Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1984 du 5 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1984/XIV - Risoluzione: "Avvio di un percorso condiviso con la V Commissione consiliare e le organizzazioni sindacali di riorganizzazione dei servizi di assistenza agli anziani ed inabili".

Viérin M. (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori. Innanzitutto, a nome di tutti i colleghi della Capigruppo, ringrazio la delegazione che abbiamo incontrato per la pacatezza nell'esposizione e il confronto che ha avuto con la Conferenza stessa. Detto questo, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di iscrivere subito la risoluzione presentata e di discuterla immediatamente, quindi porrei in votazione l'iscrizione al dibattito della risoluzione presentata alla Presidenza. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Discutiamo quindi della risoluzione presentata iscritta al punto n. 51.01 dell'ordine del giorno. La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

Abbiamo presentato questa risoluzione con l'obiettivo di ricondurre l'argomento al punto di partenza. Questa è stata una settimana molto delicata, in primis per le persone che lavorano nei servizi, per le loro famiglie, come abbiamo messo nelle premesse, anche per la comunità, perché chi ha degli ospiti nelle strutture non può che essere preoccupato di notizie come quelle che sono apparse sui giornali. La risoluzione quindi va nella direzione anche di raccogliere le risposte che abbiamo sentito da parte del Governo. Mi permetta una battuta, Assessore, io credo che anche i sindacati d'ora in avanti si porteranno un registratore alle audizioni con lei, perché io le posso assicurare che, sentendoli qualche giorno dopo, la preoccupazione per le cose sentite nella prima riunione era tanta.

Detto questo, è ora di non creare più allarmismo. Abbiamo delle persone in sala che, oltre a ringraziarle per aver perso del tempo, le ringraziamo perché la delegazione che le ha rappresentate - come ha detto bene il Presidente del Consiglio -, oltre ad aver esposto in maniera pacata, ma sufficientemente argomentata le questioni e le cose che preoccupano, ha saputo rappresentare quel momento che è anche un momento di politica. Ci sono dei cittadini allarmati, i cittadini sono qui oggi a farsi sentire dai politici, che hanno un ruolo: quello di ascoltare e poi anche di sapersi confrontare e rappresentare i problemi per i quali oggi ognuno di noi qui ha un ruolo. Io quindi non vedo negativo e neanche pericoloso il fatto che i giornali ad un certo punto ricerchino delle informazioni e propongano delle informazioni, se siamo capaci di gestire i nostri ruoli, incontrare la gente non ci deve far paura, soprattutto incontrare le persone che sono preoccupate, come in questo caso, per il lavoro che fanno e che fanno da tanti anni. Informare il cittadino è un dovere dei giornalisti.

Non rispondere ad una domanda, Assessore, è possibile. Se lei avesse detto chiaramente il primo giorno che non ci sono ipotesi, che non ci sono proposte di lavoro e che la Giunta sta facendo degli incontri semplicemente perché sono in corso delle valutazioni, credo che immediatamente tutta una serie di polemiche si sarebbero spente. La prima ANSA di giovedì mattina è stata la sua risposta con le tre ipotesi. La preoccupazione nasce da lì. Prende qualche giorno, arriva in Commissione e prima di entrare in Commissione fa un'altra intervista, dove dice esattamente il contrario di quello che dirà poi in Commissione. Oltre al registratore, lei si deve anche far assistere da un comunicatore ogni tanto, perché probabilmente in buona fede dice cose diverse da quelle che poi vorrebbe dirci, perché in Commissione c'eravamo tutti quando le abbiamo proposto un comunicato congiunto e il collega Laurent Viérin si è accorto che nel frattempo era uscita un'ANSA dove l'Assessore ribadisce quello che ha detto giovedì. Allora ci siamo guardati tutti e ci siamo chiesti: "ci siamo o ci facciamo?", perché cominciava a diventare difficile stare nella discussione.

Io capisco che sull'Assessore Fosson ormai la pressione è tanta. Gestisce 240 milioni di euro di sanità, gestisce problemi nel sociale, ci sono una serie di difficoltà che sono cadute sulle sue spalle e bisogna dire che non sempre la maggioranza lo ha tenuto su con la schiena dritta. Sovente si è dovuto difendere da solo e anche questa volta mi sembra sia andato un po' in fuga, nella quale la sua squadra non è che lo abbia più di tanto coperto. È un problema che non riguarda noi su quest'argomento, però è un problema generale, noi oggi viviamo una difficoltà di bilancio che nasce...e io spero che il Governo e i nostri Parlamentari si ricordino sempre del fatto che lo Stato con la faucheuse, come si dice per essere chiari, nel corso di questi ultimi cinque anni ha dato delle belle spazzolate al bilancio della Regione. Se, a fronte di una carenza di risorse così importante, si affronta in maniera preoccupata ma seria l'argomento dei tagli e della riorganizzazione, ha senso, ma se di volta in volta aggrediamo dei settori cercando forse di isolarli anche dal resto della situazione di bilancio, è chiaro che poi chi viene aggredito può solo reagire come hanno reagito oggi le persone che sono qua, può solo reagire in questa maniera e le ringrazio per la civiltà della loro presenza, che, a mio avviso, dà dignità anche al nostro ruolo.

