Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1944 du 22 mars 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1944/XIV - Approvazione del piano regionale giovani, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 15 aprile 2013, n. 12.

Rosset (Presidente) - Punto n. 35 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, chiede la parola l'Assessore Fosson, ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Grazie Presidente.

Oggi presentiamo un documento che è il frutto di un lungo lavoro, a cui molti qui presenti in aula hanno partecipato sia come Consiglieri che in qualità di Assessori regionali, ma anche come Amministratori comunali. Si è partiti nel 2005, quando fu istituito un gruppo regionale di lavoro sulle politiche giovanili che ha dato vita ad un momento di confronto a livello regionale sui giovani con l'obiettivo di stabilire le priorità sulle quali concentrare attenzione e energie in futuro e sviluppare specifiche azioni di coordinamento. Questo gruppo costituì poi un documento nell'anno 2007 dal titolo: "Verso nuove politiche a favore delle giovani generazioni", che fu poi recepito dalla Giunta, ma soprattutto siamo qui a dare seguito alla legge regionale n. 12/2013 (Promozione e coordinamento delle politiche a favore dei giovani), che recita all'articolo 1: "la presente legge disciplina gli interventi economici di sostegno e di promozione rivolti agli adolescenti e giovani secondo i principi di non discriminazione, di riconoscimento delle diversità, di inclusione e di solidarietà sociale, riconoscendo al mondo giovanile un'esigenza pluralistica di espressione e creatività, comunicazione, sperimentazione, nonché un ruolo fondamentale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità regionale in armonia con quanto stabilito dalle disposizioni statali ed europee vigenti in materia". Ha fatto seguito, come era previsto dall'articolo 6, la presentazione del piano regionale dei giovani che oggi andiamo a discutere.

A questo piano, che poi è stato approvato con una delibera di Giunta del 15 gennaio 2016, ha lavorato un gruppo interistituzionale che ringrazio, che ha preparato questa bozza attraverso vari confronti, con molto lavoro, anche con delle difficoltà, perché i rappresentanti del CELVA nel 2015 erano sotto periodo elettorale, per cui hanno dovuto fermarsi. Soprattutto con questo documento si intende dare spazio e possibilità di intervento ai giovani tra i 14 e i 29 anni, che nella nostra regione sono 19.000; dando loro la possibilità di una presa di responsabilità, si intende quindi ampliare la rosa di interventi e degli strumenti, delle azioni di sistema in materia di politiche giovanili con il contributo ideativo e concreto anche di diverse istituzioni, fra le quali l'Università, l'Associazione dei Sindaci, l'associazionismo.

È un documento che ci ha visti lavorare insieme per tanti anni proprio perché i giovani non vadano più via dalla Valle d'Aosta e rimangano qui. Si vuole con questo documento costruire con i giovani, non senza i giovani. Non volendo fare noi le politiche giovanili. Intendiamo con questo stimolare il loro desiderio di responsabilità, di protagonismo affinché siano i padroni del loro futuro; l'adulto vuole accompagnare questo percorso e non governarlo.

Il documento che è stato proposto in Commissione inizia con un quadro di contesto in cui si vuole definire la situazione attuale dei giovani dal punto di vista statistico, e qui ringrazio il ricercatore dell'Università, il dottor Zanetti che ha curato questa parte gratuitamente. I giovani valdostani sono 19.000, questo report è del 1° gennaio 2015, c'è una prevalenza di maschi e di questi giovani maggiorenni solo il 10 percento sono coniugati; nel 2012 erano il 12 percento. Si parla in questo quadro di contesto iniziale e di che cosa sia in questo momento la socialità giovanile in Valle d'Aosta e si sottolinea come esistano una propensione e una partecipazione associativa dei giovani valdostani, magari comprendendo più associazioni, superiore sicuramente alla media regionale. Si descrive e si analizza in modo anche attento il rischio di esclusione sociale che i giovani hanno, ne abbiamo parlato questa mattina con il Consigliere Fabbri, in cui un disagio esiste e ha dei numeri anche preoccupanti per dipendenza dalle sostanze. Soprattutto quest'indagine prende in considerazione il rischio di esclusione sociale a parametro i-NEET, cioè ragazzi giovani che non hanno impiego, non vanno a scuola, e non hanno formazione: questa categoria è costituita dal 19 percento da noi, mentre il 26 percento è il dato nazionale. È un dato in aumento, anche se c'è una lieve decrescita nel 2015. Questa, proprio come si sottolinea nel documento, è l'importanza del programma Garanzia giovani e del servizio sociale civile.

