Objet du Conseil n. 2520 du 15 décembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2520/XIV - Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019)". Modificazioni di leggi regionali.
Rosset (Presidente) - Con 28 Consiglieri presenti possiamo riprendere i lavori.
Punto 4.01 dell'ordine del giorno. Possiamo iniziare adesso il capo V (Interventi in materia di sviluppo economico) con l'articolo 11 sul quale vi è l'emendamento n. 4 della II Commissione che sostituisce il comma 1 e introduce il comma 2bis. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato il sub-emendamento n. 8 relativamente al comma 2bis inserito dall'emendamento della commissione. Qualcuno vuole illustrare l'emendamento della commissione? Lo diamo per illustrato. Per illustrare il sub-emendamento del Movimento Cinque Stelle, ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - L'emendamento n. 4, che modifica l'articolo 11, sostanzialmente cambia dei valori rispetto a dei fondi relativi al Fondo sociale europeo, è diviso in due commi. Il comma 2bis prevede: "per l'applicazione del comma 1 - cioè il comma che fissa i fondi -, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio". Io ho inserito dopo le parole: "in materia di bilancio", la dicitura: "previo parere della commissione consiliare competente". Nel momento in cui l'Assessore al bilancio propone alla Giunta di fare dei trasferimenti di fondi rispetto a quanto stabilito nella legge, chiedo che queste variazioni vengano prima proposte alla commissione consiliare competente.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per dire che riconfermiamo ovviamente la piena e totale disponibilità del Governo a presentare tutti gli atti in commissione affinché la stessa sia puntualmente informata del cammino ma preferiamo che ci sia l'attuale impostazione, ossia che l'iter prosegua senza il previo parere preventivo della commissione; pertanto noi su questo emendamento ci asterremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Immagino che, dal vostro punto di vista, sia meglio continuare come si sta facendo, perché giustamente così decidete in completa autonomia. Ho presentato diversi emendamenti rispetto al fatto che, secondo me, le commissioni devono avere maggior peso, perlomeno essere informate per poi lavorare meglio in aula, quindi anche poter esprimere dei pareri di commissione. D'altronde, i numeri tra maggioranza e opposizione ci sono in aula come nelle commissioni. Io credo che sia un discorso di trasparenza, molto spesso evocata e nei fatti disattesa: quando si chiede sempre di aggiungere il parere delle commissioni, guarda caso, poi lo si cassa sempre con il voto.
Alla fine quindi volete continuare a gestire come avete fatto fino ad oggi, tanti discorsi fatti che vanno in una direzione, nella pratica poi quando andiamo ad approvare gli emendamenti o a discutere nella sostanza, ovviamente non viene preso in considerazione ciò che si vuole fare per cambiare...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...lo so, Presidente Rollandin, ma è questione di punti di vista. Avere un parere dalla commissione non è di per sé che rovina l'iter legislativo, è una cosa che in alcuni casi - e lo avrà notato nell'approvazione delle leggi che ci sono state in diversi casi - ha fatto sì che venissero migliorate alcune normative. Posso citarle tanti casi in questi anni in cui è accaduto questo, ma non solo per interventi dell'opposizione, anche per interventi dei colleghi della maggioranza. È un punto diverso quindi di come gestire la cosa amministrativa, voi vi volete tenere il vostro, io ho proposto questo con questi miei emendamenti; ho capito che non c'è rispondenza su questo, sarà per la prossima volta.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione il sub-emendamento n. 8 del Movimento Cinque Stelle. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 28
Votanti: 28
Favorevoli: 7
Contrari: 21
Il Consiglio non approva.
Metto in votazione l'articolo 11 comprensivo dell'emendamento n. 4 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 29
Votanti: 29
Favorevoli: 22
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Affrontiamo l'articolo 11bis introdotto dall'emendamento n. 8 di ALPE e GM: emendamento condizionato dall'approvazione dell'emendamento n. 1 che è stato respinto, quindi se vogliamo, possiamo discuterlo, ma non verrà messo in votazione. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per illustrare comunque questo emendamento, anche perché aveva la copertura finanziaria. In quest'aula in questi anni più volte abbiamo affrontato il tema di come rendere più efficace ed efficiente la macchina amministrativa pubblica, come poter anche asciugare un po' la macchina pubblica: fino a cinque anni fa la Regione Valle d'Aosta gestiva quasi 1700 milioni di euro di risorse, di disponibilità annua finanziaria, per cui erano altri tempi; dal 2009 ad oggi le nostre disponibilità sono diminuite di cifre importanti, una riduzione importante, ma noi riteniamo questo emendamento n. 8 una proposta che avrebbe potuto - uso il condizionale dato che non lo voteremo - mettere in campo delle soluzioni alternative. Ci dispiace molto che non si possa su questo emendamento discutere nel merito, perché riteniamo che, per "asciugare" una macchina pubblica, per creare delle condizioni a chi ha più di 60 anni di accompagnare le persone che hanno raggiunto una certa età e che possono avvicinarsi alla pensione, possono avvicinarsi a fare magari altri hobby, possono avvicinarsi ad affrontare la propria vita facendo qualcos'altro...questa è un'opportunità che noi andremmo ad aprire. Dall'altra parte, vorremmo derogare a quel principio del 10 percento, per cui 10 persone vanno in pensione e 1 persona viene assunta dall'ente pubblico. Voi ci dite: " però un attimo, non è che noi possiamo accompagnare 10 persone alla pensione e assumerne 10". Il saldo deve essere positivo, nel senso che preso il costo 100 del personale dell'Amministrazione regionale, il saldo deve essere sempre inferiore a 100: 95, 90, lì si discute. Oltre i 60 anni all'interno dell'Amministrazione regionale ad oggi ci sono 129 persone; se fosse passato - a questo punto non possiamo discuterne nel merito e ci spiace - questo emendamento, si poteva iniziare un percorso per accompagnare le persone che hanno più di 60 anni eventualmente ad accettare un part-time verticale, orizzontale: invece di lavorare al 100 percento, lavorare al 50, al 40, al 30, al 70 percento. Dall'altra parte - e questo è un messaggio robusto - si poteva dare un po' di speranza alle giovani generazioni: al venticinquenne appena laureato, al laureato con master, al diplomato che ha fatto degli studi mirati o particolari, utili all'Amministrazione per mettere in campo un sistema di efficacia e di efficienza, di rapidità di nuove generazioni, di nuova informatizzazione. Tutto questo per dire che il saldo deve essere inferiore, per tutti i motivi che in premessa abbiamo fatto, e ho fatto, e dall'altra dare speranza di posti di lavoro a chi ha fatto un percorso formativo: chi all'università, chi nei master, chi invece nella scuola secondaria.
La Provincia di Trento ha approvato due anni fa questo schema, ad oggi è legge, non è stata impugnata dallo Stato, secondo passaggio non banale. C'è un di cui importante che dobbiamo dirci, perché altrimenti non saremmo corretti fino in fondo, chiarezza e schiettezza ce lo impongono, non può essere ancora applicato perché ci sono delle difficoltà soprattutto con l'INPS per il congiungimento delle forme pensionistiche tra quello che è stato versato e la parte rimanente degli ultimi due, tre, quattro o cinque anni con un part-time inferiore verticale e orizzontale. Tutto questo per dire però che è legge, c'è la possibilità; Provincia di Trento e INPS stanno cercando di trovare delle soluzioni per dare attuazione ad una legge che oltretutto non è stata impugnata dallo Stato. Questo è l'emendamento che vi proponiamo, che non potrà purtroppo essere votato ma che, dal punto di vista degli obiettivi, andava e va in quella direzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Noi comunque siamo contenti, soddisfatti di aver presentato questo articolo, perché per noi è molto importante. L'illustrazione per noi è fondamentale. In quest'aula, quando si parla di ricambio generazionale, di opportunità per i giovani, c'è sempre tanta condivisione, poi alla fine non ci si muove, per cui per noi aver sollevato il problema è già comunque un fattore importante. È giusto anche che si conosca l'iter, nel senso che questo articolo, se non ci fosse stato il problema dei 48 milioni, tanto per essere chiari, aveva la compatibilità finanziaria, poi abbiamo dovuto spostare e modificare, altrimenti avremmo corso il rischio di non poterlo neanche discutere, per cui a questo punto abbiamo messo la copertura finanziaria sul precedente attingendo al discorso del famoso articolo 1. Solo per spiegare l'iter, nel senso che capiamo che non avete neanche l'imbarazzo di non votarlo.
Detto questo, per noi rimane un punto fondamentale, perché quando in una Regione come la Valle d'Aosta le opportunità, soprattutto di ricambio per i giovani, sono molto limitate, basta guardare che per 12 centralinisti del soccorso ci sono più di 1500 domande - e per la Valle d'Aosta penso che questo sia significativo - noi riteniamo opportuno provare a mettere in piedi qualunque tipo di azione che vada in questo senso. Null'altro. Non abbiamo l'ambizione di avere scritto chissà cosa; abbiamo copiato da altri che l'hanno fatto prima, sappiamo che su altre realtà ci sono delle difficoltà applicative, perché bisogna essere chiari e coerenti fino in fondo. Qualcuno i dispositivi di legge li ha messi in campo, sta affrontando il discorso previdenziale perché bisogna mettere insieme più istituti che non è così facile, noi pensiamo che in questo momento se si vuole dare un minimo di prospettiva ai giovani, ai quali anni fa avevamo consigliato di studiare perché magari ci sarebbero state delle possibilità nella pubblica amministrazione, e al giorno d'oggi forse era meglio se gli avessimo detto di imparare un mestiere; noi semplicemente volevamo porre questo problema: il problema è posto, per noi lo scopo di questo emendamento raggiunto.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Vorrei dire ai due colleghi che su questo tema noi conosciamo benissimo questo provvedimento e conosciamo anche quello che, per correttezza, avete ripreso voi sul fatto che l'applicabilità sia ancora in sospeso, perché ci sono questi "contenziosi" o difficoltà con gli enti previdenziali, che sono una delle problematiche più difficili da risolvere, soprattutto in questo momento. Noi abbiamo già detto in un'altra situazione che questo aspetto lo stiamo monitorando proprio per vedere, nel momento in cui ci saranno le condizioni, di poter dare un "riferimento" ad un sistema analogo. Apprezziamo quindi, però non è che vogliamo dire non lo facciamo perché non ci interessa. Ci interessa, però il discorso va fatto nel momento in cui ci sarà la possibilità di ottenere dei risultati, altrimenti siamo nella stessa impasse. Non sottovalutiamo quindi assolutamente questo tipo di discorso e vi ringraziamo.
Presidente - Non ci sono altre richieste, proseguiamo con l'articolo 12, l'emendamento del Movimento Cinque Stelle è decaduto, non ci sono altri emendamenti, pertanto pongo in votazione l'articolo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 25
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
All'articolo 13 vi è l'emendamento n. 1 dell'UVP. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - L'emendamento si pone l'obiettivo di dare un'impronta organizzativa amministrativa, ma soprattutto di dare un segnale rispetto ad una fonte di finanziamento importante per il nostro bilancio, ma non solo, per lo sviluppo delle nostre imprese, per la formazione dei cittadini valdostani e per le opportunità che crea nei confronti della comunità tutta. L'impressione che abbiamo, ascoltando la gente, le imprese e ascoltando le difficoltà che ci sono a reperire informazioni, ad organizzare e a strutturare i progetti, è che nell'organizzazione dell'Amministrazione regionale sono molteplici i punti di possibilità di accogliere, di trovare e di conoscere...le possibilità che i finanziamenti europei danno, ma tutto questo procura molte difficoltà e non permette un'efficacia nella gestione dei progetti.
L'idea quindi è di provare, attraverso questo emendamento, ad arrivare a fare un ufficio unico che abbia l'obiettivo di informare e supportare enti pubblici, aziende e cittadini sulle opportunità offerte ai cittadini europei. L'ufficio è costituito attraverso la riorganizzazione del personale già in forza all'Amministrazione regionale ed è posto alle dipendenze del Coordinatore del Dipartimento politiche strutturali e affari europei. La frase finale ha un po' di innovazione per noi: non è un ufficio che deve rimanere aperto perché si apre, ma è un ufficio che andrà valutato direttamente dagli utenti. L'Amministrazione pubblica si deve porre in chiave un po' più moderna e anche un po' meno autoreferenziale rispetto alla cittadinanza e a chi deve usufruire dei servizi dell'amministrazione pubblica. Forse è anche un po' provocatoria, ma volutamente, perché abbiamo bisogno di una visione e anche di un atteggiamento diverso di alcuni uffici, di alcuni nostri dipendenti e alcune nostre strutture. Tante persone sono aperte, sono disponibili - e non sto parlando in questo caso di questo settore specifico ma in generale dell'amministrazione pubblica - e da altre parti invece si ha un po' a volte la sensazione non dico di essere respinti, ma sicuramente non di essere ben accolti.
L'idea quindi è che, attraverso questa prima proposta, siano anche i cittadini e coloro che devono usufruire degli investimenti che si fanno nella gestione dei nostri servizi a dire se le cose funzionano e a provare a farlo pervenire a noi che amministriamo e abbiamo un ruolo di responsabilità.
Ci rendiamo conto che attraverso un emendamento come questo si dà l'avvio ad un percorso che andrà valutato in termini organizzativi, però è un segnale che vogliamo dare, perché i finanziamenti europei rivestono ormai un ruolo molto importante e immaginiamo che lo rivestiranno ancora più in futuro. Stiamo vivendo una programmazione, ma da qui a poco dovremo già lavorare ad un'altra programmazione; l'importante è che ci sia un'azione coordinata da parte di tutti nei confronti della comunità.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Il tema sollevato dal collega presentando questo emendamento fa riferimento all'attività degli Affari europei che diventa sempre più complessa. Per la maggior parte bisogna ammettere che i fondi europei sono quelli istituzionali, ma credo che qui il punto di riferimento fosse quello a bando, quello a cui partecipano altre entità minori che non sono così organizzate come le amministrazioni e in qualche modo devono avere un supporto. Quello che poi è sicuramente interessante è che la proposta viene fatta parlando di una riorganizzazione: si tiene conto della possibilità di attivare un meccanismo che possa dare delle risposte che siano più adeguate - se ho capito bene lo spunto - alle richieste. Come abbiamo parlato degli sportelli, qui si tratta di predisporre un ufficio che in qualche modo faciliti le azioni corrispondenti ad un utilizzo il più attento possibile dei fondi europei, in modo che non si disperdano queste risorse e vengano utilizzate al meglio. Condividiamo quindi questa impostazione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Condividiamo questo emendamento che va nella giusta direzione; sappiamo l'importanza che hanno i fondi europei nella nostra Regione, sappiamo anche i problemi che si sono evidenziati in questi anni sia negli aspetti di costruzione dei programmi che poi nell'effettività del raggiungimento degli obiettivi. È pertanto importante aprire il più possibile alla partecipazione in questo caso con un ufficio ad hoc, peraltro molto innovativo e interessante, e si coinvolga poi nel giudizio anche i cittadini, che sono gli utenti finali di queste attività, che vanno sempre più monitorate soprattutto per avere dei riscontri e delle ricadute sul territorio senza perdersi, come abbiamo visto in passato, si creavano più carte che poi alla fine risultati. Questo emendamento trova il nostro appoggio e va nella giusta direzione, per cui lo voteremo convintamente.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Per confermare anche il nostro gradimento per questo emendamento, è un emendamento che apprezziamo perché la volontà di semplificare creando efficienza credo sia tra gli obiettivi di ogni politico. Almeno noi sentiamo che la semplificazione, invece che la creazione di procedure complicate o il tenere certe procedure nella complicazione, sia un obiettivo che si deve conseguire. Soprattutto noi pensiamo che l'accesso a questi importanti fondi europei spesso sia impedito proprio dalla complicazione delle procedure, impedito dalla complicazione che volutamente a volte qualcuno tende ad incentivare. Bene quindi, è una buona iniziativa che noi apprezziamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Ringraziamo il collega Bertin, il collega Guichardaz, il Presidente e tutte le forze politiche, anche quelle che non hanno preso la parola, per avere approvato questa idea, che porta avanti uno dei punti programmatici, sviluppa in maniera significativa l'idea che avevamo al punto 5 del programma di cominciare a dare ancora più valore ai finanziamenti europei e al loro modo di utilizzo. Seguiremo quindi e cercheremo tutti insieme di fare in modo che questa possibilità venga strutturata e organizzata al più presto e poi valuteremo tutti insieme come renderla efficace e come dare la possibilità ai cittadini di percepirla come novità e non invece come un semplice ufficio in più che parla di finanziamenti europei.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'emendamento n. 1 dell'UVP. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Metto in votazione l'articolo 13. La votazione è chiusa.
Presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 23
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
All'articolo 14 vi è l'emendamento n. 9 di ALPE. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Per ricordare che questo è un emendamento congiunto gruppo ALPE e Gruppo Misto. Questo emendamento nasce dal fatto e dall'esigenza, penso, di dare una risposta significativa, che provi a risolvere un problema che comunque scelte passate hanno causato. È un emendamento che, pescando tra le risorse che erano state accantonate, comunque quelle che vengono messe in disponibilità a seguito dell'emendamento sull'articolo 19...noi crediamo che, al di là del passo avanti fatto dalla proposta di bilancio di mettere delle risorse aggiuntive per il problema dei dipendenti, degli operai forestali, quelli che venivano chiamati comunemente i "cantieri forestali" e anche lavori pubblici, siano risorse assolutamente insufficienti. Il passato ci ha dimostrato che c'è sempre più richiesta, nel senso che queste persone comunque trovano sempre più difficile collocazione nel mondo lavorativo. Erano nati con uno specifico scopo, una specifica volontà di andare a creare e comunque intervenire per quelle fasce forse più deboli, quelle che hanno più difficoltà ad essere collocate nel mondo del lavoro, a tutt'oggi quello che emerge è che le giornate lavorative garantite sono davvero poche. Con questo incremento che viene fatto in finanziaria non sapremo ancora quanti saranno tutti coloro che hanno eventualmente diritto di fare questo tipo di domanda, ma il rischio è di arrivare non oltre la soglia delle 90 giornate.
Noi pensiamo che non si possa più fare finta di non accorgersi che delle famiglie che comunque devono vivere con 90 giornate garantite e qualche giornata di cassa integrazione possano non essere viste come in una situazione di disagio in un contesto valdostano. Questo è quanto peraltro è stato sottolineato anche in quel documento che le organizzazioni sindacali ci hanno proposto, dicendo che bisognava fare un ulteriore sforzo. Con quello che mettiamo noi a disposizione non siamo noi proprio a livello richiesto dalle organizzazioni sindacali, ma siamo molto vicini. Noi crediamo che un discorso di dignità della persona, della famiglia in un contesto in cui non si può vivere con 6 mila euro all'anno ponga un problema di coscienza, per cui è molto relativo chi deve avere la primogenitura su questo.
Se un problema c'è stato in passato, se un problema in questo momento è un problema tangibile che misuriamo regolarmente, misuriamo con il fatto che queste persone sono a disagio e progressivamente hanno più difficoltà ad essere collocate nel mondo imprenditoriale, nelle imprese, questo è il momento di dare una risposta, per cui, mettendosi una mano sulla coscienza, e in questo caso penso anche sul portafoglio perché ritengo che bisogna non solo condividere un problema, ma bisogna dare una risposta concreta. Questa è una risposta concreta: noi pensiamo che aggiungendo 1,5 milioni ai 4 milioni previsti si riesca a dare un segnale vero, profondo che la Valle d'Aosta non è insensibile ad una problematica di questo genere. Noi vi invitiamo pertanto a valutare attentamente questo disagio, che è un disagio che non solo noi ma penso tutti in quest'aula sanno che è vero, tangibile, è un disagio di famiglie, alcune delle quali non hanno altro sostegno che questo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Il collega ha ben illustrato l'emendamento che abbiamo scritto a più mani, ma che ha una copertura finanziaria. Io non so se valuterete positivamente o no la proposta, speriamo che da parte vostra ci sia la volontà di condividere questo emendamento per diversi motivi, il primo in questi giorni l'abbiamo detto: abbiamo una Valle d'Aosta a diverse velocità, io aggiungerei anche un passaggio importante: a diverse opportunità; quindi a diverse velocità, a diverse opportunità e anche il nostro modello si relaziona con le famiglie, con le fasce più deboli in maniera diversa. Noi pensiamo che questo sia uno strumento che restituisce dignità, ma allo stesso tempo va a ridare certezze. Mai come in questo momento probabilmente le famiglie con una marcia inferiore hanno la necessità di avere delle certezze. Il fatto di aver introdotto in questi ultimi due anni questo strumento...noi pensiamo che sia il momento di fare un passo in avanti: quasi aggredire, prendere il toro per le corna e dire dal punto di vista legislativo: "non solo noi ci crediamo, ma andiamo fino in fondo". Abbiamo fatto un percorso di crescita su questo strumento: dal niente si è di nuovo rimesso in moto comunque lo strumento, la possibilità; messo in moto lo strumento, abbiamo aumentato le disponibilità, abbiamo abbassato tutti insieme, perché è stata una battaglia - io penso - corale della politica tutta, delle forze di maggioranza e di opposizione o di minoranza, oggi siamo un po' a tre quarti della competizione, ma qui non stiamo parlando di competizione, stiamo parlando di famiglie che in questo momento hanno bisogno di certezze, che il pubblico può compensare in una maniera bella, perché comunque andiamo a rivedere, a ridisegnare quelli che sono sovente i nostri percorsi, le nostre alte vie, il nostro mantenimento del territorio in questo caso.
Doppio quindi è il risultato: da una parte, andiamo a non ristrutturare, ma quanto meno a mantenere i nostri percorsi, i nostri sentieri, le nostre piccole opere; dall'altra, andiamo a dare certezze a queste famiglie più in difficoltà di altre, che hanno meno opportunità di altre, che magari si sono trovate dall'oggi al domani, per delle motivazioni che ben conosciamo, soprattutto nella zona della Bassa Valle, con meno posti di lavoro, con meno posti occupati, con delle difficoltà diverse che affronteremo probabilmente più avanti. Lo spirito con cui noi abbiamo confezionato questo emendamento va proprio in quella direzione. All'interno dell'articolo 14, dove non solo abbiamo abbassato l'età anagrafica degli uomini e delle donne, non solo, rispetto all'anno scorso, sono state aumentate le disponibilità economiche, le risorse - probabilmente ci saranno più giornate lavorative - ma sarebbe il momento di osare dal punto di vista politico e veramente di dare delle certezze. Sarebbe bello oggi, 15 dicembre, dare delle certezze sicure per questo settore e questo strumento che dallo zero si è rimesso tutto in discussione, oggi sarebbe bello riuscire a dare una risposta a questo punto non solo puntuale, ma completa. Penso che il termine più appropriato che ci piace utilizzare è dare una risposta completa a questo settore e, di conseguenza, a queste famiglie.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Questo emendamento, per l'importanza che è stata sottolineata dai colleghi che lo hanno presentato, è stato oggetto di valutazione assieme agli altri quattro emendamenti relativi al comparto agricolo nel suo complesso, comunque all'Assessorato a cui faccio riferimento. Sono state fatte delle valutazioni puntuali e serie, così come seria è stata la proposta inserita in norma che ha portato delle risorse importanti rispetto a quelli che erano gli stanziamenti dello scorso anno. Risorse che erano state concordate in quest'aula in un confronto sulla stessa tematica che erano state proposte per un aumento consistente di quelle che potevano essere delle risposte a questo tipo di problematiche di settore, delle risposte che abbiamo cercato di dare con serietà, impegnando circa il 45 percento in più di quello che era stato impegnato nel 2016. Risorse che sono diventate stabili nel triennio, quindi che vanno nell'ottica di dare una risposta concreta, una risposta di stabilità delle risorse a disposizione di questo tipo di opportunità lavorativa che viene data. Opportunità lavorativa che, per quanto riguarda il comparto, non si riduce squisitamente alle giornate in amministrazione diretta da parte della Regione, ma che viene completata da quegli interventi che vengono esternalizzati, all'interno dei quali è ricompresa una clausola sociale che apre delle opportunità molte volte o comunque qualche volta non sfruttate, perché è più difficoltoso magari farne una parte, sono però delle opportunità effettivamente molto importanti. L'obiettivo del nostro impegno ad aumentare di quasi 1,1 milioni di euro le risorse a disposizione va nell'ottica di aumentare in maniera concreta, che era un po' la perplessità che, ricordo, Gerandin poneva: un aumento di quattro giornate? In questo caso diciamo che se le persone che aderiranno a questo piano saranno sostanzialmente quelle dell'anno scorso, il numero delle giornate richiesto è quello previsto dal vostro emendamento. Se saranno di più, si tenderà a stabilizzare su un livello alto di giornate rispetto a quello del 2016 e a privilegiare quelle persone che hanno più difficoltà a trovare lavoro, quindi quelle che sono più vicini all'età pensionabile e quelle che hanno meno magari possibilità di avvicinarsi al lavoro, gestito da una ditta, che potrebbe garantire altre 20-30 o 40 giornate lavorative durante il periodo estivo.
