Objet du Conseil n. 1982 du 5 avril 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1982/XIV - Interpellanza: "Interventi presso la società Cervino S.p.A. per una proroga della prospettata chiusura anticipata dei comprensori sciistici di Chamois, Torgnon e Valtournenche".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 35 dell'ordine del giorno. Prego, collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Sta terminando la stagione 2015-2016 a livello sciistico e, dopo un avvio difficile per la mancanza di neve, i primi dati che si stanno raccogliendo nei vari comprensori sono buoni, in certe comunità, zone, vallate più che buoni, in altre hanno tenuto, in altre ci sono delle criticità che bisogna affrontare. La sintesi che potrei fare nelle premesse è che, nonostante la poca neve iniziale, la stagione è stata più che buona. A monte indubbiamente ci sono grandi investimenti che la Regione ha fatto, i Comuni hanno fatto, grandi investimenti anche negli impianti di innevamento artificiale che sono stati fatti negli anni Novanta, i primi, e poi successivamente, e che hanno permesso di innevare a fine dicembre-primi di gennaio quasi tutti i comprensori, quindi grossi investimenti sono stati fatti e il beneficio è per quasi tutte le comunità: comunità più grandi, comunità medie, comunità più piccole.
Assessore Marguerettaz, abbiamo fatto quest'iniziativa perché riteniamo importantissimi diversi elementi: il primo, la possibilità di garantire i posti di lavoro nel comparto, soprattutto quelli stagionali, quindi cercare di trovare la migliore soluzione per garantire mesi di lavoro a chi non ha un lavoro a tempo indeterminato, ma un lavoro a tempo determinato; in secondo luogo una grande stazione come la Cervino S.p.A., che ha fatto rispetto all'anno scorso incassi nettamente superiori con un trend che va oltre il 10 percento, io dico - e più volte l'ho detto al Presidente Rollandin in quest'aula la scorsa legislatura e in questa legislatura - facciamo solo attenzione che i colossi, i grandi numeri dove c'è la trippa, dove ci sono comunque grandi potenzialità aiutino comunque le comunità più piccole, quelle meno fortunate, più fragili, le comunità dove i numeri sono ridotti. Abbiamo presentato quest'iniziativa perché sul territorio...e faccio l'esempio della Valtournenche, i tre comprensori più piccoli: Valtournenche, Chamois, Torgnon, rispetto al Breuil, oggi 5 aprile sono ancora innevati grazie allo sforzo che il pubblico ha fatto in questi ultimi 25-30 anni, sono ancora innevati perché si è deciso di investire in quella direzione. Sabato io ero presente al convegno a Emarèse, dove si parlava di differenziare, di altro turismo, di trovare nuove soluzioni, tutto vero. Qui però quello che sto cercando di spiegare è che gli investimenti pubblici sono già stati fatti, a Chamois, a Valtournenche, a Torgnon e al Breuil-Cervinia sono stati fatti.
La domanda che vogliamo porre al Governo regionale...c'è stato lo sforzo pubblico, c'è stato l'investimento pubblico, c'è stato un investimento anche in questi mesi legato all'innevamento artificiale, soprattutto nei comprensori più piccolini, i tre che vi citavo...ci chiediamo questo, le associazioni sul territorio si chiedono questo, gli attori principali sul territorio si chiedono questo, i dipendenti che sono già a casa perché qualcuno ha deciso che durante la settimana a Chamois si chiude, a Torgnon si chiude il 28 e a Valtournenche si chiude il 10 aprile, nonostante la neve...tutti si chiedono chi deciderà se prorogare o meno, se abbia senso, se è economico, se ha senso per l'indotto. E qui apro una parentesi che il Presidente Rollandin io penso conosca molto meglio di me: gli introiti lordi degli impianti a fune nel mercato normale vengono considerati così, e faccio un esempio. Per la stagione invernale 2015-2016 tutto il sistema Valle d'Aosta incasserà circa 70 milioni di euro, 68-70, l'indotto che questo crea è 1:6, 1:7, vuol dire 500 milioni di euro indotto indiretto e diretto; in Südtirol, nella provincia di Trento ma soprattutto nella provincia di Bolzano questo raffronto viene portato a 1:8, 1:8,5, ma non voglio soffermarmi su quello, perché sono quisquilie. Il ragionamento è, Assessore Marguerettaz, quali sono le motivazioni per cui la Cervino S.p.A. non ha accettato la proroga delle date di chiusura come richiesto da tantissimi operatori del settore senza neppure dare una risposta agli interessati? Le faccio l'esempio di Valtournenche, non voglio scomodare la piccola Chamois di cui parleremo probabilmente in altri momenti e neanche di Torgnon perché altrimenti "ah, è di Torgnon, fa la domanda su Torgnon...", ne parleremo in un altro momento, Assessore, ma gli imprenditori, i commercianti, gli hôtelier di Valtournenche si chiedono veramente chi ha deciso questo.
