Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2002 du 6 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2002/XIV - Approvazione di risoluzione: "Impegno per la massima diffusione di informazioni alla cittadinanza sull'imminente referendum sulle trivellazioni".

Viérin M. (Presidente) - Passiamo all'ultimo punto all'ordine del giorno, il n. 51.04, per l'illustrazione, la parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Il 17 aprile si svolgerà un referendum che fino a qualche giorno fa si poteva considerare un referendum fantasma. In effetti, nessuno ne parlava, il dibattito pubblico e politico era inesistente. Il silenziatore era stato attivato nei confronti di questo referendum. Ma non è un fatto casuale, è un fatto voluto, una scelta, una strategia quella di silenziare il referendum.

L'obiettivo è quello di non far raggiungere il quorum e per questo meno se ne parla, meglio è, così gli elettori non sanno neanche che c'è questo referendum e, non conoscendone i contenuti, non andranno a votare, come è normale che sia, responsabilmente. Quando non si conosce, non si vota. Involontariamente da qualche giorno questa strategia è stata in parte messa in discussione, soltanto in parte. Lo scandalo che ha avuto come conseguenza le dimissioni della Ministra Guidi ha aperto una breccia sul silenzio che aveva avvolto il referendum, uno scandalo che ha sollevato il velo sui rapporti tra il Governo e i petrolieri. La Guidi suo malgrado è stata la migliore pubblicità per questo referendum. Ma nonostante il tentativo di silenziare, il referendum continua. Il Governo Renzi ha deliberatamente scelto di sabotare il referendum, e lo sta facendo in modo sistematico. Prima, evitando di accorpare il referendum con le elezioni amministrative che si svolgeranno nel mese di maggio, tra un mese. Accorpare i referendum alle elezioni comunali di grandi città come Milano, Torino, Roma, Napoli, eccetera, avrebbe significato risparmiare circa 350 milioni di euro, ma ovviamente avrebbe favorito il raggiungimento del quorum. Per questo il Governo ha preferito sperperare 350 milioni pur di evitare il raggiungimento del quorum, e di non lasciare decidere consapevolmente ai cittadini su un fatto importante.

Uno sperpero di denaro pubblico di per sé già grave, gravissimo. In seguito, il Presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico ha invitato i cittadini a non partecipare all'appuntamento referendario, di andare al mare, un po' come diceva Craxi negli anni novanta, magari evitando in questo caso i posti e le spiagge nelle quali ci sono le trivelle. Il Partito democratico di Renzi ha rispolverato poi un vecchio slogan unionista di qualche tempo fa: pas de sens pas de votes e magari poi vedremo anche le matite spezzate.

Un atteggiamento quello di sabotare i referendum, che è antidemocratico, oscurantista e inaccettabile, una vergogna politicamente, comunque la si guardi. Per quanto mi riguarda, credo sia noto, andrò a votare e voterò "sì" per tante ragioni. La conferenza di Parigi, la COP21 ha chiaramente indicato una strada, uscire al più presto dall'utilizzo dei combustibili fossili. Ogni azione che andrà in una direzione diversa, non ha senso. Ma non sarà soltanto una questione riguardante il modello di sviluppo e una questione ambientale. C'è anche una questione istituzionale. I rapporti istituzionali tra Stato e Regioni. Non a caso, sono stati nove Consigli regionali a promuovere questo referendum. Questo contro un atteggiamento centralista, nel quale si vuole togliere di mezzo le Regioni nel poter decidere relativamente al proprio territorio. Se il referendum otterrà il risultato voluto, se non otterrà il quorum, a decidere su queste questioni sarà soltanto lo Stato, il Governo, e le Regioni non avranno più niente da dire in merito. Il rapporto stretto tra Governo centrale e petrolieri relegherà le Regioni a un ruolo marginale e non potranno più dire niente rispetto all'utilizzo del proprio territorio. È anche evidentemente una questione di soldi. Con questo referendum si favoriscono i petrolieri, prorogando le licenze e le concessioni da trent'anni in avanti, e le Regioni che sinora hanno beneficiato in parte o comunque hanno richiesto delle compensazioni per i danni che hanno avuto sui loro territori, non avranno più niente, e niente gli sarà dato. Un regalo ai petrolieri, come dice anche un Presidente di una Regione guidata dal Pd, il Presidente della Puglia, un Governo che è a servizio delle lobby dei petrolieri. Con questo provvedimento ancora una volta il Governo riafferma il proprio atteggiamento centralista. E proprio per questo le Regioni hanno promosso questo referendum, anche per reagire a questo atteggiamento da parte dello Stato e del Governo.