Per tornare alle riflessioni che faceva il collega Bertschy questa mattina, dove all'interno di un ragionamento complessivo delle risorse che vanno a finanziare questo tipo di emendamenti, che fanno parte del discorso dei fondi derivanti dalla messa sul mercato di CVA, ci si era presi un impegno di fare delle valutazioni che permettessero di chiudere un ragionamento a bocce ferme, in questo caso negli emendamenti dell'agricoltura reputiamo che ci siano assolutamente all'interno di quelle che saranno le verifiche che faremo nelle proposte successive delle azioni prospettiche e delle azioni indispensabili, quindi che sono meritevoli di andare ad intaccare delle risorse a disposizione che potrebbero venire riutilizzate eventualmente, ma che in questo momento decideremo di andare ad allocare. In questo caso pensiamo che non perché non sia meritevole questo aspetto, ma perché lo sforzo fatto è uno sforzo consistente che dovrà essere verificato, a mio avviso, anche alla luce di quelle che saranno le adesioni che noi andremo a prendere subito quando la finanziaria sarà licenziata, in modo da capire esattamente quali saranno effettivamente le giornate lavorative proponibili a chi aderirà a questo piano. Ripeto: se le adesioni saranno in linea con quelle degli ultimi anni, l'importo e l'impatto sarà ancora più importante di quello che ha voluto sottolineare il collega Gerandin indicando dei numeri. In questa ottica, ma con tutto l'impegno che ci abbiamo messo su questo emendamento, quindi ci sarà un'astensione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Ho ascoltato attentamente Assessore. Provo a spiegare un po' meglio, perché probabilmente non sono stato così convincente nella mia illustrazione. Assessore, se leggiamo quello che prevedono le leggi regionali n. 44/1989 e n. 67/1992, parlano di interventi diretti a favorire l'occupazione di lavoratrici e lavoratori svantaggiati nell'ambito dei cantieri agricoli forestali. Già all'epoca della legge la volontà era quella di intervenire in un settore che, ahimè con il passare del tempo, con il passare degli anni, non è una categoria che acquisti "salute". Queste sono persone che sono state assunte nel tempo con alcune problematiche, poi per alcuni anni, grazie anche a scelte politiche, purtroppo abbiamo avuto una visione diversa e sono state un po' tenute ai margini, adesso queste persone si trovano con i problemi che avevano all'atto dell'assunzione ma con qualche anno in più. So che lei ne è a conoscenza, quando mi dice che ci sono ditte che garantiscono ulteriori giornate: è vero, a qualcuno succede, ma per una parte minimale di quelle persone: quelle che sono più collocabili sia dal punto di vista lavorativo che di salute, le altre rimangono ai margini.
Noi abbiamo presentato una mozione, dove chiedevamo già a suo tempo il discorso di arrivare alle 101 giornate, il fatto che noi mettiamo questi numeri nel nostro emendamento non è che per noi 101 giornate siano il top, sia risolvere il problema; noi abbiamo messo questo numero perché pensiamo, crediamo e ci auspichiamo che le giornate siano 110, 115, 120, perché è solo così che si dà un po' di dignità alle famiglie. Ricordo ai valdostani, che magari ci ascoltano, che lo scorso anno a queste persone sono state garantite - e mi smentisca, Assessore - 67 giornate. Lei capisce che anche con un incremento del 35-40 percento - come ha detto - queste persone arriveranno, se va bene perché ci saranno delle richieste in più, a 90? Ma come si mantiene una famiglia così? E quando non avete votato questo, io ricordo che gli interventi sono stati nel senso di non promettere senza la certezza di avere le risorse. Le ricordo che questo emendamento ha la copertura finanziaria: peschiamo 1,5 milioni da quel fondo accantonato del Casinò che ne prevedeva 48,6. Io penso che valga la pena spendere 1,5 milioni per queste persone a cui l'anno scorso abbiamo garantito 67 giornate. Glielo dico con il cuore, perché lei conosce la problematica forse meglio di me, come tanti in quest'aula, e sono coscienti tanti che magari non ci voterete questo emendamento che non avranno risolto il problema, che non sarà una risposta sufficiente perché così è. Queste non sono persone a cui la Regione garantisce 70, 80, 90 giornate, dopodiché hanno la possibilità di continuare magari per tre mesi con imprese private, questo privilegio ce l'hanno in pochissimi, gli altri rimangono ai margini e tutti hanno famiglia, Assessore.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ancora due considerazioni dopo aver ascoltato l'Assessore. Devo dire con orgoglio che si discutono comunque emendamenti nel merito, dove c'è trippa, dove se l'emendamento viene sostenuto dalla maggioranza o dall'opposizione, diventa legge e non è solo un'enunciazione di principio, diventa legge con una parte importante...su un argomento di questo genere noi pensiamo che sia troppo importante. Io non lo so, Assessore Testolin, cosa vi siete detti ieri sera a livello di maggioranza, perché - capiamo - ci sarà stato un confronto serrato su quante risorse andare ad utilizzare di quel tesoretto, perché altrimenti due ore fa non ci avreste approvato l'emendamento n. 7 sul piano edilizio per i 74 Comuni, però provi a mettersi non nei nostri panni, del sottoscritto e del collega, ma di chi ci ascolta, quanto meno trovare una soluzione, una proposta. Se c'è un invito da parte della maggioranza, sospendere qualche minuto il Consiglio. Su un tema dove veramente questo Consiglio si è confrontato tantissimo in questi ultimi quattro o cinque anni...adesso guardando il collega Isabellon sto pensando che correva l'anno 2010, è stato un percorso che ha avuto delle grandi difficoltà e oggi per la prima volta, dopo sei anni, c'è la possibilità di dare certezze. Oggi, 15 dicembre, c'è la possibilità di dare una risposta completa. Non voglio neanche entrare nel tecnicismo, ma voglio fermarmi proprio al principio e alla copertura troppo importante. Io penso che ad aprile-maggio 2017 lei potrà fare tranquillamente, come Assessore, il punto della situazione, nel senso da non lasciare andare in economia o in disavanzo le risorse perché siamo riusciti tutti insieme a dare completa certezza alle 200-230-250 famiglie con tutte quelle possibilità che oggi ci siamo detti nelle premesse. Io non so se c'è ancora spazio politico, se qualche collega della maggioranza interviene, per approvare l'emendamento con copertura finanziaria, che vuol dire con dei soldi in tasca, perché se dovesse essere approvato questo emendamento, nel triennale ci sono le coperture (4 milioni di euro) e per il 2017 c'è una copertura superiore che potrebbe dare quelle garanzie di completa chiusura del cerchio in un momento in cui le famiglie, che magari hanno meno possibilità, si aspettano proprio da noi questi passaggi. Osiamo, c'è la possibilità e discutiamo nel merito. Qui non è più un discorso di enunciare dei principi, dei buoni propositi, qui c'è invece la possibilità di inserire in legge il principio, ma soprattutto la disponibilità finanziaria di dare delle vere garanzie.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Voglio fare questo intervento perché dall'inizio della legislatura non solo io personalmente, ma tutto il gruppo UVP si è interessato degli operai del Corpo forestale valdostano e lo faccio con un po' di amarezza per le cose che ho sentito. Sembra che in questi anni non si sia fatto assolutamente niente e non si sia mosso niente all'interno di questa situazione. Io vi vorrei ricordare che nel 2013 c'erano zero euro per i cantieri forestali e c'erano tante persone all'interno di quest'aula che hanno anche contribuito ad avere la situazione che ci siamo trovati nel 2013; da lì siamo arrivati ad oggi ad avere un'altra situazione, noi abbiamo discusso tutti gli anni dei cantieri forestali, siamo riusciti anno per anno ad ottenere dei risultati. Secondo me, un ottimo risultato è quello che abbiamo ottenuto adesso per il 2017: si sono impegnati 1,2 milioni di euro in più rispetto all'anno scorso. Come ha detto giustamente l'Assessore, se i numeri rimangono quelli che sono, molto probabilmente si raggiungeranno le giornate che voi richiedete nel vostro emendamento; se ci saranno invece dei problemi, si agevoleranno quelle persone che hanno dei problemi per raggiungere quelle giornate e ci sono tanti operai - e voi lo sapete benissimo - di questi cantieri svantaggiati che lavorano anche per delle ditte esterne. Quelle persone che se lo possono permettere, che hanno le capacità e che lo vogliono fare lo possono fare. Diamo la possibilità a queste persone di giustamente vivere meglio perché hanno una certa sicurezza.
È vero tutto quello che avete detto fino anche all'anno scorso, perché vivere con 67 giornate effettivamente non era certo una cosa facile. Io personalmente e con i miei colleghi ho incontrato queste persone, le abbiamo incontrate e ci hanno avanzato queste richieste, ci hanno chiesto di aiutarle e noi giustamente abbiamo detto loro la verità. Io li ho incontrati poco tempo fa per dire loro: "siamo riusciti a far impegnare dal Governo regionale questa cifra per potervi portare il minimo a 90 giornate, ma poter arrivare tra di voi, quelli più svantaggiati, quelli che hanno più problematiche, arrivare a 101 e ad avere dei benefici per questo", io sarei il primo ad essere contento che questi operai arrivassero a 200 giornate. Guardate che qui in Valle non ci sono solo loro - e l'ho detto anche a loro - noi abbiamo tantissime problematiche, non ci sono i cantieri forestali, c'è anche tutta l'edilizia con grandissime problematiche, c'è l'agricoltura con grandissime problematiche, poi se si vuole cavalcare un cavallo, va benissimo, però il discorso è questo. C'è stato un impegno, siamo riusciti a far impegnare questi soldi, le aspettative di questi operai possono essere raggiunte. Qui ho sentito anche da voi, dal Consigliere Chatrian, parlare di certezze, queste sono certezze: 1,2 milioni di euro in più sono una certezza. La certezza è che se effettivamente le 67 giornate erano poche, sicuramente ci sarà un minimo forse per qualcuno, o un massimo per tutti, delle 90 o delle 101 giornate, queste sono certezze! È chiaro poi che se voi mi venite a dire che devono lavorare per tutto l'anno, o lavorare 200 giornate, se andate sempre in rincorsa, l'impegno che vi posso dare io e noi, come gruppo UVP, che siamo in maggioranza, è di migliorare sempre di più questa situazione, ma in proporzione alle disponibilità finanziarie e anche alle esigenze generali. Sono importantissimi i cantieri forestali per un sacco di funzioni e io sono il primo che li ho sempre difesi, ma ci sono anche tante altre priorità.
È stato detto che anche questo intervento è insufficiente, non mi sembra: si va verso quanto hanno sempre chiesto. Come ripeto, si sono investite ancora più risorse finanziarie e nel futuro si cercherà di migliorare sempre di più questo settore, perché è importante per l'ambiente naturale e per la nostra Regione.
Presidente - Non ci sono altri interventi. La votazione è aperta sull'emendamento n. 9 di ALPE e del Gruppo Misto. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin)
Il Consiglio non approva.
Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Devo dire di essere dispiaciuto dall'intervento che ho ascoltato attentamente: forse qualcuno ha completamente sbagliato bersaglio, perché chi si è opposto come gruppo all'azzeramento dei cantieri forestali in quest'aula è il gruppo ALPE, qualcuno forse ha sbagliato bersaglio. Nel mio intervento poi mi è sembrato di apprezzare, valorizzare invece il percorso fatto in questi tre anni invertendo la rotta, dicendo proprio che dai banchi dell'opposizione e anche dai banchi della maggioranza, abbiamo fatto questa non curva di Gauss, abbiamo fatto questa curva che era al contrario: la campana era al contrario e stiamo risalendo. Eravamo a sette o a sei, siamo andati a zero, poi siamo tornati a uno, a due, a 2,8 e adesso siamo a quattro, quello che ho detto poc'anzi.
I vocaboli hanno la loro importanza: "cavalcare", "non ci sono mica solo questi...". Devo dire che prendo le distanze da queste affermazioni, dal punto di vista politico. Non avremmo mai presentato 20 emendamenti su tutti i temi ci fosse solo questo settore. Sappiamo perfettamente che ci sono tanti altri settori, ma ce ne sono alcuni dove la ferita è più profonda e a questo settore con una ferita profonda si è girato anche il coltello, perché la curva di Gauss è stata utilizzata al contrario, si è andati a zero e poi pian piano, come ho riconosciuto, anche perché li abbiamo sostenuti anche noi come gruppo, abbiamo rimesso della benzina. Come nelle migliori famiglie, si può anche sbagliare e soprattutto nel momento in cui si vanno a toccare dei settori meno robusti è più difficile magari tornare indietro, ma è troppo importante farlo e guardare l'obiettivo principale: dare delle certezze. Noi umilmente, senza cavalcare, con dei toni soft...io non penso ci siano dei temi di proprietà privata, sono temi di proprietà pubblica, perché stiamo utilizzando del denaro pubblico, di tutti, né del sottoscritto...ma di nessun altro. Questo è il nostro approccio, questa è stata la nostra proposta, ci spiace che non venga accolta. Possiamo capire i ragionamenti che vi siete fatti come maggioranza, però i vocaboli hanno un loro peso, qui nessuno vuole cavalcare nessuno, non sono temi di proprietà privata e poi se il bersaglio era un altro, puntate eventualmente i vostri strumenti su altre persone, su chi ha deciso diversamente in questi anni di azzerare questo settore, ve lo chiedo per cortesia.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Volevo precisare alcuni aspetti, senza nessun tono polemico. Collega Nogara, Assessore, io non mi sono mai permesso di dire che non era stato fatto uno sforzo in questa direzione: 1,2 milioni in più sono uno sforzo; riteniamo semplicemente, ritengo semplicemente che sia uno sforzo non sufficiente, ma non lo dico io, Assessore, non lo dico io, collega Nogara, lo dicono le organizzazioni sindacali, che probabilmente sono quelle che hanno i rapporti più stretti con questi lavoratori. Sono stati esternati questi tipi di difficoltà che hanno queste famiglie con questi numeri. Non c'è nessun tono polemico, noi prendiamo atto che c'è un'inversione di tendenza, ma prendiamo anche atto che, proprio per non fare demagogia, per non cavalcare, per noi sarebbe stato molto semplice dire: "noi 1 milione e mezzo lo mettiamo in più quest'anno, lo mettiamo nel 2018, nel 2019 andando magari ad incidere sul bilancio triennale, andando a togliere ulteriori risorse al Casinò". Quello che voglio semplicemente dire è che noi, tenendo conto delle difficoltà che ci sono di carattere generale in tutta la Valle d'Aosta, abbiamo provato ad allocare delle risorse nei settori che per noi erano settori importanti, settori in difficoltà che emergevano da questo bilancio, facendo bene attenzione che un problema esiste in questo momento, il Casinò è un problema che sicuramente non va dimenticato, ma non può essere il solo problema, questo si tende a dire con questo: non è il solo problema. Noi riteniamo che, anche se avranno 90 giornate all'anno, queste saranno ancora delle persone e delle famiglie in difficoltà. Abbiamo provato a toccare anche altri settori: dall'agricoltura ai consorzi, al discorso delle imprese, non è vero che non abbiamo provato a scrivere e ad allocare dove potevamo e abbiamo comunque accantonato delle risorse perché noi pensiamo che anche il Casinò in questo momento sia un problema, per cui non è irresponsabilità o demagogia, avremmo potuto prendere i 48,6 milioni e fare una finanziaria che prometteva mari e monti a tutti, saremmo stati degli irresponsabili in quel caso. In questo caso nessuno promette 200 giornate, dice esclusivamente che probabilmente quel milione e mezzo in più, le 110 o le 120 giornate possono essere un obiettivo e sono un obiettivo anche per quelle famiglie che in questo momento sono in palese difficoltà: questo è quanto, senza polemica.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Io credo che a volte i toni rispondano anche un po' alla passione con la quale si sviluppano e si seguono certi argomenti, quindi non credo che siano riferiti ai gruppi, alle persone, ma l'incontrare la gente, il cercare di stare vicino ai problemi della gente porta anche ad appassionarsi alle cose e ad esprimersi qua magari con toni più o meno duri a seconda delle situazioni. Quello che voleva rappresentare il collega, e l'ha rappresentato molto bene, non l'ha rappresentato contro qualcuno ma per qualche cosa. Evidentemente oggi siamo a difendere una posizione politica che, insieme alla maggioranza, siamo riusciti a maturare ed è una posizione importante, è una posizione che comincia a dare delle risposte che sappiamo non essere definitive, come tante altre situazioni.
Io però pongo un problema di metodo, colleghi dell'opposizione, in particolare collega Gerandin, collega Chatrian. Ieri abbiamo fatto una battaglia per rimettere in discussione il valore dei soldi degli utili della CVA ed eravamo consapevoli che ci saremmo esposti a quello che avete fatto in questo momento, cioè tutto quello che veniva respinto era segno di poca attenzione, segno di poco rispetto per certi settori, eravamo consapevoli. Potevamo rimanere nella situazione di ieri, farci dire che i soldi erano fermi per il Casinò, oppure entrare nel merito. Sinceramente a volte dispiace spendersi per certe battaglie se poi la risposta diventa questa, perché la debolezza della vostra proposta, a mio avviso, è proprio quella che noi non vogliamo più costruire bilanci e progetti che determinino illusioni nelle persone, non c'è impegno triennale, l'avete detto bene. Noi non vogliamo mettere dei soldi per dire: si ritorna da dove siamo partiti e poi non essere sicuri di essere in grado di sostenere queste proposte nel futuro. Vedo che annuisce, collega Certan, non so se lo fa con ironia...
(interruzione della Consigliera Certan, fuori microfono)
...se è d'accordo, porti pazienza, ma a volte anche le immagini hanno il loro significato. Noi stiamo cercando di fare un lavoro serio con delle sensibilità diverse e state tranquilli che la questione "forestali" è aperta. Se avremo risorse e, una volta che avremo chiaro il quadro definitivo, cercheremo ancora di aiutare un settore sanguinante e in crisi, però dire oggi: "sì" a 1,5 milioni a scatola chiusa, prendendoli dalla CVA e non essendo sicuri di fare altre operazioni, su spesa corrente...", che è già fuori dalla finalità della risoluzione, perché noi abbiamo detto andiamo a fare azioni verso lo sviluppo economico, verso l'accessibilità...permetteteci anche di difenderci in magari maniera un po' accalorata. Tutti parliamo con il cuore e tutti vorremmo aiutare le persone e aiutarle di più; dire "no" a questa proposta non vuol dire chiudere la porta in faccia ai forestali ma assolutamente ragionare per il futuro e cercare di trovare dentro il bilancio, facendo le scelte politiche, perché avrei capito una scelta politica dove si toglieva a un settore e si metteva nell'altro: ci si prende delle responsabilità, perché si dice: io non sostengo questa cosa e sostengo quest'altra, però pescare dagli utili della CVA e andare a parlare a 700-800 persone mi sembra un'azione leggermente oltre alla responsabilità che bisogna avere in politica verso le persone. Oggi noi non diciamo "no" all'aiuto ai forestali: diciamo "no" allo strumento degli utili CVA semplicemente a spot 2017.
Se ci saranno altre risorse, cercheremo altre risorse e noi siamo dell'idea che queste giornate non siano sufficienti per vivere. Tutti sappiamo che con 6 mila euro all'anno non si vive, però la curva è in risalita, l'attenzione politica c'è da parte di tutta la maggioranza e allora permetteteci di lavorare ancora in questa direzione. L'Assessore Testolin l'ha detto bene, vedremo anche quante persone ancora avranno attenzione verso questo settore, quante persone vorranno ancora spendere la loro vita lavorativa in questo settore. In questo senso, e vorrei chiudere, né in senso polemico...mi sembra un discorso politico, amministrativo, un discorso di serietà verso le persone che sicuramente in questo momento ci ascoltano. Tutti vogliamo fare il bene delle persone che hanno più problemi e difficoltà nella vita.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Terrei solo a sottolineare due aspetti che non vorrei passassero inosservati. Qui si è detto che si è voluto azzerare il discorso dei forestali, vorrei ritornare su questo punto per dire che non è assolutamente vero che a livello regionale si sia voluto azzerare questo tema. C'è stata la norma nazionale che aveva obbligato a ridurre tutte queste iniziative, è stato fatto un dibattito in quest'aula e si è dovuto poi ricorrere alla Società di servizi per bypassare un tema che conosciamo. Questo lo dico per chiarezza, perché sennò sembra che ad un certo punto di colpo si è impazziti, si è voluto di fatto distruggere una serie di iniziative: questo lo dico per correttezza. Il resto credo sia già stato detto da parte di tutti: la possibilità di intervenire nel settore forestale, come nel settore dei lavoratori edili, vorrei ricordare anche lì quello che è stato fatto stamattina: noi abbiamo accettato di integrare gli interventi per i piccoli lavori, perché sappiamo che in quel settore questo può aiutare. Credo che quindi ci sia la massima attenzione, come abbiamo detto nella presentazione del bilancio, sul problema del lavoro. Sul resto non sto a ripetermi, perché condivido quanto è stato detto dai colleghi.
Presidente - Non ci sono altre richieste. Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 14. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 26
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
Articolo 15. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
L'articolo 15 è approvato.
Vi è l'emendamento n. 5 della II Commissione che introduce l'articolo 15bis, in merito al quale il gruppo ALPE e il Gruppo Misto hanno presentato l'emendamento n. 10; inoltre, sempre sull'articolo 15bis, vi è il sub-emendamento dell'Assessore Testolin e del collega Nogara. Vengono distribuiti immediatamente. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Al comma 3 dell'articolo 15bis, come introdotto dall'emendamento n. 5 della II Commissione, le parole: "entro il 30 giugno 2018" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 30 giugno 2017 per gli aiuti riferiti alla campagna 2015 ed entro il 30 giugno 2018 per gli aiuti riferiti alla campagna 2016". È chiaro che con questo sub-emendamento si va verso quanto la minoranza nel suo emendamento ci aveva chiesto per il finanziamento, per l'anticipo non solo per il 2015, come era già stato deciso dalla maggioranza, ma anche per il 2016: l'anticipo al 60 percento o di quant'era, perciò sono cambiate le date per le restituzioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Parliamo di un tema che più volte abbiamo affrontato in questo Consiglio: parliamo degli anticipi, degli aiuti ex verde agricolo, campagna annualità 2015, che ad oggi le nostre aziende non hanno ancora ricevuto, e parliamo degli aiuti campagna annualità 2016 che le nostre aziende valdostane non hanno ancora ricevuto. Durante il 2016 più volte in quest'aula abbiamo parlato, soprattutto della campagna 2015, delle criticità, del perché questi soldi non venivano erogati; l'annualità ammonta a circa 13 milioni di euro e nell'aprile 2016 il Governo regionale ha deciso di mettere in campo uno strumento per anticipare, aiutare le aziende riferendosi all'annualità 2015, strumento che non ha avuto un grande successo, e poi durante l'estate 2016 à maintes reprises abbiamo cercato, come gruppo, di presentare delle iniziative per capire, pungolare e sapere quali erano le intenzioni del Governo per mettere un taccone perché di questo stiamo parlando: di un anticipo sugli aiuti dovuti. Il Governo a inizio novembre 2016 ha approvato la bozza di legge di stabilità e poi, dopo qualche settimana, ci ha inoltrato in commissione un emendamento con la copertura finanziaria, perché qui non parliamo solo di emendamenti di principio ma con una copertura finanziaria, per far sì che ci sia l'anticipo per l'annualità 2015.