Seconda domanda. Chiediamo a Marguerettaz "quali sono le intenzioni del Governo riguardo a tali istanze e quali sono le disposizioni che si intendono prendere per le prossime stagioni sciistiche" Diciamo questo perché, oltre ai posti di lavoro a tempo determinato negli impianti, che devono andare a casa e quindi non lavorano più per magari due o tre settimane, c'è tutto il comparto privato, perché io commerciante se ho 10 dipendenti e mi chiudono gli impianti, 5 forse li mando a casa; forse se ho un hôtel, avevo 15 dipendenti, 5 devo metterli o in cassa integrazione o qualcos'altro. È quindi tutta una visione generale di valutare l'interesse globale, totale, io penso che tocchi al pubblico. Allora mi pongo una domanda. Il Cervino, che quest'anno introiterà più di 22 milioni di euro senza Chamois e Torgnon, non ha 30-50 mila euro per allungare di 10 giorni il comprensorio di Valtournenche, dove ci sono 15 hôtel, 50 maestri di sci, ci sono attività commerciali, seconde case, affittacamere? E l'indotto diretto e indiretto? E non ha 20 mila euro per fare una settimana in più a Torgnon? La domanda è prettamente politica. È Finaosta che decide questo? È il Presidente della Cervino? Per i piccoli comprensori e i piccoli numeri, chi li compensa, chi decide tutto ciò?
L'ultima domanda che poniamo è: "se si intende chiedere alla Cervino S.p.A., visto che sussistono ancora i tempi tecnici utili, di prorogare, per il 2016, la chiusura del comprensorio, e in caso negativo, le motivazioni del non prolungamento". Indubbiamente a questo punto solo di Valtournenche per il 2016, perché il termine non è stato prorogato, scadrebbe il 10 aprile, cioè fra 5 giorni, siamo ancora in tempo utile ad arrivare magari al ponte del 25, anche perché il Breuil comunque chiude il 1° maggio, ma neanche, perché farà ancora tre weekend fino a fine maggio.
Se le cose funzionano, se le cose vanno abbastanza bene, in più se i conti tornano, io penso che sia obiettivo di tutti far ricadere anche sulla fiscalità dei privati. Il pubblico investe, lasciamo che i privati possano fare le loro azioni e aumentare il margine operativo lordo della propria azienda, senza dimenticarsi dei posti di lavoro. Io penso che tre o quattro settimane in più nel pubblico, nel privato o nel parapubblico consentano a tutti di dare delle risposte in un momento di grande difficoltà. La domanda è tutta politica, Assessore Marguerettaz, indubbiamente. E avremmo potuto fare l'esempio anche di La Thuile, ma non ci stava all'interno di quest'iniziativa, avremmo dovuto farne una seconda. La Thuile chiude fra pochi giorni, mi sembra che affittiamo a La Rosière tre impianti, perché c'è un sacco di neve...ha grandi investimenti, ma noi da questa parte nel sistema Valle d'Aosta chiudiamo. Queste sono un po' le domande che vogliamo porre al Governo regionale. Ripeto: la stagione sta finendo per quest'anno, ma che serva soprattutto per un altr'anno e che ci sia anche quell'autonomia delle comunità più piccole locali che possano decidere, anche perché hanno delle percentuali all'interno di questi colossi e i Comuni hanno investito parecchi milioni di euro negli anni passati per poter far funzionare il traino soprattutto invernale. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.
Il collega Chatrian pone all'attenzione dell'aula un tema non nuovo, nel senso che direi con una periodicità quasi annuale arriviamo in questa stagione e si sviluppa non necessariamente in Consiglio regionale una discussione dove ci si chiede se sia giusto o meno chiudere gli impianti. Anche perché, al di là dei concetti che sono particolarmente cari al collega Roscio sui cambiamenti climatici, direi che negli ultimi anni abbiamo assistito a delle precipitazioni nevose particolarmente importanti nel fine stagione. Sicuramente il tema della neve può essere un indicatore, collega Chatrian, dovremmo interrogarci anche su un altro dato quantitativo, cioè se ci sono gli sciatori, perché sicuramente possiamo avere della neve, ma potremmo avere della neve e non avere gli sciatori.
