Objet du Conseil n. 2082 du 11 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2082/XIV - Interpellanza: "Modalità e criteri organizzativi di un corso di Fair Roulette da parte della società GiGroup".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 32 dell'ordine del giorno. La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Già forse tre anni fa si discusse a lungo in quest'aula su qual era la strategia della Casa da gioco per quanto riguardava la formazione di ragazze e ragazzi, di nuove leve per poter creare quelle condizioni più flessibili in una società invece con le briglie molto strette e sovente blindate. Abbiamo voluto fare quest'iniziativa perché avevamo chiesto al Direttore generale Scordato un po' il punto della situazione legato ai corsi che la Casa da gioco sta organizzando all'interno della propria azienda. Avevamo chiesto al Signor Scordato se era possibile sapere come venivano formati i Poker boy, come venivano formati i dealer, cosa si stava facendo, dato che mi sembra che dal 2009 ci sia un grosso piano di accompagnamento delle persone al pensionamento, o prepensionamento...qualsiasi azione per poter "asciugare" un po' la pianta organica.
Diversi sono i quesiti che a questo punto, abbiamo voluto porre all'Assessore competente e al Governo regionale, a tutta la maggioranza per capire se c'è un disegno, qual è e capire anche i tempi, i modi, le volontà, insomma cosa state mettendo in campo in questi anni, ma soprattutto in questi mesi. Se è possibile quindi vorremmo sapere - poi ci dirà l'Assessore Perron se è possibile, se sono delle informazioni riservate, perché con l'articolo 116 non abbiamo potuto avere delle informazioni in più - quanti sono i giovani che frequentano questo corso di Fair Roulette, se è possibile sapere da dove partono...se questo è un ennesimo corso dopo aver magari frequentato un corso per il Punto Banco, per il corso Trente et Quarante, piuttosto che per il corso Black Jack, partendo indubbiamente da un punto di inizio che ci sembra, almeno da quello che abbiamo potuto capire...poi se usciamo dal seminato, Assessore Perron, ci corregga, sarò ben contento se ci riporterà sulla strada principale, quella corretta...se il tutto parte dal primo corso per i dealer.
Il secondo quesito che abbiamo posto all'attenzione del Governo è: "con quali criteri i giovani sono stati selezionati per frequentare questo corso". Se c'è un corso, qualcuno avrà fatto delle selezioni per poter frequentare questo corso di formazione.
Il terzo quesito invece va un po' oltre: "se abbia intenzione di chiedere alla Casa da gioco - come Governo - di estendere ad altri giovani la possibilità di partecipare al corso e con quali modalità". Sono numerosissimi giovani, o meno giovani che chiedono a tutti i livelli di fare anche loro un piccolo corso, un po' di formazione se c'è la possibilità e se c'è uno sbarramento, un modulo, una selezione, se bisogna iscriversi sul sito della Casa da gioco, comunque qual è la prassi per poter partecipare ad una formazione/selezione.
L'ultima domanda "racchiude" il cerchio: "quali motivazioni impediscono di rendere pubblica la lista dei partecipanti". Noi ci siamo posti questo quesito - stiamo parlando di una società tutta pubblica al 100 percento: 99,9 Regione e 0,1 Comune -: perché i valdostani non possono sapere chi sta frequentando questi corsi e quali sono i motivi per cui non si può rendere pubblica questa formazione, ma come tante altre. Prima citavo la formazione, il corso sul Punto Banco, che è un corso molto più importante a livello di ore e a livello di giornate di studio, di formazione e quindi di impegno. Dal nostro punto di vista, non sarebbe male che il tutto sia trasparente, come in tutte le selezioni, in tutti i corsi e soprattutto in tutte le formazioni dove c'è di mezzo il pubblico o l'argent public, che per noi è la stessa cosa.
Ho cercato di illustrare questa nostra iniziativa, peccato che non abbiamo avuto la possibilità di inserire una quinta domanda, Assessore Perron, perché la quinta domanda sarebbe stata: se gentilmente ci può presentare la strategia, il macro disegno dei prossimi anni legato al futuro di questi ragazzi giovani o meno giovani che ormai da tre, quattro, cinque, sei, sette anni continuano a frequentare corsi su corsi di formazione e sono in un precariato totale, per non dire ancora più allargato.
Questi sono un po' i quesiti che abbiamo voluto porre all'attenzione del Governo. Ascolteremo attentamente le risposte del collega Perron per poi fare le nostre considerazioni successive.
Presidente - La parola all'Assessore Perron.
Perron (UV) - Pour ce qui concerne le cours de Roulette Anglaise que vous venez de citer (le cours organisé par la société GiGroup), la participation de la Maison de jeu de Saint-Vincent a consisté dans la fourniture d'un service qui comprenait, d'un côté, l'enseignement et, de l'autre côté, le soutien didactique. En vertu de cette collaboration, à ce cours participent 44 personnes reparties en trois sessions différentes : il s'agit de personnes qui ont travaillé dans des casinos ces dernières années, la plupart d'entre elles ont travaillé dans la Maison de jeu de Saint Vincent, elles ont souhaité élargir leurs compétences dans le domaine du jeu, connaître des nouvelles professions. Plusieurs d'entre elles avaient déjà suivi des activités didactiques relatives au jeu, comme, par exemple, le Punto Banco, le Trente et Quarante, le Black Jack et le Poker.
