiamo ragionare finché vogliamo, ma fintanto che è considerato e si ritiene che sia un regime acquisito... poi possiamo anche discutere sull'abbassamento.

L'anno scorso abbiamo fatto un'operazione di riduzione graduale dei vitalizi, quest'anno la proroghiamo per un ulteriore decennio. Finché si opera in questa maniera io credo si riesca a trovare una condivisione; diversamente, se si pensa di andare con l'accetta per abolire completamente un regime, credo che non ci sia neppure la fattibilità tecnica, oltre che una fattibilità di tipo ideale.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Per dichiarazione di voto: ovviamente io sostengo l'emendamento presentato dai colleghi di ALPE e del Gruppo Misto. Parlerò poi in maniera più diffusa nel momento in cui presenterò il mio emendamento.

Sulle parole del collega Guichardaz volevo però ricordare una cosa: c'è stata un po' di tempo fa una nostra proposta di legge che eliminava il cumulo ed è stata bocciata da quest'aula, quindi non si fa solo demagogia o si punta solo su un obiettivo. Noi abbiamo presentato in quest'aula una proposta proprio rispetto a ciò che diceva lei e quest'aula l'ha bocciata. Va bene che siamo Grillini e che facciamo demagogia, populismo - poi spiegherò meglio che cosa sta accadendo nel mondo, così magari ci diamo un'inquadrata generale tutti quanti, quando si usano certe parole - però le proposte serie e convincenti che vanno in una certa direzione noi le facciamo, ma vengono bocciate anche queste. Adesso lei è in maggioranza, io gliela voto subito se lei la propone, non aspetto altro!

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà. Poi ricorderò che sugli emendamenti si può intervenire una sola volta.

Gerandin (GM) - Chiedo solo se si può intervenire per dichiarazione di voto, non voglio un'eccezione. Le chiedo solo se è una regola.

Presidente - In dichiarazione di voto è consentito.

Gerandin (GM) - La ringrazio. Per togliere qualsiasi tipo di malinteso, nel senso che nessuno si è mai sognato con la nostra proposta di andare ad abolire l'istituto; noi chiediamo che venga semplicemente variata la percentuale con cui si interviene. Noi crediamo che in questo momento non sia comprensibile e non spiegabile ai cittadini valdostani perché due terzi di questo finanziamento debbano essere a carico dei percettori e un terzo a carico della Regione. Noi chiediamo che sia a carico dei percettori. Non cambia l'istituto, non aboliamo l'istituto, non lo mettiamo in difficoltà, non cambiamo i conteggi che avevate fatto, la proroga si può benissimo fare; quello che chiediamo è che non ci sia un ulteriore sacrificio da parte dei cittadini valdostani, questo è quanto. Non ci piace sicuramente alzare i toni e non vogliamo mettere in discussione neanche il principio da lei sostenuto, quello dei diritti acquisiti; però vogliamo vedere almeno una compartecipazione maggiore, senza mettere in discussione. Qualcuno ha tirato in ballo i cumuli, ma nessuno li mette in discussione; qualcuno ha tirato in ballo chi percepisce una pensione, ma chi ha percepito una pensione l'ha percepita perché gliela paga qualche altro ente e perché ha lavorato magari quaranta o quarantacinque anni. Se poi andiamo a mischiare l'insalata non solo diventa un'insalata russa, ma diventa un minestrone, un passato di verdure, se vogliamo dirla tutta!

La verità è solo questa: nessuno mette in discussione l'istituto o lo mette in difficoltà per evitare che vada avanti; si chiede solo una percentuale diversa, una compartecipazione diversa da parte di chi percepisce l'istituto.

Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 1 di ALPE. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 7

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Possiamo discutere l'emendamento n. 4 del Movimento Cinque Stelle. Ricordo che questo emendamento aveva parere favorevole condizionato con l'approvazione dell'emendamento n. 3, quindi si può discutere ma non andrà in votazione.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Non lo votiamo, tanto lo sapevo, però perlomeno lo discutiamo; ho quindi cinque minuti per parlare un attimo di diritti acquisiti, Assessore.

In Italia ci dovrebbero essere tanti diritti acquisiti, magari ci dovrebbe essere il diritto al lavoro e, collegato a questo, un diritto che ti permetta di avere uno stipendio che garantisca di mantenerti, perché ci sono tante persone che lavorano ma non hanno neanche i soldi per arrivare a fine mese. Abbiamo avuto esempi anche discussi in quest'aula, per parecchio tempo, rispetto a questo problema. Poi ci dovrebbe essere un diritto alla casa, e molti invece sono in condizioni pietose da questo punto di vista; anche le risposte del pubblico tardano ad arrivare e non sono adeguate. Non so, un diritto ad una sanità completa e comprensiva di tutto quello che dovrebbe essere la sanità, mentre sappiamo benissimo che non c'è, perché spesso si paga per avere quello che in teoria dovresti già avere con le tue tasse; magari un diritto all'istruzione che non sia sempre esclusivamente appannaggio dei ricchi in certi casi, tipo le tasse universitarie. Sto facendo un discorso generale, cerchiamo di seguire un attimo il ragionamento, poi dopo magari rispondiamo. Ci sono tanti diritti acquisiti, ma ci sono anche tanti diritti che non sono rispettati.

Mi fa piacere che l'Assessore Marguerettaz sia contento perché si è salvato il vitalizio, comunque andiamo avanti. La questione dei diritti sulla quale stavo discutendo fa sì che quando uno vede che si mettono moltissime risorse per mantenere dei privilegi - perché come ha detto giustamente il collega Guichardaz sono usciti sui giornali, poi se vuole le tiro fuori il foglio e glieli riepilogo, ma penso che se li ricorderà sicuramente - viene normale chiedere ad esempio di prendere questi soldi e metterli negli interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale, come avevo proposto con il mio emendamento. Quindi non facevo neanche l'operazione più demagogica rispetto alla ferrovia, ma proponevo semplicemente di prendere questi soldi e di darli a chi ne ha più bisogno. Vedete signori, non avete voluto votare un emendamento di giustizia e di equilibrio, e poi ci lamentiamo che i risultati di certe consultazioni arrivino un po' a sorpresa, anche perché sono voti contro questo sistema. C'è una classe di privilegiati in questa nazione e in questa regione che non ha problemi; anzi, più la deflazione aumenta e più il suo tenore di vita aumenta. Questa è la cosa divertente: con un'inflazione che diminuisce, e che anzi va in negativo, chi ha un reddito piuttosto alto migliora il suo tenore di vita: incredibilmente è così. Chi invece non ha i soldi, siccome i soldi non sono in circolo, continua a peggiorare la sua situazione economica.

Noi, a fronte di tutto questo, continuiamo a mantenere i privilegi di persone che li hanno acquisiti in anni di vacche grasse e, nonostante adesso non ci sia più nulla da mangiare, continuano ad ingrassarsi. Se questa voi la chiamate demagogia... io la chiamo semplicemente un ragionamento di buon senso, e voi continuate ad alimentare questo discorso. Vede Assessore, non si può essere d'accordo. Al di là delle questioni personali, delle scelte personali e delle posizioni previdenziali personali, ci sono scelte che andrebbero fatte a prescindere da tutto ciò, mentre invece qui non vengono fatte; non vengono neanche prese in considerazione, e poi, all'occorrenza, si è presi in giro perché si dice: sei un populista. Semplicemente perché dico che si buttano via dei soldi per ingrassare dei vecchi signori che hanno abbastanza soldi e che magari li soverchiano, che non hanno nessun bisogno, non fanno nessun investimento e tengono i soldi per darli ai nipoti o semplicemente per non farne nulla, perché poi c'è anche questo assurdo: una persona di settanta, ottant'anni non è che va in giro a spendere e spandere come uno di venti o di trenta, ma è normale! Alle otto va a dormire e mangia una minestrina. Il collega mi dice che ha bisogno della badante... questo può essere un problema, ma se ci fosse un diritto alla sanità lo avrebbe e quindi sarebbe a carico della società, sennò il poveraccio non ha nemmeno la badante.

Vedete, state discutendo del nulla purtroppo, e questo i cittadini fuori quando fanno certe scelte ve lo dicono chiaramente, ma voi non volete ascoltarli. Questo non dipende dal fatto che sono seduto qui, farei la stessa cosa anche se fossi seduto lì, come succede in altri posti dove ci sono i miei colleghi seduti lì.

Presidente - Non ci sono interventi. Come detto, se non ci sono altri interventi, questo emendamento non va messo in votazione, quindi pongo in votazione l'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 3bis c'è l'emendamento dei Capigruppo. Qualcuno intende illustrarlo? Lo do per illustrato. Non ci sono richieste di intervento, pertanto metto in votazione l'articolo 3bis dei Capigruppo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

All'articolo 4 abbiamo l'emendamento n. 2 di ALPE e Gruppo Misto, l'emendamento n. 1 della II Commissione, l'emendamento n. 3 di ALPE e Gruppo Misto, ed è stato presentato anche un emendamento depositato del Presidente della Regione che viene distribuito. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - L'illustrazione sarà molto sintetica, nel senso che questo comma 5, che leggo solo per far capire di cosa si tratta, prevede che nella nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico...

Presidente - Chiedo scusa, collega: lei sta illustrando l'emendamento n. 3 di ALPE e Gruppo Misto o il n. 2? Perché ha parlato del comma 5.

Gerandin (GM) - Le chiedo scusa, perché effettivamente ho parlato del comma 5. L'emendamento n. 2 riguarda la richiesta di stralciare il fatto che la Giunta regionale definisca i criteri e le modalità per la ricollocazione del personale dell'ex Agenzia regionale del lavoro degli operai e degli impiegati agricolo-forestali assunti con contratto di diritto privato in enti anche di nuova istituzione. Tanto per renderla chiara si tratta dei 177, perché il ragionamento che facciamo noi è che, essendoci già un documento di indirizzo all'interno del Defr, nulla vieta alla Giunta regionale di ipotizzare eventualmente un percorso che vada a chiarire quale possa essere la collocazione, il futuro di questi dipendenti, un percorso condiviso con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze sindacali, con i lavoratori, perché in questo momento c'è grande disagio.

Assessore, lei si ricorderà che dopo la sua illustrazione è stato regolarmente smentito da tutte le organizzazioni sindacali, probabilmente si è trattato di un malinteso - non voglio strumentalizzare oltre - però noi riteniamo che in questo momento i 177 non siano un problema da risolvere, ma una risorsa da valutare eventualmente dove e come utilizzare. Per cui, sentire più volte fare riferimenti anche a possibili difficoltà che nascano dall'applicazione di leggi senza capire bene qual è il vero problema... ma noi vorremmo capire qual è il vero problema, qual è il futuro e come verrà eventualmente risolta la valorizzazione, perché noi pensiamo che si tratti di valorizzazione e non che si dica che è un problema prima di capire qual è la soluzione. Questo è, in sintesi, il motivo per cui noi crediamo che sia quanto mai inopportuno in questo momento andare a mettere in evidenza una problematica senza avere una soluzione.

Aggiungo ancora qualcosa, e l'ho già detto nel mio intervento sulla finanziaria: pur avendo dei contratti di carattere privatistico, queste sono persone assunte a tempo indeterminato, per cui il problema è doppio; anche persone che comunque magari non saranno di comparto perché applichiamo loro un contratto di diritto privatistico sono persone assunte a tempo indeterminato che sono dipendenti dell'Amministrazione pubblica con contratto diverso rispetto a quello del comparto. Per cui secondo noi si apre la necessità di avere questa condivisione, perché - e lo ripeto per l'ultima volta - per noi è una risorsa e non un problema.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Condividiamo l'analisi fatta, al punto che noi abbiamo già dato attuazione a quel deliberato del Consiglio che dava mandato di attivare un tavolo con le forze sindacali per arrivare a una definizione. Come è stato detto, l'Assessore nella presentazione aveva fatto riferimento alla Società di servizi, che all'inizio era stata messa come un contenitore di cui non si parla più; si parla - anticipo solo il riferimento portato al tavolo dei sindacati - di due agenzie: un'agenzia per quanto riguarda gli operai e gli impiegati, e un'agenzia del lavoro e quant'altro per quanto riguarda quella che è già una partita aperta.

La preoccupazione che ci porta a mantenere e ad esplicitare questo articolo era semplicemente quella di dare forza ad un principio che noi riteniamo giusto: il tenere conto dell'esperienza fatta in situazioni analoghe in altre Regioni, le quali hanno previsto, per queste figure con contratto privatistico a tempo indeterminato, un po' in analogia con quanto è successo con gli Uffici Entrate di Equitalia, che ci sia un passaggio da una situazione all'altra senza dover possibilmente sostenere altre prove. Questo è lo scopo per il quale abbiamo detto in modo chiaro questo, ribadendo che il tutto sarà oggetto naturalmente di una legge specifica, la quale riprenderà le soluzioni prospettate che vanno nella direzione da me accennata.