E noi da che parte stiamo? Dalla parte delle Regioni o dalla parte dello Stato? Stiamo con chi vuole silenziare il referendum e togliere di mezzo le Regioni, con chi vuole impedire ai cittadini di esprimersi o stiamo dalla parte delle nove Regioni che hanno promosso il referendum e delle altre che lo sostengono?

Anche per questo è importante che un Consiglio regionale come il nostro si esprima anche su una questione piuttosto piccola come quella dell'informazione, ma tutt'altro che marginale in questo contesto, nel quale si gioca la partita. Oggi tra l'altro ho sentito al Tg delle 14,30 che vi è stato anche un esposto alla magistratura, lo dico per sottolineare questo aspetto: il Governo sta giocando una partita ai limiti della legalità. Tutt'altro che neutrale nei confronti dell'informazione e di quello che sta succedendo. Lo ripeto, è anche un rapporto istituzionale tra Regione e Stato, oltre ovviamente a una questione democratica. La democrazia impone che esista un contesto chiaro per potersi esprimere liberamente e l'informazione è essenziale per potersi esprimere. La mancanza di informazione pone una questione democratica. La Regione Toscana ha recentemente approvato una risoluzione come questa, anzi, per essere precisi ho proprio fatto un copia/incolla dell'impegnativa della Regione Toscana, anche perché avevamo già affrontato questa questione e mi era stato detto che non si poteva. È una questione più simbolica e politica che pratica, ma l'importante è che si faccia tutto il possibile. Il Consiglio regionale della Toscana, pur non essendo tra le nove Regioni promotrici, ha deciso di stare dalla parte delle Regioni che hanno promosso questo referendum. Questo referendum precede quello costituzionale, ma l'atteggiamento è lo stesso, accentrare e marginalizzare il ruolo delle Regioni. Anche per questo motivo voterò sì il 17 aprile, e voterò no questo autunno quando ci sarà la riforma costituzionale, senza tentennamenti e dubbi.

Sarà anche l'occasione questa del 17 aprile anche per dire no a certi affari, a certi business, a certe questioni poco chiare che stanno emergendo in questi giorni, che riguardano i rapporti tra le lobby dei petrolieri e il Governo. È una questione però innanzitutto democratica, e per questo dobbiamo fornire il nostro piccolo apporto, più simbolico che altro. Si tratta di fatto di utilizzare il sito della Regione per ricordare che il 17 aprile c'è un referendum e per informare i cittadini. Poi votino quello che votino, o non vadano, ma che siano informati che c'è un appuntamento referendario e che possano decidere. Fornire il massimo dell'informazione. Soltanto questo e niente di più. È anche l'occasione ovviamente per esprimere una posizione chiara da un punto di vista politico.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Mi farebbe piacere, a nome dei gruppi Alpe e Uvp, di sentire come la pensa lei, visto che la precedente iniziativa ha avuto anche delle difficoltà ad essere accolta, quindi rispetto sia all'iniziativa che al merito politico.

Presidente - Sul fatto generale, rimane quello che abbiamo detto la volta scorsa, il collega Bertin richiama una Regione che ci risulta dagli uffici - abbiamo fatto verificare - poi alla fine non ha pubblicato niente, l'abbiamo verificato proprio poc'anzi, quindi c'è un parere dell'Agcom che è stato distribuito ai capigruppo che è molto chiaro a questo riguardo.

Oggi il collega propone essenzialmente solo di inserire quella che è la normativa in essere al referendum, e quindi abbiamo una situazione diversa.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Il parere l'ho avuto, l'ho letto ed è un parere e ce lo teniamo come parere.