Detto questo, noi, come gruppo ALPE, insieme al collega del Gruppo Misto, abbiamo provato ad affrontare tale criticità e con gli uffici abbiamo trovato una sintesi apprezzabile: quella di dire che non possiamo solo fermarci all'annualità 2015, se si fa il taccone, che sia robusto, quindi andare ad anticipare anche una parte sostanziosa del 2016, quindi l'ammontare del pacchetto dell'anticipo, se a questo punto mi sembra di capire da parte della maggioranza c'è la volontà di sostenere questo emendamento, che oltretutto va a pescare nei fondi di rotazione, tant'è vero che la modifica che ci proponete penso sia un discorso contabile di rientro proprio dei fondi di rotazione...però la proposta a questo punto è di 20,8 milioni di euro, quindi tutta l'annualità 2015, più il 60 percento dell'annualità 2016. Questa è la nostra proposta, questa è una certezza che in questo momento dobbiamo dare, sappiamo che è un taccone...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...robusto, che comunque va a dare una risposta ad una criticità che è in essere, mi sembra, e che permette sicuramente alle nostre aziende che da più di un anno aspettano l'annualità 2015 di avere comunque una boccata di ossigeno per quel poco...ma sicuro, per poi speriamo al più presto mettere invece in scadenza ordinaria, cioè l'ordinaria amministrazione affinché nei primi mesi dell'anno successivo vi sia la possibilità di erogare degli aiuti dovuti.
Dalle ore 15:58 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Io volevo ringraziare la maggioranza perché mi pare di aver capito che l'emendamento verrà approvato, sia pure con quelle correzioni che sono più di forma che di sostanza. Quando noi scriviamo questi emendamenti, a volte non abbiamo tutti i dati e le strutture a disposizione, per cui può darsi che facciamo anche qualche errore di forma. Il nostro voleva essere un emendamento di sostanza, dopo aver comunque condiviso il fatto che avevate con il vostro primo emendamento garantito l'erogazione, l'anticipazione per l'annualità 2015, a noi pareva corretto che, tenuto conto che tante di queste risorse che verranno erogate, erano già state oggetto di anticipazione anche di istituti di credito, avremmo corso il rischio di fare un mero passaggio di denaro dalle casse senza risolvere i problemi degli agricoltori. Abbiamo ritenuto corretto estendere - peraltro come avviene già in altre parti d'Italia, dove hanno risolto il problema, dove stanno già prendendo gli anticipi 2016 - questo anticipo 2016 nella misura del 60 percento. È comunque un contributo per un settore in grandissima difficoltà, che avrebbe corso il rischio per tanti di essere sull'orlo del fallimento, è inutile che ce lo nascondiamo; è un'anticipazione di risorse che ridarà vita e - io mi auguro - anche un po' di entusiasmo ad un settore che in questo momento è in palese difficoltà.
Concludo solo con una raccomandazione. L'ho già detto in altra sede, non so se interverrà l'Assessore, il Presidente, vorrei avere qualche rassicurazione in più sul fatto che, tenuto conto che sono risorse importanti (oltre 20 milioni), quello su cui vorrei rassicurazioni è la tempistica. Quello di cui vorrei essere certo è che diamo qualche indicazione in più e che non aspetteremo i rientri dei fondi di rotazione del primo semestre per dare questi soldi. Io non lo so se è possibile, perché vedo che alcune leggi dei fondi di rotazione sono in deficit, per cui probabilmente sono state erogate, ma nella globalità, tenuto conto che a fine anno le disponibilità sono nell'ordine del milione e che la copertura di queste avviene nel primo semestre, quello su cui vorrei un attimo avere delle rassicurazioni è che non aspetteremo i rientri per elargire queste risorse perché se li facciamo aspettare ancora, poi non saranno sei mesi, potranno essere tre o quattro, è chiaro che il malato si aggrava, per cui da malato grave può diventare terminale.
Dalle ore 16:03 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Solo per due precisazioni. Evidentemente l'accoglimento era già stato dichiarato dal collega Nogara con la presentazione del sub-emendamento. Solo per sottolineare due aspetti: uno che era un impegno assunto dal Presidente, dal sottoscritto e da tutta la maggioranza nella seduta di novembre, dove era stata prospettata questa opportunità e dove c'erano state anche delle rassicurazioni da parte di AGEA che sarebbe riuscita a darci delle risposte più concrete. L'altro è per sottolineare il fatto che stiamo comunque continuando a lavorare per arrivare a liquidare, in maniera corretta e puntuale, le spettanze degli agricoltori. Evidentemente, per quanto ci concerne, l'impegno è quello di andare fin da subito, così come si era discusso all'interno della maggioranza, a dare una risposta fin dai primi giorni di gennaio per attivare una procedura più snella possibile che possa dare le risorse subito agli agricoltori: questo è l'obiettivo. Dall'approvazione di questo articolo si inizierà a lavorare per la modulistica necessaria per imbastire una procedura più snella possibile, che dalle prime settimane di gennaio possa dare una risposta concreta, sperando anche di riuscire a dare il perché...e soprattutto una tempistica sulla realtà dei pagamenti che dovranno arrivare da AGEA.
Per fare un altro passaggio conclusivo, che era stato oggetto nella stessa seduta, che era quello relativo alla PAC dove l'impegno collegiale di tutta la maggioranza e di tutte le potenzialità a livello politico messe in campo ci hanno permesso comunque di dare una prima importante risposta al problema della PAC, proprio a sottolineare che sono problematiche comuni a tutti e che quando riusciamo a dare una risposta, è una risposta che va nell'interesse dei valdostani. L'impegno quindi è questo, i soldi ci saranno a partire da gennaio.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Solo per avvalorare quanto diceva lei, Assessore, perché con questa misura dei 13 milioni che la maggioranza ha deciso di attuare e con l'accoglimento dell'emendamento da parte della minoranza si dà finalmente una certezza agli agricoltori che questi soldi almeno ci sono. Tra l'altro, se mi posso permettere, Assessore, vorrei dire che si sta lavorando anche nell'altro settore: si sta lavorando con AGEA per poter accedere sia alla PAC che al PSR nel più breve tempo possibile. Con quanto si è fatto però adesso con questo intervento si può dire sicuramente una volta per tutte che i soldi per il 2015, e il 60 percento del 2016, c'è la possibilità di averli per gli agricoltori nelle prime settimane di gennaio. Questa, secondo me, è una risposta importantissima per questo mondo agricolo in crisi, che ormai è da due anni che non percepisce un euro dalla Comunità europea.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Do un parere molto positivo il fatto che il Governo regionale, la maggioranza tutta accetti la proposta che noi abbiamo fatto, andando ad integrare quella che voi avevate messo in campo, perché va ad integrare comunque una proposta sull'annualità 2015, quindi è con favore che accogliamo il fatto che si chiude un cerchio importante e si dà una risposta puntuale in questo momento ad un settore che ha bisogno. Accogliamo quindi con favore il fatto che avete accettato la nostra proposta.
Presidente - Metto in votazione l'articolo 15bis introdotto dall'emendamento n. 5 della II Commissione comprensivo del sub-emendamento n. 10 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto e del sub-emendamento dell'Assessore Testolin e del collega Nogara. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Vi è l'articolo 15ter introdotto dall'emendamento n. 12 di ALPE e Gruppo Misto. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Sempre su questo settore, ma spostandoci non sull'ordinaria amministrazione, ma andando invece su un discorso di investimento puro, abbiamo discusso la riorganizzazione dal punto di vista legislativo delle leggi che negli ultimi anni sono state approvate da questo Consiglio sull'agricoltura mi sembra nel mese di luglio, in cui si è fatta un'unica normativa dove si va ad elencare quali sono gli aiuti, i principi e poi le possibilità che oggi hanno le nostre aziende, non solo nel settore zootecnico, nella sua complessità, quindi di filiera a chilometro zero completa. Abbiamo discusso proprio a luglio di questo settore, non solo il nostro gruppo mi sembra che anche altri gruppi hanno messo in evidenza la necessità comunque di mettere in campo un altro strumento legislativo che non fosse legato esclusivamente al piano di sviluppo rurale, sapendo che il piano di sviluppo rurale ha le sue regole, sapendo che di mezzo c'è lo Stato, la Comunità europea, ci sono delle regole diverse, ci sono i tetti di soglia, il de minimis, gli aiuti concessi, però, dal punto di vista amministrativo, un'azienda poco strutturata, un'azienda che magari dal punto di vista di piano finanziario non è sostenibile, cioè non dà reddito, ma fa il giardiniere della media e dell'alta montagna, la piccola azienda che comunque non è robusta e non ha le capacità per affrontare un investimento grazie al piano di sviluppo rurale...proprio a luglio dicemmo: "dobbiamo provare a mettere di fianco un'altra proposta, altre soluzioni che vadano a dare delle risposte mirate a delle aziende meno strutturate o comunque a dei bisogni più piccoli, più semplici, più rapidi, con meno burocrazia e, nel momento in cui c'è la richiesta, in pochi mesi avere la risposta e avere anche la liquidità". Stiamo parlando, come vi dicevo, comunque di investimenti. Il nostro emendamento va in quella direzione. Abbiamo incardinato l'emendamento n. 12 sulla legge n. 17/2016, è legittima perché ho sentito nei corridoi che probabilmente, così com'è stata strutturata questa proposta, forse non è proprio legittima, no, è legittima, abbiamo inserito i tetti massimi della Comunità europea, possiamo comunque aiutare fino al 40 percento, abbiamo messo anche un tetto: "gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi nella misura massima del 40 percento della spesa ammissibile...". Oltre a quello, abbiamo anche attivato quali potrebbero essere gli aiuti da mettere in campo, quindi legati all'emergenza, all'urgenza, legati anche a piccoli lavoretti di risanamento, legati a quegli investimenti di 8-10 mila euro di spesa totale per avere quella risposta immediata sempre sul settore investimento. Questo è un po' l'inquadramento dell'emendamento n. 12.
Non vi nascondo che andrebbe a sostituire la n. 32/2007, ma andrebbe a colmare un vuoto che c'è. Oggi c'è solo una strada: quella del piano di sviluppo rurale. Vi ricordate che qualche mese fa abbiamo discusso la prima misura che è stata bandita, la scadenza era il 30 settembre 2016 e poche sono state le domande. Ci sono dei motivi, magari noi non li sappiamo tutti, abbiamo cercato di conoscere lo stato dell'arte, le difficoltà, i costi, la complicazione, la burocrazia, questo potrebbe essere un secondo aiuto parallelo a quelle aziende che vi dicevo prima: più rapido, più snello, tutto nostro, con dei soldi disponibili e dare comunque quelle certezze di cui, dal nostro punto di vista, il settore ha bisogno. Nulla ha a che fare questa proposta con l'ex verde agricolo e con le misure a superficie.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Per rispondere all'illustrazione di questo emendamento svolta dal collega Chatrian e per tracciare un attimino la scelta che ha determinato nell'agosto scorso l'approvazione della legge n. 17, che andava nell'ottica di sostenere gli investimenti effettuati dalle aziende agricole valdostane, investimenti a fondo perso previsti dal programma di sviluppo rurale. Investimenti sostenuti tramite questa legge con dei mutui, con una scelta ben chiara e ben precisa, che è trasversale a tutti i settori, dove il fondo perso è andato scemando chiudendo definitivamente le proprie opportunità attraverso delle risorse dirette messe in campo dalla Regione. Questo emendamento ha dei limiti in quella che può essere un'analisi rispetto all'emendamento successivo, dove si potranno fare altre valutazioni prospettiche, che sarebbe un'operazione spot coperta per un annualità per un importo anche importante, ma non risolutivo, perché con dei minimi a 50 mila euro, 2 milioni vuol dire finanziare 40 domande, con uno strumento che non è più compatibile con le possibilità dell'Amministrazione regionale che ha puntato sul programma di sviluppo rurale e potrà essere modificato quando ci saranno i presupposti a bocce ferme per capire quali saranno le eventuali risorse recuperabili da altre misure per andare ad incentivare ulteriormente e rendere ancora più appetibili le opportunità di finanziamento a fondo perso.
Nel mese di gennaio partirà un nuovo bando sulle misure strutturali, che potrà dare delle risposte puntuali anche per investimenti minimali: di 20 mila euro, di 15 mila euro, dove si potrà presentare un piano di interventi su più annualità, che potrà dare delle risposte ed essere integrato dalla legge n. 17, che, in linea con delle decisioni complessive prese a livello di Governo su tutti i settori, va a sostenere questo tipo di interventi con risorse proprie derivanti dai fondi di rotazione. È un po' da queste considerazioni che ci troviamo a non accogliere questo emendamento, non per sminuirne la proposta ma per contestualizzarlo all'interno di una visione più ampia che ha visto delle scelte, degli step ben precisi che devono ancora magari essere rodati per certi versi, migliorati per quello che possono essere migliorati, ma che tracciano una strada diversa da quella della n. 32, dalla quale questo articolato è stato anche tratto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) -Vorrei fare una precisazione non tanto ai colleghi che ben conoscono la realtà di un bilancio triennale, ma soprattutto a chi ci ascolta e anche a certi colleghi che prima ci hanno sollecitato, quasi come per dire: "avete fatto l'assalto alla diligenza per il 2017, adesso vi abbiamo aperto la possibilità di discutere, però basta, state nel vostro recinto". Soprattutto quindi a chi ci ascolta, perché altrimenti sembra quasi che le cose fatte siano fatte all'ultimo minuto, in fretta: noi per confezionare questi 20 emendamenti, sono quattro settimane che, come gruppo di ALPE, insieme al collega, ci stiamo lavorando e in questi otto anni di discussione sulle finanziarie mai nessuno è riuscito a presentare, come forze di opposizione anche quando eravamo molto più strutturati numericamente, il ribaltamento totale sul triennale perché - lo sapete meglio di noi - è difficilissimo andare a rimodulare il triennale, non perché vogliamo fare degli interventi spot, ma perché è praticamente impossibile, se non enunciare dei principi o delle belle idee. Questo era il passaggio che volevo fare, perché dietro a queste proposte che abbiamo presentato c'è un lavoro importante da parte nostra ed era praticamente impossibile rivedere nel complesso il triennale.
Due battute sull'emendamento n. 12. È normale che, presentando questa proposta, abbiamo provato ad aprire un fronte, perché nella legge n. 17/2016 si è scelta la strada dei mutui per degli investimenti se non sono coperti all'interno del piano di sviluppo rurale...come dire? solo all'interno del piano di sviluppo rurale c'è l'aiuto a fondo perso, all'interno della programmazione delle misure del piano di sviluppo rurale c'è l'aiuto a fondo perso e politicamente nella legge n. 17/2016 si è deciso che la seconda strada invece è solo quella legata agli investimenti tramite mutui. Con questa proposta si va ad aprire una nuova strada invece, che è quella in conto capitale senza l'Europa. Non so se siamo riusciti a spiegarci, l'obiettivo è: gli investimenti non sono sufficienti all'interno del PSR, sono difficoltosi, macchinosi e costosi, quindi si devono trovare delle soluzioni alternative, questa è un po' la filosofia con cui abbiamo redatto e scritto l'emendamento n. 12.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Mi dispiace che magari da una parte abbia colto la buona volontà e lo spirito con cui l'abbiamo presentato, dall'altra ha sollevato una serie di perplessità legate al discorso del fondo perso, legate al discorso del fatto che sarebbe una misura una tantum. Vede, Assessore, le risorse in disponibilità al Fondo europeo hanno tutta una serie di complessità, hanno una complessità per richiedere queste risorse, non sono state così sfruttate dal mondo agricolo. Probabilmente anche per queste risorse ci va il tempo di crescere, di adattarsi, di abituarsi a tutta una serie di normative che purtroppo la Comunità europea impone, per cui questa era una misura di accompagnamento a quel piano di sviluppo rurale che lei ha appena finito di dire verrà probabilmente rivisto, verrà - speriamo - semplificato per accedere a questi tipi di misure, perché fino ad oggi - e lei me lo può confermare - gli agricoltori sono molto pochi quelli che hanno fatto richiesta a queste risorse europee. Questo non significa che il mondo agricolo non abbia bisogno: è che il mondo agricolo probabilmente non è ancora pronto, non è ancora in grado di attivare una serie di procedure, perché comunque ci va progettazione, ci vanno tutta una serie di strumenti. Vanno incontro a delle spese prima ancora di sapere se saranno finanziati, pertanto lo spirito era questo.
Per riprendere il discorso del triennale - l'ho già detto prima, ma probabilmente non sono stato chiaro -, noi avevamo la possibilità di intervenire, c'erano 20 milioni delle riserve CVA destinate al discorso dell'operazione Casinò" potevamo prendere anche nel 2018 2 milioni, quello che volevamo, volevamo fare i belli? Ne mettevamo 5 nel 2018. Non abbiamo voluto farlo, perché non sarebbe stato da responsabili tenuto conto che le problematiche ci sono e vanno risolte tutte, non solo qualcuna. Se c'è un settore in difficoltà che va accompagnato, che va fatto crescere e penso che l'emendamento proposto da UVP prima vada in questa direzione, cercando di mettere eventualmente a supporto anche degli agricoltori con uno sportello, un ufficio in grado di sostenere queste difficoltà che ci sono ad accedere a questi fondi perché nessuno nega che non ci siano - e lei lo sa meglio di me -, pertanto era un anno di transizione per far crescere. Ci dispiace che non abbia colto o non abbiate voluto cogliere questo tipo di occasione, non era una misura spot, sinceramente, quando dite questo, ci dispiace.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'emendamento n. 12 di ALPE e Gruppo Misto che introduce l'articolo 15ter. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 7
Contrari: 25
Il Consiglio non approva.
All'articolo 16 vi è l'emendamento n. 13 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Stiamo parlando di aiuti in materia di riordino e di miglioramento fondiario, tema caro al nostro gruppo, tema che in questi mesi, in questi anni abbiamo affrontato in quest'aula dopo aver anche redatto una nuova legge, tema dove da poche settimane mi sembra che si sia trovata la soluzione per dare delle risposte a delle criticità più amministrative che non politiche. Visto che solo una parte dei riordini fondiari sono stati finanziati da tutti quelli inseriti in graduatoria, andare ad alimentare il fondo e reperire altre risorse per velocizzare, ritenevamo utile comunque dare certezza comunque ad un'annosa criticità che da decenni non è stata risolta.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Per fare due considerazioni in merito all'emendamento proposto, un emendamento che va ad integrare quelle risorse che, come ha detto il Consigliere Gerandin ieri, con soddisfazione io ho accolto positivamente, perché ci danno un minimo di prospettiva e di programmazione su degli argomenti dei riordini fondiari e delle sistemazioni fondiarie ricomprese all'interno delle opportunità di utilizzo di fondi pregressi, non utilizzati per tutta una serie di motivi e che sono fondi importanti. È proprio per questo motivo che, in condivisione con il resto della maggioranza, si va ad accogliere questo tipo di emendamento. Un emendamento che ha della prospettiva essendo che va a dare una risposta che è la stessa risposta che voi avreste voluto dare con un successivo emendamento, dove si mettono a disposizione delle risorse che potranno mettere in moto una serie di attività, al momento sospese, e di attivare nuovi riordini che sono quelli in attesa con l'obiettivo di utilizzarli nell'anno considerate le tempistiche di programmazione, di affidamento dei lavori, di partenza con gli incarichi progettuali. Credo che però il milione di euro suppletivo possa assolutamente essere utile ed è per questo che si è condiviso questo passaggio, per noi importante, anche perché nei prossimi anni su queste stesse opportunità ci sono degli stanziamenti che, per il periodo che stiamo vivendo, sono degli stanziamenti importanti e questo può permetterci di programmare sul triennio con serenità alcuni interventi, l'emendamento pertanto verrà accolto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Ringrazio la maggioranza, era proprio con questo spirito che avevamo presentato questo emendamento. L'Assessore ha ripreso un passaggio del mio intervento, era chiaro che era riferito al fatto che le uniche risorse in disponibilità per il 2017 erano delle risorse non spese negli anni passati, per cui a noi non può che far piacere tenuto conto che mi pare una delle raccomandazioni che aveva fatto il Presidente era proprio quella che con il pareggio di bilancio c'era la necessità proprio di utilizzarle e spenderle nell'anno corrente, per cui con questo abbiamo quasi la certezza che comunque questo milione verrà utilizzato, verrà speso nell'anno, assieme con le riserve accantonate negli anni pregressi e potremo dare sicuramente una risposta a questo problema annoso che è da anni e anni che si trascina.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'articolo 16 comprensivo dell'emendamento n. 13 di ALPE e Gruppo Misto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Vi è l'articolo 16bis introdotto dall'emendamento n. 14 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto. Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Parliamo ancora di un settore vicino alla discussione che abbiamo fatto poc'anzi sui riordini. Qui andiamo ad aprire una nuova finestra sui consorzi di miglioramento fondiario. Nella finanziaria c'è il finanziamento per i 178 o 180 consorzi - poi mi correggerà l'Assessore - di miglioramento fondiario che ci sono in Valle d'Aosta. Qual è lo spirito di questo nostro emendamento? Ad oggi sono finanziati per la gestione, noi con questo emendamento andremmo, perché sappiamo perfettamente che ci sono consorzi che hanno delle entrate diverse, sappiamo che ci sono consorzi più fortunati di altri, sappiamo invece che ci sono consorzi meno fortunati di tutti gli altri ed è proprio per quello che abbiamo da una parte aperto la strada del finanziamento in conto capitale: questo è l'atout principale dal punto di vista politico, oltretutto è un tema che abbiamo discusso in questi anni in maniera forte. La seconda cosa dal nostro punto di vista interessante - e mi permetto di illustrarla all'Assessore competente - è che demanda alla Giunta giustamente con propria deliberazione, previa illustrazione alla commissione, di definire tutti i criteri proprio perché la casistica dei 180 consorzi è nettamente diversa. Non vorremmo quindi andare a sostenere dei consorzi che non hanno bisogno ed è per quello che nel comma 2 andiamo a dire: "no, un attimo, dal punto di vista amministrativo, c'è una bozza di delibera, che verrà illustrata alla commissione, che va a definire tutti i criteri e le tipologie di finanziamento". Questa è un po' in breve la proposta. Speriamo che ci sia da parte vostra un accoglimento su questo, perché va anche qui a dare un po' di ossigeno a quei consorzi meno fortunati in questo momento dal punto di vista degli investimenti in conto capitale.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Testolin, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Mi stupisce un po' la presentazione del collega Chatrian, perché questo richiede l'inserimento di un articolato che preveda la possibilità di erogare finanziamenti a fondo perso a favore dei consorzi, cosa già prevista dalla legge n. 17 all'articolo 18, dove sono previsti a favore dei consorzi di miglioramento fondiario per interventi, che sono quelli della vecchia n. 32, finanziamenti a fondo perduto fino ad un massimo dell'80 percento. È lo stesso presupposto per cui quelle risorse che abbiamo allocato prima possono essere utilizzate in via prioritaria per dare delle risposte ad una serie di interventi già presentati dai consorzi in passato, oltre ai riordini fondiari, più una serie di interventi, con ancora addirittura le caratteristiche di quando sono stati presentati, è previsto dalla legge nelle norme transitorie. In più sono già previste con la legge n. 17 le opportunità, le possibilità di accedere da parte dei consorzi a finanziamenti a fondo perso. Diciamo quindi che la strada in questo caso è già aperta proprio perché ci siamo resi conto già a suo tempo che questa possibilità era indispensabile per poter garantire, quando ci saranno - speriamo che in futuro possano essere presenti più risorse -, le opportunità per dare ai consorzi delle risorse a fondo perduto indispensabili per chiudere dei lavori di miglioramento, delle sistemazioni strutturali.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Come avete capito, l'obiettivo da parte nostra è lo stesso che ha illustrato adesso l'Assessore, quindi se già oggi dalle verifiche che l'Ufficio legislativo del Consiglio ha fatto, perché l'avevamo incaricato proprio di entrare nel merito dal punto di vista legislativo sul conto capitale per i consorzi...la verifica era un'altra. Se lei ci assicura che ad oggi c'è già quest'apertura, questa finestra e c'è anche il finanziamento, c'è anche la copertura a partire dal 2018...
