Objet du Conseil n. 1924 du 22 mars 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1924/XIV - Interpellanza: "Coinvolgimento della cittadinanza nella fase preparatoria di revisione del Piano regionale di tutela delle acque".
Follien (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Riparliamo di acqua. Oggi tra l'altro è la Giornata internazionale dell'acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel lontano 1992 e facente parte dell'Agenda 21, quella che poi è scaturita in occasione della Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, conferenza di cui abbiamo già avuto occasione di parlare in questo Consiglio nel quale, per la prima volta, c'è stata una presa di coscienza dei problemi ambientali e della crisi ambientale in cui il pianeta si stava infilando. Come detto, sono ormai parecchi anni che il 22 marzo è la Giornata mondiale dell'acqua. L'acqua è un bene fondamentale e non è un bene o un prodotto commerciale, questo è stabilito dal quadro generale delle normative europee, in particolare dalla direttiva quadro del 2000, che è la norma di riferimento per la direttiva acqua del settore per quanto riguarda l'Unione europea. Si tratta di un bene particolare, l'accesso all'acqua è un diritto fondamentale, e in questi termini ne parla anche Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato si' della primavera scorsa. Si tratta di un tipico bene comune e, come tale, deve essere amministrato; bisogna avere la consapevolezza che si tratta di un bene comune. I mutamenti climatici renderanno questo bene ancor più strategico e ancora più scarso, un bene scarso che diventerà sempre più scarso. E proprio per questo deve essere gestito nell'interesse generale della comunità, e non negli interessi particolari dei singoli. In Valle d'Aosta l'acqua e la sua proprietà ha una lunga storia, una storia particolare, questo è un argomento al quale la comunità ha sempre attribuito molta importanza, la gestione dell'acqua è sempre stato un tema di grande attenzione da parte di questa comunità. Ci troviamo in un momento importante di revisione del Piano di tutela delle acque, uno strumento programmatorio che sarà fondamentale per la gestione dell'acqua nei prossimi anni. Ritenevamo e riteniamo necessario pertanto un coinvolgimento da parte di tutta la comunità nell'elaborazione di questo piano. Molte altre Regioni lo stanno facendo, e questa è tra l'altro una delle indicazioni fornite dall'Unione europea: il coinvolgimento della comunità è una delle priorità proprio nella gestione di questo particolare settore.
Per quanto riguarda questa prima domanda dell'interpellanza, ci è stato risposto tre giorni fa a mezzo stampa, abbiamo visto, letto e sentito. Sappiamo leggere, Assessore, pertanto è inutile che ci ripeta quanto ci ha comunicato tre giorni fa, non siamo qui a riprodurre discussioni e a rileggerci quanto abbiamo letto sui giornali e sui comunicati stampa. Pertanto questa prima domanda la possiamo saltare a piè pari. La prossima volta, invece di presentare una noiosissima interpellanza, magari anche noi possiamo fare una comunicazione direttamente a mezzo stampa, così perdiamo meno tempo. Comunque per quanto riguarda questa domanda facciamo finta che non ci sia, la risposta è già stata data e quello che mi interessava l'ho saputo. Si poteva magari fare di più e meglio, perlomeno abbiamo fatto qualcosa che finora non era ancora stato previsto. Comunque ci ha risposto a mezzo stampa, abbiamo letto, e quindi saltiamo questa domanda, non stia a rispondermi.
Passiamo alle altre due domande che riguardano invece le valutazioni che sono alla base della deliberazione parzialmente annullata, questa retromarcia piuttosto prevedibile alla quale abbiamo assistito qualche tempo fa; volevamo capire quali erano le valutazioni che sono state alla base di questa delibera. Volevamo poi anche capire in particolare gli elementi sanzionatori previsti che sono stati annullati, questa "patente a punti" prevista in una delibera anche un po' ridicola che non aveva nessuna efficacia, e che comunque è stata annullata, pertanto non c'è neanche più quella; volevamo capire qual era l'indicazione in questo settore da parte del Governo regionale. E poi, visto che lo strumento adatto non avrebbe avuto nessuna conseguenza, se alla luce di quanto è successo non si riteneva il caso di identificare finalmente i siti non idonei, come fatto per altre fonti energetiche. Grazie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Grazie Presidente.
