Objet du Conseil n. 1983 du 5 avril 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1983/XIV - Interrogazione e interpellanze: "Individuazione di una società mista pubblico/privato per la gestione del servizio anziani del territorio e delle microcomunità".
Viérin M. (Presidente) - Passiamo adesso, come concordato questa mattina, all'esame congiunto dei punti n. 17, n. 26 e n. 36 all'ordine del giorno. La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Assessore, a fronte delle comunicazioni date alla stampa da lei rispetto ad una possibile privatizzazione del servizio di microcomunità e l'assistenza anziani, sono qui a presentare quest'interpellanza, che ha sostanzialmente tre domande molto semplici: qual è il risparmio che si ipotizza da un'operazione come questa, cioè tagliando questi stipendi - era questa l'ipotesi - che tipo di risparmio si avrà; se è intenzione del Governo regionale eventualmente fare dei prepensionamenti rispetto alle operatrici socio-sanitarie che hanno già i requisiti o che potrebbero avere i requisiti e se eventualmente si stabilizzano quelle che hanno un contratto a tempo determinato, ma che da anni continuano ad essere rinnovate senza avere alcun tipo di certezza per il futuro; infine la domanda che ha scatenato tutto ciò che è successo: quali sono le intenzioni rispetto al prossimo anno per trovare la copertura finanziaria necessaria a garantire questo servizio.
Vorrei invitarla, al di là delle semplici domande, a dirci in maniera molto chiara e precisa che tipo di servizio vuole offrire alla Valle d'Aosta e soprattutto quale destino dare alle lavoratrici di questo settore, che sono tantissime, che sono giustamente allarmate e preoccupate, ma anche gli utenti, tutti quegli anziani che usufruiscono oggi di questo servizio perché purtroppo lei spesso ha un atteggiamento ondivago, cioè fa delle affermazioni, prende certe strade, dopodiché torna indietro con delle retromarce che di fatto non si capiscono. È successo in passato per altre cose relative al suo settore. Io sono convinto, visto che non sono uno che guarda le cose con i paraocchi, che non sia tutto sempre farina del suo sacco. È capitato di parlarne anche in Commissione di questa cosa, quindi magari all'occorrenza se ci dicesse anche da quale sacco arriva questa farina ogni tanto...ci farebbe piacere sapere che non è sempre esclusivamente d'accordo con tutto ciò che viene fatto. Potrebbe esserci d'aiuto anche questo, non solo a me, ma probabilmente anche ai colleghi di maggioranza che spesso si trovano in Commissione a dover fare una difesa d'ufficio che in effetti è impossibile da fare.
Per quanto mi riguarda, non ho nient'altro da aggiungere se non aspettare la sua risposta.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Président.
Qualcosa ha già detto il collega Cognetta, per cui è inutile ripercorrere un passaggio che ci ha preoccupato e ci ha preoccupato tanto, nel senso che lei in Commissione, Assessore, ha esordito dicendo: "peccato per la fuga di notizie". Quando la politica ha idee buone, idee che sono sostenibili, ben vengano le fughe di notizie. È chiaro che, a fronte di una notizia come quella apparsa sui quotidiani e che ha allarmato giustamente il personale, posso capire il suo stato d'animo, posso capire anche i suoi crucci, le sue perplessità su questa fuga di notizie.
Noi illustreremo queste due interpellanze e poi c'è anche l'interrogazione della collega Morelli, lei avrà 25 minuti, Assessore, per cercare di tranquillizzare queste persone, che hanno dedicato una parte importante della loro vita, hanno sacrificato magari una parte della famiglia, hanno fatto un lavoro che nessuno di noi qua si sognerebbe di fare, e per dar loro quelle certezze che loro politicamente non sono andate a chiedere a nessuno in questo momento, per cui voglio fugare anche questo tipo di strumentalizzazioni, non è il momento di strumentalizzare o di giocare sulla pelle dei lavoratori: è il momento di dare delle risposte e delle risposte certe.
Parliamo di 480 persone a tempo indeterminato, più gli amministrativi, perché in quel panorama che lei ci ha portato in Commissione si è dimenticato degli amministrativi, perché qualunque tipo di scelta venga fatta dall'Amministrazione regionale riguarderà anche il personale amministrativo. Riguarderà un congruo numero di persone, mi pare 78, che sono i tempi determinati, riguarderà il personale assunto come esterno e riguarderà anche il personale del G.B. Festaz, perché ci tengo a ricordare che, al di là di tutto, comunque un impegno, una legge regionale ormai datata 2004 prevedeva tutta una serie di passaggi e ahimè, se questi sono i tempi di risposta della politica, siamo ben messi.
Detto questo, riguarda soprattutto del personale - e io qua veramente vorrei aprire un capitolo che sia molto chiaro - di comparto, personale che ha fatto regolari concorsi, che ha un contratto di comparto, personale che in alcuni casi è stato assunto come ADEST, poi ha fatto dei percorsi formativi come OSS, a cui comunque è stato prospettato un percorso per quello che riguarda il discorso dell'assistenza anziani molto chiaro all'interno del comparto. Ora, che si vengano a mettere in discussione 700 persone del comparto a noi pare veramente un passaggio folle, io non ho altro termine. Lei oggi ha una grande opportunità: ha 25 minuti per spiegare quale delle tre soluzioni volete percorrere, perché sono tre soluzioni che di fronte hanno scenari ben diversi. Primo scenario: vogliamo passare al discorso della grande società pubblica gestita a livello di Assessorato? Lei nella risposta mi dica dov'è il risparmio, perché mi pare che a monte di tutto questo processo di riorganizzazione ci sia la necessità di risparmiare 2 milioni e mezzo. Se dobbiamo mettere in discussione 700 persone del comparto per 2 milioni e mezzo, mi dica dov'è questo risparmio se facciamo questa maxi operazione di raggruppare tutto sotto un unico soggetto pubblico. Se per caso privatizziamo, lei ha dichiarato di non essere d'accordo, capisco che qualche problema c'è: ci sono problemi legati a tutta una serie di trattative sindacali - e meno male che anche le organizzazioni sindacali hanno preso posizione su questo percorso -, c'è il problema di garanzie che sono tutelate dal Codice civile, per fortuna, perché ogni tanto il Codice civile ci salva anche da queste fughe in avanti. Se facciamo una società mista pubblico-privato, qua i problemi non sono minori, perché, al di là che lei dica che non vuole licenziare nessuno, se io le stesse persone le faccio transitare da un contratto ad un altro, da INPDAP, che è il contratto dell'ente previdenziale, a INPS, io causo loro una marea di problemi e anche se, dal punto di vista economico, sono garantito con un assegno ad personam, qualche problema c'è, e anche su questo mi dica dov'è effettivamente il risparmio.
