Objet du Conseil n. 2518 du 14 décembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2518/XIV - Continuazione della trattazione congiunta dei disegni di legge n. 96 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019) e n. 97 (Bilancio di previsione per il triennio 2017/2019). (Approvazione di quindici ordini del giorno. Ritiro di un ordine del giorno)
Rosset (Presidente) - Con 31 Consiglieri presenti possiamo proseguire i lavori. Ordine del giorno n. 6, presentato da ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - È un ordine del giorno molto semplice e tra le altre cose l'impegno l'avevamo anche condiviso con tutte le forze quando abbiamo discusso la legge sulla Buona scuola il 28 luglio 2016. Lo riportiamo all'attenzione, perché riteniamo che sia fondamentale avere per il prossimo anno scolastico un piano di assunzioni del personale docente aggiornato e direi finalmente un piano di assunzioni. Su questo il dibattito è stato già fatto ampiamente a luglio, ci sono i resoconti che sicuramente sono attuali, crediamo però che per il prossimo anno scolastico sia importante, prima di poter fare altri tipi di valutazioni, avere un piano di assunzioni nella scuola che le forze sindacali da diversi anni chiedono.
Chiediamo nel secondo impegno, che era già quanto era stato condiviso, che venga fatta una valutazione per "introdurre, a partire dal prossimo anno scolastico 2017-2018, un contingente di risorse di potenziamento delle competenze tecnologiche, informatiche degli studenti della scuola secondaria di primo grado" e attivare con l'Università una collaborazione, "un tirocinio formativo attivo sul sostegno, a condizioni economiche favorevoli, per dare risposte e alternative sul piano occupazionale al personale docente".
Avevamo messo allora come data l'autunno 2016, capisco anche che, per tutta una serie di motivazioni, ad inizio anno scolastico sia anche difficile riuscire a predisporre quello. Crediamo che il mese di gennaio possa essere un momento importante, anche perché in quel periodo scadono anche le iscrizioni ed è possibile fare delle valutazioni per un piano un po' più serio e approfondito.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.
Rini (UV) - Torniamo su un tema che abbiamo dibattuto diverse volte in quest'aula, un tema che peraltro ci trova allineati sugli obiettivi, sulla ratio, che sicuramente, collega, l'ha portata a presentare quest'ordine del giorno.
Mi preme fare alcune precisazioni: innanzitutto per quanto riguarda la richiesta di predisporre un piano di assunzioni. Non torno ancora una volta sulla differenza che c'è tra la situazione valdostana e quella presente sul resto del territorio, data da una diversa allocazione delle risorse negli anni che è stata fatta e che quindi ha portato sicuramente una situazione molto diversa rispetto alla situazione presente sul territorio nazionale. Mi preme però fare una brevissima premessa di ordine tecnico, ricordando che il fabbisogno del personale docente, proprio per l'anno scolastico 2017-2018, sarà soddisfatto innanzitutto con le assunzioni a ruolo dei vincitori del concorso, che si è svolto proprio quest'anno. Inoltre, a decorrere dal prossimo anno scolastico saranno assegnati quei famosi - perché dibattuti più volte - 36 nuovi posti alle scuole superiori con conseguente quindi svuotamento delle GAE. Questo noi crediamo che sia un grande risultato, così come le assunzioni che sono state fatte in quest'anno, le immissioni a ruolo che sono state fatte quest'anno.
Proprio sul piano di assunzioni mi sembra un termine che non rispecchia correttamente quello che si intende fare, un percorso che abbiamo avviato è un percorso serio, che abbiamo avviato proprio con le forze sindacali, negli ultimi mesi ci sono stati diversi incontri, nell'ultimo dei quali abbiamo parlato non solo del recepimento degli adattamenti, quindi di come provare a coinvolgere anche tutti gli insegnanti dopo che è passato ormai qualche mese, proprio per cercare di captare i suggerimenti da chi quotidianamente si trova a confrontarsi con le novità introdotte dagli adattamenti stessi. In questa occasione ci siamo presi anche l'impegno di rivederci al più presto proprio per trovare più che un piano di assunzioni parlerei di un patto tra le parti, dove andiamo a stabilire quali saranno i criteri e soprattutto dare quelle certezze, quelle stabilità di continuare sulla strada portata avanti negli ultimi anni proprio nel settore scolastico occupazionale della Valle d'Aosta. Devo dire che c'è stato un ottimo riscontro da parte delle forze sindacali, quindi io mi prendo l'impegno...l'avevamo già fatto, forse con sfumature meno precise, quindi meno nitide, quindi credo che questa sia una buona occasione, le sedute ovviamente rimangono agli atti...l'impegno che ci assumiamo - poi è un impegno formale che prendiamo - è al più presto di poter portare a conclusione questo iter di contrattazione con le parti sindacali per mettere proprio nero su bianco quello che sarà il percorso occupazionale nella nostra Regione.
Per quanto riguarda il secondo punto, le istituzioni scolastiche in realtà si stanno già adoperando nell'ambito della loro autonomia interna funzionale per potenziare proprio le competenze informatiche degli studenti. A decorrere da quest'anno, come già avviene per le competenze linguistiche, le istituzioni scolastiche riceveranno - e questa è una novità - un apposito finanziamento per sottoporre agli studenti le certificazioni informatiche riconosciute, quale, ad esempio, la patente europea del computer. All'interno di tutto questo progetto andranno a trovare anche la giusta collocazione quei soggetti di cui abbiamo parlato anche durante la discussione della legge Buona scuola, abbiamo avuto modo anche di ricordarlo durante l'ultima audizione, anche se in realtà parlavamo di bilancio, ma è stata un'ottima occasione per tornare anche su questo punto, quei soggetti che ricoprivano il ruolo di docenti di tecnologia. All'interno di questo potenziamento delle competenze informatiche quindi intendiamo portare avanti quel percorso, ci eravamo presi il preciso impegno proprio durante l'approvazione della legge di recepimento della Buona scuola.
Infine sul terzo punto, anche qui è in corso con l'Università della Valle d'Aosta un fitto carteggio per l'individuazione del fabbisogno dei posti sul sostegno, ai fini proprio di un tirocinio formativo attivo. Sulla base delle stime effettuate dagli uffici sul fabbisogno, si richiederà l'attivazione immediata del TFA alle condizioni - anche qui non riapro tutta la discussione perché la conosciamo bene - che andremo a chiedere sul pregresso proprio di questa situazione, quindi ovviamente farà fede quello che abbiamo già detto più volte che andremo a fare. Si richiederà quindi l'attivazione di un TFA per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado. Nei prossimi giorni trasmetteremo quindi all'Università il fabbisogno esatto e puntuale dei posti.
Noi quindi ci asteniamo su quest'ordine del giorno perché ovviamente non possiamo garantire una tempistica così breve. Non so se è certo, non certo, ma credo che, quando diamo la parola, dobbiamo essere certi poi di quello che facciamo. È un percorso che stiamo già portando avanti, a dire la verità sul patto tra la Soprintendenza, le forze sindacali, che rappresentano a pieno titolo i lavoratori, è in corso già un dibattito proficuo, quindi io mi sento di riconfermarle in questa sede la totale volontà di andare in questa direzione per il bene unico ed esclusivo del mondo della scuola tutta, quindi riconfermando la piena volontà di ciò che le ho detto, ci asteniamo.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Assessore Rini, io ogni tanto sono in imbarazzo a rispondere, perché io apprezzo tutti gli impegni che ha preso, il 28 luglio 2016 avevamo lo stesso ordine del giorno, la stessa risoluzione, ho qua i documenti, meno male che abbiamo tutto registrato, tutto documentato, perché ogni tanto dobbiamo andare a ricercare anche noi per capire se stiamo vaneggiando, oppure abbiamo ancora buona memoria e ci ricordiamo degli atti che approviamo o che presentiamo. Questo atto è stato presentato quel giorno e, di fronte agli stessi impegni che ha preso oggi e alla sua richiesta di ritirare l'ordine del giorno, io lo ritirai dicendo: "lei si è presa l'impegno per l'autunno di farlo, benissimo, noi ritiriamo l'ordine del giorno". Oggi glielo ripresentiamo esattamente tel quel, perché le ho ricopiate io le domande che avevamo fatto l'altro giorno, ho ricopiato io stessa tel quel i punti sui quali lei si è presa l'impegno a luglio di farlo entro l'autunno 2016, oggi siamo alla fine dell'autunno, è vero che non siamo ancora in inverno, ma siamo a dicembre, noi le chiediamo a gennaio: se non va bene, possiamo mettere marzo, metta lei una data, l'importante è che questo piano di assunzioni venga fatto.
A me piace anche che lei giochi con le parole, però il piano di assunzioni dei docenti non è una cosa facoltativa. Fra le altre cose intervenne in quell'occasione anche l'Assessore Donzel che ci rassicurò per quanto riguardava le politiche del lavoro che per il piano di assunzioni c'era un lavoro in comune da fare e noi ritirammo l'ordine del giorno proprio in virtù del fatto che c'era stato questo impegno. Ora, si può giocare con le parole, però credo che alcune posizioni, alcuni impegni non è che si possano prendere e tranquillamente bellamente deviare dicendo: "ah, invece di un piano di assunzioni, siccome in Valle d'Aosta abbiamo una situazione molto diversa dal nazionale, lo chiameremo patto".
Non è che ci stiamo prendendo in giro, stiamo parlando di piani di assunzione di organici; credo che dopo un paio di anni in cui milita al quinto piano, abbia capito anche che gli organici non sono una banalità: dagli organici dipende la vita lavorativa, la vita in generale di molte persone. Non è che possiamo continuare a giocare dicendo: "ah, lo chiameremo patto, coinvolgeremo gli insegnanti". Una bella novità visto che la Buona scuola è stata fatta quasi senza coinvolgere gli insegnanti, siamo proprio contenti che finalmente lei dica: "coinvolgeremo anche gli insegnanti".
Va benissimo che venga fatto il fabbisogno tenendo conto delle assunzioni a ruolo, lo sappiamo che è in corso un concorso, tant'è che le diciamo: gennaio 2017, finito il concorso, ci sono i ruoli? Ci sono i posti assegnati? Ci sono i vincitori di concorso? Riusciamo a fare un piano di assunzioni un po' più determinato? Non lo so. Veramente io mi chiedo se si gioca con le parole, o se è un fatto personale, perché ce lo dica: se la disturba il fatto che l'ho presentato io, la prossima volta lo faremo presentare al Capogruppo Chatrian, così magari finalmente si prenderà l'impegno con lui e forse lo porterà a termine, non lo so. Proviamo? Io lo ritiro e il prossimo Consiglio glielo ripresento...
(interruzione dell'Assessore Rini, fuori microfono)
...io sono molto seria e chiedo la stessa serietà a lei. Ripeto: vi siete assunti l'impegno, lei e l'Assessore Donzel, entro l'autunno a portare a termine questi punti, esattamente gli stessi. L'abbiamo ritirato, come facciamo ogni tanto, credendo che la parola abbia ancora un senso. A noi non interessa il piano aperto con i sindacati, lei mi dica solo se, entro gennaio, riesce a chiudere il tavolo con i sindacati e a fare un piano. Vuole che spostiamo la data a febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno? Ce lo dica. L'importante è che gli insegnanti sappiano che dal 1° maggio, dal 1° giugno, dal 1° luglio o dal 1° settembre hanno un piano di assunzioni. Credo, Assessore Rini, che questo che noi le chiediamo è semplicemente serietà.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Approfitteremo anche noi del gruppo Union Valdôtaine Progressiste per allinearci anche nel suo impegno, soprattutto per il terzo punto, perché effettivamente quando abbiamo approvato la legge sulla scuola, avevamo proprio chiesto specificatamente di attivare questi corsi, che andassero in qualche modo a riassorbire e a tranquillizzare il personale che era purtroppo stato estromesso dalla scuola primaria, per cui ci fa piacere sentire questo suo impegno e ci accodiamo poi alla richiesta della Consigliera di vederlo attuato al più presto possibile proprio per il rispetto di queste persone.
Presidente - L'ordine del giorno viene ritirato? Ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Non lo ritiriamo, l'abbiamo già ritirato a luglio, abbiamo dato tutti i tempi possibili e anche la collaborazione - tra le altre cose non l'ho ricordato -, c'era anche quel punto di cui abbiamo discusso in sede di discussione della Buona scuola anche con i dirigenti un'ora nella saletta per trovare una quadra con gli insegnanti di tecnologie informatiche, vi ricordate che avevamo cercato anche quel passaggio? L'abbiamo ritirato una volta, i tempi non sono stati rispettati, ci continuate a dire che manterrete gli impegni, abbiamo messo una data. Ripetiamo: siamo disponibili a cambiare la data, vogliamo che però venga fatto entro un certo periodo, che venga determinato con chiaramente tutti i tavoli che avete aperto. Chiudeteli con le organizzazioni sindacali, con i collegi, con gli insegnanti, con tutto quello che ritenete opportuno, però io la trovo veramente una presa in giro anche nei confronti degli insegnanti.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini, ne ha facoltà.
Rini (UV) - Cerco innanzitutto di fare due chiarimenti, perché forse non mi sono espressa bene: noi con il massimo della serietà, proprio consci della necessità e dell'urgenza di portare avanti questo percorso, e anche in seguito all'impegno che ci siamo presi proprio quando - ricordo molto bene - lei con altrettanto spirito di serietà ha ritirato quella richiesta proprio qua in aula, noi abbiamo attivato immediatamente un tavolo di confronto con le parti sindacali che per noi sono gli interlocutori principali perché rappresentano i lavoratori. Abbiamo quindi attivato immediatamente questo tavolo, abbiamo immesso risorse per la parte di informatica, quindi per quei docenti di tecnologia e questa mi sembra una volontà chiara di dare delle risposte serie e concrete. Forse non siamo stati bravi a sbandierarlo e a venderlo, anzi sicuramente, però l'abbiamo fatto. Trovate le risorse che sono già state immesse esattamente come per la formazione linguistica, anche per la formazione informatica per la prima volta, quindi non mi sembra che siamo stati ad aspettare o a prendere del tempo proprio su questo argomento, ma abbiamo agito da subito con serietà. Certo, è un percorso che deve vedere un confronto. Io, come le ho detto, se c'è la volontà da parte sua di modificare le date degli impegni... Siccome mi trovo ad un tavolo, ovviamente non è che mi parlo da sola o ci parliamo tra funzionari e tecnici della Soprintendenza, capisce bene che mettere in piedi un accordo tra le parti così importante sul futuro occupazionale dei docenti non richiede 15 giorni. A parte che le ho detto: "entro la fine dell'autunno" e siamo ancora in autunno, quindi credo che siamo ancora nella tempistica, però, proprio per essere seri e per non mettere delle date, visto che non avevamo votato nessun impegno, ma l'impegno è stato portato avanti dal giorno seguente al Consiglio regionale; proprio per essere seri, cerchiamo di mettere una data che possa essere poi rispettata; in un mese, tra l'altro con le festività di mezzo, probabilmente non riusciamo ad arrivare a questo. Soprattutto, le dico la verità, non è tanto il primo punto, quanto il terzo con l'Università; la Soprintendenza sta espletando adesso le pratiche per calcolare il fabbisogno e quindi lasciamo il tempo giusto di dare il dato preciso, mettiamo: "fine marzo", non so se vi può andare bene come data...
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Intervengo per dichiarazione di voto, quanto meno per trovare una sintesi sulla proposta. Mi sembra che serietà del Governo, serietà della collega e del nostro gruppo...se c'è la condivisione, io penso che si possa comunque per fine febbraio trovare una sintesi...va bene fine marzo...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...quindi noi emendiamo il nostro ordine del giorno a fine marzo con l'obiettivo da una parte lei ci dice: "abbiamo inserito delle risorse, abbiamo allocato delle risorse, c'è la volontà di natura politica", da parte nostra c'è la volontà di trovare una soluzione a delle criticità, mettiamo insieme le due necessità. Noi quindi proponiamo comunque il 31 marzo e a questo punto io penso che ci sia la possibilità di votare in maniera unanime quest'ordine del giorno.
Presidente - Possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 6, presentato da ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle, con l'emendamento che prevede la sostituzione del termine "31 gennaio 2017" con "31 marzo 2017". Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
L'ordine del giorno è approvato.
Ordine del giorno n. 7. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Con quest'ordine del giorno vogliamo portare all'attenzione del Consiglio le problematiche relative ad una disciplina emergente nel mondo dello sport e del turismo, una disciplina che si è sviluppata a partire dagli anni Ottanta che interessa la navigazione fluviale, nota come rafting o hydrospeed. Una disciplina che nel corso degli anni è cresciuta sempre di più, fino ad arrivare a livello nazionale a circa 800 sportivi interessati da questo genere di attività sportiva. In Valle d'Aosta sono state censite circa 20.000 presenze e 1200 iscritti alle associazioni della Federazione Italiana Rafting. I numeri cominciano ad essere importanti, viene praticata nei tratti fluviali con maggior portata d'acqua, da noi è interessata prevalentemente la Dora Baltea, che viene ritenuto storicamente un corso fluviale importante per questa pratica sportiva, ricco di emozioni che può trasmettere ai praticanti il rafting e l'hydrospeed, pertanto molto ambito da tanti sportivi.
È chiaro che, visti questi numeri, vi è una partecipazione sia da parte dei valdostani che di gente che proviene dal resto d'Italia, ma anche stranieri. Come succede sovente in altre discipline sportive, vista la richiesta, nascono delle professionalità che accompagnano gli utenti lungo il corso fluviale: delle guide, degli istruttori di rafting che, per quanto riguarda il territorio italiano, si sono alla fine degli anni Ottanta associati creando l'Associazione Italiana Rafting, che aveva il compito di formare gli addetti alla formazione e anche di seguire la pratica prevalentemente sportiva e agonistica di questa disciplina. Le cose sono andate avanti, fintanto che la disciplina del rafting e dell'hydrospeed non ha avuto e ottenuto il riconoscimento ufficiale anche da parte del CONI. È stato quindi tutto formalizzato attraverso la costituzione della Federazione Italiana Rafting, che peraltro è guidata da un valdostano, recentemente confermato alla guida di questa importante pratica sportiva. In Valle d'Aosta abbiamo cinque compagnie federali, abbiamo degli istruttori, delle guide che hanno frequentato e superato dei corsi formativi codificati, si sono anche formati per quanto riguarda gli interventi di soccorso in fiume, quindi sono in grado di dare un importante servizio a chi vuole praticare questa disciplina. Come sempre avviene, però, il notevole afflusso di persone ha creato anche un'offerta parallela, soprattutto per quanto riguarda questo tipo di professionalità e questa offerta ovviamente non ci pone nelle condizioni di sapere se chi insegna abbia seguito i dovuti corsi, se abbia la professionalità tecnica per accompagnare la gente, ma anche la dovuta sicurezza e conoscenza del corso fluviale, generando quindi una sorta di concorrenza non corretta.
Con questa iniziativa noi chiediamo - e sarebbe la prima delle Regioni italiane - di andare a regolamentare la pratica di quest'attività nei corsi fluviali, salvaguardando la sicurezza soprattutto, ma anche andando a riconoscere l'attività di guida e di istruttore, che non vuole essere un'attività professionale ma l'inizio di un percorso per il riconoscimento di questa professionalità, ponendo la Valle d'Aosta prima tra tutte le Regioni a riconoscere quest'attività. Sarebbe un importante passo, come già avvenuto per altre professioni nel mondo dello sport, per arrivare a sensibilizzare anche sul territorio nazionale - e so che ci sono delle proposte di legge anche in Parlamento su questo tema - affinché venga riconosciuta la professione di istruttore e di guida di rafting.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Il collega Restano pone all'attenzione dell'aula un tema che merita sicuramente di essere approfondito, quindi credo che l'ordine del giorno possa essere condiviso. Direi che l'offerta che il settore rafting dà sia al settore sportivo che al settore turistico sia assolutamente interessante. Il tema credo che coinvolgerà più di un Assessorato, ovviamente ci sono i problemi legati alla regolazione del flusso dell'acqua, abbiamo una serie di argomenti che non sono banali, per cui essendo un tema particolare, io chiederei di andare a modificare l'impegno mettendo 180 giorni, per cui se i proponenti sono d'accordo, chiederei all'Ufficio di Presidenza di modificare l'impegno, quindi mettiamo 180, e si può votare.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Per dire che sono d'accordo, va bene. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Per dichiarazione di voto per il nostro gruppo. Sicuramente il tema che il collega Restano porta all'attenzione del Consiglio, tra l'altro, condiviso anche dalla Giunta, è interessante. Una piccola nota che noi vorremmo fare: forse varrebbe la pena, approfittando di questi 180 giorni, di prendere in considerazione anche altre attività sportive che possono avere un traino, di cui oltretutto si è già discusso in Consiglio, dove l'Assessore aveva detto che c'era un impegno ad affrontare. Per ribadire che forse allargare un po' gli orizzonti e non limitarsi solo ad alcuni aspetti particolari forse era opportuno. Assessore, se state già provvedendo, non possiamo che essere felici di questo, quindi grazie, ma era solo per ribadire questa nostra istanza ancora una volta.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 7 con l'emendamento che prevede la modifica del termine "90 giorni" con "180 giorni". Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
L'ordine del giorno è approvato.
Ordine del giorno n. 8 presentato dai Consiglieri Restano, Fosson, Marco Viérin e Bertschy. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Un altro argomento che vogliamo portare all'attenzione dell'aula è quello rilevato delle attività che sempre più frequentemente vengono svolte in Valle d'Aosta nel corso del periodo primaverile, estivo e autunnale: si tratta di attività legate al mondo della corsa, delle camminate in montagna, quindi l'organizzazione di eventi sportivi e turistici legati al trail, all'ultratrail, al trail running, corse in montagna, gare podistiche su strada e anche su pista. È di tutta evidenza che ne vengono organizzate sempre di più grazie all'impegno dei tanti volontari, di tante associazioni sportive, pro loco, amministrazioni pubbliche e anche queste contribuiscono ad aumentare l'offerta turistica della Valle d'Aosta, perché noi contiamo su un bacino di podisti che è di alcune centinaia di persone, mentre queste gare sono frequentate a volte da 600-700-800-300 persone. La concorrenza tra tutti questi eventi però inizia a portare qualche problema. In effetti, ai singoli eventi si è notato in alcuni casi un importante calo di presenze, che mette un po' in discussione tutto l'impegno dei volontari, ma soprattutto dà un'idea della nostra offerta sportiva e turistica un pochino confusa, e non è bello rispetto a quanto viene fatto dai singoli operatori quotidianamente per organizzare importanti eventi che vedono impegnata la gente nell'organizzazione anche per più mesi.
