Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1977 du 5 avril 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1977/XIV - Interpellanza: "Indicazioni per la predisposizione del nuovo master plan dell'aeroporto regionale".

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 24 dell'ordine del giorno. La parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Abbiamo già avuto risposta a quest'interpellanza tramite la stampa in settimana nell'abituale conferenza stampa del venerdì. È un po' un'abitudine questa: si fanno le interpellanze e si risponde la settimana precedente; niente di grave, ne prendiamo atto e ci comporteremo di conseguenza. Verificheremo poi se sarà il Presidente o l'Assessore a rispondere, poco cambia perché vero è che almeno la risposta sarà la stessa che abbiamo letto sui giornali.

Questa però può essere l'occasione per ripercorrere questa vicenda del master plan, se non altro può servire a questo. Dobbiamo dire che c'era una volta...neanche tanto tempo fa, appena 12 anni fa, 12 anni non sono tanti, ma sono bastati per fare un bel disastro costato molto alla comunità. Era il 2004 e, sulla base di questo master plan fantascientifico, un'opera di fantasia degna di una produzione cinematografica americana, Walt Disney o cose del genere, il Consiglio regionale ha approvato, oltre a quest'improbabile documento, questo piano di sviluppo, anche la trasformazione dell'aeroporto in aeroporto commerciale, vale a dire il passaggio di categoria arrivando alla categoria cinque: quella commerciale. Ha dato avvio ai grandi investimenti per trasformare l'aeroporto di Aosta in un grande aeroporto: l'allungamento della pista, i nuovi hangar per gli aerei, le strumentazioni varie, il famigerato terminal progettato dall'archistar Gae Aulenti, eccetera, decine e decine di milioni di euro. Ovviamente questo ha riguardato anche la sicurezza, che negli aeroporti sappiamo essere un elemento fondamentale. Passare di categoria vuol dire cambiare sostanzialmente le procedure di sicurezza, giustamente perché altrimenti la cosa diventerebbe rischiosa. Se prima però l'aeroporto di Aosta si prestava ad un utilizzo sportivo, ricreativo e volo libero proprio perché non aveva delle grandi procedure di sicurezza, era piccolo, in seguito a questo passaggio di categoria, ovviamente questo tipo di attività è stata rallentata, per non dire portata quasi a zero per ovvie ragioni legate anche alle procedure di sicurezza inevitabili. Oltre al danno, si potrebbe dire anche la beffa.

Sulle previsioni fantascientifiche in questo master plan - non mi sono particolarmente appassionato, ma comunque l'ho letto -, avremmo dovuto avere dei voli provenienti da mezzo mondo, con tantissimi turisti a bordo, orde di turisti avrebbero invaso dal cielo la nostra piccola regione. Come detto, un master plan inverosimile, ma ciononostante, non senza entusiasmo, il Consiglio regionale approvò questo fantascientifico master plan: un grave errore costato moltissimo alla comunità, un'idea folle e megalomane, come dico spesso, completamente scollegata dalla realtà economica della nostra regione. Un'assurdità, un giochino della politica fuori da ogni logica e di cui nessuno, tranne la politica, sentiva la necessità, una scelta sbagliata dalle conseguenze disastrose, uno scandalo quotidiano se pensiamo che questa struttura costa quasi per il suo mantenimento, per il suo funzionamento 9 mila euro al giorno, senza sostanzialmente aerei. Un'emorragia di denaro pubblico intollerabile che continua inesorabile da ormai tanto, troppo tempo.

Un anno fa questo Consiglio aveva approvato la redazione di un nuovo master plan attraverso una risoluzione, procedura inevitabile per ridisegnare il futuro dell'aeroporto. Dopo aver negato la realtà e aver caparbiamente voluto insistere sull'aeroporto commerciale, finalmente si doveva accettare la realtà. Quell'aeroporto è insostenibile, è una follia e quindi bisognava realizzare un nuovo master plan anche per evitare interessamenti anche dal punto di vista contabile su chi avesse poi fatto quelle scelte sciagurate. È passato un anno e niente è stato fatto e intanto l'emorragia continua, ma non solo non si è fatto niente, avete fatto anche di peggio. Già nel settembre scorso avevo presentato un'interpellanza sulla sorprendente ipotesi di affidare alla società di gestione il compito di realizzare il nuovo master plan, un'altra cosa contro ogni buon senso: affidare a chi gestisce, peraltro malamente, con cui si hanno decine di conflitti legali, il piano di sviluppo dell'aeroporto in palese conflitto di interessi. Ripeto quanto detto otto mesi fa. Nonostante l'evidente conflitto di interessi, l'Assessore ha affidato un po' allegramente alla società questo compito partecipando all'Assemblea dell'AVDA dicendosi favorevole al fatto che la stessa procedesse a questo nuovo master plan facendogli però presente che c'era una risoluzione e ricordandogli di considerare gli aspetti relativi all'evidenza pubblica. Peraltro poi non rispettati, perché l'AVDA aveva soltanto fatto un'evidenza pubblica per una manifestazione d'interesse sotto soglia (39 mila euro) e nel caso avesse deciso di andare avanti, l'avrebbe fatto per cottimo fiduciario senza procedura pubblica. Questa situazione sembrava andasse benissimo, sembrava che questa scelta fosse percorribile e così abbiamo perso altri sei mesi. Vi lascio fare i conti di quanto costano questi tempi persi, questi tempi morti. Ogni giorno questa struttura costa tantissimo.