Un'altra considerazione che volevo fare, Assessore, è che noi qualche avvisaglia ce l'avevamo già, perché quando in sede di approvazione di bilancio abbiamo detto che nel suo Assessorato per garantire gli stipendi...come viene fatto in un qualunque bilancio, vengono garantiti gli stipendi del personale e mancavano 18,7 milioni, beh, questa è stata la controprova, perché abbiamo trovato poi l'escamotage con l'avanzo d'amministrazione...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...perché, Presidente, è un escamotage quello di pescare i 18,7 milioni dall'avanzo dei Comuni, ma non può durare in eterno, è una tantum, lo sappiamo benissimo. È passata, evviva, garantisce gli stipendi nel 2015, ma l'avvisaglia c'era, perché, quando si comincia a non garantire, c'è l'avvisaglia.
Ci sono altri settori che hanno riguardato i provvedimenti del suo Assessorato. Il fatto di dire che in questo momento mancano 10 milioni sul discorso delle pensioni di invalidità è un altro di quei passaggi che ha toccato, ma se poi va bene a lei...li giustificherà lei. Volevo solo ricordarle che nel 2012 le risorse per il servizio anziani erano 23,43 milioni, nel 2015 sono state ridotte a 18,7 milioni, c'è stata una riduzione del 22 percento. Mi spieghi lei qual è il comparto pubblico che ha fatto questo tipo di riduzione dal 2012 ad adesso. Malgrado questa riduzione, noi abbiamo sparato nel mucchio e abbiamo centrato questo.
Un'ultima risposta che lei penso politicamente debba dare tenuto conto che è un Assessore alle politiche sociali e alla sanità...lei deve spiegare a questi 700 dipendenti che differenza c'è tra un OSS che si occupa di territorio e anziani e un OSS che opera all'interno del sistema sanitario. Deve spiegarglielo perché lei era presente e nella delibera n. 136 del 5 febbraio 2016 è stato deciso - e io dico finalmente, ne siamo felici - il discorso di assunzione del personale socio-sanitario sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. Da una parte meno male che andiamo in questa direzione, per cui diamo garanzia al personale del sanitario, per cui assumiamo e facciamo concorsi a tempo indeterminato; dall'altra parte, quelli che sono stati assunti con regolari concorsi e sono di comparto ipotizziamo di transitarli sotto la società mista pubblico-privato...adesso non so quale sarà la scelta che farete; ma dov'è la ratio, cosa hanno fatto queste persone per meritarsi questo? Me lo spieghi, perché veramente è incomprensibile.
Concludo anche perché siamo molto curiosi delle risposte che ci darà, Assessore. È una grande opportunità per tranquillizzare queste persone, nessuno ha intenzione di andare a fomentare di più quest'uscita infelice che è stata fatta, però in questo momento c'è l'assoluta necessità di tranquillizzarle. Non possiamo continuare a lanciare dei messaggi in cui una fetta di comparto è non tutelata, perché il discorso finanziario non è giustificabile. Chi ha deciso all'interno del bilancio regionale che 2 milioni e mezzo devono essere per forza da togliere al servizio di assistenza agli anziani? C'è stato il 22 percento di riduzione dal 2012 ad adesso, ora, sinceramente a noi dispiace questo, perché è un allarmismo non dovuto per persone che hanno dedicato magari una parte importante non solo del lavoro o della famiglia, ma hanno dedicato anche una parte della salute, perché tanti di questi hanno in questo momento tutta una serie di problemi fisici e il ringraziamento che diamo come politica e come Amministrazione, voi come Giunta perché siete tutti responsabili, è quello di dire: "bene, Signori, chi si è visto si è visto, vi salutiamo e transitate sotto un altro ente o datore di lavoro", a me pare che veramente questa sia la fine del sistema Valle d'Aosta. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Grazie Presidente.