Il merito politico, Presidente del Consiglio! Lei va in giro, per tutto il mondo ormai, a difendere il Consiglio regionale della Valle d'Aosta: cosa propone per difendere il Consiglio regionale della Valle d'Aosta in questo senso rispetto all'istituzione del referendum, alle prese di posizione di altre Regioni? Ha una sua idea? Ne avete parlato in maggioranza? C'è qualche cosa da dire? Ha un contenuto politico? È quello che le sto chiedendo.

I pareri li abbiamo letti, ce li ha mandati, se la Regione Toscana abbia pubblicato o no non c'entra niente, però ha fatto un atto politico di un certo tipo. Quindi sono a chiederle se, come Presidente del Consiglio, lei ha una sua posizione o se la maggioranza rispetto a questo tema ha discusso.

Presidente - Su questo tema è stato chiesto il parere del Governo e quindi ci sarà una risposta del Governo. La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Grazie al collega Bertin che ha ripreso questo tema e al collega Bertschy che, giustamente, pone l'attenzione su quale sia la valutazione politica, perché di questo si tratta, in quanto l'iniziativa referendaria va a immaginare un percorso che è quello di avere un'espressione diretta di una valutazione che viene fatta nel merito.

È già stato ricordato dal collega Bertin come sia nato il tema, quali siano i sette punti che vengono presentati. Credo che in tanti abbiano seguito le varie trasmissioni che hanno permesso di fare una valutazione. Ora, senza entrare nel merito specifico, non è nostro compito, da quello che il Presidente della Regione Puglia ha dichiarato, dei sette quesiti che sono stati posti, sei di fatto sono già stati in qualche modo risolti con delle prese di posizione attive da parte del Governo, almeno da quello che è stato dichiarato e rimane il punto essenziale che ha ricordato il collega Bertin. Per cui, credo che ci sia giustamente questa attenzione.

Al di là del fatto che l'istituto referendario ha quel valore che ha ricordato e che riconosciamo, credo che con la risoluzione si chieda di portare l'attenzione sulle indicazioni tecniche, su tutto quello che si deve sapere per essere in grado di capire perché si debba andare a votare, perché si possa andare a votare.

Noi, lo dico come Amministrazione, abbiamo già pubblicato sul sito le informazioni, le indicazioni principali, che sono necessarie, sul referendum popolare abrogativo del 17 aprile. Credo che il collega le abbia già viste. In più, oggi siamo anche usciti con dei comunicati e nei prossimi giorni ci sarà evidenza sulla home page del sito con spiegazioni e modalità del voto. Quindi tutta la comunicazione necessaria in questi casi sarà assicurata a tutti i livelli. C'è pure un link "Decreto di convocazione" che collega al sito del Ministero dell'interno, anche questo già lo conoscete. Ma per quanto riguarda la parte che ci compete - e quindi il ruolo dei cittadini, chi è interessato, i partiti, i risultati, quello che succede eccetera - è stata e sarà data comunicazione durante questo periodo.

Questo è quanto credo venga chiesto dalla risoluzione. Non entro nel merito della posizione che sarà assunta dai vari partiti e movimenti, oggi ci fermiamo a questo livello. Chiaramente il dibattito è aperto e sarà oggetto delle dichiarazioni che ognuno farà su questo tema.

Sicuramente l'aspetto della legittimità delle Regioni nel poter decidere del loro territorio è un argomento importante, credo vada valutato con la giusta attenzione, tenendo conto che oggi si parla di pozzi, domani si potrà parlare di altri temi energetici.

A noi piacerebbe che ci fosse un pronunciamento esaustivo sulle acque, cosa che purtroppo non abbiamo ancora e per cui siamo sempre nell'attesa di poter dire perché dobbiamo chiedere ad altri per quanto riguarda le possibilità di sfruttamento delle acque, indipendentemente dal risultato.

Questi sono dei temi che ci fanno riflettere sul senso del referendum e sulle proposte avanzate. Questa considerazione è più nel merito di quello che è il referendum. Per quanto riguarda la risoluzione, noi condividiamo questo aspetto, lo stiamo già attuando, quindi continueremo a effettuare quello che è già stato previsto per dare diffusione al referendum.