Il gruppo ha terminato questo progetto indicando tre aree tematiche che erano previste nella legge su cui agire. Il gruppo di coordinamento delle politiche giovanili ha quindi individuato tre aree di intervento su cui operare nel triennio 2016-2018 in riferimento agli obiettivi indicati dalla legge regionale: la prima è l'area della comunicazione, che fa riferimento alla diffusione delle informazioni sulle iniziative promosse a livello regionale e nazionale e internazionale da parte degli enti pubblici e privati, delle associazioni e dei gruppi; la realizzazione di occasioni di partecipazione sistematica dei giovani alla vita pubblica favorendo la conoscenza delle esperienze e delle buone prassi; la valorizzazione di reti di scambio tra studenti delle scuole di ogni ordine e grado e tra forme di aggregazione giovanili presenti in Valle. La seconda area è quella della valorizzazione delle intelligenze creative che fa riferimento a due punti: una promozione di azioni di sostegno e valorizzazione della creatività giovanile, delle nuove idee attuate in modo congiunto e coordinato tra enti pubblici e privati e il supporto alla creazione di reti di scambio tra giovani artisti, artigiani, ricercatori, promozione di innovazione in ambito tecnologico e sociale. La terza area si occupa della formazione e del lavoro, scuola ed extra scuola e fa riferimento all'individuazione di forme di correlazione e conciliazione tra esperienze di vita scolastica ed extra scolastica scuola e lavoro. Per queste tre aree esistono dei punti di riferimento, degli obiettivi e un percorso che è stato tracciato anche in modo concreto.

Non mi dilungherei molto su questo documento che conoscete, su cui, come dicevo, molti di voi hanno lavorato. C'è stato un problema dalla legge in poi sulla rappresentatività dei giovani. La legge riportava l'esigenza di dare ampia rappresentanza al mondo giovanile in modo tale che diventasse padrone e responsabile del proprio lavoro, e qui si sono incontrate poi delle difficoltà concrete di movimento, per cui la delibera della Giunta regionale fa questo passaggio: "considerato che, da un'attenta analisi del contesto regionale, si evince che l'istituzione di tutti gli organismi di rappresentanza elettivi previsti dalla legge n. 12 comporterebbe, in sede di prima applicazione, lunghe procedure, azioni preliminari di sensibilizzazione ed effettive difficoltà nel reclutare i giovani secondo le modalità indicate, ma che si intende costruire - con un periodo transitorio - le condizioni favorevoli per una loro futura, piena partecipazione democratica attraverso tutti gli strumenti previsti". Allora il gruppo interregionale suggeriva di costruire un percorso iniziale proprio per costruire una rappresentanza che poi portasse a queste scelte più democratiche, prevedendo un forum regionale di giovani con otto amministratori comunali di età inferiore ai 29 anni designati dall'Assemblea del CELVA secondo una logica di territorialità, un rappresentante della Consulta regionale degli studenti, un rappresentante degli studenti dell'Università della Valle d'Aosta e tre rappresentanti dell'associazionismo valdostano, che frequentano la Cittadella dei giovani.

Questo percorso è transitorio e siamo arrivati a questo, come dicevo, per un'esigenza effettiva di iniziare un cammino, senza l'esigenza di creare dei posti di sottogoverno delle rappresentatività politiche, tant'è vero che noi nel mese di agosto del 2015, con i nuovi organismi del CELVA, mandavamo una lettera a tutti i Comuni della Valle d'Aosta indicando questa necessità di un percorso di coinvolgimento degli Enti locali ad includere i giovani amministratori per collaborare con l'Ufficio prima infanzia e politiche per la creazione degli organismi di rappresentanza giovanile. A queste nostre prime lettere a tutti i Comuni, purtroppo, hanno aderito solo quattro giovani amministratori comunali, a cui poi con una successiva lettera del CELVA aderirono gli altri quattro, per cui si è formato questo Forum, che dovrà mettere in moto tutta questa macchina, ma soprattutto lavorare su queste tre aree, lavorare su iniziative coerenti all'interno del territorio regionale e attorno a queste iniziative concrete a seconda della territorialità per aggregare e creare delle comunità di giovani capaci poi di formare delle realtà, delle sinergie, delle comunità tali che poi si potessero esprimere con un voto più concreto, più partecipato, più cosciente al grande progetto di questo piano: portare la costituzione del Conseil des jeunes come previsto dalla legge n. 12/2013.