È chiaro che io affronto questo tema con difficoltà perché devo parlare di scelte presentate come definitive e che invece non lo sono assolutamente e devo parlare di problemi che invece sono stati solo affrontati in modo iniziale e che sono stati dati come definitivi. È difficile tranquillizzare quando si è in allarme, perché in questo momento le scelte non sono ancora state fatte e il patto che facciamo con il personale, a cui teniamo, che dà la qualità alle nostre case, è sicuramente quello di ponderare molto bene prima di fare qualsiasi altra scelta. Il fatto di essersi incontrati in modo preliminare, informale doveva essere non dico segreto, ma si apriva un tavolo con i sindacati di categoria proprio con chi rappresenta il personale. Doveva essere per noi una garanzia, prima di affrontare qualsiasi problema, ascoltare la voce dei rappresentanti di quelli che vi lavorano, perché in questo momento abbiamo anche noi una grande preoccupazione, personale ma di tutta la Giunta e di tutta la maggioranza, ben chiara: in un momento di grave riduzione delle risorse dappertutto, pari al 22 percento, in tanti anni il bilancio è sceso del 40 percento e dobbiamo mantenere la qualità del nostro servizio per anziani e la sua esistenza. Questa è una grande preoccupazione, sarà un esercizio di ingegneria, per fortuna le risorse ci sono ancora per un anno. Insieme volevamo fare certi approfondimenti che non colpissero il personale in particolare. Vogliamo mantenere questo servizio per anziani - questo lo dico per tranquillizzare - mantenere l'occupazione, perché se le micro chiudono, l'occupazione diminuisce. Non abbiamo diminuito l'occupazione in ospedale in questi anni di gravi contrazioni delle risorse, ma soprattutto vogliamo permettere ai vecchi valdostani di avere ancora la possibilità di ricovero e di vivere serenamente i loro ultimi anni: questo, secondo me, è il centro del problema.
Vorrei riaffermare che le notizie che sono uscite dopo quell'incontro con i sindacati del 23 marzo alle ore 15,00 in Presidenza, per dare anche carattere o dimostrare per noi il peso che aveva, il Presidente ha incontrato con me i sindacati; quello che è stato diffuso non è quello che è stato detto. Io mi permetto di dire, Consigliere Cognetta - lei è il più bravo di tutti a incendiare, e la rispetto per questo, - che io non ho fatto nessun comunicato, né io né il Presidente non abbiamo rilasciato nessuna intervista ai giornali.
(interruzione del Consigliere Cognetta, fuori microfono)
Giovedì mattina alle 10,00 è uscita una mia ANSA di risposta ad un'ANSA dei sindacati perché mi chiedevano cosa era successo il giorno prima e ho semplicemente detto che ci siamo trovati per analizzare i costi delle strutture per anziani, non ho mai parlato di società mista, non ho mai parlato di privatizzazione, vada a vedere quell'ANSA e anche gli articoli successivi. Non è che io volessi fare da pompiere o cose del genere, ma noi ci siamo incontrati per questo problema: perché la necessità è ridurre i costi delle microcomunità, poi penso di averlo chiarito in V Commissione e i Commissari sono stati corretti. Non si è mai parlato in questa riunione di licenziamenti, mai nessuno ha parlato di licenziare un solo operatore tra il personale che lavora nelle microcomunità, mai detto da nessuno, ma volevamo in una fase preliminare ed esplorativa sondare in quell'incontro con i sindacati la praticabilità di una riduzione dei costi senza avere chiara quale sia l'ipotesi.
Lei, Consigliere Gerandin, mi chiede qual è delle tre ipotesi. Siamo in un momento di verifica, di analisi che abbiamo fatto con i sindacati, perché con loro abbiamo aperto un tavolo, e c'è stato un incontro: abbiamo aperto un tavolo in cui sono state fatte delle proposte e sono state analizzate alcune esperienze esistenti nelle altre Regioni. Infatti proprio per questo: perché c'è questo problema di una sostenibilità del sistema non da subito, abbiamo voluto analizzare le varie ipotesi, le soluzioni possibili. Purtroppo, non appena finito questo primo incontro, si sono diffuse le notizie di licenziamenti, che volevamo smantellare il servizio di anziani, mentre non abbiamo mai parlato e pensato questo, né si è presentata come definitiva (cioè assunta in modo non più ragionabile), una delle varie ipotesi presentate. Con questo penso di poter tranquillizzare, ed è registrato; siamo stati forse così ingenui da non registrare gli interventi di quella riunione, una persona me lo ha consigliato, è vero, e in futuro registreremo perché si è parlato in Commissione di variare gli standard di qualità. Ad una precisa domanda fatta al dottor Nuti: "se pensiamo di ridurre gli standard" si è risposto che mai si è pensato di ridurre gli standard, perché sono già al limite con il personale che riesce a reggere il lavoro con grande fatica.
Mi dispiace questo. In V Commissione poi avevamo fatto anche un comunicato congiunto, il Consigliere Gerandin e la Consigliera Morelli l'avevano firmato, che doveva essere un comunicato congiunto che indicava un percorso, in cui si diceva che non è stato scelto niente, nessuna delle tre ipotesi, perché sono complesse, perché sono difficili da realizzare, perché non sappiamo ancora nei particolari quanto risparmio ci porteranno. Nessuna delle ipotesi era definitivamente scelta, ma si andava ad una verifica con i sindacati, prima ancora di aver fatto una verifica in maggioranza.