Rispetto a quest'argomento, un punto che è stato particolarmente approfondito è la programmazione, l'abbiamo affrontato e voi stessi l'avete posto sul tavolo in altre occasioni che non si possono prendere decisioni all'ultimo minuto, perché se tu hai delle indicazioni, ti programmi in un certo modo. Le date di chiusura e le date di apertura, per intenderci, quindi sono stabilite dal consiglio d'amministrazione con una programmazione annuale in modo tale che gli alberghi possano assumere dipendenti, possano programmare le loro attività, coloro che hanno gli impianti hanno i bar, i ristoranti sulle piste sanno quando devono assumere, quando devono licenziare, cioè c'è una programmazione. Negli ultimi anni abbiamo sempre visto che, pur in presenza di un innevamento importante, i dati purtroppo delle casse sono dei dati assolutamente infelici, nel senso che non parliamo su settimana, che ci sono più addetti che sciatori, ma abbiamo tutta una serie di dati che portano a dire che l'esercizio in quel periodo è deficitario. Abbiamo avuto...io le definisco delle best practice, cioè delle situazioni positive dove gli albergatori, i Comuni hanno detto: "vogliamo aprire" e hanno contribuito mettendo dei quattrini, faccio l'esempio di Gressoney. Ne abbiamo parlato, con il collega Laurent allora avevamo vissuto questo percorso, quindi "a fronte di una richiesta, noi albergatori rispetto ad un deficit, noi Comune rispetto ad un deficit, siamo disposti a contribuire", ed è questa una possibile strada.
Per quanto riguarda i dati che lei mi chiede sul fatto che il comprensorio di Valtournenche chiuderà il 10 aprile, mentre il 28 marzo sono stati chiusi quelli di Chamois e Torgnon, non voglio andare a prendere delle circostanze che possono essere felici o meno, la informo che - non so se l'hanno informata - il pistone di Valtournenche oggi è chiuso perché sono tre giorni che piove, è impraticabile. Da questo punto di vista, quindi, quando abbiamo questa stagione, le condizioni anche delle piste da sci sono delle condizioni non particolarmente interessanti, anzi ci sono degli incidenti, ci sono delle situazioni che sono molto pesanti. Mi creda, collega, poi lei è maestro di sci, conosce molto bene la situazione, quindi è un'operazione non particolarmente interessante, diverso è un settore che è in grande fase di crescita: lo sci alpinismo. In questo momento potrebbero essere prese delle strade molto interessanti rispetto a questo tema e parlo di una stazione che è invece nella mia vallata, se lei va laddove ci sono gli impianti di sci, il parcheggio è quasi tutto pieno di persone che fanno sci alpinismo e quindi creano quel volano per gli esercizi, per i ristoranti, per i bar.
Non credo che possa essere il Governo regionale ad intervenire, anche perché andremmo a sovvertire tutte le regole, nel senso che c'è un consiglio d'amministrazione, si deve prendere le responsabilità, nel momento in cui dovesse esserci un soggetto esterno che interviene, deresponsabilizziamo il consiglio d'amministrazione e diciamo che il deficit che viene prodotto o procurato deve pagarlo qualcuno. Io quindi ritengo che l'attività di programmazione debba essere fatta esattamente come viene fatta oggi, ovvero una programmazione anticipata, una condivisione da parte degli albergatori e degli Enti locali in modo tale che tutti sappiano cosa succede.
L'anno scorso lei si ricorderà che, essendo la Pasqua tardiva, è stato un bagno di sangue, nel senso che tutti si erano programmati per tenere aperto fino a Pasqua, laddove c'era neve, ed è stato un bagno di sangue perché le perdite sono state numerose. Quando arriva questa stagione, la gente probabilmente non vuole andare a sciare, ma d'altra parte lei può fare una lettura al contrario, collega - ma l'abbiamo già detto -, tutti gli impiantisti, tutte le società di gestione ci chiedono di fare dei bacini artificiali, ci chiedono di potenziare l'innevamento perché l'obiettivo primario è quello di aprire prima, quindi riuscire a dare una garanzia all'inizio di dicembre-a fine novembre: questo è quello che chiedono, vogliono aprire gli impianti prima e dicono che nel periodo più tardi della stagione, per accontentare probabilmente una clientela fidelizzata, si fanno delle perdite importanti. Torno a dire che gli albergatori sapevano esattamente quando si chiudeva.
Rispetto a quello che mi dice della chiusura del comprensorio della Cervino, c'è stato un confronto con il Comune di Valtournenche e, rispetto a questo, il Comune di Valtournenche non era ovviamente disponibile alla copertura dei maggiori costi che si sarebbero dovuti sostenere e quindi, a seguito di quella verifica, non vi è stata la prosecuzione, per cui possiamo anche ritornare nella programmazione 2016-2017 su queste cose, però mi creda, io concentrerei veramente se abbiamo delle risorse per potenziare nostri impianti affinché venga garantita l'apertura all'inizio di dicembre: questo è fondamentale per la stagione dello sci. Le code della stagione non sono mai particolarmente produttive.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
In pochi minuti non si può indubbiamente replicare e analizzare nel dettaglio le domande che abbiamo posto. Sfonda una porta aperta sul discorso di programmazione, non possiamo essere contrari alla programmazione, qualsiasi società deve programmarsi e a maggior ragione se offre servizi ad un potenziale ospite, quindi su questo sfonda una porta aperta.