Sugli anziani però cerchiamo di essere chiari. Vogliamo riproporre quegli schemi degli assistenti sociali, dove abbiamo assistenti sociali pubblici e assistenti sociali gestiti dalla società di servizi? Gli asili nido la stessa cosa. Noi vogliamo spezzare il nostro welfare in un misto pubblico-privato senza un orientamento, senza un coordinamento? È questo il nostro obiettivo? E l'analisi di riorganizzazione va solo per abbassare gli stipendi delle persone? Io spero che noi come politici tentiamo di mantenere i livelli che abbiamo e cerchiamo di portare quelli che guadagnano meno a questi livelli. Il nostro obiettivo è cercare di garantire un benessere alle persone che oggi sono in difficoltà. Sappiamo tutti quanto è difficile garantire un futuro ai giovani già con il precariato, se poi al precariato ci aggiungiamo stipendi ridicoli come quelli che vengono offerti, direi che abbiamo fatto tutto. Il nostro obiettivo nella riorganizzazione è quello che ci è stato anche fatto osservare di cominciare ad andare a vedere chi fa bene il suo lavoro, quali sono quelle strutture che, pur essendo piccole, continuano a rimanere aperte, perché politicamente è lì che bisogna essere forti davanti a qualche Sindaco che non ha voglia di farsi piegare, ma non si deve piegare un Sindaco, si deve aiutare un sistema. Chiudere una micro oggi aiuta a far stare in piedi un sistema, soprattutto quando si tratta di cinque chilometri di distanza tante volte, o di dieci chilometri. È lì che la serietà di noi tutti deve venire fuori, perché che ci sia un problema di tipo economico l'abbiamo ormai detto e ridetto tutti quanti, ma che questo problema nel giro di quattro mesi diventi un problema solo dei servizi per gli anziani, non trovando le risorse in bilancio per affrontare con serenità il 2016 e poi oggi partendo in maniera così decisa su un'ipotesi che abbiamo capito non esserci, questo insospettisce.

Vi vorremmo quindi riportare all'argomento di oggi, chiedendovi attraverso questa risoluzione tre impegni: il primo è quello di sospendere quello che abbiamo capito non esistere, quindi voi sospendete l'inesistente e noi siamo contenti, credo anche quelli che sono in platea, abbandonate l'ipotesi di cambiare il contratto, quindi licenziarle e farle riassumere da qualche parte, anche questo non esiste, sospendiamo quello che non esiste... Avviare poi un percorso in V Commissione dove ci siamo noi, ci siete voi, i sindacati e magari audiamo questa bella delegazione di OSS - che hanno dimostrato, oltre di conoscere il loro lavoro, a mio avviso, anche di essere serie nel valutare i problemi che stiamo vivendo come valdostani e come Valle d'Aosta - e facciamo un percorso insieme che ci porti a riorganizzare, ottimizzare, ridurre i costi, ma facendo parallelamente le stesse cose dalle altre parti, partendo questa volta da dati certi. E su questo il collega Guichardaz è corretto, più volte lo ricorda, partiamo da dati certi in Commissione, perché il collega si ricorda bene che alcuni dati incerti degli asili nido probabilmente hanno fatto fare anche alla maggioranza qualche errore: su tutti l'asilo nido di Pont-Saint-Martin, del quale avremo poi modo di parlare, che è stato punto di riferimento della quota capitaria degli asili nido, poi abbiamo visto che era il punto di riferimento solo di un pezzo di bilancio.

Questo quindi è l'atteggiamento che abbiamo, non è un atteggiamento di rabbia, di collera: è un atteggiamento di responsabilità per recuperare la tranquillità delle persone che sono qui oggi e anche di quelle che non ci sono, per dare ai nostri servizi di eccellenza - e quelli degli anziani sono servizi di eccellenza - una prospettiva futura di sostenibilità che non passi attraverso qualche frivolezza di gestione del privato. Al privato dobbiamo arrivare dopo aver dato delle regole chiare, perché il privato non si deve denigrare, con il privato noi dobbiamo lavorare. La prospettiva futura è quella di avere una sinergia pubblico-privato, ma non una deregulation verso il privato solo per recuperare dei soldi. Con quest'atteggiamento chiaramente vi chiederemo di sostenere la risoluzione con noi e noi la porteremo avanti con la massima tranquillità e serietà. Grazie.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Il collega ha illustrato la risoluzione che abbiamo presentato. Qualche riflessione. Noi abbiamo dei ruoli diversi, noi abbiamo un ruolo ispettivo di controllo, di pungolo, di stimolo, di proposta, poi però chi approva le delibere di Giunta è il Governo regionale ed è normale che sia così. Ma proprio per quello la domanda forte che vi facciamo - e questo è un esempio - è quando ci sono delle criticità, di trovare delle soluzioni migliori. Il più grande dispiacere di tutta questa prima fase è sul metodo di lavoro, evitate se non avete ancora scelto, se non avete delle simulazioni, se non avete delle proiezioni, perché dovete ancora discutere al vostro interno e perché non è semplice, perché ci sono meno risorse, meno soldini a disposizione...noi vi chiediamo, se è possibile, prima di andare a vedere le carte, di mettere tutto sul tavolo quello che c'è e avere quella contezza giusta come un buon padre di famiglia deve fare nel momento in cui il portafoglio per l'anno successivo indica un segno negativo perché ci sono meno disponibilità. La domanda è veramente forte.

Questa risoluzione che vi abbiamo presentato oggi, al di là se non c'è da fare nessuna sospensione perché nessuna ipotesi è stata tracciata, scritta su un carnet, un foglio o che cosa...ma a maggior ragione non utilizzate il metodo della non contezza. Io non sono nella V Commissione, ma vi ho partecipato, ho ascoltato e ho fatto diverse domande con le colleghe Morelli e Certan su questo tema, ma non è possibile affrontare un tema così delicato senza un'inquadratura, senza un minimo indicatore, un dato che sia uno. Presidente Rollandin, lei non era presente in Commissione, ma i suoi colleghi di maggioranza erano presenti, noi non abbiamo avuto in queste settimane un dato che sia uno su questo tema ed è comunque da tre settimane che se ne parla. Stiamo parlando di personale, di servizi, di sociale, poi di posti di lavoro, quindi stiamo intervenendo direttamente su un settore comunque fragile, delicato. Io le dico che non ci è stato fornito un dato che sia uno. Come possiamo fare delle analisi, come possiamo scornarci se la pensiamo diversamente, avendo un ruolo diverso che non è quello dell'Esecutivo, se non abbiamo neanche un foglio, un A4 con quattro proiezioni e lo stato dell'arte della situazione? Noi siamo stufi di sentirci dire che le Unité non caricano o non scaricano bene tutti i dati, siamo nel 2016! Un Assessorato che sia un Assessorato non può affrontare tale tema in Commissione senza uno straccio di donné, di dati, non è corretto né nei nostri confronti, ma soprattutto per chi ci lavora, per chi rischia di perdere un posto di lavoro, non abbiamo avuto un dato che sia uno in Commissione.