(interruzione dell'Assessore Testolin, fuori microfono)
...comunque, dal punto di vista legislativo, la strada è percorribile; dal punto di vista delle disponibilità, potete utilizzare eventualmente, da quello che ho capito, il ragionamento che abbiamo fatto poc'anzi sull'emendamento n. 14. A questo punto ritiriamo l'emendamento proposto.
Presidente - L'emendamento viene ritirato. Possiamo quindi passare all'articolo 17. Non ci sono richieste di intervento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 26
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
All'articolo 18 vi è l'emendamento n. 15 di ALPE e del Gruppo Misto. Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Con questo emendamento pensavamo di finanziare per l'anno 2017 con 1 milione di euro, tenuto conto che poi ci saranno negli anni 2018 e 2019 2 milioni in disponibilità e, tenuto conto che al momento per l'anno 2017 erano in disponibilità 500 mila euro per una serie di studi o comunque verifiche per il discorso sismico, a noi pareva interessante di nuovo istituire uno di quei...chiamiamoli finanziamenti, leggi di settore, non era una vera e propria legge, ma con delibera di Giunta si andavano a determinare le modalità di intervento, era legato alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. È stato fatto un piano negli anni molto interessante, molto importante, erano interventi minimali; non era...un adeguamento sismico, non era una messa in sicurezza totale dell'edificio, ma erano dei piccoli interventi propedeutici ad avere il CPI o eventualmente mitigare il discorso dei rischi legato alle strutture.
Ricordo che con questi finanziamenti, quando è successo il problema serio di Saint-Pierre, si è riusciti ad intervenire in meno di sei mesi e quella scuola ha riaperto i battenti per l'anno seguente a settembre grazie a questi finanziamenti che erano in disponibilità. Sono stati fatti tanti interventi di adeguamento, anche minimali, legati alle barriere di sicurezza, per cui a noi pareva interessante ripristinare con 1 milione di euro questi tipi di interventi che chiaramente con delibera di Giunta, come avveniva nel passato, venivano regolamentati perché ci ricordiamo che c'erano negli anni parecchie liste d'attesa da parte dei Comuni, che erano proprietari di questi edifici. Ci pareva interessante pertanto, in attesa di avere più risorse così come avete previsto sul triennale, e non limitarsi a 500 mila euro per degli studi relativi al discorso sismico, che sono, per la carità, comunque molto importanti.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (SA) - La preoccupazione per l'edilizia scolastica è stata più volte evidenziata, in questo Consiglio, nell'ultimo semestre. Lei sa benissimo che abbiamo avuto dei confronti con il CELVA e abbiamo predisposto una delibera di indirizzo, che il 30 settembre dava seguito e indicava una ricognizione degli edifici per le verifiche sismiche, individuando le priorità di intervento e i costi. Nel 2017 la Regione investirà per queste verifiche complessivamente 7,5 milioni di euro, perché i 500 mila sono iscritti nel bilancio, poi ci saranno 3,5 milioni circa che deriveranno dall'importo complessivo degli avanzi di amministrazione prodotti nel 2014-2015 e certificati dagli Enti locali della Valle d'Aosta; otto Comuni avranno un importo di 1,379 milioni per interventi di edilizia scolastica (quei Comuni che sono stati beneficiari di uno spazio finanziario da parte del Governo). Devo dire quindi che tutto questo percorso ha messo insieme un gruppo di lavoro significativo, che ha visto protagonisti anche i professionisti, il CELVA e altre professionalità e che ha determinato un quadro degli investimenti programmato e pianificato in modo oculato. Mi sembra una cosa in più andare ad intervenire con un ulteriore milione sul fondo di riserva e quindi non è necessario da questo punto di vista: le risorse sono sufficienti. A queste ovviamente si aggiungono le risorse previste nel mutuo Finaosta, risorse previste per adeguamenti normativi energetici nelle scuole. Direi quindi che l'attenzione che abbiamo dato a questo comparto, a questo settore dell'edilizia scolastica, è sufficiente.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Assessore, non vogliamo mettere in discussione quelle che erano eventualmente le risorse per gli interventi più consistenti che c'erano a bilancio, questa aveva una visione totalmente diversa: era quella riferita a piccoli interventi, perché lei saprà benissimo che, per esempio, per quegli interventi che sono stati ammessi sul fondo nazionale, sono otto Comuni che hanno fatto domanda, sono stati ammessi al fondo nazionale, ma non significa che per gli altri 66, se succede qualche problema, ci siano queste immediate risorse. Il resto sono finanziamenti sicuramente importanti. Quando noi abbiamo lavorato su questo, io ho chiesto un accesso agli atti e le posso assicurare che questa famosa delibera non era neanche ancora stata partorita. Non so quando, se e come verrà...quella riferita al riparto degli avanzi d'amministrazione, pertanto è una novità che lei mi dice...
(interruzione dell'Assessore Baccega, fuori microfono)
...io non faccio parte della Giunta regionale, ho fatto un accesso agli atti non tanto tempo fa, io di questi non lo sapevo, come non lo sapeva chi ha lavorato a questi emendamenti.
Detto questo, torno a dire: ben venga, ho fatto un accesso agli atti perché ero interessato a capire come procedeva quella ridistribuzione degli avanzi, mi fa piacere sapere che c'è un percorso condiviso con il CELVA. Torno a dire che la nostra preoccupazione rimane per quegli interventi minori, quegli imprevisti che per anni sono stati oggetto di questi tipi di interventi di finanziamento, poi se non la ritenete così importante perché pensate di avere risorse a sufficienza, ne prendiamo atto.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'emendamento n. 15 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 7
Contrari: 24
L'emendamento n. 15 è respinto.
Metto in votazione l'articolo 18. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 24
Contrari: 7
L'articolo 18 è approvato.
All'articolo 19 vi sono gli emendamenti n. 6 e n. 7 della II Commissione, nonché l'emendamento n. 16 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto. Per l'illustrazione dell'emendamento n. 16, ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Con l'emendamento al comma 4 dell'articolo 19 pensavamo di dare un indirizzo preciso a quello che può essere il futuro di questa Casa da gioco. Abbiamo sentito, fa parte del programma di maggioranza quello di valutare eventualmente una gestione privata, ma visti i risultati di una gestione pubblica, noi pensiamo sia interessante e utile in questa finanziaria scrivere nero su bianco che il percorso non può essere che un discorso di bandire un'apposita procedura ad evidenza pubblica per cercare un gestore della Casa da gioco. Ne abbiamo abbastanza di regolarmente leggere bilanci su cui abbiamo espresso tutte le nostre perplessità e vado molto cauto, per non dire di peggio; siamo stufi di sentirci dettare o apprendere di situazioni finanziarie disastrose, perché non c'è altro termine da dire perché io immagino che, a fronte di un piano di circa 80 milioni, ci presentano un conto di 120, in cui 19 milioni sono riferiti a demolizioni, sinceramente il minimo di una gestione di questo tipo di carattere pubblico è chiedere i danni. Chiunque di noi avesse un progettista che, a fronte di un investimento del genere, ammette di aver sbagliato nel non aver previsto 19 milioni di demolizioni, come minimo lo fa cancellare dall'albo. Detto questo, penso che non si possa che non condividere, perché è in linea anche con quello che avete sempre detto, noi vorremmo che venisse messa la parola fine e che si aprisse un discorso totalmente diverso perché non ne possiamo più.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - La linea che lei traccia, per certi aspetti, forse in prospettiva può anche trovarci d'accordo, nel senso che l'emendamento, l'articolo o il comma che il Governo regionale, in linea con il programma di legislatura, ha previsto è quello di permettere, da un punto di vista normativo, di uscire dalla pura gestione dell'ente pubblico. L'articolo che abbiamo immaginato e scritto quindi dà la facoltà di rivolgersi, qualora si facesse o si farà questa scelta, anche ad un potenziale interlocutore privato a cui affidare la gestione del Casino de la Vallée e del Grand Hôtel Billia. Affinché non ci siano equivoci, è chiaro che anche nel percorso che si immagina...anche nel nostro articolo è previsto che il metodo al quale si ricorrerà per giungere a questo risultato non potrà che essere quello di un'evidenza pubblica. Questo va da sé, perché nessuno immagina oggi, quando anche facessimo una scelta di questo tipo, di affidare tout court, senza una procedura pubblica ad un interlocutore privato scelto con discrezionalità. Questo è inimmaginabile, quindi, da questo punto di vista, c'è un indirizzo forse simile. La sua proposta fa già oggi una scelta, nel senso che già oggi questa scelta dice che la Regione bandisce, quindi si rivolge ad un interlocutore pubblico. Noi crediamo che sia più opportuno in questa fase terminare quest'analisi, prevedere la possibilità normativa di poterlo fare e in un secondo tempo decidere se rivolgersi a questa tipologia di scelta. Credo quindi che i percorsi non siano così distanti, ma preferiamo ovviamente immaginare una formulazione di legge che dia la facoltà, che dia la possibilità all'ente pubblico, se lo sceglie, di rivolgersi all'esterno per tutte le motivazioni che potremo anche condividere e che non sto a riprendere in questa fase.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ho ascoltato attentamente la replica del collega Perron. Non è una questione di lana caprina, penso che siano due posizioni diverse. Quello che noi come legislatori - o potenziali legislatori perché ad oggi non è ancora approvato l'emendamento n. 16 in questione - diciamo è che ad oggi la gestione è pubblica; fra qualche mese si discute anche in aula ma potrebbe essere utile, vista la situazione - che non apriamo altrimenti non affrontiamo la questione legislativa -, reperire, cercare nuove ipotesi, nuove soluzioni e - perché no? - una privatizzazione della gestione. Quello che noi proponiamo, quanto meno nella proposta, è questo: si decide di prendere un'altra strada dal punto di vista gestionale? Stiamo parlando di gestione, non di vendita, che sia chiaro questo passaggio perché la parte immobiliare rimane in corpo, quindi se si decide, si fa un'evidenza pubblica: questo noi gradiremmo mettere in campo...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...la differenza nel momento in cui si decide sono i tempi e i modi. Se il Presidente comunque vuole replicare...se è possibile, gradiremmo capire meglio qual è la vostra posizione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Solo perché non ci siano dubbi sempre nell'interpretazione delle cose, è formulato magari in una maniera diversa, però nelle ultime tre righe si dice: "può concedere a qualificati operatori economici, selezionati mediante procedura ad evidenza pubblica, la gestione", se bisogna scriverlo in un'altra maniera, per carità, però non vorrei che sembrasse che, da una parte, c'è scritto: "evidenza pubblica" e che, dall'altra, che si fa quello che si vuole. La cosa è solo perché si capisca che non stiamo cercando di fare un percorso che non ha la sua trasparenza, quindi quello è da fare, anche perché credo non si potrebbe fare in altra maniera. Se è questo quindi l'obiettivo, lo scopo dell'emendamento rientra in pieno per noi nella legge. Se invece la legge deve già disciplinare in maniera precisa le cose, siamo perché non sia così perché c'è tutto il tempo di arrivarci. Il principio politico dell'evidenza è rappresentato nel comma 4, su tutto il resto ci sarà quello che succede in qualsiasi procedura. Ci mancherebbe ancora che su tutte le leggi spiegassimo l'iter e le procedure. Questo è quello che abbiamo discusso in maggioranza, anche perché non sembri una scelta di una persona piuttosto che di un'altra.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Noi abbiamo ribadito il discorso chiaramente dell'evidenza pubblica, ma abbiamo forse scritto qualcosa di più, nel senso che per noi bandire non vuol dire aggiudicare: per noi significa che la strada della gestione privata va approfondita. Questo, a nostro parere, è un percorso corretto, perché penso che della procedura pubblica non possiate farne a meno, è già scritta: sarà addirittura un bando europeo come minimo, se non di più. Quello che noi diciamo è che, al di là dei buoni propositi che facevano parte del programma di maggioranza, noi vorremmo che qualche azione concreta per il discorso della verifica, così com'è scritto il discorso del bandire un'apposita procedura pubblica...significa che comunque qualcosa in merito bisognerà approfondire.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Anch'io vorrei contribuire a questa riflessione con qualche parola. Credo che la strada sia intrapresa, ci siamo detti che l'articolato prevede la possibilità di intraprendere un percorso anche di privatizzazione, ma riteniamo che come serietà per affrontare il dossier abbiamo detto che bisogna fare l'analisi completa, predisporre un piano nel quale dovranno essere indicate anche quelle che possono essere le opportunità, le possibilità, le strade da poter intraprendere. Penso che non sia serio decidere preliminarmente delle vie escludendone delle altre. Riteniamo quindi che sia importante procedere in questa direzione, credo che l'interesse pubblico sia salvaguardato con l'introduzione di questa norma, dopodiché ci sarà modo e tempo di poter prendere tutte le decisioni del caso e sicuramente articolandole e declinandole a tutela dell'interesse pubblico. Credo che questa sia l'intenzione condivisa da parte di tutta la maggioranza e intendiamo sottolineare che per noi la trasparenza deve essere un percorso di trasparenza assoluta. Non vogliamo intraprendere delle strade che presentino delle opacità, pertanto riteniamo che con questa dicitura sia salvaguardato l'interesse generale.
Presidente - Metto in votazione l'emendamento n. 6 della II Commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Emendamento n. 7. Stesso risultato. Metto in votazione l'emendamento n. 16 di ALPE e del Gruppo Misto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti: 31
Favorevoli: 7
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Per quello che riguarda l'articolo nella sua completezza, ci tenevo a sottolineare la procedura un po' anomala con cui si decide di andare verso la quotazione in Borsa di CVA. È una procedura del tutto anomala perché - l'ho detto anche nelle riunioni che abbiamo avuto in merito all'ordine del giorno -, a mio parere e a parere di chi si è occupato negli anni di questi tipi di operazioni, è molto riduttivo che ci siano in un articolo tre righe su una finanziaria in cui si decida la privatizzazione di una società così importante come CVA. Le modalità personalmente non mi convincono semplicemente perché le procedure in questo senso sono molto delicate; è stata più volte invocata anche nelle riunioni e negli incontri che abbiamo avuto la riservatezza, ma è logico che ci sia riservatezza su un'operazione del genere e, proprio perché ci va riservatezza, non può essere gestita un'operazione del genere con carta bianca data da una legge finanziaria di questo tipo. Normalmente si fissano le percentuali massime di cui uno vuole privatizzare, si fanno degli approfondimenti da parte di persone che si occupano di questo e solo di questo. Queste persone vengono individuate mediante procedura pubblica, in questo caso si è deciso di procedere alla quotazione in Borsa dando un mandato - penso - in bianco al consiglio di amministrazione o da chi rappresenta il Consiglio di amministrazione di CVA. Fa specie che le notizie sulle percentuali di quotazione non siano oggetto di quest'Assemblea, ma siano bensì oggetto di libere interpretazioni, o addirittura di liberi pensieri di chi in questo momento rappresenta il Consiglio di amministrazione di CVA. Noi abbiamo appreso dal TG3 il valore della percentuale di quotazione di quest'importante azienda, io la ritengo personalmente una grave mancanza di rispetto per quest'Assemblea.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Bisogna ricordare che CVA è la principale società di questa Regione, una società con un bilancio equivalente a quello dell'intera Amministrazione regionale e che rappresenta un soggetto importante per questa Regione. La quotazione in Borsa di questa società è stata inserita in un articolo della finanziaria all'ultimo momento nel senso che noi lo abbiamo appreso soltanto nel momento in cui l'abbiamo visionata; nel DEFR di luglio non c'era nessun accenno a questa quotazione e - lo ripeto - è la quotazione della principale società pubblica valdostana che di fatto trascina tutte le altre. È l'unica che ha degli utili significativi ed è l'unica che può anche avere un'attrattività sul mercato dei capitali. Ciò detto, sembra veramente una procedura fatta in fretta su un piccolo articolo di una finanziaria, quando la decisione politica era a luglio e la finanziaria avrebbe dovuto avere tutta una serie di valutazioni fatte da questo Consiglio che rappresenta i proprietari di quella società, vale a dire i cittadini valdostani...se avessimo avuto tempo, saremmo potuti partire con un disegno di legge ad hoc, presentato magari a luglio, con tutta la possibilità da parte di tutti di approfondire con la trasparenza necessaria per un'operazione che è molto importante. Tra l'altro, porta 100 milioni di euro nel bilancio regionale, che è la quota più rilevante di questo bilancio. Andava fatta in un modo diverso, le modalità sono sbagliate, fatte in fretta, all'ultimo. Dovevamo iniziare prima, avere il tempo di analizzare la decisione politica. Ieri abbiamo anche approvato un ordine del giorno, ma è soltanto per le operazioni a valle di questa scelta. Sarebbe stato necessario anche affrontare una discussione aperta, trasparente su questa quotazione in Borsa. Sarebbe stato un beneficio per tutti: per chi poi deve prendere le decisioni e per i cittadini valdostani che sarebbero stati messi a conoscenza di questa importante operazione finanziaria e delle conseguenze che può avere sull'assetto della Regione. Queste sono le perplessità che avevamo e che rimangono su questa operazione milionaria di quotazione in Borsa della principale società valdostana.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'articolo 19. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
All'articolo 20 vi è l'emendamento n. 9 del Movimento Cinque Stelle con parere finanziario negativo. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - L'articolo 20 fa una cosa che, dal punto di vista concettuale, per quanto ci riguarda, non è affatto sbagliata: prevede che per i nuovi veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2017 ci sia uno sgravio in termini di bollo per i quattro anni successivi, quindi fino al 2019. Questa norma vale solo per i veicoli nuovi immatricolati dal 1° gennaio 2017; io nel mio emendamento chiedo che questa norma venga applicata da tutti i veicoli invece immatricolati dal 1° gennaio 2014 per il semplice motivo che se uno ha comprato un'auto due mesi fa o tre mesi fa, non si trovi in svantaggio rispetto a chi semplicemente la comprerà il prossimo mese. Mi sembrava una cosa, visti i numeri relativi anche ai bolli di questo numero di veicoli, che si poteva tranquillamente accettare al di là della copertura finanziaria, perché parliamo di un valore mi sembra intorno ai 30-35 mila euro all'anno. Sto andando a memoria, potrei sbagliarmi. Non ho tutti i dati dietro. Sarebbe stata quindi sicuramente una cosa di maggiore equità rispetto a chi ha comprato la macchina da poco tempo, perché una macchina di tre anni è sostanzialmente nuova.
Questo era il mio emendamento, non ha ricevuto il parere favorevole ed è questo quindi che io ho chiesto all'aula.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per una puntualizzazione, collega Cognetta, perché qui, a parte il parere negativo, il prevedere la retroattività degli incentivi per tre anni comporta che si dovrebbe procedere per certi aspetti alla restituzione dei bolli già incassati, quindi manca la quantificazione, manca la copertura e questo mi permetto di dire, altera alla radice lo spirito della norma.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Nell'emendamento ho scritto: "sono esentati, a partire dall'entrata in vigore della presente legge, dal pagamento della tassa automobilistica per il primo periodo fisso...", per cui io intendevo - poi può essere stato scritto male - che i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2014 dal prossimo anno non pagheranno più il bollo; per gli anni precedenti l'hanno pagato...dispiace. Io questo intendevo, non intendevo sanare ciò che è successo nei tre anni precedenti, intendevo dal 1° gennaio 2017. Vorrei che fosse chiaro perché era questo lo spirito con cui ho scritto questa norma e io credo che sia scritta così, poi che sia stata interpretata in maniera diversa questo è un altro discorso. Ripeto: io intendevo per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2014, che dal prossimo anno non pagheranno più il bollo. Per gli anni precedenti l'hanno pagato, fine del problema. Non so se è chiaro, Assessore. Questo è ciò che io intendevo. Lo si può ancora emendare? Non lo so, però la questione è molto semplice: io non intendevo dare dei regali a chi ha già pagato il bollo, parlavo dei bolli futuri.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Mi inserisco in questa discussione perché in commissione avevamo discusso con l'Assessore Donzel sulla questione delle auto elettriche. Solo una piccola suggestione per il futuro, perché allora l'Assessore ci aveva detto che questa norma ricomprende anche il bollo per le auto elettriche, c'è un piccolo suggerimento se posso: alcune Regioni su questo aspetto hanno deciso di prorogare senza termine per le auto elettriche, quindi è una cosa che si potrebbe prendere in considerazione visto che è una nostra prerogativa.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Semplicemente per dire ai colleghi che, come avevo detto in commissione - e qui devo ringraziare l'Assessorato delle finanze che ha dato la possibilità di ampliare una norma, che già riguardava le auto elettriche, poi ovviamente si gioca ad alzare sempre l'asticella -, questo amplia il parco, comprende già le auto elettriche. Colgo l'occasione per dire che le colonnine non le abbiamo ancora ma mi fa piacere poter dire che è stato firmato l'appalto e che dal 23 la ditta inizierà ad installare le colonnine. Quando ci saranno le colonnine, ci sarà tutto il modo di fare le valutazioni su come far crescere il parco macchine, senza andare a creare in modo esagerato delle aspettative negli utenti prima che siano effettivamente funzionanti le colonnine, questo era. È chiaro però che se ogni volta che il Governo regionale fa un'azione, amplia un po', uno dice: "ma ancora un altro po', è solo un pezzettino". Era invece - e mi pare che lei in parte l'abbia riconosciuto Cognetta - un passo avanti rispetto alla situazione da cui eravamo partiti e su cui bisogna continuare a lavorare per promuovere la mobilità elettrica.
Presidente - Non ci sono altri interventi. L'emendamento n. 9 del Movimento Cinque Stelle quindi non può essere messo in votazione. Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 20. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 32
Favorevoli: 26
Contrari: 6
Astenuti: 1 (Cognetta)
Il Consiglio approva.
Vi è l'emendamento n. 17 di ALPE e del Gruppo Misto che introduce l'articolo 20bis, emendamento che è condizionato dall'approvazione dell'emendamento n. 1, non può essere posto in votazione, ma può essere illustrato. Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Con questo emendamento andavamo a proporre un finanziamento della legge regionale 25 novembre 2016 n. 22, cioè la proposta di legge di iniziativa popolare sulla ferrovia che questo Consiglio ha approvato all'unanimità. Coscienti del fatto che il comitato proponente, oltre naturalmente a chiederci di approvare il testo, ci aveva sollecitato anche un impegno finanziario a sostegno dell'impegno legislativo, noi avevamo proposto questo emendamento che andava ad essere finanziato con il programma 1.01 (Organi istituzionali): i 2 milioni per il 2018 e i 2 milioni per il 2019 relativi all'articolo 2 - mi pare fosse - sui vitalizi. Ovviamente non essendo stata approvata dal Consiglio la modifica di quell'articolo, questo emendamento decade. Ci permettiamo però di esprimere il rammarico per la mancanza di un impegno finanziario a sostegno di quella proposta di legge d'iniziativa popolare. Sappiamo che l'Assessore ha già avuto un incontro con il comitato e che degli impegni precisi sono stati sollecitati, naturalmente ci uniamo a queste sollecitazioni. Immaginiamo e speriamo che il Consiglio regionale voglia essere cosciente delle responsabilità e degli impegni che si è assunto votando quella proposta di legge di iniziativa popolare, sollecitata - voglio ricordarlo - da più di 7000 cittadini valdostani.
