Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1989 du 6 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1989/XIV - Interpellanza: "Spese previste per la realizzazione della nuova scuola in località Tzamberlet in Comune di Aosta".

Rosset (Presidente) - Punto n. 41 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione chiede la parola il consigliere Bertin. Ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Sarò particolarmente breve. Questa è una vicenda conosciuta e che abbiamo affrontato in molte occasioni. Una storia così vecchia che addirittura anche l'oggetto è cambiato: si parlava di scuola polmone per questo immobile in regione Tzamberlet e ora invece di scuola tout court. Le spese restano le stesse e sono notevoli: circa 24 milioni di euro, per realizzare questa nuova scuola.

Una vecchia storia che ormai si trascina da anni. Ricordo di aver già presentato delle interpellanze su questo argomento tre o quattro anni fa, seguite poi a breve anche da mozioni e risoluzioni, per tentare di farvi un po' riflettere sull'opportunità di questa nuova scuola. Una scuola che costerebbe 24 milioni di euro: somma notevole.

La cosa che ci preoccupa è che sostanzialmente si tratta di un'opera inutile. Se guardiamo il numero di immobili scolastici, di aule scolastiche e il numero degli alunni che incidono sulla città di Aosta, sia ora che in futuro con le prospettive da un punto di vista demografico, sarà più che sufficiente ristrutturare gli immobili scolastici già presenti all'interno del comune di Aosta, per poter accogliere gli studenti della città e dei paesi limitrofi che incidono sulla città. Quindi una spesa inutile e sono 24 milioni di euro che non servono.

Nel momento in cui si farà questa scuola, inoltre ci troveremo nella condizione di avere degli immobili liberi dei quali non sapremo cosa fare e che dovremo in qualche modo utilizzare. Si tratta degli immobili in via Torino e di altri, nati come scuole e che dovremo poi utilizzare in modo diverso. Già stiamo vendendo parte del patrimonio immobiliare della Regione, ma la funzione dell'Amministrazione regionale non è di un'agenzia immobiliare che acquista e vende immobili, l'obiettivo dovrebbe essere di utilizzare in modo razionale il patrimonio esistente. Ma questa nuova scuola è tutt'altro che un'iniziativa razionale, poiché non serve a niente dal punto di vista dell'utilità pratica.

Oltre al danno ci troveremo anche la beffa di dover utilizzare una zona nuova, con un consumo di suolo. Avevo già affrontato la questione in diverse occasioni, anche di recente con un'interpellanza: il consumo di suolo è comunque un problema esistente per la parte della plaine, perché si va a occupare nuovi spazi che hanno dei problemi da un punto di vista idrologico, eccetera. Tanto che le indicazioni dell'Unione europea sono quelle di andare nel tempo più breve possibile, entro l'anno 2050, a un consumo di suolo zero, nel senso che va riutilizzato tutto il patrimonio edilizio esistente, senza andare a occupare nuove strutture, nuovo suolo, perché questo è un problema che nel lungo periodo potrebbe avere delle conseguenze.

Tra l'altro, quella è una zona nella quale si dovrà intervenire, perché è di nuova urbanizzazione. Abbiamo visto che ci sono già 130 mila euro stanziati per delocalizzare il maneggio, ma al di là di questo, in quella zona si dovrà intervenire con strade, luci e quant'altro, pertanto volevamo capire quanti saranno questi costi. Al di là di questo, delocalizzare una scuola dal centro alla periferia vuol dire anche cambiare da un punto di vista urbanistico la città, significa spostare dal centro storico delle attività verso l'esterno.

Lunedì ho partecipato al funerale del centro storico, iniziativa un po' goliardica e provocatoria, organizzata da una serie di commercianti soprattutto di via Porta Pretoria e via Sant'Anselmo, per mettere in evidenza il problema che il centro storico sta lentamente morendo. Non è una morte naturale, ma se continuiamo a delocalizzare attività verso l'esterno, evidentemente si spostano i flussi di persone rispetto al centro storico. Inoltre, sappiamo l'effetto che ha avuto sul commercio e in generale sul centro storico l'aumento dei costi per i parcheggi.

È un modello di urbanizzazione diverso. In Europa i modelli sono centrati sui centri storici, storicamente dal Medioevo in poi. In altre zone, come negli Stati Uniti, - immaginiamo Los Angeles che è la città forse più conosciuta da questo punto di vista - sono altri i modelli: un tipo di espansione urbanistica diffusa, senza un centro, con un'occupazione di suolo enorme, con tutto un problema di viabilità estraneo alla tradizione europea. Al di là di questo, nei centri storici delle nostre città il mantenere le scuole ha un suo perché. Vuol dire valorizzare anche questa parte di città che ha sempre rappresentato un aspetto storicamente importante in Europa e nei modelli di espansione urbanistica del nostro continente.