Seconda considerazione sugli scenari. La coperta, lo sappiamo, è più corta, quindi a maggior ragione dobbiamo trovare delle soluzioni che garantiscano, da una parte, la qualità del servizio e, dall'altra, i posti di lavoro, quindi quella sostenibilità che penso sia l'equilibrio più difficile da mettere insieme. Noi il nostro contributo ve lo portiamo ma se abbiamo sul tavolo le carte, che devono essere trasparenti, perché non è il segreto di pulcinella! Mi hanno detto, "m'an deu", ma il "m'an deu" nel 2016 non può più esistere nel gestire! Non lo fa più neanche una famiglia, che non deve gestire un'impresa ma il portafoglio della famiglia, perché altrimenti il 31 del mese i conti non tornano e i costi sono superiori ai ricavi. A livello di metodo chiediamo proprio al Governo, alla maggioranza perché c'erano diversi colleghi della maggioranza in difficoltà in Commissione, perché ci confrontiamo su delle ipotesi senza dati, senza proiezioni, senza simulazioni e quindi è difficile scornarci o comunque mettere sul tavolo delle eventuali controproposte.

Io spero che da parte della maggioranza ci sia la volontà di approvare questa nostra risoluzione, perché il terzo punto, quello di avviare con la V Commissione un percorso, riguarda il metodo ma il secondo punto riguarda la sostanza. Il resto è fuffa, perché la maggioranza, anche se verrà in Commissione, può decidere la sua strada perché questa è la democrazia: la maggioranza può decidere la sua strada. Sul secondo punto, dove noi chiediamo veramente di non toccare il discorso contrattuale del personale, altrimenti qui dobbiamo mettere nel calderone tutto il comparto pubblico, tutta la macchina pubblica e soprattutto tutto il mondo parapubblico, cioè le famose società controllate e partecipate, perché non siamo d'accordo che si inizi a smantellare in un piccolo settore, piccolo o grande che sia, perché ne va comunque della dignità di un modello e delle persone, su questo veramente noi terremo la barra dritta. Oltre a cercare di tenere la barra dritta, penso che la sfida più difficile - perché è una sfida, andare a vedere le carte e trovare nuove soluzioni per risparmiare è una sfida non facile - è quella di gestire i processi ma soprattutto governare le ristrutturazioni. Governare vuol dire accompagnare, trovare comunque delle compensazioni e trovare degli equilibri fino a dove possiamo arrivare come qualità del servizio e diminuire leggermente per abbassare i costi: questa è sicuramente la sfida più difficile. Per dare gambe a questa sfida, noi dobbiamo avere l'analisi di contesto che oggi metà di questo Consiglio quasi non ha, e non penso che i colleghi di maggioranza, i Consiglieri quanto meno, ce l'abbiano, l'Esecutivo magari le ha, noi ci siamo confrontati in questi giorni in Commissione con i colleghi di maggioranza e non hanno l'analisi di contesto su questo dossier, ma non possiamo affrontare un tema così delicato senza avere un'analisi di contesto anche economico, ma non solo: qualità del servizio, declinazioni, strade da intraprendere e governare i processi.

Questo è il contributo che volevo portare su questo tema, partendo dal principio che ci diceva poc'anzi il Presidente, negli anni Ottanta si iniziò una certa strada. Gli anni Ottanta sono quasi 40 anni fa, noi solo 5 anni fa avevamo 1700 milioni di euro, oggi abbiamo 950 milioni di euro. Sicuramente quindi il processo va gestito in una maniera diversa, ma il metodo di lavoro è fondamentale.

La barra dritta deve essere mantenuta sul punto n. 2, cari colleghi di maggioranza, che è quello di non toccare...l'ipotesi di modifica del contratto di lavoro attualmente delle persone che lavorano nel comparto pubblico. Mi piacerebbe sentire anche altri colleghi di maggioranza con i quali fino a pochi mesi fa abbiamo fatto una battaglia su questi temi. Stiamo toccando un settore molto fragile, un settore oltretutto dove le percentuali saranno sempre più alte, perché questi sono i dati che ce lo dicono, gli anziani saranno sempre di più, ma non solo in Valle d'Aosta. A maggior ragione noi dobbiamo governare il processo, accompagnarlo e ristrutturarlo insieme, ma tenendo la barra dritta, sotto quella soglia non possiamo andare: questo è il nostro invito. Grazie.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Anch'io per appoggiare ovviamente con fermezza questa risoluzione. Questa vicenda, secondo me, apre un discorso politico generale molto più ampio. Quando avevamo i soldi, quando il bilancio era di 1600 milioni, potevamo dividerci e frazionarci in migliaia di pezzi. Eravamo tutti divisi, ognuno aveva il suo magnifico orticello, se lo gestiva con più o meno risorse, riusciva a ricavarne più o meno frutta e ortaggi, però tutti quanti ne avevano un pezzetto. Via via che le cose sono cambiate è successo che alcuni orticelli hanno cominciato a scomparire o, se preferite, a seccarsi. Non c'era più acqua, non c'era più modalità di gestione e adesso scopriamo che tutto il nostro sistema di orticelli non serve più e soprattutto fa acqua da tutte le parti, non funziona più, ci sono sprechi dappertutto. Lo ricordavano i miei colleghi, forse l'aver frazionato in maniera eccessiva per calmare tutti gli appetiti che c'erano è stato un errore, forse pensare di poter mantenere questo modo di essere...beh, adesso mi sembra veramente esagerato.