Presidente - Proseguiamo con l'emendamento n. 18 di ALPE e del Gruppo Misto che introduce l'articolo 20ter. Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Con questo emendamento riproponiamo un tema già più volte discusso in Consiglio regionale, un tema su cui il Consiglio regionale è unanimemente concorde - può sembrare paradossale il fatto che ancora una volta lo riproponiamo - riferito alla promozione turistica, in particolare alla presentazione di una proposta di riorganizzazione della promozione turistica della Regione finalizzata all'istituzione di un soggetto unico delegato a promuovere l'immagine della Regione stessa. È un impegno che già il Consiglio aveva votato su un ordine del giorno esattamente un anno fa, quando si è discussa la finanziaria 2016. Per ragioni che l'Assessore ci ha spiegato durante l'anno, questo non è ancora stato realizzato, non si è ancora potuto esaminare in IV Commissione una proposta di legge che vada in questo senso, quindi siamo nuovamente a sollecitarla. È vero, la nostra Regione sta attraversando un momento, dal punto di vista dell'afflusso turistico, abbastanza favorevole, forse si cominciano a raccogliere i frutti del lavoro degli anni scorsi, forse è anche un po' dovuto a motivazioni che sono esterne alla Regione, ad una situazione geopolitica generale che influenza anche i flussi turistici ed è proprio per questo che noi riteniamo che si debba intervenire à plus forte raison ancora per consolidare, per cercare di essere più performanti proprio cogliendo il momento favorevole. Siamo quindi nuovamente a chiedere al Governo regionale di rispondere in modo favorevole a questa sollecitazione, a questo invito.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - La collega Morelli ritorna su un argomento che, come ha avuto modo di presentare, ci ha già coinvolto negli ultimi mesi almeno due o tre volte: abbiamo avuto modo di parlarne quando abbiamo discusso il DEFR, ne abbiamo parlato su un'interrogazione specifica, c'è stato un impegno da parte nostra nel presentare questo disegno di legge, o queste analisi in commissione nei primi mesi del 2017, quindi, rispetto a questo emendamento, noi ci asteniamo ma manteniamo l'impegno.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Per sottolineare che anche dai banchi della maggioranza vi è una certa sensibilità all'argomento. Prendiamo per buono l'impegno dell'Assessore, della maggioranza. Vorrei solo sollecitarlo, perché durante questo Consiglio abbiamo approvato parecchi ordini del giorno che hanno impegnato nel mondo turistico e sportivo l'Assessorato del turismo e non vorrei che corressero il rischio di essere smentiti e rimandati di qualche anno, perché sennò noi faremmo le valigie per casa e le norme sarebbero ancora da approvare.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - "Manteniamo l'impegno ma ci asteniamo": questa formula è nuova. Nel momento in cui si mantiene un impegno, di solito si approva di conseguenza la proposta...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...l'impegno nella risoluzione dell'anno scorso prevedeva che la proposta di legge arrivasse in commissione entro il mese di giugno 2016, quindi entro sei mesi fa, pertanto non può mantenere un impegno che lei ha già disatteso; comunque ancora una volta io ho peccato di abuso di fiducia nei suoi confronti e sono punita e non succederà più. Prendo atto che, invece di innovare e di investire, di andare avanti, stiamo fermi, stiamo a guardare, rinvieremo alla prossima legislatura. Non è mancanza di tempo, mi sembra che ci sia mancanza di volontà politica, ne prendiamo atto. Noi, invece di prendere il toro per le corna, come direbbe il mio collega Chatrian, temporeggiamo, rinviamo; invece di concentrare gli sforzi in un'attività coordinata più efficace e più efficiente, stiamo fermi. Il che vuol dire che stiamo tornando indietro, perché adesso, in mancanza di un coordinamento, vediamo un fiorire di iniziative particolari portate avanti da singoli Comuni, da singoli comprensori; invece di veicolare un'immagine unica, compatta, stiamo ritornando alla politica promozionale pubblicitaria dei singoli, per cui io lo faccio a Courmayeur, io lo faccio a Cogne; chi non ha i soldi per farlo non lo fa, quindi ci rimette la comunità intera. Ci dispiace molto che non venga accolto questo invito e soprattutto che non si rispettino i tempi perché sappiamo che la bozza della proposta di legge è pronta, ma evidentemente manca proprio la volontà politica.
Dalle ore 17:29 assume la presidenza il Vicepresidente Marco Viérin.
Viérin M. (Presidente) - Possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 18 di ALPE e del Gruppo Misto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 24 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Passiamo adesso ad esaminare l'emendamento n. 19 di ALPE e Gruppo Misto. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Il 2017, che sta arrivando in maniera molto veloce, vedrà la scadenza di alcune questioni molto rilevanti dal punto di vista della gestione dei rifiuti nella nostra Regione: da un lato, vi è il piano di gestione che è stato approvato da questo Consiglio che prevede, entro 2017, l'adozione della tariffa e vi è anche un cronoprogramma che prevede tutta una serie di interventi di riorganizzazione, di modalità di gestione e di realizzazione di impianti che pian piano arrivano a conclusione, non ultima la questione della scadenza della convenzione con l'attuale gestore della discarica di Brissogne. Ad oggi tutte queste scadenze non vedono però ancora una risposta da parte del Governo regionale, per cui noi chiediamo dando anche un certo indirizzo...ma la cosa preponderante è chiedere quale idea si ha in proposito. Se è vero che la nostra ricetta l'abbiamo già esplicitata più volte, perché riteniamo che sia praticabile, che sia quella che ad oggi è più performante dal punto di vista dei risultati, ma anche dal punto di vista economico, dalla controparte non abbiamo ancora avuto notizie, se non vaghi cenni che non ci danno soddisfazione, per cui noi vorremmo inserire in legge che, entro 90 giorni dall'approvazione della legge, ci sia una proposta di riorganizzazione che, dal nostro punto di vista, prevede che si esplicitino le modalità di gestione, per cui che il Governo ci dica dove vuole andare: se una gestione in house, come per noi sarebbe auspicabile, ma vi sono anche altre possibilità; che si delineino e si chiariscano bene le modalità di partecipazione anche alle responsabilità degli Enti locali e come verrà realizzata la tariffazione puntuale nella nostra regione. Sono tutti aspetti su cui si è dibattuto molto, su cui il piano regionale lascia aperte le strade, però le scadenze impongono che si vada in una certa direzione. Il tempo c'è, ma non vorremmo arrivare a ridosso della scadenza per dover poi fare tutto di corsa.
Presidente - Altri che chiedono la parola? Ha chiesto la parola l'Assessore Bianchi, ne ha facoltà.
Bianchi (UV) - Ritorniamo su un argomento che avevamo già discusso, collega Roscio, durante la discussione del DEFR e poi rispondendole qualche settimana fa ad un'interpellanza. Voi qui inserite, con questo emendamento, un'idea di gestione in house: una società pubblica. Io ho sempre ribadito, e lo ribadisco ancora oggi, la disponibilità ad andare in commissione, non entro i 90 giorni, ma già nel mese di dicembre, proprio per analizzare questa problematica, compresa quella della tariffazione puntuale, il cui documento è pronto ed è stato approvato il 13 dicembre anche dalle Unité. Vorrei però andare in commissione senza nessuna pregiudiziale, avendo un ventaglio di soluzioni così che la commissione possa valutarle ed esprimersi su ognuna. Non voteremo quindi questo emendamento, ma, Presidente della III Commissione, do la piena disponibilità ad andare nel più breve tempo possibile in commissione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - È ben vero, Assessore, che più di una volta abbiamo discusso di questa questione, però si rassegni perché, finché non vedremo chiaro, finché non ci sarà una linea precisa, noi continueremo ad insistere. Per carità, ben venga che lei venga in commissione ad illustrarci speriamo le decisioni, non solo le proposte, le possibilità sul campo, ma in quale direzione intende andare questo Governo. Anche perché, dal nostro punto di vista, le norme che sono arrivate sulle partecipazioni del pubblico nelle società consentirebbero tranquillamente di prenderci in carico questo servizio, che ha tutte le caratteristiche di essere un servizio di interesse generale. Noi non siamo innamorati di un sistema piuttosto che di un altro, ma abbiamo osservato dove altrove sono già partiti molto prima di noi e questo dovrebbe essere uno stimolo a fare ancora più in fretta, perché se è vero che noi siamo molto in ritardo, non è un buon motivo per continuare ad accumulare un ritardo rispetto ad altre realtà che ad oggi hanno risultati ben migliori...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...c'è Roma, la Sicilia e la Campania che sono peggio di noi, ma se noi stiamo a vedere chi è peggio, forse non andiamo molto avanti. Ci sono realtà che invece sono ben più avanti di noi sotto tutti i punti di vista: dei risultati e dei costi. Laddove hanno fatti i passaggi che prima ho citato: il controllo totalmente pubblico, partecipazione e controllo degli Enti locali, ma non sul servizio di valorizzazione e smaltimento, come qua noi ci limitiamo, ma addirittura sul servizio completo. Hanno ottenuto dei risultati davvero molto positivi, l'Assessore penso che lo sappia meglio di noi. Noi comunque a questo punto accogliamo questo impegno, non possiamo fare altro e ci auguriamo che nel più breve tempo possibile anche il collega Marquis, Presidente della III Commissione, riesca a calendarizzare anche questo incontro per riuscire ad avere altri elementi su cui ragionare.
Dalle ore 17:37 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - In questi anni ci siamo occupati molto del problema rifiuti qui in Valle, ci siamo confrontati spesso con l'Assessore. Facevo parte della commissione quando siamo andati a vedere altre realtà, io penso che la cosa importante - e l'ho capita anche da quello che ha detto il collega Roscio - sia quella di arrivare in commissione, che probabilmente è il posto più indicato per poter discutere la soluzione migliore per la gestione, senza avere delle pregiudiziali nel senso di: "facciamo così". Nell'emendamento si legge anche che si dovrebbero esplicitare: "...le modalità di partecipazione degli Enti locali; le linee di indirizzo per l'introduzione della tariffazione puntuale", che sono delle cose che dovrebbero esserci dappertutto perché sono importantissime; diciamo che la cosa più importante comunque è la gestione. Si faceva prima una battuta con il collega Cognetta che lei, Assessore, ha dato disponibilità a venire a dicembre in commissione, dicembre 2016 sennò...
(interruzione dell'Assessore Bianchi, fuori microfono)
...se è il 2016, è perfetto...è il posto ideale per poter discutere di queste cose.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione l'emendamento n. 19 del Gruppo Misto e ALPE. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 30
Favorevoli: 7
Contrari: 23
Astenuti: 1 (Nogara)
Il Consiglio non approva.
Vi è l'emendamento n. 20 di ALPE e Gruppo Misto che introduce l'articolo 20 quinquies. Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - È un argomento di cui abbiamo già discusso in quest'aula con l'Assessore Donzel, ne abbiamo discusso anche in commissione sul fatto che noi ritenevamo importante che una misura così significativa, com'è stata quella del finanziamento del fondo per il microcredito...chiaramente dopo le dovute correzioni, anche a seguito di un una prima fase in cui c'erano delle difficoltà di ordine applicativo, ha avuto sicuramente un grosso beneficio e una grossa richiesta per quello che riguarda la Valle. Al di là delle rassicurazioni che abbiamo avuto da parte dell'Assessore sia qua in Consiglio che in commissione che si sta lavorando per le quote che verranno restituite, essendo questo un fondo di rotazione, verranno rimesse in un'operazione simile; tenuto conto che le prime restituzioni avverranno solo nel corso del 2017, ci sembrava interessante rivitalizzare questo fondo con 1 milione di euro a disposizione, magari con qualche correzione. Riteniamo che una percentuale discretamente più alta in conto investimenti potrebbe magari dare un impulso diverso rispetto a quello che mi pare fosse il limite del 40 che c'era nel precedente bando, per cui non sto a dilungarmi di più. La ratio era questa: in attesa di rimpinguare il fondo, essendo un fondo di rotazione, la volontà era quella di dare delle disponibilità immediate.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'emendamento n. 20 del gruppo ALPE e del Gruppo Misto (articolo 20 quinquies). La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 29
Favorevoli: 7
Contrari: 22
Il Consiglio non approva.
Passiamo all'articolo 21. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 25
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 22. Stesso risultato. Articolo 23. Stesso risultato. Articolo 23.1 introdotto dall'emendamento n. 4 dell'Assessore Perron, che lo dà per illustrato. Stesso risultato. Articolo 23bis introdotto dall'emendamento n. 8 della II Commissione. Qualcuno lo vuole illustrare? Lo do per illustrato. Stesso risultato. Articolo 23ter introdotto dall'emendamento n. 9 della II Commissione. Lo do per illustrato. Stesso risultato. All'articolo 24 vi è l'emendamento n. 10 della II Commissione che sopprime l'articolo. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 25. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Vi è l'articolo 25bis introdotto dall'emendamento n. 11 della II Commissione. Lo do per illustrato. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 26
Favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Vi è poi l'emendamento n. 10 del Movimento Cinque Stelle abrogativo dell'articolo 26 e l'emendamento n. 12 della II Commissione che prevede la sostituzione del comma 1. Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Semplicemente per dire che con il mio emendamento volevo abrogare l'articolo 26, in particolare per ciò che riguarda il cambio della dicitura con la quale sono sostituite le parole "del patrimonio immobiliare di interesse culturale" che diventa "dei beni culturali di interesse religioso di particolare pregio". Non essendo d'accordo con questa dicitura, ho chiesto l'abrogazione.
Presidente - Non ci sono richieste di intervento. Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del Movimento Cinque Stelle. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 32
Votanti: 26
Favorevoli: 1
Contrari: 25
Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)
L'emendamento è respinto.
Vi è l'emendamento n. 12 della II Commissione che sostituisce il comma 1...lo do per illustrato. Pongo in votazione l'articolo 26 comprensivo dell'emendamento della commissione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 27
Favorevoli: 26
Contrari: 1
Astenuti: 6 (Bertin, Certan, Chatrian, Gerandin, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Vi è poi l'articolo 26bis introdotto dall'emendamento dell'Ufficio di Presidenza. In un'ottica di razionalizzazione delle procedure e di contenimento dei costi, inserisce tra le funzioni proprie del Consiglio regionale ricomprese nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 3/2011, la promozione di iniziative e manifestazioni di particolare valore culturale artistico, scientifico, sociale, educativo, sportivo, ambientale, turistico e economico, anche attraverso la concessione di patrocini gratuiti e di compartecipazioni economiche per eventi promossi da associazioni senza scopo di lucro e da altri soggetti pubblici e privati, demandando all'Ufficio di Presidenza la definizione, con propria deliberazione, dei criteri per la loro concessione nel rispetto dei principi di pubblicità e di trasparenza e nell'ottica di creare questi criteri che finalmente arrivano in Consiglio.
Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Prendiamo con grande favore questo emendamento dell'Ufficio di Presidenza totalmente di maggioranza. Sia il collega Roscio che la sottoscritta, quando eravamo nell'Ufficio di Presidenza, abbiamo sollecitato ripetutamente che questi criteri fossero in qualche modo stabiliti e che riuscissimo in qualche modo a fare una programmazione che fosse la più oggettiva possibile, finalmente arrivano dopo due anni, se non tre, di ritardo. Prendiamo atto e sicuramente voteremo a favore.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione l'articolo 26bis previsto dall'emendamento dell'Ufficio di Presidenza. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 1 (Cognetta)
Il Consiglio approva.
Vi è poi l'articolo 26bis previsto dall'emendamento della Stella Alpina che ha avuto il parere finanziario negativo. Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Ieri, quando ho illustrato l'ordine del giorno in materia di IRAP, a conclusione ho detto che sarei ritornato sull'emendamento che avevamo presentato sempre sulla stessa materia, perché questa era la strada prioritaria che noi avevamo tracciato per arrivare ad ottenere la riduzione IRAP. Sostanzialmente il nostro intento era quello di introdurre un emendamento nella finanziaria tenuto conto della grossa importanza di questo argomento come volano di sviluppo economico; ancorché non sia la soluzione di tutti i problemi delle imprese, noi riconosciamo in questo un tassello importante per dare sviluppo all'economia valdostana e per creare lavoro. Questo emendamento consiste sostanzialmente nell'azzerare l'IRAP per i primi tre anni alle imprese innovative, nell'azzeramento dell'IRAP sin dal 1° gennaio 2017 alle piccole e medie imprese che operano nell'ambito delle costruzioni perché è un settore particolarmente sofferente in tutti questi anni di recessione e anche nell'introduzione dell'azzeramento per un biennio per le imprese che hanno avuto nel periodo d'imposta precedente un incremento del personale alle loro dipendenze. Questa via poggia, a nostro avviso, sulla facoltà introdotta dal decreto legislativo n. 68/2011, che ha previsto la facoltà per le Regioni a Statuto ordinario di azzeramento dell'IRAP. Si poteva incardinare sull'articolo 10 della legge costituzionale n. 3/2001, che dice: "sino all'adeguamento degli Statuti, le disposizioni della legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano per le parti che prevedono forme di autonomia più ampia rispetto a quelle già attribuite". Questo non dava sicuramente delle certezze, ma è l'iter che ha seguito la Regione Sardegna, un iter che, dopo aver fatto l'intervento in finanziaria, ha portato il contenzioso con lo Stato che si è concluso con una norma di attuazione che si è concretizzata in tempi rapidi. Tenuto conto che non abbiamo avuto il parere finanziario favorevole, abbiamo ritirato il punto all'ordine del giorno e abbiamo costruito l'emendamento per accelerare il percorso di realizzazione delle norme di attuazione. Mi dispiace purtroppo che nel parere non siano state precisate quali sono le ragioni per cui non si può seguire questo iter, che avremmo avuto piacere comunque di poter conoscere, anche per l'impegno che abbiamo messo nel seguire e approfondire questa materia a seguito del Congresso della Stella Alpina, dove abbiamo introdotto questo argomento e che ha richiesto un grosso lavoro. Tuttavia adesso confidiamo in un rapido percorso della norma di attuazione; sicuramente monitoreremo questo percorso, daremo il nostro contributo e cercheremo di fare tutto il possibile per stimolare la riuscita di questa iniziativa.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Apprezziamo il lavoro che i colleghi hanno fatto su questo tema, tema che in questi giorni abbiamo affrontato insieme, oltre all'ordine del giorno, indispensabile per un rilancio della nostra piccola economia fragile che deve essere irrobustita. Per irrobustire un'economia comunque fragile, ci devono essere delle terapie importanti: sgravare le aziende che investono, che mettono in campo delle occupazioni, che creano comunque occupazione. Al di là del principio - e apprezzo lo sforzo dei colleghi -, io penso sia importante che quest'aula, anche se in questo caso non c'è la copertura finanziaria o comunque la spiegazione per la quale non c'è la copertura, valuti positivamente l'idea perché è con l'idea che comunque si andrà a modificare il nostro impianto regionale valdostano nei prossimi anni, nei prossimi mesi. Al di là del fatto che non ci sia la copertura o comunque la spiegazione, quindi noi riteniamo comunque importante lo spirito con cui si affrontano certi temi, perché sovente arriviamo tardi e arrivare tardi comunque non aiuta a far crescere una società, che sovente si piange addosso quando magari certe novità, certe soluzioni si possono trovare e sono anche semplici. In questo caso la normativa ci darà questa possibilità speriamo tra breve - lo dicevamo ieri pomeriggio -, però volevo mettere in evidenza quello che è stato un lavoro sicuramente dei colleghi, ma oltretutto il nostro gruppo in questi anni è stato sempre molto attento a questa possibilità: al fatto di mettere in campo degli sgravi che possono dare i risultati attesi.
Presidente - Altre richieste di intervento? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per dire che dell'argomento ci siamo occupati ieri nell'ordine del giorno che era stato presentato e abbiamo giustamente riconosciuto che l'iter si conclude con quella norma di attuazione che può effettivamente essere risolutiva. La norma di attuazione è pronta e verrà presentata alla commissione competente e quindi, essendo presentata alla commissione, potrà in qualche modo avere contezza di quello che si sta facendo nella linea che veniva ricordata, che voglio comunque riprendere e che in quest'aula è già stata ripresa a sua volta, sempre con le finalità che sono state adesso ricordate.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Come detto, non c'è parere, quindi proseguiamo con l'articolo 27. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 28. Stesso risultato. Articolo 29. Stesso risultato. Articolo 30. Non ci sono interventi, dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 26
Favorevoli: 26
Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Articolo 31. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Articolo 32. Stesso risultato. Articolo 33. Stesso risultato. L'allegato 1 è modificato dall'emendamento n. 13 della II Commissione, più il sub-emendamento dell'Assessore Rini. Ci sono richieste di intervento? Consegniamo il sub-emendamento, sempre sull'allegato 1, presentato dall'Assessore Rini e dai gruppi consiliari di maggioranza e attendiamo se qualcuno intende prendere la parola. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per chiarire la difformità tra quello che è stato, se non sbaglio, presentato a suo tempo in commissione, dove vedeva i 100 mila e invece il rimanente era allocato per interventi nel settore dell'educazione dei disabili. Per non dover rifare tutto quello che è previsto dal punto di vista tecnico nel bilancio, abbiamo lasciato questa posta e i soldi sullo stesso capitolo della cultura e verrà comunque preso l'impegno di finanziare successivamente quanto era previsto con questi 150 mila per l'educazione per i disabili. Questa è una richiesta che ci è stata fatta per non dover rifare tutto il bilancio, non posso spiegarlo tecnicamente, ma credo che sia abbastanza complesso. Siccome questi due interventi erano comunque necessari, abbiamo chiesto la cortesia del collega Marquis, con cui avevamo visto di presentare quel tipo di emendamento, di dilazionare questo aspetto, che verrà preso in considerazione a parte, per non rifare tutto il bilancio. Questa era la ragione tecnica.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan, ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Noi siamo arrivati con il dossier degli emendamenti con la divisione dei 300 mila euro, li definisco 4K: il refuso che erano stati poi messi dal Forte di Bard di nuovo all'istruzione. Sono stati divisi i 300 mila euro del refuso del 4K: 100 mila euro alla scuola SFOM in più, oltre al milione e due, quindi viene un finanziamento di 1,395 milioni; poi avevamo 150 mila euro per potenziare l'attuale organico degli operatori di sostegno e 50 mila euro per garantire il personale necessario all'area megalitica di Saint-Martin de Corléans. Noi eravamo rimasti lì, ora abbiamo capito che probabilmente, per una questione tecnica, avreste dovuto rifare l'allegato 1...tutto il bilancio, quindi vi chiediamo di comunicarcelo, di farci avere la documentazione quando successivamente lo metterete in ordine, quando avverrà questa variazione, vi chiediamo comunque di farcela avere, perché è molto diverso l'emendamento che adesso ci ritroviamo da quello che ci era pervenuto: aveva una destinazione completamente diversa. Possiamo anche capirne le ragioni, ma averlo adesso ad un minuto dal voto ci fa un po' strano.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Vorrei ringraziare il Presidente Rollandin e l'Assessore Rini per la sensibilità dimostrata su questo argomento, per avere cercato di risolvere questo problema tecnico, al momento insuperabile per le questioni che sono state rappresentate, ma con l'impegno di provvedere successivamente a sostenere questa iniziativa che avevamo presentato per poter dare le pari opportunità ai ragazzi in situazioni di svantaggio nel loro percorso scolastico, quindi di dare la dovuta e opportuna assistenza all'educazione per favorire la loro integrazione e una vera inclusione sociale.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Metto in votazione l'allegato 1 così come modificato dall'emendamento n. 13 della II Commissione con il sub-emendamento dell'Assessore Rini e dei gruppi consiliari di maggioranza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Vi è l'allegato 2 introdotto dall'emendamento n. 14 della II Commissione, con il sub-emendamento n. 5 dell'Assessore Perron. Non ci sono richieste. Lo pongo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
Prima della votazione nel suo complesso del disegno di legge n. 96, è aperta la fase delle dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Si conclude una lunga fase di preparazione al bilancio che, a nostro avviso, ha fatto registrare un bel passo in avanti al progetto di cambiamento, che, per quello che ci riguarda, portiamo e abbiamo voluto portare anche in questo nuovo passaggio politico che abbiamo fatto. Un lungo percorso iniziato con l'approvazione in Giunta del documento finanziario ed è continuato nel mese di novembre in commissione con più audizioni, più momenti di lavoro, tanti momenti di tensione ma con la capacità infine di trovare oggi...seppur sul filo di lana - qualche cosa ancora non ha funzionato come avrebbe dovuto -, siamo arrivati infine a produrre una scelta politica attraverso questo bilancio che ci trova soddisfatti, ma soprattutto che apre delle prospettive e comincia a definire quella progettualità della quale riteniamo ci sia assolutamente bisogno, ma non per noi stessi ma per l'interesse dei cittadini valdostani che oggi tutti quanti rappresentiamo, forze di maggioranza e forze di opposizione. È stato un confronto molto serrato, a volte anche duro, anche questo pomeriggio; credo che questo dimostri che siamo alla fine persone vere con le nostre debolezze, le nostre difficoltà, la nostra capacità o meno di esprimere i concetti, ma alla fine con la nostra passione per il lavoro che facciamo qui. Mi scuso quindi se qualche volta mi capita di andare oltre, non è mai una volontà, e lo dico nei confronti di chi al Governo in questo periodo forse ha dovuto subire maggiormente le posizioni della minoranza, ma lo dico anche ai colleghi dell'ALPE, al collega Gerandin, al collega Cognetta, con i quali il confronto a livello dialettico diventa più animato. Sono posizioni politiche che fanno parte di quella passione con la quale cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro.