È nata quindi l'esigenza, anche condivisa da parte della FIDAL, che attualmente vede inserite da poco tempo anche le discipline legate al nordic walking e alla camminata in montagna all'interno della sua Federazione, di organizzare dei tavoli per condividere i momenti organizzativi, e soprattutto la calendarizzazione di questi eventi. Il collega e io vogliamo portare all'attenzione di quest'aula la necessità da parte del Governo regionale di organizzare questi importanti tavoli e arrivare ad una disciplina degli eventi.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Il tema che il collega Restano solleva nella fattispecie...
Presidente - Collega Morelli, le chiederei di aspettare la risposta da parte dell'Assessore. Non è una proponente. Dopo la replica, potrà intervenire. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Credo che il collega Restano abbia posto anche in questo caso un argomento che in modo indiretto abbiamo già avuto modo di trattare. Anche questo è un argomento che andrà a toccare tanti aspetti e poi sicuramente ci sono tutti i comitati e tutti gli organizzatori: in primis la FIDAL, così come tutti i vari enti di promozione sportiva, piuttosto che tutti i vari club. Rispetto a questo, c'è anche un ragionamento che dobbiamo fare con i colleghi della Sanità in merito all'assistenza, alla sicurezza, perché anche qui la proliferazione di manifestazioni pone un problema di sicurezza perché andiamo ad impegnare delle strutture pubbliche in modo importante, per cui questo tema è un tema che condividiamo e l'ordine del giorno è da parte del Governo condivisibile, pertanto siamo favorevoli al voto dell'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Il nostro gruppo, riguardo a quest'ordine del giorno, pone alcune riflessioni. Anche in questo campo si rileva come vi sia una mancanza di coordinazione, che va - come giustamente diceva il collega Restano - anche a vanificare qualche volta gli sforzi portati avanti dalle pro loco, dalle amministrazioni ma anche da soggetti privati. Questo è un tema che abbiamo già sollevato molte volte e che vediamo riconfermato anche in questo campo, che non è l'unico, quindi questa è l'occasione per noi per richiamare ancora una volta un concetto che abbiamo già più volte espresso: quello che bisogna in questa Regione finalmente decidersi a fare rete e a coordinarsi. Non è pensabile che si spendano risorse, si impegnino persone e poi le manifestazioni magari vadano a sovrapporsi, e non venga dato loro il giusto spazio, la giusta pubblicità. Credo quindi che questo impegno vada assolutamente nel senso di ciò che anche noi riteniamo corretto.
Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo mettere in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
L'ordine del giorno n. 8 è approvato.
Ordine del giorno n. 9, presentato dai Consiglieri Restano, Fosson, Bertschy e Marco Viérin. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - L'ordine del giorno affronta un problema molto pratico: nel leggere il contenuto del disegno di legge n. 97/2016, ho notato, insieme al collega e ad altri colleghi del Consiglio, che all'articolo 3 è prevista l'accensione di mutui e altri finanziamenti a medio e lungo termine presso l'Istituto di credito sportivo per il miglioramento di strutture sportive. Essendo a conoscenza che il campo scuola di atletica di Aosta Tesolin ha la necessità di risistemare la pista di atletica che viene frequentata da studenti, da giovani atleti e anche da amatori, che vede una presenza di centinaia di persone ogni giorno che solcano questa pista di atletica, volevo sollecitare l'attenzione del Governo regionale ad investire delle risorse per rifare questa pista.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Il collega Restano pone l'attenzione su un tema sicuramente pratico e sicuramente vero, perché la pista di atletica del campo Tesolin è in condizioni assolutamente precarie, per cui il suo utilizzo rischia di essere compromesso sicuramente per le prossime stagioni. È un tema che stiamo affrontando insieme al Comune di Aosta, perché è il Comune di Aosta il titolare del campo sportivo; oggi c'è una convenzione con la Regione, specificatamente con l'Assessorato della cultura, perché ovviamente il campo di atletica Tesolin è anche il campo di riferimento per tutte le scuole, quindi c'è un interesse regionale. In realtà, il tema delle infrastrutture sportive è sicuramente da affrontare nel suo complesso, perché abbiamo: il campo Tesolin, che è di competenza comunale; il Palaindoor, che è una struttura di interesse regionale, ma oggi di competenza comunale; abbiamo la piscina coperta e la piscina scoperta; dopodiché, sempre rimanendo nell'ambito dell'atletica, abbiamo il campo Crestella, il campo di Donnas, che se non è nelle stesse condizioni del Tesolin, poco ci manca. Abbiamo una discussione aperta con le Amministrazioni comunali di Donnas e Pont-Saint-Martin per quanto attiene il Crestella e abbiamo una discussione aperta con il Comune di Aosta per quelle strutture di cui le ho parlato. Abbiamo già ricevuto le istanze del Comune di Aosta e dei Comuni di Pont-Saint-Martin e di Donnas per dichiarare l'interesse regionale, perché il passaggio è questo: si può finanziare se le strutture diventano di interesse regionale. Stiamo quindi predisponendo le delibere per andare a dichiarare di interesse regionale le infrastrutture. Stiamo ragionando, troverete nella finanziaria un articolo che ci consentirà di risolvere un problema che abbiamo con il Comune di Aosta per l'affidamento delle strutture, quando parliamo di associazione sportiva prevalente.
Se quindi lei fosse d'accordo e i proponenti fossero d'accordo, io nel corso del mese di gennaio verrei in commissione a descrivere esattamente il quadro completo, non tanto perché non siamo d'accordo sul Tesolin, perché siamo assolutamente d'accordo, ma questo rientra in un discorso più ampio per cui andremo a dichiarare di interesse regionale il Tesolin, il Crestella e quindi tutto il discorso che attiene ad un'offerta sportiva. Rispetto a questo, le posso assicurare che abbiamo già incontrato il CONI, la FIDAL e ovviamente tutto d'intesa con i vari Comuni.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - L'Assessore ha in qualche modo anche anticipato quanto il gruppo ALPE voleva chiedere ai promotori di quest'ordine del giorno che noi condividiamo, perché riteniamo che sia importante riuscire a valorizzare queste due strutture di atletica poiché non sono utilizzate solo dalle squadre e dalle società di atletica, ma vengono utilizzate anche da molte altre società sportive di tutti i tipi: squadre di calcio, ASIVA e quant'altro. Come giustamente lei, Assessore, ha anticipato, sarebbe da inserire - ed era questa la domanda che noi ponevamo ai proponenti...sicuramente sia il Consigliere Restano che il collega Bertschy conoscono bene questa situazione... - anche il campo Crestella...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...i proponenti faranno le loro valutazioni, noi diciamo che insieme alla pista del campo Tesolin - come lei ha giustamente detto - deve andare avanti anche il discorso sulla pista del campo Crestella. È vero che le gare internazionali di atletica si possono fare anche sulle sei corsie, ma, laddove ci fosse la possibilità, sarebbe anche da fare una valutazione sulle otto corsie, poiché sicuramente avrebbero molto più prestigio queste strutture, laddove chiaramente ci fosse lo spazio e fosse possibile farlo.
Noi crediamo che ci sia bisogno di una sinergia fra la Regione e i diversi Comuni interessati, chiediamo anche noi - come ha anticipato il collega Restano - di rivedere questo discorso il più presto possibile, perché lo riteniamo un discorso non solo legato all'atletica leggera e alle società di atletica, ma a tutte le società; tra le altre cose anche di due dislocazioni della Valle anche sicuramente interessanti. Il campo Crestella in Bassa Valle è un campo che ha avuto sempre un grandissimo interesse, anche da parte delle società del Canavese, quindi crediamo sia importante fare un discorso generale e trovare le risorse per entrambe le strutture.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Il collega Restano, che ha portato l'ordine del giorno, avrà poi la possibilità di chiudere l'argomento, quello che interessa - e credo che la proposta dell'Assessore sia corretta - è fare una valutazione generale sulle strutture, al di là della loro dislocazione, anche per una programmazione futura. La struttura del Crestella è una struttura sicuramente importante per il territorio sia per la doppia funzione che può svolgere che per il fatto che accoglie oggi la società che dà la possibilità di sviluppare l'attività a quattro paesi. Quello che però è importante oggi è prendere in esame il piano di investimenti, ma alla fine anche cominciare a fare qualche scelta su quello che è sostenibile nel tempo e su quello che dovrà poi essere ricollocato, quindi, da un lato, trovare le risorse e, dall'altro, cominciare anche a fare delle scelte rispetto alle altre strutture, perché sappiamo che sta diventando sempre più pesante mantenere tutto in ordine. È bene quindi un passaggio in commissione, che ci permetta di valutare sul territorio la progettualità e gli investimenti futuri.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - Credo che i colleghi abbiano già detto molto rispetto a quanto chiesto dall'Assessore Marguerettaz, poi sarà il collega Restano, promotore dell'ordine del giorno, anche se io come firmatario l'ho firmato perché ci credo...anche perché il polo di Aosta dove ci sono già tutte le altre strutture sportive...manca proprio della definizione della pista di atletica perché anche quando si è proceduto con tutti i lavori del Palaindoor, i parcheggi e quant'altro, si è sempre parlato di chiudere questa questione in modo da dare a tutta la zona un'attrattività soprattutto in merito sportivo complessiva. Aspettiamo quindi con ansia, chiaramente ritorneremo sull'argomento se avremo novità contrarie.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Per ringraziare i colleghi intervenuti, la disponibilità dell'Assessore in merito, non vi è nessun problema ad accettare quanto ha proposto. Chiedo scusa se non ho introdotto il concetto di importanza regionale delle strutture, ma ho sorvolato ritenendo che comunque il polo principale nella città di Aosta, per quanto riguarda l'atletica, fosse già ritenuto di importanza strategica.
Presidente - L'ordine del giorno n. 9 quindi è ritirato. Proseguiamo con l'ordine del giorno n. 10. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Con quest'ordine del giorno vogliamo sottoporre all'attenzione dei colleghi del Consiglio la necessità, che cresce sempre di più, di andare a rivedere una normativa che disciplina gli interventi a favore dello sport in Valle d'Aosta, non tanto dal punto di vista dei contributi importanti che questa norma eroga a favore dello sport e dei giovani, ma in quanto con il calo delle risorse sono calati anche i finanziamenti, però lo sport in questi 14 anni circa di attività della norma si è profondamente modificato nei comportamenti degli atleti, nel modo di allenarsi, nell'approccio che ha il giovane atleta verso lo sport e anche gli educatori e i formatori che seguono gli atleti e li portano a crescere con la sensibilità verso lo sport è diversa da quella che si aveva circa 20 o 30 anni fa. Riteniamo quindi necessario che questa norma vada a rivedere primo fra tutti lo sport per i diversamente abili. Già la norma lo tocca per quanto riguarda i contributi - e questo va detto che è un passo importante che è stato fatto revisionando la norma pochi anni fa - però le recenti Olimpiadi di atletica hanno messo in evidenza come questo fenomeno sportivo...si riesce ad includere il mondo dei disabili attraverso lo sport e vi è la necessità sempre più frequente di effettuare lo sport insieme ai normodotati. La norma ritengo che lo debba prendere in considerazione, incentivando - come già è avvenuto in recenti manifestazioni in Valle d'Aosta - la pratica contemporanea dello sport per i disabili e anche per i normodotati, soprattutto nelle manifestazioni anche agonistiche; innanzitutto questo aspetto.
Bisogna poi vedere un diverso approccio che deve avere lo sport riferito alla scuola, e non è un caso che ho detto prima sport del termine "scuola", perché evidentemente sono stati fatti dei passi avanti da parte di quest'Amministrazione e di quelle che l'hanno preceduta nel rapporto scuola e sport, però anche lo sport deve cercare di avvicinarsi al mondo della scuola, soprattutto - e ne avevo già parlato con l'Assessore - per la scuola primaria, laddove in questo momento è lasciata quasi al volontariato la pratica e l'avvicinamento al mondo sportivo. In montagna è molto importante questo aspetto perché in quella fascia di età sappiamo tutti che i ragazzi sviluppano delle capacità motorie che poi si porteranno appresso tutta la vita e che non svilupperanno più dopo il decimo, dodicesimo anno di età. È in quella fascia di età quindi che dobbiamo incidere ed è così strategico che la norma preveda un genere di attività di questo tipo, sfruttando anche le professionalità che noi notoriamente abbiamo in Valle d'Aosta.
Un altro aspetto che vogliamo evidenziare è l'opportunità di sviluppare, attraverso le dovute convenzioni, una collaborazione con il Centro di addestramento alpino, che ha come obiettivo quello di formare i giovani allo sport, di avvicinarli al mondo dello sport e della montagna e in una regione come la nostra, che ha montagne più alte d'Europa, è importantissimo sviluppare questa convenzione e questa collaborazione, che è già esistente in altre regioni che hanno realtà, come quella del Centro di addestramento alpino, nel loro territorio: mi riferisco al Trentino dove ha sede il gruppo sportivo delle Fiamme Oro, dove ha sede il Centro di addestramento alpino della Guardia di finanza. Questo porterebbe ad un minor dispendio di energie e ad una maggiore professionalità da parte di tutti gli operatori del settore e anche a poter usufruire di strutture che notoriamente sono in possesso al Centro di addestramento alpino.
Ritengo quindi necessario sottoporre all'attenzione della Giunta la necessità di revisionare questa legge, di mettere attorno al tavolo tutte le persone che sono portatrici di interesse nei confronti di questa normativa. Chiedo all'Assessore di attivarsi in tal senso e mi permetto di anticipare che anche se qua ho indicato 90 giorni di tempo, come per l'altra norma c'è la disponibilità ad allungare questo tempo a 180 giorni, se sono quelli ritenuti utili per arrivare ad un risultato che sia proficuo per la nostra collettività.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Questo ulteriore ordine del giorno, che si inserisce all'interno di una serie di sollecitazioni riconducibili al mondo dello sport, va ad interessare la nostra legge sullo sport, legge sullo sport che sicuramente può essere oggetto di una rivisitazione, perché parliamo di una norma che ha 12 anni, quindi è una norma che sicuramente è nata un po' di anni fa, rispetto alla quale mi permetto di dire che in questi giorni abbiamo il Trofeo Fosson, di cui peraltro ringrazio i vari organizzatori per l'attività che viene effettuata: ci sono più di 500 ragazzi, abbiamo dei media partner. In occasione della conferenza stampa, questi media partner ci hanno definito una Regione da portare ad esempio, essi vengono da Milano e hanno detto di non aver mai visto un'attenzione di questo genere nei confronti dello sport, anche di queste attività che non sono particolarmente mediatiche come il calcio o come i tornei delle massime divisioni. Riteniamo quindi che fino ad oggi comunque questa norma sia una norma che abbia dato dei risultati. Credo che fossero presenti con me quando è venuto il Presidente del CONI Malagò, che ha affermato: "la Valle d'Aosta è l'eccellenza in Italia - abbiamo un rapporto tra popolazione, residenti e pratiche sportive che è la migliore d'Italia -, avete delle infrastrutture di eccellenza, siete veramente un esempio". Questo non vuol dire che dobbiamo sederci, quindi cogliamo la suggestione in termini positivi, si può sempre fare meglio, ci sono degli argomenti che sicuramente sono stati centrati: il doping, i diversamente abili. Ricordo - lo ha ricordato anche Restano - che abbiamo una norma specifica per cui all'interno della Consulta dello sport abbiamo una presenza qualificata di soggetti che rappresentano queste attività. Era per dire che partiamo da dei valori molto buoni: il mondo dello sport oggi, io vengo da un confronto dove abbiamo approvato i piani, che è vero che riguardano dei contributi, ma di fatto c'è anche un momento di confronto.
Se il collega Restano è d'accordo - e ne avevamo parlato -, io chiederei di inserire dopo: "impegna la Giunta regionale" la dizione: "previo confronto e intesa con la Consulta regionale per lo sport e il suo comitato ristretto - perché ci sono tutte le parti - a presentare..." - e lasciamo tutto come prima, però entro 180 giorni -, in modo tale che in commissione arrivi un testo che ha già una condivisione o delle opzioni che sono state concertate con il mondo dello sport, dove troviamo il CONI, tutte le federazioni, tutti i vari aventi diritto.
Lì è chiaro che abbiamo le federazioni, gli enti di promozione sportiva, abbiamo veramente tutti coloro che sono in prima linea e, rispetto a questo, capiamo se possiamo introdurre all'interno della legge dei nuovi articoli o dobbiamo rivedere completamente l'impostazione. Se è possibile, io manterrei l'impostazione della nostra legge e andrei ad introdurre degli articoli con le finalità che poi ci proponiamo. Ricordo anche - lo dicevo con la collega Rini, ma lo ha già detto lei - nell'ambito della Buona scuola si è anche lì introdotto un capitolo dove si parla di sport, per cui se lei è d'accordo, io ho sintetizzato la mia proposta di emendamento e la lascerei all'Ufficio di Presidenza, dichiarandomi favorevole.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Il gruppo ALPE è sicuramente favorevole a quest'ordine del giorno presentato dal collega Restano. Credo sia stato ben chiarito dallo stesso collega che, al di là delle strutture direi eccellenti che abbiamo in Valle d'Aosta, e al di là delle risorse che - lo ha ricordato - sono disponibili, ci sono e la legge le prevede, credo che quello che sia importante mettere in evidenza sia proprio il valore di per sé dello sport, del confronto in modo forse dilettantistico e non sicuramente agonistico, che è un po' il valore dello sport di cittadinanza. Credo che sia stato portato all'attenzione questo: non tanto una maggiore attenzione allo sport in generale, ma proprio un'attenzione particolare allo sport di cittadinanza che sottolinea che, insieme alla salute, alla scuola e all'educazione, lo sport per tutti è uno dei valori principali che vanno a toccare anche dei valori - e lo ha ben detto il collega Restano - quali l'inclusione, la solidarietà, la socialità e mi permetto di aggiungere anche la prevenzione a tante derive giovanili che a volte possono arrivare anche nella nostra felice Valle d'Aosta. Al di là delle belle strutture, della necessità di risorse quindi credo proprio che quest'ordine del giorno ponga proprio un'attenzione sul valore sociale, etico, di inclusione e di solidarietà che ha lo sport, e noi non possiamo che condividerlo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Vanno bene i 180 giorni e quello che lei ha precisato. Per fare una battuta, volevo ricordare - un po' di partigianeria - che l'ASIVA è il comitato che esprime il maggior numero di tesserati alla Federazione Italiana Sport Invernali, quindi è uno sport minore quello degli sport invernali, ma da noi molto sentito.
Presidente - Possiamo pertanto mettere in votazione l'ordine del giorno n. 10 emendato mediante l'aggiunta delle parole: "previo confronto e intesa con la Consulta regionale per lo sport e il suo Comitato ristretto" e la modifica del termine "90 giorni" con "180 giorni". Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ordine del giorno n. 11, proposto da Stella Alpina. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Quest'ordine del giorno ha come argomento la manovrabilità delle aliquote dei tributi erariali. Per quanto ci riguarda, l'autonomia è stata la chiave che ha aperto le porte allo sviluppo della Valle d'Aosta e la nostra specialità è stata alimentata dalle conquiste che sono state ottenute attraverso l'ordinamento finanziario. Abbiamo avuto delle condizioni positive, ne ricordo solo due: l'IVA da importazione, i buoni della benzina; dopodiché, per varie ragioni dovute al subentro di nuove normative della Comunità europea, sono state soppresse, siamo arrivati al federalismo fiscale, al riconoscimento dei nove decimi e dei dieci decimi su tutta una serie di tributi e ora si apre una stagione nuova. Occorre puntare al potenziamento della nostra capacità di autogoverno, per fare questo occorre anche incidere a livello finanziario. È importante per noi ottenere il riconoscimento della manovrabilità delle aliquote per i tributi erariali, per i quali lo Stato ne prevede la possibilità. L'attuazione allo stato attuale è possibile per le imprese sull'IRAP e questo tema è stato già posto all'interesse del Consiglio, se n'è discusso in diverse occasioni, c'è stato l'impegno preso dal Governo regionale di procedere con la predisposizione di una norma di attuazione.
Noi riteniamo che non si possa ritardare perché questa è una competenza importante, una competenza che ha due significati: uno politico e uno di carattere economico. La competenza di poter manovrare le imposte erariali verso il basso è una leva di orientamento dello sviluppo economico dello stesso livello politico di quello che usa lo Stato; è una competenza che allarga la forma di incidenza della nostra azione regionale sulle imprese e sullo sviluppo. Questo è un reale strumento dell'autonomia, un vero potere decisionale che incide direttamente sullo sviluppo del lavoro e delle imprese. Il significato economico sta negli effetti, che sono più profondi e immediati del vecchio strumento del contributo, che è più farraginoso e burocratico e che farebbe diventare l'Assessorato delle finanze da un ente che cura l'entrata e la spesa in modo puro ad un Assessorato regionale dell'economia che può incidere a livello di creazione di possibilità di sviluppo attraverso la manovrabilità fiscale.
Lo strumento della manovrabilità è più avanzato della concessione del contributo perché è assimilato ad una competenza regionale rispetto alla competenza dell'Ente locale che agisce attraverso i contributi. La manovrabilità fiscale è priva di costi amministrativi, il contributo prevede le domande, la selezione delle stesse, l'erogazione, i controlli; la leva fiscale invece ha effetto immediato su tutti i soggetti, non solo quelli che hanno tempo e voglia di preparare una domanda. Abbassare le imposte ad alcune categorie è uno strumento per lo sviluppo perché si intende far aumentare l'attività economica, quindi il fatturato e il gettito a favore della Regione. Non è questo uno strumento di assistenza, ma è uno strumento di sviluppo e di incentivo allo sviluppo, per far ripartire l'economia e far ripartire anche il gettito, per questo la capacità di manovra fiscale può aiutare l'aumento del gettito totale, anziché ridurlo.