Abbiamo visto cosa significa "sbagliare" un master plan, si è voluto sbagliare, volutamente si è sbagliata quella previsione, per questo è da tempo che portiamo all'attenzione di questo Consiglio quest'aspetto non secondario. Se non si vogliono riprodurre altri danni e cercare almeno di limitare in parte i danni già fatti, bisogna fare le cose seriamente e per questo ci chiedevamo se la Regione avesse ancora intenzione di farlo direttamente questo master plan e quali indicazioni avreste dato ai futuri realizzatori del master plan. Come detto, in buona parte a quest'interpellanza è già stata data risposta, ma rimangono ancora alcuni aspetti da chiarire. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Lungi da me pensare di sgretolare le granitiche certezze del collega Bertin, né volergli dare delle delusioni, ma la sua interpellanza non è la fonte d'innesco della delibera, in quanto, come potrà ben sapere, le delibere hanno un percorso codificato dove bisogna predisporre gli atti, mandarli alla Segreteria di Giunta, fare tutta una serie di passaggi, per cui, quando lei ha presentato la sua interpellanza, la proposta di atto era già stata presentata. Al di là di questo e volendole dare delle risposte che non sono quelle dell'interpellanza, perché circa l'interpellanza in parte mi ha detto che ha già ritrovato le informazioni sui giornali, volevo semplicemente dirle che quello che lei ha rappresentato come un'invenzione demenziale della politica in realtà è stato avallato in parte dalla politica romana, ovvero dal Ministero, ma anche dall'ENAC, per cui tutto quello che lei dichiara come assolutamente improponibile e fuori dal mondo ha delle certificazioni. Io immagino che lei sia più esperto dell'ENAC e più esperto anche di tutta una serie di soggetti che fanno questo di mestiere, però io non lo sono. Le voglio solo dire che chi in allora ha predisposto questi atti ha ritenuto che quei progetti, quell'allungamento, quella radioassistenza fossero adeguati.

Abbiamo convenuto sul fatto di aggiornare questo master plan perché queste previsioni risalgono a 12 anni fa e il mondo rispetto a 12 anni fa è sicuramente cambiato, quindi abbiamo tutti condiviso la necessità di fare un refresh rispetto a questo. Quella risoluzione quindi è stata approvata all'unanimità.

Collega Bertin, io non ho la macchina del tempo e neanche la sfera di cristallo, ma se noi avessimo avviato contestualmente alla società AVDA due master plan, io sono pronto a scommettere che qualcuno, magari lei stesso, avrebbe fatto un'interpellanza dicendo: "non vi sembra di buttare via i soldi con due master plan: uno fatto dall'AVDA e l'altro dalla Regione?". Rispetto a questo, noi in allora avevamo immaginato di chiedere delle garanzie affinché ci fosse un'evidenza pubblica per andare ad individuare dei professionisti che ovviamente erano terzi, non erano all'interno di AVDA, perché, se fosse stata AVDA a farlo, lei avrebbe ragione, ma non era AVDA che avrebbe dovuto fare il master plan, ma dei professionisti terzi, dopodiché AVDA stessa si è tirata indietro nel momento in cui noi abbiamo chiesto tutta una serie di garanzie.

Dal punto di vista puntuale, nella risposta la procedura sarà una procedura di appalto ai sensi del decreto legislativo n. 163/2006, quindi un appalto di servizi. I tempi di realizzazione sicuramente non saranno inferiori verosimilmente ad 1 anno-15 mesi, sono questi i tempi ragionevoli per poter immaginare la definizione del master plan; il costo: 57 mila euro più oneri fiscali e IVA.