À l'heure actuelle la société GiGroup n'a pas manifesté l'intention d'organiser d'autres initiatives du même type. La Maison de jeu est cependant disponible à poursuivre, là où il y aura l'occasion, sa collaboration avec ladite société, qui porte principalement, comme je l'ai dit, sur les activités liées au Poker. Il est d'ailleurs possible qu'à l'avenir la société de travail intérimaire GiGroup lancera des nouvelles initiatives de formation toujours dans le respect des dispositions, des procédures établies par les contrats de travail et des procédures de financement.
Pour ce qui concerne le dernier point, collègues, je ne vois aucune raison de demander de publier la liste des participants à ce cours de Roulette Anglaise étant donné qu'il s'agit, comme je viens de l'expliquer, d'une activité à caractère privé.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - La risposta del collega Perron è stata molto stringata. Se possiamo, vorremmo fare qualche considerazione di natura politica. Come dicevo, avremmo dovuto porre una quinta domanda, ma non ci stava nell'iniziativa, torneremo certamente sull'argomento: quale futuro per questi ragazzi comunque, non solo di questo corso, dei 44, ma di tutti gli altri che hanno fatto gli altri corsi, perché sovente questi ragazzi vengono chiamati per 5 ore alla settimana magari, per un totale di 20-25 ore al mese, quindi questo per dire quale prospettiva, quale futuro.
Seconda considerazione. È positivo quanto meno l'annuncio, poi dall'annuncio verificare i fatti probabilmente sarà diverso, quanto meno ad oggi è stato sovente diverso...ci sia poi la possibilità se saranno organizzati altri corsi da parte di GiGroup, che chi ha dei titoli, chi ha dei percorsi scolastici, chi ha avuto magari la possibilità di frequentare altri corsi fuori anche dal Casinò di Saint-Vincent possa partecipare ad ulteriore formazione.
Un terzo concetto. Le chiedo se potrà verificare nei prossimi giorni - e poi eventualmente ne parleremo nel prossimo Consiglio - se le risulta che tra questi 44 ragazzi che si stanno formando c'è qualcuno che ha fatto qualche passaggio completamente diverso, nel senso che alcuni non hanno fatto la formazione sul Punto Banco, alcuni non l'hanno fatta sul Trente et Quarante, alcuni non hanno il Black Jack, era un po' il passaggio continuativo per arrivare all'ultimo corso di Fair Roulette, il percorso è diverso all'interno dei 44.
Quarta considerazione: lei conosce meglio di noi - ma abbiamo cercato di avere qualche informazione e soprattutto lo stato dell'arte - la criticità principale che vedo come genitore, ma anche come prospettiva futura che qualcuno non giochi sulla pelle dei ragazzi giovani...è che non si prendano in giro, perché in questo momento questi ragazzi fanno magari 25-30 ore al mese e ci chiediamo a 30 o 35 anni o vicino, perché mi risulta ci siano persone anche vicino ai 40, come possano farsi una propria professionalità senza una prospettiva. Se non c'è prospettiva, io dico che tocca anche all'azienda, alla Casa da gioco, alla politica non illudere da una parte, perché la "ronfla" (traduzione letterale dal patois: "il chiacchiericcio") che è partita nelle nostre zone - poi la Casa da gioco è proprio nella vallata dove io vivo e abito - è di attendere ancora un anno e mezzo che probabilmente per i primi del 2018 qualcosa si metterà in campo. Se decidete di mettere in campo, che si metta in campo per tutti, che si creino le professionalità interne che siano flessibili, ma che si dia anche un po' di dignità sana e soprattutto delle prospettive che siano uguali per tutti coloro che hanno partecipato a questi corsi, ma soprattutto che non si illudano le persone, perché penso che sia la cosa più brutta che si debba fare in questo momento in cui abbiamo una Casa da gioco che fa acqua da tutte le parti. Illudere decine di ragazze e ragazzi sotto i 40 anni penso che non sia compito della politica, compito del buon amministratore o del buon padre di famiglia, ma che invece siano quelle brutte pagine di una brutta amministrazione, di una non buona amministrazione che in tante società partecipate e controllate da diversi anni stiamo denunciando. Purtroppo la strada è sempre la stessa, perché grandi cambiamenti non sono avvenuti in questi ultimi periodi, anzi, dopo mesi di discussioni in II Commissione, l'aver cercato quanto meno di mettere insieme delle sensibilità diverse che arrivano dall'opposizione, per una volta che abbiamo confezionato un'architettura su una proposta di legge, un disegno di legge, dove almeno gli articoli 5 e 7 avrebbero fatto fare qualche salto in avanti alla Regione autonoma Valle d'Aosta...è ancora blindata in commissione, aspettando non so chi e aspettando non so che cosa, per poi dare gambe alla modifica delle regole base, che probabilmente in una qualsiasi società occidentale si sta già facendo, ma che da noi ad oggi non è ancora legge.
