Objet du Conseil n. 2131 du 24 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2131/XIV - Interpellanza: "Processo di riorganizzazione gestionale delle microcomunità e dell'assistenza domiciliare".
Follien (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Gerandin.
Gerandin (UVP) - Era il 5 aprile quando in quest'aula ci fu un'accesa discussione in merito alla proposta di riorganizzazione dell'assistenza anziani. Poi impropriamente qualcuno lo definì solo il problema delle micro, ma riguardava le micro e il territorio. In quell'occasione lei ci disse che tutta questa preoccupazione era infondata, in quanto frutto di una fuga di notizie impropria, a seguito di un incontro informale, su scelte non fatte assieme con le organizzazioni sindacali. Però in quell'occasione emersero alcune preoccupazioni: la prima è che lei in quell'occasione ci disse che, per quello che riguardava il sistema assistenza anziani, c'era un problema di sostenibilità, per cui c'era la necessità di procedere ad una riorganizzazione. Ci disse anche che il primo passo era quello di raccogliere dati, analizzare i conti delle Unités anche con la prospettiva e con l'intento di fare proposte concrete. Noi sappiamo che da parte delle strutture regionali dell'Assessorato sono partite queste verifiche e vorremmo capire, dopo quasi due mesi, quali sono i dati che emergono da queste verifiche fatte per quello che riguarda i costi gestiti da parte delle Unités. Ci disse anche che c'era un problema legato al fatto che le rette per gli anziani e le famiglie erano troppo alte, che relativamente all'Isee di riferimento c'erano delle regole a cui bisognava attenersi. Però ricordo che, non più tardi dell'ultimo Consiglio, le chiesi cosa si intendeva fare per regolamentare il discorso dell'Isee, in quanto in questo momento è indubbio che con la nuova Isee ci sono dei costi che salgono tantissimo per anziani e famiglie e che rendono questo servizio difficile da usufruire. Da quella data poi ci fu una serie di richieste che a noi risultavano pervenute da parte di un costituito comitato che andava a rappresentare gli operatori e le operatrici che lavoravano all'interno di queste strutture e anche da parte dei sindacati.
Vorremmo capire se qualcosa si è mosso in questa direzione; se vi sono stati dei passaggi, anche magari informali come li ha capiti lei, anche perché vorremmo capire come si è evoluta nel frattempo questa situazione. Leggiamo con preoccupazione il fatto che ci sono dei Presidenti di Unités che hanno deciso di revocare dei bandi: "l'incertezza sulla futura gestione delle micro ha bloccato la preparazione del bando per individuare il fornitore delle mense delle strutture destinate alla terza età: era inutile iniziare l'iter di un bando per poi scoprire che il prossimo anno la gestione dei servizi per gli anziani sarà esternalizzata". Questo l'ha dichiarato un Presidente di Unité e vorremmo capire se ci sono due tavoli diversi: se qualcuno ha qualche informazione in più, se qualcuno ha qualche informazione in meno, se ci sono scelte già fatte. Soprattutto, Assessore, io penso che sia giunto il momento di dirsi un po' le verità, perché quando si mette in piedi un sistema che ha voluto con gli anni apportare delle correzioni, ci ricordiamo - io ricoprivo un altro ruolo - quando c'era il modello con cui ogni Comunità montana, ogni Distretto faceva i suoi inserimenti e si è deciso di passare all'Uvmd in modo che ci sia una regia, un quadro generale delle esigenze degli anziani e del territorio della valle. Questa Uvmd è nata e sta operando. Da un periodo a questa parte - e sono i dati che le chiediamo - a noi risulta che gli inserimenti nelle strutture pubbliche vengono fatti sempre meno, con il contagocce. Sicuramente le domande saranno meno, su questo non c'è ombra di dubbio, ma parallelamente il Governo, lei Assessore, continua a deliberare delle convenzioni con le strutture private.
Le dico i dati, Assessore, visto che si sta meravigliando: 1 aprile 2015-31 dicembre 2016, 15 posti al Distretto 3 per 624 mila euro; 15 aprile-31 dicembre 2016, 8 posti per il Distretto 4 e 95 posti per il Distretto 2, per 4,55 milioni di euro. Questi fanno parte di quei costi che, a mio parere, vengono impropriamente considerati all'interno dei 18,7 milioni, perché questi sono soldi che, seppur destinati all'assistenza, non vanno a gestire il servizio pubblico, sono ad integrazione del servizio pubblico. Se ci sono delle emergenze e delle necessità è corretto utilizzare il servizio privato, ma se noi mettiamo in piedi delle strutture che hanno dei posti letto disponibili, hanno del personale assunto e non li utilizziamo nella totalità, è chiaro che alla fine il costo del pubblico sale, perché questi hanno personale assunto e che sta operando. Se io opero con del personale assunto e non ho gli inserimenti per cui non ho le quote capitarie, è ovvio che poi i conti non tornano, è normale!