Per quanto riguarda le indicazioni che verranno date per la predisposizione del nuovo master plan, sostanzialmente le avevamo già date ad AVDA, erano: "l'attualizzazione dei dati contenuti nel vigente master plan - perché, proprio per arrivare a quello che dice lei, dire che questo è frutto di una follia è una stupidaggine, è una cosa che non esiste, bisogna immaginare quella che potrà essere l'attualità -; definizione del traffico aereo potenzialmente sviluppabile sullo scalo valdostano, definizione delle potenzialità e opportunità di intercettazione di flussi turistici con stima dell'entità in termini di arrivi e di presenze, origine e capacità di spesa, obiettivo di traffico, tipologia di aeromobile, potenzialmente numero di passeggeri mensili; definizione del modello di aeroporto in termini di caratteristiche generali, certificazione, categorie aeroporto, antincendio, da implementare e mantenere con analisi della tipologia delle attività di volo previste e delle eventuali modifiche alle mappe di vincolo, piani di rischio; definizione del modello gestionale e organizzativo, tipologia di gestore, modalità di individuazione, attività necessarie o da prevedere, numero di dipendenti, flessibilità, con indicazione delle possibili opzioni per massimizzare la flessibilità gestionale settimanale, mensile o stagionale conseguibile nel rispetto della normativa degli standard internazionali e nazionali di settore, economicità della gestione; valutazione del livello di utilizzo e di valorizzazione degli investimenti effettuati; individuazione degli eventuali ulteriori o soprattutto ridimensionamenti strutturali, civili e impiantistici sia air-side che land-side che fossero necessari, incluse le eventuali modifiche sull'aerostazione con indicazione dei relativi costi, opzioni e costi per la riconversione degli spazi che non fossero più necessari; verifica della validità, della compatibilità e della fruibilità delle esistenti procedure di volo strumentale e dell'eventuale opportunità di implementarne di ulteriori; eventuali modifiche da apportare alla tipologia e allo schema dell'esistente contratto di gestione; quantificazione degli oneri di gestione, manutenzione dei possibili ricavi e del potenziale indotto del territorio, analisi della sostenibilità economica e finanziaria del modello di riferimento; compatibilità attuale e in prospettiva del modello di riferimento, anche con riferimento alle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree, vantaggi, svantaggi e prospettive in termini infrastrutturali e gestionali di un'eventuale opzione zero riferita alla sola aviazione generale".

Ricordo al collega Bertin - l'ho già fatto in altri momenti - che questo percorso dovrà essere ovviamente condiviso con i sottoscrittori dell'APQ di cui ho parlato in premessa, ovvero l'Autorità aeronautica ENAC e il competente Ministero, perché, come lei ben sa, una minima parte del finanziamento di quest'infrastruttura proviene da fondi ministeriali, quindi quest'aspetto quindi dovrà essere condiviso con il Ministero.

Presidente - Grazie Assessore. La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.

Non è una questione di essere più o meno esperti, è una questione di buon senso. Quell'aeroporto è stato un disastro, ma era un disastro annunciato, abbiamo speso quasi 40 milioni investiti in quel pozzo senza fondo, ma ricordiamoci che, oltre a questa spesa, ne abbiamo spesi quasi altrettanti nella gestione in questi 12 anni, una cifra enorme. Era facilmente prevedibile che ad Aosta non potesse funzionare un aeroporto del genere, abbiamo Caselle a 80 chilometri, Malpensa a poco di più e Ginevra, eccetera. Era un disastro annunciato, non è questione di essere esperti, l'unica possibilità per quell'aeroporto era quella che c'era prima, che già era tanto, perfino troppo.

Per quanto riguarda poi le indicazioni da dare ai futuri realizzatori del nuovo master plan, mi permetto di suggerirne una: quanto questa comunità vuole spendere nella gestione di questa struttura, che è un elemento fondamentale, da cui si deve partire. Quanto siamo disposti a mettere in quella struttura ogni anno tenuto conto che non potremo più mettere quelle cifre che mettiamo adesso. Quello deve essere il dato di partenza e se l'ENAC e il Ministero non sono d'accordo, ce li mettano loro i soldi, perché questa comunità, perlomeno la parte di buon senso di questa comunità, non è più disponibile a mettere quelle somme in quel pozzo senza fondo dell'aeroporto. Quest'idea folle e megalomane era ed è completamente scollegata dalla realtà economica di questa regione e bisogna uscirne il prima possibile. È diverso tempo che sollecito una exit strategy per questa follia, vediamo di farlo in fretta. Abbiamo perso sei mesi con questa storia di chi fa il master plan, è ovvio che doveva farlo la Regione, siamo noi che ci mettiamo i soldi e lo diamo da fare a chi gestisce la struttura, ma che senso ha?

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

...no, non le avrei fatto un'interpellanza se avesse scelto questa strada, glielo posso assicurare; comunque, facciamo in fretta, perché ogni giorno che passa sono circa 9 mila euro che vengono assorbiti da questa struttura, un'emorragia che non è più tollerabile. Grazie.

Presidente - Colleghi, chiedo solo cinque minuti di sospensione per consentire ai tecnici di riattivare il sistema elettronico relativo all'aula.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 15,55 alle ore 16,00.

Viérin M. (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Intanto una nota informativa: vista l'affluenza di pubblico, stiamo predisponendo l'apertura della sala sottostante per accogliere tutti, in modo che si possano ascoltare i lavori del Consiglio. Ci vorrà qualche minuto, dopodiché sarà aperta la sala al pianterreno Maria Ida Viglino.