Objet du Conseil n. 2083 du 11 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2083/XIV - Interpellanza: "Azioni intraprese per la gestione dei reflui zootecnici".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 33 dell'ordine del giorno. La parole au collègue Grosjean.
Grosjean (UVP) - Visto che lei, Assessore, è molto restio a fornirci delle informazioni, non ci rimangono che le interpellanze. A settembre era stata votata una mozione, dove si prevedeva tutta una serie di cose, addirittura dai banchi dell'opposizione avevamo dato la disponibilità a collaborare, se si ricorda, ma la porta è chiusa. Ho l'impressione ormai che lei abbia troppi tavoli in quest'Assessorato e, come una cameriera quando perde il giro in un ristorante, non riesce più a servire. Abbiamo perso un anno da quando avevamo chiesto di approfondire quest'argomento tramite una serie di prove che non definirei neanche sperimentazione, perché si trattava semplicemente di prendere quello che fanno in altri Paesi e di provarlo in diverse aziende della nostra regione per capire quale poteva essere la soluzione migliore. Nel frattempo il mondo è andato avanti, una di queste aziende si è sviluppata anche in Valle d'Aosta, ha iniziato a fare...in diverse stalle, attualmente risulta che in Valle d'Aosta ci siano più di 120 stalle che hanno adottato questi protocolli. Sembra che i risultati siano stati molto interessanti, poi magari ci relazionerà anche il Presidente della III Commissione visto che abbiamo anche fatto un sopralluogo, dove mi sembra fossero invitati anche l'Assessore, forse i suoi funzionari, ma non abbiamo visto nessuno, non è un problema. L'occasione di questa visita era la contemporaneità di una visita di una trentina di agricoltori e amministratori delle Province del Friuli e del Veneto, nonché un veterinario dell'Emilia-Romagna, che venivano in Valle d'Aosta per capire come si gestisce questo tipo di stalle. Abbiamo girato tre-quattro stalle, credo che i risultati siano alla luce del sole - se volete, poi vi farò dare l'elenco e l'indirizzo delle stalle, ma voi forse ce l'avete già - e sono estremamente interessanti, gli agricoltori sono estremamente soddisfatti, ma purtroppo qui non si ha nessun risultato.
Molto semplicemente le chiedo, Assessore, cos'è stato fatto dal suo Assessorato, quali risultati avete provato a verificare e quali risultati ci sono stati in queste stalle, ma soprattutto cosa intende fare per il prossimo anno. Il problema principale che limita lo sviluppo di queste tecnologie...perché io dico "queste"? Perché non ce n'è una sola...lo scopo delle prove era di vedere queste tecnologie...hanno purtroppo dei costi che in questo momento per gli agricoltori sono un po' pesanti. Nel PSR ci sono delle misure per il benessere animale, ci sono probabilmente anche dei fondi o delle dotazioni che probabilmente non verranno neanche tutte utilizzate per certe misure. Lo avevamo già chiesto, quindi lo ribadisco: si sta provando a studiare delle misure alternative per dare una mano a questi nostri allevatori?
Presidente - La parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Cercherò di rispondere puntualmente alle richieste del collega partendo da una piccola precisazione visto che ha chiamato in causa una visita che è stata fatta il 26 aprile, che era un martedì, alla quale sono stato invitato il venerdì dopo le 12:30 con preghiera di darne risposta entro mezzogiorno peraltro, la stessa giornata in cui c'era l'assemblea dell'AREV. La mia assenza quindi è dovuta a questo tipo di approccio; ho chiesto in Commissione, solo a titolo informativo, da chi era stato organizzato quest'incontro, anche perché effettivamente mi sarebbe piaciuto e interessato partecipare, e quali erano le finalità, in modo da capire se effettivamente si potevano anche avere dei riscontri con un anticipo un po' più interessante che non un giorno e mezzo, quindi questo solo per essere chiari...e non per dire che non c'era l'intenzione di partecipare.