Assessore, le chiedo se c'è una strategia per far figurare che i costi del pubblico siano maggiori e, se c'è, diciamocelo; se non c'è, apportiamo quei correttivi necessari affinché le disponibilità del pubblico vengano utilizzate, in modo da potersi confrontare sui costi effettivi e confrontabili tra di loro. Non penso che sia una richiesta impossibile, non penso che sia una richiesta che vada nel senso di andare a mettere in discussione il processo di riorganizzazione; a mio parere è una richiesta di buon senso, perché se abbiamo strutture pubbliche, personale pubblico, utilizziamolo. Ribadisco: sarebbe interessante capire anche se c'è stato un minimo di dialogo con comitato e sindacati, perché - e poi sarà oggetto di un'altra interpellanza che ho fatto, riferita al Dera - avete avviato un processo di riorganizzazione senza coinvolgere il personale, chi li rappresenta, chi ci lavora e alla fine avete dovuto fare un'inversione a 360 gradi per evitare tutta una serie di problematiche. Questo personale - io penso che la presenza in tribuna sia la dimostrazione di questo - non è tranquillo; al di là delle rassicurazioni che avete dato, vorrebbe avere qualche notizia in più, vorrebbe avere almeno un minimo di confronto, e quando viene chiesto alla politica un confronto la politica deve darglielo! Questo è quanto.
Per cui, senza polemizzare, Assessore, lei risponda a questi dati, perché a mio parere sono dati che vanno analizzati e verificati, in modo che al più presto siate in grado di tranquillizzare quel personale, perché torno a dire - e sono contento che lei lo abbia detto nell'intervento l'altra volta - non c'è differenza tra l'Oss che opera sul territorio e l'Oss che opera nell'ospedale. Io mi auguro che rimaniamo di questa idea, per cui stessi diritti: questi hanno fatto dei concorsi, è personale pubblico, e io dico "stesse tutele".
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Io rispondo molto volentieri senza polemiche a quello che lei dice, e sono anche contento che ci sia una platea che possa ascoltare quanto è lo stato dei dati, della riorganizzazione, dei lavori e dello studio che stiamo facendo su questo, per togliere quella preoccupazione che noi sicuramente non abbiamo avuto voluto mettere in nessuno, se non la necessità di una riorganizzazione; dopodiché forse la comunicazione non è stata gestita correttamente, per cui volentieri ritorno su questo.
La prima domanda è: "quali siano i dati emersi da questa verifica sulle gestioni pubbliche delle microcomunità, Festaz compreso, e dell'assistenza domiciliare". L'analisi condotta sulle gestioni delle microcomunità ha evidenziato ancora significative differenze tra l'alta, media e bassa valle. Raffrontando i costi unitari delle diverse strutture - sa che nel 2014 abbiamo applicato il costo unitario un pochino tardi - risulta confermato che le strutture più piccole con un numero di posti letto inferiore a 25 hanno costi giornalieri pro capite mediamente più elevati rispetto a strutture di maggiori dimensioni, e così le strutture disposte su più piani e gli edifici riconvertiti da differenti usi e quelli meno recenti. Sui costi unitari dall'ultimo rendiconto disponibile (2014), lei sa benissimo che le Unités danno i dati precisi del 2015 entro il 30 giugno del 2016, quindi le nostre strutture si sono mosse per raccogliere i dati. Anche le difformità di alcuni Presidenti saranno segnalate - quello che lei diceva - e ci verranno fornite dalle Unités come data ultima il 30 giugno 2016. Comunque c'è una disomogeneità dovuta oltre che alla capienza e alle caratteristiche delle varie micro, anche all'impiego e alla differente gravità degli ospiti presenti nelle strutture.
Io penso che sia di nuovo da ripensare quanto avevamo fatto una volta: differenziare ancora l'N3 o addirittura l'N3 plus, e permettere situazioni o strutture più nuove, più precise, adatte ad assistere questo tipo di pazienti. Sulla difformità le assicuro che stiamo lavorando con tutta la nostra forza. Ieri ho incontrato tutti i coordinatori dei servizi degli anziani, quelli del Comune e anche dell'Usl, di coloro che si occupano degli anziani, e mi hanno confermato che questa difformità è ancora presente. Chiaramente bisognerà lavorarci sopra, molto si è fatto, ma ancora molto bisognerà fare. Comunque, nelle turnazioni delle nostre strutture, si registrano delle riduzioni dei costi nella gestione di strutture pubbliche, e questo è molto positivo. Intanto c'è l'accelerazione del processo di centralizzazione di alcuni acquisti, farmaci e parafarmaci, che attraverso la nota regionale ha previsto un risparmio del 25 percento e un'attenzione al mantenimento della qualità dei prodotti per l'igiene personale, per le allergie, eccetera, con un ulteriore risparmio del 10-15 percento. Poi c'è il prosieguo del piano di dismissione delle micro più obsolete o piccole da parte di alcune Unités, per esempio alcune hanno già riorganizzato. In questo periodo abbiamo avuto un incontro importante con il responsabile della ristrutturazione della sede di Morgex, abbiamo rivisto i progetti a questa nuova sede sarà finalmente pronta per la fine del 2018, permettendoci anche lì di ottimizzare servizi diversi. Infine c'è la centralizzazione della cucina e la preparazione dei pasti a domicilio, il servizio di più micro e in alcuni casi delle scuole in alcune Unités, e si è proceduto anche qui ad un risparmio; in un paio di casi si è proceduto con l'implementazione degli impianti di riscaldamento ad elevata efficienza energetica.