Con questo la nostra volontà era quella di richiedere un'accelerazione a questo percorso che è stato intrapreso e quindi invitare la delegazione regionale in seno alla Commissione paritetica a formulare, in seno alla commissione stessa, entro il termine di 20 giorni, una proposta di norma di attuazione che preveda per la Regione della Valle d'Aosta la facoltà di manovrabilità delle aliquote per i tributi erariali per i quali lo Stato ne preveda la possibilità. Per noi questo è importante, perché sarebbe bene, se possibile, riuscire ad arrivare ad un'intesa con lo Stato per renderla operativa quanto prima.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Il tema è ricorrente, è stato trattato in questo Consiglio a più riprese, ne abbiamo parlato quando abbiamo affrontato il discorso della zona franca, quando abbiamo affrontato il discorso - ricordato anche dai colleghi di ALPE - sulla possibilità operativa conseguente a quello che lei chiamava il poter manovrare l'IRAP, in modo tale da creare le premesse perché per le aziende interessate ci possa essere, per quanto riguarda IRAP e IRES, un risparmio, quindi siano incentivate a venire in Valle, cosa che il collega Donzel ha seguito durante questo periodo. Credo quindi che, sotto questo aspetto, da quando abbiamo concluso l'analisi della possibilità di operare, cioè di come si poteva fare - da cui era emerso che non era possibile semplicemente con una legge ma bisognava fare una norma di attuazione, non era possibile applicare il concetto della zona franca tout court ma bisognava adattarlo alle nuove disposizioni -, ci siamo subito adoperati per dare mandato alla Commissione paritetica di predisporre un testo, che oggi è pronto. Noi quindi siamo disponibili ad andare in commissione nel più breve tempo possibile per illustrare la proposta formulata dalla Commissione paritetica, che va nella direzione auspicata dai colleghi. Credo quindi che il discorso sia pertinente, non abbiamo nessun problema ad accettare questa risoluzione e andare quanto prima nella commissione competente per illustrare la norma di attuazione, che è pronta già da qualche giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - È un tema che è stato affrontato in questi anni più volte e a più riprese, com'è stato detto sia dal collega Marquis che dal Presidente. È un tema che...come dire? ha il doppio risvolto perché, come più volte annunciato e affrontato all'interno di quest'aula...è un tema che ci vede molto interessati, quindi va nella direzione auspicata dal nostro gruppo da diversi anni, com'è stato detto dai colleghi che sono intervenuti: da una parte, potrebbe far avere giustamente delle minori entrate, perché nel momento in cui vai a sgravare quelle sono le tasse praticamente, perché stiamo parlando di una tassa, a non alimentare le entrate del bilancio...dall'altra invece crei delle condizioni interessanti alle imprese.
Su questo noi pensiamo come gruppo che due ragionamenti vadano fatti in maniera importante, al di là della norma se è pronta, quindi ben venga se andiamo in commissione a discutere. Lo dicevate penso tutti, è di pochi giorni fa quell'analisi fatta su "Il Sole 24 Ore", che va presa con le pinze, perché i nostri numeri sono piccoli, però c'è un "però" importante da non sottovalutare - e guardo il collega Donzel -: quello dove noi siamo più deboli è proprio legato all'innovazione e al lavoro. Diciamo che questa tassa, che poi è la tassa sulle imprese (IRAP)...io ho preso per buone le considerazioni che sono state fatte, però al di là ancora di questo, il ragionamento che ci interessa fare insieme a tutto il Consiglio è che nel momento in cui si mettono in campo degli sgravi fiscali, delle possibilità per le aziende, dall'altra bisogna sapere se non richiedere, se non imporre, creare quelle condizioni in modo che ci sia sviluppo e che ci siano posti di lavoro. Su questo mi sono fatto aiutare dagli uffici del Consiglio, la Provincia di Bolzano adesso è al 3,4 di disoccupazione, quindi una disoccupazione molto bassa e non so se siete a conoscenza, però ci interessa il parametro, perché stiamo parlando di cose importanti, nella finanziaria 2017 gli sgravi fiscali introdotti a più riprese, sommati, raggiungono la somma ragguardevole di 320 milioni di euro. Questa è la somma che nella provincia di Bolzano è stata sgravata ai cittadini e alle imprese per reinvestire, ma soprattutto in questo caso alle imprese, quindi per dire quanto è importante questa sollecitazione, questa proposta. Dall'altro, non è solo con questo elemento, questo è solo uno degli elementi per poter rilanciare e per far reinvestire le aziende nel momento in cui si va a ridurre la tassazione.
Voglio agganciarmi a questo ragionamento importante, quando a più riprese, à maintes reprises...noi ogni tanto sollecitiamo l'Assessore Marguerettaz nell'ambito turistico, che non è sufficiente in una visione generale, non in una visione settoriale...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...che la Cervino S.p.A. - perché la conosco meglio la cito - chiuda un buon bilancio, ma è importante che chiudano un buon bilancio le 500 imprese che lavorano grazie alla Cervino S.p.A. e agli investimenti milionari che sono stati fatti dal pubblico. Mi spiego meglio: nel momento in cui le imprese private chiudono i bilanci positivi, nel momento in cui le assunzioni aumentano, nel momento in cui la stagionalità, invece di essere di 8 mesi, è di 10 mesi, tutto fa cumulo e noi, a fronte dell'approvazione di questa possibilità di giocarci l'aliquota IRAP, potremmo riuscire ad aumentare anche le entrate. Questo è un meccanismo virtuoso che fornisce delle risposte al comparto dal punto di vista generale. Dico questo perché stiamo affrontando la finanziaria ed è importante inserirla all'interno proprio del dibattito, perché la questione è interessante ma è anche un elemento non solo dal punto di vista economico e finanziario ma anche culturale, perché a quel punto rientra in un ragionamento più complesso e più ampio, che va ad essere un volano per il nostro bilancio pubblico. A quel punto il pubblico può aumentare gli investimenti, può migliorare i propri trasporti, a quel punto il pubblico può permettersi di ridurre la tassazione alle imprese, perché dall'altra parte c'è investimento, c'è innovazione, c'è l'obiettivo - penso comune - di abbassare il più possibile la disoccupazione in Valle d'Aosta, che in questo momento mi sembra si aggira intorno al 7,6 o 7,7 percento. Non è il decimale che ci porta fuori strada, ma quello è l'ordine di grandezza. Tutto questo va in una direzione se viene affrontato in un'ottica generale, in una visione generale dove si va ad incidere in maniera pesante rispetto alla possibilità di mettere in campo degli sgravi fiscali e avere una fiscalità diretta, anche perché l'80 e più percento delle nostre entrate sono mi sembra - questa è la sintesi dal punto di vista economico- sul nostro bilancio ormai sono nostri tributi diretti, quindi à plus forte raison se riusciamo a ridurre l'impatto fiscale alle aziende e dall'altra parte ad accompagnarle ad investire e a creare occupazione, che non sia pubblica ma privata, io penso che si vada nella direzione giusta.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Volevo ringraziare Stella Alpina per aver proposto quest'ordine del giorno, è uno degli argomenti che forse ho trattato più sovente assieme ai rapporti con lo Stato per quello che riguarda la finanza. A noi non può che far piacere che sia stato presentato quest'ordine del giorno - almeno a me fa piacere che sia stato presentato - perché noi siamo convinti che è a partire dall'esercizio della fiscalità locale che si possa far ripartire il sistema Valle d'Aosta, per cui ben venga questa competenza. Meno male se riusciremo ad avere in commissione un quadro dettagliato e insieme con questo è chiaro che dovremo andare un po' nel solco tracciato dalle altre, che hanno già portato a casa questi tipi di risultati, per cui magari un pensierino, oltre al discorso legato all'IRAP, eventualmente il discorso legato alla fiscalità locale, ma un discorso di carattere generale, per cui fare il punto, a mio parere, è più che necessario in commissione. Nello stesso tempo sappiamo che è chiaro che l'eventuale riduzione di un'imposta locale deve scontrarsi con delle minori disponibilità di carattere finanziario. Ad una prima lettura potrebbe essere così, però sappiamo anche che una fiscalità locale, una fiscalità legata alle imprese che crea attrattività può essere benissimo compensativa di una riduzione eventuale delle imprese che operano, per cui ci va un doppio solco a mio parere: quello che di portarci a casa prima di tutto le competenze; seconda cosa, avere un percorso molto chiaro in cui l'attrattività, quelle che possono essere le startup, quelle che possono essere nuove imprese devono chiaramente compensare quella che può essere una detassazione locale, per cui io ritengo molto importante capire qual è, al di là delle possibilità concrete che avremo di portare a casa questa competenza nella trattativa con lo Stato, la visione che ha la Valle d'Aosta. Io continuo a dire che dal 2010 bisognava invertire la tendenza: dire che, quando noi viviamo solo di fiscalità locale, dobbiamo essere bravi ad invertire la tendenza, ad essere appetibili, per cui aumentare il numero delle imprese, chi ha intenzione di operare in Valle...è chiaro che non può essere che un ordine del giorno che condivido pienamente e ringrazio ancora di averlo presentato.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Per comunicare l'adesione completa del nostro gruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste a questa iniziativa, perché va nella direzione giusta, in quanto, come si diceva già in presentazione della legge, questa è una buona iniziativa, un'iniziativa di una buona politica che va nello specifico argomento, ma nello stesso tempo presenta quella che deve essere l'attenzione che la politica deve dare verso queste attività produttive che sono volano poi per tutta la società. Buone notizie quindi per quanto riguarda l'attuazione di questa iniziativa, buone notizie per quanto riguarda un'iniziativa che dovrà essere un qualche cosa che finalmente riuscirà ad incidere sulla fiscalità valdostana. Come diceva il collega, dobbiamo puntare solo sulle nostre forze e questa è la via maestra per poter attuare questa iniziativa.
Un pensiero anche su quella che era una volta la zona franca, superata dai tempi, superata ormai dall'inserimento in un ambiente politico molto più ampio che è quello europeo, che però riprende questo concetto della zona franca che era stato già previsto dai nostri padri costituenti del nostro Statuto, per cui non possiamo che essere contenti di questa iniziativa, non possiamo che essere contenti di tutta questa discussione che c'è stata fino adesso, che ci vede concordi nel voler appoggiare questa nuova forma di fiscalità che possiamo introdurre nella nostra Regione.
Presidente - Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Al di là dell'ordine del giorno - come abbiamo appreso, ormai la norma di attuazione è già pronta e ci verrà illustrata in commissione -, è importante dare seguito ad un lavoro fatto in questi anni di approfondimento, che per tempo ci ha visti in commissione seguire determinati dossier, che non hanno poi avuto uno sbocco e a cui bisogna darlo.
È importante avere queste nuove competenze, anche perché bisogna guardare ad uno strumento di politica economica che può servire per indirizzare lo sviluppo di determinati settori. Al di là di una ricaduta generale, come sono i contributi, questo è anche uno strumento di politica, può essere visto anche come uno strumento di politica economica nel mirare a determinati settori. Immagino che in Valle d'Aosta, dove sovente parliamo di ambiente, è importante sviluppare le attività collegate a questo e immagino che questo possa essere uno strumento collegato alla defiscalizzazione dei settori riguardanti questo aspetto come anche per le nuove tecnologie. È uno strumento che andrà utilizzato come uno strumento di politica economica, e non soltanto di rilancio generale dell'economia, ma anche proprio per mirare dove indirizzare l'economia di questa regione, pertanto è importante anche avere un'idea di dove andare con questo nuovo strumento. Fondamentale è avere lo strumento il più presto possibile, anche in ragione della situazione economico-finanziaria della nostra regione, che ha bisogno di riprendere uno sviluppo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fosson, ne ha facoltà.
Fosson (PNV) - Intervengo anch'io per esprimere un parere favorevole su quest'ordine del giorno e ringraziare chi lo ha proposto in merito a questa facoltà che noi abbiamo, prevista dalla legge, di ottenere questa possibilità di modulare delle imposte, in particolare l'imposta regionale sulle attività produttive. Certo, su questo si possono e si devono aprire diverse discussioni e argomenti, osservazioni su quello che questo fatto può produrre nella nostra economia, soprattutto nel nostro gettito. Darò quindi un voto favorevole. Il Presidente ci ha detto che siamo ormai al termine del percorso di attuazione, questa è una buona notizia. Non possiamo non sottolineare che comunque arriviamo un pochino più tardi rispetto ad altre Regioni a Statuto speciale.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Vorrei ringraziare il Presidente per l'impegno che ha preso a concludere il prima possibile l'iter di questa norma; ringrazio anche i colleghi che hanno dato la loro condivisione. Solo due parole a chiusura. Credo sia un percorso importante, perché vivere in montagna costa più caro che vivere in pianura: si parla di costi aggiuntivi del 20 percento, ma questo si traduce anche nel lavoro in montagna, pertanto, se da una parte è importante per l'attrattività, dall'altra parte è anche per le imprese il poter competere sulla produzione all'esterno della Valle d'Aosta. Ci sono altre realtà che hanno già intrapreso questa strada, quindi questo ci potrà consentire, attraverso delle opportune politiche successive, di poter anche noi mettere le nostre imprese nella condizione di poter meglio affrontare le difficoltà del mercato. Così come potremmo anche affrontare magari le difficoltà di alcuni settori, come possono essere quelli dell'edilizia o altri attraverso questa misura. Io mi auspico ancora, a conclusione, che siccome l'IRAP si paga il mese di giugno, si arrivi presto a definire questo percorso per poter valutare eventualmente la possibilità di introduzione già in corso d'anno di manovre sul 2017.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per dire che la norma di attuazione è pronta, però sappiamo che c'è un iter. Essere pronta vuol dire che è preparata, poi deve essere approvata dalla Commissione paritetica, deve fare il suo giro, nel senso che deve andare al Consiglio dei ministri. Quindi io vorrei solo dire in modo chiaro quali sono i tempi e poi sperare, come abbiamo fatto in altri casi, che questa norma venga pubblicata, perché noi abbiamo ancora delle norme ferme: sono state approvate regolarmente, ma non sono state approvate in Consiglio dei ministri e non sono di fatto norme di attuazione che hanno il loro vigore. L'ISPESL, una per tutte: siamo l'unica Regione che non ha la possibilità di utilizzare questa decentralizzazione, che era stata fatta ma che non possiamo utilizzare. Sul Catasto è stata approvata la norma ma non c'è l'accordo sull'applicazione della legge e quindi siamo fermi. Per dire che noi facciamo i passi necessari augurandoci che i tempi siano i più brevi possibili, però non vorrei che si pensasse che domani sarà tutto a posto. Su questo tema giustamente si è valutato da parte di tutti che il punto nodale e il punto importante è la possibilità di avere posti di lavoro con questa operazione. Il problema vero è che non ci si può inventare posti di lavoro, li si può favorire creando le premesse affinché ci sia una presenza in Valle di aziende ed è quello che si sta facendo anche con tutta l'operazione portata avanti per facilitare la ricerca, la presenza delle aziende. Gli accordi che sono fatti a questo proposito servono per creare le premesse per avere posti di lavoro, soprattutto posti di lavoro che possano assorbire anche una serie di persone di mezza età, oltre che i giovani, che non hanno altre possibilità, se non nelle aziende e nelle industrie che in qualche modo vengano a situarsi in Valle d'Aosta, come speriamo. Credo che questo sia il risvolto che tutti auspichiamo, perché la facilitazione delle norme fiscali porta la conseguenza di una riduzione che poi si recupera naturalmente con l'attività lavorativa e con il numero...per cui di fatto, a nostro avviso, è un modo - con cui concordiamo - intelligente per cercare di avere sul posto delle presenze che qualifichino l'attività del lavoro, che è alla base delle nostre preoccupazioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - L'anno scorso di questi tempi approvammo un ordine del giorno proposto dal nostro gruppo, ricordando l'articolo 14 dello Statuto, la zona franca, oggi superata; non può che farci piacere che il lavoro è andato avanti e che si riprenda, sia pure in chiave moderna con la dizione moderna di questa possibilità di applicare questa parte di Statuto e si prendano definitivamente degli impegni con i tempi che tutte queste norme avranno per essere approvate. Per ricordare la discussione di questa mattina lavoro per il nostro Senatore sicuramente in questo senso. Ci fa piacere quindi che, pur con un altro nome, il tema della zona franca, l'interesse e la speranza è anche che la politica qui lavori di nuovo per sviluppare i nostri impegni, ma allo stesso tempo i nostri diritti statutari trovino di nuovo una discussione fuori dalla Valle d'Aosta; questo è un elemento positivo, che sottolineiamo con soddisfazione e ringraziamo il gruppo Stella Alpina per aver portato la discussione in aula.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Voglio solo sottolineare che ritorneremo sull'argomento con un emendamento, dove dirò ancora alcune cosette sulla procedura.
Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno n. 11 proposto dal gruppo Stella Alpina. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ordine del giorno n. 12 presentato dal gruppo Stella Alpina. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Borrello, ne ha facoltà.
Borrello (SA) - L'ordine del giorno che portiamo all'attenzione dell'aula come gruppo consiliare è la logica conseguenza dell'approvazione di un emendamento che abbiamo prodotto durante l'analisi del documento economico e finanziario e, di conseguenza, abbiamo ritenuto opportuno andare a sviluppare con un atto di indirizzo quello che per noi è un aspetto molto importante: l'incentivazione dello sviluppo economico per mezzo delle integrazioni tra le filiere agroalimentari e turistiche. Questa integrazione tra le filiere è uno strumento decisamente importante che è già stato adottato da diverse Regioni a livello italiano, posso citare la Sardegna, l'Umbria o anche il Piemonte per quanto riguarda i musei etnografici ed enologici; è sicuramente uno strumento che va ad aumentare la valorizzazione dei nostri prodotti agroalimentari, soprattutto per quanto riguarda i prodotti a chilometro zero. Questa integrazione va a sviluppare anche l'aspetto prettamente di carattere turistico perché, oltre alla valorizzazione dell'aspetto agroalimentare, avrà sicuramente un aspetto di impatto positivo per quanto riguarda lo sviluppo delle tematiche turistiche. Se da una parte c'è un aspetto prettamente di marketing territoriale, dall'altra parte c'è anche l'incentivazione della tutela del territorio. Noi sappiamo benissimo che la Valle d'Aosta è caratterizzata, per quanto riguarda l'aspetto di tutela geomorfologica, dalla gestione del territorio, delle attività delle piccole e medie aziende dal punto di vista agricolo e per quanto riguarda gli agriturismi; da qui l'importanza di andare a realizzare uno strumento legislativo che a tutti gli effetti non è uno strumento legislativo nuovo, perché anche in Valle d'Aosta si è già cercato, e cito per esempio del 2004 l'aspetto relativo al settore agroalimentare ed enogastronomico valdostano denominato Saveurs du Val d'Aoste, di conseguenza la volontà è quella di andare a produrre un disegno di legge da portare all'interno della commissione consiliare. Noi abbiamo scritto: "entro 120 giorni", in linea con quanto discusso nelle precedenti iniziative, comprendiamo il fatto che magari i 120 giorni sono un lasso temporale non adeguato, quindi ci allineiamo a quanto già richiesto precedentemente dall'Assessore Marguerettaz, quindi emendiamo da subito mettendo i 180 giorni.
Dalle ore 17:12 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Président) - A demandé la parole de la part du Gouvernement l'Assesseur Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Questo è un tema che riteniamo sia meritevole e possiamo sicuramente votare quest'ordine del giorno. Prendo semplicemente la parola per introdurre ed esplicitare che questo argomento non potrà essere un argomento che non è convergente con il ragionamento del marchio generale, del marchio Ombrello e delle attività che discenderanno da quell'incarico che è stato dato, da quel percorso che dovrebbe poi portarci ad una condivisione generale su una strategia che irrobustirà il nostro marketing territoriale, perché abbiamo sicuramente delle attività turistiche e agricole, ma abbiamo anche tutte le altre attività. Abbiamo avuto modo anche con la IV Commissione, quando ci siamo confrontati con altre realtà, dove il marchio Südtirol è declinato con tutte le sue specificità: dall'enogastronomia alle attività artigianali, alle attività industriali e via discorrendo, per cui, rispetto a questo, c'è disponibilità a lavorare su questo argomento, coordinandolo con delle attività che si stanno già facendo.
Président - La parole au Conseiller Restano pour déclaration de vote.
Restano (PNV) - Un plauso va rivolto alla Stella Alpina, ai firmatari di quest'ordine del giorno, che direi è molto attuale, come ha detto l'Assessore, perché la questione della promozione turistica è strategica per la nostra Regione e interessa vari Assessorati, com'è stato anticipato: Agricoltura e foreste, Ambiente, Turismo; abbiamo visto in altre realtà che addirittura questi Assessorati sono accorpati per dare maggiore valenza all'attività che viene svolta. Mi permetto però di evidenziare un aspetto: già si è lavorato su questo argomento, e lo dico io perché l'Assessore è stato direttamente interessato da un'esperienza comune, assieme all'allora Assessore all'agricoltura, quando nel mio Comune si parlava di valorizzazione di un prodotto tipico che ha avuto il riconoscimento da parte del Ministero: la seupa à la Valpelenentse [traduzione dal patois: la zuppa di Valpelline], dove si lavora come ingrediente principale una DOP valdostana, ossia la fontina. Queste iniziative però...in quel momento rilasciammo la denominazione comunale di origine, che è un'attività di marketing territoriale, come ha ben detto e illustrato l'ordine del giorno, sfruttando anche la collaborazione di Paolo Massobrio, che è la persona che ha inventato Golosaria. Per arrivare a certi risultati, però ci vogliono delle convergenze e l'argomento trattato deve essere particolarmente coinvolgente in riferimento agli attori del territorio, quindi si deve collaborare, com'è avvenuto in quel caso, con le attività produttive locali, con le associazioni più rappresentative. In quell'occasione abbiamo coinvolto più manifestazioni, siamo arrivati a coinvolgere gli amici della battaglia delle capre per proporre come alimento anche un menù a base di carne di capra, gli amici della Bataille des reines, il Consorzio pesca perché abbiamo istituito anche una riserva speciale di pesca: tutte azioni che hanno visto collaborare in maniera molto forte e molto sentita il territorio. Bisogna partire, soprattutto nelle valli minori, che forse più fortemente possono usufruire di queste iniziative, le importanti stazioni turistiche ne usufruiranno di meno, quindi bisogna sensibilizzare le associazioni locali, gli operatori del luogo affinché, una volta prodotta la legge, la facciano propria.
L'Assessore ha richiamato il marchio Ombrello, ma recenti studi su questi marchi ci dicono che i marchi devono essere sentiti dalla popolazione; noi possiamo creare il marchio più bello del mondo, ma se non è la popolazione a sentirlo, non viene portato avanti il discorso. Io quindi vedo favorevolmente come gruppo questa iniziativa, perché anticipa addirittura altre azioni che questo Governo porterà avanti, che questa maggioranza e questo Consiglio con forza porteranno avanti e che potrà essere propedeutica affinché tutta la popolazione senta la necessità di sviluppare un'economia basata sui prodotti tipici locali, sui prodotti a chilometro zero e su un'attività di marketing che sta prendendo sempre più piedi, ma deve essere caratterizzante per il luogo dove noi viviamo, quindi noi appoggiamo con forza questa iniziativa.