Certo che, di fronte a queste cose, credetemi, uno ha poi la difficoltà di dire: "ma come procediamo, come lavoriamo". Volevamo fare un lavoro riservato e preciso. Un lavoro tardivo mi diceva lei, dottoressa Morelli perché bisognava iniziarlo prima, perché c'era stata una mozione che poi era stata ritirata, in cui si diceva: "analizziamo nel più breve tempo possibile tutti i conti delle microcomunità". In questi due-tre mesi qualche problemino sulle microcomunità lo abbiamo avuto, nel senso che non sapevamo se questa finanziaria che prevedeva i finanziamenti sarebbe stata una finanziaria accettata e non rigettata. Appena risolto questo problema, ci siamo messi in moto, per cui sono contento che oggi ci siano gli operatori, che ringrazio e che avremmo ricevuto in qualsiasi modo. Pensavamo che i sindacati vi rappresentassero in modo diretto, e lo hanno fatto correttamente, perché non hanno sposato nessuna ipotesi. Sono contento che i rappresentanti degli operatori siano qui oggi in tribuna per poter presentare loro quello che vogliamo fare e studiare e da che cosa partiamo. Ecco da che cosa partiamo: siamo partiti per affrontare un problema che esiste, e lo sappiamo tutti, il problema è che i costi sono ancora molto elevati: 115 euro al giorno per anziano riferiti anche a microcomunità che hanno dei problemi strutturali, costi delle microcomunità pubbliche, a cui bisogna aggiungere quelli degli infermieri che sono pagati dall'ASL. Gli infermieri sul territorio sono 120, di cui 40 dipendenti delle ASL. Le Unité hanno già fatto molto, perché, quando siamo arrivati, c'erano costi molto più alti: 150 euro e non c'era un costo standard che abbiamo introdotto. Ci sono quindi dei costi elevati rispetto al convenzionato, al privato che sta arrivando sempre di più in Valle d'Aosta, che si pone in concorrenza con le nostre strutture pubbliche. In Valle d'Aosta - e non le abbiamo volute noi - ci sono delle realtà di privatizzazione senza controllo, di esternalizzazione indipendenti da noi. Le Unité hanno deciso nel 2014 un bando per l'esternalizzazione e io non ero d'accordo, ero uno dei più contrari. Bisogna dire che queste esternalizzazioni viste adesso hanno dato in certe situazioni qualità di servizio, perché anche lì gli operatori sono seri; io ho visto la microcomunità di Cogne e quella di La Salle, ma quanta storia c'è di esternalizzazioni, come quelle del Comune di Aosta che sono avvenute già da diverso tempo.
Il problema grosso che mi sta più a cuore e di difficoltà che sta emergendo dai miei uffici è che le rette per i nostri anziani e le famiglie sono troppo alte. L'ISEE applicato in Valle d'Aosta, su cui per ora non siamo riusciti a fare niente, che prevede per le case di proprietà, anche quelle che non utilizzi, un aumento della retta, fa sì che più del 20 percento delle famiglie degli anziani in Valle d'Aosta spenda più di 2 mila euro, per cui per molti valdostani diventa non più possibile accedere alle nostre microcomunità. Abbiamo fatto un servizio meraviglioso per i nostri anziani valdostani e non possiamo utilizzarlo e il rischio è che lo utilizzino sempre di meno, quindi dobbiamo abbassare le rette affinché sempre di più i nostri utenti possano accedere a queste strutture. E se diminuiranno gli utenti? Se diminuiranno gli utenti, ci sarà un rischio occupazionale, perché nelle microcomunità ci saranno dei posti vuoti e quello è un grande rischio, è una preoccupazione che, come dicevo, abbiamo cercato di affrontare.
C'è poi un problema strutturale: microcomunità piccole, alcune non idonee. L'anno scorso abbiamo chiuso tre microcomunità con grande fatica, perché spostare un anziano da un posto ad un altro non è certo facile, però per le dimensioni economiche che abbiamo nella nostra realtà rappresenta un problema strutturale che sarà risolto nell'Alta Valle fra qualche anno, quando la grossa scuola di Morgex sarà adattata a centro per gli anziani. Ecco perché, di fronte a questa preoccupazione, ci è sembrato giusto fare un incontro, un percorso preliminare per fare dei ragionamenti dal punto di vista contrattuale, perché lo sappiamo che il problema è lì e nessuno vuole andare a penalizzare del personale che veramente ha dato tanto e dà molto alle nostre strutture. Abbiamo parlato con i sindacati, per esempio, di mobilità tra una struttura e l'altra, di sostituzioni e di che contratto applicare parlando anche delle sostituzioni.
Sull'uso degli amministrativi: ci sono 25 impiegati che rientrano in quei numeri citati e il dottor Nuti lo aveva detto anche in Commissione che gli amministrativi possono rientrare nei Comuni ed essere magari sostituiti come amministrativi dal personale OSS, con alcuni di essi che hanno dei problemi di restringimento delle capacità lavorative e di inabilità.
Ai sindacati abbiamo fornito loro i dati che hanno richiesto, anche se noi raccogliamo quelli che ci mandano le Unité e quindi qualche volta - lo diceva qualcuno in Comune - qualcuno ci ha già giocato nel passato, ma noi stiamo cercando sempre di più di avere dei dati più precisi. Abbiamo presentato tre realtà che avevamo visto, ma non solo perché abbiamo parlato anche dell'Alto Adige, dove ci sono i voucher, per esempio, una realtà difficile che mette in confronto il privato con il pubblico in modo forzato e non giusto. Abbiamo parlato della nostra realtà pubblica, delle nostre micro pubbliche e applicando una mobilità diversa in un'ottica di sostituzione diversa, e forse una centralizzazione, ma non abbiamo ancora parlato di risparmi, perché questo era un cammino iniziale, era un tavolo che abbiamo aperto con delle ipotesi che volevamo verificare. La terza realtà che è stata vista a Parma, che non so se vada bene per noi, è legata all'esternalizzazione, svolta in modo controllato sotto il pubblico con una società mista in cui il pubblico sia alla presidenza; certo è che pone dei grandissimi problemi previdenziali, eccetera.
I prepensionamenti sono uno dei temi di cui ci siamo occupati da tempo. Se noi dichiariamo un esubero e prepensionano delle OSS, poi non le si può sostituire e i prepensionamenti si possono fare negli ultimi quattro anni. In base all'età abbiamo visto che neanche il 5 percento arriva nei prossimi cinque anni al requisito per anticipare la pensione.
Come ho detto, questa è la nostra linea e non è essere ondivaghi e non è tornare indietro. Non si torna indietro quando non si è preso ancora una scelta, ma si è preoccupati di una realtà e si ha ben presente tutto quello che questa realtà comporta. Nessuna ipotesi oggi è stata né assunta né sposata dalla maggioranza. Stiamo facendo verifiche sul personale che sappiamo benissimo aver fatto dei percorsi particolari, che ha fatto dei concorsi, come le OSS ospedaliere; che sia un'infermiera sul territorio o sia sull'ospedale, la validità e la sua funzione sono completamente uguali, anzi.