Per quanto riguarda l'assistenza domiciliare, è già da un anno in vigore una più stringente modalità di selezione dovuta ad una grande differenza di numero di utenti rispetto agli abitanti tra una Unité e l'altra. Con un criterio di selezione che è stato condiviso, si è giunti ad un risparmio di 1 milione di euro rispetto ai 7 milioni complessivi. Su questi casi c'è tutta una procedura per potenziare di nuovo i diurni: laddove è possibile, almeno per qualche giorno alla settimana, si prende l'utente che ha diritto solo ad un pasto e lo si trasporta magari con il pulmino scolastico in un servizio per anziani, dove viene tenuto e organizzato in modo diverso. La riorganizzazione futura del sistema, quella ottimizzazione sulla quale ci stiamo muovendo, dovrà utilmente puntare sulla riduzione del numero dei presidi, su accorpamenti e riduzioni e dovrà razionalizzare l'uso del personale amministrativo dedicato; dovrà cercare altresì a far diventare patrimonio comune quel complesso di buone pratiche che ciascuna Unité ha messo a punto per sé. Questo è quanto avevamo raccolto dai passaggi prima effettuati con i sindacati. È chiaro che, sia qui che nell'ambito del Pronto soccorso, si vengono a creare delle unità, dei gruppi autonomi non più, o solo in parte, rappresentati dai sindacati e noi eravamo abituati su questo a rapportarci con chi è responsabile del lavoro dei sindacati. Questo crea chiaramente situazioni diverse che vogliamo affrontare.
La domanda grossa è che non vi sono ancora grandi novità in merito al processo di riorganizzazione, perché non è stato ancora terminato - il termine è il 30 giugno - il processo di raccolta dati e di analisi delle soluzioni che avevamo presentato senza approfondirle in date precedenti. Sicuramente quando questi dati arriveranno - e ormai è questione di pochi giorni - si faranno intanto dei percorsi politici. In un momento politico in cui c'è anche una supposta variabilità è chiaro che i percorsi di confronto politico ci saranno, e poi, quando avremo i dati affronteremo sicuramente tutte le rappresentanze per un confronto. È però sempre più chiara in noi la necessità di mantenere l'esistente, pur con una riorganizzazione, perché è quanto ci permette di mantenere una qualità di servizio e quindi un aumento o un mantenimento dell'accesso degli utenti, che poi sono quelli che fanno andare avanti le comunità. Su questo non si sta perdendo tempo, ma non è stata presa alcuna decisione perché non c'è stato un confronto ulteriore con nessun sindacato finché non vi sia un dato certo, una proposta sostenibile che abbia come punto di partenza quello di mantenere l'esistente il più possibile.
"I posti letto residenziali autorizzati": è vero, il servizio pubblico agli anziani offre 26 strutture pubbliche residenziali operanti nel territorio suddivise in 4 distretti con una capienza complessiva di 547 posti. Tra le strutture pubbliche è compreso anche il Festaz con 4 posti letto convenzionati con il Comune di Aosta, oltre a 76 posti letto convenzionati con l'Amministrazione regionale. A questi si aggiungono i 93 posti convenzionati in 4 strutture residenziali private. Lei sa che i conti e il finanziamento delle convenzioni sono su un altro fondo, non sono sullo stesso fondo che finanzia i servizi pubblici per gli anziani, per cui questa commistione non esiste.
Per quanto riguarda quello che chiedeva: "la percentuale di giornate di posti letto non occupati da anziani" - questi sono dati che abbiamo potuto raccogliere subito - dai rilievi effettuati risulta che, a partire da gennaio 2016, i posti letto non utilizzati sino a maggio sono il 2,93 percento per lo più concentrati in bassa valle, dove gli inserimenti peraltro sono rapidissimi.