Dalle ore 17:16 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Grosjean, ne ha facoltà.
Grosjean (UVP) - Per ribadire l'appoggio a questa iniziativa, anche se ci sono già tante di queste organizzazioni, di queste direttive, di queste iniziative, di questi marchi. Io vorrei ricordare anche il marchio Route des vins, che c'era già prima del marchio Saveurs, poi ha avuto un attimo di difficoltà, adesso vogliamo fare un marchio Ombrello. Giustamente, come diceva il collega Restano, va bene il marchio però veramente quello che bisognerebbe valorizzare in tutte le occasioni, a partire dalle manifestazioni delle pro loco, degli Enti locali è il prodotto tipico. Si sta facendo tutta una serie di iniziative, l'ultima, per esempio, è quella del pane nero che incentiva anche all'origine la coltivazione, quindi il recupero di terreni da coltivare a grano. Sono iniziative molto interessanti, purtroppo sono un po' sporadiche. Io le vedrei bene ma a monte ci dovrebbe essere una grande attività da parte dell'Assessorato dell'agricoltura per sviluppare la produzione di questi prodotti, perché è inutile voler parlare dei prodotti se poi non c'è la produzione. Il compito quindi è importante, la differenza la potremmo fare solo aumentando la produttività della Valle e quindi diversificando sempre di più la produzione, non fermandoci solo alla produzione di latte e di fontina, ma cercando di diversificare e di creare delle filiere complete. Non so se basteranno i 120 giorni, ma dovrebbe essere veramente da parte di tutti un'attività continua di sostegno alle produzioni agroalimentari della nostra Regione chiedendola, richiedendola e pretendendola anche nella ristorazione, quando abbiamo degli ospiti, qualcuno che viene da fuori, cercando di far conoscere effettivamente la produzione sul territorio, perché altrimenti se ci limitiamo poi a fare dei marchi, non lo so se avremo dei grandi risultati, però è estremamente importante cercare di valorizzare tutte le nostre produzioni.
Presidente - Altri? Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Ho ascoltato con piacere e anche con molta partecipazione quello che è stato espresso dai colleghi ed è assolutamente condivisibile ed è il lavoro che si è cercato di portare avanti in questi ultimi anni, così come si erano già attivate determinate filiere nelle precedenti legislature. Evidentemente ci va un coinvolgimento complessivo che non può derivare solo da chi è direttamente interessato alla produzione che molte volte si spende e si rende disponibile. Evidentemente c'è la necessità di una condivisione, di un apprezzamento trasversale da tutti gli attori che fanno parte di questa rete turistica per fare proprie, riprendendo le parole di chi mi ha preceduto, determinate opportunità che ci vengono offerte proprio dalla tipicità del nostro territorio.
Prendo come spunto quello che è stato sollevato dal collega Grosjean poc'anzi relativamente alla Festa del pane: il giorno successivo, la settimana successiva alla Festa del pane è stata organizzata una riunione proprio per mettere in rete i produttori con gli utilizzatori, in questo caso di un'iniziativa puntuale, che però potrebbe proporsi più volte all'interno delle nostre manifestazioni e delle nostre proposte all'interno del territorio regionale e per valorizzare soprattutto quelle piccole località che facevano della coltivazione dei cereali una loro prerogativa. Altre iniziative sono evidentemente già condivise con l'Assessorato del turismo e c'è un coinvolgimento anche trasversale con tutti gli operatori della ristorazione, ADAVA in primis, che sempre di più sta cercando di collaborare e a breve proporremo anche delle opportunità per valorizzare ulteriormente i prodotti del nostro territorio. Sono state anche attivate delle iniziative a livello transfrontaliero con dei progetti INTERREG e ALCOTRA, che vedranno il coinvolgimento su tutto il territorio regionale degli operatori vitivinicoli per una valorizzazione del turismo del vino che coinvolga evidentemente anche tutte le strutture che stanno lungo questo percorso che parte da Pont-Saint-Martin, da Donnas per arrivare a Morgex, le iniziative quindi sono tante. Bisogna, come in altre circostanze, cercare di metterle il più possibile in rete, dar loro un'efficacia, una fruibilità in maniera più importante.
Il marchio Ombrello, secondo me, non è assolutamente una banalità, ma può essere uno stimolo per far aumentare la presenza dei nostri prodotti all'interno delle strutture alberghiere e magari anche vincolarle al fatto di avere un marchio che le identifichi come valdostane proprio per la loro capacità di utilizzare i prodotti del territorio. Penso quindi che questo possa essere un ulteriore stimolo per andare e continuare a lavorare in questa direzione, così come lo si è fatto anche in altre circostanze. L'importante è lavorare in sinergia e cercare di trovare sempre nuovi stimoli per arricchire le opportunità di presentare il nostro prodotto. Evidentemente una delle nostre criticità è quella di avere poco prodotto, ma a maggior ragione dobbiamo venderlo bene, saperlo vendere, saperlo proporre anche per dare una redditività importante ai nostri produttori. Questo nell'insieme è l'obiettivo che bisogna portare a casa e, lavorando in sinergia, potremo evidentemente riuscirci.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Credo che quest'ordine del giorno ponga all'attenzione un interessante argomento: quello dello sviluppo delle filiere tradizionali di agroalimentare. Credo che lo scorso anno, proprio in sede di finanziaria, l'Assessore Testolin abbia ripreso, anche adesso, un po' questo aspetto. Noi presentammo un ordine del giorno, sul quale la maggioranza si astenne, che chiedeva proprio di "reperire aiuti per sviluppare filiere tradizionali e/o di e-commerce che valorizzino la vendita e la rendita dei prodotti delle aziende agricole e aumentino gli sbocchi di mercato per i prodotti di elevata qualità". Credo che anche quest'ordine del giorno già lo scorso anno ponesse proprio l'attenzione su questo aspetto e ancora una volta, così come per altri argomenti, si sta ponendo il discorso dell'importanza della rete. Penso che il collega Grosjean nel suo intervento abbia in qualche modo già evidenziato il fatto che ci sono diverse attività, diversi marchi che sono scollegati e non sono in rete fra loro. Noi crediamo che sia importante sviluppare queste filiere, soprattutto nell'agroalimentare e soprattutto riguardante la valorizzazione e la rendita dei nostri prodotti.
Ritengo che quest'ordine del giorno ponga anche un altro aspetto, sul quale interverranno i miei colleghi, però credo sia importante che i diversi Assessorati, in sinergia tra loro, davvero si adoperino affinché vengano incentivate queste filiere di agroalimentare, che vengano aumentati proprio gli sbocchi a livello chiaramente turistico. Credo proprio però che sia importante non più solo dirlo, farlo e mettersi in rete anche per quanto riguarda chiaramente i marchi, eccetera.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Quest'ordine del giorno è sicuramente interessante, come non condividere il fatto che l'agroalimentare rappresenti una forte identità, un'importante parte dell'identità valdostana e quindi rappresenti un'occasione di promozione? Indubbiamente l'integrazione tra la produzione agricola e il settore della ristorazione e della ricettività è sicuramente da favorire e da incentivare. L'unico dubbio che ci poniamo è se sia il caso di andare a redigere un disegno di legge specificatamente su questa integrazione e se invece non dovrebbe rientrare in un più ampio discorso di promozione legata a tutte le filiere, non solo a quella agroalimentare ma anche penso a quella artigianale, anche in parte a quella industriale.
In questo senso noi abbiamo qualche dubbio, pur essendo d'accordo che sia necessaria assolutamente questa integrazione e che vada favorita e incentivata, ciò che ci chiediamo è se questo non dovrebbe rientrare in un discorso più ampio che in questi anni si sta cercando di portare avanti. Noi quindi poniamo all'attenzione dell'aula questa riflessione.
Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? Ha chiesto la parola il collega Borrello per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Borrello (SA) - Per ringraziare i colleghi che sono intervenuti, che hanno dato sostanza e importanza alla tematica che abbiamo proposto all'interno dell'ordine del giorno. Riconosciamo in maniera trasversale anche l'interesse da parte delle altre forze politiche presenti in aula rispetto a questa tematica. Riteniamo che l'importante sia affrontare la tematica, l'Assessore ha manifestato il suo interesse a portare un disegno di legge che vada nella direzione di andare a ottimizzare questa filiera, questa incentivazione e questa integrazione.
Le considerazioni della collega Morelli sono sicuramente interessanti, l'unica cosa che dico in maniera molto sincera è che non vorrei perdere di vista l'obiettivo, questo lo dico in maniera molto semplice e lineare.
Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno n. 12 presentato dal gruppo Stella Alpina. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 26
Favorevoli: 26
Astenuti: 5 (Certan, Chatrian, Cognetta, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno n. 13 presentato da Stella Alpina e dai Consiglieri Bertschy e Restano. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - L'iniziativa è molto semplice, ma molto importante: noi crediamo che lo sportello unico nato con la legge regionale del 2003, rivisitato con legge regionale del 2011 n. 12, oggi soprattutto per il settore dell'edilizia sia diventato un ufficio complicazioni, le complicazioni anziché accelerare i tempi e sburocratizzare le pratiche come si voleva raggiungere come obiettivo. Infatti oggi è diventato un organismo di complicazioni direi obbligatorie. Faccio solo una carrellata per capire i tempi che abbiamo oggi su una procedura. Oggi il SUE trasmette al Comune la pratica che la esamina normalmente entro 7-10 giorni, il Comune trasmette al SUE la risposta della richiesta di pagamento degli oneri, normalmente anche qui in 7-10 giorni; il SUE trasmette al tecnico la richiesta di versamento normalmente in altri 7-10 giorni. Ricevuto il versamento, il SUE lo trasmette al Comune e considera la pratica completata. Totale: 40 giorni. In caso di pratiche che interessano più enti: Soprintendenza, ufficiale sanitario, i tempi sono normalmente raddoppiati e andiamo a 80 giorni. Dopodiché con alcuni enti non è possibile utilizzare la modulistica del SUE, ad esempio: ANAS, vigili del fuoco, eccetera, con aggravio di tempi. In questi casi è meglio fare una pratica chiamata "ibrida" da tutti, cioè richiedere direttamente il parere all'ente e inviare, una volta avuta la risposta, la richiesta al SUE, con il parere allegato chiaramente. Ciò comporta un aumento dei tempi, in quanto non è possibile avviare contemporaneamente le pratiche, diciamo una ventina di giorni, e arriviamo a 100 giorni. Ancora: ci si impiegano più di 7 giorni per ricevere una pec o una e-mail dal Comune al professionista, passando per lo sportello unico e viceversa. Totale: circa 110 giorni. Sui tempi quindi, anziché avere una normalità, che avevamo prima dei 30-40 giorni, abbiamo triplicato i tempi di attesa per il cittadino, per le imprese e per i professionisti.
Sulla sburocratizzazione, anziché diminuire, abbiamo avuto un aumento a dismisura. Anche qui tre esempi: non viene rilasciato alcun elaborato con il timbro del Comune, pertanto in cantiere non è possibile avere alcun documento che attesti la regolarità; gli allegati richiesti, definiti obbligatori, molto spesso non coincidono con l'organizzazione del progetto; si è costretti a spacchettare gli elaborati o a ricorrere a piccoli trucchetti per superare l'ostacolo, o gli ostacoli: una modulistica farraginosa e superflua, che a volte è impossibile da gestire. Ancora: ci si mette più di sette giorni per ricevere una pec, ma anche lo sportello trasmette gli elaborati progettuali in versione pdf, quindi i Comuni - e sono tanti - sono sprovvisti di plotter e gli stessi hanno difficoltà a istruire la pratica. Anche qui su questo tema quindi noi abbiamo un aumento della burocratizzazione, invece di aver sburocratizzato. Dulcis in fundo, terzo volet: i costi. Anche qui abbiamo costi che i cittadini, professionisti e impresa, si vedono triplicare rispetto ad anni fa.
Colleghi, noi abbiamo proposto quest'ordine del giorno senza accusare nessuno, ma ci facciamo un po' di autocritica tutti insieme, quindi in sintesi dobbiamo mettere mano alla situazione che si è creata e proponiamo in particolare che, entro 60 giorni, alla commissione consiliare competente si sottoponga un disegno di legge che preveda la rivisitazione della normativa relativa allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE), in accordo chiaramente con il CELVA, perché sono i Comuni i primi interessati, oltre che le imprese, i cittadini e i professionisti. Se questa proposta non arriva dalla Giunta, si invita la commissione a provvedere con propria iniziativa legislativa.
Vorrei anche ricordare che credo questa questione dello sportello unico per l'edilizia sia stata fatta da tutti certamente in buona fede e con l'obiettivo di migliorare le situazioni. Quello che vi ho esposto dimostra...e lo sapete perfettamente perché avete tutti credo persone che vivono questo momento, perché ci sono imprese, professionisti e cittadini che tutti i giorni sono coinvolti in queste procedure. È un argomento quindi sul quale bisogna fare autocritica e credo che si possa affrontare, perché si possono affrontare queste questioni a costo zero: non è un problema di trovare delle risorse, ma è un problema dare delle risposte ai valdostani.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - La sottolineatura fatta dal collega sulla situazione attuale credo porti a fare una riflessione obbligatoria su queste tematiche, perché indubbiamente il fattore tempo è un fattore importante e lo è tanto più in un settore delicato come l'edilizia. Ad oggi questo aspetto sicuramente va affrontato, l'ha ricordato il collega, anche e soprattutto credo con gli Enti locali perché è giusto che facciano parte di uno degli aspetti di collegamento, perché il SUE manda...torna e così via. Quindi, per trovare le modalità anche pratiche e tecniche per raggiungere lo scopo, bisogna che ci sia una condivisione con la parte direttamente interessata. Il discorso dei tempi, di presentare "entro 60 giorni" un disegno di legge, credo che potrebbe vedere magari una dilazione, dando un attimino di tempo in più per poter raccordarsi su questo, perché altrimenti rischiamo di non avere, tenuto conto che siamo sotto le feste, il tempo necessario. Sul resto io credo che si possa affrontare con questo spirito, nel senso che insieme si può guardare alla modalità con cui accelerare nei fatti, perché altrimenti è solo teorico. Già adesso di fatto non ci dovrebbero essere quei tempi, però i tempi si dilatano e quindi bisogna trovare il modo per essere sicuri che quei tempi poi vengano mantenuti, perché oggi la difficoltà è: come intervengo, dove intervengo, anche se volessi, io proprietario o io interessato, dove vado a cercare? Questo non deve succedere, deve essere in automatico per me sapere che fra 30-40 giorni la pratica devo averla chiusa, quindi il resto lo deve sbrigare naturalmente lo sportello direttamente interessato. Con questo spirito chiedo se è possibile allungare un po' i tempi...se si può mettere 100-120 giorni, poi se si fa prima, meglio, perché si fa con i Comuni comunque.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - Il ragionamento che il Presidente ha fatto lo si può condividere, possiamo mettere anche 100 giorni, non sono i 10 o i 20-30 giorni in più: il problema è affrontare, farsi un po' di autocritica su queste cose...che non costa metterci mano. Volevo però anche dire, Presidente, che non è solo l'accelerare i tempi: qui c'è stato un pantano sulla modulistica. Dire "pantano" è dire poco, perché abbiamo una modulistica che se andiamo a misurarla, a volte arriva a dieci centimetri di spessore e spesso, perché si può compilare la modulistica solo via internet, il ragionamento è se non compili tutte le pagine, si blocca, quindi troviamo anche dei professionisti che devono mettere delle "X" o dei dati per poter andare avanti senza che abbiano nessuna logica. Veramente bisogna rivisitare la modulistica, che è quella che fa dilatare i tempi e soprattutto crea la burocrazia che noi invece avevamo inteso già da allora eliminare, quindi io accolgo il discorso dei 100 giorni, ascolto i colleghi e mi riservo di intervenire.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - I colleghi hanno centrato una criticità reale, tangibile, durante i dibattiti sulle finanziarie abbiamo cercato di mettere in evidenza quanto meno le storture, non è un ragionamento legato ad un discorso di autocritica, ma è legato ad un discorso che ci sono delle reali difficoltà temporali: la prima, la piccola attività di montagna fino a sei anni fa in due giorni apriva l'attività e aveva tutta la documentazione, i Comuni davano il parere per poter aprire l'attività. Così com'è stata modificata, non bastano sovente i 60 giorni e sovente si fermano per delle questioni di natura di incomprensione burocratica, ma poi anche di competenza fra ufficio tecnico del Comune, all'interno del proprio Comune nei confronti dello sportello unico. La questione quindi è sicuramente complessa in questo momento, ma va comunque risolta, quindi sposiamo la proposta che i colleghi hanno preparato, hanno confezionato e gradiremmo essere partecipi con il Governo regionale sulla bozza del disegno di legge per provare a riportare, se è possibile dal punto di vista legislativo, certe competenze all'interno del Comune perché così com'è sicuramente non è sicuramente un buon risultato e l'esito è comunque negativo per tutti: per i dipendenti comunali, che alla fine comunque non riescono ad oggi...forse per mancanza di coordinamento, forse per delle difficoltà diverse, anche delle gestioni diverse che ci sono ancora fra i vari uffici; il libero professionista che deve redigere comunque la documentazione e poi la chiusura del cerchio che dovrebbe essere quella dello sportello unico. Lo dico con cognizione di causa e mi sono anche vergognato nel momento in cui direttamente interessato...c'è una complicazione veramente esagerata.
Se c'è quindi la volontà di mettere in discussione il castello che probabilmente è stato messo in piedi - e probabilmente ci è scappato anche di mano - e se si possono riportare le competenze all'interno degli Enti locali...sicuramente l'Ente locale prima di creare lo sportello unico era più rapido, o quanto meno tanti Comuni erano più rapidi; al di là ancora di quanta carta e di quanta documentazione, erano più rapidi e meno costosi. Questi sono i due elementi importanti.
Se quindi nei 100 giorni di impegno al Governo regionale, insieme alla commissione riusciamo a ridurre i tempi, io non lo so, pongo la questione politica, riportiamo le competenze all'interno dei Comuni? I nostri Comuni hanno la forza, è possibile riportare comunque all'interno dei Comuni o all'interno delle Unité? Non lo so, troviamo magari un livello intermedio. Politicamente io penso che dobbiamo affrontare questo tema. Poi il discorso dei costi, perché non possiamo chiedere alla semplice azienda, all'artigiano certi costi che in questo momento devono essere riversati sul libero professionista, perché poi questa è la sintesi finale.
Il nostro voto comunque è favorevole su quest'ordine del giorno, con l'obiettivo di mettere in discussione però politicamente lo sportello unico e probabilmente fare un passo indietro proprio a livello di area geografica. Proviamo quindi il discorso delle Unité oppure quello dei Comuni. La lancio come sfida, quanto meno una proposta alternativa va messa in campo e anche in fretta.
Dalle ore 17:48 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Io penso che alcune riflessioni vadano fatte su questo argomento, soprattutto cercando di capire perché il modello sportello non ha funzionato. La prima domanda da farsi è questa, perché in altre realtà dove c'è anche lo sportello unico, funziona. Io penso che la prima domanda da fare è perché il sistema valdostano com'è stato articolato non funziona. Non è detto che avere lo sportello unico sia sintomo di allungamento dei tempi, costi aggiuntivi: non è vero. Se voi andate a vedere altre realtà in Regioni molto più grandi, non è così, per cui il vero problema è capire perché non funzionano. La partita è tutta interna e qualcuno giustamente ha sottolineato il fatto che qualcuno non ha il plotter per stampare, qualcun altro non manda le pec, ci sono dei malloppi via internet da scaricare. Se spostiamo il problema dallo sportello unico alle Unité o al Comune, io non so se lo risolviamo in tutta sincerità.
Perché si è arenato questo sportello? Lo sportello era nato - tanto per ricordare lo scopo dello sportello - per acquisire tutti i pareri necessari quando una persona si reca in un Comune collegato telematicamente e fa la domanda di autorizzazione: questo era lo spirito. Capiamo perché non ha funzionato. È molto semplice, perché se poi io vado allo sportello e faccio la domanda, e questo per darmi il nulla osta urbanistico deve rimandarmi la domanda al Comune e avere il visto dell'ufficio tecnico per avere la compatibilità al piano regolatore, è chiaro che non funziona. Questo sportello era nato con la volontà di distaccare del personale che si occupava di urbanistica e di piani regolatori all'interno dello sportello per aver immediatamente il parere. Secondo me, l'analisi da fare, al di là di quello di predisporre un testo, che potrebbe al limite prendere un problema e spostarlo da altre parti...ricordo, tra l'altro, che in questo momento tutta una serie di funzioni sono gestite a livello di convenzione se non a livello di Unité, per cui non è un problema che può riguardare solo il Comune, anche perché potremmo avere dei Comuni che non hanno neanche personale qualificato, perché conosciamo la pianta organica di determinati Comuni. Io penso pertanto - lo dico sinceramente - che una riflessione vada fatta perché qualcosa non ha funzionato, su questo non c'è ombra di dubbio, ma non so se dire che lo sportello unico ha fallito in quanto tale, oppure dire che ha fallito perché c'è una serie di difficoltà che sono tutte nostre, io dico: sono tutte nostre del sistema valdostano; questa è, a mio parere, l'analisi più corretta. Al di là della predisposizione del testo, io vorrei capire dove non ha funzionato, perché spostare il problema non significa risolverlo. Questa è un po' l'analisi, perché la nascita dello sportello io l'ho vissuta in un altro ruolo, per cui so anche com'è nato questo sportello.
Certo che non funziona, sono il primo a dirlo. Ha altri aspetti positivi, su altre parti ha funzionato per alcuni aspetti, ma sono aspetti marginali, non sono gli aspetti relativi a tutta la necessità di avere risposte immediate alla quasi totalità delle domande. A quelle più difficili è riuscito a dare delle risposte, proprio perché magari gli uffici tecnici singoli non erano preparati per darle, però non può funzionare così, questo sono il primo a dirlo, per cui io veramente inviterei ad una riflessione sul perché non ha funzionato e quale può essere eventualmente la correzione. Con questo io non mi sento di cassare a priori il principio dello sportello unico solo perché in Valle non ha funzionato.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Per noi dell'UVP, ma credo un po' per tutti, tutto quello che affronta il problema della burocrazia, anzi dell'iter della burocrazia ben venga. Se con un'azione di questo genere si riesce ad eliminare un nodo che purtroppo abbiamo provato tutti, un nodo burocratico che ha aggravato la situazione, noi siamo ben lieti di sostenere un'azione di questo genere. Io farei una considerazione di questo tipo, in parte quella che ha già fatto il collega che mi ha preceduto, e direi che il vecchio detto che la strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni si applica anche in questo caso, perché l'intenzione non era sbagliata: era quella di accentrare delle funzioni in modo di far correre meno la gente. In realtà, è stato un boomerang e chiediamoci perché lo sia stato, per cui ben vengano tutte queste considerazioni, tutti questi ripensamenti, come diceva il collega Viérin, delle analisi di coscienza in cui si possono evidenziare i nodi che hanno impedito a questa istituzione di funzionare bene. Speriamo che questo lavoro porti ad un risultato efficace ed efficiente per noi e per tutti cittadini.
