Objet du Conseil n. 166 du 30 mars 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 166/81 - RINVIO ESAME DELL'ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLA SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO DI CATANZARO, RELATIVA ALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA DI MILANO.
Presidente - C'è qualcuno che intende illustrare l'ordine del giorno fra i Capigruppo che lo hanno, quasi tutti, sottoscritto? La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Pur non essendo ancora un anarchico, raccolgo l'invito della parola a Valpreda, che tra l'altro ha rischiato in questa occasione di essere condannato a differenza di quanto quasi subito era stato riconosciuto da parte di quasi tutte le forze politiche e poi dalla sentenza di primo grado.
Più che fare una concione sulla questione della strage di Piazza Fontana e sulla relativa sentenza della Corte d'Assise d'Appello, vorrei far presenti i dubbi che alcuni colleghi avevano manifestato di fronte alla bozza di ordine del giorno che era stata congiuntamente predisposta dal collega Tonino e da me e per la quale inizialmente intendevamo richiedere una convocazione straordinaria ma poi, vista la vicinanza di due sedute consiliari, siamo stati dell'avviso, su suggerimento del Presidente del Consiglio, di chiedere una iscrizione d'urgenza all'ordine del giorno. Molti colleghi hanno sottoscritto la lettera di richiesta di presentazione senza aver potuto attentamente leggere l'ordine del giorno, e proprio per evitare che adesso nel corso della discussione sorgano delle difficoltà, proporrei, signor Presidente, che coloro che hanno dei dubbi sull'ordine del giorno così come è stato steso in bozza, li facciano presenti richiedendo una riunione dei Capigruppo che credo in pochissimo tempo potrebbe elaborare un testo unitario e definitivo.
Io ricordo, quando ho fatto sottoscrivere la lettera di presentazione, di aver colto delle perplessità da parte di alcuni colleghi: sulla sostanza erano d'accordo, ma ritenevano opportuno, diciamo così, limare il documento; io quindi mi faccio interprete di questa esigenza e, ripeto, se qualcuno ha dei problemi, lo dica immediatamente perché penso che con una riunione dei Capigruppo, si possa venire in pochissimo tempo ad un accordo su un ordine del giorno congiunto e unitario.
Presidente - Prima di dare la parola al Consigliere Lustrissy, vorrei dire che chi, come me, ha partecipato al Congresso Nazionale dell'ANPI a Genova, e ha sentito su questo argomento gli interventi di Giancarlo Pajetta, di Taviani e del vice Segretario del Partito Liberale Biondi, si è reso conto che il linguaggio usato da questi tre uomini così distanti fra loro nel quadro politico italiano era molto violento e molto pesanti i giudizi espressi; senza parlare poi dei giudici della Corte Costituzionale o di altri magistrati che si sono succeduti alla tribuna. A paragone, il linguaggio usato in questo ordine del giorno è da educande! Ma questo è uno sfogo personale, una riflessione ad alta voce.
La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (DP) - La prima è una questione formale, una precisazione al titolo dell'oggetto in questione: mi pare che sia la Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro e non la Corte d'Appello.
La seconda è di ordine sostanziale: a parte il linguaggio più o meno duro, mi pare che all'interno dell'ordine del giorno ci siano dei concetti che devono essere rivisti, perché la attuale stesura deve ancora essere discussa tra i Capigruppo; sull'iniziativa si è tutti d'accordo, però sul testo definitivo ancora devono esprimersi tutti i Capigruppo; perciò, per non prolungare oltre la discussione, io propongo, se il Consiglio è d'accordo, che l'ordine del giorno venga discusso dai Capigruppo e venga poi proposto in votazione nella seduta che avremo dopodomani. Mi sembra più corretto seguire questo sistema.
Presidente - Mi sembra che le parole del Consigliere Lustrissy completino quanto aveva detto il Consigliere Viberti, e cioè che tutti erano d'accordo che si discutesse il problema ma che il testo definitivo deve essere ancora concordato in modo da trovare poi l'unanimità. Allora, se i Capigruppo presenti sono d'accordo, io li inviterei a riunirsi nel corso della seduta di mercoledì, in modo che mercoledì stesso nella mattinata si possa avere il testo definitivo; si potrà considerare come traccia per la stesura definitiva quanto è già stato trasmesso a tutti i Consiglieri. Il Consiglio ha obiezioni? Allora, l'oggetto che abbiamo inscritto per la seduta di oggi si intende per la sua conclusione e votazione iscritto alla seduta di mercoledì, previo incontro fra i Capigruppo per la stesura di un testo unico.
L'altro oggetto iscritto stamani all'ordine del giorno riguarda la Società Nazionale Cogne di Aosta e la Sadea di Verrès.