Quando voi non accettate una risoluzione di questo tipo, nella quale si dice che bisogna venire in V Commissione a discutere ciò che sarebbe meglio fare è perché avete ancora una volta degli orticelli da gestire. Io traduco dal politichese, cerco di parlare in maniera meno forbita dei miei colleghi, anche perché non sono capace di essere così forbito. Io credo che voi semplicemente non abbiate capito una cosa importante, cioè che non è più modo di avere una macchina come quella che abbiamo, fatta di 74 Comuni, le 9 Unité, tutto quello che sappiamo e che abbiamo in piedi e che non è più gestibile. Tutto questo però viene fatto in danno ai servizi essenziali, "vabbè, tanto quelli sono costi che possiamo in qualche modo tagliare sulle spalle di chi è stato diviso fino a ieri". Oggi avete scoperto che magari alcune categorie decidono di mettersi assieme, anche se sono state divise fino al giorno prima perché forse cominciano a capire prima di voi che, in caso di necessità, è l'unione che fa la forza, non è certo la divisione, e non è più il tempo di andare a pregare per ciascuno perché non ce n'è per nessuno, o forse ce n'è ancora per qualcuno, ma pochi, la maggior parte resterà inevitabilmente esclusa.

Qui non si tratta di cavalcare la protesta di nessuno. Voi dovete comprendere che il mondo fuori ormai è completamente diverso da quello che voi gestite e immaginate, è un altro mondo. Quando le stesse operatrici fanno notare che ci sono sprechi, ci sono questioni che andrebbero tagliate, che sono disponibili loro stesse a segnalarle per prime, vuol dire che forse hanno maggiore consapevolezza civica rispetto a voi, che invece fate giochini di potere. Voi dovete semplicemente prendere atto che se questo sistema va riformato, va riformato nel suo complesso e certo non potete venirmi a dire che non ve l'ho già detto da anni questa cosa, sono anni che ve la sto ripetendo in quest'aula, lo sapete, non sto dicendo cose assolutamente nuove, anzi.

Quello che io non condivido del vostro modo di fare è che continuate a prendere decisioni senza avere nessun dato e il più delle volte semplicemente per tamponare, ma di taccone in taccone non c'è più manco la ruota. Prendete un po' di coraggio, chiamiamolo così, tagliate i ponti rispetto a ciò che avete e date finalmente un futuro a questa Regione, perché ad oggi non vi sta dando non nessun futuro, o, Presidente, il futuro è il 4K? O, Presidente, il futuro sono i soldi del Casinò? È quello il futuro? A me non sembra. Non mi sembra tutta questa grossa azione di rilancio. Forse ad un certo punto dovreste capire che se non siete adatti a gestire una situazione nella quale non ci sono più risorse, perché avete sempre gestito un mondo in una situazione nella quale c'era un'enormità di risorse, forse siete inadeguati per questo ruolo.

Il mio collega Bertschy benevolmente ha detto: "fuga in avanti", io credo invece che qualcuno, Assessore Fosson, la manda avanti e poi la lascia scoperto, glielo dico sinceramente, e questo non solo la indebolisce politicamente, ma vuole in qualche modo metterla in difficoltà per farla fuori da un punto di vista politico, perché avete ancora in testa questi giochini, pensate che questo sia il vero problema, il vero problema invece è che sono finite le risorse e questo sistema va riformato nel suo complesso, totalmente. Se ci sono da fare sacrifici, vanno fatti per tutti e non solo per qualcuno. Se c'è da prendere dei dati, devono essere dei dati completi, non solo di un settore piccolo, di un altro settore e così via.

Ormai abbiamo capito che questo sistema così com'è deve essere smantellato completamente, oppure, perché c'è anche un aspetto diverso, dobbiamo far aumentare le entrate, siamo senza soldi, diciamo sempre che dobbiamo tagliare perché ce ne arrivano di meno, ma non parliamo mai del fatto che forse dovremmo aumentare le entrate. Non vorrei parlare della dismissione degli immobili perché mi viene da ridere, non li venderemo mai, però in sostanza non c'è questa possibilità, lo sapete anche voi. Nonostante tutti quanti i servizi nei quali siamo soci aumentino a dismisura, questo non ci fa aumentare le entrate: ad esempio, l'autostrada, non è che ogni volta che aumenta noi automaticamente diventiamo più ricchi come Regione, anzi, e questo è un altro elemento su cui riflettere. Siamo sempre all'interno di cose che alla fine non ci permettono di guadagnare, ha un senso? O le dismissioni sono per quelle cose da 0,5-0,7 percento? Abbiamo fatto un piano di dismissioni da alcune società che erano talmente piccole le percentuali che facevano ridere, anche lì va fatto un ulteriore ragionamento. Io credo che sia giunto il momento che prendiate coscienza fino in fondo che è cambiato il mondo, siamo nel 2016, ma non solamente da un punto di vista tecnico, anche da un punto di vista civico. Io credo che voi cominciate a comprendere fino in fondo che forse le persone sono stanche di avervi come classe dirigente perché non riuscite a dirigere. Presidente Rollandin, lei forse magari ha anche qualche idea, io non penso che non ne abbia nessuna, giusta o sbagliata che sia, a parte che mi piacerebbe sapere quali sono ogni tanto giusto per poter dire anche la mia, ma soprattutto queste idee dovrebbe trasmetterle ai suoi colleghi Assessori perché sennò vanno per i fatti loro e combinano le peggio cose - non mi riferisco solo all'Assessore Fosson - e poi le tocca sempre rincorrere e le tocca sempre dire: "non è vero, non abbiamo detto questo", "non è successo quello", "non abbiamo fatto quell'altro". Se lei è l'unico che ha una visione, ce la racconta, magari ne discutiamo, la fa presente anche ai suoi colleghi, la fa presente anche ai Consiglieri di maggioranza e finalmente riusciamo a parlare di politica in senso serio e compiuto, altrimenti stiamo solo perdendo tempo o, meglio, voi perdete tempo, ma le persone fuori restano senza lavoro, vivono malissimo perché non hanno futuro, i valdostani vanno via, vanno a trovare lavoro fuori Valle e ritorniamo a quello che avevamo negli anni Settanta quando non c'erano soldi, era un po' diversa la situazione, se è lì che dobbiamo arrivare, ce lo può dire, prendiamo atto e ci mettiamo in moto per farlo, magari un certo numero di persone decide di andare via e va via, ma almeno ditecelo!