Per entrare nel merito delle questioni che sono state sollevate tramite l'interpellanza: "cos'è stato fatto dall'Assessorato in materia", il gruppo di lavoro costituito per la valutazione e l'applicazione delle nuove tecniche in materia di gestione dei reflui zootecnici, nonché della corretta utilizzazione delle deiezioni zootecniche a fini agronomici, con particolare attenzione alla tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro, del benessere animale e del paesaggio ha svolto nei circa quattro mesi dalla sua costituzione diverse attività tra le quali si segnalano:
- la ricerca bibliografica relativamente agli additivi utilizzati per la riduzione degli odori dei reflui zootecnici, con particolare attenzione alle prove effettuate dai centri CRPA di Reggio Emilia e dall'Institut agricole de Grangeneuve in Svizzera sugli effetti e sulla comparazione dei risultati fra i differenti prodotti che vengono utilizzati in questi protocolli;
- la predisposizione di un questionario da sottoporre alle aziende utilizzatrici dei prodotti impiegati in stalle, segnalatici da parte dei concessionari stessi per la Valle d'Aosta di questi prodotti;
- la verifica delle analisi del latte di alcuni allevamenti per individuare in modo particolare gli eventuali sforamenti relativi ai parametri microbiologici del latte, oppure degli eventuali rilievi circa la presenza di inibenti;
- l'estrazione dei dati relativi ai carichi di bestiame in termini di UBA/ettaro in tutti i comuni della regione Valle d'Aosta, anche se la nostra regione non è una zona vulnerabile a livello di nitrati, per verificare le zone dove i carichi superano determinati parametri;
- una visita nel comune di Champorcher, così come era già stato detto nella scorsa risposta ad un'interpellanza precedente, dove l'Amministrazione comunale ha organizzato e finanziato il trattamento di uno specifico prodotto in tutti gli allevamenti;
- la raccolta di documentazione sulla gestione dei reflui per meglio valutare l'esigenza di conciliare l'attività zootecnica con una migliore gestione ambientale e con la necessità della popolazione urbana;
- la partecipazione di un rappresentante dell'Assessorato al tavolo di lavoro nazionale per la predisposizione delle linee guida per la riduzione delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività agricole e zootecniche, secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, lettera b) dell'accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell'aria del bacino padano;
- la ricerca e la valutazione di prodotti in commercio e la verifica di eventuali problematiche tardive delle fontine nei caseifici aventi come conferitori le aziende utilizzatrici di tali prodotti.
Per arrivare al secondo quesito: "quali risultati si siano ottenuti nelle stalle dove sono stati applicati i protocolli di gestione dei reflui" e, di conseguenza, quello che è stato verificato in seguito alle attività che sono state messe in piedi dal tavolo di lavoro. Per quanto riguarda l'efficacia dei prodotti, si è rilevato dalle prove effettuate in laboratorio dai sopracitati CRPA di Reggio Emilia e dall'Institut agricole de Grangeneuve che i vari prodotti comparati non hanno ridotto significativamente le emissioni di ammoniaca, mentre risulta difficile ed oneroso verificare l'evoluzione in stalla su tempi più lunghi rispetto a quelli utilizzati in laboratorio. Questo quindi per dire che evidentemente c'è un'attenzione anche nella valutazione delle cose che vengono scritte, da chi ha fatto delle verifiche. Le verifiche fatte da questi due centri sono stati di pochi giorni o poche settimane all'interno di un laboratorio, mentre evidentemente ci potranno essere delle evoluzioni diverse in stalla. Sul piano delle emissioni odorose si segnala come un prodotto abbia avuto il risultato di ridurre efficacemente gli odori. Si precisa invece come i risultati effettivi ottenuti negli allevamenti utilizzatori delle varie sostanze saranno disponibili solo a seguito della verifica dei questionari ancora in fase di compilazione da parte degli allevatori stessi che sono interessati, nonché dalla verifica dei risultati analitici del latte che, parzialmente già effettuati, dovranno però essere ripetuti e circostanziati per non incorrere in interpretazioni non corrette. Questo per dire che ci sono delle anomalie riscontrate in alcuni di questi allevamenti, che però non necessariamente devono o possono essere imputate all'utilizzo del prodotto. È opportuno quindi che si proceda con la massima cautela nel fornire dei dati che devono poi essere attendibili e spendibili a tutti i livelli.
In merito al terzo punto: "cosa si intenda programmare per la prossima campagna invernale", per quanto concerne le sperimentazioni e le verifiche sui prodotti, il tavolo di lavoro affinerà i risultati fino a qui ottenuti svolgendo delle verifiche anche in campo, dove saranno utilizzati i concimi trattati. Mi è parso di capire che la richiesta dell'iniziativa era per capire se c'erano in previsione dei finanziamenti ad hoc su questo tipo di intervento. A questo proposito si può dire che al momento non vi è al vaglio un tipo di sostegno economico all'utilizzo di tali prodotti. Credo che la conclusione e l'eventuale presa in considerazione di questo tipo di sostegno, anche tramite delle misure che potranno essere quelle da reperirsi sul PSR, dovranno essere suffragate da delle motivazioni che potranno essere spese in sede di allestimento di una misura specifica.