Questo percorso però ha portato in evidenza cose che noi riteniamo assolutamente positive, che danno continuità a scelte interessanti che nell'autunno si sono verificate in Consiglio regionale: buone leggi, leggi innovative come quelle che abbiamo detto sulle società partecipate ieri, ma buone leggi come quelle della democrazia, della ferrovia; finalmente la presa di coscienza che non è più il caso di inventarsi scelte come quella del 4K, c'è bisogno di concentrarsi maggiormente sulle cose da fare; la capacità anche all'interno del Consiglio regionale di prendere posizioni quando capita - e lo discuteremo dopo - che qualcun altro vuole dettare fuori dalle istituzioni l'agenda a noi che siamo qui a cercare di fare il nostro lavoro. In commissione queste cose sono venute fuori bene: voglia di partecipare, voglia di condividere, voglia di proporre da parte di tutti e il lavoro che hanno fatto i gruppi di opposizione è un lavoro importante sicuramente con strumenti diversi dai nostri. Voglia di dare qualche cosa di nuovo in termini politici ad una legislatura, che tutti sottolineiamo come una legislatura complicata, difficile che ha visto tanti passaggi nuovi e tante scelte che probabilmente non tutti hanno potuto comprendere.
Per quello che ci riguarda, abbiamo fatto una scelta molto forte quest'estate; abbiamo ritenuto che questo fosse un percorso che poteva dare nuove possibilità di sviluppo ad un progetto politico che deve, a nostro avviso, raggiungere gli obiettivi che si è dato alla sua origine, più che dare soddisfazioni a noi stessi, o più che fare quello che poi per un periodo aveva rischiato di diventare: un progetto contro un qualche cosa, invece che un progetto per qualche cosa. Ci muoviamo con questo obiettivo da tempo: vogliamo fare qualcosa per la Valle d'Aosta, vogliamo proporre qualcosa per il futuro non solo del nostro movimento, ma delle nostre idee e delle nostre proposte. Accanto alla voglia di partecipare, di fare e di proporre è nata anche la voglia di aggregare - ed è nata all'interno di questo lavoro che abbiamo fatto - persone e forze politiche. La novità che registriamo, e che probabilmente registrano altri gruppi politici, è che in maggioranza i rapporti sono cambiati: c'è più attenzione rispetto a certi temi - lo abbiamo potuto registrare in più passaggi nei confronti della maggioranza, anche all'interno... - e finalmente c'è una forza necessaria per discutere e per confrontarsi in maniera diversa, per fermare quello che si ha la forza di fermare e portare avanti quello che si ha la forza di portare avanti. Credo che questa sia l'essenza della politica. In politica ci si propone con delle idee, si cerca di ottenere un consenso, attraverso il quale poi si ha la forza o meno per esprimere il progetto e la progettualità. Quando la forza la si usa per portare avanti questo, credo che si faccia quello che ci chiede di fare chi ci ha sostenuto.
Noi in queste ultime due settimane abbiamo registrato con piacere che all'interno della maggioranza non si fa contro qualcuno, ma si fa per fare qualcosa di diverso, che è quello che forse non sempre viene compreso. La battaglia che si vuole definire tante volte contro la persona ci interessa e ci appassiona poco; l'abbiamo detto sul Forte di Bard: il problema è il modello non oggi chi lo rappresenta, lavoriamo per un modello che veda un coinvolgimento, una partecipazione e una progettualità diversa e se il PD, che è con noi, ha fatto una scelta politica forte, lo sostiene, non può che farci piacere, come ci fa piacere che Stella Alpina e Pour Notre Vallée abbiano sostenuto tante nostre proposte. Non è una cosa contro l'Union Valdôtaine, anzi è uno stimolo per un gruppo politico che probabilmente con noi sta lavorando su certi temi e avrà anche solo da guadagnare di un rinnovato entusiasmo, di una nuova voglia di fare. Questo spirito, questa forza viene fuori per rilanciare un modello più adatto alla realtà che viviamo, delle scelte più forti rispetto alle cose che vogliamo fare, delle idee più rappresentative delle persone che hanno sostenuto con noi tante battaglie e tante proposte. Se c'è questa lealtà, e noi non abbiamo mai detto le cose a bassa voce - chi ci conosce ormai credo che lo sappia -, se c'è questa capacità di comprendere che le cose possono cambiare solo se ognuno di noi fa bene la propria parte ed è coerente con le cose che le persone gli chiedono di fare, secondo noi, è possibile fare in quest'ultima parte di legislatura passi importanti in favore del benessere dei cittadini che rappresentiamo, altrimenti si rischierà sempre di marcarci a vista tutti quanti, di cercare di portare un pezzettino di elettorato da una parte piuttosto che dall'altra.
Noi sappiamo bene che la scelta che abbiamo fatto ci ha fatto allontanare probabilmente una parte di elettorato che non vede in questo progetto la progettualità iniziale, ma sappiamo anche che ne abbiamo oggi aggregati tanti altri in questo progetto e questo bilancio oggi che parla alle persone che si sono avvicinate a noi vede soddisfazione a partire - e lo faccio con il rispetto di tutti gli altri - da un settore della sanità che si rilancia, da un settore del welfare che va verso le riforme, da scelte sul Casinò che finalmente si ferma...e si discute per portare avanti, da scelte come quelle che abbiamo discusso prima sui cantieri forestali, da scelte come quelle sull'accessibilità definite con una legge che arriveranno. Il bilancio per noi oggi è un bilancio positivo, che va migliorato attraverso la progettualità nata in questa maggioranza da tanti ordini del giorno e da tante scelte, quindi un bilancio che deve raggiungere sempre più un certo sistema di agire e di fare in politica e soprattutto una visione diversa di interpretare la politica, modello per tutti, modello partecipato, un modello che sappia rappresentare bene le sensibilità e le competenze che ci sono. È in questo senso che credo alla fine di questo bilancio si aprirà in maggioranza una riflessione che porterà anche ad una verifica un po' strutturale per andare avanti nel prossimo periodo nella maniera giusta tutti insieme, ma comprendendo bene tutti insieme dove vogliamo andare.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Dopo quattro giorni di Consiglio passati ad analizzare il bilancio regionale, credo sia arrivato il momento di fare la sintesi sia sotto il profilo amministrativo che sotto il profilo politico. Il percorso che ci ha portato a questa finanziaria è stato articolato, anche difficile se vogliamo: abbiamo iniziato il lavoro con la commissione, che ha lavorato in un contesto di difficoltà, che ha concentrato tutta la sua attenzione per lungo tempo sulla tematica del Casinò e della CVA. Siamo arrivati in aula, sono stati presentati tanti emendamenti e diversi ordini del giorno, emendamenti per risolvere la contingenza, problemi di migliorare la situazione di criticità su alcuni argomenti. Gli ordini del giorno credo che rappresentino la progettualità, sono stati presentati ordini del giorno che riguardano la prospettiva, una visione un po' innovativa del sistema Valle d'Aosta, innovativa per cercare di dare dello sviluppo. Lo sviluppo oggi è più che mai indispensabile perché usciamo anche noi da una situazione di difficoltà, non solo le altre Regioni d'Italia; dobbiamo creare lavoro, dobbiamo creare speranze nei giovani che frequentano le scuole e sono disorientati, hanno difficoltà a pensare ad un loro percorso di vita. Questa progettualità mi rende fiducioso; mi rende fiducioso questo clima che si è creato di collaborazione all'interno del Consiglio tra le forze politiche, tra i colleghi della maggioranza, i colleghi dell'opposizione, ciascuno con le proprie sensibilità. C'è chi è più portato alla collaborazione, all'innovazione e c'è chi ha più uno spirito conservativo. Noi auspichiamo che questo confronto cresca sempre di più perché è un confronto fondamentale per far crescere la Valle d'Aosta. Noi siamo qui come componenti della Stella Alpina, gruppo consiliare, e questa nostra progettualità è nata nel Congresso, in cui abbiamo predisposto un dossier "La nostra Valle domani", nella consapevolezza che occorre cambiare marcia, occorre cambiare registro, occorre guardare più lontano. Non possiamo fermarci alle questioni del giorno, a lavorare nell'emergenza, ma abbiamo la necessità di avere una visione di medio e lungo periodo. Non possiamo fare diversamente se vogliamo intraprendere un percorso di crescita che possa dare delle soddisfazioni a tutti.
Quanto al bilancio, credo che noi, dopo tutto questo lavoro, non lo possiamo che giudicare sufficiente per gli obiettivi che sono stati raggiunti, ma anche per gli impegni di prospettiva. Io mi chiedo come lo giudicano le imprese, i cittadini, coloro che sono senza lavoro, purtroppo sappiamo che c'è un distacco sempre crescente tra la politica e la popolazione e anche su questo, secondo me, dobbiamo lavorare: dobbiamo lavorare anche su un metodo nuovo, un metodo che ci consenta di avere più partecipazione, più condivisione, più confronto. Credo che la migliore testimonianza nasca anche dalla presentazione di leggi d'iniziativa popolare: mi riferisco alla legge sulla ferrovia, a quella sulla democrazia diretta, che hanno rappresentato una positività all'interno dell'aula perché siamo riusciti ad arrivare ad una condivisione dopo un confronto, anche serrato, tra tutte le forze politiche per tracciare degli indirizzi e dare un futuro alla nostra Valle.
Dobbiamo rimettere le mani in modo organico sulla legislazione, che è ancora costruita su un sistema vecchio di compensazioni o integrazioni fondate sulla trascorsa ricchezza delle casse regionali. Dobbiamo mettere in piedi un sistema legislativo, che unisca strumenti finanziari di incentivi alla crescita e all'occupazione e strumenti di semplificazione e riduzione degli oneri organizzativi e amministrativi per le famiglie e le imprese. Dobbiamo meglio focalizzare le risorse che abbiamo a disposizione e renderle più efficaci, per esempio, con la leva della riduzione dell'imposizione fiscale. Ogni legge va rivisitata alla luce della crescita e non dell'aiuto. Non basta più congelare il sistema delle leggi di aiuto in attesa di tempi migliori, com'è avvenuto nelle condizioni in cui ci siamo trovati ad affrontare delle emergenze, perché questo va sottolineato. Non eravamo pronti per gestire sicuramente una tempesta come quella che è arrivata e si è lavorato con molta difficoltà. Quello che in quest'aula ci può sembrare un bilancio buono quindi può essere considerato magari non così altrettanto dai cittadini valdostani: per quelli che hanno un lavoro, per quelli che lo cercano, per le famiglie e per le imprese in difficoltà. Dubito che riusciremo con questo bilancio a dare una risposta al malessere interno alla società; dobbiamo essere capaci di ascoltarlo e per il quale dobbiamo preparare anche delle risposte nuove. Il bilancio che noi abbiamo discusso è quindi una tappa di un percorso che dovrà avere delle evoluzioni, una fase di passaggio a cui bisogna far seguire sicuramente un cambio di passo e una visione nuova con un programma anche di semplificazione forte di mutamento culturale che sappia produrre lavoro e crescita. Dobbiamo dedicarci di più alle riforme a costo zero, dobbiamo togliere le complicazioni che si trovano a dover gestire i cittadini valdostani tutti i giorni, nei limiti delle nostre facoltà. Dobbiamo cercare di rafforzare il rapporto con lo Stato sull'autonomia, dobbiamo forse osare, perché diversamente questa politica centralista a livello nazionale sicuramente non ci aiuta nel nostro agire, nel nostro percorso. Credo quindi che non potremo più tirare a campare dopo l'approvazione di questo bilancio, cercare di coprire questa o quella insoddisfazione, dovremo dare una bella sveglia a tutto il sistema pubblico; ridare fiato all'economia e al lavoro, restituire fiducia, speranza e voglia di fare ai cittadini valdostani e alle imprese. Il nostro non vuole essere un lavoro contro, vuole essere un lavoro per, un lavoro per la Valle d'Aosta. Per questo, come gruppo di Stella Alpina, noi non ci sottrarremo, sappiamo che dobbiamo lavorare in questa direzione per la Valle d'Aosta e ci auspichiamo che nasca da questo momento una riflessione che inevitabilmente dovrà portare anche ad un confronto politico, ad una valutazione complessiva sulla situazione, e questo credo che vada nell'interesse della Valle d'Aosta e di tutti i valdostani.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - La discussione che abbiamo affrontato in questi giorni ci ha portati ad un confronto sul bilancio definirei particolare, perché forse per la prima volta in questa legislatura ci siamo confrontati apertamente, com'è già stato detto anche in maniera aspra, ma molto attenta sia in commissione e poi qui in aula. Ci siamo confrontati a lungo, abbiamo affrontato tanti problemi, consultato dati, pareri, proposte che ci hanno portato in commissione, con la voglia di fare e di costruire qualcosa di importante per la nostra Regione. Direi che abbiamo intrapreso un nuovo metodo grazie a nuovi atteggiamenti, nuove posizioni, nuova disponibilità in maggioranza e nuovi atteggiamenti, nuove posizioni, nuova disponibilità anche da parte della minoranza, naturalmente ognuno con le proprie posizioni. Forse questo era il primo grande obiettivo, l'obiettivo principale, il primo degli obiettivi di Pour Notre Vallée il giorno in cui si è costituita e direi che è stata un'esperienza positiva.
È emersa l'esigenza da parte di tutti i Consiglieri, da parte delle forze politiche e conseguentemente la consapevolezza e la determinazione di dover lavorare per riscrivere o introdurre qualcosa di nuovo prima nel documento economico di finanza regionale, successivamente nei disegni di legge della finanziaria. Infatti questo ci ha portato ad approvare numerosi ordini del giorno e tanti emendamenti. Un'attività di revisione di queste norme era già iniziata in precedenza, approvando delle normative importanti, come quelle sulle proposte referendarie, la normativa sui treni, sull'accessibilità, come già detto prima anticipandomi da parte di qualche collega. Sicuramente permangono ancora dei problemi da affrontare con la stessa determinazione e con la stessa voglia di costruire: mi riferisco in particolar modo al Casinò, che nessuno di noi vuole veder chiudere; alla nuova sfida sulla ferrovia; allo sviluppo, al lavoro, all'occupazione, il tutto attraverso una nuova progettualità. È evidente quindi agli occhi di tutti, anche a chi è fuori da quest'aula, un forte cambio di rotta in atto, un cambio che interessa i contenuti, i metodi che - mi permetterei di dire - i Consiglieri tutti insieme hanno imposto al confronto in quest'aula. Ho utilizzato un termine forte: "imposto", ma l'ho fatto volutamente perché voglio significare che in questo breve periodo si è cambiato un modus operandi, un modus che si era consolidato nel tempo.
E adesso? Adesso innanzitutto noi crediamo si sia fatto un buon lavoro ed è per questo che annuncio il nostro voto favorevole ai disegni di legge, però non posso esimermi dal presentare delle osservazioni per dire che cosa ne facciamo di questo percorso: possiamo pensare che si sia aperta una nuova era? Possiamo pensare che questo modo di lavorare e di affrontare il confronto politico, strategico e progettuale si sia consolidato? Io spero di sì, però, per averne la certezza, va fatta un'analisi, va costruito un progetto e i progetti partono dal rilievo dello stato di fatto, da un rilievo attento della situazione per poi definire gli obiettivi attraverso un progetto serio e condiviso. Allora sono convinto anch'io che forse sarebbe necessario fare una verifica strutturale della nostra maggioranza, una verifica con l'intento di costruire e che comprenda il fatto di riconsiderare i nuovi obiettivi: quelli programmatici che sono stati apportati da tutti gli ordini del giorno che abbiamo approvato e da tutti gli emendamenti che abbiamo sempre approvato; che consideri la nuova situazione politica, questa voglia di lavorare, di fare squadra, di aggregarsi e anche la presenza di Pour Notre Vallée, perché noi siamo qua, siamo nati e vogliamo dare un significato alla nostra presenza, un significato politico, che porti con sé anche nuove strategie, nuovi metodi di lavoro trasparenti, dove ognuno abbia il coraggio di dire ciò che pensa e che valorizzino il lavoro di gruppo, il lavoro di squadra in ogni singolo settore dove ci applicheremo, insomma un nuovo modello, solo così noi potremmo avere un progetto serio, condiviso e soprattutto duraturo nel tempo per affrontare le sfide dei prossimi due anni.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega La Torre, ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Come relatore dei disegni di legge n. 96 e n. 97, come Consigliere sento la necessità di svolgere alcune riflessioni su un bilancio che ha assunto, concludendosi, una particolare importanza sia nel risultato amministrativo che si è ottenuto, ma soprattutto nel confronto che si è svolto intorno ad esso. Un bilancio che in relazione io ho definito di ripartenza, però va anche sottolineato che, per una ripartenza positiva, occorre fare le nostre scelte, sia politiche che amministrative, che non si concludono con il voto al bilancio, ma al contrario iniziano proprio da qui, da questo confronto sapendo che non ci sono più paracadute.
Il dibattito credo abbia confermato la volontà positiva di tutto il Consiglio di incidere da protagonisti all'interno di questo bilancio, e questo credo faccia onore a tutti perché credo che tutti abbiano cercato di dare, ognuno in misura diversa e per la propria esperienza, un vero contributo. Credo che questo si sia visto perché mai come quest'anno c'è stata la possibilità, attraverso ordini del giorno ed emendamenti, di partecipare. Il dibattito poi ha sottolineato anche un nuovo metodo di lavoro, ma anche di contenuti e credo che abbia proprio espresso qui la necessità di una forte volontà di ripartenza, anche perché la nostra Regione affronta una decrescita, l'avevo già detto l'anno scorso, però dobbiamo avere il coraggio tutti insieme di far sì che questa decrescita possa essere veramente ristrutturata. Questo è stato un dibattito coraggioso in questo senso, perché vuole e ha voluto affrontare i problemi e l'ha voluto fare in maniera trasparente: dal Casinò alla CVA, alla ferrovia, passando dagli impiegati forestali, parlando degli allevatori e parlando anche dei rapporti con lo Stato. Un dibattito che, a mio avviso, se si vogliono paragonare i cittadini agli azionisti - e io così ho fatto nella mia relazione -, paragona la Regione ad un'impresa, quindi ad un'impresa che vuole ripartire e che quindi si vuole dotare di un nuovo piano industriale, come farebbe qualunque impresa e se lo vuole dare proprio in forza di quello che è accaduto quest'anno: il cambiamento delle norme finanziarie, il passaggio dal Patto di stabilità al pareggio di bilancio perché questo ha permesso e permette di rilasciare nuove energie finanziarie che devono essere la base di quello che, come ho appena definito, deve essere un piano industriale di rilancio. Se il bilancio e il confronto impongono una responsabilità di ripartenza, con un nuovo piano industriale bisogna agire proprio come quando si fa un piano industriale e si parte proprio da un ragionamento che è alla base del piano industriale di una verifica strutturale. Su che cosa si fanno le verifiche strutturali nelle aziende? Intanto sto parlando di una verifica strutturale e non una verifica politica, perché qui non è che si devono ripercorrere i vecchi schemi, le vecchie storie della politica vista e già vista nei confronti dei teatrini dei posti della politica; io credo che qui si debba invece veramente parlare di una verifica strutturale che consiste in un'analisi profonda della situazione socio-economica della nostra Regione. Si può dire che parte da qui perché inizia basandosi proprio su queste fondamenta di questo nuovo bilancio che ci siamo dati e delle nuove risorse che abbiamo liberato. Traducendolo in politica questo significa che bisogna individuare e aggiornare gli obiettivi e le strategie di rilancio focalizzandosi sul metodo per ottenerli e sul come verificarli. Poi, come in tutti i piani di rilancio seri, bisogna consolidare la condivisione, la comprensione degli obiettivi, ma soprattutto delle priorità e questo deve avvenire tra le forze del Consiglio. Gli argomenti ci sono: la legge elettorale, i rapporti con lo Stato, per citarne qualcuno. Bisogna poi avere anche la capacità di fare il punto sulla funzionalità dei ruoli del Consiglio, della Giunta, delle commissioni, delle persone; sul percorso che si intende portare avanti nei tempi concessi dalla legislatura. Infine approfondire con volontà di chiarimento il rapporto tra le diverse forze politiche presenti, alla ricerca di quel punto di equilibrio, ma io dico anche di rispetto che è indispensabile per supportare un piano industriale vincente di rilancio per questa Regione, perché se non c'è rispetto tra le forze politiche, è difficile che ci possa essere anche un percorso comune di lavoro.
Pensando di avere, come sempre, detto in modo abbastanza chiaro quello che penso, concludo dicendo che, a mio avviso, solo così andremo a riconquistare la fiducia dei cittadini, che è importantissima, ma solo così conquisteremo anche la nostra capacità di agire, perché solo così - e concludo sulle parole di Bruno Salvadori - torneremo ad essere una comunità etnica attiva e questo, credetemi, essendo che il vero problema di questa comunità sarà nei prossimi anni non tanto le beghe interne o le questioni che oggi stiamo cercando di risolvere, ma il rapporto con lo Stato. E se noi non riusciamo da adesso a mettere in piedi quel basamento di fiducia e di rispetto tra di noi, che ci permetterà di essere una Regione unita nel confronto con lo Stato, se non riusciremo adesso a fare questo, non avremo più tempo. Avremo forse il tempo per pentirci, poi qualcuno sarà qui, altri non ci saranno, ma di sicuro non passeremo alla storia, probabilmente passeremo alla geografia.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - La considerazione del gruppo ALPE, dopo quattro giorni belli, quattro giorni intensi, con uno spirito un po' diverso dal solito, degli spunti, un rapporto tra gruppi consiliari, forze politiche e voglia di incidere da parte di tutti, o di quasi tutti...penso che non esistano delle forze che vogliono fare peggio o contro, penso che tutte le forze abbiano voglia di migliorare la finanziaria regionale, la legge di stabilità. Non è la nostra finanziaria, lo diciamo in modo chiaro, forte, ma tra il testo in entrata in commissione...tra il testo in entrata di lunedì scorso e quello in uscita vi sono differenze significative in meglio, che sembrano lanciare un messaggio positivo che sono il frutto anche di un lavoro trasversale, a cui abbiamo cercato di contribuire compatibilmente con le nostre competenze e le nostre possibilità. È un lavoro che - perché poi bisogna avere un metodo di misura che è importante, altrimenti l'autoreferenzialità regna sovente in politica, poi bisogna prendere un termometro per valutare cos'è stato fatto - ha prodotto qualche risultato dal nostro punto di vista tangibile, ancorché insufficiente.
Passatemi qualche ragionamento che voglio fare a voce alta. Tra le proposte che abbiamo fatto è stato apprezzato il piano per rilanciare, è comunque un inizio, è una goccia, ma è il principio, è la mentalità anche culturale, quella che deve partire dal basso, quella per i Comuni, per un settore in grossa difficoltà: l'edilizia; quella per andare ad alimentare un annoso problema che tocca migliaia di persone: quello dei riordini. Un settore in grossa difficoltà oggi con l'approvazione di questa finanziaria fra poche settimane avrà un anticipo che supera i 20 milioni di euro: l'ex verde agricolo. C'è una retromarcia importante su un qualcosa che ci era stato scaricato d'emblée legato agli impiegati e operai forestali, i 177 a tempo indeterminato con contratto di diritto privato si metterà nero su bianco su una legge, si troveranno delle soluzioni, sono segnali da cogliere.
Ieri mattina abbiamo colto come gruppo, insieme ai colleghi di minoranza, un segnale positivo: quello della copertura ai nostri emendamenti. Non possiamo non cogliere positivamente il segnale da parte di certe forze della maggioranza, che probabilmente, discutendo al loro interno, hanno voluto creare le condizioni; poi non avete voluto andare fino in fondo per adesso per delle vostre scelte, per delle vostre esigenze, perché avevate probabilmente condiviso un percorso. Su questo noi diciamo che è un'occasione persa, peccato, soprattutto l'occasione persa è quando l'operazione è a costo zero, diverse erano le nostre proposte che andavano a costo zero, a dare quei segnali. Prima il collega chiedeva cosa diranno i cittadini valdostani su questa finanziaria, quale sarà il loro termometro, dove c'è la possibilità a costo zero facciamolo subito, cerchiamo di essere più rapidi. Non possiamo non sottovalutare l'impegno che avete accettato: la nostra proposta di impegnare il Governo regionale "a condizionare qualsiasi altro aiuto pubblico al Saint-Vincent Resort & Casino alla presentazione, entro il 31 gennaio, in II Commissione di un piano...", non vado oltre, è positivo perché ha riportato la centralità di questo Consiglio.