Président - La parole au collègue Restano.
Restano (PNV) - Solamente per significare un aspetto: nessuno ha mai riferito qual era il punto di partenza. Io ritengo che i nostri Comuni fossero un'eccellenza rispetto ai Comuni nel resto d'Italia nel disbrigo di certe pratiche, quindi noi siamo partiti, poi è arrivato lo sportello unico dove in tutta Italia aveva la volontà di semplificare: laddove si aspettavano sei mesi le pratiche e adesso se ne aspettano solamente tre è un gran risultato; dove per le pratiche si aspettava una settimana e adesso - andremo a vedere per quale motivo - si aspetta un mese diventa un disastro. Io l'ho vissuto, come altri colleghi qua, con un'altra veste, ci abbiamo tutti creduto. Abbiamo creduto nella semplificazione, ci crediamo anche adesso; tutto ciò che può semplificare noi sicuramente lo appoggeremo. Ammettiamo, pur avendolo vissuto da attori, che è stato un fallimento: non abbiamo dato le risposte che tutti ci aspettavamo. Ora la diagnosi l'abbiamo fatta, la ricetta è tutta da comprendere, però l'importante è, come già avvenuto altre volte, che si sia posto il problema sul tavolo e che ci sia la volontà condivisa fra tutti di andare a risolvere il problema. Che la firma digitale in certi casi sia un problema - mi riferisco anche ad altri tipi di sportelli unici - è evidente, è sotto gli occhi di tutti perché non tutti la possiedono, oltretutto è diventato anche un costo tenere la firma digitale, ma vi sono anche altri problemi. Abbiamo centralizzato il luogo delle risposte, però per un abitante di una valle era molto semplice andare in Comune, dove c'era un rapporto diretto con il funzionario pubblico e dove portare una pratica edilizia significava per il territorio portare sviluppo, se si va a inviare una pratica ad un back office si ha un rapporto diverso, è inutile negarselo, però dall'altra parte ritengo che se lo sviluppo va in un senso, diventa difficile andare in senso opposto, quindi andrà fatta un'analisi attenta cercando di dare le giuste soluzioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti, anche perché nelle loro parole traspare che anche loro stessi hanno toccato con mano che esiste il problema, perché io l'ho detto nelle premesse, l'abbiamo scritto anche nelle premesse nel documento che abbiamo presentato: quando si invita a fare un disegno di legge ed eventualmente questo non avviene, che sia la commissione...perché bisogna capire le ragioni del fallimento. Se noi siamo uomini eletti, che quindi dobbiamo affrontare il bene dei cittadini, dobbiamo anche affrontare il fatto di farci non dico autocritica - magari ho esagerato - però un po' di autocritica sì e capire che cosa non ha funzionato.
Il ragionamento molto chiaro che io voglio fare su questa questione è che questa questione a turno tocca tutti i valdostani: dalla piccola concessione edilizia ad un mero intervento di un muretto su un negozio commerciale, piuttosto che su una piccola attività artigianale. Oltretutto tocca le imprese di un settore edile che è in grande difficoltà, e io ho fatto anche tesoro di alcune notizie che ho avuto: piccole imprese artigiane che a volte non hanno potuto finire il lavoro perché hanno iniziato il lavoro tre mesi dopo la loro programmazione dell'anno, perché nessuno si fida più di iniziare il lavoro prima che arrivi la risposta dell'ente pubblico. È vero che con una SCIA io posso iniziare, però se poi l'ente pubblico dice: "non è troppo corretto", tu rischi in tutti i sensi, quindi ormai le imprese aspettano che arrivi la risposta dell'ente pubblico.
Sul discorso di Gerandin io volevo solo fare una precisazione: condivido il fatto che nell'analisi per arrivare ad una proposta si vada a ricercare il perché, e anche nel testo avevamo inserito proprio anche insieme al CELVA, perché gli Enti locali sono stati quelli che hanno lavorato per cercare di fare qualcosa di meglio rispetto a prima, ma purtroppo oggi abbiamo una situazione peggiore. Io direi anche che però una cosa è chiara, Gerandin, la modulistica è fuori dai normali canoni, dobbiamo dirci questo: tra un po' abbiamo meno modulistica per fare l'intervento di un grattacielo a 27 piani che rispetto ad una piccola richiesta di un cittadino. Quando ho dieci centimetri di carta, non conto le pagine perché sarebbero troppe, un sistema che ti blocca il passaggio alla pagina 222, perché non hai risposto alla duecentoventunesima, c'è qualcosa che non funziona.
Detto questo, io direi che il monitoraggio, come non abbiamo fatto magari troppo celermente in questo caso, andrebbe fatto anche su altre leggi. Il monitoraggio sull'efficienza e sull'efficacia delle norme che abbiamo fatto, soprattutto quelle che abbiamo fatto come Consiglio regionale. Non parlo di quelle fatte dallo Stato o dall'Europa, lungi da me, ma almeno per quelle che facciamo qui sarebbe bene che ogni tanto iniziassimo a fare un monitoraggio.
Noi su questo tema abbiamo già elaborato alcune nostre visioni, alcune nostre idee, alcune nostre proposte, potevamo anche venire a presentare un disegno di legge, ma proprio per quello che avete detto anche voi nei vostri interventi, abbiamo preferito portarlo al dibattito in bilancio, per cercare di mettere tutte queste idee e queste proposte che abbiamo già immagazzinato - e le avrete anche voi, cari colleghi - all'interno del dibattito consiliare, e della commissione eventualmente, per sortire un qualcosa che dia un risultato vero e tangibile.
Président - La parole au Président Rollandin.
Rollandin (UV) - La difficoltà di questo tema sta nel conciliare quella che era un'organizzazione fatta in esecuzione di un ordinamento più generale che portava a creare questi punti di riferimento. La nota che credo sia da sottolineare è che i Comuni devono rendersi conto di quale ruolo possono giocare nell'ambito della risposta che deve essere fatta con il SUE, perché altrimenti non ne usciamo. Non sono tutte uguali le risposte: ci sono situazioni più celeri e altre meno. È giusto fare una considerazione generale e capire perché certi meccanismi non funzionano. Sulla modulistica comunque io vorrei solo precisare che, purtroppo, si potranno semplificare alcune cose ma ormai tutte le norme di trasparenza, e tutto quello che c'è, portano ad avere una serie di dati, che continuano ad aumentare: questo lo dico perché è una situazione già oggi evidente. Credo comunque, nel votare quest'ordine del giorno, che ci sia la condivisione sull'obiettivo da raggiungere, il come è legato alla partecipazione dei Comuni ed ai suggerimenti che verranno dal coinvolgimento della commissione competente.
Presidente - Non ci sono altri interventi per cui metto in votazione l'ordine del giorno con l'emendamento che prevede la sostituzione del termine "60 giorni" con "100 giorni". La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 29
Votanti: 29
Favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ordine del giorno n. 14 presentato da Stella Alpina e dal Consigliere Bertschy. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - L'ordine del giorno consegue al punto che è stato introdotto nella finanziaria, di cui si è parlato già in questi giorni: l'avvio del percorso della quotazione in Borsa della CVA. È un percorso che per noi costituisce un'opportunità di sviluppo sia per l'azienda, sia per l'apertura dell'economia valdostana all'esterno. Abbiamo sentito anche negli scorsi giorni i contributi che sono stati portati dai colleghi dell'opposizione, le preoccupazioni su questo percorso. Abbiamo ritenuto assieme a dei colleghi di presentare questa iniziativa, che chiede di mantenere informato il Consiglio regionale sull'andamento di questo processo di quotazione in Borsa, finalizzato quindi alla domanda di ammissione alla quotazione in Borsa di CVA; ad indicare al Consiglio regionale poi, una volta completato questo percorso, "l'ammontare delle risorse potenzialmente rinvenienti all'azionista dall'operazione di collocamento non appena il progetto di collocamento sarà definito e approvato dagli organi della società", ovvero cercare di capire quali saranno le risorse che potenzialmente saranno disponibili all'Amministrazione regionale sia tramite i dividendi, sia tramite i proventi dalla vendita delle azioni che saranno posizionate sul mercato. Questa è un'operazione di carattere straordinario, crediamo che possa portare delle cospicue risorse a disposizione della Regione e che quindi sia importante predisporre anche un piano strategico di come poi investire queste risorse. Chiediamo quindi un impegno di presentare al Consiglio regionale un piano strategico di investimento di queste risorse, perché sono delle risorse che avranno carattere di straordinarietà, saranno una tantum, quindi un'occasione da non sprecare per definire le nostre priorità all'interno di un progetto organico, per riuscire a dare nuovo sviluppo e rilancio all'economia valdostana. L'ordine del giorno prevede anche di non disporre l'effettuazione di alcuna operazione di carattere straordinario sul patrimonio della CVA prima dell'approvazione da parte del Consiglio regionale del piano di cui ho parlato poc'anzi, fatte salve le eventuali iniziative volte a soddisfare bisogni dovuti ad esigenze indifferibili, previa autorizzazione del Consiglio regionale.
Questo è un ordine del giorno che vogliamo sottoporre ai colleghi per attivare una discussione sull'argomento e per arrivare a cercare di avere una condivisione che possa portare a dare della progettualità, a definire successivamente dei quadri di priorità di intervento per riuscire ad uscire da questa situazione di difficoltà che, anche se in misura inferiore rispetto a quella di altre realtà territoriali, vive anche la Valle d'Aosta.
Président - Pour la réplique de la part du Gouvernement, la parole au Président Rollandin.
Rollandin (UV) - La questione sollevata con quest'ordine del giorno credo abbia già avuto un suo sviluppo in quest'aula questa mattina. Nelle premesse di questa risoluzione si ricorda quello che è stato fatto per acquisire le varie centrali della CVA che, com'è stato detto, ha sicuramente dato la possibilità di sviluppare una serie di altre iniziative, perché non dimentichiamo che nel tempo sono cresciute quelle portate avanti da CVA anche in altri settori, eolico e solare, quindi iniziative importanti che andavano a crescere la loro potenzialità sempre con energie pulite e alternative. Il fatto di raccordarsi, quindi di dare un'indicazione su quello che succede, credo che possa essere condiviso, man mano che la procedura andrà avanti, tenendo conto che ha delle tempistiche. Voglio ricordare che comunque i tempi di questa procedura ad oggi sono fissati dal decreto in vigore, per cui questo aspetto dovrà essere tenuto in considerazione, perché è così. Quindi, nell'ottica di dare delle risposte, credo che nell'ordine le indicazioni che sono state presentate vadano nella logica di poter dare una possibilità di valutare passo per passo quello che verrà portato avanti con le programmazioni che ne derivano.
Chiaramente voglio specificare che nel piano strategico dovremo tenere conto anche di un aspetto non indifferente: che le centrali idroelettriche hanno un grande valore, ma hanno una scadenza. Il tema della scadenza delle centrali idroelettriche è un tema delicato, che noi abbiamo già cercato di affrontare; speriamo anche di trovare su questo una sponda con il discorso della norma di attuazione che è stata approvata sul demanio idrico, affinché in qualche modo vada ad aiutare questo insieme di procedure che non saranno facili. Il Trentino, come noi, è molto preoccupato di queste situazioni, perché la concorrenza, voi vedete adesso sui mercati internazionali qual è, è molto alta sotto questo profilo. Negli investimenti si dovrà tenere conto anche di questo e quindi, correlativamente a questa indicazione, si inseriranno nella dovuta procedura i passi necessari per affrontare la questione, in modo che l'Assemblea conosca i vari passaggi che vengono fatti e quindi anche le indicazioni che saranno date.
Président - La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - È un tema che è à la une e che in questi giorni stiamo affrontando in questa finanziaria, quindi ringraziamo i colleghi che hanno voluto presentare quest'ordine del giorno. Per quanto riguarda la prima domanda, chiarezza e schiettezza ci impone di capire da parte dei proponenti se c'è la volontà di poter modificare, integrare, lavorare sull'ordine del giorno che ci avete proposto perché riteniamo, collega Marquis, importante il punto n. 4 dov'è il Consiglio che deve valutare il piano per soddisfare i bisogni dei valdostani, quindi autorizzare...se ci saranno dei proventi... È importante l'informazione che può essere trimestrale, io penso che non ci sarebbero problemi se fosse bimestrale. Anche per quanto riguarda il punto n. 3: "a proporre al Consiglio regionale un piano strategico di investimento...", non vorremmo ascoltare un'intervista alle 19:35 sul TG3 da parte del Presidente Trisoldi, che ci annuncia la chiusura del cerchio e che quindi il nostro colosso viene collocato in Borsa.
Detto questo, chiederemmo ai proponenti se c'è la volontà politica di inserire un punto o integrare uno dei quattro dove ci sia comunque l'illustrazione alla commissione consiliare competente prima che il progetto sia collocato o definito e approvato dagli organi della società, prima che il consiglio di amministrazione della società approvi il collocamento, ci sia la discussione politica serena, ma prima della valutazione dell'approvazione e prima che Trisoldi lo dica magari a tutti i valdostani, com'è successo qualche settimana fa. Nulla era stato inserito nel DEFR, nessuno di noi Consiglieri era a conoscenza del percorso che la società aveva già fatto, abbiamo fatto scaricare tutti penso l'intervista del Signor Trisoldi. Dato che la forma diventa sostanza - in questo momento mi riferisco al collega Marquis che ha presentato l'ordine del giorno -, ci sia la possibilità di modificare, quindi prima che il progetto di collocamento sia definito e approvato dagli organi della società deve essere quanto meno illustrato nella commissione competente. Io penso che questo sia basilare per poter affrontare nel merito le scelte della società, il piano investimenti, l'informazione, le risorse potenzialmente rinvenienti dall'azionista dell'operazione, tutte le cose che sono state illustrate. Non mi dilungo perché gradirei avere su questo una risposta da parte dei proponenti.
Président - La parole au collègue Marquis.
Marquis (SA) - Colgo questa sollecitazione e, per quanto mi riguarda, torno al primo punto che recita: "ad informare (trimestralmente) il Consiglio regionale sull'andamento del processo finalizzato alla domanda di immissione alla quotazione in Borsa". Questo significa, a mio avviso, intendere che si condivide un percorso, di tenersi raccordati e informati, quindi io davo per scontato che non arrivassimo ad essere informati post decisioni. Credo quindi che dal momento che il percorso è più di tre mesi, è un percorso che si immagina durerà lungo il 2017, arriverà dopo l'estate, io immaginavo che questo aspetto fosse chiaro...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...penso che questo sia l'obiettivo condiviso da parte di tutti, poi se c'è da specificare qualcosa, da parte nostra non è che "moriamo" sul testo.
Président - La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Prima di continuare la discussione su un tema comunque importante, penso che sia importante capire da parte dei proponenti se c'è la possibilità di trovare una sintesi sul punto n. 1, che è quello cruciale, tutti gli altri vengono di conseguenza. Chiederei al Presidente Farcoz se noi della minoranza possiamo chiedere un incontro con i firmatari di quest'ordine del giorno.
Presidente - La sospensione è concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 18:17 alle ore 19:06 e che alla ripresa dei lavori riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ci sono richieste di intervento? Ci sono richieste di intervento da parte dell'opposizione che ha chiesto la sospensione? Metto in votazione l'ordine del giorno n. 14. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
L'ordine del giorno n. 14 è approvato.
L'ordine del giorno n. 15 è già stato discusso. Ordine del giorno n. 16, presentato da Stella Alpina e dai Consiglieri Restano e Bertschy. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - L'ordine del giorno si riferisce al tema mobilità, in particolare alle autostrade. Questo è un tema che è arrivato tante volte in quest'aula in discussione con più o meno ricorrenza. L'accessibilità è un tema importante per la Valle d'Aosta, è un tema importante per tutte le Regioni. Nel nostro caso che siamo una Regione a sviluppo turistico costituisce una prerogativa importante per garantire lo sviluppo e il posizionamento del mercato, ma non solo, anche per dare soddisfazione alle esigenze di mobilità interna dei valdostani che quotidianamente si devono muovere lungo il nostro territorio.
Le tariffe autostradali sappiamo che sono ai limiti della sostenibilità in Valle d'Aosta, abbiamo discusso più volte su questo argomento: queste discendono dalle convenzioni uniche che disciplinano il rapporto convenzionale tra la società e la concedente che è il Ministero delle infrastrutture. Sono delle tariffe che risalgono quindi all'approvazione di queste convenzioni, che prevedono ancora allo stato attuale degli ulteriori incrementi tariffari. Sebbene ci sia stato un percorso che ha portato ad un blocco degli adeguamenti nell'anno passato, avete visto l'esito che c'è stato del ricorso da parte delle società autostradali al TAR, che ha legittimato di fatto l'aumento. Nonostante questo, le società, d'accordo con lo Stato, su sollecitazione dell'Amministrazione regionale, non hanno provveduto a questo adeguamento, ma occorre dire che esiste questa partita che rimane aperta, perché di fatto si tratta di un credito che la società ha nei confronti dell'ente che concede: Ministero delle infrastrutture. Una problematica quindi complessa che va inquadrata in un ambito di gestione nazionale, quindi ci sono delle regole omogenee per tutti e che hanno messo in difficoltà soprattutto le infrastrutture valdostane perché hanno dei numeri di utilizzo completamente diversi e molto più bassi rispetto alle altre realtà italiane.
In questi anni è stato fatto un importante lavoro, che ha portato a cercare di mitigare l'impatto delle tariffe sui valdostani; si è lavorato sugli sconti per i pendolari, sulla gratuità della cosiddetta "circonvallazione" della tratta Aosta est/Aosta ovest, ma tutto questo non è ancora sufficiente per risolvere il problema.
Ci sono delle esperienze in Italia dove la proprietà è completamente pubblica, che pare diano dei risultati soddisfacenti: mi riferisco ad esempio alla tratta del Brennero, dove la proprietà è al 100 percento pubblica. Il problema che si pone è quello di essere in grado di poter definire le politiche tariffarie. Per poter definire le politiche tariffarie, bisogna essere titolari della concessione perché la concessione deve sviluppare degli utili quando ci sono degli investitori che possiedono le quote; se le quote fossero completamente di proprietà pubblica, probabilmente qualche spazio di manovra in più rispetto alla situazione attuale di contrattazione con lo Stato potrebbe esserci.
Alla luce di queste considerazioni e con l'intento di provare a fare una valutazione complessiva per risolvere questo problema, a nostro avviso, si può cominciare ad intraprendere un percorso laddove è più facile, un percorso di valutazione sulla tratta autostradale della RAV, esercita da Aosta a Courmayeur, perché in questo caso la Regione dispone della maggioranza del capitale sociale versato tra la somma dell'azionariato ordinario e delle azioni privilegiate. La proposta porta, sempre in un quadro di progettualità, come abbiamo detto anche nell'intervento sulla CVA e in altri contesti nell'ambito della discussione della finanziaria, a fare una valutazione di stima del valore di queste quote azionarie oggi in possesso del socio privato e anche ad una valutazione di quelli che potrebbero essere i benefici che potrebbero derivare alla Valle d'Aosta da una loro potenziale acquisizione, che peraltro metterebbe anche nelle condizioni di più facilmente arrivare a determinare le politiche tariffarie. Tutto questo però presuppone il verificarsi di quello che è sottolineato al punto n. 2: di avviare nel contempo in contatto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un'interlocuzione, un confronto sull'argomento con l'obiettivo di verificare la disponibilità, nel caso di possesso dell'intero pacchetto azionario in capo all'ente pubblico, di allungare l'attuale concessione relativa alla tratta autostradale in gestione alla RAV, in modo da poter contenere al massimo le politiche degli incrementi tariffari.
Noi sappiamo che di recente è stata allungata la concessione senza gara all'autostrada del Brennero fino credo al 2050: questa è una discriminante, è un dato importante perché la politica tariffaria è in funzione dell'ammortamento dell'investimento, quindi del periodo che ha a disposizione la società per ritornare dell'investimento che ha effettuato, un allungamento della concessione sarebbe solo possibile in questo contesto normativo qualora la proprietà fosse completamente pubblica. Qualora si potessero verificare tutte queste condizioni e anche la valutazione di convenienza sulla fattibilità economica, sui benefici che potrebbero derivare alla Valle d'Aosta da un'eventuale acquisizione, si potrebbe chiedere all'azionista privato la disponibilità a vendere le sue quote di rispettiva competenza per uscire da una situazione che, tra l'altro, oggi è di passivo societario. Non si può più arrivare a raggiungere la sostenibilità con degli incrementi tariffari, pertanto occorrono delle dinamiche diverse, bisogna intervenire sulla tariffa, bisogna arrivare ad intervenire su questo meccanismo per poter eventualmente riuscire a raggiungere il nostro obiettivo. La nostra quindi è una proposta che volevamo mettere a disposizione del Consiglio, a fattore comune come patrimonio di tutto il Consiglio e sentire la vostra valutazione per avviare eventualmente un percorso valutativo per capire se ci possono essere delle condizioni che possano mettere nelle condizioni la Regione Valle d'Aosta a determinare una situazione di vantaggio sulle politiche tariffarie e sullo sviluppo del nostro territorio, sia per quanto concerne la mobilità interna che per quanto riguarda il miglioramento dell'attrattività turistica.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Il collega Marquis, che conosce bene questo problema in quanto è stato anche Presidente della RAV, credo che abbia correttamente posto il tema soprattutto con riferimento alla RAV. La ragione l'ha spiegata, è collegata con un dato: la percentuale privata oggi è del 58 percento della Monte Bianco gruppo Autostrade per l'Italia, l'altra parte del 42 è della Regione, quindi è pubblica. È stato giusto individuare come punto di riferimento la RAV e non la SAV, in quanto nella SAV - voglio ricordarlo - noi abbiamo una quota minoritaria del 28 percento, prima eravamo azionisti al 36, abbiamo venduto l'8 percento, quindi il privato sicuramente non ha intenzione di vendere, anzi ha intenzione di comprare. La valutazione di questo problema ha due processi legati ad un obiettivo che in quest'aula è già risuonato. Voglio ricordare che con diverse iniziative il collega Bertschy aveva sollevato questo tema, altri con lui, per dire come possiamo fare per ridurre l'impatto tariffario di quest'autostrada. La collega Morelli aveva parlato di questo tema sotto ad altri profili, delle modalità di pagamento, ma comunque sempre legati alla tariffa. Qual è quindi l'iniziativa e che cosa si vuole cercare di capire? Se attraverso questa procedura si va nella direzione di capire come può esserci una disponibilità ad avere la cessione di questo 58 percento, delle ordinarie, perché nelle privilegiate la Regione ha la maggioranza per il fatto che aveva speso direttamente i soldi per l'autostrada, quindi ha mantenuto il controllo delle privilegiate. L'obiettivo è quello di dire: se abbiamo la partecipazione al 100 percento, riusciamo a determinare in accordo con il Ministero delle tabelle che in qualche modo possano ridurre l'impatto degli aumenti che vengono fatti annualmente per il piano economico che viene presentato e che deve portare ad una "sostenibilità"? La cosa è gestita oggi a livello ministeriale. Tant'è che, come avete visto, è stato un anno dove, secondo i piani, doveva esservi l'aumento del 12 percento, poi è stato rivisto a livello ministeriale con l'1,5 percento. Lo scopo è quello di capire se può funzionare questo meccanismo. Per fare questo, la procedura che viene indicata è quella di fare una valutazione di che cosa significherebbe acquisire come parte pubblica le azioni oggi della Monte Bianco, del Traforo del Monte Bianco e con questo di fatto prevedere un allungamento della concessione per un numero di anni da valutare, se ho capito bene - perché questi sono dei calcoli da fare -, in modo tale da rendere compatibile la gestione con l'eventuale rimborso del costo dell'acquisto, con un delta molto difficile da quadrare: quello del traffico. Quale sarà il traffico, soprattutto quello pesante, su questa tratta nel momento in cui apre il Fréjus? Questo è un aspetto molto delicato.
