Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1925 du 22 mars 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1925/XIV - Interpellanza: "Interventi di bonifica effettuati dalla società CVA a tutela del personale che ha operato all'interno della centrale di Montjovet dal 1992".

Follien (Presidente) - Punto n. 17 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Questa interpellanza parte da una questione relativa alla centrale CVA di Montjovet. È stato ritrovato dell'amianto all'interno della centrale, più precisamente installato sui pattini freno del gruppo di generazione. Permettetemi un passaggio tecnico, solo per capire quali sono le domande puntuali. In questa centrale i gruppi verticali hanno installato dei pattini di frenatura che sono in ferodo e che agiscono su sedi particolari per frenare la girante quando ci sono da fare le manutenzioni. In genere funziona così: quando si interrompe il lavoro della centrale il 50 percento della rotazione diminuisce in pochi minuti, mentre invece l'altro 50 percento fino al fermo definitivo è piuttosto lungo come tempo e, in genere, ci mette anche 30 minuti. A questo punto c'è bisogno di usare questi freni che sono installati all'interno del macchinario. Questa procedura viene fatta all'incirca una ventina di volte all'anno, e quando si va a fare la manutenzione e si apre la calotta che copre questa girante chiaramente si viene a contatto con delle particelle che sono all'interno del ferodo e che servono per fare la frenatura. Questo problema è stato in qualche modo risolto a dicembre di quest'anno da una ditta specializzata che ha fatto la bonifica all'interno della centrale, dopodiché gli uffici dell'USL sono passati per verificare che fosse stata fatta in maniera corretta e successivamente per dare l'okay per proseguire i lavori. Questa situazione è andata avanti per anni ed è stata risolta solo a dicembre dell'anno scorso; da qui ne consegue l'interpellanza che si sviluppa in quattro punti.

La prima domanda che faccio al Governo è per sapere se CVA intende intraprendere un'azione di screening per vedere qual è la situazione, soprattutto per tutte quelle persone che dal 1992 ad oggi hanno lavorato all'interno di quella centrale e che si sono quindi esposte in qualche modo a questo tipo di pericolo. La seconda domanda è relativa al fatto se si è verificato che i dipendenti hanno già malattie intercorse, in particolare l'asbestosi, che è una malattia polmonare riferita all'amianto. Le ultime due domande sono: se CVA sapeva che a partire dal 1992 c'era questo problema e perché non ha fatto nulla per risolverlo, soprattutto non ha dato le corrette indicazioni ai dipendenti o i dispositivi di prevenzione infortuni necessari in questi casi; infine, se il Governo regionale ritiene che questo modo di operare da parte dei dirigenti sia corretto e se meritano ancora la fiducia del Governo.

Presidente - Per la risposta, la parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Per quanto riguarda la prima domanda, CVA comunica di non avere in programma delle azioni di screening per il personale che opera o ha operato presso la centrale di Montjovet. Nello specifico della centrale, durante le attività di manutenzione del gruppo 2, è stato riscontrato un danneggiamento del sistema frenante e si è proceduto con l'analisi dei pattini dei freni e la valutazione del loro stato. Questo perché la dispersione di fibre contenenti amianto, a cui fanno riferimento le premesse dell'interpellanza, può avvenire in misura rilevante solo se i pattini di frenatura sono danneggiati. Accertata la presenza di materiale contenente fibre di amianto nei pattini danneggiati, si è provveduto ad interdire l'accesso alla centrale e ad incaricare una ditta specializzata che, in data 4 gennaio 2016, ha effettuato la messa in sicurezza preventiva del macchinario e dell'intera sala macchine, e in data 21 gennaio 2016 ha notificato "il piano di lavoro con carattere d'urgenza" all'USL. La ditta incaricata ha proceduto ad effettuare la bonifica. Al termine dell'intervento, l'USL in data 25 febbraio 2016 ha rilasciato la "Certificazione per la restituibilità del locale". CVA comunica di avere da tempo predisposto una mappatura del materiale contenente amianto che viene costantemente aggiornata sulla base delle segnalazioni di potenziale rischio pervenute dai vari responsabili aziendali (Capi funzione, Capireparto, Responsabile amianto CVA). A valle delle segnalazioni vengono effettuate le verifiche del caso. Sulla base dei risultati della suddetta mappatura, in via prudenziale e cautelativa, CVA ha iniziato già da tempo a rimuovere i materiali contenenti amianto, anche se non in stato di degrado, al fine di eliminare le situazioni di potenziale rischio. Questa è la ragione per cui non si pensa di fare uno screening.

Sulla seconda domanda, CVA ha comunicato che tra i dipendenti che hanno lavorato presso la centrale di Montjovet non risultano denunce per presunte malattie professionali per asbestosi.

Sulla terza domanda, premesso che gli impianti idroelettrici di ENEL sono stati acquisiti il 1 giugno 2001, CVA dichiara di aver sempre effettuato tempestivamente le comunicazioni in merito alla presenza di materiale amiantifero a seguito dei campionamenti effettuati, adottando conseguentemente tutte le azioni precauzionali necessarie, per cui il personale di CVA non risulta essere stato esposto nel tempo a fibre di amianto nei luoghi di lavoro.

La risposta all'ultima domanda credo che conseguentemente sia scontata, nel senso che rimane la fiducia piena.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Cognetta.

Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.

Presidente, quindi non è successo nulla sostanzialmente, è successo semplicemente che c'è stato un guasto, ci siamo accorti che c'era l'amianto ma lo sapevamo già prima, e quindi non è successo nient'altro, non c'è nessun malato e non c'è nessun problema.

Il fatto che non risultino denunce di per sé non è una garanzia, perché sono malattie che possono anche incubare per diversi anni prima di avere un'esplosione visibile. C'è però una cosa importante che bisogna tenere presente, cioè il fatto che di questo problema non si è inteso comunicare ai dipendenti qual era la reale natura. Non è stato fatto nessun tipo di azione informativa specifica dal 2001 ad oggi (io direi dal 1992, ma prima era ENEL), non è stato fatto nessun tipo di azione specifica. D'altro canto, il fatto che sia stato un guasto a far emergere questa questione ne è la prova. Questa cosa andava avanti già da tantissimi anni, non è stato fatto nessun tipo di lavoro. Al di là della questione esclusivamente tecnica, purtroppo da parte dei dirigenti CVA c'è sempre questo atteggiamento di cercare di minimizzare e di escludere i problemi, e questo è un altro caso, un caso nel quale non si vuole, neanche da parte sua, dare la giusta rilevanza al problema. Fare uno screening rispetto ai lavoratori, che non sono poi tantissimi, ci porrebbe al riparo da qualunque eventuale problema e soprattutto eviterebbe che problemi più grandi in futuro espongano la società a richieste di risarcimento danni che, come lei sa, possono avvenire in questi casi.