Noi daremo la bozza di norma con riferimento nello specifico ai sindacati, ai quali nell'ultima riunione avevamo anticipato proprio le soluzioni che vi sto dicendo adesso. Riteniamo di dover mantenere questo articolo con l'indicazione che va nella direzione auspicata: quella di avere un passaggio che regolarizzi definitivamente situazioni che ho già avuto modo di riferire in altra sede e in precedenza.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli; ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Noi prendiamo atto oggi, dalle parole dell'Assessore, che non si parla più di una Società di servizi, perché solo due giorni fa invece l'Assessore ne parlava ancora, quella che è stata smentita immediatamente dalla presa di posizione dei sindacati. Quindi, se permettete, una gestione forse un po' più chiara e trasparente di tutto l'affaire sarebbe stata più opportuna, dal momento che si tratta di 177 posti di lavoro. Io dico solo, Presidente, che oggi prendiamo atto delle sue parole e che non si parla più di una società di servizi, ma che forse l'ipotesi che si sta valutando con i sindacati sarà di agenzie esterne. Ne prendiamo atto oggi, ne prendiamo atto adesso dalle sue parole, perché non più di due giorni fa ciò che era invece uscito dalle parole dell'Assessore era un'altra cosa.

Oggi prendiamo atto che ci sarà un provvedimento legislativo ad hoc, quello che tra l'altro noi avevamo proposto durante la discussione del Defr. Pertanto oggi prendiamo atto di questa decisione. Possiamo dire che forse questa questione meritava un percorso un po' più chiaro anche per rispetto nei confronti di questi 177 lavoratori? Credo che questo lo possiamo dire. E proprio perché ci sarà un provvedimento legislativo ad hoc noi non vediamo la necessità di mantenere questo comma nella legge di stabilità.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.

Nogara (UVP) - Di questo problema ne abbiamo già parlato nel Defr, lo abbiamo già modificato proprio per questo, e ne parlo perché ero stato io a sollevare la questione. Direi che la cosa più importante adesso è tranquillizzare le persone interessate da questo problema. Siamo arrivati alla definizione che si mantiene questo articolo proprio perché si farà una legge ad hoc per decidere in che agenzia forestale bisogna mettere - e ne abbiamo discusso anche in Commissione - queste persone a cui trovare la sistemazione giusta. L'unico problema è definire bene come inserirle: se in una o nell'altra, ma in un'agenzia forestale, non si parla di Società di servizi. Qui non si vuole continuare a dare addosso all'Assessore che, illustrando la sua presentazione, ha commesso uno sbaglio. Perciò adesso la situazione è questa: si andrà in Commissione, si discuterà con i sindacati, si discuterà con i lavoratori che sono interessati e con una legge si arriverà alla definizione precisa di dove verranno inseriti. Questo è il messaggio che deve uscire oggi da questo Consiglio. Io non vedo quali altri problemi ci possano essere facendo un percorso regolare e preciso, come è stato detto in questo momento.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Ringrazio il collega Nogara, credo abbia ben puntualizzato, perciò non ho niente da aggiungere.

Vorrei dire alla collega Morelli che c'è stato un refuso, un errore, l'ha detto l'Assessore, poiché le forze sindacali puntualmente partecipano al tavolo aperto per questi problemi, per trovare la soluzione che verrà portata in Commissione con la legge che, a seguito di questi accordi, darà una collocazione definitiva a queste persone.

Lo manteniamo per la ragione che ho già detto: l'emendamento ci permette di agganciarci ad un elemento che non obblighi a fare certi passaggi che, come lei sa, siccome si parla di struttura pubblica, deve avere certe regole e, per poter tenere conto del passato di queste persone, noi dobbiamo cercare di attivare dei meccanismi che considerino la loro esperienza, quanto hanno fatto e di trovare delle modalità con cui si possano attivare questi meccanismi.

Non vorrei aggiungere molto altro perché il tavolo è aperto; come chiudiamo con questo, portiamo in Commissione, in quanto con i sindacati c'è l'intesa di avere il documento che dia contezza di quanto riferiva adesso il collega Nogara: delle soluzioni per gli uni e per gli altri, in modo tale che ci sia il minor disagio per queste persone che oggi hanno dei contratti privati ma a tempo indeterminato. Sono tutte cose che abbiamo considerato e che faranno parte del bagaglio confezionato in una norma di legge che passerà in Commissione e arriverà in aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - È un tema che abbiamo affrontato in maniera robusta, soprattutto nel momento in cui abbiamo letto il paragrafo 4 del Defr: la prima settimana di novembre all'interno di quel paragrafo c'erano scritte certe cose ed erano principalmente allarmati i 177 operai impiegati all'interno dell'agenzia, sì, con contratto di natura privata, ma a tempo indeterminato. Penso che oggi si inverta la rotta con l'illustrazione che ha fatto poc'anzi il Presidente dicendo: "fermo tutto, perché qui c'è la copertura finanziaria", è importante, l'abbiamo riconosciuto durante il dibattito in II Commissione. Chi ha ascoltato il dibattito in aula e in Commissione si chiede veramente se la mano destra sappia cosa fa la mano sinistra, ma guardiamo il risultato finale, che è quello da noi annunciato il 3 novembre: su questo tema - stiamo parlando di 177 persone - dobbiamo fare una legge. L'annuncio di oggi del Presidente va in questa direzione, come da noi richiesto il 3 novembre 2016 in questo Consiglio.

Noi a questo punto ritiriamo l'emendamento che abbiamo presentato, perché va nella direzione da noi auspicata. All'interno di questo Consiglio abbiamo alzato i toni e abbiamo presentato una risoluzione, e grazie - io penso - alla collaborazione di tutti si trova una sintesi, si rivedranno all'interno della nuova legge le soluzioni per dare risposte puntuali. Peccato per il percorso di questi quarantacinque giorni che ha allarmato, in maniera forse impropria, i 177 lavoratori; forse la forma diventa sostanza, nel momento in cui si parla comunque di persone che hanno un contratto a tempo indeterminato. Ciò detto, noi ritiriamo l'emendamento annunciato poc'anzi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ho seguito con attenzione quello che lei ci ha detto, Presidente, che è altra cosa rispetto a quanto c'è scritto, perché noi ci eravamo lasciati con un Defr che ha preoccupato non solo il personale, ma anche quest'aula; è stata trovata un'indicazione che non è stata ripresa nel testo della finanziaria, perché non è quello che abbiamo approvato in quest'aula: il testo approvato in finanziaria è un altro. Presidente, apprendiamo adesso dalle sue dichiarazioni che il percorso che andremo ad intraprendere prevede un disegno di legge, e ci mancherebbe che noi non fossimo sensibili al fatto che non vogliamo mettere in discussione o sottoporre di nuovo a concorso delle persone che vanno stabilizzate - su questo non c'è ombra di dubbio - per cui il percorso è condiviso. Quello che io continuo a ripetere, e ne sono assolutamente convinto, è che non c'era assolutamente bisogno di prevedere un articolato per presentare un futuro disegno di legge quando c'è già un'indicazione sul Defr. Non è che la Giunta deve essere autorizzata a proporre un disegno di legge; se c'è un Defr che ti dice che nel 2017 è previsto questo la Giunta può benissimo predisporre un disegno di legge che vada nella tutela che lei ci ha espresso.

Mi adeguo a quanto detto dal collega di ALPE, per cui ritireremo questo emendamento. Peraltro, se fosse stato per me, l'avrei messo in votazione, perché non sono assolutamente convinto di quello che è scritto, quanto ci è stato detto è altra cosa storia.

Presidente - L'emendamento n. 2 dei gruppi ALPE e Gruppo Misto è quindi ritirato. C'è l'emendamento n. 1 della II Commissione che sostituisce il comma 3; lo diamo per illustrato e lo metto in votazione... mi chiedo come sia possibile fare un testo coordinato alla legge di bilancio, se mi illustrate come fare... Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 30

Votanti : 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 4 (Certan, Chatrian, Cognetta, Roscio)

Il Consiglio approva.

Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Chiederei al Presidente Rosset se può andare un po' più lentamente, perché abbiamo il testo scaricato dalla Giunta, poi abbiamo gli emendamenti della Commissione, gli emendamenti del nostro gruppo, gli emendamenti del Movimento Cinque Stelle, gli emendamenti di maggioranza e poi dei singoli gruppi di maggioranza: io penso che saremo intorno ai cento, centoventi emendamenti non coordinati, perché noi non abbiamo il testo coordinato come voi, quindi chiederei...

Presidente - Non abbiamo alcun testo coordinato, glielo garantisco.

Chatrian (ALPE) - Era una battuta, Presidente. Gentilmente chiederei se può andare un po' più lentamente.

Presidente - Nemmeno io ho facilità a seguire, mi creda: devo inserirmi dentro tutti gli emendamenti, quindi non è così semplice. Farò il possibile per andare avanti più lentamente. Siamo all'emendamento del Presidente della Regione. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Mi scuso con i colleghi, ma per organizzarci un po' bene perché la giornata è lunga e gli emendamenti sono numerosi, chiedo gentilmente, Presidente Rosset, quando annuncia gli emendamenti, di chiunque siano, se possono essere illustrati, così è più semplice. In generale non diamo per letto nulla, se possibile. Chiedo uno sforzo a tutti, in modo che gli emendamenti siano illustrati, così che anche chi ci ascolta all'esterno capisca, perché altrimenti è difficile seguire il Consiglio. È una proposta, poi se uno non ha voglia di illustrarli non lo possiamo obbligare.

Presidente - Ho sempre chiesto di illustrare gli emendamenti; se li danno per illustrati non li posso obbligare. Siamo all'emendamento del Presidente Rollandin. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Questo è un emendamento tecnico richiesto da parte delle Unités des Communes che dice: "il predetto limite non trova applicazione nel caso di nuove assunzioni conseguenti a processi di mobilità da e verso gli Enti locali per l'esercizio obbligatorio delle funzioni e dei servizi comunali nell'ambito di attività dello sportello unico [...]". Di fatto si chiede la possibilità di utilizzazione quando vi sia carenza di personale, perché altrimenti con il blocco che abbiamo non c'è la possibilità. Credo che poi i colleghi siano stati sentiti e sensibilizzati su questo, proprio per lo sforzo di cui abbiamo già parlato, tra l'altro anche per il discorso degli sportelli che è un problema delicato.

Presidente - Non ci sono richieste di intervento sull'emendamento testé illustrato dal Presidente, posso pertanto metterlo in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Pongo in discussione l'emendamento n. 3 di ALPE e Gruppo Misto. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Chiedo scusa per prima, perché ho iniziato ad illustrare questo emendamento.

Il nostro emendamento è molto semplice: al comma 5 viene previsto che nell'ambito della nuova organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli Enti locali, per quello che riguarda il comparto unico, nei casi in cui si proceda a processi di riorganizzazione a cui consegua la riduzione dei posti dirigenziali esistenti, l'ammontare delle risorse per la determinazione della retribuzione di posizione dei dirigenti resta confermata nella misura risultante al 31 dicembre dell'anno precedente all'intervenuta riduzione. Abbiamo provato a capire da cosa derivava questa esigenza e ci è stato detto che, nell'ambito di una riorganizzazione della dirigenza, con l'accorpamento delle dirigenze diminuiva il numero di dirigenti e c'era una sorta di carico aggiuntivo di lavoro per questi dirigenti, per cui si riteneva di mantenere in essere l'ammontare delle risorse per la retribuzione di posizione del dirigente all'anno precedente. Se questo è il concetto con cui si pensa di riorganizzare la pubblica amministrazione, mettendo insieme più dirigenti per risparmiare, e poi si mantengono le retribuzioni di posizione per lo stesso ammontare di quando i dirigenti erano di più è un processo quantomeno ambiguo. Se il concetto di dire metto insieme questi due perché c'è più carico di lavoro io mi chiedo perché non estenderlo a tutto il comparto. Pertanto, quando decido magari di mettere assieme due che non siano dirigenti ma due strutture operative che possono avere due responsabilità di servizio, due C o due D, perché io devo mantenere la stessa retribuzione di posizione? Questo è inspiegabile, anche perché a mio parere va contro la materia sindacale, poiché è la materia sindacale che diminuisce l'ammontare della retribuzione di posizione.