Io non voglio adesso fare la distinzione tra chi vorrebbe non avere più il traffico pesante in Valle d'Aosta e chi comunque ne tiene conto nel momento in cui c'è un'autostrada che funziona con il Traforo del Monte Bianco, però dico che oggi il calcolo già deficitario del bilancio della RAV tiene sul traffico pesante, perché sul traffico leggero il ritorno è molto al di sotto del 50 percento. Dovremo fare un ragionamento anche sul futuro, perché se mai uno facesse l'acquisto e diventasse proprietario al 100 percento della RAV, cosa succederebbe? Noi, per diventare proprietari, dobbiamo fare tutta una procedura, ammesso che sia possibile. Sappiamo che, in base alla Madia, ci deve essere un certo interesse per farlo, altrimenti non lo puoi fare. Devi dimostrare che non sei in perdita, perché sennò non ci sta come società pubblica; la società pubblica oggi è in perdita perché non abbiamo da anni più avuto dei dividendi. C'è quindi un aspetto legato al traffico, dobbiamo guardare il volume di traffico, perché se il volume di traffico va sotto un certo livello non c'è più la possibilità di fare un conto economico tale che ti permetta di recuperare e di pagare annualmente, rateizzato con quello che vuoi. Come dico, è un processo molto difficile da immaginare, lungo, ma bisogna tentare di vedere quali sono le cifre mettendo insieme anche questi dati, perché se non ci sono questi dati si rischia di fare comunque un salto nel buio. Una volta che tu sei al 100 percento, non è che puoi vendere perché sei vincolato fino ad allora, quindi devi vincolare dei beni per garantire che tu rendi i soldi collegati con questo investimento. Non è roba da ridere per una Regione perché ci traguarderebbe non al 2017, 2018 o 2019 ma al 2043, 2036, sennò non ha senso: se non hai uno spostamento della concessione pluriennale, non riesci a fare un'operazione che sia in qualche modo sostenibile.
In modo molto sintetico ho cercato, se mi è permesso dal collega Marquis, di inquadrare il resto del problema per dire che il tema sollevato è interessante, deve essere, a nostro avviso, esperito: si devono fare le valutazioni che possano poi permetterci di ragionare su che cosa, come, si può intervenire, se vale la spesa di farlo, a che titolo, a che condizioni e con quale situazione nel futuro, proiettata nel futuro, in quanto non è una questione di oggi: è una questione di generazioni.
È un sistema quindi che deve essere visto con grande attenzione perché questo impegna le finanze della Regione per anni. La sollecitazione che aveva ricordato il collega Marquis è legata naturalmente al poter svolgere tutto questo per cercare di ridurre l'impatto sui costi del pedaggio, che è un altro punto collegato; come dicevo, traffico e pedaggio sono tutti collegati. Detto questo, noi riteniamo che ci siano le condizioni per svolgere questa perizia, questa expertise, che ci possa dare dei volumi, dei dati che possano essere confrontati e poi naturalmente consentire di prendere le decisioni del caso.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Ringrazio il Presidente per il contributo che ha portato, credo che abbia fornito con la sua esperienza delle nozioni interessanti e condivido pienamente che ci sia da fare tutta una serie di valutazioni sull'evoluzione del traffico, sugli scenari, quindi valutazioni di tipo tecnico economico che vogliono comunque porre l'attenzione su un argomento a livello di progettualità, quindi senza un impegno di condizionamento finale di operazioni, ma per avere contezza di quelle che possono essere le prospettive per la Regione relativamente a questo tipo di infrastruttura.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Il tema è stato più volte trattato, come ha ricordato il Presidente, il collega Marquis ha riportato la discussione limitandola in questo momento a RAV anche per una questione di impostazione del lavoro. Evidentemente noi siamo ancora convinti di provare a fare un percorso, è vero che chi guadagna non ha nessuna intenzione di vendere, magari ha bisogno di acquistare. Riteniamo che politicamente anche la nostra presenza in SAV dovrà in futuro contare maggiormente per tutte le cose che ci siamo già detti. Ci sono delle condizioni che cambiano: i lavori in house oggi non sono più così garantiti dalla normativa, tutta una serie di situazioni che si verificavano, soprattutto per quello che riguarda la società SAV, andranno nel tempo a cambiare e quindi potrebbero anche aprirsi prospettive diverse anche per questa società.
Detto questo, il tentativo di cominciare a fare un percorso per uscire anche dalla semplice dialettica qui in aula, dove tutti siamo assolutamente convinti di cosa bisogna tentare di fare, ci trova d'accordo, soprattutto ci trova d'accordo il fatto di aprire una discussione con il Ministero per rappresentare un'idea, ma soprattutto per rappresentare un problema. Qui possiamo raccontarci chi vorrebbe una cosa, chi vorrebbe l'altra, ma che queste società influiscono pesantemente sul nostro sviluppo dobbiamo dirlo non solo più qua, ma anche in altri luoghi e ribadiamo l'importanza di poterlo dire anche in Parlamento e al Senato. Questo non muove la classifica, magari ci fa solo sfogare per un po', ma iniziare a reagire anche con delle idee e con delle proposte è il minimo che possiamo fare per provare ad uscire da questo isolamento. Il tema dell'accessibilità, più volte evocato in quest'aula, riguarda uno sviluppo importante della nostra rete ferroviaria, ma riguarda anche il tentativo di non abbandonare il percorso per ritornare à être maîtres chez nous almeno per quello che riguarda una parte delle nostre autostrade. Oggi il 64 percento del capitale azionario della SAV è di proprietà del gruppo Gavio, il 6 percento di ATIVA e il 28 percento è nostro. Potremmo anche immaginare di provare almeno a ragionare anche in quella società a fare delle proposte, poi se non avranno voglia di vendere, perché guadagnano troppo in Valle d'Aosta, sarà motivo in più per chiedergli di abbassare i pedaggi.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - È un tema ricorrente in questa legislatura, ma non solo in questa, per diversi motivi, il primo lo diceva il Presidente: per il costo comunque del pedaggio, le difficoltà comunque di far pagare il giusto a chi utilizza la nostra autostrada, una quota minoritaria che abbiamo all'interno della RAV. Poi indubbiamente gli elementi devono essere incrociati per capire se ci sono le condizioni, soprattutto economiche e finanziarie, e se abbiamo la robustezza comunque di affrontare tale portata. È una discussione che può essere semplificata, ma qui di semplice...dobbiamo dirci che stiamo affrontando un tema, una proposta molto robusta, poi bisogna vedere se ci sono le condizioni per portare a termine eventualmente un'operazione di tale portata. Io penso che sia positivo esplorare, sapendo perfettamente che altri si stanno attrezzando su altri canali e il versante francese, l'altro versante ha fatto dei grandi investimenti che fanno comunque presagire un futuro diverso per loro ma di conseguenza, perché poi i numeri sono quelli, direttamente ricadono anche sul nostro percorso. Non potremmo non mettere in evidenza tali...non criticità, queste sono considerazioni, valutazioni che devono essere fatte in maniera franca.
Esplorare, collega Marquis, una stima, esplorare se ci sono delle possibilità, esplorare io penso che sia positivo, per tutte le ragioni che sono state elencate: quelle che ho detto anch'io poc'anzi, quindi sapendo perfettamente che stiamo affrontando un tema e un dossier più che robusto con delle variabili non di primo grado ma di grado nettamente superiore, dove noi non abbiamo neanche ad oggi quel peso di condizionare quelle variabili che ad oggi non possiamo permetterci di condizionare. Comunque esplorare e acquisire una stima per capire lo stato dell'arte e le possibilità, da questo punto di vista, il nostro gruppo può sostenere quest'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Mi limito a confermare l'apprezzamento del nostro gruppo per l'iniziativa. L'argomento è un argomento che si rinnova periodicamente e che il nostro gruppo anche in passato ha sempre affrontato in maniera molto decisa e molto responsabile, ma anche realistica. Noi abbiamo sempre lamentato il costo eccessivo delle tratte autostradali valdostane, così com'è ben rappresentato anche nella premessa, quindi aprire un ragionamento di acquisizione finalizzato a ridurre i costi a carico di chi percorre le tratte, con tutti gli effetti che sono ben scritti nella premessa, quindi effetti e ricadute positive anche sull'economia in termini più generali sul turismo, sull'economia anche produttiva non può che essere corretto. Importante in questa fase è anche cercare di capire - questo sarà credo poi uno degli elementi di analisi - anche a fronte comunque di un onere sostenuto per gli organi di amministrazione da parte della Regione, cercare di capire anche se questa presenza all'interno sia di SAV che di RAV è una presenza che ha una capacità anche di influenzare e una capacità di pressing al di là poi dell'esito di questa operazione di questo monitoraggio. Ricordo che sia in RAV che in SAV noi nominiamo dei componenti all'interno dei consigli di amministrazione con costi che incidono e comunque insistono sulle nostre finanze, quindi una maggiore consapevolezza anche del ruolo e della capacità che hanno di azione questi nostri rappresentanti è assolutamente necessaria. Così com'è necessario definire - e la politica in questo credo abbia un ruolo preminente - il percorso che possa portare ad un'azione di pressing positivo anche nei confronti del Ministero, che è un pressing assolutamente auspicabile proprio finalizzato agli scopi che ci proponiamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Ritengo del tutto legittimo che, tenuto conto della situazione in cui ci troviamo come Valle d'Aosta, per quel che riguarda il discorso della viabilità e dei collegamenti, avviare una valutazione di quella che può essere eventualmente l'acquisizione della quota privata di RAV. Allo stesso tempo sicuramente si pone una riflessione ancora più ampia per quello che riguarda i nostri rapporti con SAV, perché lì veramente stiamo subendo le volontà del privato e ne portiamo purtroppo le tragiche conseguenze, per cui una valutazione, una stima, così com'è previsto in quest'ordine del giorno, è auspicabile, quindi è un buon suggerimento.
Io ho particolarmente apprezzato l'intervento del Presidente, nel senso che ha evidenziato tutta una serie di aspetti da mettere in conto, perché in questo momento le regole, anche per l'acquisizione di società per avere poi una maggioranza pubblica in società, sono cambiate, sono regole che devono tenere conto di tutta una serie di fattori, per cui il primo a prescindere è che non possiamo pensare di portarci a casa delle società in perdita. Su questo quindi le considerazioni saranno fatte a bocce ferme, con un piano economico sicuramente credibile, perché viene molto difficile capire quale sarà lo sviluppo del trasporto su gomma tra 15-20 anni, perché un'operazione del genere immagino che abbia dei riflessi e delle ripercussioni nell'ordine almeno di 15-20 anni. Un'analisi quindi è dovuta, perché la Valle d'Aosta non può continuare a guardarsi intorno senza avere una prospettiva futura e nello stesso tempo deve essere una valutazione del tutto equilibrata rispetto a quelle che possono essere le incognite di un'operazione di questo genere.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Non era mia volontà intervenire nuovamente, ma solo per una precisazione. Dal momento che le valutazioni sono articolate e complesse, da un confronto con il Governo regionale è stato chiesto di portare da 90 a 120 giorni il tempo per produrre questo studio, quindi volevo autoemendare la proposta al punto n. 1, spostando a 120 giorni la data.
Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno n. 16 con l'emendamento che prevede la modifica del termine "90 giorni" con "120 giorni". La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Prima di passare all'ordine del giorno n. 17, porto a conoscenza l'Assemblea che è stata consegnata l'integrazione, come definita questa mattina, sugli emendamenti del gruppo di minoranza da parte del Coordinatore dottor Bieler. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - In riferimento al fatto che ha informato il Consiglio che ci è pervenuta la nota del Responsabile del bilancio, finanze e patrimonio, per nuovamente ringraziare del dibattito che abbiamo avuto questa mattina, in modo che in maniera serena e propositiva si possa discutere nel merito, dato che i 20 emendamenti a questo punto hanno tutti una copertura finanziaria, copertura che ha ottenuto il parere favorevole delle Finanze e che quindi non è più una semplice discussione illustrativa di emendamenti che possono avere solo un buon senso, ma sono invece emendamenti che possono modificare nel merito dando delle risposte puntuali - come si diceva questa mattina - a due settori principali in grossa difficoltà: l'agricoltura e l'edilizia.
Presidente - Possiamo discutere l'ordine del giorno n. 17 della maggioranza. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - Questo è un argomento importante per tutta la Valle d'Aosta; oggi è sempre più vitale per i territori, soprattutto di montagna, dare vita a progetti globali, progetti che siano sostenibili dal punto di vista economico, turistico e soprattutto anche ambientale, soprattutto che tengano conto di offerte turistiche adeguate ai tempi che viviamo e rivolte soprattutto, permettetemi, al medio-lungo termine. Tenuto conto anche che in queste due zone i Comuni interessati hanno già in maniera diversa dato un forte assenso e un forte interesse a questi collegamenti intervallivi, proprio perché è un atout che potrebbero avere - noi speriamo di sì - per il loro futuro e soprattutto per il futuro delle loro famiglie. Non è che è un futuro del Comune, ma è di tutti gli operatori economici che vivono la montagna che riescono a mantenerla viva e soprattutto le vallate laterali. Io credo che basti ricordare quello che abbiamo scritto all'interno dell'ordine del giorno, come il Comune di Cogne e la Regione abbiano già approvato nel loro piano regolatore la partenza da Cogne centro per raggiungere la cresta del Drinc in località La Platta de Grivon, per collegarsi agli impianti di Pila, e quindi collegarsi ad Aosta, quindi un polo estremamente interessante non solo dal punto di vista turistico, ma anche ambientalista. Anche perché la strada di Cogne voi sapete che ha dei problemi anche di viabilità e credo che i tempi di percorrenza saranno minori se utilizzati con l'impianto intervallivo rispetto a quello stradale, anche con meno inquinamento ambientale. Dall'altra parte abbiamo la grande zona che va dalla Valle del Lys al Marmore, quindi una zona interessante che, se venisse realizzato questo polo, sarebbe uno dei primi al mondo come grandezze e rilevanza turistica. Anche qui addirittura il progetto è stato fatto, è stato fatto uno studio finanziato tramite INTERREG: AlpLinks, e oltretutto i Comuni interessati hanno sottoposto un questionario alle loro famiglie, dove hanno avuto un consenso del 70-80-85 percento favorevole e quindi è stato un percorso che ha già interessato proprio i cittadini che vivono i loro territori per far sì che le scelte siano condivise.
Noi con quest'ordine del giorno proponiamo che però si vada a definire una relazione/proposta della situazione attuale perché, come si dice sovente, di studi ne facciamo tanti. Visto che qui di studi ne abbiamo fatti, visto che gli assensi delle popolazioni ci sono, sarebbe bene che su queste due proposte si facesse una relazione/proposta tecnico-economica finanziaria, onde definire se questa situazione può essere presa in considerazione anche da un punto di vista di rilanciare questi territori e di programmare la vita di questi territori per il loro futuro. Io voglio anche ricordare che non è il fatto dei 90 o 120 giorni - adesso mi viene la richiesta del Governo di portare a 120 giorni, oggi mi sembra che ci sia il fattore 100 - ma non è la questione del mese in più o mese in meno, nella sostanza noi - e penso anche tutti i firmatari, perché l'abbiamo firmato in molti: noi, l'UVP e anche le altre forze di maggioranza - condividiamo le stesse tematiche ma soprattutto abbiamo le stesse visioni per il futuro della nostra Valle.
L'unica cosa che desideriamo è che si possa partire ad avere dei pareri basati su delle analisi economico-finanziarie e non dei pareri o delle scelte fatte perché fa piacere. Sono scelte ponderate basate sui ritorni economici finanziari e ambientali per questi territori e se quest'analisi definitiva - l'abbiamo chiamata relazione/proposta - sarà favorevole, toccherà a noi fare dei ragionamenti magari anche con quell'ordine del giorno che abbiamo approvato su quello che può essere un piano di rilancio. Anche perché questi progetti hanno anche, da quello che mi risulta, una grande autosostenibilità e quindi a volte si possono fare con poche risorse da parte del Governo e dell'Amministrazione regionale.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin, ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Abbiamo sottoscritto come gruppo e lavorato a quest'ordine del giorno, quindi, a nome anche dei colleghi dell'UVP, ci tenevamo ad esprimere il nostro pensiero su questo tema, che è un tema di cui si parla non solo in questo Consiglio ma in Valle d'Aosta da tantissimi anni. È chiaro che oggi quest'ordine del giorno si inserisce un po' nel discorso dell'accessibilità della Valle d'Aosta. Quando parliamo di accessibilità, non parliamo solo di trasporti intesi come mezzi di comunicazione, ma anche come collegamenti intervallivi. Come gruppo noi abbiamo lavorato in questa legislatura per migliorare e per ascoltare anche i territori e, per quanto riguarda le due parti in discussione, sicuramente con delle valutazioni diverse abbiamo seguito anche la presentazione sui territori delle proposte: in particolare, siamo stati l'anno scorso ad Ayas, quando era stato presentato dagli esperti, a seguito anche di una consultazione con la popolazione interessata che ha ottenuto il consenso, avevamo partecipato per sentire anche in contraddittorio quali erano le sfaccettature dei progetti. Sicuramente quindi un sostegno convinto ai collegamenti di quella parte di territorio, che uniscono due importanti stazioni che vanno a creare prospettiva in un modo e con una valenza internazionale, perché si parla di Zermatt che viene collegato ad Alagna, passando per i nostri territori di Gressoney, Breuil Cervinia e Champoluc, comunque Monterosa, dei collegamenti strategici che, compatibilmente con l'impatto ambientale piuttosto che altre questioni che sono state fortemente dibattute in quelle riunioni, rappresentano uno spirito di modernità che dall'altra parte delle Alpi si sta già concretizzando.
Per quanto riguarda invece la parte di collegamento Aosta/Cogne, perché alla fine non dimentichiamoci che con un impianto come questo che viene ricordato all'interno di quest'ordine del giorno si partirebbe da Aosta passando per La Platta de Grivon per arrivare nella località di Cogne, sicuramente oggi attraverso i nuovi sistemi di trasporto, che poi sono questi mezzi che oggi non vincolano solo il trasporto a chi scia - e Skyway ne è un esempio - ma il fatto di poter accedere, rivolgere, concedere e soprattutto destinare al maggior numero possibile di utenti la possibilità di vivere la montagna, al di là dell'accessibilità, è una suggestione...in un luogo rispetto al passato... Si è parlato per anni di Tza Setze, ma per chi conosce il territorio da Tza Setze non si vedono tutti i quattromila della Valle d'Aosta, al di là degli aspetti tecnici, la visuale, la suggestione che si hanno su La Platta de Grivon...è una possibilità unica che potrà, secondo noi, rappresentare un atout unico, perché collega una città romana al Parco nazionale del Gran Paradiso che passa, assieme alla valorizzazione di tutto ciò che il territorio può proporre, fino ad arrivare alle miniere di Colonna, per dire che questi progetti possono essere strategici veramente per lo sviluppo non solo turistico ma in generale della nostra Valle.
Come UVP diamo un sostegno convinto a quest'ordine del giorno, alla cui stesura abbiamo contribuito, e soprattutto finalmente un impegno concreto affinché, nel giro dei giorni che sono stati indicati...ci pare di ricordare che forse i giorni erano leggermente allungati nell'impegno, poi l'Assessore ce lo confermerà nelle repliche...è una soddisfazione per tutti i gruppi che lo hanno sottoscritto, per dire che anche la Valle d'Aosta...ed è una notizia di questi giorni, un articolo sulla stampa di una stazione austriaca che propone uno di questi collegamenti, il Piccolo Cervino oggi sta lavorando con dei collegamenti in parte svizzera, oggi tutto il mondo del turismo in generale, ma non solo, dell'accessibilità della montagna si sta muovendo, anche la Valle d'Aosta e Skyway ne è un esempio, ma non è l'unico che potrebbe effettivamente rappresentare un atout anche per altri territori, per come la Valle d'Aosta potrebbe veramente porsi all'avanguardia e ulteriormente incrementare un indotto, che è una vivibilità e un atout della montagna di cui siamo tutti fieri.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Riprendiamo un argomento che avevamo già trattato in altre occasioni attraverso l'attività ispettiva. Con quest'ordine del giorno si ripropone una vecchia idea a mio avviso: quella che l'impianto di risalita equivale a sviluppo turistico, un binomio che se era vero 30 anni fa, oggi certo non è così automatico: rimangono dei dubbi che questo sia vero. Capire poi chi investirà questi soldi innanzitutto e se questa è una priorità della nostra Regione, se tra le varie accessibilità è questa la priorità che vogliamo mettere; certo, ce ne sono, a mio avviso, anche altre. Ad uno studio in termini generali...non si è contrari a niente...di studi ne abbiamo pieni i cassetti, figuriamoci! Ma ci chiediamo, mi chiedo se questa è una priorità e se questo è il modello di sviluppo che può essere prospettato per i prossimi decenni. Sull'impianto della Val d'Ayas per esempio, la settimana scorsa ad Ayas c'era un incontro su questo tema, nel corso del quale si prospettavano altri modelli di sviluppo turistico, perché la domanda turistica è sempre più variegata e sempre meno è collegata all'impianto di risalita tout court. Pertanto soprattutto quello che lascia delle perplessità sono le affermazioni che vengono fatte in quest'ordine del giorno, che non sono assolutamente condivisibili, che orientano anche indirettamente lo studio perché si afferma, tra l'altro, che questo è l'unico modo per sviluppare l'offerta turistica della regione a medio e lungo termine e altre affermazioni che, oltre a non essere condivisibili, secondo me, segnano anche i tempi. Erano affermazioni che potevano avere un significato 30 anni fa, ma oggi la situazione è molto più complessa e anche l'offerta turistica deve essere guardata in funzione della domanda, che non è più quella di un tempo. Soprattutto le perplessità vengono da queste affermazioni, che sono tutt'altro che condivisibili, oltre a non rappresentare una priorità di breve periodo.