Oltre a questo, colleghi, dobbiamo dirvi che si apre con uno spirito diverso indubbiamente il 2017, ma non c'è solo il Casinò, è importante ma non c'è solo quello. Vi sono altre questioni nevralgiche che attendono risposte: l'occupazione, le prospettive per i nostri giovani, i rapporti con lo Stato italiano che devono vedere riconosciuta alla nostra Regione la sua dignità, ognuno per il proprio ruolo - ne discuteremo tra un attimo - e la sua autonomia. Quale sarà il prosieguo in questo importante ultimo anno di legislatura probabilmente è ancora tutto da scrivere, una cosa è certa però: applichiamo le norme interessanti che vengono approvate e che sono state approvate nelle ultime settimane, una per tutte quella sulle partecipate. È inutile approvare delle leggi interessanti, applichiamole, è il momento di applicare, è il momento delle idee, è il momento però di adattare i modelli virtuosi vincenti: quelli che in altri Paesi dell'arco alpino stanno già mettendo in campo da anni. Non dico copiare, perché non è così: adattare a noi. Non dobbiamo inventarci nulla, le sfide sono tante, ma a costo zero oggi si poteva dare un altro segnale rapido sulla macchina amministrativa. Non parliamoci addosso perché chi ci ascolta è attento, non diciamo che siamo bravi, facciamocelo dire da fuori che siamo stati un po' più bravi rispetto al solito. Facciamocelo dire dai cittadini valdostani che oggi forse potevamo dare altre risposte subito a delle questioni urgenti, ai settori che in questo momento hanno bisogno di risposte puntuali, ne avevamo la possibilità. È il momento di attaccare, è il momento di mettere in discussione il modello che può e deve funzionare meglio, è il momento di prendere il toro per le corna. Io lo dico perché i cittadini se lo aspettano, al di là della maggioranza e dell'opposizione: si può condizionare, si può incidere anche dall'opposizione. Peccato oggi che su certe scelte non avete avuto non il coraggio, non utilizzo questo termine, non ci interessa, ma la volontà magari di rompere anche qualche raccordo che tra di voi vi siete assunti, perché è giusto che sia così: fate parte di una maggioranza, ma qualche passo in avanti oltre alla Casa da gioco oggi si poteva fare.
Pensiamo che sia il momento del coraggio e della responsabilità con tanta voglia di guardare la realtà e di tentare nuove vie, ma soprattutto noi, come gruppo ALPE, pensiamo sia il momento delle soluzioni, sia il momento delle idee. Io prima sono intervenuto su un emendamento che non aveva copertura, perché è il momento delle idee. È normale che se si modificano con gli ordini del giorno magari non si modificherà tutto l'impianto, ma è il momento dove in finanziaria si poteva incidere molto di più, per noi queste idee, soluzioni, modo di agire, collegialità, ma è un modello che ha ancora fame di trasparenza, è un modello che non ha trasparenza: i valdostani purtroppo non hanno ancora la possibilità di misurare quello che si sta facendo, dove ci sono ancora tantissimi sprechi, dove ci sono le non pari opportunità, dove purtroppo non tutti possono giocarsi le proprie chance perché il nostro modello non dà quella possibilità, pubblico o parapubblico che sia. L'importante è conoscere le criticità, conoscerle fino in fondo e avere la voglia di trovare delle soluzioni, mettere in discussione le criticità per creare quelle condizioni che oggi non tutti in Valle d'Aosta hanno purtroppo.
Termino dicendo comunque che una centralità è stata ridata, dopo diversi anni, a questo Consiglio; non vorremmo, come gruppo ALPE, che si ricordasse questa legislatura, al di là della maggioranza e della minoranza, come una legislatura che a spot ha dovuto fare delle aperture di credito, dei mutui o una ricapitalizzazione ad un qualcosa che non funziona, ma gradiremmo che il prossimo anno e mezzo si ricordi questa legislatura invece per un cambio di rotta, per un nuovo modello e veramente per una casa di vetro nella sua globalità perché i valdostani ce lo chiedono al di là di maggioranza e opposizione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Io volevo ringraziare tutti i colleghi al termine di queste giornate in cui c'è stato del confronto, in alcuni casi sicuramente anche acceso perché è legittimo che ci siano posizioni e visioni diverse. Volevo però partire facendo la cronistoria di questo bilancio, lo spirito diverso si è già visto all'interno della II Commissione, di cui non faccio parte, ma ho partecipato a tutte le sue riunioni, perché si è visto che all'interno di questa commissione per la prima volta, almeno da quando ci sono io in questo Consiglio regionale, si è visto un clima decisamente diverso: si è vista la volontà di non dare il via solo perché si è componenti di maggioranza, si è vista la volontà di approfondire. Abbiamo ricevuto più in questo mese documentazione sul Casinò che in tre anni e mezzo in cui ho continuato a fare 116, richieste di accesso ai dati e quant'altro. Molto di più di quelle che sono state anche - mi permetterà l'Assessore - le stesse promesse di trasparenza di casa di vetro che lei aveva assicurato in questo Consiglio, per cui senz'altro è stata la componente di maggioranza all'interno di questa II Commissione che ha dato il "la" a questa operazione trasparenza che, a parte il Consiglio, io penso l'intera Valle d'Aosta chiedeva.
Ringrazio anche quelle forze di maggioranza che per la prima volta, almeno da quando ci sono io qua dentro, mi hanno permesso di discutere un bilancio in cui ci fossero delle disponibilità finanziarie per cui, a seguito del lavoro fatto in II Commissione, a seguito del ritiro dell'emendamento n. 2 dell'articolo 19, si sono rese delle disponibilità finanziarie all'interno del bilancio regionale. Devo dire veramente grazie a queste forze che si sono espresse - qualcuna pubblicamente, delle altre non so qual era la posizione - che hanno permesso di discutere un bilancio che non ponesse dei veti sulla copertura finanziaria, ma entrasse nel merito. Ha ragione il collega Bertschy che è molto più facile per chi è in maggioranza dire: "lo discutete, illustrate l'emendamento, poi tanto non si vota". Io penso che la vera novità di questo bilancio sia derivata dal fatto che per la prima volta la maggioranza non si è trincerata dietro al non voto perché non c'è copertura finanziaria, ma si è presa la responsabilità di dire: "no" anche a provvedimenti che probabilmente, per questo equilibrio molto precario che regna in questo momento in maggioranza, sono stati frutto di compromessi, per cui io posso anche immaginare che qualcuno di maggioranza su temi che ha vissuto e ha approfondito e sa qual è la vera difficoltà all'interno di questo contesto abbia magari dovuto a malincuore votare "no".
Detto questo, la prima valutazione di questo bilancio è che ci sono delle novità; non possiamo che ringraziarvi per aver prestato attenzione al discorso del nostro emendamento che aumentava di 7,8 milioni per arrivare ad oltre 20 milioni quello che è l'anticipo, per cui sono segni molto importanti. Avete accettato 1 milione sui riordini fondiari, 3 milioni sul piano straordinario di investimenti non sono per i Comuni, sono per quelle piccole imprese che stanno morendo sul territorio. Questi sono 4 milioni che togliamo dal tesoretto in questo momento accantonato in CVA e non passato in gestione speciale, che, a seguito del parere, ci era stato detto di non toccare, perché blindato.
Ci sono altri settori che volutamente o magari obbligatoriamente per questo equilibrio precario non hanno avuto risposta: il microcredito, i piccoli interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, l'aiuto alle imprese agricole, i lavoratori forestali svantaggiati, COUP e NUV. Sono segnali importanti questi, perché, quando cade il presupposto per mantenere in piedi delle società nate con uno scopo, perché sono società di scopo, alla fine non c'è più lo scopo, è chiaro, non c'è più la motivazione, non c'è più il Patto di stabilità, per cui la vera motivazione decade. Rimangono può due componenti che per noi sono fondamentali, almeno per me: Casinò e quotazione di CVA. Il discorso del Casinò è chiaro, noi quando abbiamo presentato questi emendamenti, avremmo potuto fare populismo e destinare i 48,6 milioni; non l'abbiamo fatto perché se ci accettavate ancora gli emendamenti che avevamo chiesto, la copertura finanziaria totale che andavamo a prelevare dal tesoretto dei 48,6 milioni era pari a 9,5 milioni. Noi non abbiamo voluto impegnare totalmente le risorse perché il problema Casinò è un problema, ma non è l'unico. Quello che esce fuori da questa discussione - e lo dico con un po' di amarezza - a noi pare che, al di là del segnale legato ai 4 milioni, rimanga sempre e solo il Casinò, sinceramente non mi soddisfa.
La quotazione di CVA. Noi chiedevamo esclusivamente di essere un po' partecipi e di avere quelle notizie che - io penso - anche in quest'aula qualcuno non ha voluto dire, perché noi anche nell'emendamento stiamo progettando su come utilizzare le risorse che deriveranno dalla quotazione di CVA, io a titolo del tutto informativo - perché non è stato ricordato - sottolineo che stiamo quotando, stiamo vendendo una parte di una società che non abbiamo neanche ancora finito di pagare. Noi fino al 2021 metteremo 43,6 milioni a bilancio ogni anno, per cui è un bene che non è ancora tutto nostro, ma pensiamo già come monetizzare. Non è così grave, non sono totalmente contrario, però avrei voluto quanto meno capire quanto di questo bene vogliamo mettere in vendita, come, chi se ne occupa e con che trasparenza viene fatto questo.
Quando dicevo che non c'è solo il Casinò, lo dicevo perché penso che ci sono dei settori in grande sofferenza e ci dispiace che alcune proposte che vengono fatte, come una particolare attenzione al discorso dei tassi dei mutui in conto investimenti, mi riferisco soprattutto al piano casa, vengano viste come un costo aggiuntivo. Se noi non usciamo da questa logica, la Valle d'Aosta non ripartirà mai, ve lo dico sinceramente perché anche con un mutuo a tasso zero se qualcuno investe, noi ci guadagniamo l'IVA, l'IRPEF e quant'altro, per cui vedere questo come un costo è, a mio modesto parere, come avere un paraocchi. Com'è inaccettabile...ci sono dei settori che sono in grande difficoltà, che sono quelli legati ai servizi. Abbiamo avuto il bando sulle pulizie, abbiamo avuto il bando di Aosta dove il criterio di aggiudicazione è al massimo ribasso. È stato chiesto in questa sala di intervenire mettendo dei limiti ai massimi ribassi, non si è voluto. Si è detto: "si sta lavorando", il risultato è che il discorso di Aosta è stato aggiudicato con il massimo ribasso. Altre Regioni lo hanno fatto, hanno avuto più coraggio e non hanno causato probabilmente quella povertà occulta perché in questo momento i casi sono molto significativi: 378 di media di stipendio nel mese di maggio è il risultato.
Detto questo, più che altro è un'analisi politica. Io ho ascoltato con attenzione, ho qualche diversità di idee rispetto al collega Marquis, secondo il quale gli ordini del giorno sono progettualità, gli emendamenti sono per risolvere le contingenze. Non la penso esattamente così, perché, secondo me, gli emendamenti sono testi di legge, vuol dire dare risposte nell'immediato, nel medio e lungo termine. Qualcuno ha detto che gli ordini del giorno non si negano a nessuno, ma sono ordini del giorno che vi faranno ritenere comunque responsabili, perché li avete votati, sono quasi tutti ordini del giorno vostri, che faranno sì che vi sarà per voi un'assunzione di responsabilità del tutto particolare.
Sul resto io penso che a varie voci si è detto che c'è la volontà di riflessioni di maggioranza, di necessità di confronto politico, di verifica di maggioranza. Non è così importante, è che se queste cose vanno fatte, fatele in fretta nel senso che la Valle d'Aosta non può aspettare un Governo che non sia nella sua piena potestà, non può aspettare sicuramente a dare delle risposte, risposte immediate. Con questo io vi ringrazio ancora perché lo spirito con cui si è discusso in quest'aula per la prima volta per me è stato una possibilità unica. Non so fino a quando avremo ancora, almeno nell'ambito di una minoranza, la possibilità di presentare degli emendamenti che abbiano copertura finanziaria e che volendo, con un po' più di coraggio, avrebbero fatto un altro bilancio.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Dopo vari rinvii, finalmente siamo arrivati a discutere in aula e infine a votare la legge di bilancio: sicuramente la norma più importante per un Consiglio regionale, quella che, oltre a prevedere le risorse per far funzionare la macchina amministrativa, fissa indirizzi, programmi e caratterizza in qualche modo l'azione della maggioranza. Maggioranza che, al di là dei contributi di idee, dei pungoli che possono arrivare dall'opposizione, che ha un altro ruolo evidentemente rispetto al nostro, è lei a votare e ad assumersi al termine del dibattito in aula la responsabilità politica e amministrativa della legge finanziaria ed è sempre la maggioranza che, sugli effetti, sulle conseguenze, sulle scelte operate viene quotidianamente misurata dagli elettori. Come ha ben scritto e ben detto il relatore collega La Torre, è sulla base dei risultati ottenuti che i valdostani esprimeranno il proprio giudizio democratico nel 2018, al momento del rinnovo della classe politica dirigente. Ogni volta che voto un bilancio, colleghi, lo faccio con la consapevolezza che quelle parole scritte nero su bianco, quei numeri non sono solo parole e numeri, ma sono azioni concrete che possono cambiare in meglio o in peggio, dipende dai punti di vista, poi bisogna vedere anche gli effetti, la vita dei nostri concittadini. Azioni e numeri - non dimentichiamoci - che delineano nuove prospettive, che chi verrà dopo di noi dovrà per forza considerare, una legge di bilancio indica una direzione, che certo può essere corretta in itinere, ma che difficilmente potrà essere cambiata in modo radicale: mi riferisco alla direzione naturalmente da chi verrà dopo di noi, o da noi stessi se continueremo ad esercitare responsabilità politiche in questo ambito. Per essere chiari, non si fa una legge di bilancio senza tenere in conto gli effetti inevitabili che questa produrrà anche nel futuro e non solo su quello più prossimo dei cittadini che rappresentiamo e sul nostro progetto politico.
Il voto finale e prima il lavoro di elaborazione della legge di bilancio e del documento economico-finanziario quindi non sono azioni che abbiamo affrontato con leggerezza o con l'idea che tanto le si può correggere se non vanno bene, o le si può cancellare quando non ottenessero i risultati auspicati, ma pensando che costituiscano in qualche modo un'ipoteca per il futuro, un'ipoteca sul futuro dei cittadini che rappresentiamo e un impegno per chi eventualmente prenderà in mano le redini della macchina amministrativa dopo di noi. Le decisioni che assumiamo votando la legge di bilancio lasceranno tracce profonde sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo politico e programmatico ed è per questo che la legge di bilancio deve essere certamente un momento di sintesi politica, ma fatta con responsabilità. Certo, la finanziaria può essere il luogo dove ciascuno di noi evidenzia le proprie sensibilità, espone le proprie prerogative, cerca di dare attuazione, compatibilmente alle risorse e alla fattibilità complessiva, alle proprie idee, ai propri ideali, ai propri valori ma sempre, per quanto ci riguarda almeno, tenendo conto che non possiamo far diventare l'atto legislativo più importante dell'anno politico il momento della distinzione a tutti i costi o, peggio, il luogo della battaglia politica tout court, il tanto detestato "assalto alla diligenza". Mi pare che così non sia stato, abbiamo assistito a un bel dibattito politico, tecnico, produttivo di risultati. Abbiamo assistito e abbiamo operato - io credo - in un clima di bella dialettica responsabile, che a me personalmente ha fatto molto piacere. Direi che è stato un bel momento politico. Dicevo che la legge di bilancio è il provvedimento da cui discendono alcune scelte di tipo ideale, e mi spingo a dire ideologico, intendendo il termine nella sua accezione positiva di indirizzo, di connotazione appunto dell'azione di maggioranza e dei singoli gruppi anche, perché poi ogni gruppo ha avuto modo di esprimere le proprie prerogative, il bilancio infatti è l'atto programmatico e identitario per eccellenza.
Ho fatto questa premessa un po' inconsueta per dire che oggi siamo qua ad esplicitare chi siamo e che cosa vogliamo fare; per dire che siamo qui ad assumerci, con il voto su questa legge, con gli ordini del giorno che abbiamo sostenuto, la responsabilità di tracciare un percorso. Per venire più nello specifico, i colleghi si sono soffermati sul percorso anche di consapevolezza, di approfondimento che ci ha portati a modificare in modo radicale l'impostazione iniziale sul Casinò, non era così scontato - e lo hanno detto bene anche i colleghi dell'opposizione - che dal ristoro dei maggiori costi organizzativi e gestionali della prima versione si passasse ad un'ipotesi di restituzione, per arrivare oggi allo stralcio del comma 2 dell'articolo 19 in attesa di completare il necessario approfondimento sulle cause che hanno portato al debito - posso dire anche strutturale - della Casa da gioco. Capire esattamente il perché di determinate scelte politiche e gestionali può aiutare ad ammortizzare gli effetti sul lungo termine e ad apportare i necessari correttivi non solo sul fronte delle risorse, ma anche della governance. La politica dà gli indirizzi, determina le risorse, ma è tenuta a verificare anche la qualità del management che questi indirizzi deve seguire e perseguire. Il lavoro che stiamo facendo e che responsabilmente abbiamo condiviso in commissione e in Consiglio con i colleghi dell'opposizione...l'ho detto e lo ripeto: tutto ciò che era nelle nostre disponibilità di componenti della maggioranza è noto, ed è ora...ed è stato messo a disposizione dei componenti delle opposizioni. Così come si è fatto con il Casinò, in modo del tutto trasparente - credo che lo possiate riconoscere - abbiamo cercato di farlo anche per gli altri temi sensibili: la quotazione in Borsa di CVA, la partita dei 177 operai impiegati forestali dell'Agenzia del lavoro, la soppressione dell'ARRS, le disposizioni sull'editoria locale, poi non sto, per motivi di tempo, a riassumere tutte le valutazioni/operazioni che abbiamo fatto coinvolgendo tutto il Consiglio. Ci siamo assunti la responsabilità, colleghi, di tornare indietro su decisioni già in qualche modo esplicitate dall'Esecutivo, ascoltando le maestranze, le rappresentanze sindacali di categoria, cercando di capire, come, ad esempio, nel caso del processo di quotazione in Borsa della Compagnia valdostana delle acque, quali fossero i pro e i contro, quale fosse la ratio di questa operazione, gli effetti sulla governance, sulla redditività ma anche sulla trasparenza. Su questo tema si è aperto e abbiamo aperto un dibattito che è ancora iniziale e gli approfondimenti spero verranno fatti adeguatamente in commissione nei tempi dovuti.
Sul fronte poi del coinvolgimento dei soggetti che a vario titolo rappresentano le istanze delle componenti lavorative, produttive e sociali pensiamo di aver fatto un lavoro rispettoso dei ruoli e io di questo ringrazio il Presidente di commissione, perché ha dato modo veramente a tutti di poter dire il proprio pensiero e di poter esplicitare le proprie idee, consapevoli dell'importante contributo che queste organizzazioni, in quanto osservatori privilegiati dei diversi ambiti sui quali insiste la finanziaria, possano portare alla politica, convinti che il mandato non si esaurisca nel voto, ma richieda continuamente un confronto con i rappresentati, con gli elettori, per usare un termine che forse un po' banalizza, ma dà il senso del nostro ruolo di rappresentanti eletti e giudicati sulla base di un programma e delle cose fatte.
Un appunto poi sulla questione evidenziata dal collega Gerandin circa la copertura finanziaria. Noi, collega, abbiamo, come tutti i colleghi, lavorato nella direzione auspicata da lei e dai suoi colleghi di opposizione, forse non abbiamo raccontato il nostro contributo perché noi pensiamo che, quando una maggioranza decide, non è opportuno poi fare distinguo, dire quanto siamo stati bravi noi e quanto sono stati meno bravi gli altri. Le sembrerà strano, collega Gerandin, ma il dibattito e la dialettica sono franchi e vi è la condivisione da parte di tutti, le decisioni all'interno della maggioranza sono il risultato del contributo di tutti.
Non voglio farla tanto lunga, il dibattito è stato sufficientemente esaustivo e chi ha avuto voglia di seguirlo si sarà fatto un'idea delle ragioni profonde che stanno dietro alle scelte operate dalla maggioranza e dall'Esecutivo. Voglio solo approfittare di questi ultimi dieci secondi per ringraziare i colleghi dell'opposizione per i contributi e anche per i toni che hanno tenuto, che abbiamo tenuto tutti in questo dibattito in questa quattro giorni. Sicuramente voglio ringraziare anche il personale d'aula, i tecnici che ci hanno supportato in questi quattro giorni di lavoro e nella fase preparatoria, che non è stato un momento veramente di poca fatica.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Approfitto di questi dieci minuti per intervenire visto che, in occasione della discussione generale per un'interpretazione un po' a singhiozzo del Regolamento, non è stato possibile. La legge di stabilità che verrà approvata oggi da questo Consiglio riflette la situazione politica del momento: una crisi politica latente che ha condizionato anche questo documento contabile; una maggioranza amplissima numericamente ma che evidenzia molte difficoltà di funzionamento, tutt'altro che solida, soprattutto un Governo regionale molto più debole di quello che abbiamo avuto modo di conoscere in questi anni. Certo, questo ha prodotto anche degli effetti positivi, nel senso che il Consiglio ha avuto un ruolo sicuramente maggiore, ma anche frutto di questa crisi politica latente della debolezza del Governo regionale, emblematica è la questione del Casinò che l'Assessore nemmeno ha citato nella sua relazione. Il problema Casinò viene rimosso, rimandato, stralciato, il Casinò incombe sulla politica valdostana come una tragedia annunciata e non basterà un semplice stralcio. È significativo anche il non intervento del Presidente della Regione venerdì scorso; per un attimo ho pensato ad un disconoscimento di paternità, poi mi sono reso conto che non c'è bisogno di chiedere una verifica del DNA, è ancora il suo bilancio per quanto modificato. In ogni caso è evidente una certa confusione che ha prodotto anche degli aspetti positivi in questa situazione politica: innanzitutto un ruolo maggiore del Consiglio.
Non si evidenziano in questo bilancio delle grandi novità particolari, strutturali, usando una terminologia del collega Leonardo La Torre. La novità principale è rappresentata dal superamento del Patto di stabilità e dalla nuova formulazione del bilancio. Peraltro, da questo punto di vista, spero che negli anni prossimi si renda più leggibile a tutti questo bilancio, che oggettivamente è complesso per noi, figuriamoci per i cittadini! È un problema di trasparenza anche la leggibilità e l'accessibilità a tutti di un documento, seppur complesso: è un problema che andrà affrontato spero negli anni prossimi.
È un bilancio senza particolari novità rispetto agli altri anni, più o meno la struttura è quella. Negli altri anni si tagliava all'Ente locale, si faceva un debito per garantirsi una certa capacità di spesa, quest'anno si continuano ad aumentare i debiti, non sto a parlare di questo argomento già affrontato nelle altre occasioni e le preoccupazioni che ho su questo aumento del debito. A questo quest'anno si aggiungono, tagliando di meno agli Enti locali, i 100 milioni che arrivano da CVA. La CVA permette quello che negli anni scorsi abbiamo fatto con il taglio, 100 milioni sono una cifra enorme, che cambia evidentemente il significato di questo bilancio. Tentano questi 100 milioni di tenere in equilibrio questa situazione, ma non si vede un disegno in questo bilancio: manca una prospettiva. La relazione dell'Assessore è stata, da questo punto di vista, estremamente deludente e non poteva essere diversamente. I punti tracciati dall'Assessore non colgono la situazione reale della Valle d'Aosta, non solo per la dimenticanza del Casinò, ma anche il resto si affronta in modo superficiale: mi hanno fatto sorridere le questioni dell'ambiente, quattro righe al punto n. 7, affermandone la centralità, ma se poi andiamo a vedere, in queste quattro righe si parla soprattutto di viabilità, di strade, di cemento. Certo, non è una new economy quella della viabilità e delle strade e neanche una green economy. La green economy in questa Regione potrebbe essere un atout da giocare, invece mi pare anche da questa relazione che non emerga.