Vorrei semplicemente capire perché si ritiene di mantenere questa specifica per i dirigenti; i dirigenti fanno parte del comparto, la retribuzione di posizione è esattamente come quella che può essere la quota annuale per il salario di risultato, per cui ci pare davvero ambiguo che in un processo riorganizzativo di questo genere si vogliano fare differenze tra dipendenti e dirigenti. La richiesta è semplicemente di toglierla perché non c'è nessun obbligo: è una scelta politica di cui eventualmente ci spiegherete le motivazioni.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Le domande che sono state fatte ce le siamo poste, ma il ragionamento sta nella lettura di tutto l'articolo. Prima di tutto i casi saranno pochissimi, inoltre la logica con cui si parte è rapportata all'anno, perché il problema è che ogni anno c'è questo rapporto legato alle ripartizioni che lei conosce molto bene. Se durante l'anno un dirigente viene soppresso o spostato, rispetto a quello che succedeva - come viene detto qui - "procedano a processi di riorganizzazione cui consegua la riduzione dei posti dirigenziali esistenti, l'ammontare delle risorse per la determinazione della retribuzione di posizione [...]" il tutto è legato all'insieme dell'organizzazione e per quell'anno rimane bloccata. È vero, non lo impone, ma anche a livello sindacale questo è stato detto a suo tempo. È più una questione per chiudere un passaggio sollecitato, ripeto durante l'anno, perché l'anno successivo non succede più, è solo collegato. Non so nemmeno quanti casi ci saranno e se ci saranno, perché è legato ad una riorganizzazione. Le riduzioni dei posti dirigenziali sono o possono essere connesse al fatto che uno vada in pensione a luglio o a settembre, allora si toglie tutto quello che è legato a questa posizione durante l'anno. Questo è un aspetto più tecnico, di politico non c'è niente, perché è stato fatto in termini più tecnico-sindacali, se mi è permesso. Non ho seguito direttamente la questione, ma posso dire che la specificazione è in questi termini, quindi non penso che vada a toccare molto, non sono somme significative, si tratta di una questione più legata all'organizzazione del comparto, che metteva un po' in difficoltà e che credo abbia un significato minimo. Riconosco che non è obbligatorio, quindi è vero che non è un obbligo, e voglio ripeterlo perché così è, però la scelta che va in questa direzione è stata proposta solo per venire incontro. Come l'ho ricevuto lo porto all'attenzione, ma non ci sono grossi movimenti su questo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Su questo comma avevamo già discusso con il Presidente in Commissione e poi con i colleghi abbiamo cercato di approfondire meglio la genesi. Abbiamo provato a capire e, una volta capito, abbiamo detto che forse è meglio se lo togliamo, almeno dal nostro punto di vista, perché ci sembra non corretto nei confronti del comparto in generale. Se non è corretto, e quindi non viene inserito in un progetto un po' più ampio, forse è meglio in questo momento sopprimerlo ed eventualmente un altr'anno vediamo di riscriverlo, una volta riorganizzata la classe dirigenziale, in modo che ci siano le ricadute per tutto il comparto. Questa è, in sintesi, la proposta che facciamo all'aula. Così com'è scritto non va ad aiutare, ma va ad enfatizzare non bene i rapporti tra la classe dirigenziale e soprattutto i funzionari. Questa è la posizione per quanto riguarda il nostro gruppo e pertanto manteniamo questa nostra proposta di abrogarlo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Il Presidente è stato molto chiaro, e penso che la sua sia anche una risposta molto corretta e onesta. Sono convinto anch'io che saranno pochi casi, su questo non c'è ombra di dubbio, ma non sono così convinto che ci sia stata tutta quella concertazione con i sindacati, perché almeno da alcune sigle mi pare di capire sia passato tra le righe. Detto questo, Presidente, proprio perché sono pochi i casi, fosse anche un caso solo in questo momento, si apre di fatto un comportamento non equo rispetto a quello del comparto. Un caso solo probabilmente mette in discussione un'equità di trattamento di comportamenti in tal modo, per cui non so se vale la pena dare questo tipo di messaggio per casi isolati. Ha ragione, Presidente, sono convinto che non sia lei alla base di questo, ci mancherebbe. Il messaggio che sta filtrando è però un altro, le posso assicurare che è un altro, è legato anche a figure che in questo momento si occupano di personale o quant'altro. Non dico di più, perché ci siamo capiti e non so se è il caso di insistere. Le chiedo ancora di rivedere questa posizione, perché ci pare del tutto strumentalizzabile. Non dico di più.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 3 di ALPE e Gruppo Misto. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 32

Favorevoli: 7

Contrari: 25

Il Consiglio non approva.

Metto in votazione l'articolo 4. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 5 c'è l'emendamento n. 2 della II Commissione che sostituisce l'articolo 5. Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre; ne ha facoltà.

La Torre (UV) - Più che un'illustrazione è semplicemente per sottolineare il fatto che questa modifica all'articolo deriva da un accordo con le organizzazioni sindacali, dove da un lato si è recepito congiuntamente che l'ARRS non ha più senso di esistere in prospettiva, ma che oggi deve essere mantenuto per permettere di svolgere il contratto di comparto con le organizzazioni sindacali ancora in quell'inquadramento. È un accordo raggiunto credo con soddisfazione di tutti. Non era neanche una relazione quindi, ma è semplicemente per significare che c'è un recepimento da parte delle istanze delle forze sindacali.

Presidente - A questo articolo c'è un subemendamento del Movimento Cinque Stelle.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - In questo emendamento illustrato dal collega, per quanto riguarda il comma 5 dell'articolo 53bis, il CRRS - che sarebbe l'organismo che supera l'ARRS - è costituito da un certo numero di persone e il Presidente è nominato dal Presidente della Regione. Nel mio emendamento io chiedo che a questo venga aggiunto: "previo parere della Commissione consiliare competente"; in sostanza che la nomina venga discussa all'interno della Commissione competente.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Credo che l'illustrazione fatta dal collega La Torre sull'emendamento nel suo complesso raccolga le sollecitazioni e gli accordi con i sindacati, quindi io mi fermerei a quello. Ci asteniamo pertanto sulle proposte integrative e alternative.

Presidente - Metto in votazione il subemendamento del Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 26 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

Metto in votazione l'emendamento n. 2 della II Commissione sostitutivo dell'articolo 5. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 5bis c'è l'emendamento n. 4 di ALPE e Gruppo Misto. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin; ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Considerato che anche l'emendamento n. 5 è simile, propongo di illustrare entrambi gli emendamenti in questo intervento, così risparmiamo anche un po' di tempo, dato che la giornata è sufficientemente lunga.

Questi due emendamenti (il n. 4 e il n. 5) riguardano le due società di scopo che erano state istituite tempo fa, una per la realizzazione dell'ospedale e l'altra per la realizzazione dell'università, società costituite in un contesto molto diverso; se forse avevano una giustificazione all'epoca, poiché l'Amministrazione regionale aveva comunque una serie di appalti e attività piuttosto significative da gestire, oggi diventano sempre meno giustificabili. L'Amministrazione regionale ha molte meno attività da svolgere, e tra l'altro nel caso dell'ospedale ci si trova anche di fronte ad una società che non si capisce neanche più quale scopo abbia. Teniamo in considerazione che comunque queste due società hanno dei costi di gestione decisamente significativi, argomento tra l'altro già affrontato in altre occasioni. Consideriamo che ad esempio la COUP, quella per la realizzazione dell'ospedale, è costata 50 mila euro per la costituzione, poi per questa COUP si è addirittura acquistato un immobile in regione Borgnalle spendendo, anche qui, circa 600 mila euro. Ogni anno questa società ci costa per la gestione circa mezzo milione. Faccio un elenco degli anni precedenti: si parte da 640 mila euro nel 2009, si va a 512 mila euro nel 2011, a circa mezzo milione nel 2012, a mezzo milione nel 2013, allo stesso nel 2014, mentre nell'ultimo anno, nel 2015, vi è una leggera flessione. Complessivamente questa società è costata per la gestione quasi 3 milioni, ai quali vanno ad aggiungersi i soldi spesi per l'immobile e per la costituzione, una somma che va oltre i 3,5 milioni. Ogni anno comunque continuiamo a spendere quasi 400 mila euro per questa società della quale non si capisce più lo scopo, visto che in tutti questi anni, oltre ad aver speso 3,5 milioni per questa, abbiamo anche speso 14 milioni in progetti e in altre attività per non realizzare di fatto praticamente niente. Non consideriamo poi il parcheggio, che a questo si ricollega: in totale abbiamo una somma astronomica per risultati prossimi allo zero.

È necessario pertanto accelerare la liquidazione di questa società e della società che riguarda l'università, poiché sono dei costi significativi che in un periodo di spending review bisogna tagliare; prima lo facciamo e meglio è. Si tratta di risparmiare somme significative per utilizzarle in altri settori che certamente necessitano maggiormente di questa spesa.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin; ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Per quanto riguarda la parte relativa alla COUP abbiamo già avuto modo di parlarne anche in Commissione. La parte che oggi stiamo vivendo è transitoria, deve gestire i pezzi di cui abbiamo parlato durante le ultime adunanze del Consiglio. Siamo disponibili a fare una riflessione, ma dal cronoprogramma la fase di scavo va completata e occorre poi verificare che cosa si potrà rivedere in termini di ridimensionamento affinché sia compatibile con le risultanze. Siamo pertanto disponibili a fare una riflessione, ma solo a seguito di questa fase transitoria che oggi deve vedere la sua conclusione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Per la COUP - citata adesso dall'Assessore alla sanità, come credo lei sappia - il personale è stato ridotto nel frattempo, e anche per la NUV, ho già avuto modo di ricordarlo in fase di discussione di altri atti, si è ridotto di molto. Voglio solo specificare che questa azione sta andando avanti secondo il programma e secondo i tempi previsti, per fortuna: in merito alla realizzazione della nuova università credo sia stato fatto un coordinamento importante tra la NUV e l'azione dell'Assessorato competente. Con tutti i problemi che ci sono, ad oggi non vi sono stati ritardi significativi, sta andando avanti secondo la tempistica attesa e penso che questo sia un risultato importante.

Noi non riteniamo che oggi ci sia l'esigenza di sospendere questa attività, che deve andare a suo termine secondo il programma che più volte abbiamo illustrato anche in quest'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin; ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Quanto alla COUP, questione che abbiamo già affrontato di recente, anche in quell'occasione si parlava di aprire una riflessione, però qui più che alle riflessioni bisogna passare agli atti pratici. Aspettare che finisca questa fase preparatoria vuol dire spendere ancora quasi 350 mila euro all'anno per due anni, e si tratta di somme significative. Bisogna accelerare la liquidazione; tra l'altro nell'emendamento sono comunque previsti sei mesi per mettere in liquidazione queste due società. Sono risparmi che vanno fatti il più presto possibile. È inutile continuare a dire che si aprirà una riflessione; i tempi delle riflessioni sono ormai finiti, si tratta di tagliare ogni euro che si può tagliare da un bilancio sempre più ristretto. Rimandare questo taglio e questa liquidazione è una responsabilità grave.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Prima di scrivere questi due emendamenti, abbiamo fatto ulteriori ragionamenti. Da diversi anni si cerca di affrontare in quest'aula questo tema e quasi c'è dell'interesse nel dire che siamo a buon punto, stiamo ragionando, siamo vicini a dare una risposta, come immagino tanti di noi abbiano, e proprio per quello abbiamo cercato una formulazione diversa. Capiamo che non si può fare in un mese o in due e che ci sono dei contratti in essere, stiamo parlando anche di personale, però dobbiamo essere franchi e chiari tra di noi: c'è un limite di tempo oltre il quale non possiamo più continuare a dire che ci stiamo ragionando e stiamo ultimando i lavori. Serve o non serve? Prima domanda. La seconda è se possiamo farne a meno oppure no. I nostri uffici all'interno dell'Assessorato dei lavori pubblici possono raccordarsi in sei mesi? Non bastano sei mesi? Dobbiamo mettere nove mesi, dobbiamo mettere il 31 dicembre? Ascoltavo prima i colleghi intervenuti; noi siamo anche disposti a modificare le date, ma gradiremmo inserire in legge una posizione chiara, certa: si mettono in liquidazione le due società affinché possiamo permetterci di raccordarci con le nostre strutture dirigenziali dei lavori pubblici e i nostri funzionari, anche perché tutte le maestranze, tutti i liberi professionisti sono all'esterno, sono persone incaricate dalle due società. Questo è lo spirito con cui abbiamo nuovamente proposto i due emendamenti.