Presidente - Ricordo ai colleghi di intervenire dopo l'intervento della Giunta...era un proponente, per cui non l'ho fermato, l'ho lasciato andare avanti. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Quest'ordine del giorno è in sintonia con quanto abbiamo avuto modo di leggere nel nostro Documento Economico Finanziario Regionale (DEFR), dove nel passaggio degli investimenti strategici riguardanti gli impianti a fune vi è stato un richiamo importante proprio su questi interventi. Ovviamente noi abbiamo a cuore questi nuovi interventi come tutta una serie di interventi di razionalizzazione e di implementazione del nostro sistema.
Come il collega Viérin ha ricordato parlando, per esempio, del collegamento con Cogne, non sfuggirà a nessuno che il progetto complessivamente prevede l'intervento anche sul lato Pila, perché c'è la necessità di dare un servizio che ovviamente va a servire tutta una serie di siti che già oggi vengono utilizzati, ma con la logica di dare una continuità e di evitare che il sito venga utilizzato solo da sciatori, quindi ci sono dei collegamenti e degli interventi che devono essere coordinati. Così come sul collegamento Valtournenche, Ayas, Gressoney, Zermatt e Alagna vi è tutta una serie di attività che sono state fatte nell'ambito di un progetto INTERREG, ci sono una serie di soluzioni e quindi, dal nostro punto di vista, sono assolutamente delle attività che meritano la nostra attenzione. Mi permetterà il collega Bertin - non voglio sfruttare il fatto che sia intervenuto prima - non vorremmo che ci fosse un approccio ideologico nei confronti di questo settore, perché ci sono delle situazioni dove vengono descritti degli scenari idilliaci, ma alla fine bisogna fare delle valutazioni realistiche. Il settore degli impianti di sci è un settore che dà lavoro a migliaia di persone in Valle d'Aosta, tra addetti agli impianti e indotto, quindi immaginare di proporre una Valle d'Aosta senza impianti di sci è assolutamente insostenibile: questo per dire che si possono fare delle attività senza violentare il territorio. Qua c'è un'attenzione che - e lo vedete anche nei vari progetti - ha fatto degli approfondimenti per evitare sovrastrutture. Vi ricorderete che la prima versione del collegamento per Cogne era una versione dove c'era la partenza da Epinel e in quel caso avremmo dovuto predisporre una viabilità, realizzare una serie di parcheggi, interventi accessori importanti. Nelle soluzioni che sono state elaborate successivamente la partenza avviene dal centro di Cogne, utilizzando una serie di infrastrutture che già esistono: ecco perché dico che tutte le attività che noi stiamo facendo, e quest'ordine del giorno si inserisce nell'attività di forte valorizzazione della nostra specificità, è un ordine del giorno condivisibile. Quando dicevo se era possibile avere un tempo maggiore, ma mi pare che ci sia l'accordo nel considerare i 120 giorni, è semplicemente perché noi abbiamo la necessità di produrre una relazione da parte del nostro servizio degli impianti a fune, che ovviamente in questo periodo è sollecitato ad una serie di interventi, di sopralluoghi e di controlli. Essendo due dossier importanti, probabilmente un mese non cambia, ma essendo due dossier corposi, non necessariamente dobbiamo portarli tutti e due assieme, si può portare un dossier e successivamente l'altro, quindi avere questa finestra di quattro mesi ti consente di arrivare a fine aprile per poter confrontarci in commissione con dei dati e delle simulazioni, delle prospettive che possono in qualche modo confortarci sulla bontà dell'investimento, sugli importi, sulle prospettive, per cui riteniamo di aderire, senza riserve anzi con coerenza rispetto a quello che abbiamo fatto fino ad oggi a quest'ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Trenta secondi per fatto personale. Primo aspetto: quando uno vede intervenire dai banchi del Governo, la interpreta come una replica, per cui sono intervenuto in quel momento; era lei che eventualmente avrebbe dovuto segnalarmi il fatto che non interveniva come Assessore. Prima precisazione.
Seconda precisazione. Non vi è nessun approccio ideologico, la Valle d'Aosta ha degli impianti di risalita e centinaia di chilometri di piste che sono un atout importante, ma sono piste a livello internazionale, al momento non è una priorità andare ad aumentare quest'offerta turistica; altra tipologia di offerta turistica andrebbe fatta. Nessuno ha parlato di Valle d'Aosta senza piste di sci, anzi ci sono, meno male, ci teniamo quelle che ci sono, che sono di livello internazionale, è che vi è un'offerta turistica insufficiente.
Presidente - Non c'è nessun problema l'ho lasciata andare avanti per evitare... Ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - È sempre difficile con i tempi così ristretti, e probabilmente questo argomento non sarà possibile discuterlo ed essere esaustivi questa sera solo con questo breve ordine del giorno. Dal nostro punto di vista, proprio per sgomberare il campo da quello che richiamava l'Assessore sull'approccio ideologico, credo che una valutazione, uno studio che sia oggettivo è qualcosa di positivo dal nostro punto di vista, però uno studio dovrebbe prendere in considerazione non solo una soluzione, non solo un modello di sviluppo, ma dovrebbe prendere in considerazione altri aspetti, anche perché se è ben vero che in certe località, magari molto diverse dalla Val d'Aosta, si intraprende un certo tipo di sviluppo, è altrettanto vero che altrove - e funziona - altre comunità alpine hanno preso altre strade altrettanto funzionanti. Anche su questo tema alcuni studi, oltretutto commissionati dall'Assessorato dell'Assessore Marguerettaz, che riguardano le motivazioni per cui i turisti vengono nelle località valdostane, dicono che tra le motivazioni si trova l'ambiente, la natura, la tranquillità e molto meno uno sviluppo sfrenato verso lo sport.
Detto questo, detto che una valutazione oggettiva è ben accetta, leggendo le premesse di quest'ordine del giorno, ci sembra che l'approccio sia invece fortemente ideologico, perché si dice che questa unica strada da battere è cosa buona e giusta, quindi va perseguita perché è una soluzione che porterà solo vantaggi. Su questo - permettete - noi abbiamo dei dubbi: dal nostro punto di vista, ben venga uno studio che correttamente riporti i costi, i benefici, chi dovrà sostenere i costi, quali saranno le ricadute e che valuti più possibilità di soluzioni e non solo una. Forse in questo caso, se lo studio sarà calibrato in questo modo, forse potrà essere positivo. Vero è che per com'è stato proposto questo un po' orienta già in un certo senso.
Altra cosa da rimarcare è che forse le due proposte, sia quella che riguarda Cogne/Aosta e quella che riguarda la Val d'Ayas e la Valtournenche, sono difficilmente paragonabili per diversi motivi e forse il mettere tutto nella stessa cosa è un po' forzato. Termino l'intervento per lasciare un po' di spazio anche agli altri colleghi che vogliono intervenire, comunque il nostro pensiero è chiaro.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Sosterrò quest'ordine del giorno, perché, a mio parere, di questi due collegamenti è veramente da tanto che se ne parla, sono già state fatte delle proposte, in alcuni casi ci sono già dei progetti di massima, per cui ritengo quanto mai opportuno che ci siano degli approfondimenti; ci sia - come viene chiesto qua - una relazione/proposta nella quale si esaminino le varie proposte tecniche, ma soprattutto anche dal punto di vista economico-finanziario. Conosco molto meno la situazione del collegamento Cogne/Pila, ma conosco abbastanza la proposta che è stata avanzata per quello che riguarda il collegamento Val d'Ayas/Gressoney con la vallata del Cervino. Mi risulta che ci siano già state delle sollecitazioni, Assessore, a seguito di quegli studi, per capire qual era il posizionamento della Regione. Penso che quest'ordine del giorno andrà in questa direzione, perché dove c'è attesa, il cittadino deve avere una risposta, sia "sì", sia "no", sarà importante capire se ci sarà la possibilità eventualmente di avere dei piani economici che siano di iniziativa privata, pubblica, mista...non si sa, questa è l'incognita con cui la gente non può continuare a vivere. C'è gente che comunque in questo ci crede fermamente, ci sono altre posizioni che sono più critiche rispetto a questo collegamento, però quello che deve essere dato da parte della politica è una risposta, per cui i solleciti fatti anche dalle Amministrazioni comunali devono avere delle risposte, pertanto questo non può che andare nella giusta direzione.
Sarebbe grave che la Regione non valutasse tutte le sue potenzialità economiche, pertanto è importante che chiunque abbia delle attese di diverso tipo, non è che sia un'attesa unanime per una parte o per l'altra, però soprattutto chi in questo momento amministra e chi comunque ha fatto dei programmi di legislatura, soprattutto per le Amministrazioni comunali, è legittimo che abbia delle risposte per capire qual è in questo momento il posizionamento della Regione, quelli che possono essere i progetti di sostenibilità economica, perché penso che in questo momento la vera incognita, come per tutto, sia la sostenibilità economica.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà. Ha due minuti.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente Rosset per la disponibilità visto l'argomento e l'importanza delle ricadute sul territorio di due progetti completamente diversi, lo diceva bene anche l'Assessore poc'anzi. Noi riteniamo fondamentale che si scoprano le carte dal punto di vista progettuale, dal punto di vista della sostenibilità e di soluzione, perché non c'è solo una soluzione, ce ne sono diverse; dipende quanto il pubblico può permettersi di mettere in campo; dipende se ci potrebbero essere dei partner privati; dipende da quanto si vuole o si decide di tenere la soglia per quanto riguarda il discorso ambientale...come dire? conoscendo il territorio, ma conoscendo l'arco alpino, e non solo, ci sono numerose soluzioni che possono garantire certe ricadute; ci sono soluzioni che sono molto onerose, e non so in questo momento se il pubblico può permetterselo per magari lasciare vergine dal punto di vista ambientale le due conche. È giusto, è importante che la Regione a questo punto nei 120 o nei 150 giorni metta sul tavolo le potenziali soluzioni e che ci sia la possibilità di vagliare, dalla posizione più consona al nostro ospite futuro...noi abbiamo tre milioni di persone presenze annue, quindi è troppo importante non sbagliare né nella vallata di Cogne, né nella vallata di Valtournenche, Val d'Ayas, al di là di Zermatt, al di là del Breuil, al di là di Ayas, ma non possiamo sbagliare dal punto di vista di target, non possiamo sbagliare dal punto di vista ambientale.
La nostra posizione su quest'ordine del giorno quindi sarà una posizione di astensione, un'astensione che vuole vedere le carte, vuole vedere fino a dove il pubblico decide di mantenere quell'atout troppo importante che va a garantire quelle ricadute, ma soprattutto ad aumentare le presenze in Valle d'Aosta, contemplando e compensando il turismo ambientale vergine, e, dall'altro, le potenzialità invece di un domain skiable che gioca le sue carte sapendo perfettamente che abbiamo dei competitor importanti, poi - scusatemi se lo dico - se abbiamo anche le disponibilità, altrimenti parliamo di aria fritta. Su quest'ordine del giorno quindi noi ci asterremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Questo tema è per noi estremamente importante, è un dibattito aperto su queste opere, sulla necessità di questi collegamenti. Credo che da decenni si parli della necessità da parte dei sostenitori e vi è stato un dibattito che ha visto anche posizionamenti diversi. È importantissimo quindi che investimenti importanti come questi siano monitorati dalla politica, in modo tale da cercare di capire e, per quanto ci riguarda, anche con un approccio laico, ma comunque consapevole che la più grande risorsa della nostra Regione oggi è proprio il turismo e il successo anche di Skyway credo dimostri come delle scelte comunque fatte con una certa logica e pensate possano avere comunque delle ricadute positive sul territorio, delle ricadute positive sull'indotto. Noi quindi sosteniamo assolutamente, tanto che l'abbiamo anche firmato, quest'ordine del giorno e rinviamo nei tempi debiti, alla commissione credo, il dibattito: non è indicato in modo chiaro se la relazione sarà presentata in commissione o sarà presentata direttamente ai Consiglieri, per una valutazione attenta della tematica.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Marco Viérin, ne ha facoltà.
Viérin M. (SA) - Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e onestamente, collega Chatrian, mi dispiace della vostra astensione, perché dalle motivazioni dell'astensione mi è parso di capire era per comprendere se sono progetti sostenibili e quindi costi/benefici e se la sostenibilità ambientale e quant'altro possa esserci, poi però si sfugge dal fatto che l'ordine del giorno praticamente chiede di accelerare questi tempi: di fare una relazione proposta in cui si capisca proprio questo. Anche perché - come diceva bene il collega Gerandin - la politica deve dare delle risposte, soprattutto quando si tratta di progetti già in parte condivisi dal territorio, soprattutto da territori che sono molto fragili da un punto di vista economico-finanziario che hanno bisogno di interventi affinché la montagna sia viva e non abbandonata. Io quindi chiudo il mio intervento ricordando solo che è un passaggio importante - certamente tutti l'abbiamo detto -, si deve fare un ragionamento molto sereno e corretto sul discorso della sostenibilità economico-finanziaria e anche ambientale.
Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno n. 17 con l'emendamento che prevede la modifica del termine "90 giorni" con "120 giorni". La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Astenuti: 5 (Bertin, Certan, Chatrian, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Con questo punto all'ordine del giorno, come concordato nella riunione della Conferenza dei Capigruppo, i lavori vengono sospesi e verranno ripresi alle 21:15. Vi chiedo la massima puntualità.
La seduta è sospesa dalle ore 20:18 alle ore 21:36.
Rosset (Presidente) - Ringrazio i colleghi per la puntualità, possiamo riprendere i lavori. Siamo all'ordine del giorno n. 19 presentato dall'UVP. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Le chiederei la cortesia di passare all'ordine del giorno n. 20...
Presidente - Passiamo all'ordine del giorno n. 20.
Bertschy (UVP) - ...l'ordine del giorno ha un valore simbolico, ma anche sostanziale per certi versi: abbiamo approvato un'importante normativa circa un mese fa: la trasparenza sulle partecipate, a mio avviso, una normativa che non è stata abbastanza valorizzata per l'importanza che ha nella comunità. Le leggi sono da applicare, quindi le nostre società sicuramente andranno in quella direzione, ma io ritengo, a nome del gruppo, che, visto lo sforzo fatto da parte di tutti i gruppi presenti in Consiglio di andare in questa direzione, anche solo riparlarne oggi per dire: "diamo l'impressione che nell'anno 2017 questa normativa venga valorizzata attraverso un brand ", che abbiamo chiamato "VdA trasparente", ma che si può chiamare come si vuole...è un'indicazione che ha un valore politico, però è un messaggio che deve arrivare alla comunità, dentro e fuori di essa. L'idea è quella di fare in modo che tutte le società partecipate si dotino di questo marchio, che dà l'impressione a tutti che si è partiti in un'altra direzione, che si è voltato pagina e si fa un percorso nuovo nell'interesse di tutti i cittadini e di tutte le imprese. È una proposta quindi che mettiamo in discussione, che completa il percorso che politicamente tutti abbiamo fatto con grande sforzo e anche con apprezzamento da parte di tutti. Sta all'aula quindi di valutare se è una proposta che può avere un interesse, comunque è una proposta che vuole ritornare a dare valore ad una norma che volta pagina rispetto al recente passato.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Credo che l'iniziativa abbia gli obiettivi che il collega ha esplicitato: il discorso di applicare la 20 nel modo che sia anche visibile per quanto riguarda le società. Riguarda tutte le società in modo trasversale, quindi credo sia da intendere sia le società partecipate che non tutte le società che ci sono. Sotto questo profilo, quindi, io chiederei solo con questo di poter avere forse un momento di raccordo anche con gli altri organi di coordinamento, la Camera di Commercio, i vari Assessorati, e magari prevedere una modalità che, da un punto di vista operativo, dia la possibilità alle aziende di intervenire in un modo coordinato. Tenendo conto delle caratteristiche delle varie società e dei prodotti, o della visibilità di questa iniziativa, credo che essa vada studiata in modo tale da renderla con un'efficacia che penso sia negli auspici di chi la propone. Direi quindi che questo lavoro vada fatto tenendo conto di un coordinamento trasversale, adesso senza voler parlare di gruppi di lavoro, però ci deve essere un momento in cui si fa lo sforzo di utilizzare al meglio la progressione con cui attivare questo meccanismo, perché per alcuni è forse più facile, per altri forse bisogna trovare le modalità che meglio temporalmente si raccordano, dando per scontato che una volta che andiamo in questa direzione, praticamente tutti lo devono poi adoperare, utilizzare e valorizzare. In questo senso quindi noi approviamo l'iniziativa con questa precauzione: di poterci mettere d'accordo sul come attivare questa iniziativa in modo coordinato, tenendo conto delle diverse operatività che ognuno poi deve mettere in atto e seguire, perché il discorso è anche quello di seguire l'iniziativa. Qui ci sono tutte quelle regionali, quelle legate a Finaosta, chi le segue, quando e come vengono in qualche modo collegate o siano collegabili con l'interesse che noi diamo a questo tipo di trasparenza, perché alcune sono più urgenti di altre, in questo senso.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Trovo che l'iniziativa sia lodevole, anche se devo dire che magari un brand "VdA trasparente" potrebbe essere un brand come un altro, magari in francese: "opération transparence" potremmo chiamarla, o in qualunque altra maniera: "La casa di vetro"...vedo che avete capito il messaggio. Il messaggio più importante invece sarebbe magari dare al contrario: noi dovremmo mettere un bollino su chi non si adegua. Le faccio un esempio, collega: l'Istituto musicale pareggiato della Valle d'Aosta, quindi non è una partecipata di quelle classiche di cui parliamo sempre, che fino a cinque giorni fa nella sezione "Amministrazione trasparente", perché poi tutti i siti hanno una sezione "Amministrazione trasparente", dove ci dovrebbero essere i curricula di chi è all'interno della società, i bilanci piuttosto che le delibere del consiglio d'amministrazione e così via, in quel sito è da nove giorni che finalmente è apparso quanto prende il responsabile di cui abbiamo parlato ampiamente, perché prima non c'era nulla, così come non c'erano, per esempio, le delibere che venivano approvate all'interno del consiglio d'amministrazione, eppure c'è una legge che dice tranquillamente che bisogna fare tutta una serie di adempimenti. Nella sezione "trasparenza" quindi non c'era nulla, va bene mettere il bollino "VdA trasparente", però facciamo in modo che, al di là del bollino, facciamo quello che dobbiamo fare. Le faccio un altro esempio: il Casinò, mettere il bollino "VdA trasparente" al Casinò o a CVA è un bell'impegno...
(intervento di un Consigliere, fuori microfono) - Non se lo merita.
Cognetta (M5S) - ...appunto non se lo merita. C'era un'altra domanda che volevo farle, magari se me lo chiarisce nella replica...ha detto: "un marchio attribuito dalla Regione", ma lo attribuiscono loro? Perché se lo attribuiscono loro, non è proprio il caso di parlarne... Magari la commissione dà una sua valutazione: la commissione consiliare competente, non dico di fare un'altra commissione, però cerchiamo di trovare un modo...
(nuova interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...non ho bevuto, solo acqua, mi dispiace per voi, è talmente gioviale la serata e si fanno questi discorsi...mi sembra anche l'ora giusta per affrontare certi argomenti.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Ringrazio il Presidente per aver preso sul serio la proposta, un po' meno il collega Cognetta, che un po' l'ha banalizzata. Semplicemente l'obiettivo è quello di rendere positivo un provvedimento di legge e non negativo. Credo che un po' tutti abbiate avuto modo di parlare in questi giorni anche con qualche azionista delle società di impianti a fune, qualche amministratore, sicuramente in una prima fase questa legge metterà un po' in difficoltà l'operatività legata a modalità diverse del passato, quindi l'idea è di valorizzare in positivo, nei confronti della comunità dei valdostani, un provvedimento che sul lungo periodo permetterà di cogliere le opportunità nella migliore maniera possibile. È solo un ordine del giorno, non una legge, quindi decidiamo se il marchio è quello giusto, se lo vogliamo chiamare in un'altra maniera, quale percorso fare, sono d'accordo. A noi sembrava opportuno rimettere in valore una legge, che è una delle più importanti, secondo noi, che è stata approvata in questa legislatura.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Intervengo solo per dire, siccome noi abbiamo sostenuto fortemente questa legge che impegna le società controllate, più che le società partecipate, a seguire un codice di trasparenza, che siamo assolutamente in linea con quest'ordine del giorno, se ce lo aveste proposto, lo avremmo anche fermato probabilmente. La battuta del collega Cognetta è una battuta che ho fatto anch'io con il collega Bertschy quando mi ha fatto vedere il testo, perché io do per scontato che le leggi si rispettano a prescindere, soprattutto se si tratta di società a sostegno pubblico o di società comunque controllate dal pubblico, quindi eventualmente la punizione poteva essere quella del brand della società non trasparente. Credo che sicuramente quest'ordine del giorno mette in rilievo il fatto che da noi si è fatto comunque un buon lavoro in II Commissione, un lavoro che ha richiesto sicuramente delle mediazioni, un'ampia discussione ma è un lavoro che credo, rispetto al resto delle Regioni italiane, non mi risulta abbia delle repliche. Assolutamente quindi noi siamo in linea con quest'ordine del giorno, lo voteremo con convinzione, poi è vero che è un ordine del giorno, ma penso che l'attenzione sulla trasparenza sia un'attenzione che non deve mai mancare.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Lo spirito che ci ha portato a redigere e a sostenere la legge n. 72...vedremo nelle prossime settimane se ci saranno i primi risultati, i primi frutti, i percorsi diversi per quanto riguarda le pari opportunità alle aziende valdostane e ai cittadini tutti, ma la proposta del collega che ci fa su quest'ordine del giorno, che di solito non si nega a nessuno, gli ordini del giorno non si negano, è un obiettivo interessante, penso che vada declinato bene: le società che già oggi utilizzano e mettono in pratica una vera trasparenza io penso che siano le prime a poter usufruire di questo potenziale marchio, in modo che ci sia raccordo tra chi già in questo momento mette in evidenza percorsi chiari, trasparenti di pari opportunità e tra quelle aziende che ancora oggi negano purtroppo le pari opportunità, e ce ne sono purtroppo ancora tante. Noi pensiamo che questa proposta vada nella direzione giusta, non penso sia una provocazione: penso sia la possibilità di mettere in evidenza chi già mette in atto dei percorsi di trasparenza...non dei percorsi delle procedure trasparenti e chi invece purtroppo ancora oggi...stamattina abbiamo citato qualche colosso di proprietà regionale che di trasparenza praticamente non ha ancora coniato il termine, quindi non sa ancora praticamente fino in fondo di cosa si sta parlando. Questo potrà essere un motivo in più per stimolare, non solo pungolare ma obbligare ad attuare una trasparenza e, di conseguenza, pari opportunità alle nostre aziende. Voteremo quest'ordine del giorno.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione l'ordine del giorno n. 20, presentato dall'UVP. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Vi è l'ordine del giorno n. 19, presentato dall'UVP. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Grosjean, ne ha facoltà.