Si rimanda quindi solo in un secondo tempo ad una partecipazione più democratica e questa è stata un'esigenza proprio per mettere in moto tutto questo meccanismo, per il desiderio che tutti abbiamo di dare spazio ad una rappresentatività giovanile più ampia e concreta. Direi alla fine che questo è sicuramente un punto di partenza importante di un lavoro che è stato lungo, partecipato, condiviso, che è stato anche segnato da qualche ritardo per le elezioni amministrative, ma che è comunque un punto di partenza importante, migliorabile, ma che mette al centro i giovani valdostani e il nostro desiderio di costruire per essi un futuro migliore, per mettere in mano ad essi degli strumenti affinché possano costruire un futuro per loro e per tutti migliore, perché la loro realizzazione possa avvenire qui in Valle d'Aosta e perché la nostra realtà ha bisogno che i giovani valdostani diventino veramente delle risorse. Grazie.

Presidente - Ci sono richieste di intervento? Ricordo che siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli, ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Merci Président.

Finalmente giunge in aula il piano giovani, che fa riferimento ad una legge la cui genesi è stata alquanto travagliata nella scorsa legislatura, una legge che discende, come giustamente ricordava l'Assessore, dalle linee guida regionali del 2007, che erano state ben redatte anche con dei cronoprogrammi ben articolati, che però nella scorsa legislatura sono stati un po' lasciati a giacere nei cassetti. Ci siamo ritrovati all'ultima seduta del Consiglio regionale della scorsa legislatura a votare la legge sui giovani, che non aveva seguito l'iter che avrebbe meritato di condivisione, in particolare con quelli che dovrebbero essere i protagonisti e i destinatari della stessa. Evito di ripercorrere tutto il dibattito che si era svolto, ma ricordo soltanto che le perplessità che erano state da noi espresse - e condivise anche con il gruppo del Partito Democratico nella scorsa legislatura - si riferivano in particolare a quegli organismi di rappresentanza dei giovani previsti dalla legge che noi ritenevamo un po' ridondanti e anche con ruoli che si sovrapponevano un po' gli uni agli altri. Tra l'altro, ricordo che anche il Consorzio degli Enti locali aveva espresso lo stesso tipo di perplessità, ma si era ritenuto poi di portare avanti la legge in quel modo ed era stata votata in Consiglio. Tra l'altro, ricordo che erano presenti e votanti soltanto 23 Consiglieri su 35 e non succede sovente che una legge venga votata con un numero così basso.

Ora, i dubbi e le perplessità che avevamo espresso si sono visti confermati dallo stesso piano giovani. La stessa delibera che accompagna il piano in un passaggio dice: "considerato che, da un'attenta analisi del contesto regionale, si evince che l'istituzione di tutti gli organismi di rappresentanza elettivi previsti dalla legge, comporterebbe, in sede di prima applicazione, lunghe procedure, azioni preliminari di sensibilizzazione ed effettive difficoltà nel reclutare i giovani secondo le modalità indicate...". È la delibera stessa quindi che riconosce che quegli organismi di rappresentanza contenuti nella legge sono poi di difficile nomina e di difficile elezione. È legittimo quindi anche chiedersi a che pro la fretta di licenziare quella legge nel 2013 se poi per redigere il piano ci vogliono tre anni e in più non si sono nemmeno nominati ed eletti gli organismi di rappresentanza dei giovani. Come dire? Scriviamo una legge, la votiamo e poi in fase di prima applicazione la disattendiamo già, ci sembra un percorso che inizia con un vizio di forma, lasciatecelo rilevare. Peccato, perché gli obiettivi contenuti nel piano giovani sono obiettivi condivisibili, anche se nel Forum, che è poi l'unico organismo che è stato eletto, gli otto giovani amministratori neanche quelli sono stati nominati su base elettiva e di rappresentanza da parte degli oltre 100 giovani di meno di 29 anni eletti nei Consigli comunali, ma sono stati nominati direttamente dai Sindaci. Anche qui quindi viene meno un principio di rappresentanza, che anche l'Assessore nella sua relazione ha voluto sottolineare, per dire: facciamo in modo che i giovani non siano i beneficiari o i destinatari passivi di queste leggi, ma che ne siano i primi realizzatori, i primi animatori, i veri protagonisti.

Dicevo che, per quanto riguarda il merito, il piano prevede delle azioni concrete che riteniamo condivisibili, anche se, come giustamente anche l'Assessore ha ricordato, le notizie di recente apparse sui nostri giornali ci rendono evidente come vi sia un disagio delle giovani generazioni che va affrontato con azioni che vanno al di là di quelle indicate. In questo senso io credo che tutti dovremo impegnarci per integrare e reindirizzare anche le azioni concrete proposte dal piano giovani. In tal senso il nostro gruppo, pur essendosi astenuto in Commissione, esprimerà un voto favorevole in Consiglio confidando nel fatto che il prosieguo dell'attività che coinvolgerà i giovani verrà fatto in modo aderente allo spirito della legge, allo spirito del piano e che gli organismi di rappresentanza dei giovani vadano effettivamente e in modo reale e democratico a rappresentare i giovani affinché gli stessi possano rendersi protagonisti delle decisioni e poi della realizzazione di quelle azioni che li coinvolgono direttamente. Grazie.