Sinceramente ci saremmo aspettati una risposta un po' più determinata: che il 2017 sarà comunque l'anno della chiusura sia di uno che dell'altro, o prima il NUV piuttosto che il COUP, per cui possiamo farne a meno e, invece, si tentenna. Noi comunque manterremo i nostri due emendamenti, e torneremo su questi due temi durante l'anno perché riteniamo che si possa farne a meno.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - In sede di illustrazione il collega Bertin è stato molto preciso e molto chiaro; ricordo che con il gruppo UVP più volte abbiamo sollecitato che si procedesse in questa direzione. In una delle prime iniziative in cui si chiedeva la messa in liquidazione di queste due società, mi pare di ricordare che lei mi rispose, Presidente, che la creazione di queste due società era stata una diretta conseguenza legata al fatto che in quel momento c'erano delle difficoltà a rispettare il patto di stabilità. In un mio precedente intervento le chiesi i motivi per cui erano nate queste due società e lei mi pare che rispose che erano nate perché in quel momento c'era il problema del rispetto del patto di stabilità, per cui vi era la necessità di dover investire; in quel momento queste risorse, essendo trasferite poi a queste società derivanti dalla gestione speciale di Finaosta, non transitando a bilancio regionale, potevano essere investite al di fuori del patto di stabilità. Ora, Presidente, questo presupposto non esiste più, perché con il pareggio di bilancio non vi è più la giustificazione di mantenere in piedi queste due società. Allora l'ho presa come una giustificazione plausibile e credibile, ma in questo momento non esiste più questo, poiché non c'è più questo obbligo tenendo conto che la fase cruciale, almeno per quello che riguarda l'università, è ormai abbondantemente passata, dal momento che la fase progettuale, quella degli appalti, l'aggiudicazione e la direzione lavori sono completamente esterne a questa società. Tenuto conto che i bilanci regionali, soprattutto per quello che riguarda il settore dei lavori pubblici, stanno veramente riducendosi e avendo, a mio parere, del personale comunque preparato all'interno, io penso che non ci siano più i presupposti per non mettere un termine a questa richiesta.

Per quello che riguarda il discorso della COUP è chiaro, non sono di certo coloro che amministrano e gestiscono la COUP che vanno a fare gli scavi, né i sondaggi o quant'altro: sono soggetti esterni che possono benissimo essere coordinati da soggetti all'interno dell'Assessorato. Ovviamente ci sono assolutamente anche dei posti di lavoro a cui fare particolare attenzione. Noi non vorremmo che qualcuno rimanesse a piedi, però a mio parere tutta una serie di operazioni, controlli, eventualmente alcune direzioni di lavori interne ci potrebbero far risparmiare, sarebbe questo il vero risparmio.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin; ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Ho apprezzato i toni pacati, ma vorrei ricordare alcuni passaggi. Intanto non abbiamo bisogno di ricordare cosa pensiamo su queste società, noi che continuiamo a credere nell'UVP lo sappiamo, l'abbiamo messo anche nel programma: c'è un'idea in generale di razionalizzare le società nate negli anni e anche nei decenni - collega Gerandin, lei è un amministratore di lungo corso, ha vissuto anche lei da amministratore ai tempi dei carrozzoni - e noi, che veniamo da una generazione dopo, sappiamo anche che quando si ereditano certe situazioni alcune cose devono essere realizzate, come quelle delle società di scopo. Possiamo rivedere gli scopi, ma ci sono anche responsabilità contabili e amministrative su come portare avanti certe rivisitazioni. Mi sembrava di averle dato un accordo, sia in Commissione che qui, sulla disponibilità di rivedere questa idea per quanto riguarda il pezzo sanitario e di costruzione dell'ospedale, anche perché ancora oggi non sappiamo come rivedremo questo progetto.

Nel cronoprogramma approvato in Giunta ci siamo presi semplicemente il tempo per concludere dei lavori essenziali che la Commissione scientifica ci ha obbligato a fare. Noi dobbiamo sondare e vedere che cosa ancora c'è su una parte. Dal punto di vista della responsabilità amministrativa e della continuità amministrativa, al di là di chi ha portato avanti il dossier, esiste la possibilità di chiusura per dire che c'è una disponibilità a scadenza, ma la rinnoviamo, perché oggi non ci sentiamo di aderire al termine che è stato inserito. C'è una nostra volontà nel rivedere e continuiamo ad essere convinti delle cose che abbiamo detto. Sappiamo anche che cosa vuol dire amministrare, e tanti qui lo sanno, soprattutto chi ha amministrato per tanti anni, quindi chiediamo semplicemente se c'è la volontà di ragionare - come ricordava il collega Chatrian - su un'idea che ad oggi non riusciamo a dire magari nei termini precisi; noi vorremmo concludere nei termini indicati in quel cronoprogramma approvato con delibera di Giunta. Questo per dire che esistono anche questioni delicate e vi sono progettazioni già eseguite.

Seconda cosa di cui abbiamo già parlato qui, in Consiglio: esiste poi l'idea di come studiare le fasi alternative. Il giorno che noi decidiamo si abbandona una certa strada perché decidiamo di fare un progetto rivisitato, ridimensionato, diverso, ed è giusto, stiamo lavorando su qual è la soluzione alternativa. Tecnicamente - e questo ve lo assicuro, perché è una delle prime cose che abbiamo chiesto alle strutture, sia interne all'Assessorato che in azienda - al momento ci dicono e ci scrivono che non hanno la possibilità di gestire in autonomia un dossier così come era stato pensato. Nel momento in cui noi rivediamo il dossier si possono fare ragionamenti alternativi. Io credo che questo sia un ragionamento lineare che rafforza quanto abbiamo sempre detto e lo ribadisco: noi abbiamo l'idea - l'abbiamo scritto in un punto programmatico - di razionalizzare le società in generale, al di là di queste di cui si parla; possono essere dei risparmi e l'Amministrazione potrà poi prendersi il carico. Continueremo quindi a lavorare su questa linea.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - In effetti, collega Gerandin, quanto detto allora rimane un dato di fatto importante, ed è quello che ci ha permesso comunque di prevedere gli investimenti fatti.

Su quello che ha detto adesso l'Assessore Viérin per quanto riguarda gli investimenti dell'ospedale, come lei sa sono stati ridotti, l'ha visto dai bilanci, proprio perché non c'è la possibilità di andare secondo il cronoprogramma a suo tempo richiesto. Oggi la parte relativa a quel cronoprogramma di cui si parlava sta andando avanti tenendo conto di tempi molto stretti.

Per quanto riguarda invece la NUV, credo sia importante tenere conto dell'impegno che oggi viene assunto per realizzare la nuova università nei tempi citati. Realizzare questo nei tempi porterà un vantaggio perché la delocalizzazione, oltre alle migliorie nell'ambito della nuova localizzazione, porterà a dei risparmi, quindi questo è legato ad un aspetto importante che oggi, nella fase in cui siamo, non potrebbe essere sostenuto dalle strutture interne. Teniamo conto che al momento non abbiamo ancora fatto tutti gli appalti per quanto riguarda la struttura dell'università, non abbiamo fatto lo studentato, quindi abbiamo ancora delle fasi da realizzare. Si potrà però poi fare il punto e dire come continuiamo, a quel punto potremo farlo.

Oggi non ci sentiamo di dire che chiudiamo e andiamo da un'altra parte, anche perché è già stato fatto un lavoro molto importante in collaborazione con l'Assessorato competente. L'Assessorato competente fa un'azione di controllo, di monitoraggio, svolge già un ruolo che è significativo, non potrebbe avere il ruolo che oggi è svolto dalla NUV e fare anche il controllo su quello che viene eseguito. Credo che questo non sia pensabile in tempi brevi. Se poi si modificherà questo, è chiaro che potrà essere rivisto il programma nell'insieme.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio il Presidente per avermi confermato di non aver capito male quando si parlava della possibilità di andare oltre le regole che ci avrebbero impedito di mettere in piedi questo. La ringrazio perché ha confermato che questo presupposto non c'è più. Ormai con il pareggio di bilancio cade questo presupposto. Ho detto "ad oggi": questo presupposto non c'è più.

Sulla proposta fatta dal collega Chatrian, se vogliamo possiamo eventualmente fissare un termine più congruo, però noi vorremmo un segnale diverso, soprattutto una scadenza. Presidente, vorrei togliere ogni sorta di dubbio: nessuno ha la minima intenzione di non far rispettare i tempi per avere dei risparmi; nessuno ha intenzione di rallentare i sondaggi o i lavori previsti dalla Commissione scientifica. Semplicemente crediamo che una scelta così importante vada nel senso - e mi fa piacere che qualcuno l'abbia ricordato - del programma di legislatura in cui avete affermato di razionalizzare e rivedere il discorso delle partecipate, di fissare un termine per poter avviare questo. Poi sappiamo che la chiusura e la messa in liquidazione non è che la decido a giugno e la chiudo il 1 luglio, questo è indubbio. Ci sono tempi tecnici che non devono rallentare i lavori, né la procedura delle progettazioni, né null'altro, però in questo momento, caduti i presupposti, noi riteniamo che sia lecito e doveroso andare in questa direzione. Non si vuol fare? È una decisione politica che la maggioranza ha preso, giustamente la maggioranza ha i numeri per procedere in questa direzione: è un dato di fatto di cui, volenti o nolenti, dovremo prenderne atto.

Per quello che riguarda i carrozzoni del passato, non ho mai avuto il piacere di farne parte, per cui mi sento veramente fuori da questo contesto.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 4 di ALPE e Gruppo Misto. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 24 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

Emendamento n. 5: stesso risultato.

Passiamo ora all'articolo 6. Non ci sono emendamenti, lo metto in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 31

Favorevoli: 24

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 6bis c'è l'emendamento n. 6 di ALPE e Gruppo Misto, più il subemendamento dell'Assessore Laurent Viérin. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Farò un'illustrazione molto sintetica, in quanto abbiamo condiviso con l'Assessore il suo subemendamento, che penso risolva il problema, seppur temporaneamente, in maniera consona alla gravità con cui ci si è posti il problema di questo emendamento.

In sintesi questo emendamento è stato presentato tenendo conto di un'emergenza. Benché la legge regionale fosse stata approvata in quest'aula, avevamo comunque evidenziato tutte le difficoltà inerenti alla proroga del personale attinto e assunto dall'ente per oltre trentasei mesi. Era emersa una situazione di grande disagio che sicuramente avrebbe creato anche il rischio dell'interruzione di un servizio fondamentale come quello dell'assistenza anziani e delle micro del territorio, in quanto parecchie realtà - e in questo momento mi riferisco alle Unités des Communes - stanno attingendo da queste graduatorie il personale che sta operando da ben più di trentasei mesi. Pertanto nella prima ipotesi avevamo elaborato di prevedere che la legge n. 21 del 25 novembre 2016, che era stata approvata in quest'aula, avesse validità esclusivamente per quei bandi indetti dall'Amministrazione regionale e non dagli enti locali. Ragionando poi con le strutture, con il Servizio del personale e soprattutto con lo staff che collabora con l'Assessore, è stato predisposto il subemendamento che l'Assessore illustrerà e che a nostro parere potrebbe risolvere la problematica, seppur in maniera non definitiva ma almeno temporanea e fino all'espletamento del concorso che verrà bandito entro fine anno, legata ad una difficoltà oggettiva, ad un numero molto importante soprattutto di OSS che operano nell'ambito del servizio domiciliare e delle micro. È inutile che vada oltre, perché penso sia molto più importante entrare nel merito del subemendamento che presenterà l'Assessore.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin; ne ha facoltà. Prenda dieci minuti, c'è anche la dichiarazione di voto.

Viérin L. (UVP) - Chiedo di unire i due interventi, perché vorrei spiegare in modo articolato questo subemendamento. L'emendamento sulle OSS dei colleghi non può essere accettato perché è scritto tecnicamente in un modo che non è accettabile, nel senso che non risolve nessun problema, anzi. Noi abbiamo contezza sulla questione delle OSS. Abbiamo incontrato le OSS insieme ai dirigenti dell'Assessorato, alle associazioni e ai comitati che si sono organizzati in questi mesi, perché siamo sempre più convinti del modello su cui stiamo investendo e della sua rivisitazione, un modello a regia regionale che non può vedere a macchia di leopardo sul nostro territorio questa confusione che oggi stiamo vivendo.