Presidente - Altri Consiglieri chiedono la parola? Non vi è nessun'altra richiesta, pertanto chiudo la discussione generale. Per la replica, la parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Ho ascoltato con grande attenzione i delegati che hanno voluto farci parte di una serie di problemi che sono stati qui ricordati e che con molta pacatezza hanno spiegato la loro tensione e il modo con cui hanno recepito alcune notizie, per cui era evidente che ci fosse questa difficoltà nel capire che cosa stesse succedendo. Nell'intervento precedente ho cercato di spiegare cos'è successo e credo di aver detto due cose: la prima, che c'era stata una riunione dove era stata fatta una serie di ipotesi di lavoro e si era detto: "ci sono queste situazioni oggi sul campo, però, per prendere una decisione, dobbiamo avere dei dati confrontabili" e ci siamo lasciati da questa riunione dicendo: "troviamoci tecnicamente - e si sarebbero incontrati il giorno dopo tecnicamente con i responsabili dell'Assessorato - per avere un confronto sui dati che ci permetta poi di arrivare ad una conclusione da poter proporre come soluzione a questi temi". Questa è la cronistoria.

Io credo che, quando si dice: "proporre delle informazioni", in questo caso purtroppo si è fatta un'informazione che è partita da qualcosa che non c'era, perché, di fatto, quella situazione che ha creato questo grave malinteso non c'è e non c'era. Avete tutti ricordato correttamente - e vi ringrazio - il fatto che certamente su queste tematiche difficili bisogna fare delle analisi che ci permettano di formulare delle proposte, analisi su dati che sono in continua evoluzione. Non è che il dato di due anni fa vale per il 2015, non vale più, c'è una serie di fattori da integrare e da valutare.

Rispetto alla risoluzione...voglio ricordare che noi in questi due-tre giorni non abbiamo aggredito nessuno, abbiamo cercato solo di spiegare cos'era successo. Voglio aggiungere, su quello che qualcuno ha voluto dire sull'Assessore, che noi con l'Assessore abbiamo discusso, abbiamo parlato e siamo qui a dire qual è la posizione rispetto a questa proposta. Laddove voi chiedete - e il collega Bertschy correttamente l'ha già detto - di sospendere ogni ipotesi, siccome non sono state formulate, non ha senso sospendere quello che non c'è...

Secondo punto. Noi siamo convinti che non si può analizzare solo un aspetto, quest'aspetto del contratto è uno. Noi dobbiamo prenderci l'impegno di analizzare tutti gli altri dati, anche quelli che i rappresentanti dei lavoratori hanno portato alla nostra attenzione, sui controlli, su come ci sono delle difformità nella valutazione e nella gestione, tutti questi punti devono essere analizzati, devono essere presi in considerazione per formulare una proposta. A questo punto giustamente - e vengo al terzo punto - noi abbiamo detto che siamo disponibili ad andare in Commissione a discutere, portando delle proposte con dei dati confrontabili...avendo una proposta, perché se non c'è una proposta, di cosa andiamo a discutere in Commissione? Deve esserci una proposta, dopodiché quei dati uno li legge in un certo modo, l'altro nell'altro, però sono dati oggettivi, non confutabili, altrimenti...come io prima ho detto 95 la Comunità dell'Evançon, e mi ha corretto, ma io ho solo ripetuto quello che ho sentito. Io mi sono fermato e ho detto: "se la differenza da 95 a 115...", capite che c'è un abisso, sono milionate alla fine. Noi non abbiamo fatto alcuna valutazione sul discorso che è stato introdotto progressivamente dell'ISEE, di come viene pagato da parte dei singoli che hanno dei parenti che sono ospiti delle microcomunità. C'è tutta una serie di problemi che deve essere affrontata.

Noi quindi sulla risoluzione, per le ragioni che ho appena detto, ci asteniamo prendendoci però l'impegno di portare, prima di approvarla, la posizione e la proposta in Commissione, in modo che ci sia la possibilità di discuterne con la Commissione, con chi volete voi, e poi di proporre una soluzione che sia chiaramente poi approvata. Non sarà all'unanimità o sarà all'unanimità come mi auguro, però la proposta dovrà rispondere a dei requisiti di correttezza, di utilizzo ottimale dei fondi, perché anche quest'anno i fondi disponibili ci sono, è chiaro, per il 2016, ma stiamo discutendo adesso per capire, come diceva correttamente anche il collega Gerandin, per il 2017. Per dare delle previsioni per il 2017, devo capire che cosa e come attivare dei meccanismi che mi portino poi ad avere dei risultati, perché se inizio a discuterne nel 2017, il discorso è già saltato.

Con questo spirito io ringrazio ancora tutti quelli che sono intervenuti e credo che su questo tema avremo modo di tornare effettivamente con delle informazioni corrette, perché oggi si è discusso su un qualcosa che non è mai stato detto, lo ripeto. Nessuno ha mai parlato di licenziamenti, nessuno ha mai parlato di altri temi e purtroppo questo ha scatenato una serie di reazioni corrette, perché a fronte di questo ci poteva stare, ma non è quello che è successo. Noi quindi ci prendiamo quest'impegno, di lavorare e di portare all'attenzione della Commissione una proposta che sarà il frutto di un'analisi corretta di tutti i dati, della situazione, dei costi e benefici di soluzioni che possono essere le più diverse. Grazie.

Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

Per confermare evidentemente la nostra risoluzione e gli impegni che abbiamo assunto. Ho voluto rendere con un po' d'ironia la proposta, perché queste ANSA purtroppo nessuno le ha mai smentite, e questa è sempre quella del giovedì mattina e sono andate avanti. Lei si ricorda bene, Presidente, che sul 118 immediatamente avete detto: "non è vero, non si va a Grugliasco, non si sposta la centrale unica di soccorso". Su questa cosa qui una smentita...capisce che siamo informatori pubblici, in cinque minuti chiudevamo l'argomento, invece è uscita un po' di una cosa e un po' dall'altra. Presidente, non credo che se non ci fosse la preoccupazione, la sala sotto sarebbe piena. A volte non riusciamo a muovere i cittadini per cose molto importanti, questa volta si sono mossi perché evidentemente la preoccupazione c'è. Questa risposta se da un lato rassicura, perché c'è l'impegno politico di venire in Commissione, dall'altro conferma che evidentemente c'è un lavoro che state facendo e che legittimamente portate avanti. Noi a questo punto vogliamo essere ancora più chiari, nel senso che noi siamo contrari ad ogni ipotesi di privatizzazione di società miste dello status quo. Siamo invece favorevoli ad andare a rivisitare i costi, ad analizzare quello che stiamo facendo e a ragionare in maniera seria perché il pubblico si proponga insieme al privato nella maniera giusta. Perché qui è comodo dire che il privato costa 2100, per il pubblico...intanto non fissiamo mai una quota di partenza e dall'ISEE scendiamo, perché sarebbe forse più giusto dire ad un certo punto quanto costiamo e poi abbassare il costo della retta in proporzione all'ISEE, invece noi facciamo calcoli strani. Se poi uno si trova anche l'assegno di accompagnamento, ci mette anche quello sul reddito, oltre agli immobili e ai rurali che abbiamo in giro per le montagne. Il privato non chiede nulla di tutto questo, il privato ti dice quanto fa, vai, se hai i soldi, ci stai dentro, se non hai i soldi, non ci vai. Io dico che è un po' semplificare ragionare in questi termini, spero che non sia l'ipotesi che abbiamo in mente, perché la quota capitaria di un privato intorno ai 70 euro con strutture che magari vengono a società che in Italia hanno 30-40 strutture per gli anziani, fanno operazioni di un certo tipo per rimanere dentro i risparmi. Gli standard chi glieli ha dati a queste strutture per i privati? Nessuno. Noi ci siamo imposti degli standard dove alcune camere sono delle camere dove si può girare con la macchina dentro. Certo, se si mette un anziano in più dentro una stanza, è una quota capitaria che arriva. L'anno scorso ci sono state strutture alle quali abbiamo negato la possibilità di ampliare la loro possibilità di utenza, quindi se riportiamo tutto al punto di partenza, cerchiamo di mettere anche il pubblico in condizione di essere concorrenziale rispetto a certe situazioni.

Una sottolineatura poi: stiamo ben attenti anche ai posti di lavoro privati, perché lo ha fatto osservare una delle persone presenti, attenzione a non dimenticarsi che poi dietro a certe operazioni non ci sia altro, perché il privato, l'abbiamo visto nei nidi, può essere assolutamente più elastico, dinamico, ci può aiutare, però dobbiamo fare in modo che tutto venga coordinato e abbia una regia di tipo pubblico.

Io spero, Presidente, che quello che lei ha annunciato, sia il lavoro che faremo anche in fretta a questo punto, perché direi che se è vero che stiamo lavorando per il 2017, sappiamo quali sono i tempi di lavoro, siamo ad aprile, appena approvato il consuntivo si comincerà a lavorare sul bilancio di previsione, i 18 milioni di euro degli avanzi d'amministrazione forse ci saranno ancora per un anno, se ci sarà la disponibilità, ma forse no, chi lo sa cosa verrà fatto rispetto a questo, e non vorremmo che sotto la preoccupazione di non avere risorse, intanto la spada di Damocle che è sulla testa di chi lavora per gli anziani compia il suo esercizio finale. Alle persone che sono qua, senza fare operazioni di messa in contrapposizione alle categorie di lavoratori di altre aziende e di altre società, noi promettiamo come gruppo il massimo impegno, massima vigilanza, massima attenzione perché questo servizio non sia visto come ogni tanto lo si vuole rappresentare: fonte di spreco, fonte anche di possibili economie che io vi posso assicurare, avendo cominciato nel 2002 da Presidente di Comunità montana, la prima Comunità montana ad agire per mettere insieme i servizi, che da tanto tempo si cerca di far sì che i servizi costino meno e ci sono persone che a questo si sono dedicate in tutti questi anni e ci si stanno ancora dedicando. Facciamo quindi attenzione a non denigrare né il pubblico, né il privato e facciamo attenzione invece a far sì che le famiglie e gli anziani e i valdostani possano godere di buoni servizi nelle strutture che speriamo di poter ancora dedicare con le nostre risorse, che sono le priorità che ci possiamo dare per il futuro. Il welfare, la sanità, il sociale, gli anziani, i nostri bambini, la scuola sono punti su cui non dobbiamo assolutamente retrocedere, anzi, se possibile, migliorare ancora. Grazie.

Presidente - La parola al collega Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Come gruppo, sicuramente cercheremo di portare le nostre idee, soluzioni, come dicevo prima - perché no? - governare le ristrutturazioni, noi saremo presenti e ci saremo, e questa è la prima considerazione. Voi dite è il minimo, no, il nostro ruolo non è il minimo, quindi noi ci saremo su questo dossier.

Apro invece una parentesi sinceramente più legata a come state operando in questi mesi, in questi anni, come avete operato in diversi settori e devo dire che, come gruppo ALPE, rimaniamo molto preoccupati anche dopo le sue parole, Presidente, perché in questi mesi più volte abbiamo affrontato il tema della sanità, più volte abbiamo affrontato il tema dei servizi sociali e abbiamo affrontato in quest'aula solo pochi mesi fa un tema che è dall'altra parte della barricata, che sono le nuove generazioni, i piccolini, gli asili nido: ecco perché noi manteniamo una grande preoccupazione, perché siete riusciti ad aumentare le rette, diminuire la qualità dei servizi e avete fatto perdere dei posti di lavoro, avete mandato a casa del personale, diverse persone formate hanno perso il posto di lavoro, le tre cose insieme. Noi quindi siamo molto preoccupati perché chi ha un ruolo come il nostro, al di là delle buone intenzioni, dei buoni propositi...o qualche mio collega utilizza sovente il termine "politichese", in questa risoluzione non c'è nulla di politichese.