È stata sbagliata la modalità di affrontare il problema, o è stata utilizzata male questa fuga di notizie impropria? Ribadisco con tutta la forza, mia e del Governo, che per noi è importantissimo il sistema delle microcomunità della Valle d'Aosta che è una bella specificità che nessuno vuole togliere e che conosco molto bene anche personalmente, ma in questo momento, di fronte a queste difficoltà di sostenibilità, mettere la testa sotto la sabbia non è più possibile. Noi vogliamo salvarlo, vogliamo mantenere per gli anziani quest'opportunità con dei costi diversi e vogliamo garantire il personale, salvaguardando soprattutto i posti di lavoro, ma non si può più mantenere forse questo sistema. Qualche cosa bisogna fare, qualche riorganizzazione va fatta. Non sappiamo ancora che cosa, non lo dico per nascondere nulla, ma perché è solo iniziato un percorso che vogliamo fare nel modo più preciso e serio possibile sapendo che ci sono tutte queste realtà importanti da considerare.
Presidente - Presidente, se vuole intervenire, chieda la parola adesso stando nei 30 minuti che erano stati concessi all'Assessore Fosson.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Credo che questo dibattito sulla posizione riferita alle microcomunità non possa esaurirsi in questa sede adesso, ma voglio ricordare un attimo che la scelta fatta negli anni Ottanta è stata quella di andare a privilegiare sul territorio le microcomunità. Una scelta che nel tempo è andata avanti, è progressivamente aumentata sui vari territori e oggi la Valle, tranne rare eccezioni, ha queste microcomunità, che hanno di fatto supplito all'idea originaria di portare tutti al Beauregard. Quindi questo dobbiamo dircelo: il Beauregard era stato costruito per portare gli anziani. Si è poi giustamente pensato che persone di una certa età non volevano abbandonare il proprio territorio, ma volevano rimanere il più possibile in loco, per tutta una serie di motivi che conoscete meglio di me e che non sto a ricordare. Questa operazione nel tempo è cresciuta con la formazione progressiva del personale, perché prima abbiamo preso delle persone che seguivano, accudivano una persona anziana, poi sono stati fatti dei corsi e progressivamente si è raggiunta una professionalità eccelsa; questo ha funzionato per un certo numero di anni.
Oggi noi siamo in una fase in cui dobbiamo fare una riflessione su una serie di questioni, sulla dimensione delle microcomunità: questo è un aspetto che prima non ci siamo posti e che adesso in qualche modo obbliga a fare una riflessione su qual è il minimo, come si può gestire, al di sotto di un certo numero diventa difficile anche economicamente sostenere questi aspetti, ne dico uno dei tanti. La riflessione che si è voluto iniziare con i sindacati andava in questa direzione. Siccome ci sono diverse prospettive e ci sono diverse opzioni, valeva la pena di analizzarle con i dati alla mano e dire che cosa sta succedendo, come si possono esaminare queste prospettive. Per fare questo, alla fine della riunione sopra richiamata ci si è dati appuntamento con gli operatori e i tecnici per fare delle valutazioni che permettessero poi di fare una scelta e lì ci si è fermati, non si è mai andati oltre a questo livello.
Ora, credo sia difficile lavorare se non si può iniziare un'analisi con dei dati, in modo che ognuno poi possa fare le valutazioni e le scelte che crede. Da questa riunione è scaturito il finimondo, non si sono mai utilizzati dei termini che non fossero quelli di fare una verifica puntuale su come mai in certe comunità...in certe Unités des Communes oggi si dice che il costo pro capite del personale è al di sotto di quello stabilito nell'anno 2015. Nell'Evançon in particolare si dice che è di 95 euro il pro capite, che a noi sembra probabilmente non corretto per dei ribaltamenti dei costi, e questo è uno degli aspetti che devono essere chiariti, verificati, ma ne dico uno.
Ora, mi sembrava di buon senso fare un approfondimento, per permettere poi a tutti di fare le valutazioni che portino ad una decisione legata sicuramente ad un'esigenza di contenere i costi. Questo lo facciamo negli acquisti collettivi, nel modo in cui cerchiamo di fare rete, come stiamo facendo in tutti i settori. L'analisi era questa, non siamo andati oltre a questo punto, lì ci siamo fermati e ci siamo trovati di colpo a sentire che noi volevamo ribaltare tutto, che volevamo rompere un'impostazione esistente quando, voglio ricordarlo, solo un anno fa noi siamo intervenuti nella Gran Paradiso, quando si voleva esternalizzare, per evitare di esternalizzare, poi si è esternalizzato lo stesso, le Unités hanno deciso di esternalizzare, è stata una decisione presa dalle Unités, non da noi. Noi avevamo detto - e ci sono tutti i testimoni, operatori compresi - che preferivamo mantenere la parte pubblica, quindi non abbiamo mai parlato di qualcosa che andasse oltre questo livello, un livello di analisi. Se non si possono fare le analisi, ditemi come si fa ad individuare se ci sono dei percorsi che permettano di tirare delle conclusioni e fare delle proposte, che noi non abbiamo ancora fatto, noi non abbiamo fatto alcuna proposta. Questa è la sintesi, per cui francamente io mi sono molto stupito, infatti ho chiesto se qualcuno avesse fatto delle riunioni, oltre a quella a cui ho partecipato, in cui fossero state dette delle cose che io non so, perché da quella riunione a cui ho partecipato e nella quale erano presenti i sindacati siamo usciti con l'intento di vederci tecnicamente il giorno dopo per cominciare le analisi, ci siamo fermati lì e io lì sono e da lì voglio ripartire. Io credo sia corretto analizzare prima di tutto una serie di dati importanti per capire dove siamo, se possiamo modificare qualcosa, come e con chi: questa è la sostanza di quello che è successo.