Ancora più ridicola è la situazione della ferrovia, sulla quale più tardi si farà un altro studio, ma bisognava metterci anche dei soldi, crederci. Abbiamo votato una legge, forse dovuta anche a questa particolare situazione politica, a cui bisognava dare il giusto supporto finanziario. Non perdiamo questa occasione, abbiamo già perduto una grande occasione nel 2001, quando la tragedia dell'alluvione aveva rotto i collegamenti con il resto d'Italia e la ferrovia è stata chiusa per due anni, in quel caso andava rilanciata la ferrovia con il supporto dello Stato per farla diventare una ferrovia moderna e per rendere la Valle d'Aosta accessibile. Non l'abbiamo fatto e abbiamo risposto a questo problema con l'aeroporto, un danno finanziario, un'idea scollegata dalla realtà e che è emblematica di come si sono anche usate le risorse di quel lungo periodo di abbondanza finanziaria che ha caratterizzato un trentennio di questa Regione. Oggi di quella grande abbondanza finanziaria rimangono poche cose, anzi mi correggo: ci lasciano delle strutture sovradimensionate, che oggi creano soltanto dei problemi di gestione, emblematico è l'aeroporto, ma non solo quello, è un problema che ci trascineremo negli anni e che sarà un freno allo sviluppo.
Inevitabilmente è un bilancio ingessato, come non potrebbe essere: sono in calo le entrate proprie. Un terzo va alla sanità, quasi un terzo al personale: per quello dell'Amministrazione, della scuola e quant'altro, e non potrebbe essere diversamente. Da questo bilancio non si vede una prospettiva strutturale, un cambiamento. Bisognerebbe far fruttare la questione dei rapporti con Roma, ma lo faremo successivamente con una risoluzione che è stata presentata. Resta un bilancio di una crisi politica latente. La terminologia aziendalista usata dal collega La Torre non nasconde che ci sia una verifica politica e questo bilancio riflette anche questa crisi politica latente. Manca quello che ci dovrebbe essere in questo bilancio: una visione, una prospettiva di lungo periodo, perciò il voto non può che essere negativo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Farcoz, ne ha facoltà.
Farcoz (UV) - Non vorrei che in questa dichiarazione di voto i contenuti di questo bilancio fossero parzialmente lasciati da parte per lasciare spazio ad altri ragionamenti. Io credo che la discussione sia stata approfondita e intensa e ringrazio sin d'ora per tutti i contributi che hanno sicuramente arricchito questo Consiglio.
Parto dalle premesse, com'è giusto che sia, e ringrazio sin d'ora anche il Presidente della II Commissione per aver portato avanti una commissione in cui si è creato un clima particolare, ma che alla fine è riuscita a trovare una sua sintesi. Credo che all'inizio di questo bilancio bisogna fare la valutazione del fatto che finalmente è stato superato il Patto di stabilità; il fatto di avere questo equilibrio di bilancio di conseguenza ci ha permesso di inserire nel titolo III determinate risorse aggiuntive che hanno permesso di distribuire in determinati settori delle necessità che da tempo avevano delle urgenze. Ricordo anche che, grazie al documento di economia e finanza, siamo andati a tracciare determinate linee guida, che sono state riprese puntualmente in questo bilancio: da una parte, lo sviluppo economico e il sostegno all'occupazione; dall'altra parte, un inserimento della persona al centro del sistema Valle d'Aosta. Il bilancio, pertanto, ha seguito le principali linee guida.
La discussione ha permesso di approfondire tanti argomenti, ma credo che siano necessari determinati approfondimenti su questi argomenti, che citerò. In particolare, il rapporto Stato-Regioni: da una parte, credo che meriti attenzione l'emendamento proposto dalla maggioranza, votato all'unanimità, con il quale si interpreta in maniera autonomista e autentica il contributo alla finanza pubblica nazionale. È inutile ripetersi, ma credo che in questi anni, dal 2011 in poi, il "Cresci Italia", il "Salva Italia", piuttosto che tutte le disposizioni dello Stato imposte unilateralmente alla Valle d'Aosta, abbiano fatto uscire dalla Valle d'Aosta miliardi di euro e questo ha sicuramente penalizzato e creato una crisi indotta che si è aggiunta alla crisi strutturale del sistema occidentale. Se questo sarà passato, evidentemente il contributo alla finanza pubblica per l'anno 2017 diminuirà da 217 milioni a 75. Parallelamente non posso che esprimere soddisfazione per la conclusione della norma di attuazione annunciata poco fa, questa norma di attuazione era già stata attivata nel corso della primavera del 2016 per andare a determinare i tributi locali e, di conseguenza, poter creare delle politiche fiscali conseguenti alle nostre imprese valdostane. Dall'altra parte, credo sia importante anche sottolineare l'occupazione e il rapporto con il personale. Meritano particolare attenzione la risoluzione di situazioni delicate, come quella degli operai forestali creando un'agenzia o un ente e, dall'altra parte, la soluzione delle OSS che al 31 dicembre altrimenti avrebbero avuto dei seri problemi. Parallelamente credo che anche la contrattazione da parte dei corpi particolari come i vigili del fuoco e i forestali abbia una nota di merito.
Il rapporto con gli Enti locali. Oltre ad aver previsto importanti risorse anche per il 2017, credo che il piano straordinario dei finanziamenti per mini lavori da 50 a 150 mila euro per 3 milioni di euro sia un'importante risposta sia al settore edilizio che ovviamente a quello degli Enti locali.
Per quanto riguarda il turismo, l'agricoltura, i beni culturali, l'istruzione, oltre al loro indissolubile intreccio sul quale si sta lavorando ad un marchio Ombrello che possa in qualche modo unire tutti questi settori, credo che, oltre ad avere questa linea generale, abbiano avuto delle risposte puntuali, a partire dal verde agricolo per l'anticipo del 2015, e successivamente nel 2016, alla risposta dei diversi consorzi fondiari che ovviamente avevano bisogno delle necessarie risorse per portare avanti gli investimenti fatti in passato. Come d'altra parte l'analisi in commissione di tutta una serie di investimenti che sono stati fatti e che si faranno, o comunque si intendono fare, per i collegamenti intervallivi, di conseguenza creare una rete turistica che vada nella direzione di rendere questa Valle d'Aosta sempre più performante dal punto di vista commerciale e turistico.
Infine penso sia importante anche sottolineare il dualismo pubblico/privato. Credo che nel 2016 sia impossibile ragionare a comparti stagni, di conseguenza da qui la volontà di andare ad approfondire in commissione la possibilità di acquisire una quota del capitale autostradale valdostano - comunque questo verrà valutato in sede di commissione - ma dall'altra parte invece la linea del Consiglio è molto chiara circa l'intenzione di andare a quotare in Borsa la CVA e, di conseguenza, rendere questa importante impresa valdostana, che è già molto importante sul mercato nazionale, internazionale.
Ritengo che questi siano i punti principali di questo bilancio, che ha avuto sicuramente dei momenti di discussione, di approfondimento, di elaborazione, ma credo sia un bilancio che da delle risposte e che possa permetterci di guardare con un cauto ottimismo al futuro. Io credo, in particolare, che il gruppo dell'Union Valdôtaine abbia ancora una volta guardato con serietà, sano realismo e forte senso di responsabilità a questo bilancio, assicurando la governabilità e lavorando come sempre per il bene dei valdostani. A questo aggiungo ovviamente un ringraziamento alla maggioranza per il percorso che è stato portato avanti e ovviamente anche all'opposizione per il contributo che hanno saputo dare a questo bilancio. Per questo ovviamente noi voteremo convintamente a favore di questo bilancio.
Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? Ha chiesto la parola l'Assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Je dois reconnaître que jamais comme cette année on a discuté et on s'est confrontés soit entre majorité et minorité soit au sein de la majorité elle-même. Cette confrontation a débuté il y a plus de 40 jours avec la proposition du Gouvernement au sein de la commission. J'en profite, Président La Torre, pour remercier pour le travail que la commission a fait. Cette confrontation a continué dans le temps. Le Gouvernement a discuté aussi avec les parties sociales et les associations, nous avons obtenu un consensus unanime sur les propositions qu'on imaginait de faire.
Je crois que dans ce parcours le Gouvernement régional a essayé d'avoir une attitude de disponibilité à la confrontation, en discutant et en se mesurant avec des positions et des idées de parcours différentes. Je crois que dans ces passages n'est jamais manquée la disponibilité du Gouvernement à revoir ses positions et à discuter pour obtenir des parcours et des produits législatifs meilleurs. De notre part, nous nous associons au jugement positif sur le document final qui nous est venu de ce monde qu'on a rencontré. Du point de vue politique, cet acte législatif reprend avec force une initiative politique, c'est-à-dire une discussion avec l'État. Le premier amendement que la majorité a présenté réclame à haute voix que la Vallée d'Aoste a encore envie de discuter avec l'État afin de pouvoir disposer de la façon la plus ample possible de nos ressources, car une autonomie financière forte est sans doute un des piliers pour obtenir une plus forte autonomie politique.
En ce qui concerne les contenus, je crois que la loi financière réaffirme encore une fois la volonté forte de l'Administration régionale d'intervenir et d'investir sur nos Communes. Non seulement on a confirmé les transferts que les Communes auraient eu en vertu de la loi en confirmant le chiffre précédant, mais, suite au débat qu'il y a eu dans cette salle, nos Communes aujourd'hui obtiennent une attention financière encore plus forte que celle que le Gouvernement imaginait. Je crois qu'on a confirmé une attention forte aux secteurs productifs: je pense à l'industrie, à l'emploi, aux entreprises. Il y a aussi une attention forte au secteur de l'agriculture. Je crois que là est reconfirmée une volonté d'adresse politique forte pour une aide vis-à-vis du monde agricole. Le message politique que sort de cette salle est sans doute celui d'une attention très forte qu'en ce passage la politique tout entière a eu vis-à-vis d'une composante fondamentale de la société valdôtaine. Nous avons confirmé nos investissements en faveur du tourisme. Encore une fois avec les ordres du jour qu'on a adoptés sur ce thème, du point de vue politique, nous confirmons l'adresse sur le tourisme en tant qu'un des secteurs prioritaires sur lesquels la Vallée d'Aoste devra se confronter dans les années à venir. En même temps on confirme les engagements forts vis-à-vis de l'école et de deux autres domaines qui nous tiennent à cœur : la santé et le social. Je crois que cela témoigne de la part de cette salle l'attention vers un modèle valdôtain qui a toujours vu l'attention à la personne comme un des aspects, un des piliers, et qui en quelque sorte demande d'être respecté aussi de la part de la politique.
On a essayé d'avoir un regard à 360 degrés. Je refuse, collègue Gerandin, la vision selon laquelle - je le dis sans polémique - le souci du Gouvernement serait uniquement le Casino. Je crois que le Gouvernement, dans son travail collégial, démontre que nous sommes pleinement conscients que les problèmes sont nombreux dans différents secteurs. Je crois que les propositions qu'on a faites même dans ce budget démontrent qu'il y a une volonté d'intervenir à 360 degrés, en ne se bornant pas sur un seul aspect, mais en essayant d'avoir une vision globale.
En ce qui concerne les engagements, les nombreux ordres du jour qui ont été approuvés démontrent encore une fois que le Gouvernement a pleine connaissance et pleine responsabilité que ce Conseil nous a engagés avec force sur toute une série de thèmes - je pense, par exemple, à celui des autoroutes, à celui des remontées mécaniques ou à celui des domaines skiables - en nous sollicitant à reprendre ces dossiers avec force, en donnant des réponses rapides à des secteurs qui offrent sans doute des perspectives mais qui ont aussi des aspects critiques. Je crois que l'approbation de ces nombreux ordres du jour, dont la plupart viennent de la majorité, a démontré que le Gouvernement prend acte avec faveur qu'il y a une nouvelle façon de travailler dans la forme comme dans la substance.
Nous exprimons notre avis favorable quant au travail fait, dans les contenus comme dans les méthodes. Sans imaginer d'être trop optimistes, je crois qu'après des années très difficiles du point de vue financier - peut-être les plus difficiles qu'on a vécues après la loi du riparto fiscale - il y a la possibilité de voir un peu de lumière à la fin de ce parcours sombre. En perspective nous imaginons pouvoir améliorer nos rapports avec l'État même du point de vue financier, cela donne la sensation d'entrevoir des perspectives positives.
Je remercie pour tout le travail qui a été fait, en commençant par les Dirigeants des Finances, qui ont dû travailler dans une façon différente même du point de vue législatif. Je remercie tous les collègues qui sont intervenus dans ces 40 jours de confrontation, même ceux qui ont eu des attitudes de confrontation dures très souvent vis-à-vis de l'Assesseur compétent. Je considère ce passage comme une confrontation sereine et profitable en disant que la confrontation et la synergie parfois font naître les projets, les idées et les perspectives les meilleures. Dans ce sens je donne une lecture positive au travail fait, à un travail positif important que tout le monde dans cette salle, avec ses sensibilités, a essayé de faire en faveur de la communauté valdôtaine tout entière.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Je remercie tous les collègues et tous ceux qui ont pris la parole pendant ce débat et qui ont présenté une série de propositions qu'on a examinées et qu'on va voter à la fin de ce débat. On a démarré cette législature 18 à 17, aujourd'hui on a une majorité de 27. Si au début il y avait la difficulté de savoir qu'on était 18, maintenant il est tout à fait évident qu'il y a un débat un peu plus ouvert, étant donné qu'on est 27. Cela ne gêne pas du tout, à condition d'avoir, les uns et les autres, la loyauté nécessaire pour dire ce qu'on pense et de penser en tant que forces politiques qui ont un programme commun qui a été adapté dans le temps et qui aujourd'hui a des aspects qu'on est à même de porter de l'avant, si l'on veut. Afin de les porter de l'avant, on est ici aujourd'hui à débattre l'acte le plus important du programme.
En effet, dès le début, il y a un aspect qui a été imaginé de la part de tous les collègues et qui a été mis en évidence. Je crois que pour la première fois, depuis 2008, on n'est plus dans la condition de pouvoir dire seulement "il manque ceci" ou "il manque cela". Pour la première fois on a pris conscience du fait que, pour les raisons que les collègues ont déjà rappelées (le changement du système de comptabilité, le fait que maintenant il y a la possibilité d'utiliser les disponibilités et de les engager dans le budget), on peut faire des pas qui jusqu'à hier n'étaient pas possibles.
Aux cours de toutes ces années il y a eu un débat très fort sur comment réussir à maintenir notre réalité valdôtaine, qui est faite de petites entreprises, d'artisans, de gens qui ont vécu et qui veulent vivre dans leurs vallées avec la même dignité que ceux qui habitent à Aoste. Cela mène à des considérations importantes sur les transports, sur les systèmes de communication, sur le système sanitaire, sur le social, avec des engagements importants que j'ai entendu développer dans cette salle en analysant les ordres du jour. Il s'agit là d'engagements importants qui vont être soumis à l'attention d'une majorité qui veut trouver des points de repère et des points d'accord, si on est en bonne foi et si on veut travailler pour résoudre les problèmes. Si, au contraire, on veut trouver des aspects qui puissent diviser les uns des autres, cela est possible, mais il ne s'agit plus d'une majorité qui veut travailler ensemble dans le bon sens.
J'ai écouté avec attention les mots qui ont été prononcés, plus que sur le budget sur ce qui suivra le budget, car du budget on a parlé pendant le débat mais après on n'en a pas parlé. On a parlé de ce qu'on veut faire, de ce qu'on pourrait faire mieux, de comment être plus attentifs - ce qui est important - à ce qui se passe, de comment être à même de mieux comprendre les sollicitations des citoyens et des organismes et ce qui se passe dans cette salle du côté de la majorité comme du côté de l'opposition.
Je crois que ce qu'on a fait pendant ce débat a donné l'idée qu'on peut imaginer un débat ouvert, ce qui ne signifie pas confondre le tout. De ma part je suis convaincu que s'il y a la volonté de faire certains passages on peut les faire, mais que s'il n'y a pas la volonté on peut le dire tranquillement (ce n'est pas un problème). Je crois qu'il faut dire tranquillement quelles sont les raisons et qu'il faut être honnêtes par rapport au futur de notre Vallée qu'on peut envisager.
On se plaint de l'État, on dit qu'on avait tort de solliciter une modification de la Constitution, qui avait des points positifs et des points négatifs. Chacun a dit la sienne et on s'est divisés sur ça. Nous ne devons pas nous diviser sur la nécessité de voir de la façon la plus honnête possible notre Statut et notre possibilité de faire en sorte qu'il soit respecté. Faire respecter le Statut signifie avoir cette dignité par rapport à toute personne qui entre en contact avec notre réalité.
Io credo che questo dibattito sia stato sicuramente importante: ha avuto delle fasi molto politiche e ha avuto anche delle fasi tecniche, che possono essere propedeutiche ad uno sviluppo di fasi politiche, le quali hanno degli spazi che possono essere ancora tranquillamente coperti e visti nella nostra Regione. Certo, un bilancio così, se non ci fosse stato il discorso del Casinò, avrebbe preso un'altra piega. Se fin dall'inizio non avessimo parlato del Casinò, oggi forse qui parleremmo dei settori in cui si è investito di più, di come si sia data una sollecitazione importante al discorso delle politiche sociali, della politica che si sta facendo per cercare di unire la parte scuola, la parte lavoro, di che cosa si è fatto, di che cosa si sta facendo. Poi, molti aspetti non sono più stati ripresi, perché vanno nella direzione che è già stata intrapresa. Si è parlato di alcuni interventi che devono ancora essere messi in piedi, di quelli che devono trovare una collocazione. Io credo che questo sia un aspetto molto importante.
Io credo che se è bello chiacchierare, parlare, sia ancora più interessante ascoltare. Se poi si ascolta qualcosa di interessante, qualcosa che di fatto va nella direzione di accrescere le forme e le modalità con cui ci si rapporta, ritengo che questo sia ancora più proficuo. Credo che ognuno debba trarre le proprie conseguenze di quello che uno sente, di quello che sa, di quello che vuole e di quello che può. Qui noi abbiamo fatto un bilancio che - credo di poter dire - è il primo bilancio propositivo di questa legislatura, è il primo bilancio che ha potuto dare delle indicazioni precise a tutta una serie di settori. Non a caso ci sono stati tutti questi ordini del giorno, non è un caso, venuti da tutti, non solo da qualcuno, da tutti.
Perché c'è questa necessità e volontà di andare in una direzione, che non è scontata? Perché sempre di più è necessario avere quelle linee guida per poter trovare le forze per riuscire a dare sviluppo alla nostra realtà. Certo, abbiamo parlato molto di agricoltura che sappiamo essere un punto debole del nostro sistema, un punto debole per una serie di ragioni che sono state anche analizzate. Abbiamo anche detto quali siano alcuni rimedi, che non sono più i rimedi di ieri, i rimedi di ieri non li possiamo più mantenere, non sono più all'altezza di rendere disponibile il futuro di questo settore. Ne cito uno, ma anche gli altri sono di pari dignità e anche gli altri sono stati oggetto di una riflessione.
Concludo ringraziando tutti per quello che hanno saputo esprimere in occasione del bilancio. Le valutazioni sono state fatte, credo che ci siano le basi per fare un buon lavoro. Adesso è da vedere se questo lavoro coordinato troverà gli spazi per andare a realizzare quei punti programmatici che sono stati proposti e altri che possono venire senza esclusione di contributi da parte di chicchessia, facendo attenzione a quello che ci prepara questa fase molto delicata anche di rapporti politici non solo qui in Valle ma pure fuori, perché a questo dobbiamo pensare. Con questo spirito, io ringrazio tutti. Credo che questo sia un buon bilancio, un bilancio che, se lo sappiamo utilizzare nel modo giusto, potrà dare dei risultati positivi auspicati da tutti.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Ho ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i Consiglieri e del Governo e credo che ci sia da fare un'ulteriore riflessione rispetto a quanto già detto da tutti. Mi è piaciuto molto l'intervento del collega Marquis, sembrava quasi un intervento fatto da qualcuno dei Cinquestelle rispetto ai problemi esistenti in questa Regione e che sono stati risolti solo in parte. Lei ha definito il bilancio in modo sufficiente, è un suo punto di vista, io lo considero insufficiente rispetto agli altri degli anni passati che magari erano pessimi, quindi c'è già stato sicuramente un passo avanti. Diverso il collega Bertschy, che lo ha definito un bilancio buono, ma ognuno poi qui dà i suoi giudizi e sono tutti quanti giudizi corretti dal proprio punto di vista. Politicamente però bisognerebbe dire qualcosa. Credo sia un bilancio in cui per una volta ha vinto chi costruisce i ponti e non chi costruisce i muri. In questo Consiglio ho visto sempre e solo costruire muri, sempre solo badare agli orticelli, sempre e solo risolversi le cose in casa e invece vuoi la situazione politica mutata, vuoi il fatto che dal 18,17 si è passato al 27,8, vuoi il fatto che la situazione fuori è talmente cambiata che ormai il vento del cambiamento è per forza arrivato anche qua dentro, qualcosa si sta muovendo.
In effetti, ha ragione il Presidente Rollandin: è il dopo questo bilancio molto più importante di questo bilancio, perché effettivamente quello che ci riserva il domani, nel breve e nel lungo, è effettivamente un punto interrogativo politico molto grande. Cosa penso che faremo noi come Cinquestelle da questo punto di vista? Esattamente quello che abbiamo fatto fino ad oggi: tireremo fuori le cose che non ci vanno bene, discuteremo e cercheremo di portare avanti quelle che ci vanno bene ed eventualmente voteremo anche - com'è successo in questo bilancio - le cose che ci sono andate bene. C'è una cosa però che vorrei che fosse chiara a tutti: non sappiamo cosa ci porterà a livello nazionale il risultato delle prossime elezioni politiche, magari cambierà tutto e magari il nostro ruolo come movimento sarà più importante di quello che abbiamo oggi, però una cosa è certa che devo dire a tutti per quanto riguarda perlomeno me personalmente e le idee del nostro movimento: noi abbiamo a cuore la Valle d'Aosta, noi abbiamo a cuore l'autonomia nel vero senso della parola. Noi ci siamo spesi fin in fondo per questo e, qualora dovessero cambiare le cose a Roma, cercheremo di fare altrettanto anche a Roma e di non eliminare questa Regione, come qualcun altro invece continua a pensare e a fare a livello nazionale. Certo però uno sforzo dovreste farlo anche voi: magari mettere al primo posto il lavoro, il welfare piuttosto che il sostegno alle imprese, piuttosto che le risorse per la scuola, che andrebbero, secondo me, aumentate, non sono ancora abbastanza, piuttosto che la questione turismo che non è ancora stata affrontata e non si vuole ancora affrontare, come ha ricordato giustamente la collega Morelli prima quando parlavamo degli emendamenti. Per non parlare del nodo dei trasporti, che non può essere certo risolto solo a Roma, anche qui ci sarebbe tanto da fare. Abbiamo fatto un bilancio insufficiente, magari lavorando ancora un po', si potrebbe fare un bilancio sufficiente, perché di cose da fare ce ne sarebbero ancora tante. Io ho visto parecchi dei miei colleghi votare a favore di articoli, che sicuramente in altre situazioni non avrebbero votato, perché ci sono cose che sono chiaramente dei privilegi, ci sono cose che chiaramente non vanno più nella direzione auspicata da tutti, ma che bisogna votare per altri tipi di scelte. Io spero che questo bilancio che ci consegna probabilmente un nuovo modo di lavorare sia un bilancio che finalmente porti qualche vero cambiamento ai nostri cittadini, che non siano solo chiacchiere. Spero quindi che i partiti e i movimenti che oggi qui hanno dichiarato di voler fare verifiche, di voler fare valutazioni, di voler apportare realmente qualcosa di nuovo poi abbiano coraggio di farlo fin fondo.
Presidente - Metto quindi in votazione il disegno di legge n. 96 nella sua interezza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 26
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