Maestro di sci o non maestro di sci, non è quello, qui stiamo parlando di ricadute su delle comunità, dei territori. Quest'anno, nonostante i grandi investimenti che abbiamo fatto negli ultimi 20-30 anni per quanto riguarda gli impianti di neve artificiale, in tanti comprensori non abbiamo potuto accontentare l'ospite che vuole iniziare la stagione invernale subito perché ha voglia di freschezza, di neve, di sciate - Assessore, è così - per difficoltà oggettive legate alle temperature.
Al di là di questo, mi è spiaciuto che lei mi abbia fatto un minestrone. Le ho fatto tre domande puntuali molto semplici, la programmazione è la prima cosa, ci siamo, ci mancherebbe! Ma si possono valutare, nel settore turistico dobbiamo essere elastici. Se ci sono ancora le condizioni...lo sapevo, Assessore, non glielo ho detto nelle premesse, vivo in quella zona, non solo al sabato pomeriggio, vivo in quella zona, sapevo che il pistone è chiuso, ma andiamo oltre il pistone chiuso oggi perché piove, non penso che a Crévacol oggi ci fosse il parcheggio pieno, come lei ha citato. L'ordine era un altro. L'obiettivo di quest'iniziativa era un'asticella un po' più alta: era per dire l'investimento è stato fatto, la neve è stata fatta, ci sono ancora delle ricadute per i due, tre comprensori più piccoli? Valutiamolo. No, abbiamo chiesto al Comune di Valtournenche se compensava. Ma siamo matti? La Cervino S.p.A. quest'anno chiuderà con un utile dignitoso...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...scusi, Assessore, io l'ho ascoltata, mi lasci finire...e non abbiamo 20 mila euro a fronte di 25 milioni di introiti per tenere 15 giorni in più il pistone aperto e la conca della Valtournenche fino al 25 aprile? Per un indotto diretto e indiretto di centinaia di persone? Centinaia, perché poi lei mi ha detto se ci sono gli sciatori, ma creiamo noi le condizioni per gli sciatori. Nel momento in cui io sono certo che diversi hôtelier avrebbero garantito il loro servizio, che vuol dire per noi posti di lavoro, che vuol dire per noi far vivere queste comunità e la stessa cosa Torgnon magari per una settimana. L'obiettivo di quest'iniziativa però era: il consiglio d'amministrazione il 1° novembre ha deciso queste date, quest'anno c'è tanta neve, ci sono ancora le condizioni a dei costi minimi, che lo valutino. Io non voglio che sia il Governo o il Presidente Rollandin che prende il telefono e dice al Signor Maquignaz di tenere aperto fino al 25 aprile, ma ci sono dei momenti dove ci vuole un po' di elasticità se vogliamo fare turismo. Se invece vogliamo chiudere, perché così è stato scritto sei mesi fa, a fronte di perdite di posti di lavoro a tempo determinato, ci dispiace, perché poi le ricadute sono locali. Lo dicevamo questa mattina con il Presidente Rollandin che sui rapporti Stato-Regione è tutta nostra fiscalità: i ristoranti, gli hôtel. A Valtournenche fanno ancora 15 giorni in più e danno 50 posti di lavoro in più? È tutta fiscalità nostra. È tutto grasso che cola. Valutiamo serenamente senza essere né i primi della classe o contro la programmazione. La programmazione c'è stata. L'anno scorso ci sono state 90 firme a Valtournenche di attori del turismo, quindi proprietari di hôtel, affittacamere, commercianti, liberi professionisti che hanno chiesto una proroga. Quest'anno è stato chiesto nuovamente, non siamo capaci, non siete capaci a dare gambe ad una cosa del genere? Io lo spero, l'auspicio è che per il prossimo anno ci sia quel minimo, questo è l'auspicio dal punto di vista politico proprio in una visione generale, non miope: se da una parte c'è lo sci alpinismo o dall'altra c'è lo sci di discesa o dall'altra ancora si investe su qualcos'altro, evviva, l'auspicio è che ci sia quel buon senso del padre di famiglia che se ci sono le condizioni, le ricadute poi per il privato sono molto più alte che non la piccola compensazione di natura parapubblica. Grazie.