Volevamo sapere, oltre i 130 mila euro stanziati, quali altre spese ci saranno e chi le sosterrà. Il Comune di Aosta non mi sembra nelle condizioni di poter sostenere grandi spese. Poi vedo che probabilmente il primo cittadino di Aosta è rimasto a fare il Sindaco di Rhêmes, perché non si interessa di questi aspetti, come di altre questioni. Bisognerebbe forse che anche questo problema venisse affrontato dall'Amministrazione comunale, anche perché avrà degli effetti sull'organizzazione della città.

C'è anche un terzo aspetto. Volevamo sapere, oltre alle infrastrutture collegate a questa struttura che inevitabilmente si dovranno fare, se si intende esternalizzare i servizi tecnici di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza, o se questi rimarranno interni all'Amministrazione regionale. Nel caso si faccia tale scelta, quali sono i costi di questi due servizi.

Presidente - La parola all'assessore Baccega.

Baccega (SA) - Torniamo a parlare della nuova scuola di Tzamberlet, che insisterà su aree pubbliche che sono dismesse. L'area Sacco e parte del maneggio sono di proprietà del Comune di Aosta, quindi andiamo a riqualificare quella zona.

Mi limiterò a rispondere ai quesiti della sua interpellanza, senza ritornare a quelle valutazioni che lei costantemente fa quando parla di questa scuola. Noi riteniamo che quella scuola sarà certamente utile, d'accordo con la Soprintendenza agli studi, dove c'è un quadro di interventi che andrà a definirne la validità. È una scuola che nasce da un accordo di programma del 30 settembre 2011, che lei conosce sicuramente bene, tra la Regione e il Comune di Aosta, il quale proprio al punto n. 1 diceva che la Regione si trova nella necessità di effettuare la ristrutturazione e la messa a norma di numerosi edifici scolastici di secondo grado. Questa è la premessa da cui partiva quell'accordo di programma sul quale si è deciso. Io all'epoca ero in un'altra sede, però ricordo molto bene che il percorso avviato anche in Consiglio comunale fu quello e vi fu ampia disponibilità della Giunta comunale, rispetto alla Giunta regionale, di andare in quella direzione.

Per rispondere al primo quesito: "se, oltre ai 130 mila euro stanziati per la delocalizzazione provvisoria del maneggio di Aosta, siano previste altre spese per infrastrutture riconducibili all'apertura della scuola polmone", sottolineo che intanto lo stanziamento è di 25 milioni di euro ed è onnicomprensivo di tutte le ulteriori spese che verranno poste. Le infrastrutture indispensabili per il funzionamento della nuova scuola riguardano l'implementazione della rete idrica e fognaria, che deve essere progettata e realizzata dal Comune di Aosta. Le risorse necessarie per questo intervento sono a carico della Regione e sono stimate in 500 mila euro onnicomprensivi, quindi con tutte le opere di urbanizzazione.

Il secondo quesito: "se, oltre ai circa 24 milioni - sono 25 milioni, non 24 - stanziati per la scuola polmone, si prevedano ulteriori spese per la realizzazione della struttura": eventuali ulteriori spese necessarie per la realizzazione della struttura saranno quelle legate all'esternalizzazione, totale o parziale, dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza; nel caso sia necessario, si spera di fare affidamento su un eventuale ribasso d'asta. Poi su questo punto ritorniamo a rispondere al punto n. 3, perché per la scelta dell'ufficio di direzione lavori, si deve procedere ai sensi di legge, nel rispetto di quanto stabilito dall'articolo 130 del decreto legislativo n. 163/2006, che prevede che le amministrazioni aggiudicatrici siano obbligate a istituire un ufficio di direzione lavori costituito da un direttore lavori e da eventuali assistenti. Nello specifico, la competente struttura, considerato che trattasi di speciale complessità dei lavori, ritiene che l'ufficio di direzione lavori debba essere così composto: un direttore dei lavori; dei direttori operativi che rientrano nei quattro ambiti specifici della richiesta dell'opera pubblica (mi riferisco al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, alle opere specialistiche delle strutture, alle opere specialistiche degli impianti elettrici e alle opere specialistiche degli impianti idrotermosanitari e aspetti energetici che su quella scuola hanno un'importanza piuttosto significativa); infine, tre ispettori di cantiere (assistente di cantiere, contabilizzatore, assistente al coordinamento della sicurezza). Pertanto, ai fini della costituzione di questo importante ufficio, la struttura opere edili deve preliminarmente verificare la presenza di personale regionale disponibile e in grado di svolgere le suddette funzioni e in caso negativo procedere, ai sensi del citato articolo 130, ad affidamento esterno all'Amministrazione regionale. In base a quanto prescritto con la deliberazione dell'autorità di vigilanza sui lavori pubblici n. 90 del 26 ottobre 2005, qualora non vi sia del personale interno alla Regione con le richieste competenze a copertura di tutte le figure necessarie per la costituzione dell'ufficio di direzione lavori, è possibile costituire un gruppo misto con l'apporto di professionisti estranei all'organizzazione del committente pubblico. Al momento, a seguito della complessità dell'opera e delle specifiche caratteristiche dei professionisti da coinvolgere, è stata elaborata una ricognizione interna per individuare le professionalità necessarie.