Presidente - La parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Questo è un impegno politico, non è soltanto un impegno per svolgere una serie di procedure rispetto al referendum, si tratta di scegliere da che parte stare.

La Regione Toscana ha deciso, come Consiglio, di stare dalla parte delle Regioni che hanno promosso i referendum e di non stare dalla parte dello Stato. Questo è il dato politico. Alle nove Regioni si aggiunge di fatto anche la Toscana, infatti il proprio Presidente in questi giorni ha dichiarato che andrà a votare sì. Questo era l'obiettivo: discutere in questo Consiglio questo aspetto perché volevamo, al di là della questione, implicitamente dire che facciamo pubblicità al referendum, che vuol dire prendere una parte, e di questo siamo comunque soddisfatti, nel senso che maggiore pubblicità diamo, meglio è. E anche implicitamente diamo un valore positivo al referendum e si comincia a capire da che parte stiamo.

A mio avviso, la riflessione di cui parlava il Presidente Rollandin, era da fare e rapidamente, anche per aprire un dibattito in questa Regione riguardo a questi aspetti, che è soltanto il primo capitolo di un secondo capitolo che si aprirà con il referendum costituzionale di ottobre.

Questa è la prima parte, ma il ragionamento è lo stesso e le finalità sono le stesse. Evitare di aprire queste discussioni, secondo me è un limite. L'atteggiamento del Presidente del Consiglio che se ne lava le mani, non è dei migliori.

Ormai la nostra Regione, come tutte le altre, deve avere un ruolo su questi aspetti e sui rapporti Stato-Regioni e la scelta deve essere chiara: stare dalla parte delle Regioni, anche perché se vogliamo creare una rete, dobbiamo farlo con le Regioni, non certo con il Governo centrale.

Sono soddisfatto dell'accettazione della risoluzione, ovviamente mi auguro che al più presto si prendano anche altre decisioni e che il 17 aprile i Valdostani vadano a votare e votino "sì" in modo convinto rispetto a questo referendum. Per quanto mi riguarda, io lo farò.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie al collega Bertin che con puntualità porta temi di tipo istituzionale e anche di valore costituzionale in aula, e questo è di aiuto anche a ricordare il nostro ruolo. La provocazione, Presidente del Consiglio, mi rendo conto che è arrivata un po' improvvisa, ma è anche per sapere se nel corso delle vostre riunioni parlate anche di questi temi.

Ringrazio il Presidente della Giunta per aver detto in due parole quello che era utile sentire. Qui oggi parliamo di trivelle e di pozzi, ma con l'andazzo che ha il buon Renzi, a trivellare anche più in là e nei torrenti ci mette un attimo, perché qui la voglia di centralizzare, lo si vede dalla riforma costituzionale, e rispetto a questo bisogna esprimersi; giustamente lo faranno i movimenti nei prossimi giorni, ma è evidente che noi almeno dobbiamo fare in modo che le Regioni non vengano superate nella loro possibilità e nella loro autonomia di gestione, di governo del proprio territorio.

Quindi il senso dell'iniziativa stava nell'aprire una discussione e, ripeto, fa piacere che si capisca che prima o poi parleremo anche di acqua. Se noi facciamo attenzione, se ne sta già parlando, il nostro oro bianco è l'unica cosa che ci è rimasta. Poi, se riusciremo anche ad abbassare le tariffe ai valdostani, saremo stati bravi, ma se ci portano via, ci usurpano anche questo bene primario, sarà molto più difficile contrastare questa crisi. Quindi noi sosterremo l'iniziativa, oltre che a sostenere evidentemente sotto il profilo politico la partecipazione al voto, che implicitamente dice già come la pensiamo. Grazie al collega Bertin e all'Alpe per aver proposto l'iniziativa.

Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo procedere alla votazione.

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità. Con questo punto, chiudiamo i lavori di oggi. Grazie a tutti.

La seduta termina alle ore 18:02.