Ci chiediamo quindi qual è l'operazione scandalosa che abbiamo fatto. Io francamente sono rimasto allibito per quello che è successo, perché si è montata tutta una panna su un discorso addirittura di licenziamenti, nessuno ha mai nemmeno pronunciato il termine "licenziamenti". Si sono fatte delle valutazioni su tutto il discorso proprio del personale dicendo di fare attenzione. Si è detto giustamente che stanno venendo in Valle, ma lo riscontriamo tutti i giorni, delle imprese che, a fronte di un investimento sull'assistenza agli anziani, fanno il proprio business, vengono in Valle d'Aosta e fanno una struttura per anziani. Se gli anziani vanno lì, vuol dire che è più conveniente, cosa che sta succedendo in altri campi, ma finisce lì, noi su questo non siamo andati oltre. Mi dispiace quindi che ci sia stato, se c'è stato, questo malinteso, ma riconfermiamo a scanso di equivoci - e nessuno potrà dire il contrario - che noi non abbiamo mai parlato di licenziamento, né abbiamo utilizzato una formula per dire che andiamo in questa direzione, anzi abbiamo detto che, proprio perché non siamo in grado di avere tutti i dati, non ci esprimiamo, se non con un'analisi approfondita, che deve essere ancora fatta. Mi fermo qui, perché credo che il resto dovrà essere fatto nelle sedi competenti, nelle Commissioni, come tante altre discussioni che abbiamo fatto. L'informazione che dovevamo è questa e io mi fermo qui, ma per rispetto vostro e degli operatori, perché credo che, se avremo delle idee, sarà giusto che verranno confrontate. Allora confrontiamole con il mondo, come abbiamo fatto in altri settori, è giusto, ma non adesso, perché adesso non siamo in questa fase. Io, quindi, non vado oltre, perché non abbiamo detto nulla, non possiamo rispondere di qualcosa che non abbiamo detto, siamo in questa fase e da qui ricominciamo.
Presidente - La parola alla collega Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Président.
Si devono fare delle analisi, Presidente Rollandin, siamo tutti d'accordo e ci chiediamo e vi chiediamo che tipo di analisi avete fatto quando avete proposto in Commissione la delibera che andava a fissare 3600 euro di contributo mensile da parte delle famiglie per le microcomunità. Ci chiediamo che analisi avete fatto e quella delibera, come forze di opposizione, noi l'abbiamo stoppata con una mozione che abbiamo ritirato a fronte dell'impegno della Giunta di venire a concordare in Commissione gli sviluppi, le riforme, la riorganizzazione del sistema, cosa che non è stata fatta. Ne abbiamo ridiscusso in sede di discussione di bilancio, quando c'era come posta per le microcomunità una cifra evidentemente insufficiente. Ne abbiamo ridiscusso quando ci avete portato la delibera per ridistribuire gli avanzi di amministrazione degli Enti locali.
Noi presenteremo una risoluzione, è già stata forse inoltrata, su cui vi chiediamo di prendere posizione oggi, perché adesso noi dobbiamo dare delle risposte. Noi non abbiamo avuto alcuna possibilità di discutere sulla riorganizzazione del sistema agli anziani nonostante le frequentissime riunioni, audizioni che facciamo in V Commissione. Tutto per quattro mesi è taciuto su quest'argomento fino a che la scorsa settimana improvvisamente sono filtrate delle notizie, ma fortunatamente sono filtrate perché forse questa volta riusciamo a stoppare, riusciamo a contenere una riforma che sarebbe stata deflagrante. Abbiamo già conosciuto in passato riforme deflagranti sulla pelle dei lavoratori, dobbiamo ricordarvi quella dei forestali? 2010. Forse questa volta siamo in tempo a contenere, a ragionare, ad arrivare a delle soluzioni condivise. Cogliete queste occasioni che vi forniamo noi.
Siamo tutti d'accordo, Presidente Rollandin, lo sappiamo che 30 anni fa il sistema è nato su altri presupposti, nel frattempo c'è stata un'evoluzione nella società. Il numero degli anziani cresce sempre di più con delle patologie, quindi il nostro sistema va riformato, ma non è da oggi, sono anni che ne parliamo e che diciamo che il problema va affrontato.
A proposito di dati, siete arrivati senza un dato, senza un documento, senza una proiezione di futuro, come sarà il futuro. C'era anche lei, Presidente, quando avete incontrato i sindacati - lei non c'era in Commissione, ma con i sindacati c'era - e non avete portato uno straccio di progetto scritto, un dato, così come in Commissione non è arrivato un dato. L'unica voce che è trapelata è stata che, per garantire la sostenibilità del sistema, l'idea peregrina, infelice - non so come definirla - era di andare ad incidere pesantemente su una sola voce: quella del personale. Lo hanno già detto benissimo i colleghi Gerandin e Cognetta che, secondo quell'ipotesi infelice, doveva transitare dal comparto ad una società mista con conseguenze evidenti sulle retribuzioni, invece di andare a riconoscere, a valorizzare - poi oggi lo fate tutti e due a parole - il valore, il lavoro, il ruolo svolto da queste operatrici, no, su tutto il comparto unico la proposta è di andare ad incidere lì. Noi non possiamo essere d'accordo. Come gruppi di opposizione abbiamo chiesto la convocazione della V Commissione, dove ci è stato assicurato che non esistono ipotesi: questo ci è stato detto, e soprattutto nessun licenziamento, e questa è una cosa importante, credo. cosa confermata anche dal Presidente Rollandin. Benissimo. Il ragionamento riparte da zero e noi diciamo che il personale deve mantenere lo stesso trattamento economico, su questo non si transige.