Il secondo punto è molto chiaro e giustamente il Presidente Rollandin ha detto che è solo un elemento il secondo punto, e condivido con la sua analisi, ma è un punto fondamentale. Per noi quel punto è imprescindibile, perché è da lì che si deve iniziare il percorso e ho ascoltato attentamente le parole del Presidente quando ha riportato le parole dei lavoratori, che ci hanno detto anche delle criticità che bisogna andare a risolvere subito, trovare subito delle soluzioni, a stanare se ci sono degli sprechi, magari se qualcuno fa il furbo, ma stiamo parlando di difformità, qui invece il toro va preso per le corna se si vuole ristrutturare un modello, un sistema. Ecco perché sono ancora più preoccupato di prima: perché questa maggioranza non ha accettato il punto n. 2, che è il punto di partenza. Siamo su due fronti diversi, Presidente Rollandin.

Il terzo punto è l'auspicio, la buona intenzione, lavoriamo, confrontiamoci, troviamo delle soluzioni in Commissione, ma il secondo è imprescindibile, altrimenti vanifichiamo tutto il lavoro e tutto il percorso e ci viene difficile trovare dei punti d'incontro, perché dobbiamo stanarvi, dobbiamo smascherarvi, perché o il bilancio 2017 si è lasciato scrivere, collega Perron, o altrimenti des deux l'une, qualcuno gioca al giochetto delle tre carte di Porta Palazzo. Se nel bilancio approvato dalla maggioranza e per il 2017 ci sono meno risorse, e parliamo di più di 2 milioni, scusatemi, io non ci credo che il punto n. 2 possa rimanere in piedi. Non ci credo e mi dispiace veramente che, dal punto di vista politico, non ci sia uno dei Consiglieri di maggioranza che affronta questo tema, ma non è populismo questo! Allora andiamo veramente a rivedere tutto il sistema Valle d'Aosta legato al comparto pubblico, perché non potete approvare carta che canta, e non le buone intenzioni, il secondo punto se non c'è nulla di deciso, Assessore Fosson?

Se non ci sono ipotesi, è stato tutto uno sbaglio, probabilmente le fughe di notizie...sono scappate, perché il secondo punto non lo potete approvare? Che è la base di partenza nel rispetto dei lavoratori, di questo veramente non mi capacito e non mi fido, cos'è successo per gli asili nido? Siete riusciti ad aumentare le rette, diminuire i servizi e mandare a casa del personale...

(interruzione del Consigliere Guichardaz, fuori microfono)

...avete aumentato le rette, la matematica è molto semplice. Vada a vedere i servizi degli asili nido dopo la vostra riforma, quanto la qualità del servizio si è abbassata, vada pure a vedere...

(interruzione dell'Assessore Donzel, fuori microfono)

...collega Donzel, mi dice di no? Vada a vedere. La invito ad andare a vedere, la accompagno dato che ho dei figli che vanno agli asili nido, la porto e le faccio vedere come, modificata la delibera, si sono abbassati i servizi e come avete accompagnato delle persone facendogli perdere il posto di lavoro, se vuole, la accompagno.

Dato che non mi fido, mi dispiace che sul punto n. 2 comunque da parte della maggioranza non ci sia stata la voglia di dire: "mettiamo tutte le carte sul tavolo", ma una carta non si tocca per adesso, perché se si tocca, si tocca per tutti: quella del comparto pubblico.

Presidente - La parola alla collega Certan.

Certan (ALPE) - Grazie Presidente.

Non ritorno sui temi della parte tecnica, perché è già stata molto ben enucleata dai miei colleghi Morelli e Chatrian, però io ritorno sul metodo, perché l'intervento del Presidente Rollandin è sicuramente stato molto tranquillo, pacato, rassicurante, perché in effetti ci ha detto: "risolviamo immediatamente questi equivoci perché stiamo parlando dell'inesistente". Io mi permetto di chiedervi, Assessori e Presidente, se pensate che tutti questi lavoratori e queste lavoratrici che ogni giorno ci scrivono, ci parlano dei loro problemi, delle difficoltà e delle preoccupazioni - perché c'è una popolazione valdostana che è preoccupata, cosa che non c'era qualche tempo fa - siano tutti, noi compresi, preoccupati per l'inesistente. Lei ci ha detto questo: "inesistente, questa cosa è una cosa montata, non montate la panna". È stato così per i forestali, per la scuola, per il 118, per i trasporti, per la prima infanzia, per il Tor, adesso per le microcomunità e mi fermo, non vado oltre, ma ce ne sarebbero altri tantissimi esempi, è sempre stato così: tutto inesistente? Noi quindi siamo qui a fare il nostro lavoro di Consiglieri regionali sull'inesistente, direi che siamo abbastanza incompetenti per non capirlo? Non credo sia così e mi chiedo se per caso non siete voi ad aver perso la bussola su che cos'è l'amministrare, fare amministrazione per una comunità e non per qualcuno, e quella che è la famosa parolina magica che ci ripetete ogni volta: la condivisione. Le parole hanno un senso, condivisione vuol dire una cosa e noi è da un po' - ripeto: se volete, rifaccio l'elenco dai forestali in avanti - che ci venite a dire che verrete in Commissione, che condivideremo insieme non so che cosa e poi che fate quello che volete e la ricaduta è sulla società valdostana. Ad ogni clair de lune c'è qualche taglio, un po' di qua, un po' di là, si taglia da una parte, si taglia dall'altra e tutti zitti, una maggioranza muta. Una maggioranza che tanto è di 21 persone, quindi è bella forte e compatta e nessuno fiata, nessuno dice nulla.