Grosjean (UVP) - Facendo seguito un po' all'ordine del giorno n. 12 dei colleghi della Stella Alpina sull'agroalimentare, ecco un sistema per rendere accessibile le nostre stalle ai turisti. Quest'ordine del giorno richiama un po' la risoluzione che avevamo presentato nel lontano 2015, il 29 settembre, ma rimane tuttora di attuale urgenza. È evidente che il mondo agricolo, soprattutto il sistema zootecnico, con l'evoluzione delle aziende agricole con le stalle, le aziende con delle dimensioni sempre più grandi creano tutta una serie di problemi, non sto a rifare la spiegazione che ho fatto l'anno scorso. L'obiettivo principale rimane direi il benessere animale, perché sovente ci dimentichiamo di queste povere bestie che sono attaccate ad una catena e devono rimanere lì 24 ore al giorno, l'allevatore nella stalla ci va solo qualche ora, quindi il benessere dovrebbe essere anche suo, ma è limitato...una malagestione dei reflui, del letame provoca produzione di ammoniaca, quindi riduzione di produttività degli animali, qualità della produzione molto più scadente e tutta una serie di altri problemi che stanno diventando sempre più all'ordine del giorno per quanto riguarda l'impatto ambientale.
In questo momento abbiamo la possibilità di intervenire a ruota di decisioni della Commissione europea, ho qui la risoluzione della Commissione europea del 23 novembre 2016, dove si invitano gli Stati membri, di cui penso facciamo parte, non siamo ancora un pezzo di Svizzera - lì sono più seri, sono più avanti dell'Europa -, quindi anche noi dovremmo cominciare a pensare effettivamente a lavorare in modo da intervenire per favorire la riduzione dell'ammoniaca e del PN2, che sono gli inquinanti provocati dalle nostre aziende agricole. Ci sarà la possibilità di accedere a dei finanziamenti messi a disposizione dall'AGEA e quindi l'ordine del giorno è semplicemente per sollecitare la Giunta regionale ad attivarsi al più presto per poter accedere alla misura 16.2.1 del PSR nazionale, per dare un sostegno ai nostri allevatori che intenderanno aderire ad un piano di sperimentazione per queste tecniche, che stanno avendo dei risultati sempre più riconosciuti a livello non solo italiano ma europeo e - direi - mondiale.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Per fare due puntualizzazioni in merito all'ordine del giorno, che abbiamo avuto modo di verificare anche con il collega Grosjean, il quale prevede così com'è scritto, di attivare da parte della Giunta regionale una misura, che in realtà non è regionale ma è nazionale, per cui l'attivazione di questa misura dovrà avvenire da parte di AGEA e da parte del Ministero. In questo senso l'impegno che può assumere la Giunta non è quello di attivare una misura, ma è quello di seguire l'avvio di quelli che saranno i bandi nazionali relativi alla misura sopracitata, cercando di sollecitare l'attivazione di partenariati locali per partecipare all'assegnazione dei fondi previsti da questi bandi, in modo tale che si possa provare ad accedere a questi fondi con dei progetti sperimentali che saranno definiti e delineati all'interno del bando che verrà presentato. Se il collega e i proponenti sono d'accordo, quindi sarebbe da emendare in questo senso: "impegnare la Giunta regionale a seguire l'avvio dei bandi nazionali relativi alla misura sopracitata sollecitando l'attivazione di partenariati locali per partecipare all'assegnazione di fondi finalizzati alla sperimentazione per la gestione degli effluenti zootecnici". Evidentemente non ci si sottrae all'opportunità di andare a pescare delle risorse a livello nazionale. Tra l'altro, sono già state interpellate anche le associazioni di categoria, perché questi bandi nazionali vanno nell'ottica della salvaguardia delle razze autoctone anche, quindi anche loro aspettano l'emissione di questi bandi per potervi accedere.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Grosjean, ne ha facoltà.
Grosjean (UVP) - Vedo che siamo arrivati con un po' di ritardo, però alla fine abbiamo recuperato. Mi sta bene quindi la specifica che mi ha proposto l'Assessore: effettivamente è un bando nazionale, quindi noi dovremmo semplicemente attivarci a sollecitare. Toglierei solo una "e": "relative alla misura sopracitata e sollecitando", togliamo questa "e" e mettiamo: "sollecitando". Direi che ringrazio e possiamo andare avanti.
Presidente - Possiamo mettere in votazione il testo emendato dell'ordine del giorno n. 19. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 34
Favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ordine del giorno n. 21 presentato dall'UVP. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Con l'ordine del giorno chiediamo al Governo di ritornare ad aprire un confronto, una discussione, oltre che a ricercare le risorse per provare a dare una risposta alla carenza di servizio che si è venuta a creare nell'ultimo anno, in particolare a Pont-Saint-Martin, e già negli anni precedenti a Châtillon. Sebbene l'evoluzione del sistema nella possibilità di acquistare i biglietti sui treni abbia oggi dato nuove possibilità, le biglietterie hanno ancora una loro funzione e soprattutto una loro importanza, sicuramente per le persone che hanno meno facilità di utilizzare le varie possibilità che ci sono, le persone che si devono spostare oggi da Pont-Saint-Martin, nella zona della Bassa Valle o della Media Valle fino a Verrès per acquistare i biglietti. Ci sembra quindi importante provare ad aprire un confronto, mettere in disponibilità delle risorse, evidentemente non sostituirsi alla funzione che deve avere invece la società che gestisce la nostra linea, però dimostrare la buona volontà per riportare l'attenzione verso l'apertura delle biglietterie. È un tema che è stato segnalato anche dai sindacati, un tema che riteniamo importante e sarebbe un segno anche di attenzione che dà continuità al lavoro che si è fatto, seppur in minima parte, per l'approvazione della legge per lo sviluppo di una moderna ferrovia.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Quest'ordine del giorno è un ordine del giorno che accogliamo con favore, perché in questi giorni abbiamo aperto una serie di tavoli con Trenitalia e, nell'ambito di un contratto, di un accordo ponte che vada a coprire il tempo necessario per poter bandire una gara per il servizio ferroviario, abbiamo introdotto questo argomento, anche perché abbiamo avuto diverse sollecitazioni - ne abbiamo parlato anche in quest'aula -, non siamo riusciti a trovare un accordo con Trenitalia per risolvere i problemi puntuali come quelli degli anziani che hanno l'esenzione totale, che rischiano di non avere il servizio e, se salgono a bordo senza il biglietto, non c'è la possibilità di farsi rilasciare dal controllore il biglietto di viaggio.
Direi quindi che questo tema è un tema che vorremmo riproporre, ovviamente in questo quadro generale di servizio ponte, in modo tale da dare delle garanzie alle Amministrazioni comunali che ci hanno sollecitato e a tutta una parte di utenza. È chiaro che fino ad oggi abbiamo ritenuto che questo fosse un compito di cui Trenitalia doveva farsi carico: diventa un po' un problema avere un interlocutore che ogni volta che gli si chiede un servizio accessorio ti presenta il conto. D'altra parte, i contratti di servizio fino ad oggi erano fatti in questi termini e quindi dovremo trovare delle risorse perché, rispetto a tutta una serie di istanze, spontaneamente Trenitalia non ritiene ci siano le condizioni per aprire queste biglietterie. Hanno degli standard a livello nazionale e quindi se la biglietteria non produce un certo numero di titoli di viaggio, dal punto di vista aziendale, non la ritiene efficace. Propone quindi il solito modello - ne abbiamo parlato in quest'aula - degli emettitori automatici che sono Lottomatica, che sono quelli dispersi nei vari locali. Gli emettitori automatici hanno il limite, quelli in stazione, di non avere l'accettazione del contante, perché sono stati manomessi diverse volte con atti vandalici, veri e propri furti e hanno rubato l'incasso, quindi hanno introdotto solo l'accettazione delle carte di credito, per cui l'ordine del giorno è abbastanza mirato, bisogna trovare delle risorse aggiuntive, quindi questo è l'impegno che riteniamo di accogliere.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Evidentemente c'è da porre bene attenzione in termini amministrativi a non sostituirci, questo lo comprendiamo, quindi la nostra deve essere un'apertura al confronto, ma neanche una sostituzione agli obblighi di chi deve dare dei servizi, quindi il contratto commerciale prevedeva in passato una compartecipazione; quello che intendiamo è riaprire questa compartecipazione e dire a Trenitalia che è vero che il valore economico è legato alla movimentazione dei biglietti, però c'è anche il rispetto di un territorio, il rispetto anche dei numeri che questo territorio ha, quindi gli abitanti che possono utilizzare e dare dei servizi, poi non cambiare le norme e poi pretendere anche di far correre i cittadini per ricorrere ai servizi, perché ultimamente il biglietto non può più essere acquistato con largo anticipo e va utilizzato entro le 24 ore dall'acquisto. Ci sono quindi tutta una serie di cose che sono cambiate, la gente adesso deve andare a correre e muoversi per acquistare biglietti, poi tornare a casa per poterli utilizzare il giorno giusto e le cose così non funzionano.
È bene quindi riaprire una trattativa, mettere in disponibilità delle risorse, però anche responsabilizzare Trenitalia a riguardo. A questo punto, visto che le Amministrazioni comunali hanno dato dei segnali di vita quando le biglietterie sono state chiuse, responsabilizzarle adesso che c'è la volontà di riaprirle, perché le ferrovie con solo il bigliettaio sotto una grandissima stazione hanno una funzione che è poco utile. Sarebbe interessante quindi anche aprire una discussione con le Amministrazioni comunali, in questo caso di Pont-Saint-Martin e di Châtillon per capire che valore vogliono dare ad un'iniziativa che la Regione vuole portare avanti.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione l'ordine del giorno n. 21. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ordine del giorno n. 22, presentato dal gruppo UVP e dal Vicepresidente Viérin Marco. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Le chiedo se è possibile presentarli tutti e due assieme in quanto collegati, anche per velocizzare un po' le cose.
Presidente - Per "tutti e due" cosa intende? 22 e 23?
Nogara (UVP) - Sono gli ultimi due: il 22 e il 23.
Presidente - Prego.
Nogara (UVP) - Il primo ordine del giorno è per presentare un po' all'aula le situazioni in cui versano i campi da golf qui in Valle d'Aosta. Sia in Valle d'Aosta, che in tutta Italia, che in Europa il gioco del golf rappresenta un importante sviluppo soprattutto turistico per le varie località dove si gioca. Qui in Valle d'Aosta abbiamo sei campi da golf, un campo da golf è stato chiuso, probabilmente si riaprirà, ci saranno dei campi pratica. Questi campi da golf in certe zone della Valle come Courmayeur, Cervinia sono molto importanti perché c'è un sacco di gente che viene e sta in queste località proprio per il campo da golf; ce ne sono in altre località come nella Valle del Gran San Bernardo, ad Arsanières, quello a Gressoney ha qualche problematica, a Les Îles (Brissogne), quello di Ayas è un campo nuovo che è stato formato, alcuni campi pratica hanno delle difficoltà che sono soprattutto per quanto riguarda l'affitto dei terreni che non è regolamentato e la manutenzione.
Non dimentichiamoci che c'è una discreta occupazione in questi campi da golf. Basti pensare che un campo a 18 buche, come quello di Cervinia, tra segreteria, bar, ristoranti, persone che mantengono i campi si aggira intorno alle 15-20 persone, non è proprio da sottovalutare. I campi più piccoli hanno la segreteria, dove ci sono sempre due o tre persone; c'è chi mantiene il campo, che come minimo sono tre o quattro persone, la club house, sono anche una risorsa per il territorio.
Qui mi voglio collegare al secondo ordine del giorno che è stato fatto, perché con il primo si darebbe un aiuto immediato, trovare non delle cifre esorbitanti, ma delle piccole cifre perché io penso che tutti abbiate letto sui giornali le difficoltà che hanno, soprattutto, per esempio, il campo da golf nella Valle del Gran San Bernardo rischia la chiusura perché le spese sono eccessive. Con il secondo ordine avanziamo una richiesta: noi abbiamo una legislazione che è dedicata agli impianti di risalita, le piste di discesa, dove gli affitti vengono pagati in base a una tabella che viene fatta e in base al periodo che queste piste vengono occupate. È chiaro che le piste di discesa sono considerate di utilità pubblica; bisognerebbe riuscire a portarlo, per quello che si può, se c'è la possibilità di farlo, anche per i campi da golf riconoscendo un affitto che non è invernale, perciò con le piste da sci è più facile, perché la pista d'inverno è ricoperta di neve e non si userebbe comunque, invece per i campi da golf è chiaro che si usano nel periodo estivo, allora bisognerebbe calcolare, in base al PSR - e qua torniamo un po' all'agricoltura -, quanto prenderebbero questi terreni, e poi bisognerebbe riconoscere anche il mancato reddito dalla fienagione per esempio, oppure dal pascolo delle mucche. Questo è un calcolo che si potrebbe fare.
Con il primo ordine del giorno si chiede un aiuto immediato, perché diverse strutture non debbano proprio chiudere un altr'anno; con il secondo, se si dovesse risolvere questo problema degli affitti dei terreni, non ci sarebbe più neanche bisogno di aiutarli finanziariamente in un secondo tempo perché gli affitti sono troppo pesanti per certe strutture. Io vorrei solo sottolineare l'importanza, soprattutto per il turismo, di questi campi, e voglio ripeterlo: ci sono delle zone della Valle d'Aosta, soprattutto come Cervinia, Courmayeur, Gressoney, dove ci sono dei turisti che vengono esclusivamente perché c'è il campo da golf; non ci fosse il campo da golf, andrebbero da altre parti perché sono malati di questo sport, e anche nei periodi un po' morti riempiono ancora le località.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Effettivamente il settore turisticamente ha un significato importante e negli anni le risorse destinate a questo settore si sono drasticamente ridotte: siamo probabilmente arrivati a un taglio del 90 percento. Rispetto ad altri settori, è stato sicuramente molto ridimensionato, quindi cogliamo l'ordine del giorno come un invito a fare delle verifiche, ben sapendo tuttavia che non possiamo immaginare di tornare a dei livelli precedenti, perché non ci sono sicuramente le condizioni. Ovviamente bisognerà capire anche - ma è un dossier aperto - quelle che possono essere delle attività meritevoli laddove c'è uno sforzo, dove ci sono delle azioni che vengono adottate dai club per sostenersi.
I due ordini del giorno da un certo punto di vista sono due facce di una stessa medaglia, perché se da un lato si dice: "troviamo delle risorse per superare determinate criticità", che, abbiamo visto tutti sui giornali, potrebbero comportare la chiusura dei campi, quindi si tratta di un intervento per superare una criticità. L'altro ordine del giorno lo comprendiamo molto bene, perché andrebbe a normalizzare dei costi creando una matrice su cui dare delle certezze e non esporre le gestioni a dei comportamenti particolari. Il tema, tuttavia, non è così di facile soluzione, nel senso che - il collega Nogara lo ha già accennato - nel momento in cui tu hai un terreno su cui imponi una servitù nel periodo invernale, di fatto non produci un esproprio vero e proprio al terreno, in quanto nel periodo invernale normalmente non c'è attività, mentre nel periodo produttivo il terreno non ha nessuna servitù. Di fatto andiamo a creare un impegno sul terreno proprio nel momento in cui il terreno è produttivo. L'argomento ce l'avevano sottoposto i rappresentanti dei golf club della Valle d'Aosta e lo abbiamo in parte già affrontato con l'Ufficio legale e l'Ufficio espropri, che hanno dei dubbi che questa possa intendersi come servitù. Questo è un esproprio definitivo, perché non c'è più nessuna possibilità di utilizzare il fondo. Sempre facendo il parallelo con le piste da sci, a livello nazionale c'è una norma che consente poi a livello regionale di radicare delle regole su un impianto che ha una struttura ben precisa; questa, al contrario, non ha precedenti e non ha riferimenti, quindi sarebbe una norma dove l'utilità pubblica non è riconducibile ad una norma "cappello" a livello nazionale.
Non voglio sottrarmi all'ordine del giorno, ma anziché dire: "a presentare entro i primi mesi un disegno di legge", vorrei non un disegno di legge ma mettere a disposizione della commissione le analisi che faremo con l'Ufficio legale e l'Ufficio degli espropri, in modo da condividere. Chiedendo un disegno di legge, sono obbligato a dirvi che oggi le valutazioni che sono state fatte sono delle valutazioni che hanno molti "se" e molti "ma". Proprio per onestà, se è possibile nei primi mesi andare in commissione con l'istruttoria finalizzata, perché questo non è un argomento che non comprendiamo, ce lo hanno fatto capire molto bene i gestori del golf. Lo dico proprio a titolo di esempio: se io ho 20 ettari a disposizione e ho un proprietario che ha 300 metri in mezzo a tutto il campo da golf, rischio di dover soccombere a delle richieste stratosferiche, perché quei 200 metri all'interno di tutto il comprensorio mi impediscono di fatto di esercitare una mia azione, quindi, da questo punto di vista, il tema lo capiamo. Bisogna trovare la soluzione. Non è detto che la soluzione della servitù, che abbiamo immaginato per gli impianti di sci, sia replicabile tout court, per cui, se fosse possibile, collega Nogara, ne avevamo già parlato, anziché mettere un disegno di legge, mettere: "a condividere in commissione le risultanze di quello studio", lo facciamo molto ben volentieri.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Assessore, ero ben consapevole della cosa, il discorso era solo quello che quest'ordine del giorno aveva la funzione di sollevare il problema per cercare in qualsiasi modo di risolverlo, se c'è la possibilità di farlo. Siamo tutti consapevoli di quali sono le problematiche. Poi lei ben capisce, conosce bene il territorio: se succedesse una cosa del genere, con l'esempio che ha fatto lei, in Piemonte si sposta un po' il campo; qui se il proprietario mi mette una sbarra in mezzo, io ho finito di giocare a golf. È chiaro che viene lì e ti dice: "gli altri prendono 10 e io voglio 100" e tu gli dai 100 perché sennò chiudi il campo. Questa è la problematica vera dei campi da golf qui in Valle d'Aosta, purtroppo è così. Poi sono anche persone del posto, che, tra l'altro, hanno anche dei benefici ad avere la gente. Adesso non stiamo a fare nomi e cognomi, però vogliono quei soldi e il problema si verifica. Per quanto riguarda il primo ordine del giorno, abbiamo diminuito del 90 percento quello che prendevano negli anni i campi da golf, era giusto diminuirlo soprattutto per un'attività del genere, ne sono consapevole, però cerchiamo di non farli fallire.
Presidente -Se ce la presenta quindi... La parola al collega Nogara.
Nogara (UVP) - Accolgo volentieri la proposta dell'Assessore Marguerettaz, che la presenta all'Ufficio di Presidenza.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Questi due ordini di giorno mi paiono più che altro degli inviti, della serie: un ordine del giorno non si nega nessuno. Anch'io penso che questo settore, per l'offerta turistica complessiva della nostra regione e sia comunque importante avere anche questa tipologia di attività sportiva. Eravamo già intervenuti con diverse iniziative su questa cosa dei campi da golf, ma questi ordini del giorno mi sembra che non cambino la sostanza. Certo, in qualche modo bisogna che i campi che ci sono rimangano aperti, anche se in certi casi alcune problematiche sono dovute ad una gestione poco virtuosa in passato, forse anche in ragione dei contributi piuttosto elevati. È un settore certamente che va sostenuto, ma attenzione. L'offerta turistica della nostra regione non può fare a meno dei campi attuali, in qualche modo bisogna che quelli esistenti rimangano aperti.
Presidente - Dichiaro aperta la votazione sull'ordine del giorno n. 22. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 28
Favorevoli: 27
Contrari: 1
Astenuti: 5 (Bertin, Certan, Chatrian, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno n. 23, chiedo all'Assessore di leggere la parte emendata. Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Anziché prevedere: "un disegno di legge", mettere: "presentare alla competente commissione consiliare uno studio giuridico che preveda la costituzione...", e rimane tutto inalterato.
Presidente - Posso mettere in votazione? Dichiaro aperta la votazione sull'ordine del giorno n. 23 presentato dal gruppo UVP e dal Vicepresidente Viérin Marco. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 28
Favorevoli: 27
Contrari: 1
Astenuti: 5 (Bertin, Certan, Chatrian, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Colleghi, a questo punto gli ordini del giorno sono ultimati, dovremmo iniziare l'articolato. Ci sono richieste, posso proseguire? Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Solo per chiedere una sospensione.
Presidente - Per cos'è la sospensione?
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Chiedo una sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Visto che questa mattina, quando avete chiesto diverse volte di fermare il Consiglio, abbiamo aspettato qualche oretta, noi andremmo a prepararci e ci vediamo domani mattina se voi avete bisogno di vedervi sugli emendamenti.
Presidente - Se la sospensione è per la valutazione degli emendamenti, direi che il personale lo liberiamo, la maggioranza gestisce gli emendamenti e domani mattina iniziamo con l'articolato. Sospendiamo per la riunione di maggioranza, valuteremo tutti gli emendamenti e riprenderemo domattina i lavori alle 9:00 sull'articolato. La seduta è sospesa.
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La seduta termina alle ore 22:37.