Presidente - La parola al Consigliere Grosjean.
Grosjean (UVP) - È proprio vero che ognuno dovrebbe fare il suo lavoro. Assessore, siamo di fronte a dei problemi reali, lei mi racconta delle storie del laboratorio di Grangeneuve e del laboratorio nazionale, ma le abbiamo qui le prove, ce li abbiamo qui da fare i controlli. È chiaro che se lei parte con il concetto...e lo sappiamo che lei era contrario a queste cose, perché vox populi gira e adesso non voglio entrare in polemica perché non è questo il posto, ma le racconterò in privato alcune cosette per quale motivo questi prodotti non funzionano. I risultati nelle stalle sono eccezionali, potevamo fare un salto in avanti incredibile, anzi io mi ero perfino preoccupato dopo che avevamo fatto questa mozione, perché mi ero detto: "porco cane, politicamente ho sbagliato tutto". Abbiamo messo in mano all'Assessore un'opportunità incredibile di svoltare il sistema agricolo e veramente di farsi una campagna elettorale incredibile, perché è un problema per tutte le stalle. È chiaro che c'è il problema del costo e poi c'è tutta una serie di pressioni negative e quindi questo non si sviluppa...ma ci sono 120 aziende, andate a visitare queste 120 aziende, credo che lei non ne abbia ancora visitata una di queste aziende. Ci sono i misuratori di ammoniaca, esistono dei marchingegni grossi come quest'affare, un computerino che entra in un locale, lo si posiziona lì qualche secondo e ti misura la quantità di ammoniaca, basta andare fino in fondo alle stalle e uscire, chi era in commissione lo ha visto. In determinate condizioni siamo a 60, 70, 100 ppm, in altre siamo a 3-4, quindi è inutile che ci raccontino delle storie!
Lei ha parlato del problema dei nitrati, ma, Assessore, sa che ci sono degli allevatori che non sanno più dove mettere il letame? Poi abbiamo fatto le statistiche e i nitrati non sono un nostro problema. Lo sa che tanta gente prende il fieno in montagna e lo porta in piano, ma il letame non lo riporta su? Abbiamo tutto il Fondovalle impestato dal letame, dei mucchi che non finiscono più, continuiamo a fargliene fare di più agli allevatori, con gli odori conseguenti. Ci poteva essere una bella soluzione e invece niente.
Adesso andremo a vedere i risultati...ma ci dia questi risultati, li avete verificati, ci dia i risultati delle analisi. Ci sono stati dei risultati negativi? Anzi le chiedo di fornirmi la risposta, quello che mi ha detto adesso, ce li fornisca questi dati, così vedremo. Programma nazionale, benissimo, ci preoccupiamo di mandare un tecnico a gestire il programma nazionale e non siamo capaci di mettere in piedi un programma regionale.
Per quanto riguarda la visita, Assessore, le ricordo che c'è anche un'altra possibilità, visto che lei quel giorno era impegnato, e farsi sostituire? Non c'era qualche suo dirigente, qualche suo funzionario che poteva venire a verificare sul posto cosa stava succedendo e poi magari riferirlo? Una volta si faceva così, quando io lavoravo in Regione. Adesso se non c'è l'Assessore, si ferma tutto. Sembra una cosa assurda, Assessore. Poi probabilmente ufficialmente il venerdì, ma qualcuno glielo aveva già detto anche prima...comunque non fa niente, non entriamo in queste polemiche.
Io credo che sia importante smetterla di nascondersi dietro tutta una serie di scuse. Si poteva benissimo partire con la sperimentazione pratica sulle nostre stalle, non l'abbiamo fatto per il 2015-2016, facciamolo almeno per il 2016-2017. A me non me ne frega niente, io non ci guadagno dieci lire, è per dare una soluzione a queste persone. Diverse stalle dove hanno trattato questo problema con questi prodotti hanno rilevato una netta riduzione della moria di vitelli. Un vitello che muore ti costa 120 euro solo per portare la carcassa a bruciare, più i 70-80 euro che perdi della vendita, ogni vitello che muore sono 200 euro che vanno giù per le stalle, di questo non ci preoccupiamo. Senza pensare poi al latte e a tutte le altre, e senza pensare realmente alla qualità, ma vogliamo fare qualità con questa fontina? Per fare qualità con la fontina, ci sono tanti sistemi e forse uno dei primi sistemi è proprio l'igiene.