Oggi abbiamo il personale inquadrato sotto le Unités des Communes, mentre una visione del servizio sociosanitario assistenziale deve essere unica. Il problema si è posto non per una normativa regionale, quanto per delle disposizioni nazionali, per il testo n. 81, il quale prevede che dopo trentasei mesi di lavoro a tempo determinato ci deve essere una possibilità o di risoluzione del contratto o di stabilizzazione, non è che le persone non possono più lavorare. Visto che nel settore socioassistenziale stiamo facendo anche un ragionamento di prospettiva per capire quali saranno i fabbisogni dell'Amministrazione in futuro ponderando la parte di pubblico con la parte privata, è chiaro che entro fine anno - come ricordava il collega Gerandin - si poneva una questione che era in capo alle Unités e non all'Amministrazione: l'eventuale futuro di queste nostre OSS, soprattutto in certe Unités come la Grand-Paradis dove diverse decine di persone sarebbero state a casa. Da un lato il problema è lavorativo, ma c'è anche la questione della continuità del servizio, perché è un servizio essenziale di assistenza alle nostre persone non autosufficienti, o comunque over 65. Abbiamo inoltre riunito le Unités in queste settimane per capire quale soluzione ipotizzavano. Abbiamo anche scritto al Servizio del personale sollecitandolo a bandire il concorso regionale, quindi incontrerò di nuovo nei prossimi giorni il personale per comunicare le cose che diciamo qui in aula. Bisogna dire che il concorso deve essere bandito nel momento in cui le Unités hanno sottoscritto le convenzioni, ma dato che ve ne sono ancora alcune che non le hanno ancora sottoscritte le abbiamo sollecitate affinché questo avvenga: entro la prossima settimana queste convenzioni saranno sottoscritte e ci sarà entro fine anno il concorso bandito dall'Amministrazione, entro il 27 dicembre. Nel mentre però si poneva la questione di come questo personale può garantire la continuità dei servizi. L'idea che abbiamo condiviso non solo con il Presidente, ma anche con altri colleghi attraverso le strutture dell'Amministrazione proprio per prenderci in carico un dossier che, pur essendo di competenza delle Unités, riguarda l'Amministrazione nel suo insieme, soprattutto il settore sociosanitario assistenziale e socioassistenziale che in futuro sarà sempre più integrato, è questa: abbiamo pensato di agire mantenendo sempre lo stesso contratto, garantendo che dal 1 gennaio lo stesso sia rinnovato, che ci sia la continuità di servizi e che questa possibilità avvenga attraverso la Società di servizi pescando dalle graduatorie delle Unités. Ieri ho incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, i Presidenti delle Unités (quelli presenti) e i responsabili della Società di servizi assieme alle strutture sia del personale che del legale, e si è costruita questa soluzione che credo vada nella direzione auspicata un po' da tutti.

Ecco lo scopo del subemendamento: ci siamo agganciati ad un emendamento che tecnicamente non poteva essere accettato, perché comunque si sarebbe applicata la disposizione nazionale. Disapplicando la non possibilità di andare oltre i trentasei mesi nessun funzionario avrebbe potuto tecnicamente mandare avanti una questione che, da un punto di vista di legge, era prevista nel testo n. 81 e ripreso da una disposizione regionale dovuta.

Noi crediamo che questa risposta tranquillizzi il personale e dia assicurazione di continuità al servizio, in modo che in questo momento ci sia la possibilità di vedere, da qui all'espletamento del concorso regionale - che significa dare certezza in base alle disposizioni legislative ma soprattutto alla volontà politica - di risolvere un problema che effettivamente in queste ultime settimane aveva dato delle preoccupazioni sia all'Amministrazione che alle persone che svolgono queste prestazioni. Ringrazio tutti per la collaborazione.

Crediamo che questo articolo, se maggiormente condiviso, soprattutto con la più ampia condivisione di questo Consiglio, avrà la forza anche da un punto di vista sindacale di andare nella direzione auspicata.

Dalle ore 11:34 assume la presidenza il Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Questo nostro emendamento era nato assolutamente con lo stesso spirito. Non avevamo le strutture a disposizione, ma abbiamo provato se non altro a manifestare la legittima preoccupazione di queste persone che magari lavoravano da più anni e rischiavano al 31 dicembre di non avere più proroghe. Questa soluzione, come lei ben sa, l'avevamo vista e discussa anche con i suoi uffici: a noi va benissimo. Ritiriamo pertanto l'emendamento e voteremo convintamente il subemendamento.

Non posso che esprimere soddisfazione, perché ovviamo ad una difficoltà legata sicuramente a queste persone, che dopo anni si sarebbero magari trovate nell'incognita di non sapere cosa fare dal 1 gennaio. Nello stesso tempo rispetto alla nostra proposta si sarebbe magari tolto il divieto per quello che riguardava gli Enti locali, ma ciò non avrebbe determinato la certezza che qualcuno si sarebbe preso la responsabilità di prorogare. Questa è sicuramente una soluzione più equa e facilmente attuabile. Mi pare che anche il Presidente abbia avuto l'idea di questo comitato ristretto per poter attingere ed è una soluzione che va soprattutto fino all'espletamento del concorso; pur essendo assunto dalla Società di servizi, ognuno si porterà dietro il suo contratto che, in questo momento, non è poco.

Dalle ore 11:36 riassume la presidenza il Presidente Rosset.

Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, do anch'io il mio sostegno a questo subemendamento. Ringrazio ovviamente i colleghi che hanno presentato il primo emendamento, che immagino sia stato presentato proprio per una questione tecnica.

Io sono stato l'unico che si è astenuto sulla legge regionale n. 21. Rispetto a questo problema vi erano già state delle discussioni quando è arrivata in aula, discussioni che poi si sono palesate quando è stata approvata. C'è stata una fitta discussione tra tutti i gruppi che hanno capito il problema sorto. Assessore, io spero che le Unités firmino al più presto ciò che devono firmare; eventualmente se ci fa partecipi dei problemi e delle questioni potremmo anche aiutarla in questo caso, perché non è giusto che tutto quanto poi ricada su chi alla fine ha cercato di trovare una soluzione. Penso che con lo svolgimento dei concorsi andiamo nella direzione di risolvere un problema che è da parecchi anni sul territorio, anche perché alcuni avevano per tempo sistemato la questione, altri invece no, e quindi è giusto che andiamo in questa direzione. Così come ritengo sia corretto che la Regione si riappropri di questi servizi, perché li ritengo fondamentali e non possono essere sparpagliati e dati in maniera differente ai cittadini della stessa Regione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Solo per specificare che la legge n. 21 rispetto a questo tema non ha nulla a che vedere, semplicemente perché è fissato da una norma statale il fatto che la proroga non poteva esserci. Tuttavia voglio sottolineare un aspetto da lei correttamente ricordato: alcuni sono intervenuti in ritardo perché la proposta che adesso abbiamo fatto di corsa avrebbe potuto essere fatta con la dovuta calma se si fossero trovate le giuste soluzioni svolte con determinate procedure. Noi abbiamo bandito il concorso dopo che con insistenza abbiamo chiesto di avere tutte le specifiche per. Volevo solo sottolineare questo aspetto. Ora, la soluzione trovata con la collaborazione di tanti credo vada nella direzione auspicata. Voglio però sottolineare di nuovo che riguardo ad alcune tempistiche purtroppo i ritardi rischiano di vanificare gli interventi proposti perché, come il collega Gerandin ha ricordato - e l'Assessore ha spiegato qual è la procedura -, noi avemmo potuto tranquillamente evitare questo patema d'animo non solo di chi è interessato, ma anche di chi perdeva il servizio, perché il problema era l'interruzione del servizio, quindi questi fatti hanno portato ad accelerare la soluzione. Questo solo per chiarezza. Con questa logica, con la condivisione da parte di chi è interessato su questo tema e dell'Assessore - che credo l'abbia già data - verrà mantenuta questa direzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Per segnalare la soddisfazione. Siamo andati in emergenza rispetto alla comunicazione sul tema dei 177 forestali, ma poi la situazione si è recuperata attraverso la collaborazione di tutti; mi pare che qui si arrivi nella maniera giusta dando tranquillità e incontrando le persone. L'altra sera c'è stata una riunione importante con un bel numero di persone interessate all'argomento, che hanno potuto sentire anche la proposta di riforma e la progettualità che c'è dietro rispetto a questo settore. Il tema puntuale è stato risolto e qui credo che, prima ancora della norma, è importante avere le idee per risolvere i problemi e poi riuscire, attraverso i nostri dirigenti, a metterle in pratica.

Rispetto a questo argomento il Governo e la maggioranza hanno fatto un deciso passo in avanti. Si sta cominciando ad avere una visione del futuro organizzata, è stata presentata in V Commissione qualche giorno fa, e permetterà a tutti i gruppi politici di dire la propria in questo anno di organizzazione di un settore che ha la sua importanza per le persone che ci lavorano, per le famiglie che utilizzano questi servizi e per la visione del futuro della comunità, perché - come sappiamo - la nostra popolazione invecchia. Riuscire a ribaltare un messaggio e a dire che si sta investendo in questo settore credo sia un segnale importante che la maggioranza dà con questo bilancio. Avremo poi modo di dirlo nelle conclusioni, ma ci sembra un qualcosa di premiante riuscire in questo momento a dare anche una sicurezza, per il 2017, alle persone che comunque hanno un lavoro precario e sono in attesa di un concorso per stabilizzare il loro posto di lavoro, nonché a garantire anche una proiezione di sicurezza nella vita.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli; ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Giusto per apprezzare il percorso fatto in riferimento a questa questione, che ha portato ad una soluzione condivisa, la quale da una parte - come giustamente è già stato detto - garantisce il personale e dall'altra ugualmente va a mantenere la continuità assistenziale. Credo che sia un buon risultato di un lavoro condiviso.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - È importante che sui problemi che toccano direttamente le persone si arrivi a definire proposte unitarie e comuni, perché credo che tutti siamo convinti e dell'idea che i problemi della gente e di chi lavora siano problemi sui quali non ci si può dividere e non si può neppure fare battaglia politica.

Da parte del nostro gruppo c'è un'evidente soddisfazione su una questione che abbiamo condiviso e sulla quale c'è stato un buon dibattito. Oggi volevo solo aggiungere che la Società dei servizi trova anche un impiego e un utilizzo che davvero soddisfa, oltre le aspettative delle persone - perché in qualche modo garantisce la continuità assistenziale - anche le aspettative proprio di quest'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Borrello; ne ha facoltà.

Borrello (SA) - La tematica in oggetto era sicuramente importante e io penso sia stata affrontata in maniera seria. Ringrazio i proponenti dell'emendamento e l'Assessore Laurent Viérin per aver affrontato di petto questa tematica; ritengo sia un ottimo esempio di convergenza della volontà politica che cerca di risolvere i problemi amministrativi.

Presidente - Metto in votazione il subemendamento dell'Assessore Viérin Laurent. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

All'articolo 6bis c'è l'emendamento della Stella Alpina. Ha chiesto la parola il Consigliere Borrello; ne ha facoltà.

Borrello (SA) - L'emendamento che abbiamo portato all'attenzione dell'aula va ad incardinarsi all'interno della legge regionale n. 22/2010 che tratta dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale. Abbiamo voluto portare all'attenzione proprio la necessità di migliorare l'articolo 50 che va a definire le aree di contrattazione per quanto riguarda il personale dell'Amministrazione regionale, tenendo conto che vogliamo andare a meglio dettagliare e specificare le professionalità di alcuni settori tecnici, quali quelli rappresentati dal Corpo forestale della Valle d'Aosta e dal Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. Questo nell'ottica di dettagliare meglio le loro peculiarità, andando a riconoscere le loro diversità dal punto di vista della contrattazione, sempre - e questo lo voglio specificare - all'interno del comparto unico.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Ringrazio il collega per aver voluto rappresentare questo tema, che credo sia condiviso e rientri nella logica di un rapporto sindacale in qualche modo corretto, tenendo conto delle specificità. Penso sia un emendamento condiviso da tutti.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio il collega Borrello, è assolutamente condivisibile questa presentazione perché all'interno del comparto sappiamo che ci sono comunque delle peculiarità. Lo ritengo particolarmente importante, perché apre una strada ravvisata da più parti quando si è parlato delle norme dello Stato: il discorso del comparto sicurezza. Questo è sicuramente un primo approccio per sfruttare eventualmente alcune novità che potrebbero nascere a livello nazionale sul discorso del comparto sicurezza. È pertanto votabile e sicuramente condivisibile.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.

Nogara (UVP) - Non vorrei ripetermi, poiché hanno già detto i miei colleghi quanto si doveva dire. Ringrazio la Stella Alpina che è la firmataria di questo emendamento, un emendamento che sicuramente riconosce le peculiarità dei vari Corpi, soprattutto del Corpo forestale e dei Vigili del fuoco. Mi collego anche a quanto segnalato dal collega Gerandin: questa fase è molto importante.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Anche il gruppo ALPE è favorevole a questo emendamento presentato dal collega Borrello. Condividiamo il fatto che le caratteristiche particolari e le peculiarità di questi lavori - direi mestieri - vadano riconosciute. Il collega Gerandin lo ricordava: anche nell'ambito della sicurezza ci sono caratteristiche ma anche passaggi che credo vadano riconosciuti. Non entriamo nel dettaglio di questo, ma il nostro voto sarà favorevole.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Annuncio anch'io il mio voto favorevole su questo emendamento, perché va incontro a ciò che abbiamo sempre pensato rispetto alle risoluzioni di certi problemi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Restano; ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Anche noi per annunciare il nostro voto favorevole rispetto a questa iniziativa.

Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione l'emendamento di Stella Alpina sull'articolo 6bis. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 32

Favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

All'articolo 7 c'è l'emendamento n. 3 della II Commissione che sostituisce il comma 1. Lo diamo per illustrato e lo metto in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 24

Favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Metto in votazione l'articolo 7. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 31

Favorevoli: 24

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 7bis c'è l'emendamento n. 7 di ALPE e Gruppo Misto, subemendato dall'emendamento di maggioranza che viene distribuito ora. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Semplicemente per dire che si tiene conto dell'emendamento presentato e per dare una risposta leggermente inferiore a quella prospettata, che però va nella direzione auspicata: avere un'impostazione che tenga conto del rapporto che i Comuni hanno già con i lavori pubblici, degli investimenti fatti nei lavori pubblici, facendo presente che con questo noi solleciteremo i Comuni ad intervenire, perché poi li devono spendere questi soldi. Giustamente si faceva notare che tutti i Comuni, come sappiamo, hanno ancora situazioni a volte un po' difficili sugli investimenti. In tal modo andremo pertanto a vedere come i fondi verranno spesi e se verranno spesi per gli investimenti, come è negli auspici di questa proposta. Noi riteniamo che con questo ci sia la possibilità di fare interventi importanti nei Comuni, soprattutto bisogna riuscire a farli, non basta prevederlo. Per chi ha già dei progetti va benissimo, sennò occorre fare i progetti, approvare gli appalti, fare i lavori... ma credo che l'impegno di 3 milioni sia già molto significativo.

Con l'Assessore chiaramente vigileremo affinché gli interventi dei Comuni siano raccordati anche con la programmazione regionale, perché sotto questo aspetto c'è già tutta una serie di piani importanti che stanno andando avanti. Riteniamo pertanto significativo questo passo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio il Presidente per aver accettato la nostra proposta, seppur riducendola da 7 milioni a 3 milioni. È però un segnale importante, Presidente, questo è indubbio. Come lei ben si ricorda, nel passato in finanza locale c'erano risorse destinate in conto investimenti, mentre ultimamente non ci sono più riserve in conto investimenti, sono trasferimenti senza vincolo. Non c'è più una percentuale obbligata per gli investimenti, poi ognuno ne fa ciò che vuole, non è che uno è destinato alla spesa corrente, ma nel passato - se lo ricorderanno l'Assessore e il Presidente - c'erano risorse destinate esclusivamente ad investimenti con obbligo. Questo è dettato anche dal fatto che comunque ultimamente le risorse in disponibilità sono chiaramente diminuite, però questo è un segnale importante che sollecita le Amministrazioni - come giustamente ha detto lei, Presidente - nel senso che bisognerà capire quanto spendono ed entro quando spendono. Le solleciterà, saranno obbligate ad accollarsi almeno gli oneri di progettazione, che non è poco, perché in questo momento riteniamo sia molto più facile fare richiesta; una compartecipazione di questo genere era già nella nostra proposta, l'avete ripresa, per cui va in questo senso.

Sottolineo ancora, tra le altre cose, che con il discorso dell'eliminazione del patto di stabilità - sia per i Comuni che per la Regione - non ci sono più scuse per non spendere queste risorse. Questo secondo me è il messaggio che deve uscire da quest'aula, messaggio che è legato anche ad un'attenzione verso i cittadini, perché ci sono dei piccoli lavoretti che non hanno copertura, dato che le risorse sono quelle che sono; è un messaggio che a nostro parere va in aiuto degli artigiani e delle piccole imprese, quelle che in questo momento sono in grande sofferenza, che hanno avuto il più grande sacrificio in termini di lavoratori, i quali sono rimasti a casa grazie a questa crisi.

Voteremo sicuramente questo subemendamento, perché lo riteniamo un importantissimo segnale che va nella giusta direzione; soprattutto responsabilizza anche le Amministrazioni, e questo non è poco.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Se oggi possiamo discutere nel merito è grazie alla discussione che abbiamo affrontato in quest'aula ieri mattina, e quindi adesso entriamo nel merito sulle proposte che abbiamo avanzato qualche giorno fa come gruppo ALPE, insieme al collega Gerandin. Siamo a conoscenza tutti che, probabilmente per mille ragioni, la categoria più in difficoltà sia sicuramente il mondo edilizio, la piccola e media impresa, perché le grandi imprese più strutturate giocano la partita anche su altri interventi a livello più allargato.

L'obiettivo di questa nostra proposta è duplice: dare una risposta immediata, mettere un taccone all'urgenza sapendo che non sarà la soluzione, ma è un primo taccone importante. Il messaggio principale è quindi la rapidità. Nello stesso tempo chiediamo uno sforzo ai Comuni: che siano loro - perché è importante, è il passaggio fondamentale, questo non sarà il piano della Regione ma dei Comuni, perché così com'è scritto dovranno essere loro - a presentare il progetto preliminare. Non so se dobbiamo specificarlo meglio, Presidente Rollandin, poi decidiamo, nessun problema. Se alcuni non sono interessati a presentare un progetto preliminare vuol dire che hanno altre esigenze, altre cose da fare, o magari non hanno lavori urgenti da eseguire. Secondo obiettivo per noi importante: saper spendere bene e subito le risorse, perché vuol dire utilizzare questi soldi e metterli in circolo nell'economia regionale del 2017. Terzo: se questo decolla - questo è il passaggio invece di natura politica che vorrei fare al Governo - aumentare e, a quel punto, rimettere della benzina su questa proposta che non c'entra nulla con i 12 milioni allocati sul fondo di inclusione dove c'è anche una parte di programmazione per il Comune. Non c'entra nulla, qui lo spirito è un altro, parte dal basso. Saremmo anche interessati a capire se i nostri Comuni hanno un interesse, che tipo di rapidità hanno. Non so se i sessanta giorni sono troppo stretti, ma non sarà lì la partita. L'obiettivo è questo: sarebbe bello che durante l'estate i lavori -dato che stiamo parlando di piccoli lavori (150 mila) - fossero cantierabili per il 2017. Penso che questo sia l'obiettivo per l'edilizia, per le imprese, per i Comuni e anche per i rapporti tra Comuni, Consiglio regionale e Regione. Questo è un po' lo spirito con cui noi abbiamo elaborato questa proposta.

Ci fa piacere che la maggioranza accolga questa nostra proposta, anche se non in toto, con la volontà che se questa è la strada non dico migliore, ma una delle soluzioni che può andare a ricreare un po' l'indotto, dando una duplice risposta alle imprese e alle necessità dei Comuni, penso che ci siano eventualmente le condizioni in assestamento per andare ad alimentare il fondo e, a quel punto, riaprire le potenzialità e le possibilità.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Anch'io volevo dire due parole su questo subemendamento che riprende l'emendamento presentato dai colleghi di ALPE e del Gruppo Misto. Quando ho letto l'emendamento dei colleghi l'ho supportato anch'io, perché mi sembrava un emendamento che andasse nella giusta direzione, e dalla discussione che c'è stata apprezzo che il subemendamento venga presentato oggi.

Sono d'accordo anche con lei, Presidente, rispetto al fatto che i Comuni a volte si lamentano di alcune cose, ma poi, quando andiamo a metterli su un banco di prova, magari non tutti riescono a superarla. Sarà quindi mia cura controllare che, insieme agli altri colleghi, effettivamente facciano ciò che possono fare con questo articolo: mettiamo 3 milioni, diamo a loro il boccino in mano per poter fare determinate cose; spero che non ce ne facciano pentire, che spendano tutti e 3 i milioni e non ne lascino ad esempio 2, perché la cosa sarebbe un fallimento dal punto di vista tecnico, sia nostro ma soprattutto loro. Spesso siamo stati accusati come Consiglio - parlo per tutti - del fatto che ci curiamo poco di determinate cose e che magari ne vengono fatte di poco corrette rispetto ai Comuni, però bisogna anche dire ai cittadini che devono controllare le istituzioni più prossime a loro, cioè cosa fa un Comune, perché spesso si scaricano sull'Amministrazione cose che invece dovrebbe fare il Comune che sta lì. È un po' il caso delle Unités di cui parlavamo prima. Questo senza voler appoggiare il Governo, è una questione proprio di metodo che non ha nulla a che vedere con le posizioni. Se uno si lamenta di qualcosa, gli si dà lo strumento, ma se poi non lo usa allora bisogna trarne le giuste conseguenze sui ragionamenti che vengono fatti. Ben vengano i 3 milioni anche se i colleghi ne avevano chiesti 7, forse voi avete ritenuto più opportuno scendere a 3, ma non è importante il valore. L'importante è che passino due messaggi, come ha detto il collega: il primo è che facciamo fare una prova ai Comuni, il secondo che utilizziamo risorse importanti per dare delle risposte.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marco Viérin; ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Come movimento Stella Alpina condividiamo l'idea. Secondo me è importante, proprio per le motivazioni addotte anche dai colleghi, poiché va verso un sostegno ai Comuni, ma soprattutto anche all'edilizia. Il tema vero è se si riuscirà a far ripartire, e quindi dovremo fare - come abbiamo discusso per altre questioni - una verifica su questo aspetto, da qui a qualche mese, per capire se questa misura riesce a partire o se queste risorse rimangono ferme sul bilancio della Regione.

Io direi che l'unica cosa, oltre a quella di vedere se funzionerà, sarà certamente quella di fare dei ragionamenti anche ad integrazione, perché le cose che potrebbero funzionare devono avere una via prioritaria nel prossimo futuro. Direi anche che dovremmo ragionare per privilegiare alcune tipologie di intervento. Butto alcune ipotesi, quali: privilegiare la sicurezza e soprattutto gli interventi di manutenzione straordinaria, quindi di recupero, perché credo che, oltre ad attuare i due principi di sostegno all'edilizia e di aiuto ai Comuni, dobbiamo attuarne anche un terzo, che è quello di mettere mano alle cose brutte o a quelle in disuso all'interno dei Comuni, prima di costruire cose nuove. Credo che questo ragionamento si dovrà fare, lo vedremo.

Noi, come Stella Alpina, riteniamo che si debba privilegiare la sicurezza e le manutenzioni straordinarie per dare anche un terzo contributo al decoro e all'ambiente dei nostri Comuni.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Restano; ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Io penso che non vi saranno problemi per individuare gli ambiti dove applicare e impegnare questi fondi. Le esigenze sono numerose - è quanto sollecitava prima il collega Viérin - e le manutenzioni straordinarie di questi ultimi periodi abbondano all'interno dei Comuni, soprattutto in quelli più piccoli dove vi sono notevoli difficoltà economiche nelle spese di ordinaria e straordinaria manutenzione. Mi soffermerei però sul messaggio che abbiamo dato o che daremo approvando questa proposta: un messaggio di sensibilità verso i Comuni, verso le piccole imprese e verso le esigenze della popolazione. Andiamo quindi ad incidere su tre fasce distinte che hanno le stesse necessità ed esigenze. È anche un messaggio di fiducia verso i Comuni, verso la volontà di applicarsi e di dare risposte concrete. In ultimo responsabilizziamo gli Enti locali, che comunque sono la forza trainante di questa Regione.

Noi voteremo con forza e con convinzione questa proposta.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Direi che è intanto un bel segnale della politica, per tanti aspetti: c'è una proposta dell'opposizione che viene accolta perché è una buona idea ed un'attenzione della maggioranza a superare un principio politico che si era dato.

Questo investimento vale per le risorse dalle riserve della CVA; i gruppi di maggioranza avevano deciso di lasciare integre queste risorse fino all'approvazione di un programma strategico, però oggi si valuta positivamente l'idea e per ora se ne riduce l'importo, anche per vederne gli effetti. È un tentativo che riprende una proposta già fatta dall'opposizione: i colleghi dell'opposizione se lo ricordano il tentativo di stimolare direttamente i Comuni, al di fuori dei canali dell'Amministrazione, a fare operazioni di investimento e, allo stesso tempo, di stimolare chi di questi investimenti può beneficiare. L'importante è ora fare attenzione a non inventarci procedure che vanno poi ad inficiare il ritorno economico di questa operazione che - come è stato ben detto da chi l'ha presentata - deve essere diretta al nostro sistema fatto di piccole imprese che possono, attraverso queste prime risorse, trovare degli investimenti. È quindi un'idea positiva, è positivo il fatto che ci sia stata la capacità di ascoltare e di emendare la proposta, anche finalizzandola sotto l'aspetto tecnico. Questa mi pare anche la strada per provare a dare risposte un po' alla volta in altri settori.

Rimane l'idea dei gruppi di maggioranza, quella che dobbiamo fare attenzione a non pensare che, attraverso gli utili di CVA, si possano dare risposte parziali ad ogni settore. Noi dobbiamo ragionare bene tutti insieme con voi, gruppi di opposizione, a far sì che lo sviluppo economico trovi canali di investimento come questi, che l'accessibilità trovi una risorsa anche più importante sicuramente, però non abbiamo neanche pensare che CVA possa sostituirsi per ogni settore: va sostituita quando ci sono buone idee come queste. Non possiamo che valutarla positivamente e provare a vederne l'applicazione, per capire anche durante l'anno quali potranno essere le difficoltà ed eventualmente, sempre durante l'anno, implementare questo primo iniziale fondo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - L'emendamento di ALPE e del Gruppo Misto era di assoluto buon senso nella sostanza, quindi la maggioranza ha ritenuto di accettarlo con un ovvio ritocco delle cifre, compatibilmente anche alla sostenibilità finanziaria, che comunque rimangono cifre importanti per le Comunità locali. Sicuramente questo emendamento servirà a responsabilizzarle, siamo consapevoli che questa risposta immediata - come l'ha giustamente definita il collega Chatrian - serva a responsabilizzare i Comuni rilanciando un settore importante come quello dell'edilizia, un impegno di attenzione già molto ben rappresentato nel Defr. Noi avevamo già evidenziato, in fase di presentazione delle nostre relazioni, l'attenzione che la maggioranza avrebbe prestato poi in fase concreta al settore dell'edilizia, e oggi, anche con questo emendamento, suggerito assolutamente dai gruppi di minoranza che ringrazio personalmente, cerchiamo di dimostrare che le parole scritte vadano successivamente concretizzate in fatti.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Baccega; ne ha facoltà.