Nella Giornata mondiale dell'acqua non avevo dubbi che si andasse sicuramente a parlare della nostra chiara, fresca e dolce acqua. La ringrazio, Consigliere Bertin, perché rispondendo all'interpellanza riusciamo anche a dare qualche informazione in più rispetto a quanto è stato indicato nel comunicato. Lei sa benissimo che il 9 ottobre 2015 è stata approvata la delibera n. 1436, che individua la relazione metodologica preliminare come documento di riferimento per la fase di concertazione preliminare di valutazione ambientale strategica, ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 12. E proprio al capitolo 2 di questo documento si dichiara che si intende sviluppare un percorso che affianchi alle fasi di consultazione già definite dalla normativa per il processo di VAS una serie di attività di partecipazione attiva dei soggetti interessati mediante l'organizzazione di incontri finalizzati prima alla redazione e successivamente alla divulgazione del Piano di tutela delle acque aggiornato. In particolare, noi prevediamo tre forum che sono proprio in fase di organizzazione. Il primo forum è di informazione e confronto con il pubblico, al fine di raccogliere le osservazioni sulla relazione metodologica, che potranno anche essere utili per una più puntuale stesura del progetto del PTA. Il secondo forum è a valle della pubblicazione del progetto del PTA e del rapporto ambientale, per informare sul percorso intrapreso per il processo di riesame e aggiornamento del PTA e per creare un'occasione di informazione e confronto su temi specifici di interesse per il secondo ciclo di pianificazione 2015/2021, nonché per sollecitare la formulazione di osservazioni ai contenuti rispetto ai documenti che sono stati elaborati e pubblicati. Il terzo forum è a conclusione del processo VAS, per informare sull'esito del processo stesso sull'integrazione delle osservazioni ricevute nell'elaborazione dei contenuti finali del PTA 2015 e sulle misure previste per il sistema di monitoraggio ambientale della fase attuativa del piano. Il processo di consultazione pubblica è stato avviato con la divulgazione del comunicato stampa e l'attivazione del sito Internet, le cui indicazioni si trovano nell'home page del sito della Regione. Il pubblico interessato troverà in questo sito la documentazione e gli strumenti per partecipare alla costruzione del piano, oltre che il calendario aggiornato degli eventi previsti. Il sito sarà via via popolato con i nuovi documenti che saranno elaborati e con i contributi ricevuti dal pubblico che vorrà partecipare al processo di consultazione, utilizzando gli strumenti accessibili al sito stesso. Il primo forum è stato calendarizzato l'8 aprile.
Rispondendo al secondo quesito, si è dovuto prendere atto che i rilievi sollevati dalle due associazioni di produttori AssoIdroelettrica e AssoRinnovabili, e ripresi dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, anche in base alle valutazioni condotte dal Dipartimento legislativo e legale, appaiono fondati. In particolare, come riportato nella deliberazione della Giunta regionale n. 189 del febbraio 2016, la previsione relativa all'inapplicabilità del divieto di rilascio di nuove subconcessioni ai Comuni e alle società partecipate dai Comuni o controllate dalla Regione, apparirebbe discutibile in ordine alla possibile violazione del principio di non discriminazione tra le imprese operanti, siano queste o no partecipate da Enti pubblici territoriali nel mercato idroelettrico. Così come l'impianto sanzionatorio, laddove si prevedeva, in caso di superamento delle portate di prelievo indicate negli atti di subconcessione, la corresponsione di somme in denaro in misura pari rispettivamente a cinque, dieci volte l'importo dei canoni calcolati, apparirebbe illegittimo in relazione al principio di legalità e di irretroattività che deve essere garantito anche in materia di sanzioni amministrative. Come ho già avuto modo di dire nel corso della presentazione di questa vicenda alla III Commissione prima dell'azione della deliberazione n. 189 del 2016, il panorama normativo appare molto orientato a favorire lo sfruttamento delle acque nella produzione dell'energia idroelettrica. In ogni caso le questioni relative al regime sanzionatorio saranno approfondite e meglio ponderate anche alla luce della giurisprudenza in materia di utilizzo delle acque pubbliche a scopi idroelettrici. Rimane tuttavia molto ferma la determinazione del Governo regionale a controllare, con gli strumenti tuttora disponibili, le difformità di prelievo rispetto a quanto è autorizzato dalle subconcessioni.