Il percorso di riorganizzazione, che deve garantire la qualità, la dignità degli anziani, deve essere concertato e non dobbiamo limitarci a trovare i soldi per quest'anno, ma facendo un ragionamento di prospettiva su 10 anni, su 20, perché i dati ci dicono che il problema è in evoluzione, scoppierà e noi dobbiamo essere pronti ad affrontarlo. Certo, con tutti i correttivi che in parte ha citato anche il Presidente Rollandin, perché questo è il problema del futuro e ci tocca tutti. Grazie.
Presidente - La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Assessore, ho notato che nella sua risposta ci ha messo un po' di verve, cosa che non accadde quando si parlò degli asili nido, non so se se lo ricorda, era una situazione un po' diversa, anche se nonostante questo è stato aiutato dal Presidente Rollandin. Sinceramente a termini di Regolamento non so come sia potuto succedere che il Presidente Rollandin abbia parlato nell'ambito di un'interpellanza. Si vede che è una pagina che avete stampato questa mattina e che non ho letto, a parte questo vorrei continuare se fosse possibile...
Presidente - Sì, però le dico solo che abbiamo adottato il Regolamento come possono parlare due presentatori nelle azioni ispettive nell'arco del tempo a loro disposizione, questo è avvenuto.
Cognetta (M5S) - ...allora ci voleva l'aiuto del Presidente Rollandin, perché da solo l'Assessore non ce la faceva, mi sembra un'ottima cosa, anche perché non è presente - e mi dispiace - in questo momento perché vorrei dirgli che è bravissimo a raccontare delle cose e poi a farne altre. È tipico del Presidente raccontare che va tutto bene e poi all'improvviso arrivare con una delibera, o comunque con una cosa già bell'e fatta che automaticamente spiazza completamente. Mi metto un po' più in qua perché non vorrei che si passasse alle mani...sono un po' preoccupato...
(brusìo in aula)
Rollandin (fuori microfono) - ...ci rimetterebbe...
Cognetta (M5S) - ...appunto, perché so che ci rimetterei...allora, se mi permettete di parlare...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
...mi sembra che stia diventando una gazzarra questo posto...
Presidente - Un po' di silenzio, per cortesia.
Cognetta (M5S) - ...grazie Presidente.
Dicevo, mentre raccontate delle cose, in realtà poi ne fate altre, com'è successo per gli asili, alla fine della gente è rimasta a casa, questo lo sa meglio di me, Assessore, ma d'altronde "chi se ne frega, tanto alla fine ci interessa poco". Così come sono state sue le dichiarazioni all'ANSA che hanno confermato ciò che ci era stato detto, noi non lo sapevamo ufficialmente, quando ci sono state le sue dichiarazioni, allora abbiamo capito che ciò che era stato detto era vero, così come sono uscite da voi le tre ipotesi. Vede, noi non ci siamo inventati assolutamente nulla, né abbiamo fatto alcuna dichiarazione, per quanto ci riguarda, proprio nessuna: abbiamo semplicemente dato conto di ciò che accadeva ai lavoratori, che giustamente si sono preoccupati, perché bisogna riconoscere che, quando prendete una decisione, voi non la concordate mai con nessuno, l'avete fatto in tutti questi anni e continuerete a farlo. Non veniteci quindi a raccontare fesserie, per non dire altro, se voi decidete di passare al privato, apparirà magicamente la società con una delibera che la costituisce e magicamente ci sarà il passaggio, con buona pace di tutto questo discorso che stiamo facendo adesso.
Se poi vogliamo parlare un po' di risorse, allora di risorse da trovare ce ne sarebbero un'infinità rispetto a ciò che viene normalmente sprecato dalla Giunta, rispetto a ciò che viene fatto. Devo ricordare qualcosa o basta che apriamo qualche giornale per vedere tutto quello che avete combinato ultimamente? Vede, Assessore, se volessimo veramente dire ciò che sta accadendo, sta accadendo l'ennesimo furto alle spalle dei più deboli, perché non è soltanto il sistema sanitario che ha bisogno di soldi e che ormai è in crisi perché ci hanno tagliato le risorse, è tutta l'Amministrazione che non funziona, che non va e che non ha soldi, ma è da un po' che ve lo stiamo raccontando o no, Assessore? Purtroppo però non state facendo nulla. State semplicemente tagliando sui più deboli. Qualunque cosa facciate la pensate e la gestite tagliandola sui più deboli, su chi non si può difendere, perché poi c'è un ricatto occupazionale che voi mettete in atto: se non facciamo il taglio, poi perderemo posti di lavoro, poi gli anziani andranno verso il privato e, di conseguenza, resterete senza lavoro. Ha già aperto la porta per dire: "domani mattina o accettate questa minestra, oppure tutti a casa". Non è un bel modo di fare, perché a voi dei lavoratori, fra parentesi anche molti vostri elettori, non ve ne frega assolutamente nulla: questa è la realtà!
Io, Assessore e Presidente, quindi direi che, prima di arrabbiarsi per il fatto che c'è stata una fuga di notizie, dovreste in qualche modo gestire meglio certi rapporti, ma soprattutto informare chi prende le decisioni, cioè in teoria questo Consiglio. I dati sono assolutamente fasulli, com'è accaduto per gli asili, perché c'è tutto un sistema che non funziona e che non è in grado di gestire questo passaggio, ma di questo voi non ve ne siete ancora accorti. Adesso siete qui a rassicurare che non è successo nulla, ci siamo inventati tutto, ma noi non ci siamo inventati assolutamente nulla. Io dico ai lavoratori che ci stanno ascoltando di stare molto attenti, perché di voi non ci si può fidare: questa è la realtà ed è quello che è accaduto fino adesso.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Grazie Presidente.