Baccega (SA) - A conclusione di questo importante confronto/dibattito su questo emendamento non posso che ringraziare i proponenti, perché ci invitano ancora una volta a sostenere ulteriormente - perché questo il piano lavori lo prevedeva già - i Comuni per gli interventi di minor entità; interventi che sono sicuramente appannaggio dei Comuni, ma che vanno a sostenere quelle piccole e medie imprese che giustamente hanno le problematiche da noi evidenziate.

L'Assessore Perron nella sua relazione aveva sottolineato il piano di interventi legato all'inclusione sociale, dove l'anno scorso sono stati spesi quasi 4 milioni nell'arco di un anno. Voglio anche segnalare la legge n. 26 che nel 2017 vedrà sedici interventi in sedici Comuni differenti, dove anche lì nell'arco di un anno e mezzo i lavori vengono fatti. Pertanto l'efficacia di questa sfida che lei, Consigliere Chatrian, ha chiamato il "piano dei Comuni", è proprio nella perentorietà in cui si va ad operare e a sviluppare i lavori.

Io auspico vivamente che i Comuni raccolgano questa sfida e che siano in grado magari di avere qualche progettazione nel cassetto per dare il via subito agli interventi. Questo credo sia un buon risultato per tutto il Consiglio, per tutti i colleghi e tutti i gruppi che sono intervenuti a favore di questo importante provvedimento.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - In dichiarazione di voto due considerazioni: una di natura politica, l'altra invece tecnica. Dal punto di vista politico, indubbiamente lo spirito e gli obiettivi di questa proposta sono diversi rispetto a quello che c'è ad oggi a livello di finanziamenti per i Comuni. Lo dicevo prima: noi speriamo che ci siano settantaquattro proposte nel giro dei prossimi tre o quattro mesi a seguito della delibera che indicherà i criteri, perché le necessità devono partire dal territorio, e nello stesso tempo - come dicevamo - è troppo importante che vi sia comunque un percorso rapido, chiaro, semplice, ma che siano i Comuni a tenere in mano non solo l'iter bensì l'idea, la partenza. Quasi che la Regione, se funzionerà questa proposta, assuma la funzione del coordinatore, perché - questo è il nostro auspicio - dal basso ci sia veramente una spinta in base alla loro necessità: chi per un lavoro magari più piccolo o più semplice, perché in quel momento sia l'Ufficio tecnico piuttosto che la Giunta o il Consiglio comunale a decidere che per adesso si fa quella piccola proposta e invece il Comune, che non dico sia più strutturato e ha un'altra necessità, arriva - come avete visto - alla soglia dei 150 mila euro. Stiamo parlando comunque di lavori piccoli.

L'altra considerazione invece che vorrei fare è di natura amministrativa, ma non ci avrebbe comunque permesso di affrontare questa proposta. Non è che c'è la proposta della maggioranza o dell'opposizione, una buona e l'altra è cattiva, perché non penso sia quella la divisione da fare e oltretutto non ci interessa, però questo ci apre un fronte importante politicamente, al di là degli emendamenti che affronteremo tra qualche minuto e tra qualche ora con la copertura finanziaria. Io penso, anche per i cittadini e gli amministratori che ci stanno ascoltando, per le persone che sono interessate non solo all'amministrazione ma alla politica, che tocchi a noi renderli partecipi, far capire che qui non c'è il buono o il cattivo, qui ci sono possibilità diverse per raggiungere degli obiettivi. Non so se mi sono spiegato. Ci sono percorsi diversi o soluzioni o proposte diverse per raggiungere gli obiettivi, soprattutto su certi settori che sono più in difficoltà, partendo dal presupposto che questo non invertirà probabilmente la rotta, ma qui ci sono diversi elementi che potrebbero essere interessanti, anche di crescita nei singoli Comuni. Tanti di noi hanno fatto i Sindaci dei Comuni o gli amministratori locali e penso che questo sia un passaggio anche un po' culturale, lo auspichiamo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio ancora per aver voluto comunque accettare questo emendamento, pur con misure ridotte; è importante il messaggio e lo accogliamo ringraziando comunque la maggioranza per aver colto l'occasione.

Volevo solo ed esclusivamente tranquillizzare alcuni Consiglieri che sono intervenuti prima che hanno detto: non costruiamo, non facciamo interventi nuovi. Qua si è detto che queste risorse vanno usate in conto investimenti. Ricordo che alla voce investimenti ci sono le ristrutturazioni e le manutenzioni straordinarie, per cui non si pongono limiti all'utilizzo. Questo per dire che non c'è nessun alibi al non utilizzo di queste risorse. Vorrei che questo messaggio uscisse fuori chiaro. Non è necessario avere un nuovo progetto, può essere benissimo una manutenzione straordinaria, può essere una ristrutturazione, l'importante è che non si perda questa occasione, perché è la piccola impresa, è l'artigiano che chiede veramente di dare un segnale diverso.

Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione il subemendamento della maggioranza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

All'articolo 7bis c'è l'emendamento n. 1 dell'Assessore Perron che diamo per illustrato. Non ci sono richieste di intervento, pertanto lo metto in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

All'articolo 8 c'è l'emendamento n. 2 dell'Assessore Perron e l'emendamento n. 1 del collega Guichardaz. Ha chiesto la parola l'Assessore Perron; ne ha facoltà.

Perron (UV) - Se posso, oltre all'emendamento n. 2, illustrerei anche l'emendamento n. 3. Sono due modificazioni tecniche che tendono ad eliminare dei refusi nel testo del disegno di legge, nel senso che dal confronto tra le somme stanziate in bilancio e le autorizzazioni disposte dalla legge di stabilità sono state evidenziate delle discordanze che si correggono con questi emendamenti.

Presidente - Il subemendamento del collega Guichardaz fa riferimento al suo stesso emendamento n. 1, ma adesso siamo in discussione sull'emendamento n. 2 dell'Assessore Perron, al comma 2. Non ci sono richieste di intervento, quindi lo metto in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 25

Favorevoli: 25

Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Ora vi è l'emendamento n. 1 del collega Guichardaz, subemendato. Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Con questo subemendamento, concordato con l'Assessore Viérin, sostituiamo il precedente che abrogava il comma 6 dell'articolo 8. Con questa riscrittura si prevede la possibilità, in aggiunta o in sostituzione a personale Usl, che ad effettuare le verifiche sui presidi sanitari di primo soccorso possano essere anche le singole organizzazioni di volontariato territorialmente competenti. In buona sostanza, nel controllo e verifica dei presidi, potranno intervenire a supporto dell'Usl anche le organizzazioni di volontariato territoriali, naturalmente previa mappatura e monitoraggio delle risorse presenti e delle disponibilità in capo alle singole organizzazioni di volontariato. Tale modifica alla legge n. 13/2014 (la finanziaria) si è resa necessaria per una presunta difficoltà da parte dell'Usl di adempiere al compito assegnatogli dalla legge. Siccome fui io presentatore di quella modifica legislativa, sarà mio scrupolo chiedere le motivazioni per valutare anche le responsabilità per il mancato adempimento o il completo adempimento di quella norma di legge.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Ho cercato di mettere insieme le tre proposte. La prima, l'originale, quella riferita al comma 6 dell'articolo 8, era la proposta del collega che noi avevamo sul tavolo ed era quella che prevedeva di azzerarlo, di sopprimerlo. Noi come gruppo torneremo sulla prima, quella che avete scaricato come Giunta, perché ci sembra molto chiara sia dal punto di vista legislativo che dal punto di vista politico, entrambe vanno nella stessa direzione da noi auspicata, la condividiamo.

Non so cosa voi ne pensiate, ma noi sosterremo quella che voi avete scaricato come Governo, perché ci sembra chiara e che vada nella direzione più volte auspicata in quest'aula durante le discussioni tra il personale già assunto, avvalendosi anche delle organizzazioni di volontariato.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ho provato a capire eventualmente qual è la ratio di questo primo emendamento e poi del subemendamento. Di certo io penso che nel sistema valdostano il volontariato è un cardine, è un punto fermo per quello che riguarda la garanzia della qualità del servizio, del presidio del territorio. Immaginiamoci solo i volontari del soccorso: sono una realtà invidiabile per la Valle d'Aosta.

Sinceramente mi piace molto di più il testo originario della legge, per cui chiederei al collega Guichardaz di ritirare oltre che l'emendamento anche il subemendamento, perché in questo momento quello non serve alla Valle d'Aosta è andare ancora a dividere un settore che è il fiore all'occhiello. Penso che il discorso del volontariato in Valle sia uno dei capisaldi per il livello e il mantenimento del servizio in generale; poi possiamo anche uscire fuori dall'ambito dell'azienda sanitaria, possono esserlo i Vigili volontari e tutto quello che è il presidio del territorio, ma non andiamo ad intaccare un principio che è un valore aggiunto per la Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Sono assolutamente condivisibili gli interventi dei colleghi, ma è proprio il motivo per cui ho presentato un subemendamento per emendare, quindi per cancellare l'emendamento con il quale sopprimevo. Semplicemente questo emendamento individua, in alternativa anche all'Usl, una forma di collaborazione, perché prima non era chiaro come era scritto: sembrava che fosse solo ed esclusivamente deputato alle organizzazioni di volontariato. Comunque con questo emendamento si coinvolgono tutte le organizzazioni di volontariato del settore, proprio di volontariato di soccorso del territorio, quindi è anche un modo per estendere e per coinvolgere tutte le organizzazioni territoriali in questo compito, che peraltro è molto capillare e che, a mio modesto parere, potrà anche responsabilizzare e creare - come è stato detto giustamente dai colleghi - una forma di collaborazione, come d'altronde era prima. Probabilmente il fatto che siano arrivati così simultaneamente non ha fatto capire la ratio, ma abbiamo ragionato tra noi e quindi il subemendamento va in quella direzione.

Presidente - Non ci sono interventi, metto in votazione il subemendamento. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 6 (Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)

Il Consiglio approva.

Metto in votazione l'articolo 8 con gli emendamenti approvati. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti : 32

Favorevoli: 26

Contrari: 6

Il Consiglio approva.

All'articolo 9 c'è l'emendamento 6 del Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Fornisco un'annotazione tecnica: al comma 3 di questo articolo si fa riferimento alla legge n. 16/2006, invece dovrebbe essere la n. 16/2016. Ora non so se volete fare delle modifiche in tal senso.

Per quanto riguarda invece l'emendamento, il comma 4 in particolare in questo caso dice: "la Giunta regionale stabilisce con propria deliberazione la tariffa da richiedere all'utenza per la prestazione della visita sanitaria"; io ho aggiunto "previo parere della Commissione consiliare competente" per avere, anche qui, la possibilità di vedere in Commissione, prima che venga portato in Giunta, quello che viene stabilito.

Presidente - Non ci sono richieste di intervento. Metto in votazione l'emendamento n. 6 del Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti : 31

Favorevoli: 7

Contrari: 24

Il Consiglio non approva.

Metto in votazione l'articolo 9 nella sua interezza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 9bis c'è l'emendamento n. 7 del Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - L'articolo 9bis aggiunge sostanzialmente delle disposizioni per il personale della scuola. Prevede sostanzialmente che vengano riaperte le graduatorie e, all'interno di queste, di mettere i docenti già inseriti nelle graduatorie regionali in vigore per l'anno scolastico 2015/2016, i docenti abilitati all'insegnamento vincitori o idonei a seguito di un concorso per gli esami bandito dalla Soprintendenza agli studi della Regione, e via via una serie di altri docenti. Prevede anche che, a decorrere dall'anno scolastico 2017/2018, nelle nuove graduatorie regionali siano inseriti i docenti iscritti nelle graduatorie dell'istituto del 1 settembre 2016 che abbiano maturato tre anni di servizio nelle scuole statali o a carattere statale o nelle scuole paritarie, in possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 o titolo di studio sperimentale dichiarato equivalente. Questa norma viene ripresa pari pari dalle norme di Bolzano. Questo è praticamente l'emendamento proposto in questo momento.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini; ne ha facoltà.