"Quali sono i motivi per cui non si procede": gli inserimenti sono di 10 giorni nell'Uvmd fuori Aosta e di 15 in quelli di Aosta. Concordo pienamente sulla revisione del territorio che è in atto, affinché il funzionamento dell'Uvmd non vada legato ad alcune figure mediche uniche ma vada rivisto come l'avevamo impostato; su questo ci si sta lavorando e a breve ci sarà una variazione dell'Uvmd.
"Se è intenzione rivedere le convenzioni con strutture private": chiaramente è uno dei nostri intenti a livello di riorganizzazione. È chiaro che noi dobbiamo sostenere prima di tutto il pubblico, sia in sanità che nel sociale, in questo processo di riorganizzazione dobbiamo sicuramente privilegiare il pubblico. Per quanto riguarda tra l'altro il bilancio preventivo del Festaz che è nel privato, stiamo discutendo in questi giorni una riduzione della quota dei trasferimenti regionali importante, proprio perché c'è stata una riorganizzazione. Quindi stiamo lavorando anche sull'Isee, stiamo lavorando molto anche sui casi di estraneità affettiva che pongono problemi nuovi e recenti. Quindi sì per una riorganizzazione, ma mantenendo sicuramente e soprattutto l'esistente per la qualità che ha fornito adesso e che pensiamo possa fornire ancora per tanto tempo per i vecchi valdostani.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Gerandin.
Gerandin (UVP) - Assessore, parto dall'ultima considerazione che ha fatto. Indubbiamente sarebbe un grave peccato se riuscissimo a rovinare un servizio di eccellenza che per anni è stato un fiore all'occhiello del servizio valdostano. Sono contento che lei abbia concluso con queste considerazioni; però, Assessore, io le chiedo poi coerenza su quanto lei ha dichiarato. È indubbio che abbiamo un servizio di eccellenza, però è anche indubbio che in questo momento stiamo perdendo tempo prezioso.
Lei ci viene a dire che c'è differenza tra alta, media e bassa valle, ma sono anni che i dati lo dicono, non è che abbiamo dovuto mandare delle ispezioni sul territorio per arrivare a questo, come il fatto che le strutture piccole avessero delle difficoltà. Le ricordo, Assessore, che c'era un piano in cui si diceva che sotto i 15 non avevano neanche più tanto senso di esistere e che sopra i 25 non dovevano essere più fatte; questa è una delibera con i contenuti, e poi non si è avuto il coraggio neanche di andare in questa direzione. Detto questo, io non voglio entrare nel merito, ma queste cose sono sapute e risapute.
Quello che a nostro parere non è chiaro è questo percorso, che percorso volete intraprendere. Questo dato non è assolutamente chiaro. Che sul domiciliare si vogliano rivedere le regole, che sull'inserimento dell'Uvmd sia necessario procedere siamo tutti d'accordo, ma facciamo qualcosa! Che sull'Isee sia penalizzante il fatto che uno è proprietario di una casa, magari neanche come prima abitazione o chissà che tipo di abitazione, che in questo momento vada a penalizzare famiglie e parenti...gliel'ho detto l'altra volta: ma perché non abbiamo deciso e deliberato come hanno fatto il Piemonte e la Lombardia sul discorso dell'Isee? Facciamolo! Non basta dire che ci stiamo pensando, non è sufficiente, perché è chiaro che poi le famiglie non possono più permetterselo, è ovvio!
La cosa più importante è che finalmente si decida una volta per tutte dicendo che queste persone hanno pari dignità - lei l'ha detto e io mi associo - come le Oss della sanità; a queste persone che hanno fatto e vinto un concorso, che da anni operano, non sia messo in discussione alcun tipo di contratto. Siamo capaci a dirlo in 35 questo? Almeno li tranquillizziamo. Non solo, io dico anche che, se giustamente per il personale dell'azienda Usl si sta procedendo ad un discorso di stabilizzazione anche del precariato, lo stesso percorso va fatto per questi, non dobbiamo avere due pesi e due misure. Se siamo d'accordo su questo io penso che tranquillizziamo il personale, si può procedere con un confronto che vada nel senso di risparmiare veramente, perché noi siamo convinti che si possa risparmiare. Io gliel'ho detto, Assessore, e lo ripeto pubblicamente: 5 euro in meno di quota capitaria e 1 milione in meno per il pubblico. Se c'è qualche Comune che riesce a stare a 110-112, probabilmente con gli accorgimenti di cui ha parlato lei, 1 milione di risparmio sugli acquisti e quant'altro, i conti tornano. Il problema è parlarsi e non calare le decisioni dall'alto, il problema è confrontarsi. A scanso di equivoci, io le ripeto che in tutto questo confronto il ruolo del sindacato è fondamentale. Sono anche convinto che questo gruppo nato non voglia sostituirsi al sindacato, ma voglia essere semplicemente tutelato e informato. Il sindacato ha un ruolo, però queste persone vanno informate. Evitiamo di fare un replay di quello che abbiamo fatto con il Dera.