In relazione al terzo quesito, devo sottolineare che la moratoria intesa come limitazione alla possibilità di autorizzare nuovi prelievi ad uso idroelettrico, come originariamente definita dalla deliberazione n. 1436 del 2015, non è stata minimamente intaccata dalla successiva deliberazione n. 189 del 2016, bensì rafforzata. Tutti i corsi d'acqua non sono disponibili a nuovi prelievi, tranne i casi previsti dalla deliberazione stessa. L'istruttoria delle domande presentate prima dell'entrata in vigore della moratoria si avvale poi dell'ausilio di una nuova metodologia di valutazione dell'impatto stabilita a livello di Autorità di bacino del fiume Po. Ricordo inoltre che non è possibile applicare la moratoria alle domande giacenti, per non innescare contenziosi e richieste di danni che vedrebbero la Regione quasi sicuramente soccombente in un eventuale giudizio. Nella preparazione va comunque detto che per l'aggiornamento del PTA, come già assicurato in sede di commissione consiliare, è stato chiesto ai tecnici di preparare ipotesi diverse di perimetrazione di siti non idonei allo sfruttamento idroelettrico e potranno essere valutate nel corso del processo di approvazione del piano stesso, come più volte si era indicato in occasione dei diversi confronti che si sono sviluppati in Consiglio su questo tema. Grazie.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Lei, nonostante il mio invito a non ripetere quanto fatto tramite stampa, ha voluto ripetere anche qui quanto mi aveva già risposto tre giorni fa. L'unica novità è che l'8 aprile ci sarà il primo incontro. Si poteva limitare a questo, visto che mi ha risposto tre giorni fa su tutto il resto.
Per quanto riguarda questa fase di confronto è utile che sia avviata al più presto finalmente, e a mio avviso si poteva fare anche di più e meglio, ma almeno si è iniziato questo confronto con la comunità, perché la gestione dell'acqua è un bene fondamentale e va gestito come bene comune e la comunità tutta intera deve essere coinvolta.
Facciamo in fretta, recupero il tempo perso dalla sua risposta, che per metà è stata inutile perché aveva già risposto, passiamo alle altre due domande. Sul fatto che la moratoria non sia stata intaccata qualche dubbio ce l'ho. Già non era una vera moratoria, ma una pseudo moratoria che limitava poco, e adesso ci troviamo pure con una delibera che andava a fermare questo utilizzo dell'acqua che è stata completamente stravolta dalla successiva revoca da parte della Giunta regionale. Avevamo già dei dubbi su questo intervento, perché non era lo strumento a nostro giudizio più idoneo; lo strumento giusto era - come abbiamo ripetuto da anni in questo Consiglio - identificare i siti non idonei, come è stato fatto per le altre fonti energetiche rinnovabili, non si capisce perché lo si è fatto per tutte tranne che per questa. Per le altre lo si è fatto forse in ritardo, ma lo si è fatto. Qui neanche lo si è fatto, quando bastava fare una delibera. Questo sì è lo strumento giusto, la delibera, non si capisce perché non l'abbiate fatta o perlomeno si capisce benissimo perché non è stata fatta. Oggi ci troviamo in piena revisione del piano, abbiamo un anno di tempo per fare anche questo, mi auguro che venga inserito nella discussione della revisione del Piano acque generale.
Per quanto riguarda invece gli aspetti sanzionatori, bisogna ricordarsi che da oltre un anno sono state avviate delle indagini nei confronti delle imprese che operano in Valle d'Aosta nel settore energetico, nella produzione energetica, e si è verificato che molte di queste hanno prelevato una quantità di acqua maggiore e hanno tutta una serie di infrazioni. Ci troviamo in un contesto di irregolarità diffuse, di controlli molto scarsi. Lo sappiamo, i controlli sono pochissimi, dal minimo deflusso in avanti, vediamo giornalmente che i nostri torrenti sono praticamente secchi. Quando vengono fatti i controlli, non si sa, sono pochi e non producono nulla. Tra l'altro fortunatamente quella vostra delibera sull'aspetto sanzionatorio è stata revocata, era abbastanza ridicola questa "patente a punti" che praticamente non aveva nessuna controindicazione nel continuare ad utilizzare l'acqua in modo scorretto.
Questa situazione di illegalità diffusa è inaccettabile, la Regione deve intervenire. Le regole devono essere chiare, ma devono soprattutto essere rispettate con dei controlli e sanzioni conseguenti. Non si può continuare a fare finta di niente prevedendo delle regole che poi in parte non vengono rispettate. Se le regole si fanno, devono essere rispettate, non si può continuare ad andare avanti in una situazione di totale illegalità. Grazie.