Rini (UV) - Sorrido perché con la collega Certan ne abbiamo parlato diverse volte. Certo che nel contenuto ha scritto delle previsioni che ci potrebbero anche trovare totalmente d'accordo; peccato che però siano illegittime, poiché lo stato giuridico degli insegnanti, come più volte abbiamo detto in quest'aula, è competenza esclusiva statale. Abbiamo detto tante volte che a Bolzano lo stato giuridico degli insegnanti è competenza regionale. C'è un dibattito aperto sulla regionalizzazione del corpo docenti, ma io non credo sia questa la sede per entrare nel merito, anche perché sa meglio di me come le posizioni degli insegnanti siano diverse in questo.

Non possiamo ovviamente accogliere questo tipo di emendamento, nemmeno da un punto di vista tecnico, poiché non presenta il fondamento giuridico per portarlo avanti.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Assessore, si metta d'accordo con Gentiloni, con il nuovo Ministro, faccia quello che deve fare, vada alla Conferenza Stato-Regioni, si inventi ciò che preferisce, purché arriviamo a ciò che è stato fatto a Bolzano. Magari giuridicamente è come dice lei, ma ho dei dubbi, perché avete fatto un accordo firmato quando poi avete approvato in quest'aula la "Buona scuola" e avete fatto delle scelte che, di fatto, hanno precarizzato e non hanno risolto il problema dei precari in Valle.

La invito pertanto - e questo è un ulteriore invito, questo è quanto possiamo fare noi - a lavorare in tal senso, perché altrimenti ci sono professori, persone che hanno lavorato per anni e sono rimaste a spasso, nonostante abbiano fatto concorsi che in molti non hanno superato.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Questo è un emendamento che sicuramente potremmo definire di buon senso, perché in effetti va ad elencare tutta una serie di categorie del mondo scolastico che avrebbero bisogno di un inquadramento giuridico dal punto di vista dell'organico, perché hanno i titoli, hanno i requisiti, hanno tutto. Non ho guardato nel dettaglio, ma in alcuni punti si vede benissimo che sono docenti abilitati che sono stati esclusi anche solo per una mera questione temporanea: per il diploma conseguito prima o dopo una certa data. È quindi un emendamento di buon senso, come tutte le proposte che abbiamo presentato nel corso dell'anno. C siamo sempre sentiti rispondere che in merito all'ordinamento giuridico degli insegnanti - ed è vero, in effetti - abbiamo una situazione giuridica diversa da quella delle Province di Trento e di Bolzano, non possiamo non riconoscerlo. È anche però vero, Assessore Rini, quando lei parla di dibattito aperto sulla regionalizzazione, che l'abbiamo aperto con un'iniziativa - mi pare fosse partita allora dall'UVP, non so più in che momento dell'anno, se prima o dopo l'entrata in maggioranza - questo era stato proposto e, a quanto ci risulta, il dibattito non è mai stato portato avanti. Lei dice di sì, ma noi Consiglieri, che comunque avevamo dato la disponibilità a ragionare attorno ad un tavolo, non siamo mai stati convocati a questo tavolo.

Qualsiasi iniziativa e qualsiasi proposta voi stiate facendo per ora non ha avuto il coinvolgimento di tutto il Consiglio regionale. Credo che almeno in Commissione dovreste presentare quali sono le proposte. Poi, una volta aperto il dibattito e in effetti iniziato a fare dei ragionamenti, sicuramente su questo ci saranno molte posizioni diverse. Assessore Rini, io credo che non sia tanto il caso di andare a contrattare con la nuova Ministra o il nuovo Presidente del Consiglio, quanto piuttosto di valutare ad esempio attraverso un concorso particolare chi ha certi requisiti, perché il concorso che sta terminando o è appena terminato ha comunque dato dei risultati che sono altro che luci ed ombre! Se si vanno a vedere i risultati di questi concorsi lasciano alquanto a desiderare e la situazione lavorativa è comunque a mio avviso da sistemare.

Noi sosterremo il principio di questo emendamento, pur rendendoci conto che è chiaro che abbiamo un ordinamento diverso da quello di Trento e di Bolzano; potrebbe essere interessante aprire un dibattito su questo, un dibattito serio però.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Assessore, mi pare che con il suo intervento lei metta in discussione un po' la legittimità di questa richiesta. Tenuto conto che almeno io personalmente non sono molto a conoscenza di che principio di legittimità andiamo a violare, le chiederei gentilmente se può darci qualche informazione e qualche elemento in più, perché quello che vorremmo evitare sicuramente è che l'aula debba esprimersi su un'illegittimità di questo genere.

Presidente - Mettiamo in votazione l'articolo 9bis corrispondente all'emendamento n. 7 del Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 7

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

All'articolo 10 c'è l'emendamento n. 3 dell'Assessore Perron, già illustrato. Metto in votazione l'articolo 10 con l'emendamento. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

All'articolo 10bis c'è l'emendamento n. 2 dei colleghi Guichardaz, Fontana, Lanièce e Fosson. Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questo emendamento, sottoscritto congiuntamente con i colleghi Fosson, Lanièce e Fontana, prevede la costituzione di un gruppo di lavoro che elabori entro sei mesi un sistema di coefficienti che prendano in considerazione, in modo più dettagliato rispetto ai sistemi attualmente in uso, quindi l'Isee e gli altri sistemi, la situazione dei nuclei familiari che accedono ai servizi scolastici, sanitari, sociali e di altro genere, con particolare riferimento al carico familiare delle situazioni che appesantiscono l'economia familiare, ad esempio la presenza di coniugi e figli a carico, di persone con disabilità o non autosufficienti, le situazioni di monogenitorialità - potrei anche aggiungere la vedovanza, ma sarà poi il gruppo di lavoro a valutare ulteriori suggerimenti - i costi sostenuti per il mantenimento a scuola dei ragazzi, l'università, i figli neonati. Saranno poi valutate dal gruppo di lavoro anche eventuali altre attività necessarie ad un armonico sviluppo psicofisico dei bambini, dei ragazzi, ma non solo, abbiamo parlato dei disabili e delle persone non autosufficienti.

Questa attività si aggiunge ed integra i ragionamenti e gli sforzi che l'Assessorato della sanità sta già facendo per giungere alla misura unica per la famiglia; certo, è una sfida, bisognerà creare sicuramente un modello originale, ma esistono già esperienze locali che applicano coefficienti correttivi. Sono circa una quarantina i Comuni ad oggi che utilizzano quozienti, fattori e coefficienti, per esempio Cesena, Parma e altri Comuni sia del Nord che del Sud, direi anche con buoni risultati e non necessariamente con incrementi di spesa, perché questo coefficiente ridefinisce in alcuni casi anche le graduatorie di accesso, quindi è proprio una misura che va studiata in questo indirizzo. Sicuramente un'unica regia dei servizi sociosanitari assistenziali, così come è stata declinata nel documento di intenti firmato dall'Assessorato della sanità con le organizzazioni sindacali, servirà per migliorare e permetterà anche di migliorare il coordinamento.

Riguardo poi alla composizione del gruppo di lavoro, noi non abbiamo indicato nulla nel nostro emendamento. Sarebbe auspicabile, proprio per interessare tutte le professionalità e gli ambiti, che sia il più possibile trasversale tra Assessorati, quindi mi viene da pensare all'Assessorato della sanità, a quello dell'istruzione e delle attività produttive, vista la vastità dell'argomento, ma anche la possibilità che questo sia allargato alle rappresentanze sociali attraverso le organizzazioni sindacali, l'associazionismo, i forum e come suggerimento, come in altre realtà è oramai diventata una consuetudine, anche all'università. Per esempio in alcune Regioni, in Emilia-Romagna in particolare e in Veneto, questi coefficienti e questi studi vengono condotti proprio in tandem con le università.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

Fosson (PNV) - Solo per aggiungere due parole a quanto ben illustrato dal Consigliere Guichardaz. Se ormai è accettato da tutti l'utilizzo dell'Isee nello studio e nell'analisi di tutte le procedure rivolte alla società e ai contributi dati, sicuramente sono emerse negli ultimi anni, dopo i pronunciamenti della Corte costituzionale, alcune difficoltà e irregolarità nell'applicazione di questo indicatore, soprattutto per le fasce più deboli e per le famiglie numerose. Ecco che quindi proponiamo con questo emendamento lo studio per l'introduzione in alcuni settori, in modo sperimentale, di un altro indicatore su cui c'è anche lo studio di un gruppo di lavoro a livello ministeriale: un indicatore che, moltiplicato e aggiunto all'Isee, darebbe dei coefficienti più rispondenti alla reale situazione. È un emendamento che presentiamo in vari gruppi, anche dopo un lavoro fatto con le forze sociali, soprattutto con le forze di rappresentanza delle famiglie.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ringrazio i colleghi che hanno presentato l'emendamento; personalmente lo condivido, nel senso che l'avrei anche sottoscritto, su questo non c'è ombra di dubbio. Il fattore famiglia ha sempre più importanza nella vita, in quella che è l'organizzazione della famiglia. Per quanto riguarda il carico familiare e la relativa sua valenza dal punto di vista economico - che a volte non figura in quello che in questo momento è l'unico parametro di riferimento che abbiamo, l'Isee, perché qui ha poca incidenza in questo parametro - penso che sia un percorso assolutamente condivisibile il valutarlo nella sua possibile applicazione. È chiaro che ogni provvedimento è riferito al costo di un servizio: se c'è qualcuno che paga meno c'è qualcuno che paga di più. Pertanto occorrerà fare molta attenzione ad introdurre tanti fattori, perché poi alla fine potrebbero magari mettere in discussione la partecipazione al servizio di coloro che già in questo momento pagano magari le quote più alte. Penso che la considerazione vada fatta in questo senso, tenendo sicuramente conto del fattore famiglia.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin; ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Per dire che l'emendamento non solo va bene, ma si inserisce - come ricordava il collega Guichardaz - nelle azioni che stiamo mettendo in campo per arrivare alla realizzazione del punto che fa parte del programma di legislatura.

Al di là di lavorare al nuovo modello di welfare in merito alla revisione della legge famiglia anche in senso moderno e anche a seguito delle evoluzioni a livello di società e di presa di coscienza, il gruppo interistituzionale-interassessorile si è già riunito per arrivare alla creazione di questa famosa "misura unica di sostegno alla famiglia". Prima di arrivare a tale misura occorre però andare nel dettaglio e in concertazione non solo con le istituzioni e la parte sociale della nostra comunità, ma anche direttamente con tutta la codificazione oggi esistente: dal piano di zona fino all'associazione delle famiglie e degli Enti locali. Bisogna quindi riuscire a fare un pre-triage di tutto ciò che oggi esiste già in termini di aiuti per studiare un unico modo di sostegno, i modelli come il voucher famiglia, perché spesso la famiglia è sempre quella: ha i bimbi all'asilo nido, ha i disabili, magari ha gli psichiatrici e ha anche gli anziani, con un modello che alla fine potrebbe differenziare la presa in carico, soprattutto il quantum per ogni possibilità o difficoltà che una famiglia deve affrontare, riuscire a sfumare quello che è poi un contenitore unico e un unico aiuto, salvo poi dare la possibilità alla famiglia di andare in priorità dandosi delle priorità. Tutto ciò che oggi esiste, dal bon chauffage alla cancelleria, passando dalle badanti o all'accompagnamento, per non dimenticare tutti gli altri settori, sono tutti aiuti che oggi vanno razionalizzati e uniti per riuscire ad essere efficaci e rilanciare l'istituto della famiglia nel quale crediamo, che oggi è alla base, dopo l'individuo - come ricordava Émile Chanoux - della nostra comunità: l'individu et la famille, dopodiché c'erano le parti istituzionali, la Commune e via dicendo.

Ringrazio quindi per questo contributo, e che si inizi a lavorare effettivamente attraverso un gruppo di lavoro che possa essere d'aiuto, soprattutto per realizzare questa questione.

Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto pertanto in votazione l'articolo 10bis comprensivo dell'emendamento n. 2 dei colleghi Guichardaz, Fontana, Lanièce e Fosson. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti : 33

Favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Credo che possiamo chiudere i lavori mattutini.

Chiedo soltanto un attimo di attenzione, poiché è pervenuta durante la mattinata una notizia: nella serata di ieri, all'età di novantuno anni, è mancato Giuseppe Maquignaz, Consigliere regionale per tre legislature dal 1963 al 1978, geometra imprenditore; è stato eletto nelle fila della Democrazia Cristiana nella IV e nella V legislatura, ha ricoperto la carica di Assessore all'agricoltura e foreste ed è stato poi rieletto nel 1973 con i Democratici popolari. A nome del Consiglio regionale, e mio personale, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia.

Detto questo, i lavori mattutini terminano e, come concordato dall'Assemblea, riprenderanno alle ore 14:30.

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La seduta termina alle ore 13:00.