Si dà atto che dalle ore 18.20 riassume la presidenza il Presidente Marco Viérin.

Viérin M. (Presidente) - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente.

L'abbiamo talmente atteso e ne abbiamo talmente parlato che direi che non è più il caso di parlarne tanto. È un atto che, pur arrivando in ritardo, è un ritardo che abbiamo capito, ci è stato spiegato, quello che ci interessa è che da adesso in avanti questo piano, queste risorse, queste disponibilità arrivino a chi di dovere: i nostri giovani. E anche rispetto alle rappresentanze, non conosciamo bene i meccanismi che hanno portato a comporle, saranno gli stessi giovani che sono oggi lì a rappresentarli a doversi comportare da giovani, perché i giovani, a differenza nostra, tante volte sanno essere selettivi al di là delle rappresentanze. Io quindi spero, mi auspico che tutto questo sia il preludio di un sistema di riferirsi a loro, che permetta soprattutto attraverso queste risorse di andare a colmare quella distanza, quelle lacune, quelle difficoltà che oggi ci sono.

È un piano che rispetto a dieci anni fa...si ricorda, Assessore, nella sua prima veste di Assessore alle politiche sociali era molto più facile parlare di attività ludiche che non invece di attività come quelle che oggi ci preoccupano. Abbiamo più di 3000 giovani, l'abbiamo ribadito in Commissione, che sono fra i 15 e i 29 anni in una situazione di formazione lavoro senza risposte. È quindi a questi giovani che, attraverso questo piano, attraverso Garanzia giovani, attraverso tutte le risorse che si possono mettere in disponibilità, bisogna riferirsi cercando di far sì che siano loro stessi che diventino sempre più protagonisti del loro futuro e anche dell'analisi e della ricerca delle soluzioni dei problemi che vivono. A noi quindi tocca guidare, accompagnare e dare strumenti legislativi come questo, a noi soprattutto tocca fare un lavoro di sostegno, di speranza e anche di entusiasmo verso una generazione alla quale dobbiamo tanto e dobbiamo cercare veramente tra tutti di garantire loro un futuro migliore di quello che gli si prospetta. Vi è quindi un voto favorevole del gruppo UVP annunciato in Commissione e confermato in aula, soprattutto un voto che verificheremo, come le è stato più volte detto, con un lavoro costante nelle Commissioni e attraverso i nostri amministratori. Grazie.

Presidente - La parola al collega Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Per annunciare il nostro voto contrario a questo procedimento, ne avevamo già parlato in Commissione, anche se non abbiamo votato, perché non siamo Commissari della Commissione predetta. Assessore, però, come ho avuto modo di dirle, di fatto non aumentiamo la partecipazione alla vita politica dei giovani, non risolviamo loro i problemi, sapete benissimo che abbiamo tutta una serie di perplessità su Garanzia giovani e le abbiamo espresse in tante situazioni, quindi ci sembra che ancora una volta non solo è un'occasione persa, ma è un'occasione per creare altra autoreferenzialità. Sostanzialmente facciamo sì che i politici ancora una volta dicano o gestiscano direttamente senza coinvolgere chi dovremmo coinvolgere direttamente, cioè i giovani che sono lontani dalla politica. Non lo facciamo, l'ha scritto anche in delibera, lo ha ricordato benissimo la collega Morelli: "è troppo difficile, è complicato...", è comunque una legge che avete fatto voi, quindi dire che adesso non si può fare diventa abbastanza ridicolo. Per questo motivo, siamo contrari a questo provvedimento e la invitiamo anzi a dare maggiore partecipazione e voce a chi attualmente non ce l'ha, cioè i giovani.

Presidente - Grazie. Siamo in discussione generale. Ci sono altri interventi? Possiamo chiudere la discussione generale. C'è qualcuno che vuole intervenire per dichiarazione di voto? Non ci sono richieste. Pongo in votazione il provvedimento, si vota l'atto più l'allegato. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 34

Favorevoli: 33

Contrari: 1

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al collega Bertschy.

Bertschy (UVP) - Grazie Presidente. Chiedo una breve sospensione per una riunione dei gruppi di opposizione.

Presidente - La sospensione è concessa.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18.28 e riprende alle ore 18.44.