Io penso che il primo dato che emerge è, per favore, parlatevi in Giunta. Il dato fondamentale è questo: parlatevi in Giunta, perché, Presidente, quello che lei ha detto è tutt'altra cosa di quello che ha detto l'Assessore in Commissione. Se lei è per la trasparenza, siamo tutti d'accordo a pubblicare quello che è stato detto in Commissione dall'Assessore e dal dottor Nuti? Così almeno facciamo chiarezza subito se c'erano o non c'erano le tre ipotesi o quant'altro. Subito lo chiariamo, così almeno evitiamo questi malintesi, se siamo tutti d'accordo, diciamo cos'è stato detto. Questa è la prima considerazione da fare.
Poi non è proprio il caso di minimizzare quello che è successo, perché quando lei, Assessore, mi viene a dire che per lei le OSS del territorio e della sanità sono uguali, io le ricordo di nuovo la delibera n. 136 in cui le OSS, per quello che riguarda il sanitario, vengono stabilizzate e assunte a tempo indeterminato e a tempo determinato, le altre vengono messe in discussione, allora non è proprio uguale, anzi.
Seconda considerazione: ma perché nessuno qua ha detto a chiare lettere, tornando a quello che ha detto lei, Presidente, che erano nate per un discorso. È chiaro che era nate per un discorso del tutto particolare, ma ci ricordiamo anche che - lei ed io siamo di Brusson -, quando abbiamo rifatto la micro di Vollon, abbiamo venduto dei monoblocchi di cucine nuovi perché mai nessuno li aveva utilizzati, perché da sociali sono passate a sanitarie, e nessuno dice che il costo dello stesso anziano, magari con un trattamento PEG o quant'altro, al Beauregard costa tre volte tanto, di questo stranamente ci si dimentica.
Quando si vuole andare verso una direzione, bisogna prendersi la responsabilità politica e avere la correttezza di dire le cose come stanno. Quando lei, Presidente, e soprattutto l'Assessore, ci venite a dire che il privato si sta mettendo in concorrenza con il pubblico, io le ricordo che nessun privato qua è autorizzato a costruire o ad aprire una micro se non ha l'autorizzazione di una delibera di Giunta che lo accredita, fate del terrorismo, ma voi lo state facendo, non noi, ci va l'accredito sennò nessuno apre qua...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...non è più valida questa? Abbiamo capito, adesso cambiamo anche il contenuto delle delibere, perché l'articolo 38 è questo.
Altra considerazione. Se il sistema nella sua globalità non regge più, non è che, da una parte, noi prevediamo sul bilancio regionale delle risorse per adeguare i contratti del comparto e, dall'altra, parte mettiamo in discussione 700 persone di comparto. Ci sono i contratti di solidarietà, sSe proprio il sistema non regge, si chiamano i sindacati che faranno la loro parte e si andrà verso il contratto di solidarietà, no mettere in discussione 700 persone che hanno il solo torto di non aver fatto politica e di aver fatto un lavoro molto pesante. Lei poi ha detto un'inesattezza, Presidente, perché il costo dell'Evançon è 112, non 95, basta guardare sul sito, che è uno dei più bassi.
Detto questo, per quello che è il futuro, è un futuro in grande dubbio. Noi siamo sicuri che voi non riuscirete in questo vostro progetto veramente folle: non ci riuscirete perché saranno i dipendenti che riusciranno a difendersi e noi siamo scandalizzati che abbiate anche solo potuto pensarlo.
Concludo con due considerazioni: una è riferita al fatto che davvero non interessa, perché dopo questi due interventi sembra che ci sia un mandante e un esecutore, ma a me non interessa, e le ricordo, Assessore, che in Commissione le avevo chiesto che nel comunicato congiunto lei mettesse un passaggio dicendo che è salvaguardato il contratto di comparto. Lei ha risposto che non aveva il mandato politico per scriverlo, è la verità o no?
(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
...perfetto. Quando in Commissione da un Assessore viene detto che non ha il mandato politico per mettere una clausola a tutela di chi lavora, scusate, ma, a mio parere, il progetto è più avanti di quello che avete voluto far credere.
Termino annunciando quella risoluzione e chiedendo di fare una riunione dei Capigruppo per vedere se è possibile discuterla per un discorso di maggiore informazione necessaria in questo momento. Grazie.
Presidente - Grazie collega Gerandin. Colgo l'occasione per comunicare all'aula che è arrivata una richiesta verbale di una delegazione dei lavoratori per poter incontrare i Capigruppo, il Presidente e l'Assessore competente. Se siamo d'accordo, quindi possiamo fare la sospensione per incontrare questa delegazione, così possiamo discutere anche della richiesta che ha testé avanzato il collega Gerandin. Collega Chatrian, chiede la parola per cosa? Per mozione d'ordine?
Chatrian (ALPE) - Nessuna mozione d'ordine, solo dal punto di vista organizzativo, ha ben detto il collega Gerandin, al di là di incontrare - su cui siamo d'accordissimo - la delegazione, vi abbiamo presentato una risoluzione su questo tema, gradiremmo discuterne nella Conferenza dei Capigruppo serenamente. Ci sembra naturale affrontare la risoluzione dato che tre forze hanno presentato proprio su questo tema così sentito e numerose persone hanno preso ferie per audire le questioni che vengono portate in questo Consiglio e non al punto n. 51, che potrebbe essere discusso domani o a tarda serata.
Presidente - Come ho detto poc'anzi, è inserito un incontro con questa delegazione e anche la discussione di quello che lei ha testé proposto. La sospensione è accordata per l'incontro con questa delegazione dei lavoratori.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,27 alle ore 19,09.