Secondo me, l'essere amministratori non è un giochino fra noi dell'opposizione e voi della maggioranza cambiando ogni tanto qualche carta così. Siamo tutti, nessuno escluso, responsabili nei confronti dei cittadini e siamo qui per un periodo in loro rappresentanza e quindi dovremmo avere rispetto di questo ruolo. Direi anche che forse è l'ora di smetterla di pensare che siamo tutti sprovveduti e montiamo la panna, perché nessuno di noi ha montato la panna su nessun argomento, cerchiamo solo dai dati e dai documenti che troviamo, perché ogni tanto li troviamo anche per caso, di mettere insieme qualcosa che abbia un senso per questa comunità valdostana.

Ci parlate di autonomia e applicate la legge del più forte; ci parlate di razionalizzazione e sperperate in decisioni assurde che spesso rasentano il clientelare; ci parlate di libertà e di democrazia e applicate l'oppressione perché la perdita del lavoro per dei lavoratori non è solo un momento di crisi economica: è oppressione su una persona; ci parlate di sburocratizzazione e complicate le cose. Per quanto riguarda l'ANSA, i gruppi di minoranza mezz'ora dopo la vostra riunione sapevano della riunione che doveva essere solo di apertura di un tavolo, ma nessuno si è permesso di fare niente, i gruppi di minoranza hanno fatto un comunicato stampa dopo che è uscita la notizia ANSA della maggioranza, quindi nessuno ha complicato le cose con comunicati stampa. Ci parlate di trasparenza e ogni volta tutto è più superficiale e opaco; ci parlate di meritocrazia e spesso solo chi garantisce obbedienza viene ascoltato. Ora vi chiediamo di avere rispetto anche nei nostri confronti e del nostro ruolo, perché noi non abbiamo montato la panna con niente e non credo che stiamo discutendo dell'inesistente. Portate rispetto!

Presidente - La parola al collega Gerandin.

Gerandin (UVP) - Merci Président.

Prima di tutto volevo ringraziarvi per aver accettato di discutere questa risoluzione. Non era così scontato, pertanto io lo vedo come un gesto di apertura, un gesto, se vogliamo, di riflessione sulla gestione di una vicenda che non poteva che portare questo disagio, per cui su questo ci tengo ad essere corretto e a dire che non eravate obbligati, è stato comunque un gesto di responsabilità e di apertura, su questo non possiamo che essere d'accordo e sperare che sia di buon auspicio.

Sul futuro io penso sinceramente che se si vuole fare un po' meno politica e buona amministrazione, ci sono due percorsi da fare: il primo è quello legittimo, che lei, Presidente, e anche lei, Assessore, avete detto, cioè quello di dire: "siamo in un momento di grande difficoltà, stiamo valutando gli interventi da fare, faremo delle proposte". Vi è un altro elemento che io penso sia d'obbligo per i cittadini valdostani e per queste persone che sono qua sotto, questi operatori che hanno espresso questa preoccupazione, perché, quando si parla di posti di lavoro, è chiaro che non c'è da essere tanto tranquilli dopo certe notizie, il secondo è il diritto-dovere di dire la verità. Se siamo in un momento di grave difficoltà, che il bilancio non è sostenibile, che il comparto non è sostenibile, fate tutte le analisi settore per settore che volete fare, ma decidete di comparto. Noi non accetteremo mai come forze di minoranza, per quel che ci riguarda, una proposta che sia di riorganizzazione che vada a toccare alcune persone di comparto, se c'è un sacrificio da fare, si fa di comparto. Ci avete messo 4 milioni per i rinnovi contrattuali, metteteli su un piatto, chiamate i sindacati, ma non devono essere questi lavoratori che pagano 2 milioni e mezzo, perché non ci sono. Non è una scusa accettabile per noi. Se la difficoltà c'è, com'è indubbio che ci sia, si mettono tutte le carte sul tavolo, si organizza il comparto pubblico, si chiamano i sindacati che devono fare i sindacati, io non sono sindacalista e pertanto non posso certamente dare indicazioni di questo genere, ma non è accettabile che si vada avanti lavorando su settori che poi alla fine creano preoccupazione.

Presidente, lei giustamente ha fatto la voce grossa quando è stato a Roma due-tre giorni fa sul discorso della compartecipazione delle Regioni a Statuto speciale sul fondo sanitario 2017, ma se non riusciremo a stoppare questa cosa qua, la Valle d'Aosta...5, 10, 20 milioni, non so quanto possa costare, non ho la più pallida idea, ma la prossima volta toccherà ai bidelli o ai guardiani dei castelli? Questo non è accettabile, per cui quello che noi chiediamo è che se un processo di riorganizzazione va fatto, esso sia fatto a 360 gradi, deve coinvolgere tutti e che non ci deve essere nessuna azione di settore di un comparto, perché questi lavoratori hanno gli stessi diritti come le OSS che lavorano in ospedale e come quelli che hanno fatto ogni tipo di percorso pubblico. Se questa è la strada, noi ci saremo, perché l'ho detto all'Assessore il precedente Consiglio e lo ripeto: se possiamo essere utili per quello che riguarda un modello riorganizzativo, ci saremo, ma non provate a metterci sul piatto una proposta che vada a colpire un settore. Queste persone hanno fatto un lavoro che nessuno avrebbe fatto, o pochi hanno fatto, sono in un settore che si colpisce prettamente il discorso del lavoro femminile, che è in grande difficoltà, per cui non è il momento di fare delle fughe in avanti, ma neanche di provarci. Non è neanche il momento di cavalcare politicamente nulla, ci mancherebbe, però su questo la preoccupazione era una preoccupazione a 360 gradi. Questo è il messaggio che vogliamo dare: se serve, ci siamo, ma che sia un processo che riguardi tutto il modello riorganizzativo valdostano. Grazie.

Presidente - Ci sono altri interventi? Non vedo altre richieste per cui pongo in votazione la risoluzione. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 13

Favorevoli: 13

Astenuti: 20 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Marco Viérin)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Con questa votazione si chiudono i lavori del pomeriggio. Ringrazio tutti per il lavoro svolto. I lavori riprenderanno domani mattina alle 9,00.

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La seduta termina alle ore 20.10.