Il quesito n. 4: "in caso di esternalizzazione dei servizi soprariportati, quali siano le previsioni di spesa". Nell'ipotesi di esternalizzazione totale di tutte le figure che ho elencato poco fa, quindi attinenti alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza, le somme necessarie sono state stimate in 1 milione 650 mila euro lordi.

Concludo con una riflessione. Da una parte abbiamo gli ordini professionali, gli architetti, gli ingegneri, i geologi, i geometri che chiedono fortemente di essere coinvolti nelle progettazioni e nelle direzioni lavori che comunque le opere pubbliche pianificano, e chiedono più attenzione alle gare per loro e per i servizi di ingegneria e architettura. Dall'altra parte c'è la normativa che ho citato, per non far pesare sull'opera i maggiori costi, e l'Anac la sottolinea in modo ancora più pressante nella nuova normativa che è in itinere al Parlamento, imponendo quindi di operare secondo le regole. Quello che possiamo garantire è il rispetto delle regole, la massima trasparenza e credo che per un'opera così importante sia opportuno formare un ufficio di direzione lavori efficiente e competente, che vigili attentamente sulla realizzazione dell'opera, nel rispetto del capitolato e soprattutto del cronoprogramma che sarà elaborato.

Presidente - La parola al consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - 25 milioni di euro per un'opera inutile! Allora io dico: è un po' come per l'aeroporto. 25 milioni di euro ai quali potremmo aggiungere un altro milione e 600 mila euro per la direzione lavori, nel caso lo si faccia in modo integrale. Mi sembra francamente una follia. Si può esternalizzare quando non vi siano le risorse sufficienti all'interno della struttura, ma di questi tempi le strutture hanno sufficientemente tempo per realizzare tali lavori e anche dal punto di vista delle professionalità, credo che all'interno dell'Amministrazione regionale queste ci siano. Mi parrebbe uno scandalo esternalizzare poco o tanto di questi servizi, anche perché, ripeto, questi 25 milioni sono inutili e, se andiamo anche ad aggiungerci questi aspetti, mi pare francamente una cosa insostenibile.

Lei dice delle richieste degli architetti: ma cos'è! dobbiamo fare della beneficenza? Non c'entra niente, da questo punto di vista. Qui si tratta di fare un'opera pubblica e non confondiamo il clientelismo con altre questioni. Si tratta di fare dei lavori: se si possono fare interni, lo si fa; se non si può, si fanno esterni.

Ma la questione è che tutta quest'opera è inutile e ci sarebbe, oltre al danno, anche la beffa di dover spendere ulteriori soldi, oltre i 25 milioni di euro, per fare un'opera assolutamente inutile. È un modo di procedere che non capisco e francamente è tutta una questione che andrebbe fermata al più presto, così come altre. Sono spese enormi che non hanno più ragione di esistere, quando basterebbe ristrutturare quelle presenti per avere le classi sufficienti al fabbisogno della città.

Peraltro, lei proprio nel rispondere cita le ragioni che hanno portato a fare questa scuola e l'accordo con il Comune di Aosta. Ma queste ragioni non esistono più, perché giustamente la finalità di questa scuola ormai non è più di ristrutturare le altre. La finalità di questa scuola è fare una scuola e basta. Delle altre vecchie scuole non sapremo cosa farcene: dovremo venderle, liberarcene o chissà che cosa. Anche la sua risposta conferma che tutta questa operazione non ha senso e sarebbe stata da evitare fin dall'inizio.